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VITTORIA IN TRASFERTA PER GLI SPURS DI BELINELLI

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Vittoria in trasferta dei San Antonio Spurs di Marco Belinelli nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Sul parquet della Bankers Life Fieldhouse, la tana degli Indiana Pacers, il quintetto texano si impone con il punteggio di 111-100 con 7 punti in 26 minuti di impiego della 32enne guardia di San Giovanni in Persiceto. Top scorer dell’incontro è il suo compagno di squadra LaMarcus Aldridge, a referto con 33 punti (21 di Bojan Bogdanovic tra i padroni di casa). Dopo quattro sconfitte di fila, i Golden State Warriors, ancora privi di Stephen Curry e Draymond Green, danno un calcio alla crisi travolgendo per 125-97 i Portland Trail Blazers con 63 punti complessivi della coppia Kevin Durant-Klay Thompson. Tra le altre partite disputate spicca anche la settima affermazione nelle ultime otto gare dei Los Angeles Lakers, che hanno la meglio su Utah Jazz per 90-83 con 24 punti di Brandon Ingram.
(ITALPRESS).

F.1, HAMILTON CONQUISTA LA POLE AL GP DI ABU DHABI

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Lewis Hamilton è il campione del mondo senza se e senza ma e lo ha dimostrato anche nell’ultima qualifica, cercata, voluta ed ottenuta senza lasciare spazio a nessuno. The Hammer non si smentisce e nel suo secondo giro lima le piccole imperfezioni del primo e pone l’asticella su 1’34″794. Un limite che nessuno riesce a superare. Il compagno di squadra Vallteri Bottas, a parità di vettura, si deve accontentare della seconda piazzola in griglia, più lento di 162 millesimi. I ruoli sono stati rispettati e per l’undicesima volta il penta campione si porta a casa il trofeo che Pirelli mette a disposizione per l’autore della pole position. Nulla può nemmeno la Ferrari che nel terzo settore, quello ricco di curve a 90° e di frenate e ripartenze, mostra di non essere riuscita a recuperare, cosa che invece è riuscita a fare la Mercedes dopo un inizio altalenante.
Sebastian Vettel, quindi, si deve accontentare di aprire la seconda fila con un ritardo superiore ai tre decimi, vincendo l’ultimo duello con Kimi Raikkonen, quarto ma a quasi sei decimi da Hamilton. La stagione – almeno per le qualifiche – si chiude ancora in sordina per le monoposto di Maranello che non sono riuscite, ancora una volta, a confermare quanto di buono fatto vedere nella prima parte di stagione. Almeno in questa occasione, le due rosse dimostrano di avere qualcosa in più rispetto alle Red Bull. Dopo i buoni risultati delle prove libere, infatti, Max Verstappen sarà solo sesto, preceduto dall’ormai ex compagno di squadra Daniel Ricciardo, chiudendo a otto decimi dalla pole e a due dal suo team mate. Nelle qualifiche degli altri, ottimo settimo tempo per Romain Grosjean con la Haas a motore Ferrari, a 1″4 e per soli 45 millesimi più veloce di Charles Leclerc, all’ultima prova con la Sauber motorizzata dal Ferrari marcato Alfa Romeo. In quinta fila la Force India di Esteban ocon che dalla prossima stagione vestirà la tuta del terzo pilota Mercedes e la Renault di Nico Hulkenberg.
Fernando Alonso alla sua gara d’addio in Formula 1, ha ottenuto il quindicesimo tempo con la McLaren, comunque sempre più veloce del suo compagno di squadra Stoffel Vandoorne, diciottesimo.

NICOLA OK ALL’ESORDIO, UDINESE BATTE ROMA 1-0

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L’Udinese batte la Roma per 1-0 nell’anticipo della tredicesima giornata di Serie A. Alla Dacia Arena a punire i giallorossi ci pensa Rodrigo De Paul al 54’ regalando i tre punti a Davide Nicola, all’esordio sulla panchina friulana. Perde il Real, perde la Roma e dunque c’è da attendersi un super march martedì all’Olimpico per la Champions. Dopo la pausa per le nazionali, non mancano novità di formazione per entrambi gli allenatori. Out Lasagna e dentro Pussetto per i friulani mentre il tecnico giallorosso deve rinunciare ad Olsen con l’esordio stagionale di Mirante. E il portiere ex Bologna al 15’ è subito chiamato ad intervenire: Fazio sbaglia il retropassaggio e l’estremo difensore anticipa Pussetto servendo Kolarov con i piedi. L’Udinese sfodera una linea difensiva bassa per togliere profondità ai velocisti giallorossi e la Roma ci prova con iniziative individuali: al 18’ El Shaarawy salta tre avversari ma sbaglia la conclusione da fuori area. Ma l’Udinese non sta a guardare e al 26’ è pericolosa: Fofana vince il duello fisico con Nzonzi e innesca De Paul il cui passaggio in profondità per Pussetto viene in qualche modo neutralizzato da Santon prima e da Fazio poi. Un minuto dopo Cristante perde palla e dà vita al contropiede dei friulani che si conclude col colpo di testa a botta sicura di Pussetto che termina a lato. Al 35’ il primo squillo di Schick: Kolarov crossa in area dalla sinistra, il ceco di testa schiaccia ma Musso blocca. Il portiere dell’Udinese risponde presente anche pochi minuti dopo sulla punizione defilata di Kolarov e smanaccia in calcio d’angolo. La Roma continua a mantenere percentuali importanti di possesso palla (30%-70%) ma al 45’ si va negli spogliatoi sul risultato di 0-0.
Nella ripresa i giallorossi continuano a controllare il gioco e al 48’ c’è un episodio da moviola: Samir stende in area Pellegrini ma per Fabbri non c’è rigore. Al 54’ l’Udinese sblocca il risultato: De Paul salta Santon e Juan Jesus e batte Mirante in uscita per l’1-0 friulano. La Roma prova a reagire e sfiora il pareggio con un colpo di testa di Nzonzi a botta sicura sugli sviluppi di un calcio d’angolo: palla fuori. Al 63’ la difesa giallorossa sbaglia ancora e Pussetto punisce con il momentaneo 2-0 che viene annullato per un tocco col braccio rilevato col Var. Di Francesco si gioca le carte Under e Dzeko al posto degli spenti Kluivert e Schick: al 73’ il bosniaco ha la palla del pareggio su assist del turco ma non ne approfitta. La Roma continua a controllare il pallino del gioco ma si conferma sterile in fase offensiva con Dzeko che entra bene in partita senza riuscire a pungere. All’89’ il bosniaco fa da sponda per El Shaarawy la cui conclusione termina tra le braccia di Musso. Ma nel finale la Roma prova l’assedio e offre spazi per le ripartenze: Fofana lancia Machis che a tu per tu con Mirante si fa ipnotizzare dal portiere. Si tratta dell’ultima vera occasione di una partita che scaccia crisi per l’Udinese e convinzioni per la Roma: i friulani salgono a quota dodici punti in classifica, giallorossi fermi a diciannove.
(ITALPRESS).

GLI ALL BLACKS SCHIACCIANO L’ITALIA 66-3

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Dopo il pesante ko contro l’Irlanda, la bella vittoria sulla Georgia e la sconfitta con l’Australia, l’Italrugby ha perso oggi l’ultimo “Cattolica Test Match”, cedendo nettamente di fronte ai campioni del mondo della Nuova Zelanda. All’Olimpico di Roma gli All Blacks si sono imposti per 66-3. Evidente la differenza fra le due squadre in campo: ospiti letali ogni qual volta hanno deciso di schiacciare il piede sull’acceleratore. Sugli scudi i fratelli Bauden e Jordie Barrett.
Il ct azzurro Conor O’Shea dal primo minuto ha schierato un XV molto simile a quello sceso in campo a Padova (sette giorni fa) contro l’Australia. Unica novità l’innesto di Luca Sperandio al posto dell’infortunato Mattia Bellini. Spazio quindi a: Hayward; Benvenuti, Campagnaro, Castello, Sparandio; Allan, Tebaldi; Steyn, Polledri, Negri; Budd, Zanni; Ferrari, Ghiraldini, Lovotti.
La prima meta dei neozelandesi è arrivata all’8′ con Perenara che ha sfondato sull’esterno (trasformazione fallita da Bauden Barrett). Quattro minuti dopo l’Italia ha provato a reagire e ha conquistato tre punti, grazie a un bel calcio di punizione di Tommaso Allan. Dopo il quarto d’ora è McKenzie a sfondare al centro; a ruota trasformazione buona di Bauden Barrett e ospiti avanti 12-3. Qui gli All Blacks hanno cominciato a dilagare. Lo stesso McKenzie ha trovato nuovamente il varco vincente al 27′, seguito da due mete firmate da Jordie Barrett, fra il 32′ e e il 42′. In queste tre occasioni Bauden Barrett ha messo la sfera ovale tra i pali due volte (la seconda e la terza); così i neozelandesi sono andati al riposo avanti per 31-3.
Anche nella ripresa i campioni del mondo hanno messo a segno cinque mete. Questo l’ordine: al 3′ Laumape, al 6′ Bauden Barrett, all’11’ McKenzie, al 34′ e allo scadere due volte Jordie Barrett. In questi cinque casi tutte dentro i pali le trasformazioni, due a firma di Bauden Barrett e tre calciate dal neo entrato Mo’unga.
Prima del match, nell’ambito del progetto di responsabilità sociale “Discovery for good”, gli atleti dell’Italia sono scesi in campo per il riscaldamento indossando maglie speciali: i numeri riportati sulla schiena dei giocatori sono legati al fenomeno della violenza sulle donne in Italia. Il tutto per sensibilizzare il pubblico a casa e in tv sul tema, in vista della “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”, che sarà celebrata domani.
(ITALPRESS).

FEDERICA BRIGNONE REGINA DEL GIGANTE DI KILLINGTON

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Federica Brignone è sempre più la regina dello slalom gigante in rosa. La campionessa valdostana, infatti, infila il nono successo in Coppa del Mondo, vincendo sulle nevi statunitensi di Killington, grazie ad una seconda manche super che le regala così anche il 26° podio in carriera. Seconda al termine della prima, con 37 centesimi di ritardo sulla norvedese Ragnhild Mowinckel, ha sciato in maniera quasi perfetta, con una sola piccola sbavatura nella parte finale che, comunque non le ha impedito di passare sotto il traguardo con 49 centesimi sull’avversaria. Sul terzo gradino del podio sale l’austriaca Stephanie Brunner che mantiene la posizione della prima prova, con un ritardo di 78 centesimi sull’azzurra. Ai piedi del podio la dominatrice delle ultime Coppe del Mondo, Mikaela Shiffrin. La padrona di casa che partiva dalla sesta piazza dopo la prima manche, ha recuperato due posizioni, chiudendo a 99 centesimi dalla Brignone. Un risultato che comunque le permette di restare al comando della Coppa del Mondo con 210 punti; trenta in più della valdostana che, però, guida la classifica di Gigante.
Delle altre azzurre in gara, undicesimo posto per Marta Bassino che perde la Top10 conquistata dopo la prima discesa, chiudendo a 2″13 dalla compagna di squadra. Irene Curtoni si classifica al quattordicesimo posto con un ritardo di 2″40.Azzurri in grande evidenza anche nella discesa libera di Lake Louise. Sulle nevi canadesi, infatti, Christof Innerhofer e Dominik Paris lasciano il segno. Dopo la vittoria di Federica Brignone nel gigante femminile di Killington, i due azzurri salgono rispettivamente sul secondo e sul terzo gradino del podio nella discesa di Lake Louise, la prima della stagione, arrendendosi soltanto all’austriaco Max Franz. Entrambi, del resto, l’avevano promesso. “So che valgo più dell’unico podio dell’anno scorso”, aveva detto alla vigilia Innerhofer. Alla prima gara della sua stagione l’ha già dimostrato e, anzi, c’è quasi un pizzico di rammarico: partito col pettorale numero 2, è stato davanti a Franz per oltre metà gara, poi un piccolo errore gli ha fatto perdere quei due-tre decimi che l’hanno portato dietro all’austriaco. Ma il primo podio a Lake Louise (il sedicesimo in carriera) e il ritorno nella top 3 in discesa quattro anni e otto mesi dopo il secondo posto di Lenzerheide, possono bastare per farlo sorridere.
Si era capito subito, d’altrone, che con quei tempi (1’46″18 Franz e 1’46″46 Innerhofer) si poteva pensare in grande. E infatti, uno ad uno, nessuno si è più avvicinato, non l’olimpionico Aksel Lund Svindal, condizionato dall’infortunio alla mano sinistra, non Jansrud, finito a oltre un secondo da Christof. L’unico ad impensierire i primi due, almeno nella prima parte della discesa, è stato Dominik Paris (alla pari di Franz al primo intermedio), e alla fine ha potuto gioire comunque per un gran terzo posto, tirando un sospiro di sollievo prima quando Beat Feuz, scatenato in prova, non è riuscito a superarlo, e poi quando l’austriaco Kriechmayr è finito dietro di appena tre centesimi.

 

RONALDO-MANDZUKIC, JUVE BATTE SPAL 2-0

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La Juve batte 2-0 la Spal grazie alle reti di Cristiano Ronaldo nel primo tempo e Mandzukic nella ripresa. In un primo tempo in cui la Juventus ha dovuto fare la partita, la Spal si e’ opposta con poco timore e i bianconeri hanno faticato quasi mezzora per sbloccare una gara che ancora una volta si e’ dimostrata piu’ complicata del previsto vuoi per un po’ di negligenza dei padroni di casa e vuoi per attenzione degli ospiti. Per la verita’ la Juventus al 9′ aveva esultato per un autogol di Gomis, ma l’arbitro La Penna aveva gia’ annullato perche’ sulla rimessa estense dal fondo Mandzukic era entrato in area di rigore prima che la palla uscisse da quel settore di campo. Dopo un paio di tentativi dalla distanza di Douglas Costa e una risposta sull’altro fronte di Kurtic e’ stato Cristiano Ronaldo a portare in vantaggio i suoi: al 29′, su una punizione dalla destra di Pjanic, CR7 e’ stato il piu’ veloce di tutti a muoversi eludendo la linea del fuorigioco avversaria e freddando con un controbalzo mancino il gia’ citato Gomis. Al 41′ ghiotta chance di raddoppio per la Juventus ma la conclusione diretta in porta di Pjanic e’ stata deviata in calcio d’angolo dal provvidenziale tocco di Felipe. Dopo cinque minuti dal ritorno in campo dopo l’intervallo e’ stato Douglas Costa a sfiorare il gol ma stavolta e’ stato il palo a dire di no: schema su punizione quasi dalla linea di fondo, tocco di Pjanic per il brasiliano e sinistro violento che si e’ stampato sul montante alla destra di Gomis. Non ha invece sbagliato al quarto d’ora Mandzukic che non ha dovuto far altro che spingere in porta da pochi passi la respinta di Gomis sulla conclusione dalla distanza di Douglas Costa servito con un tocco a rimorchio di Ronaldo, che nel finale di gara ci ha provato altre tre volte.
(ITALPRESS)

INTER RIPRENDE A MARCIARE, FROSINONE KO 3-0

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L’Inter torna alla vittoria in campionato dopo lo stop contro l’Atalanta prima della sosta. Pronostici rispettati per i nerazzurri nell’anticipo della tredicesima giornata di Serie A contro il Frosinone, piegato a San Siro per 3-0. Sin dalle prime battute l’Inter prende il comando delle operazioni e si fa vedere con insistenza dalle parti di Sportiello: il muro giallo cade solamente dopo dieci minuti, quando Keita ubriaca di finte Goldaniga e Zampano e segna col sinistro il suo primo gol con la nuova maglia. Lo svantaggio non spinge gli ospiti ad osare qualcosa in più, attendendo nella propria metà campo e lasciando il possesso palla alla squadra di Spalletti che al 23’ sfiora il raddoppio con una gran conclusione di Lautaro Martinez, schierato come titolare al posto di capitan Icardi, respinta in corner in tuffo da Sportiello. Al 30’ l’argentino indossa invece i panni del rifinitore per servire di prima l’accorrente Gagliardini, che sbaglia il primo controllo e spreca una buona occasione.
Due minuti più tardi arriva  finalmente il primo tiro nello specchio del Frosinone, con Chibsah che trova spazio al limite dell’area e tenta il piazzato: la conclusione termina però docile però tra le mani di Handanovic. Il primo tempo scorre via senza troppi sussulti, eccezion fatta per una elegante girata di Skriniar sugli sviluppi di un calcio di punizione ma bloccata dal portiere avversario: le squadre rientrano dunque negli spogliatoi dopo un minuto di recupero sull’1-0 in favore dell’Inter. La ripresa sembra non proporre un cambio di canovaccio: i ciociari rischiano addirittura di restare in dieci ma Pairetto grazia Cassata e non sanziona una plateale trattenuta con il secondo giallo.  Poi, al 54’, quasi dal nulla l’unica vera pallagol per il Frosinone: Ciofani anticipa benissimo De Vrij ma Handanovic salva sul primo palo con il piede. Nel momento del match che sembra più favorevole agli ospiti arriva però la doccia gelata: un ispirato Keita crossa un gran pallone in area su cui al 57’ Lautaro Martinez impatta di testa con perfetta scelta di tempo e mette in buca d’angolo per il 2-0.
Messa in ghiaccio la partita, l’Inter gioca con più tranquillità e approfitta degli spazi inevitabilmente più aperti concessi dagli avversari: Lautaro cerca la doppietta personale, Politano vuole dare continuità alla rete in nazionale ma un attento Sportiello evita l’imbarcata ai suoi con una serie di ottimi interventi. Longo prova a dare più vivacità al fronte offensivo con Campbell, Spalletti concede un quarto d’ora a Icardi e l’ovazione del Meazza per Martinez ma è ancora Keita a timbrare il cartellino all’82’: Politano si invola in campo aperto e mette in porta l’ex Lazio, che con freddezza apre il piatto e trova l’angolo più lontano per il 3-0. L’Inter cala dunque il tris che gli permette di salire a 28 punti e agganciare almeno per una notte il Napoli al secondo posto, il Frosinone resta fermo alla penultima piazza a quota 7.

NBA, SCONFITTA ESTERNA PER GLI SPURS DI BELINELLI

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Sconfitta esterna per i San Antonio Spurs di Marco Belinelli nella notte italiana della regular-season dell’Nba. I Milwaukee Bucks si impongono per 135-129, trascinati da un Antetokounmpo in grande spolvero (34 punti). Per l’azzurro 12 punti realizzati in 17 minuti in campo.

Agli Houston Rockets non bastano i 40 punti di James Harden, autore anche di 13 assist: escono sconfitti dal campo dei Cleveland Cavaliers per 117-108, mentre ne realizza addirittura 44 Kevin Durant nel successo di misura dei Golden State Warriors su Sacramento Kings (117-116).

Continua il momento negativo dei Boston Celtics, sconfitti per 113-104 in casa dei Dallas Mavericks.