La Croazia ha vinto la Coppa Davis 2018, l’ultima con l’ormai “superata” formula di gioco. Sulla terra rossa indoor dello Stade Pierre Mauroy, nei pressi di Lille, Marin Cilic, numero 7 del mondo, ha conquistato oggi il punto decisivo (3-1 il risultato), battendo in tre set il francese Lucas Pouille, 32 del ranking Atp, col punteggio di 7-6 (3) 6-3 6-3. Troppo forti i singolaristi della Croazia per la squadra capitanata da Noah. Nei tre match individuali disputati in questo weekend Cilic e Borna Coric non hanno perso nemmeno un set. Il punto della bandiera per la Francia è arrivato grazie al doppio, vinto ieri da Pierre Hugues Herbert e Nicolas Mahut. Inutile il “cambio” odierno: Pouille è stato schierato al posto di Chardy. Non più in scena l’ultima sfida, ovvero Coric-Tsonga, ininfluente ai fini del risultato finale.
Per la Croazia è la seconda Insalatiera della sua storia, dopo quella vinta nel 2005 grazie ad Ancic e Ljubicic.
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IN DAVIS TRIONFA LA CROAZIA, FRANCIA AL TAPPETO
GP ABU DHABI, VINCE HAMILTON DAVANTI A VETTEL
Lewis Hamilton vince il Gran Premio di Abu Dhabi, ventunesima tappa del Mondiale 2018 di Formula 1. Il pilota britannico della Mercedes si aggiudica l’ultima gara stagionale davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel e alla Red Bull di Max Verstappen.
CHIEVO FERMA NAPOLI E JUVE VOLA A +8, LAZIO-MILAN 1-1
Il Napoli non va oltre lo 0-0 casalingo contro il Chievo e la Juve vola a +8. Stesso risultato anche tra Bologna e Fiorentina, mentre l’Empoli supera 3-2 dopo una clamorosa rimonta l’Atalanta. Dopo il successo nel derby emiliano del Parma sul Sassuolo per 2-1 (di Gervinho e Bruno Alves le firme del sorpasso ai ducali, in piena zona Europa League), pomeriggio ricco di sorprese in A. La più grossa ovviamente al San Paolo, dove il Napoli attacca a testa bassa ma non trova la chiave giusta per superare il fanalino di coda Chievo, salvato da Sorrentino e da due pali (Insigne e Koulibaly). Sorride la Juventus, in fuga: otto i punti di vantaggio sui partenopei di Ancelotti, nove sull’Inter.
Grandi emozioni all’Olimpico, dove finisce 1-1 tra Lazio e Milan. Kessie, con la deviazione di Wallace, porta avanti i rossoneri, in piena emergenza; al 94′ Correa salva Inzaghi e il quarto posto dei biancocelesti, che mantengono una lunghezza di vantaggio sugli uomini di Gattuso. In parità, 1-1, anche il derby di Genova: alla rete di Quagliarella all’8′ ha risposto Piatek su rigore al 17′. La Samp, a quota 16, conserva un punto di vantaggio sul Genoa.
Succede di tutto a Empoli, dove Iachini (squalificato) trova la seconda vittoria in altrettante panchine: 3-2 all’Atalanta, che era avanti di due reti. Dopo la mezz’ora va a segno Freuler, dopo una bella iniziativa di Hateboer sulla destra. L’Empoli reagisce e avrebbe l’occasione per il pareggio immediato, ma Caputo spedisce sulla traversa un rigore concesso tramite Var per un braccio largo di Masiello. Oltre il danno la beffa: in contropiede, Zapata serve Hateboer che sigla il 2-0. Finita? Macchè. Prima dell’intervallo La Gumina trova la zampata giusta, poi Provedel si salva in un paio di circostanze su Gomez e Masiello, in giornata decisamente no, è sfortunato protagonista nell’azione del 2-2, propiziata da un cross basso di Pasqual. Si fa espellere Ilicic per proteste e in pieno recupero arriva il clamoroso sorpasso, firmato Silvestre. A Bologna, la Fiorentina attacca ma spreca tanto (Simeone su tutti) e trova un super Skorupski sulla sua strada: l’ex Pioli non sfonda neanche sul colpo di testa di Milenkovic (palo) e Inzaghi raccoglie un pareggio prezioso.
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GALLINARI DECISIVO, CLIPPERS OK A PORTLAND
Danilo Gallinari sempre più protagonista della regular-season dell’Nba. Nella notte italiana, la 30enne ala di Sant’Angelo Lodigiano è decisivo nel successo esterno dei Los Angeles Clippers sul campo dei Portland Trail Blazers: sul parquet del Moda Center, i californiani passano con il punteggio di 104-100 e l’azzurro, partito nel quintetto base, mette a segno 17 punti in 30 minuti di impiego, impreziositi da 8 rimbalzi e 5 assist. Meglio del ‘Gallo’, fra gli ospiti, fa solo Tobias Harris, a referto con 34 punti (30 per il ‘padrone di casa’ Damian Lillar). Con questo successo, la formazione di Doc Rivers aggancia i Golden State Warriors al comando della Western Conference. Sconfitta casalinga, invece, per i Los Angeles Lakers, che si fanno sorprendere per 108-104 da Orlando Magic, trascinati dai 31 punti di Nikola Vucevic (24 di LeBron James tra i locali). Tra gli altri match disputati, da segnalare l’affermazione interna dei Toronto Raptors, che battono per 125-115 Miami Heat nonostante i 35 punti, per la squadra della Florida, di Dwayne Wade.
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RIZZOLI “AGGIUSTATO INTERVENTO E USO DEL VAR”
“Siamo soddisfatti: non è mai facile e scontato esserlo dopo una domenica di Serie A, stavolta però lo siamo certamente”. Il designatore arbitrale della Serie A, Nicola Rizzoli, si dice contento del rendimento della ‘sua’ squadra nel fine settimana di campionato. “C’è un maggior utilizzo del Var? L’intervento è sempre in funzione delle dinamiche del gioco, non tanto della volontà, che è di eliminare gli errori – spiega l’ex direttore di gara internazionale ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’, su Rai RadioUno – Più che aumentato, ne abbiamo aggiustato l’intervento e l’utilizzo dopo qualche errore dell’inizio. Con gli allenatori ci siamo confrontati in un workshop interessante da cui sono usciti dei feedback positivi”. Rizzoli ‘apre’ al Var per la B: “Sicuramente ci stanno pensando, è una questione di costi, risorse e uomini, è un progetto che va verificato appieno prima di dire sì o no. Cominciare a metà è sbagliato, nel momento in cui la Lega di B troverà le risorse adeguate, non solo economiche, potrà cominciare anche tra i cadetti”. Nel massimo torneo sono diminuiti i rigori: “Le statistiche ci danno degli spunti e delle riflessioni da fare. L’anno scorso erano aumentati del 5%, ma non è significativo, quest’anno invece sono diminuiti, ma se mettiamo a confronto con le simulazioni, -40%, significa che attaccanti e difensori sono più attenti in area perché sanno che determinate situazioni non sfuggono più agli arbitri”. “Brutti cori a Udine e a Torino? Ci siamo confrontati con il presidente della Figc Gravina, sono atteggiamenti da perseguire – prosegue Rizzoli – Siamo nel 2018, è triste pensare che bisogna combattere certi cori ma è la realtà – spiega l’ex arbitro internazionale – Quando c’è razzismo o razzismo territoriale, l’arbitro ha il dovere innanzitutto di fermare la gara e far fare un annuncio pubblico; qualora continuino, deve fermare di nuovo la gara, far schierare i giocatori a centrocampo e far fare un altro annuncio; se i cori continuano, l’arbitro deve far tornare i giocatori nello spogliatoio e toccherà ai responsabili di ordine pubblico decidere se ci sono o meno le condizioni per proseguire e dunque sospendere la partita”. Dopo 120 partite in A, sottolinea poi Rizzoli, “c’è un aumento delle ammonizioni del 20%, in contrasto con la diminuzione delle stesse del 20% dell’anno scorso, il che vuol dure che c’è un problema culturale. L’anno scorso c’è stato solo un rosso per proteste, quest’anno siamo già a due. Con gli allenatori abbiamo convenuto che i giocatori debbono lasciare arbitri tranquilli nell’utilizzo del Var, rivalutando la figura del capitano”. Detto che, dalla prossima stagione, si lavorerà per ‘togliere’ la volontarietà per il fallo di mano in area (“L’anno prossimo si faranno delle considerazioni oggettive da fare per portare più uniformità nei giudizi”), Rizzoli è convinto che un arbitro non debba chiudere un occhio, come nel caso delle espulsioni ieri di Inzaghi e Juric: “Ci sono momenti in cui capitano delle reazioni o emozioni, ma quando si prendono delle decisioni, che sono sempre difficili, bisogno anche accettare o rendersi conto che si è andati oltre. Dopo che la pressione è passata, si capisce che bisogna applicare le regole: chiudere gli occhi è una questione culturale da superare per il rispetto delle persone”.
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FOGNINI, CECCHINATO E GIORGI STABILI NEL RANKING
Nella classifica pubblicata stamane dall’Atp, definitiva per le zone alte del ranking, Fabio Fognini si conferma il primo degli azzurri: il ligure è stabile al numero 13, eguagliando il best ranking (firmato per la prima volta il 31 marzo 2014). Alle sue spalle nessuna variazione anche per Marco Cecchinato, numero 20 (ad un passo dal best ranking), mentre fa un passo avanti Andreas Seppi, 37esimo. Nesuna variazione per Matteo Berrettini, numero 54. Subito fuori dai top 100 perdono una posizione Thomas Fabbiano (n.102), Lorenzo Sonego (108) e Paolo Lorenzi (110), mentre più indietro da segnalare il best ranking di Gianluigi Quinzi, ora numero 147, e di Filippo Baldi, che grazie alla finale nel challenger di Andria guadagna 8 posizioni e sale al numero 172. Con la conclusione delle Atp World Tour Finals di Londra il ranking è oramai diventato “end year”, almeno per i tennisti che giocano esclusivamente i tornei del tour maggiore, che ripartirà la prima settimana di gennaio. In vetta c’è Novak Djokovic, tornato a sedersi sul trono per la quarta volta dopo la finale di Parigi-Bercy: per Nole è la 227esima settimana complessiva al comando. In seconda posizione c’è Rafael Nadal, staccato di 1.565 punti, mentre sul gradino più basso del podio c’è Roger Federer che precede il “maestro” Alexander Zverev e Juan Martin Del Potro. In sesta posizione c’è Kevin Anderson davanti a Marin Cilic: quindi Dominic Thiem, Kei Nishikori e John Isner. E’ stabile Camila Giorgi nella classifica pubblicata stamane dalla Wta: la 26enne marchigiana si conferma al numero 26 (best ranking) ed è sempre la prima delle azzurre. Stabile anche Sara Errani, numero 108, mentre guadagna una posizione Martina Trevisan, ora numero 188. Nessuna variazione nella top-ten mondiale che dopo la conclusione del Wta Elite Trophy di Zhuhai è diventata “end year” almeno per quanto riguarda le giocatrici impegnate esclusivamente nei tornei del circuito maggiore, oramai terminato. Simona Halep è in vetta per la 40esima settimana consecutiva (la 56esima complessiva): la 27enne rumena di Costanta, bloccata da fine settembre per un problema alla schiena, ha un vantaggio di 1.046 punti sulla tedesca Angelique Kerber che precede la danese Caroline Wozniacki. Al quarto posto c’è l’ucraina Elina Svitolina davanti alla giapponese Naomi Osaka ed alla statunitense Sloane Stephens. Chiude la stagione in settima posizione la ceca Petra Kvitova che precede l’altra ceca Karolina Pliskova, l’olandese Kiki Bertens e la russa Daria Kasatkina.
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FEDERBOCCE E FISDIR FIRMANO PROTOCOLLO INTESA
È stato firmato quest’oggi un protocollo fra la Federazione Italiana Bocce (Fib) e la Federazione Italiana Sport Paralimpici Intellettivi relazionali (Fisdir). Presso la sede della Fib, Marco Giunio De Sanctis, presidente della Federbocce, e Marco Borzacchini, presidente Fisdir, hanno sottoscritto un accordo volto a condividere azioni comuni con l’obiettivo di migliorare l’offerta sportiva sul territorio nazionale. Si tratta di una collaborazione che si configura come un tassello fondamentale sulla strada dell’inclusione nello sport delle persone con disabilità. «Era tantissimo tempo che aspettavo questo momento. Non è stato facile perché la Fisdir è la federazione che racchiude in sé tutte le discipline dell’handicap intellettivo relazionale, da sempre su delega del Cip. Per cui, delega alcune attività, ma altre le gestisce in proprio. Le bocce erano gestite in proprio. Questo momento è arrivato, credo, soprattutto alla luce della mia presidenza Fib, essendo stato per anni segretario generale del Comitato Italiano Paralimpico. Ho cercato di smussare gli angoli di una fiducia incondizionata, è un momento importante. Si tessereranno e si affilieranno tantissimi atleti e porteranno avanti progetti sia agonistici che sportivi, ma anche promozionali all’interno delle scuole», ha detto De Sanctis dopo la firma del protocollo. 

Fib e Fisdir si propongono di realizzare un progetto comune di promozione dell’educazione sportiva per la pratica delle bocce per atleti con disabilità intellettiva e relazionale, con l’obiettivo non solo di migliorare la qualità della vita ma anche di rafforzare quel fenomeno culturale di grande rilevanza sociale, considerato un valore fondamentale per l’individuo e la collettività.
«Oggi abbiamo firmato un “patto” che darà la possibilità a tanti ragazzi di cimentarsi in una disciplina bellissima come le bocce. È un patto importante, non voglio chiamarlo né accordo, né protocollo. È un patto perché con la Fib e il presidente De Sanctis vogliamo dare a questo disciplina uno sviluppo di notevole entità», ha detto Marco Borzacchini, presidente Fisdir.
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DI FRANCESCO “BATTERE IL REAL PER CANCELLARE UDINE”
“Abbiamo la fortuna di avere subito una partita importante in cui ci si può mettere in discussione e dimostrare che non siamo quelli di Udine”. Eusebio Di Francesco ha analizzato il momento della squadra in vista di Roma-Real Madrid, gara di Champions League che potrebbe regalare ai giallorossi il pass per gli ottavi. “Quanto è importante questa partita per il mio futuro? Parliamo della squadra, non di me: ho sempre sentito fiducia da parte della società – spiega in conferenza stampa il mister dei capitolini – Il calcio è il calcio, il risultato di domani è ovviamente importante per provare ad arrivare primi nel girone. Abbiamo una buona classifica in Champions e possiamo farla diventare ottima con la partita di domani”. Cosa è mancato alla Roma nella gara di Udine è presto detto: “Quello che è mancato è la determinazione, una cosa che non si compra al supermercato. La voglia di vincere con la cattiveria, sia in fase difensiva sia in fase offensiva. Avevamo preparato una partita, che io ritenevo fosse la più importante e il fatto di averla persa mi ha dato un fastidio enorme”. L’ex coach del Sassuolo apre il capitolo degli infortunati: “Pellegrini non sarà a disposizione, né per il Real né per l’Inter. Olsen ha fatto un ultimo provino oggi, ma i risultati degli esami strumentali fatti stamattina sono buoni. E anche Manolas dovrebbe essere della partita”. La cattiveria, mancata sabato al ‘Friuli’, si può allenare come qualità: “L’allenatore è lo stesso che ha sempre spinto i suoi giocatori di fare pressione e giocare nella metà campo avversaria. Anche l’allenatore deve fare qualcosa in più. Io l’esame di coscienza me lo faccio tutti i giorni”. Rispetto alla partita di andata il Real ha cambiato tecnico: “Secondo me sono molto simili rispetto a quelli dell’andata, anche nei movimenti e nelle caratteristiche dei calciatori. Non vedo grandissime differenze, ma a livello psicologico ce ne sono: all’andata venivano da un ottimo omento, mentre noi dovevamo ancora inquadrare la situazione. È un momento differente per entrambe le squadre nel modo di affrontare la gara”. ‘DiFra’, poi, non vuole parlare di formazione per non dare vantaggi: “Oggi non ho ancora deciso niente, nemmeno il sistema di gioco. Certe partite ti fanno fare certe valutazioni, penserò a tutto. Ogni calciatore ha le sue possibilità di scendere in campo. Vedremo come sarà l’ultimo allenamento. Domani potrebbero esserci delle sorprese”. “Ogni volta che c’è stata una sosta siamo incappati in delle trappole: ci sono troppi indizi a riguardo. Non potendo dare continuità al lavoro, le certezze dei ragazzi vengono a mancare. La squadra è cambiata rispetto all’inizio, anche i giovani sono cresciuti e da loro ci si possono anche aspettare degli alti e bassi: fa parte del percorso”. Ammesso di non essersi accorto della reazione di Kluivert dopo la sostituzione, Di Francesco, agli oltre 65mila che domani sera affolleranno l’Olimpico, promette di “dare il massimo per la maglia che si indossa: deve essere sempre così. E per tutti i tifosi che vengono allo stadio. La Roma in Champions ha fatto un percorso importante ma che siano arrabbiati è normale. Anche io non sono felice, non posso esserlo, mi auguro di essere più contento dopo la partita di domani. Questo è quello che tifosi devono chiedere domani. Il tifoso deve chiederci impegno e serietà. Deve far parte del nostro modo di essere”. Nel match di andata fu la notte migliore del Real di Lopetegui, anch’essi reduce da un ko in Liga: “Anche noi abbiamo perso, il vantaggio non c’è. È una partita a sé: vale per entrambi. Giochiamo contro i campioni di Europa, ricordiamocelo. Non è una squadretta. Per portare a casa tre punti contro il Real serve una grande partita sotto tutti i punti di vista. Non mi sono dato una spiegazione su di loro – conclude Di Francesco – ho così tanti cavoli a casa mia da sistemare che non posso preoccuparmi del Real Madrid”.
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