Home Sport Pagina 1721

Sport

ALLEGRI “PER FIORENTINA E’ LA PARTITA DELL’ANNO”

0

Fiorentina-Juventus di domani non è una trappola, piuttosto “una partita difficile perché la Fiorentina è una bella squadra, ben allenata con giocatori giovani e forti e che stanno facendo bene”. Lo ha detto Massimiliano Allegri alla vigilia della gara del Franchi rispondendo alle domande in conferenza stampa: “È una squadra che in casa non ha ancora perso, ha fatto 14 gol e subiti solo 3 – ha aggiunto parlando all’Allianz Stadium – Poi per loro è la partita più importante dell’anno, per noi sarà come tante altre partite, difficile perché troveremo una squadra che vorrà batterci ma sarà un turno importante perché le prime tre giocano tutte in trasferta. Ci vorrà tanta pazienza contro una squadra che sarà spinta da una città intera. Ci vorranno tanto entusiasmo, personalità e tecnica”. Nelle gambe dei giocatori bianconeri si sono fatte sentire le fatiche del martedì di Champions e Allegri dovrà valutare qualche alternativa: “La stessa squadra di mercoledì no, perché abbiamo giocato sabato, mercoledì e ora rigiochiamo sabato. Domani può darsi che ci sia qualcosa da cambiare”, ha detto l’allenatore bianconero. Che ancora una volta non ha moltissime soluzioni a centrocampo, dove sta facendo gli straordinari Rodrigo Bentancur: “Può fare ancora qualche corsa e domani la farà, poi vediamo come stanno Pjanic e Matuidi – ha spiegato – Cuadrado può fare anche il mediano destro. Oggi dopo l’allenamento vediamo chi ha recuperato. Bernardeschi torna a disposizione, Douglas Costa sta crescendo molto, c’è De Sciglio nuovamente a disposizione. Difficilmente, anzi quasi sicuramente non ci sarà Alex Sandro, Khedira è out, Emre Can lo valuterò oggi con i dottori se portarlo almeno in panchina”. Detto di Alex Sandro, la soluzione difensiva Allegri ce l’ha già in mente per ovviare all’assenza del brasiliano: “È più facile che giochino De Sciglio e Cancelo”, ha spiegato l’allenatore che ovviamente non rinuncerà in avanti a Cristiano Ronaldo, sempre in campo in stagione fatta eccezione per il turno di squalifica in Champions.  “Se mi ha mai chiesto di riposarsi? No, non me l’ha mai chiesto. Troveremo il modo di farlo riposare più avanti e poi, comunque, non è un tour de force”. Al fianco del portoghese ci sarà Mandzukic, con cui l’intesa si sta affinando gara dopo gara: “Quando si trova l’alchimia tra i giocatori, tutto va per il meglio. Perché Dybala più indietro? È questione di caratteristiche. Ronaldo e Mandzukic hanno bisogno quasi di tutto lo spazio davanti e il terzo poi deve entrare nello spazio che lasciano loro, che sia Dybala o un centrocampista. Ho sempre sostenuto che Paulo è un giocatore che deve fare il ‘tuttocampista’ perché riesce ad arrivare a chiudere l’azione. Segna meno, ma fa da raccordo tra centrocampisti e attaccanti e spesso ci fa uscire da situazioni difficili perché ha molta tecnica”. Allegri non chiede all’argentino di fare cose diverse rispetto a quanto fatto finora: “Per caratteristiche di Mandzukic e Ronaldo, tra loro e i centrocampisti ce ne vuole uno. Gioca nella stessa posizione ma ora ne abbiamo uno più davanti e uno in meno più indietro o sugli esterni”. Tanta qualità là davanti ma una Juve ancora incapace di chiudere le partite: “Credo che la squadra sia al primo posto come miglior attacco del campionato. Fino ad ora non siamo mai riusciti a vincere una partita 4-0. La squadra deve continuare a migliorare la velocità di passaggio, la fase difensiva. Bisogna alzare l’asticella e ognuno deve chiedere di più a se stesso. Dobbiamo sapere che ad oggi non abbiamo fatto niente”. Tornando al campionato, i prossimo saranno 20 giorni di fuoco per la Juve, ma non i più importanti per Allegri: “Non penso, ad aprile sarà il pezzo più importante della stagione. Pensiamo alla partita di domani, una volta fatta quella avremo un altro scontro diretto contro l’Inter poi andremo in Svizzera per mantenere il primo posto in Champions e poi avremo le altre partite. Ma in questo momento la cosa più importante è Firenze per la difficoltà della partita. Per la Juventus è sempre stato difficile a Firenze e lo sarà soprattutto contro questa Fiorentina”. Per Allegri non cambierà granché neppure nell’approccio alla partita del 26 dicembre, il Boxing day come lo chiamano gli inglesi, una prima assoluta in Italia: “Per noi le vacanze di Natale non dovranno essere un’incognita. La cosa più strana è che il 25 dovremo andare a Bergamo. Ci alleneremo il 23, il 24 e il 25 pomeriggio. Cercheremo di mangiare meno panettone, anche perché a Bergamo farà piuttosto freschino quindi rischiamo di congestionarci”. Nella passata stagione per i funerali di Davide Astori la Juventus fu accolta tra gli applausi a Firenze. Un clima di distensione nonostante l’acerrima rivalità che difficilmente si ripeterà domani: “Non si tratta solo di Juventus-Fiorentina, è in generale un problema in Italia – ha detto Allegri – Ne ha parlato Ancelotti, ne ha parlato Mancini, ne hanno parlato altri allenatori. È una questione di educazione sportiva, ci dev’essere una rivalità ma dev’essere sana e in questo in Italia bisogna migliorare”. Infine, a proposito di Fiorentina, un pensiero per l’ex Marko Pjaca che in riva all’Arno sta cercando di ritrovarsi: “È un giocatore che ha subito un brutto infortunio e ci vuole un po’ di tempo perché ritorni ad essere come prima dell’infortunio. È giovane, ha grandi qualità e potenzialità. Poi starà a lui metterci l’energia giusta per tornare ad essere quello che stava diventando”.
(ITALPRESS).

AZZURRI IN POLONIA PER QUALIFICAZIONE A MONDIALI

0

Due ore di volo per raggiungere Danzica, dove domenica sera l’Italia affronterà la Polonia nella seconda gara della quinta finestra di qualificazione al Mondiale 2019. Gli Azzurri, reduci dalla bella prestazione di ieri sera contro la Lituania (70-65) in un PalaLeonessa gremito, hanno bisogno di una vittoria per mettere dalla loro parte anche la matematica e staccare il pass per la Cina con due partite di anticipo. In caso di sconfitta contemporanea di Croazia (in Lituania) e Ungheria (in casa contro i Paesi Bassi) l’Italia potrebbe anche permettersi di perdere contro i polacchi e festeggiare ugualmente la qualificazione. La squadra, che dopo il match di Brescia ha salutato Candi, Moraschini e Tessitori, ha accolto Andrea Cinciarini, proveniente da Kaunas dove l’Olimpia nel tardo pomeriggio di ieri ha giocato contro lo Zalgiris in Eurolega. Sono dunque 14 gli uomini a disposizione del CT Sacchetti per la delicata trasferta in terra polacca. Gli avversari, che ieri hanno spazzato via i Paesi Bassi a Den Bosch con un rotondo 105-78 sono in piena corsa per il Mondiale e saldamente al terzo posto del girone J dietro la Lituania (certa del pass già da settembre) e l’Italia, seconda con 7 vittorie e 2 sconfitte. Ancora in gioco la Croazia, che ieri ha battuto in casa l’Ungheria, ora costretta a vincere almeno due partite su tre. Gli olandesi, ormai sull’orlo dell’eliminazione hanno sole 3 vittorie a fronte di 6 sconfitte. Esordio da favola per Giampaolo  “Pippo” Ricci, capace di piazzare una tripla pochi secondi dopo il suo ingresso in campo alla primissima presenza in Nazionale. “Ho preso la palla, ho tirato – ha detto – Non ci ho pensato e non l’ho neanche vista entrare avevo le luci davanti. E’ stata una scossa d’adrenalina incredibile. Quando sono rientrato negli spogliatoi a fine partita mi tremavano le mani. Esultare in panchina, fare parte della Nazionale… lo ricorderò per sempre. Abbiamo dimostrato tanta maturità, la Lituania è stata sempre viva, ma noi siamo stati bravi nell’ultimo quarto a cercare la vittoria più di loro. Il pubblico ci ha dato una gran mano, è stata una partita pazzesca”. Questo pomeriggio gli Azzurri hanno sostenuto la prima seduta di allenamento alla ERGO Arena. Domani, sabato primo dicembre, il CT comunicherà i 12 che scenderanno in campo alla a Danzica (ore 20.15, diretta su Sky Sport).
(ITALPRESS).

FEUZ VINCE DISCESA BEAVER CREEK

0

Beat Feuz mette in bacheca la sua undicesima vittoria in carriera nella discesa di Beaver Creek, che lo catapulta in vetta alla classifica di specialità con 140 punti dopo due gare. L’elvetico, pur commettendo qualche errore di traettoria è stato magico nel far correre gli sci sulla pista Bird of Prey e sotto una debole nevicata e a chiudere prima di tutti, con il tempo di 1’13″59. Si partiva dal Brink, il muro che comincia poco prima della partenza del superG, perché nella notte era caduta molta neve. La gara è stata comunque regolare ed ha fatto registrare anche una doppietta per i colori rossocrociati, con il secondo posto di Mauro Caviezel, al secondo podio della stagione e al miglior risultato in carriera, distanziato di soli 7 centesimi dal compagno di squadra. Terzo posto per l’indomabile Aksel Lund Svindal, ancora limitato dal tutore alla mano eppure già competitivo al massimo livello. Un solo centesimo in più per il campione norvegese, rispetto a Caviezel. Subito dopo francesi e austriaci con Theaux e Clarey a precedere Kriechmayr, Reichelt e un ottimo Walder, ottavo con il pettorale 44.
Il migliore degli azzurri è Dominik Paris dodicesimo con 77 centesimi di ritardo dal vincitore. Paris ha lasciato molto tempo nel lungo piano centrale. Buone notizie da Emanuele Buzzi che continua la sua crescita di rendimento andando sempre a punti e oggi è il secondo degli azzurri con la ventiduesima piazza, proprio davanti a Christof Innerhofer, per un solo centesimo.
Brutto volo, per fortuna senza conseguenze, per Peter Fill, decollato prima dello schuss finale e caduto sulla schiena. Fill non ha ancora nelle gambe i chilometri necessari per essere al top della forma, visto che ha cominciato a sciare da poco dopo lo stop estivo.

Nicole Schmidhofer, invece, conferma quanto di buona aveva fatto vedere già in prova, risultando la più veloce anche in gara. La 29enne austriaca firma così la sua prima vittoria in Coppa del Mondo, imponendosi nella prima delle due discese consecutive di Lake Louise. Aggressiva sin dall’inizio, la Schmidhofer ha preso sempre più velocità e grazie a linee strettissime ha fatto registrare il miglior tempo (1’48″13). Michelle Gisin, partita col pettorale numero 1 e fino a quel momento al comando, si è vista così sfilare il sogno del suo primo successo in discesa, ma la 24enne svizzera conferma di trovarsi a suo agio sulla pista canadese salendo di nuovo sul podio dopo il terzo posto nella scorsa stagione. Al terzo posto la giovane tedesca Kira Weidle, che sfata anche lei un tabù arrivando per la prima volta tra le prime tre in Coppa del mondo a 22 anni. Come per la Schmidhofer, i segnali si erano visti nelle prove, dove aveva ottenuto un primo e un terzo posto in tre giorni.
Il grande rammarico azzurro è legato a Nadia Fanchini, in testa fino al terzo intermedio con un tempo che avrebbe potuto regalarle il podio. Le parole della vigilia avevano fatto intendere che la bresciana avrebbe voluto dedicare un successo, o comunque un grande risultato alla sorella Elena, operata mercoledì dopo l’infortunio subito in allenamento a Copper Mountain. Stava sciando in modo pulito e aggressivo, poi è finita larga in una curva dopo metà gara e la sua prova è finita. Così la migliore delle italiane si è rivelata la giovane Nicol Delago, come nell’ultima prova: 1’50″24 il suo tempo dopo una buona partenza e qualche errorino nella parte centrale. Federica Brignone è arrivata al traguardo a 2″66 dalla Schmidhofer e quello che contava era prendere confidenza con una specialità che non è la sua. Nella parte più tecnica del tracciato non ha sbagliato nulla, l’obiettivo è migliorare piano piano. Nel frattempo Mikaela Shiffrin guadagna terreno nella classifica generale di Coppa del mondo e al momento, con la gara ancora in corso, conquisterà altri 29 punti grazie all’ottavo posto, salendo a quota 339.
Da segnalare la sesta posizione di Ilka Stuhec, tra le migliori discesiste al via con Sofia Goggia e Lindsey Vonn fuori per infortunio: al rientro dopo aver saltato tutta la scorsa stagione, di sicuro un buon risultato. Intanto si aspettano le altre azzurre Anna Hofer, Elena Curtoni e Francesca Marsaglia. Sabato 1 dicembre si replica: stesso orario (20.30 italiane, diretta tv su Eurosport 1 e Raisport), stessa pista, altra discesa. Domenica 2, invece, il mini-ciclo di Lake Louise si chiuderà con il superG delle ore 19.

 

BELINELLI NE FA 10, MA SAN ANTONIO ANCORA KO

0

Un solo italiano in campo nella notte Nba e ancora una volta Marco Belinelli non può rientrare negli spogliatoi con un sorriso. San Antonio, infatti, perde l’ennesimo match e si allontana pericolosamente dall’obiettivo playoff. Questa volta sono i Rockets a dare una severa lezione agli Spurs di Popovich battuti in casa per 136-105. Il “Beli” fa il suo, il coach gli concede 16 minuti e lui mette a referto 10 punti e 2 rimbalzi, entrando tra i 5 che vanno in doppia cifra. Il più prolifico è Aldridge con 20, segue DeRozan con 18, ne fa 11 White, si ferma a 10 anche Forbes. Houston non trova grande resistenza e torna alla vittoria facendosi trascinare dai 27 punti di Capela (12 rimbalzi), dai 26 di Gordon e dai 23 di Harden (10 assist).
Nelle altre gare della notte c’era grande attesa per la sfida tra i Lakers di LeBron James e i Mavericks di Doncic. Il talento di Dallas soffre lo Staples Center e alla fine mette a referto appena 6 punti, nel ko dei suoi che perdono 114-103 nonostante i 29 punti di Barnes e i 17 di Powell. A trascinare Los Angeles ci pensa il solito King James con i suoi 28 punti, ma sono in sei ad andare in doppia cifra con Kuzma e Chandler che si distinguono con 15 punti e 12 rimbalzi il primo, 13 e 12 il secondo.
Se LeBron James vince con i Lakers, i Cavaliers continuano a soffrire la sua partenza e perdono nettamente a Boston dove i Celtics si impongono 128-95 (29 punti per Irving). Successi anche per Utah (119-111 sugli Hornets con i 30 punti di Donovan Mitchell), Detroit (107-88 sui Bulls), Philadelphia (123-98 sui Wizards), Memphis (131-125 all’overtime con 37 punti di Conley), Miami (106-101 contro i Pelicans ko nonostante i 41 punti di Anthony Davis), Thunder (124-109 sugli Hawks), Orlando (99-85 sui Suns, 25 per Vucevic) e Denver (113-112 su Portland a cui non bastano i 33 punti di Cj McCollum).
(ITALPRESS).

ZAMPARINI CEDE 100% CLUB “FIRMATO CON NODO IN GOLA”

0

Si chiude l’era Zamparini. Il Palermo, infatti, ha reso noto con un comunicato stampa che “nella serata di ieri, 30 novembre 2018, è stato sottoscritto davanti al notaio il passaggio di proprietà del 100% del Palermo Calcio. Nel corso della prossima settimana è previsto l’incontro dei rappresentanti della società londinese, nuova proprietaria, con la squadra e la città”.
Ha riportato il Palermo in Serie A dopo oltre 30 anni di assenza, lo ha fatto sbarcare in Europa, ha lanciato tanti campioni, alcuni diventati anche campioni del mondo e oggi, dopo oltre 16 anni, Maurizio Zamparini lascia. Alle 10.08 di stamane il comunicato del club che annuncia la cessione, circa 20 minuti dopo la lettera d’addio dell’imprenditore friulano che vende e lascia in un momento non facile per lui. “Pensando solo al futuro della società e al tifo palermitano ho, con un nodo in gola, firmato la mia uscita dalla proprietà – scrive Zamparini -.
L’obiettivo raggiunto era da tempo quello di trovare interlocutori che proseguissero con più mezzi economici il mio lavoro, con traguardi importanti che si possono raggiungere solo con investimenti che, anche per le tristi mie ultime vicissitudini giudiziarie palermitane, io non ero più in grado di fare. Oltre al Palermo, ceduto al prezzo simbolico di € 10, è stata ceduta alla nuova proprietà la società Mepal, proprietaria del marchio, con impegno al pagamento a saldo del credito residuo del Palermo di € 22.800.000 che entreranno nelle casse sociali per una garanzia serena di gestione economica”.
“La nuova proprietà londinese metterà in atto, con l’aiuto della associazioni industriali, le attività necessarie per la costruzione dello stadio e del centro sportivo – prosegue Zamparini -. Ho già a suo tempo contattato il sindaco che ha promesso con entusiasmo la sua massima collaborazione al realizzo nei tempi più brevi del progetto. Sono triste per le ultime vicende che mi hanno coinvolto, disegnando sui media quello che io non sono: io sono, e tutta la mia vita trascorsa lo testimonia, una persona estremamente onesta, corretta, attiva socialmente e generosa. Ogni volta che scendo a Palermo sento l’affetto e la riconoscenza della gente palermitana; quando cammino in ogni città europea ricevo la dimostrazione di riconoscenza e affetto di tutti i palermitani che sono emigrati in Europa e nel mondo. Riconoscenza per tutti i risultati sportivi che hanno dato al Palermo dopo il mio arrivo un contributo per una immagine diversa e attinente alla realtà di gente generosa, corretta e con una cultura millenaria. Con la mia gestione ci sono in tutti gli aeroporti del mondo le maglie rosanero e ci saranno sempre anche in futuro. Pur con la diversità di un uomo del nord ho amato e amo la vostra città ed i vostri costumi. Ogni volta che tornerò vorrei essere accolto come uno di voi. Con profonda tristezza e molto affetto vi saluto”.
(ITALPRESS).

PAREGGIO 2-2 TRA SPAL E EMPOLI, SAMP-BOLOGNA 4-1

0

Finisce con un pareggio lo scontro salvezza tra Spal ed Empoli. Chi può recriminare maggiormente sul risultato finale sono i toscani visto che la Spal ha disputato quasi tutto il secondo tempo in dieci uomini causa l’espulsione di Cionek. Squadre con le formazioni annunciate. In campo gli  stessi protagonisti che avevano affrontato una settimana fa Juventus e Atalanta. Spal subito in vantaggio al 5′ con Kurtic che su corner battuto da Schiattarella beffa il portiere empolese Provedel con un perfetto colpo di testa. La Spal sbanda paurosamente in difesa  dove soffre la velocità di Caputo e La Gumina. Anche a centrocampo i vari Traorè, Krunic e Bennacer (l’algerino compiva proprio oggi 21 anni) hanno il sopravvento su Schiattarella, Kurtic e Missiroli mentre il temuto Lazzari viene imbrigliato da Pasqual e spesso raddoppiato da Traorè. Dopo aver fallito un paio di opportunità per pareggiare al 13′ con Caputo (pallonetto fuori misura) e al 20′ con Traorè il cui tiro in mischia è stato respinto da un difensore spallino, i toscani pareggiano al 24′ con Caputo che innescato da Traorè trafigge Gomis con un rasoterra che si infila in mezzo alle gambe del portiere spallino. Per Caputo è la settima rete stagionale. Le due squadre si sono affrontate a viso aperto. Ancora Caputo pericoloso al 28′ con Gomis che riesce a respingere mentre un minuto più tardi è il portiere empolese Provedel a salvare la sua squadra con un prodigioso intervento su conclusione di Kurtic da due passi poi sulla respinta la bordata di Schiattarella si spegna sul fondo.
Un bel regalo per il giocatore bosniaco che festeggia le 100 gare con la maglia empolese. L’Empoli crea i maggiori pericoli ad una difesa spallina che in particolare sulla fascia sinistra dove agisce Felipe fa acqua. Al 43′ l’Empoli passa in vantaggio grazie ad un eurogol di Kranic che da 25 metri indovina un gran tiro che si insacca nell’angolo alla sinistra di Gomis. Nella ripresa episodio chiave al 3′ quando Cionek ommette fallo su La Gumina lanciato a rete e l’arbitro estrae il cartellino rosso. I padroni di casa accusano il colpo e l’Empoli  per poco non ne approfitta. Al 6′ infatti Krunic va al tiro da ottima posizione e Gomis riesce ad evitare la capitolazione. L’Empoli conduce le danze ma non riesce a sfruttare la superiorità numerica mentre la Spal getta nella contesa tutte le sue forze. Gli sforzi dei ferraresi vengono premiati al 21′ quando su cross di Lazzari è  Kurtic a svettare di testa realizzando la sua doppietta (terzo gol stagionale dopo quello realizzato a Bologna nel derby). La partita è intensa con l’Empoli che attacca ma la Spal, sostenuta con un gran tifo dal proprio pubblico,  risponde colpo su colpo e non rinuncia a costruire azioni offensive.  Empoli ancora pericoloso al 32′ con il solito Caputo ma Gomis si oppone deviando in angolo. L’assedio finale dell’Empoli è senza esito. Per i toscani la cura Iachini funziona, sette punti in tre gare. Per la Spal vistala situazione il punto può andar bene ma la squadra di Semplici ha qualche problema.

La Sampdoria ritrova il sorriso e la vittoria. Al Ferraris i blucerchiati si impongono per  4-1 sul Bologna: a regalare i tre punti a Giampaolo sono le reti di Praet, Quagliarella (doppietta) e Ramirez, inutile invece il gol dell’ex Poli. La Samp torna dunque nella parte sinistra della classifica issandosi a quota 19 e interrompendo una striscia negativa con due soli pareggi nelle ultime cinque partite. Ha ben pochi motivi per sorridere Inzaghi, sempre più sulla graticola e inchiodato al terzultimo posto: gli emiliani non vincono in trasferta dallo scorso 22 dicembre e Marassi resta un tabù, considerando che l’ultimo colpo esterno è arrivato venti anni fa. Il Bologna inizia tutto sommato con un buon piglio alzando il pressing anche nella metà campo avversaria ma al 10’ Poli perde un sanguinoso pallone sulla trequarti, Caprari inventa e serve nell’area piccola un assist a Praet solo da spingere in porta per l’1-0. La reazione d’orgoglio dei rossoblu non si fa attendere e lo stesso Poli trova l’1-1 al 16’: il centrocampista colpisce da distanza ravvicinata sul cross di Svanberg dalla destra, Audero ci arriva ma non riesce in nuovo miracolo dopo aver salvato poco prima su Santander.
A mandare Inzaghi su tutte le furie è però un altro svarione nel giro palla basso: sul banco degli imputati al 25’ ci va Pulgar, in un deja-vu della prima rete il pressing di Ramirez è vincente al limite dell’area con il pallone che poi viene servito sull’educato destro di Quagliarella che spiazza un incolpevole Skorupski. Gli ospiti accusano il colpo e questa volta non riescono a rialzarsi, incassando anche il 3-1 al 40’: Helander e Danilo si perdono Ramirez sull’imbucata di Caprari, l’uruguaiano è una sentenza con la battuta di prima intenzione e regala ai suoi un intervallo ancor più sereno. Nella ripresa Inzaghi getta nella mischia Palacio e Orsolini ma la prima chance arriva solamente al 64’ con  Krejci che spreca tutto calciando alto da ottima posizione. Giampaolo risponde con Ekdal e Defrel al posto di Vieira e un acciaccato Caprari e i doriani chiudono i conti al 68’ con la doppietta di Quagliarella: il capitano ruba il tempo proprio a Krejci e mette in buca d’angolo con il mancino sul cross basso di Linetty per il 4-1. La partita a questo punto ha poco da dire: la Samp gestisce senza patemi sino al triplice fischio e si rilancia, per il Bologna vietato sbagliare nello scontro salvezza con l’Empoli della prossima giornata.

RECORD CECCON, TITOLI A PELLEGRINI E PALTRINIERI

0

Record di Thomas Ceccon nei 200 misti. Tripletta di Marco Orsi, che s’impone nei 50 stile libero. Ottimo riscontro cronometrico di Gregorio Paltrinieri nei 1500 in vista della sfida mondiale. Doppietta di Federica Pellegrini che vince i 100 stile libero. Personale e doppietta pure per Silvia Scalia che si aggiudica i 100 dorso, così come Lorenzo Mora che si prende i 200 dorso. Titoli per Francesca Fangio nei 200 rana, per Alessia Polieri nei 200 farfalla e per Laura Letrari nei 100 misti. Il futuro nella sue mani. Thomas Ceccon (Fiamme Oro / Leosport Villafranca) vince i 200 misti col record italiano di 1’53″26 (frazioni da 24″53, 28″20, 33″46, 27″07), diventando il primo italiano sotto al muro di 1’54” e ben al di sotto del precedente primato stabilito dal capitano Federico Turrini in 1’54″53 il 20 aprile 2013 alla finale del campionato a squadre disputato a Verona. “Ho cominciato ad alleggerire un po’ il carico degli allenamenti e sono riuscito a nuotare bene, sciolto, incisivamente – racconta il 18enne di Schio allenato da Alberto Burlina che sfila il record europeo juniores al russo Kliment Kolesnikov che il 20 novembre 2017 aveva nuotato a Kazan in 1’53″36 – Il tempo è molto buono, ma per avvicinare il top internazionale non basta perché bisogna scendere fino all’ 1’51. Devo migliorare ancora tanto e lavorerò duramente per riuscirci”. Con questo tempo Ceccon firma la settima prestazione mondiale stagionale, migliora di 1″38 e trascina sul podio Lorenzo Glessi (Esercito / Gorizia Nuoto), che va sotto al precedente record italiano in 1’54″50 limando 1″92 al personale. Protagonista assoluto Marco Orsi (Fiamme Oro / Uisp Bologna) che vince i 50 stile libero in 21″41 con sei centesimi di vantaggio su Lorenzo Zazzeri (Esercito / Fiorentina NC), che si era aggiudicato i 100 stile libero in 47″06. “Ho commesso un po’ di errori, tra cui la virata, ma c’era tanta pressione e voglia di vincere. La condizione c’è. Ho firmato una bella tripletta e si va ai mondiali per divertirsi”. Per lo sprinter di Budrio, che compirà 28 anni l’11 dicembre, è una chiusura carica di aspettative dopo i personali nei 50 dorso col secondo posto in 23″62 e nei 50 farfalla per il successo in 22″87 e il record italiano nei 100 misti, di cui è campione europeo, col tempo di 51″57. Si prende applausi, complimenti e in bocca al lupo anche Gregorio Paltrinieri (Fiamme Oro / Coopernuoto), che in 14’25″08 (3’50″35 ai 400, 7’41″67 agli 800, 11’33″13 ai 1200) conquista il titolo nei 1500 con una condotta di gara regolare, carica di prospettive, molto incoraggiante in vista dei mondiali, con Matteo Ciampi (Esercito / Nuoto Livorno), brillantemente secondo col personale di 14’37″08 e un miglioramento di oltre 13″5. “Credo di aver nuotato una buona gara nonostante la condizione sia precaria perché sto continuando a lavorare molto. Mi sono allenato anche questa mattina – afferma il 24enne di Carpi, campione di tutto e mai sotto al secondo posto ai mondiali in corta con l’oro nel 2014 – Iniziando a scaricare credo di poter migliorare tanto. E’ un buon periodo. Sono motivato anche grazie alle esperienze che sto facendo nel fondo che rappresenta una novità e un ulteriore stimolo in vista del biennio”. Largo sorriso per Federica Pellegrini (CC Aniene) che si conferma regina anche dei 100 stile libero in 52″81 (passaggio in 25″66, chiusura in 27″15) precedendo Erika Ferraioli (Esercito / CC Aniene) di ben 58 centesimi. “Sicuramente meglio rispetto al 200 anche se sono dinamiche e gare diverse – asserisce la 30enne campionessa di tutto allenata dal tecnico federale Matteo Giunta al centro di Verona – Ho perso un po’ di lavoro stando ferma quattro giorni per febbre alta e antibiotici. Adesso avremo modo di lavorare altri dieci giorni per vedere cosa porterà il mondiale in vasca corta. In Cina nuoterò i 100 stile libero e aiuterò le staffette. Prenderò la manifestazione come fase di passaggio in vista della stagione in lunga”. Personale e titolo per Silvia Scalia (CC Aniene) che s’impone nei 100 dorso in 57″56 (passaggio in 27″53), 20 centesimi in meno del primato personale, che equivale anche alla migliore prestazione italiana in tessuto, e 38 centesimi meglio di Margherita Panziera (Fiamme Oro / CC Aniene), autrice del record italiano nei 200 dorso in 2’01″56 (passaggi 28″92, 59″35, 1’30″41), nonché quarto tempo mondiale stagionale. Per la 23enne di Lecco, allenata dal tecnico federale Gianni Leoni, è l’ennesima conferma dello stato di preparazione dopo il primato italiano migliorato nei 50 dorso in 26″67. Lorenzo Mora (Fiamme Rosse / Amici Nuoto VVFF Modena) vince i 200 dorso in 1’50″92 (passaggio ai 100 in 53″34), a 17 centesimi dal record italiano di Simone Sabbioni (Esercito / Swim Pro SS9; undicesimo in 1’57″72) e 76 centesimi in meno del personale, diventando il secondo italiano sotto al muro dell’1’51. Molto brava Francesca Fangio (In Sport Rane Rosse) che vince i 200 rana in 2’21″22, a 29 centesimi dal record italiano di Giulia De Ascentis (Carabinieri / CC Aniene), ottava in 2’28″88. Alessia Polieri (Fiamme Gialle / Imolanuoto) si impone nei 200 farfalla in 2’07″39 con nove centesimi di vantaggio su Ilaria Bianchi (NC Azzurra 91), per la terza volta seconda. Titolo vicino al personale per Laura Letrari (Esercito / Bolzano Nuoto) nei 100 misti con il tempo di 59″88: unica atleta sotto al minuto, a sei centesimi dal personale, e avanti ad Ilaria Cusinato (Fiamme Oro / Team Veneto), seconda in 1’00″03 con un miglioramento di 35 centesimi. In chiusura successo delle Fiamme Oro nella 4×50 mista maschile in 1’33″62 con le frazioni di Thomas Ceccon (23″91), Nicolò Martinenghi (26″07), Matteo Rivolta (22″65) e Marco Orsi (20″99).
(ITALPRESS).

LA JUVE PASSA AL FRANCHI, 3-0 ALLA FIORENTINA

0

La Juventus batte 3-0 la Fiorentina in occasione dell’anticipo della quattordicesima giornata di Serie A. Decisive le reti di Bentancur, Chiellini e Ronaldo che permettono ai bianconeri di salire a quaranta punti e di blindare la testa della classifica. Termina l’imbattibilità casalinga stagionale dei viola mentre continua la serie senza sconfitte in trasferta per la Juventus nel 2018. Al Franchi si sfidano le due difese migliori della Serie A ed è la retroguardia viola a crollare nel primo tempo: al 30’ Bentancur scambia con Dybala, supera Pezzella e batte Lafont con un diagonale. La Fiorentina reagisce e sfiora il pareggio: Milenkovic crossa in area dalla destra, la palla finisce sui piedi di Simeone che da pochi passi non trova il contatto col pallone. I ritmi sono alti e i capovolgimenti di fronte non sono rari: al 32’ Ronaldo si accentra dalla sinistra e calcia dalla distanza sfiorando il palo. La squadra di Pioli cerca il pareggio prima del duplice fischio ma lascia spazi alle ripartenze bianconere: sugli sviluppi di una transizione offensiva Dybala lascia partire un destro che impegna Lafont costretto a distendersi in tuffo per respingere. Nella ripresa è la Juventus a rendersi subito pericolosa e al 46’ serve il miglior Pezzella per chiudere Ronaldo lanciato a rete da Dybala. Al 55’ la Fiorentina cresce e sfiora il vantaggio in due occasioni: prima Gerson premia il taglio di Chiesa il cui tiro viene respinto da Szczesny. Poi su un cross dalla sinistra, Vitor Hugo non riesce a ribadire in rete da pochi passi.
Ma nel momento migliore della Fiorentina c’è il raddoppio bianconero: al 68’ Chiellini calcia al volo dopo uno spiovente in area, Lafont respinge ma la palla termina in rete. Al 78’ Orsato concede un rigore per un fallo di mano di Fernandes e Ronaldo dagli undici metri firma il 3-0. La Fiorentina subisce il contraccolpo e non riesce ad impensierire la retroguardia della Juventus che amministra il risultato senza affondare il colpo fino al fischio finale dopo due minuti di recupero.