Home Sport Pagina 1722

Sport

FRANZ VINCE SUPERG BEAVER CREEK, PARIS TERZO

0

I jet-men azzurri conquistano un altro podio, ancora con Dominik Paris. Dopo il terzo posto nella discesa di Lake Louise, l’azzurro chiude terzo anche nel superG di Beaver Creek, a pari merito con i norvegesi Svindal e Kilde, che come lui hanno chiuso la prova in 1’02″32, a 41 centesimi da Max Franz. L’austriaco si conferma in gran forma ottenendo il suo secondo successo dell’anno su quattro gare di velocità finora disputate e si porta così anche in testa alla classifica generale di Coppa del mondo balzando a quota 238 punti, contro i 211 del connazionale Kriechmayr (oggi sesto) e i 207 dello svizzero Caviezel. Il primo azzurro è proprio Dominik Paris, a quota 152.
Il pettorale numero 6 ha forse agevolato il 29enne altoatesino in una gara condizionata prima dalla partenza ritardata e abbassata a quella del gigante a causa delle difficili condizioni meteo, poi dal temporaneo peggioramento delle stesse con la neve che cadeva sempre più fitta dopo che i primi atleti avevano completato la propria prova, anche se poi la pista è tornata ad essere pian piano più pulita, come dimostrano il sesto posto di Christoph Krenn (pettorale 35) e il nono di Klemen Kosi (33), ma anche il dodicesimo di Matteo Marsaglia, che si rivede al top con un ottimo dodicesimo posto.
Al di là delle condizioni meteo, Paris ha fatto un’ottima gara grazie alla quale ha conquistato il 24esimo podio in carriera, il primo sulla pista di Beaver Creek: in testa al secondo intermedio, ha fatto valere le proprie qualità da discesista mantenendo alta la velocità e ha perso un po’ solo nella parte finale del tracciato. Dopo di lui, solo Mauro Caviezel ha saputo fare meglio, cogliendo così il secondo posto consecutivo dopo quello in discesa dietro il connazionale Beat Feuz. Più lontani alcuni specialisti come Kriechmayr, Jansrud (che aveva vinto il superG di Lake Louise e qui si è dovuto accontentare del decimo posto) e Mayer, peggio ancora Beat Feuz o lo stesso Christof Innerhofer (23°), lontano 1″30 da Max Franz. Lontani gli altri azzurri Emanuele Buzzi e Mattia Casse.
Nicole Schmidhofer, invece, si ripete nella seconda discesa femminile sulla Men’s Olympic di Lake Louise. La 29enne austriaca, che venerdì aveva conquistato il primo successo della carriera, ha concesso il bis con un’altra prova convincente, grazie alla quale si è messa alle spalle la connazionale Cornelia Huetter di 44 centesimi. Era dal marzo del 2014 che il Wunderteam non metteva due proprie concorrenti ai primi due posti: a Crans Montana furono Andrea Fischbacher e Anna Fenninger (oggi Veith) a riuscirci. Accanto a loro sul podio sale la svizzera Michelle Gisin (ieri seconda), in ritardo di 47 centesimi. In casa Italia arrivano due ottimi piazzamenti nella top ten. Nicol Delago ha messo a segno il miglior piazzamento della carriera con un quinto posto incoraggiante. La ventiduenne finanziera di Selva Gardena ha avuto la capacità di recuperare centesimi su centesimi nella parte bassa del tracciato, realizzando le velocità più alte in entrambi i punti di rilevazione.
Positivo anche il settimo posto di Nadia Fanchini sul pendio che in passato le ha regalato una vittoria e tre podi complessivi. La bresciana voleva rifarsi dell’uscita di scena di venerdì, quando lottava per un posto sul podio. Stavolta ha tagliato il traguardo con appena 95 centesimi dalla vincitrice, mostrando passaggi molto promettentil. Migliora anche Federica Brignone, sedicesima e sempre più competitiva anche nella velocità, punti anche per Francesca Marsaglia venticinquesima, appena fuori dalle trenta Elena Curtoni. In classifica generale allunga in vetta Mikaela Shiffrin (quarta nell’occasione) con 389 punti, la inseguono Michelle Gisin con 233 e Federica Brignone con 201.

TORNA CURRY MA WARRIORS PERDONO CONTRO PISTONS

0

E’ tornato Steph Curry ma per i campioni in carica della Nba è ancora notte (secondo ko di fila). Alla Little Caesars Arena di Detroit i Golden State Warriors sono stati sconfitti per 111-102 dai Detroit Pistons. A nulla sono valsi i 27 punti del rientrante Curry e i 28 di Kevin Durant. Padroni di casa trascinati da Blake Griffin (26 punti per lui). Continua poi il periodo nero dei Cleveland Cavaliers, finalisti Nba nelle ultime quattro stagioni, battuti in casa (106-95) dai Toronto Raptors. Nelle altre gare della notte da evidenziare le facili affermazioni interne di Washington Wizards e Houston Rockets, rispettivamente sui Brooklyn Nets e sui Chicago Bulls. Corsari invece i Boston Celtics, sul campo dei Minnesota Timberwolves. Infine i Sacramento Kings hanno superato di misura gli Indiana Pacers (111-110).
(ITALPRESS).

MILAN VINCE IN RIMONTA, PARMA BATTUTO 2-1

0

Il Milan ritrova la vittoria in campionato dopo il pareggio sul campo della Lazio e la sconfitta interna contro la Juventus. A San Siro i rossoneri battono in rimonta il Parma per 2-1 nel lunch match della 14esima giornata di Serie A: i gialloblù trovano il vantaggio con Inglese al 49′ ma il gol di Cutrone al 55′ e il calcio di rigore realizzato da Kessié al 71′ ribaltano il risultato e consegnano ai rossoneri il quarto posto in classifica, con il sorpasso sulla Lazio. La squadra di Gattuso è ancora in piena emergenza, Higuain deve scontare il secondo turno di squalifica e gli infortuni pesano su difesa e centrocampo. Il tecnico rossonero decide di tornare al 4-3-3 con Abate e Zapata al centro della retroguardia, Bakayoko in cabina di regia coadiuvato da Josè Mauri. I gialloblù di D’Aversa, schierati a specchio, sognano il sorpasso sugli avversari affidandosi al tridente guidato da Biabiany, Inglese e Gervinho.
Il Milan inizia al meglio il primo tempo, con una buona dose di aggressività e giocate veloci. Sono interessanti le iniziative non soltanto di Cutrone e Calhanoglu, ma anche di Kessié e Zapata. La gara dei rossoneri è in crescendo, con il trascorrere dei minuti alzano la pericolosità fino ad arrivare all’occasione di Cutrone al 17′, quando l’attaccante non riesce ad arrivare in scivolata sul bel filtrante di Calabria. Qualche grattacapo lo creano anche le ripartenze di Suso, che si mette in mostra al 28′ con un’iniziativa personale e una conclusione deviata in calcio d’angolo da Sepe. La gara si assesta poi su ritmi più lenti, con i padroni di casa bravi a mantenere il possesso palla nella metà campo avversaria. Il Parma riesce a ripartire poche volte, non riuscendo a sfruttare la sua caratteristica principale. Tranne la chance di Barillà al 10′, la migliore occasione degli emiliani nel primo tempo porta la firma al 37′ di Gagliolo, che si inserisce pericolosamente sulla punizione battuta da Scozzarella.
Il Parma ha però il merito di sapersi immediatamente riscattare nella ripresa e al 49′ trova a sorpresa il gol del vantaggio grazie a Inglese. L’attaccante sfrutta il corner di Scozzarella, va ad attaccare il primo palo senza marcatura e con un colpo di testa infila in rete lo 0-1. L’ingresso in campo di Borini per Mauri fa sì che Gattuso cambi modulo, un 4-4-2 che propizia il rapido pareggio rossonero: al 55′ Cutrone fa tutto da solo, innesca l’azione, approfitta del rimpallo di Barillà e realizza con un tiro al volo l’1-1. Qualche secondo di attesa per la convalida del gol, il Var verifica la posizione di Calhanoglu al momento della conclusione ma il turco non copre la visuale di Sepe e Calvarese convalida. E mentre Gervinho è costretto a chiedere la sostituzione per infortunio (al suo posto Ciciretti), Bastoni contribuisce a regalare il vantaggio al Milan, con un netto fallo di mano in area che l’arbitro va a rivedere al Var prima di assegnare il calcio di rigore: al 71′ Kessié dal dischetto non sbaglia la rete del 2-1 rossonero. Nel finale i padroni di casa certificano il risultato davanti agli occhi del vicepremier Matteo Salvini, ormai “appacificato” con Gattuso, presente in tribuna a San Siro per assistere al match con tanto di sciarpa rossonera.
(ITALPRESS).

PRESENTATA A TORINO 2^ EDIZIONE DI “SUZUKI E’ SPORT”

0

In appendice alla partita Torino-Genoa nella sala confernze dello Stadio Grande Torino è stata presentata la seconda edizione di Suzuki è Sport, un progetto della nota casa automobilistica giapponese, che oltre a essere il main sponsor della società granata è anche impegnata a promuovere lo sport dilettantistico. Suzuki dona infatti 40 mila euro alle associazioni sportive dilettantistiche attraverso il progetto Suzuki è sport, che giunge alla seconda edizione dopo il successo dell’iniziativa benefica che nel 2017 ha ottenuto 46.936 iscrizioni e 245.936 click donati. Suzuki è Sport, nella sua nuova edizione, alza il montepremi e dona 40 mila euro a 15 Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) iscritte a Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG), Federazione Ciclistica Italiana (FCI), Federazione Italiana Canottaggio (FIC), Federazione Motociclistica Italiana (FMI).
Alla conferenza, oltre ai rappresentanti delle federazioni motociclistica, canottaggio, ciclismo e sport del ghiaccio ha presenziato anche il ct della Nazionale italiana di ciclismo Davide Cassani, il quale ha voluto ribadire lo stretto legame che da sempre unisce lo sport professionistico a quello dilettantistico: “Quando sono diventato commissario tecnico della Nazionale ho cercato fin da subito di portare le mie idee, perché ritengo che occorra partire dalla base per puntare in alto. Mancava infatti un Giro d’Italia riservato ai giovani dilettanti. Benché non venisse più disputato dal 2012, in passato era servito a lanciare futuri campioni come Moser, Saronni, Baronchelli e Pantani. Due anni fa siamo riusciti a farlo ripartire. E’ una corsa riservata ai ragazzi che cercano di diventare dei professionisti, che hanno l’occasione di confrontarsi con i migliori Under 32 provenienti da tutto il ondo”.
Cassani ha anche voluto sottolineare il legane fra il mondo del pedale e quello dei motori, rappresentato da Suzuki: “Apparentemente fra i motori e il ciclismo non c’è alcun legame, che invece è rappresentato dall’ammiraglia, cioè la macchina che accompagna la corse ciclistiche e che ospita il commissario tecnico e i suo staff, che da questa vettura seguono le gare e danno le indicazioni ai corridori attraverso la radio. Questo termine, ammiraglia, vene coniato da un gigante del giornalismo sportivo, quale fu Gianni Brera”.

BUON SORTEGGIO, ITALIA NEL GIRONE J CON LA BOSNIA

0

L’Italia è stata sorteggiata con la Bosnia nel girone J di qualificazione a Euro2020. Evitata quindi la Germania. A Dublino l’urna per i gruppi di qualificazione agli Europei è stata benevola per gli azzurri. Nel girone, oltre alla Bosnia di Pjanic e Dzeko, anche Finlandia, Grecia, Armenia, Liechtenstein.
Soddisfatto il ct azzurro Roberto Mancini. “Buon sorteggio. Evitare la Germania era importante. E’ andata bene, ma le partite vanno giocate e vinte. Sulla carta è un buon gruppo, però poi dipenderà da noi: dobbiamo giocare bene e vincere perchè il nostro obiettivo è qualificarci”, ha dichiarato il commissario tecnico dell’Italia.
“La Bosnia è un’ottima squadra – ha proseguito Mancini – con calciatori che giocano in tutta Europa e che conosciamo. Sarà una partita non semplice. Un bene evitare la Svezia? Qualsiasi squadra avessimo pescato non sarebbe cambiato molto”. Gli Europei del 2020 vedranno la partita inaugurale in scena allo stadio Olimpico di Roma e l’Italia spera di esserci. “Stiamo cercando di migliorare e credo che potremo tornare protagonisti. I giocatori sanno che devono fare questo perchè l’Italia merita di stare in cima: possiamo avere un buon futuro, abbiamo ridato entusiasmo ai tifosi, dal primo giorno stiamo cercando di migliorarci”, ha concluso Mancini.
(ITALPRESS).

TORNA MAZZARRI E IL TORINO BATTE IL GENOA 2-1

0

La vittoria del Toro in rimonta e due pareggi: avvincente quello di Frosinone (1-1 con il Cagliari), non particolarmente divertente quello di Reggio Emilia (0-0 tra Sassuolo e Udinese).
Nella domenica del ritorno in panchina di Mazzarri dopo il malore, gli accertamenti e l’ok dei medici, il Torino regala una vittoria al suo tecnico, ma non si può dire che non l’abbia fatto soffrire. Il Genoa va vicinissimo al vantaggio (traversa di Piatek al 15°), ma al 28° resta in 10 per l’espulsione di Romulo e a quel punto Juric (in tribuna per squalifica) è costretto a togliere il suo bomber (Piatek) che non gradisce. Eppure al 36° è l’altro attaccante, Kouamè, a portare in vantaggio il Grifone. Mazzarri freme, ma nei minuti di recupero del primo tempo arrivano il pareggio di Ansaldi (47°) e il gol su rigore di Belotti (50°) per il 2-1 con cui si va all’intervallo. Nella ripresa il Toro gestisce, Belotti lotta e va vicino al 3-1, ma il risultato non cambia (21-) e i granata portano a casa i tre punti battendo il Grifone di Juric, la cui situazione si complica, mentre Mazzarri può festeggiare il ritorno con la vittoria.
Dopo aver battuto la Roma in casa nel match del debutto sulla panchina friulana, Davide Nicola porta a casa un punto nella prima trasferta della sua avventura con l’Udinese. I bianconeri pareggiano in casa del Sassuolo di mister De Zerbi (settimana difficile per lui per le notizie arrivate da Foggia). Primo tempo con scarse emozione, con i neroverdi che fanno la partita, ma che a parte un gol annullato a Duncan (fuorigioco) non creano più di tanto. Nella ripresa non cambia il tema tattico del match, emiliani più propositivi, ospiti attenti e ordinati, non arrivano gol e al triplice fiscio il risultato è quello iniziale.
Dopo lo scivolone di San Siro con l’Inter che aveva interrotto la serie di 4 risultati utili consecutivi, il Frosinone torna a muovere la classifica pareggiando 1-1 contro il Cagliari. Al 14° Cassata porta in vantaggio i giallazzurri, i sardi accusano il colpo ma con il passar dei minuti prendono fiducia. Pericoloso Joao Pedro, ma è Pavoletti al 20° della ripresa ad andare vicino all’1-1 con un colpo di testa che esalta i riflessi di Sportiello. Il pareggio arriva al 77°, lo sigla Farias su assist di Joao Pedro. I sardi provano anche a ribaltare il risultato, ma all’85° restano in 10 per l’espulsione di Barella e rischiano con i tentativi di Pinamonti e Ciofani.
(ITALPRESS).

LA LAZIO NON PASSA AL BENTEGODI, 1-1 CON IL CHIEVO

0

Dopo aver fermato il Napoli la scorsa settimana, il Chievo Verona si ripete con la Lazio che inchioda sull’1-1 nel match del Bentegodi. Un punto decisamente meritato per i padroni di casa, in vantaggio al 25’ con Pellissier e raggiunti solo al 21′ della ripresa da Immobile. I biancocelesti perdono così il quarto posto, superati dal Milan, mentre i veronesi restano ancora in fondo alla classifica a quota 2 punti, ma mostrano segnali di crescita. Contro la Lazio il tecnico Di Carlo schiera un 4-3-1-2 con Birsa alle spalle di Pellissier e Meggiorini. Non è al meglio Hetemaj che però stringe i denti a centrocampo, in panchina l’ex della gara Djordjevic. Per i biancocelesti out Luis Alberto per nuovi guai muscolari, c’è Correa insieme a Immobile in attacco. Nel 3-5-2 di Simone Inzaghi tornano tutti gli altri titolari, rimasti a riposo nella disfatta di Europa League con l’Apollon Limassol. Il discorso del presidente Lotito alla squadra e allo staff, prima della partenza per Verona, sembra però non aver sortito effetto. I biancocelesti mancano di intensità, sono nervosi e il tecnico Inzaghi è deluso in panchina.
L’unica occasione ospite nella prima mezzora è al 17′ la conclusione di Badelj dalla lunga distanza: troppo facile per Sorrentino. Il Chievo è accorto in difesa, chiude gli spazi negli ultimi metri e al 25′ è bravo a sfruttare un errore di Lulic per ripartire con Obi a servire Birsa. La verticalizzazione del trequartista propizia il destro di Pellissier, che ribadisce in rete l’1-0. La reazione biancoceleste arriva al 33′ con il colpo di testa di Correa e al 36′ con la conclusione di Parolo deviata in corner. Nel finale di primo tempo la Lazio attacca con maggiore convinzione ma non riesce a essere lucida, come la conclusione di Immobile (in fuorigioco) a tu per tu con Sorrentino prima di andare negli spogliatoi. Al rientro Inzaghi cambia, inserisce Caicedo al posto dell’ammonito Radu e schiera un 4-3-1-2 con Correa alle spalle delle due punte. Due lunghe interruzioni, per gli stop di Meggiorini e Bani, spezzano i gioco ma i biancocelesti collezionano tre nitide occasioni da gol in venti minuti: nell’ordine ci provano Immobile, Milinkovic-Savic e Lulic, finché l’attaccante napoletano al 66′ non riesce a centrare il pareggio, dopo l’uno-due con Correa e lo stop e tiro per l’1-1.
La punta della nazionale italiana sfiora la doppietta al 76′ ma, a Sorrentino battuto, colpisce un clamoroso palo. La Lazio ritrova fiducia e assedia l’area di rigore veronese, ma proprio il Chievo va vicino al vantaggio con un’occasione clamorosa di Pellissier, l’ultima del match. Finisce 1-1 e forse nessuno è contento.
(ITALPRESS).

TRENTINO VOLLEY TORNA SUL TETTO DEL MONDO

0

Il Trentino Diatecx torna sul tetto del mondo a sei anni dall’ultimo successo nel mondiale di volley per club. Nella finalissima tutta italiana sul parquet di Czestochowa (Pol) supera 3-1 (25-20, 22-25, 25-20, 25-18) la Cucine Lube Civitanova che, così, perde la seconda finale consecutiva. Il sestetto di coach Lorenzetti, invece, mette in bacheca il quinto trofeo di campione del mondo per club.