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ROMA RIMONTA DUE VOLTE INTER, 2-2 ALL’OLIMPICO

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L’Inter scappa due volte ma la Roma la rimonta. Finisce 2-2 all’Olimpico: di Keita e Icardi le reti nerazzurre, in gol Under e Kolarov (su rigore) per i padroni di casa. L’Inter aggancia momentaneamente il Napoli (impegnato domani a Bergamo) al secondo posto con 29 punti, la Roma sale a quota 20.
Allo Stadio Olimpico la migliore realizzatrice in incontri casalinghi (13) in questo campionato ospita la seconda migliore difesa (10) in Serie A. Lo spettacolo è assicurato e in campo si registrano subito ritmi alti con l’Inter che prova a prendere il pallino del gioco senza disdegnare la soluzione dalla distanza: al 10’ è Keita a provarci dai venticinque metri ma Olsen blocca in due tempi. Un intervento a cui pochi minuti dopo è chiamato anche Handanovic costretto a distendersi per respingere il tiro di Florenzi. Al 25’ c’è la prima occasione da gol del match ed è di marca giallorossa: Schick con un colpo di tacco libera al tiro Florenzi che colpisce il palo dal dischetto del rigore. L’Inter reagisce immediatamente con Borja Valero che premia il taglio di Icardi murato dall’uscita tempestiva di Olsen. Al 34’ la Roma recrimina: Zaniolo viene steso da D’Ambrosio in area ma Rocchi non concede il rigore. Penalty negato e beffa per i giallorossi subito dopo: D’Ambrosio crossa per Keita che appoggia in rete per l’1-0.
La squadra di Di Francesco si affida alla punizione di Kolarov per la reazione ma Handanovic è straordinario e devia in corner. Nella ripresa è la Roma a prendere l’iniziativa e arriva subito il pareggio: al 51’ Under prende palla sulla trequarti e lascia partire un mancino che non lascia scampo ad Handanovic. Dopo una fase di stallo è l’Inter a prendere di nuovo in mano il pallino del gioco e non bisogna aspettare molto per il nuovo vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Icardi stacca di testa e batte Olsen. Ma al 71’ Rocchi questa volta, con l’ausilio del Var, concede il calcio di rigore per un tocco col braccio di Brozovic in area: Kolarov dagli undici metri non sbaglia e ristabilisce il pareggio. Le due squadre non si accontentano del pareggio e danno vita ad un finale di gara spettacolare e con ritmi elevatissimi: prima Under fallisce il colpo del ko con un rigore in movimento, poi è Politano a farsi murare da Manolas bravo a immolarsi. L’arbitro concede cinque minuti di recupero ma l’ultimo brivido si registra con una conclusione di Brozovic bloccata da Olsen.

21 PUNTI DI GALLINARI NEL KO ESTERNO DEI CLIPPERS

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Sconfitta esterna per i Los Angeles Clippers di Danilo Gallinari nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Il quintetto californiano è uscito sconfitto per 114-110 dal parquet dei Dallas Mavericks nonostante l’ottima prestazione del trentenne ala di Sant’Angelo Lodigiano che, partito in quintetto base, firma 21 punti in 34 minuti di impiego, impreziositi da 6 rimbalzi e 3 assist. Il top-scorer del match è il padrone di casa Harrison Barnes, a referto con 30 punti. San Antonio torna a sorridere superando per 131-118 i Portland Trail Blazers: per gli Spurs, privi di Marco Belinelli, lasciato precauzionalmente a riposo per un infortunio al collo, 36 punti di DeMar DeRozan e 29 di LaMarcus Aldridge.
(ITALPRESS).

MANCINI “BALOTELLI? SPERO GLI SCATTI QUALCOSA”

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“Le partite vanne giocate prima e dopo solo si possono vincere. E’ stato un buon sorteggio, con le trasferte ad Atene o Sarajevo che saranno difficili e la Finlandia che non conosciamo bene”. Così il ct della Nazionale, Roberto Mancini, ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’, su Rai RadioUno, commentando il sorteggio degli azzurri per le qualificazioni agli Europei del 2020. “Il 4-3-3? Ci sono stati dei momenti di calo perché la squadra cerca di giocare più alta possibile ed è difficile giocarlo per 90 minuti – spiega il coach dell’Italia – ma oltre a qualche calo con Polonia e Portogallo siamo sempre andati a migliorare”. Il romanista Zaniolo sembra quasi esploso: “Sono felice che giochi, mi aveva colpito molto questa estate all’Europeo (under 19, ndr) e rubato l’occhio, aveva tutte le qualità: il tiro, la bravura di testa e il fatto di essere mancino. Mi fa piacere che Di Francesco lo faccia giocare, può fare anche altri ruoli”. Una battuta su Balotelli: “Dispiace che disperda il suo talento, ne ha tanto ed è ancora giovane. Può essere un giocatore che diverte, si diverte e fa gol: la speranza è sempre l’ultima a morire, spero sempre che nella sua testa scatti qualcosa che gli faccia capire come il tempo passa e debba cogliere le occasioni che ha”. Detto che questo momento di ‘pausa’ per la Nazionale “può essere un momento più problematico”, l’ex attaccante della Sampdoria e Lazio loda il rossonero Cutrone: “E’ bravo, l’abbiamo chiamato e si è infortunato. Però esiste anche l’under 21, che ha l’Europeo a  giugno, e togliere giocatori alla squadra di Di Biagio è un problema. Lo teniamo in considerazione, se proseguirà a fare gol lo chiameremo, come tanti altri. Tonali? Vale il discorso di Zaniolo, è giovanissimo e con grandi qualità, gioca in B e deve fare esperienza in campionati superiori. Sarà importantissimo per la Nazionale. Grifo? E’ un buonissimo giocatore, molto tecnico, con un tiro straordinario, e avrà altre possibilità”. Circa il parco giocatori a sua disposizione, il ‘Mancio’ ammette che “fuoriclasse alla Totti o alla Del Piero non ne abbiamo. Anzi, ce ne sono ma sono ancora giovani e hanno bisogno di giocare. Nel mondo non ce ne sono tanti come una volta e questo può essere il vantaggio di costruire una squadra che diverta e segni. Il problema del gol esiste ma creiamo tanto e bisogna solo avere pazienza. Immobile? Sta giocando bene, bisogna aspettare che quanto fa nella Lazio, lo faccia anche in Nazionale”. Infine, su un eventuale ritorno in azzurro di due  veterani come Buffon e De Rossi: “Le possibilità ci sono sempre ma abbiamo intrapreso la strada del ringiovanimento. Per il momento è difficile, ma nel calcio è tutto possibile: se prima degli Europei De Rossi è ancora il miglior centrocampista italiano, un uomo di esperienza può fare sempre comodo”.
(ITALPRESS).

AZZURRI STABILI, HALEP E DJOKOVIC SEMPRE LEADER

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Nella classifica pubblicata stamane dall’Atp, definitiva per le zone alte del ranking, Fabio Fognini si conferma il primo degli azzurri: il ligure è stabile al numero 13, eguagliando il best ranking (firmato per la prima volta il 31 marzo 2014). Alle sue spalle nessuna variazione anche per Marco Cecchinato, numero 20 (ad un passo dal best ranking), Andreas Seppi, numero 37, e Matteo Berrettini, numero 54. Complessivamente sono stabili le posizioni di tutti i primi 15 italiani in classifica mondiale. Con la conclusione delle Atp World Tour Finals di Londra il ranking è oramai diventato “end year”, per i tennisti che giocano esclusivamente i tornei del tour maggiore, che ripartirà la prima settimana di gennaio. In vetta c’è Novak Djokovic, tornato a sedersi sul trono per la quarta volta dopo la finale di Parigi-Bercy: per Nole è la quinta settimana consecutiva al comando (la 228esima complessiva). In seconda posizione c’è Rafael Nadal, staccato di 1.565 punti, mentre sul gradino più basso del podio c’è Roger Federer che precede il “maestro” Alexander Zverev e Juan Martin Del Potro. In sesta posizione c’è Kevin Anderson davanti a Marin Cilic: quindi Dominic Thiem, Kei Nishikori e John Isner.
E’ stabile Camila Giorgi nella classifica pubblicata stamane dalla Wta: la 26enne marchigiana si conferma al numero 26 (best ranking) ed è sempre la prima delle azzurre. Posizioni immutate anche per Sara Errani, numero 108, e Martina Trevisan, 188. Nessuna variazione nella top-ten mondiale che dopo la conclusione del Wta Elite Trophy di Zhuhai è diventata “end year” per quanto riguarda le giocatrici impegnate esclusivamente nei tornei del circuito maggiore, oramai terminato. Simona Halep è in vetta per la 41esima settimana consecutiva (la 57esima complessiva): la 27enne rumena di Costanta, bloccata da fine settembre per un problema alla schiena, ha un vantaggio di 1.046 punti sulla tedesca Angelique Kerber che precede la danese Caroline Wozniacki. Al quarto posto c’è l’ucraina Elina Svitolina davanti alla giapponese Naomi Osaka ed alla statunitense Sloane Stephens. Chiude la stagione in settima posizione la ceca Petra Kvitova che precede l’altra ceca Karolina Pliskova, l’olandese Kiki Bertens e la russa Daria Kasatkina.
(ITALPRESS).

 

MARIELLA SCIREA “VIOLENZA BRUTALE, ORA PUGNO DURO”

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“Gaetano avrà perdonato, io no. Ho avuto un forte dolore al cuore, è stato un fulmine a ciel sereno e non me lo aspettavo, sapendo quanto sia amato dai suoi tifosi juventini e anche da altri nel mondo, come giocatore e come uomo”. Mariella Scirea, vedova del compianto Gaetano, commenta così, ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’, su Rai RadioUno, le scritte offensive nei riguardi dell’ex capitano della Juventus apparse poco prima dell’anticipo giocato dai bianconeri sul campo della Fiorentina. “E’ stata una violenza brutale, ne’ io e la mia famiglia meritavamo una cosa di questo del genere – prosegue la signora Scirea – Viviamo in una società in cui tutto è concesso ma stavolta non mi piace far finta di nulla, queste persone cominciano a essere tante e dovrebbero essere presi dei provvedimenti, non solo un Daspo, ma più drastici, per dare un segnale forte”. “Resta dell’amarezza quando vedi che non succede nulla – aggiunge Mariella Scirea – Frequento molto gli stadi e succede dovunque. Sono dei cretini analfabeti, non sapevano nemmeno come si scriveva Scirea, ma non così giovani come volevano farsi passare. Noi perbene ci sentiamo indifesi, le regole esistono ma sono disattese: quando si da’ campo libero a queste persone è un segnale non bello alle persone che crescono, lo stadio è diventata un’area protetta dove si può fare e dire tutto”. Qualora dovesse incontrare gli autori di queste scritte infamanti, “li guarderei negli occhi senza dire nulla. Queste  persone hanno la capacità di essere dei leoni in compagnia e dei conigli da soli. Mi renderei conto che sono dei ragazzi sbandati e cinici, così come ci riduce la società in cui viviamo”. “Sono convinta che questa scritta non sia stata fatta contro Gaetano ma che si volesse colpire la Juve nella sua parte migliore, e cioè nella memoria sua e dei 39 morti dell’Haysel. Non ce l’ho con i veri tifosi della Fiorentina o di altre squadre, bisogna distinguere tra la buona tifoseria e quella becera, e questo spetta a chi gestisce il calcio nazionale. Chi ha fatto queste cose non è tranquillo a casa a mangiare pop corn, la Questura sta facendo passi avanti e si sentono braccati. Bisogna denunciarli – conclude la signora Scirea – A forza di nascondere queste cose non si fa il bene del calcio”.
(ITALPRESS).

PALERMO CEDUTO A FUTURES SPORTS & ENTERTAINMENT

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Il Palermo e’ stato ceduto alla societa’ inglese Futures Sports & Entertainment. Lo annuncia Clive Richardson, Ceo della societa’ inglese, con un’intervista esclusiva a Pop Economy, piattaforma multicanale dedicata ai giovani del gruppo Alma Media. Richardson ha inizialmente motivato l’investimento ed evidenziato le aspettative che la sua societa’ a nome di tutti gli stakeholder nutre nel futuro della squadra del Palermo Calcio. Inoltre – ha confermato Richarson – “certamente tra i piani futuri e’ nostra volonta’ sviluppare e migliorare le strutture del club come abbiamo visto piu’ volte in Europa dove se sei in grado di costruire nuovi stadi e sviluppare strutture adeguate il club ne trarra’ beneficio in ogni sua parte, dal basso fino ai vertici. Noi rappresentiamo un gruppo di investitori di tutta la Gran Bretagna, promotori e investitori ma crediamo che nel futuro ci siano ulteriori opportunita’  per altri investitori per salire a bordo nella struttura che stiamo creando grazie all’acquisizione del Palermo”. Nel progetto, verra’ coinvolto l’ex stella del calcio inglese che ha giocato nel campionato italiano David Platt in qualita’ di consulente tecnico e domani e’ previsto a Palermo un incontro con
il Palermo Calcio. Commentando l’operazione l’advisor di Financial Innovations Maurizio Belli ha dichiarato: “Per la nostra azienda e’ stata un operazione importante. Si sono incontrate due culture molto diverse unite dall’amore per il calcio. La nostra  attivita’ professionale e’ quella di seguire operazioni di fusione e acquisizione, quindi fa parte un po’ dell’iter del tipo di attivita’ che noi svolgiamo, nel mondo del calcio e’ stata la prima volta ma e’ stato molto interessante”.
(ITALPRESS).

 

MODRIC PALLONE D’ORO 2018, FINISCE DUOPOLIO CR7-MESSI

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Luka Modric spezza il duopolio Ronaldo-Messi. Il 33enne centrocampista croato è il Pallone d’Oro 2018 e per la prima volta dal 2008 – l’anno prima era stato incoronato il milanista Kakà – l’ambito premio di “France Football” finisce in mani diverse da quelle di CR7 o del fuoriclasse argentino del Barcellona. Le indiscrezioni delle ultime settimane sono state confermate e se la candidatura di Messi era comunque debole (l’argentino ha vinto ‘solo’ la Liga e ha deluso al Mondiale), per Ronaldo sembrava potesse esserci ancora qualche chance visto il contributo alla terza Champions di fila conquistata dal Real Madrid ma alla fine i voti dei 173 giornalisti scelti dal magazine francese hanno premiato il croato, protagonista non solo coi blancos ma anche nella propria nazionale, trascinata in finale a Mosca. E così, dopo essere stato eletto miglior giocatore del Mondiale e aver ricevuto i riconoscimenti di Uefa e Fifa, Modric fa l’en plein diventando il primo calciatore croato (ma anche di tutti gli Stati dell’ex Jugoslavia) a ricevere il Ballon d’Or. “Mi sono reso conto che la costanza, il lavoro duro, la fiducia in se stessi rappresentano le fondamenta – le parole di Modric – Le grandi cose non si ottengono facilmente e per me non è stato facile arrivare fino a qui. Ma è importante essere pronti ad approfittare delle opportunità. Da bambini tutti abbiamo dei sogni, il mio era quello di giocare in una grande squadra e vincere dei trofei. Il Pallone d’Oro era più di un sogno”.

Quella della stella del Real è un’affermazione abbastanza netta: 753 i punti raccolti, con Cristiano Ronaldo e Antoine Griezmann a completare il podio ma staccatissimi (rispettivamente 476 e 414 punti). Solo quinto Lionel Messi, preceduto anche da Kylian Mbappè e giù dal podio dopo 12 anni: l’ultima volta fu nel 2006, l’anno del trionfo di Fabio Cannavaro davanti a Gigi Buffon e Thierry Henry. Il secondo posto è una magra consolazione per CR7, che ha disertato la cerimonia di Parigi, mentre era presente Griezmann, l’altro grande sconfitto: la vittoria dell’Europa League e soprattutto un ruolo da protagonista nella Francia campione del mondo avevano indotto l’attaccante dell’Atletico Madrid a sperare in qualcosa di più. Nel complesso i Bleus allenati da Deschamps piazzano solo tre giocatori fra i primi dieci (settimo Varane, che Platini avrebbe voluto Pallone d’Oro essendo stato l’unico giocatore a centrare nel 2018 l’accoppiata Champions-Mondiale), con Kantè 11^ e Pogba 15^. Mbappè si consola però col nuovo “Trofeo Kopa” ideato da France Football per il miglior under 21 della stagione. La speciale giuria composta da coloro che hanno vinto in passato il Pallone d’Oro, dall’ex interista Luis Suarez a Gianni Rivera, fino ad arrivare agli stessi Messi e Cristiano Ronaldo, senza dimenticare Paolo Rossi, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro, ha deciso di premiare la giovane stella del Psg, che era in corsa assieme ad altri nove candidati fra cui anche due italiani, i rossoneri Gigio Donnarumma (quinto) e Patrick Cutrone (settimo).

Alle spalle di Mbappè si sono piazzati invece l’americano Pulisic del Borussia Dortmund e il giallorosso – nella prima parte dell’anno all’Ajax – Justin Kluivert. Per la serie A, oltre al secondo posto di Ronaldo che in estate è arrivato alla Juve, il 25^ di Mandzukic e Alisson: il primo in evidenza con bianconeri e nazionale croata, il secondo decisivo nella cavalcata della Roma fino alle semifinali di Champions e poi passato al Liverpool. Da sottolineare il 12esimo posto di Neymar, mai così in basso nella classifica del Pallone d’Oro da quando è in Europa.
Altra novità di questa edizione, il “Pallone d’Oro femminile”: la prima giocatrice a riceverlo è stata la norvegese Ada Hegerberg, attaccante del Lione che ha trascinato al double campionato francese-Champions. Seconda la danese Pernille Harder (Wolfsburg), terza la tedesca Dzsenifer Maroszan (Lione).

COLPO NAPOLI, RUIZ E MILIK STENDONO L’ATALANTA

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Napoli corsaro a Bergamo. Allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia gli uomini di Ancelotti superano l’Atalanta per 1-2 grazie alle reti di Fabian Ruiz e Milik per vanificare il momentaneo gol del pareggio di Zapata. Secondo stop consecutivo invece per i bergamaschi: dopo la rimonta subita dall’Empoli, la Dea sbatte contro un Napoli voglioso di riscatto dopo il terreno perso dalla capolista Juventus (distante sempre otto punti) a causa del pareggio interno contro il Chievo fanalino di coda. Decisamente diverso l’approccio quindi dei partenopei che gelano gli avversari portandosi in vantaggio al 2’: in un fulminante contropiede, Insigne si invola in campo aperto e mette in mezzo una palla col contagiri su cui Hateboer non riesce a intervenire e a evitare il facile appoggio di Fabian Ruiz da pochi passi per lo 0-1. Dopo aver metabolizzato il duro colpo, la squadra di Gasperini prova a scuotersi portando tanti uomini nella metà campo avversaria sfruttando ma rischiando di concedere il fianco al 20’: dagli sviluppi di un calcio d’angolo a favore, gli orobici per poco non incappano in un deja-vu con Insigne che sventaglia per Fabian Ruiz, lo spagnolo però sbaglia clamorosamente il tentativo di pallonetto depositando la sfera tra le braccia di Berisha.
Il portiere nerazzurro è invece superlativo al 23’ quando devia sul palo una girata al volo di Insigne ed è lucido nell’uscire sul lancio dalle retrovie di Albiol che si trasforma per un assist in favore del centravanti azzurro: il suo primo gol in carriera all’Atalanta viene tuttavia rinviato, con il tocco sotto che si spegne sul fondo e una botta rimediata nel contrasto con Berisha che spaventa per qualche minuto la panchina del Napoli. I padroni di casa non riescono a impensierire nei primi 45′ Ospina, chiamato in causa solamente per sventare una conclusione di Zapata sul primo palo. Bastano pochi secondi del secondo tempo, al contrario, per far capire le proprie intenzioni agli avversari: pronti, via e il tiro a colpo sicuro di Freuler viene murato in corner da Albiol ma è solamente il preludio della rete del pareggio che arriva al 56’. Rigoni svirgola sul cross di Gosens, Hateboer trova la sponda per Zapata che non può sbagliare il gol dell’ex.
La partita si vivacizza ulteriormente con entrambe le squadre che cercano i tre punti e propongono un calcio offensivo. Ancelotti opera i primi cambi al 77’ inserendo Hysaj e Zielinski per dare più spinta ai suoi, seguito da Milik per uno spento Mertens ed è proprio il polacco a segnare la rete che vale la vittoria: all’85’ Mario Rui ha un guizzo sulla sinistra, sul suo cross l’attaccante dei partenopei si avventa da vero bomber e batte Berisha per il 2-1. Gli assalti finali dell’Atalanta non portano ad un pareggio in extremis: il Napoli passa a Bergamo e prova a tenere il passo della Juventus.