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CERCASI BOMBER PER LA NAZIONALE

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Dopo l’eliminazione dagli ultimi mondiali che si sono disputati in Russia a seguito della doppia sfida di spareggio giocata contro la Svezia, che rimarrà nella mente dei tifosi di tutta Italia come una delle delusioni sportive più grandi, la nazionale italiana di calcio sta lentamente riprendendosi dal colpo e provando a tornare a livelli altissimi. Dopo la conclusione del rapporto con Gian Piero Ventura, che successivamente ha provato a rientrare nel calcio che conta accettando la panchina del Chievo Verona prima di dimettersi dopo quattro turni in cui ha realizzato un punto, i vertici della federazione hanno deciso di affidare le redini della panchina a Roberto Mancini, un allenatore che, nonostante la sua giovane età, vanta già numerose esperienze in Italia ed all’estero tra cui, soprattutto, la storica vittoria della Premier League con il Manchester City. Nelle prime uscite stagionali, a prescindere dai risultati, l’impressione è che in primis Mancini sia riuscito a cambiare la mentalità degli azzurri ed a ridare fiducia ad un gruppo che negli ultimi anni ha vissuto alcune delusioni.

 

 

L’esperienza Mancini

 

Il primo appuntamento internazionale che ha visto Mancini da protagonista sulla panchina degli azzurri è stata la UEFA Nations League, competizione europea per nazionali che, strutturata in gironi composti da squadre appartenenti alla stessa fascia, permette ai vincitori del girone l’accesso alle final four della competizione per Nazionali. L’Italia nel proprio girone ha dovuto vedersela con Portogallo e Polonia e, nonostante la vittoria in extremis rimediata in terra polacca grazie ad un gol di Biraghi, ha terminato il girone al secondo posto dietro i portoghesi che quindi si sono qualificati per la fase successiva.

I problemi in fase realizzativa

Nonostante la squadra di Mancini, composta da giovani di grande talento come ad esempio Barella, Chiesa e Bernardeschi, abbia espresso un bellissimo calcio e sia sembrata una squadra totalmente differente da quella vista nelle precedenti esibizioni, in queste prime uscite della nuova gestione si è riproposto il problema realizzativo nel senso che la squadra di Mancini gioca bene, crea tanto ma incontra difficoltà a segnare. Eppure, dando uno sguardo alle quote sportive, tra i favoriti alla vittoria della classifica dei capocannonieri del campionato di serie A, evento giocabile anche grazie al bonus di benvenuto sulle scommesse di Betfair, ci sono anche e soprattutto Ciro Immobile e Lorenzo Insigne. Prolifici e risolutivi con Lazio e Napoli, al momento non sono ancora riusciti a realizzare in azzurro quanto invece fanno nelle proprie squadre di club soprattutto in termini di gol. Il problema della mancanza di un bomber che con una giocata estemporanea possa risolvere le partite è un problema di lungo corso che, però, sino a soli pochissimi anni fa, era impensabile per una nazionale come l’Italia che poteva fare affidamento su giocatori del calibro di Inzaghi, Vieri, Baggio, Del Piero, Totti, Toni e Montella.

La speranza di tutti i tifosi della nazionale è che nel prossimo futuro i vari Immobile, Belotti ed altri giocatori che sono nella lista del ct Mancini possano iniziare a trovare la via del gol anche con la maglia azzurra e che dei giovanissimi come Cutrone e Kean, rispettivamente in forza al Milan ed alla Juventus, possano riuscire a fare il definitivo salto di qualità, diventando dei giocatori di primo piano anche in campo internazionale.

CLIPPERS OK CON GALLINARI, BENE THUNDER E WARRIORS

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NEW ORLEANS (USA) (ITALPRESS) – Pronto riscatto Clippers nel segno di Tobias Harris e Danilo Gallinari. Dopo la sconfitta con Dallas, il quintetto di Doc Rivers si rialza andando a vincere 129-126 sul parquet di New Orleans con i due liberi decisivi di Harris (27 punti) a 4″7 dalla sirena. I Clippers dominano nel primo tempo siglando 77 punti col 65,2% dal campo, volano anche a +18 ma poi si fanno rimontare dai Pelicans (37 punti per Randle, 32 punti e 14 assist per Holiday, 23 punti e 13 rimbalzi per Davis) prima del guizzo finale. Oltre a Harris e Williams (20 punti), ancora decisivo Gallinari: 24 punti (5/7 da due, 2/6 da tre, 8/8 ai liberi), 5 rimbalzi e 4 assist lo score dell’azzurro in 31 minuti. Los Angeles resta al comando della Western Conference in compagnia di Denver, che va a imporsi in casa della prima forza a Est: 106-103 su Toronto, a cui non basta un Leonard da 27 punti per contrastare la serata di grazia di Nikola Jokic, alla seconda tripla doppia stagionale con 23 punti, 15 assist e 11 rimbalzi. Sesto successo di fila per i Nuggets, primo stop per i Raptors dopo 8 vittorie. Tengono il passo del duo di testa Oklahoma City e Golden State. I Thunder mettono la museruola a Detroit (110-83) con 21 punti di Adams e 17 di Westbrook: 15esimo successo nelle ultime 18 gare.

Successo Warriors su Atlanta per 128-111 firmato da Curry (30 punti), Durant (28) e Thompson (27), con la gara già chiusa dopo i primi due quarti (61-47 il parziale) e Hawks precipitati fino al -24. Non ingrana Houston, che butta via il +14 su Minnesota all’intervallo lungo: 103-91 per i Wolves (24 punti e 11 rimbalzi di Towns, 16 punti di Wiggins) che concedono appena 29 punti ai Rockets (tanti quanti quelli siglati da Harden in tutta la partita) negli ultimi due quarti.  A completare il quadro dei risultati le vittorie di Washington (110-107 su New York, 27 punti di Beal) e Cleveland (99-97 contro Brooklyn).

BUFFON “SPERO NON SFIDARE JUVE IN FINALE CHAMPIONS”

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“La Juve mi piacerebbe incontrarla sempre, tranne che in finale. Lì la vorrei evitare perché sarebbe un colpo basso della vita che non so se riuscirei a parare al meglio. Tutti gli altri incroci invece mi andrebbero bene”. Per Gigi Buffon, ospite ieri sera a “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Italia 1, una finale di Champions contro una fetta importante della sua vita è uno scenario che eviterebbe volentieri. Sia per una questione sentimentale perchè “la Juve è una parte importantissima della mia vita. Ho vissuto lì quasi 20 anni, ho lasciato relazioni importanti e ho messo in campo ogni goccia di sudore per la causa”) sia per ragioni tecniche. “Ad oggi non vedo punti deboli. Mi sembra la solita Juve con in più Cristiano Ronaldo. La mentalità, i valori e il gruppo storico sono rimasti gli stessi, in più è stato aggiunto un grande giocatore. Dopo anni di vittorie c’era bisogno di uno shock simile per ricreare entusiasmo e nuove energie per continuare e a vincere. Dopo 7 anni di scudetti continuare a vincere non è mai scontato, anche se sei più forte. E come me, magari anche altri potevano pensare di cambiare. Per questo, l’unico modo per ridestare tutti era fare un acquisto top”. Ma non c’è nessun rimpianto sulla mancata possibilità di giocare con Ronaldo alla Juve. “Ho parlato tante volte con Agnelli e ho pensato che dopo un periodo così lungo e stressante, fosse arrivato il momento di finire. O smettevo di giocare, e ci ho pensato, oppure se fosse arrivata una proposta per continuare a giocare ad alti livelli, l’avrei presa in considerazione. Un campionato esotico non l’avrei considerato, a maggio è arrivato il Psg ed è stata una scelta ponderata con tutto il mondo Juve. Infatti ci siamo lasciati in modo molto bello, è stato un distacco dolce”. Al Psg insegue quella Champions mai raggiunta in bianconero, dove la sua ultima partita in Europa coincide con lo sfogo di Madrid. “Ho fatto quell’intervista perché ero fuori dalla grazia di Dio. Qualche giorno dopo dichiarai che sapevo già di aver esagerato ma in quel momento sentivo di dire quello, non potevo dire altre cose. Sul rigore ripeto che quella resta una situazione dubbia e in una situazione del genere, a un minuto dalla fine, un arbitro con un’altra esperienza non fa quel tipo di scelta. Ne sono certo al mille per mille”.

Se la Juve è un capitolo chiuso, lo è anche la Nazionale (“Obiettivamente ormai siamo andati oltre, giustamente. Ho intrapreso un percorso nel quale è giusto dare fiducia a questi nuovi ragazzi e al ct che sta facendo un ottimo lavoro”) mentre dell’Italia non gli mancano certi cattivi costumi, vedi le scritte contro le vittime dell’Heysel e Scirea. “Non credo che un tifoso della Fiorentina abbia scritto una cosa simile. A un essere umano che abbia più di 15 anni che scrive una cosa simile, la mano gli deve cadere immediatamente. Una persona che scrive quella cosa simile è già stata condannata dalla vita”. Tra l’altro la presenza dei bianconeri ai funerali di Astori aveva portato a una sorta di disgelo fra le due tifoserie. “L’accoglienza che ci hanno riservato il giorno del funerale è stata commovente ed è per questo che non voglio credere che un tifoso della Fiorentina, sette mesi dopo, abbia scritto quelle frasi”, insiste Buffon, che non esclude un ritorno di Cavani al Napoli (“Lui è molto legato a Napoli per l’amore del popolo napoletano ma credo che in questo momento giocare nel Psg dia, sulla carta, un’opportunità di arrivare fino alla fine in Champions e fino a giugno vorrà provarci insieme a noi”) ed elogia l’amico Gattuso. “Rino sta sorprendendo tutti. La cosa più bella che vedo è che la squadra incarna lo spirito e le caratteristiche umane di Gattuso: questa cosa è uno spot incredibile per il calcio”. Deluso per il ritorno della finale di Libertadores a Madrid (“E’ una sconfitta del calcio. Bisognava giocare l’andata alla Bombonera e poi il ritorno al Monumental. Questa sarebbe stata la normalità”), sul Pallone d’Oro a Modric chiosa: “ha fatto una stagione incredibile e negli ultimi anni ha dimostrato di essere un campione eccezionale. Penso che se l’avesse vinto Mbappè o Griezman non sarebbe stato uno scandalo, perché la vittoria di un Mondiale incide molto. Solo la forza di due fenomeni come Cristiano Ronaldo e Messi ha fatto sì che negli ultimi 10 anni pesasse meno la vittoria di un Mondiale”.

GRAVINA “IN 50 GIORNI MESSAGGI IMPORTANTI”

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“Il nostro calcio deve scoprire il senso di community. Dobbiamo riscoprire il valore di tanti protagonisti del nostro mondo che a volte non hanno tanta visibilita’ ma possono dare un valore aggiunto al nostro mondo. La nuova governance deve lavorare a riforme e a una rivoluzione del nostro calcio. In 50 giorni abbiamo dato dei messaggi importanti, messaggi che stiamo evitando di enfatizzare”. Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina, intervenendo al convegno “Il calcio e chi lo racconta” a Coverciano. “Ci sono 3-4 azioni che hanno dato un’immagine e una veste diverse al calcio italiano – ha aggiunto – In questi primi 50 giorni con una nuova governance abbiamo cercato di dare fiducia e speranza a un mondo che si muoveva in maniera scomposta, senza avere un obiettivo, ed una meta, e non aveva un orizzonte. Abbiamo generato effetti positivi risvegliando tutta la struttura della Federcalcio che era affetta da un effetto burnout. Ora c’e’ entusiasmo e voglia di centrare obiettivi importanti. Penso ad esempio all’avventura della nostra nazionale femminile al Mondiale e all’obiettivo importante di partecipare per la prima volta alle Olimpiadi”.
Gabriele Gravina si e’ anche guardato indietro al percorso che lo ha portato al vertice del calcio italiano. “L’estate passata e’ stata rovente, determinata da forti strappi, tensioni e violenze, esercitate con grande cattiveria sulle norme che hanno sempre regolato il nostro mondo dello sport. Mi riferisco al mutamento dei format, una piaga che ancora oggi lascia lacerazioni e momenti di grande tensioni fra le componenti. Un’estate che ha fatto capire come fossero deboli alcune norme. E’ stato avviato immediatamente un tavolo per la riforma della giustizia e del codice di giustizia sportiva. Sono stati avviati tavoli di riforma su altre cinque aree, per la prima volta nella storia l’ultimo Consiglio federale ha approvato delle linee guide per la gestione delle societa’ e il 18 dicembre dovremmo approvare le norme relative alle licenze nazionali, sei mesi prima dei termini fissati fino ad oggi”. Il presidente della Figc ha poi parlato di un nuovo modo di vivere la Federcalcio. “Oggi il dialogo comincia ad affiorare in tutte le componenti. Dobbiamo uscire dal periodo di depressione passata con una nuova speranza. La nostra attivita’ deve tracciare un orizzonte con una rivoluzione che significa una collaborazione fra le componenti e un dialogo costante fra esse”.
“Stiamo lavorando molto su un’idea nuova di calcio italiano, dove e’ importante il risultato ma non e’ tutto. Bisogna uscire da un momento di crisi che ha attanagliato il nostro mondo. C’e’ stato un periodo di crisi e di transizione che ha portato a grandi preoccupazioni ma crisi significa anche opportunita’. Dobbiamo cogliere gli aspetti di questa crisi”. Per Gravina “la crisi non si puo’ superare solo con una modifica di regolamenti, ma serve un cambio radicale, un cambio di direzione, con un approccio diverso, un modo di confrontarsi diverso. Dobbiamo scoprire il vero senso del confrontarsi attraverso il dialogo, attraverso lo scambio di identita’”. “Infrastrutture e settori giovanili sono due asset principali del mio mandato – chiosa – I 50 centri federali che ci sono sui territori sono sufficienti ma adesso dobbiamo dargli dei ‘contenuti’. I ragazzi devono imparare la tecnica ma devono anche lavorare e studiare per avere un futuro importante a prescindere da quello che avranno sotto il profilo sportivo. Dobbiamo evitare di creare una fabbrica di sogni. In questo abbiamo grande uniformita’ con il ct Roberto Mancini che non deve scoprire talenti ma deve allenarli a crescere, con grande sintonia con i club”.
(ITALPRESS).

COPPA ITALIA, SAMP, BOLOGNA E BENEVENTO AGLI OTTAVI

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Sampdoria, Benevento e Bologna agli ottavi di finale di Coppa Italia. I blucerchiati hanno battuto 2-1 la Spal e affronteranno il Milan, i sanniti 1-0 il Cittadella e sfideranno l’Inter, i rossoblù il Crotone e si giocheranno i quarti contro la Juventus.

Al Ferraris la Samp supera l’ostacolo Spal e conquista l’accesso agli ottavi di finale di Coppa Italia. I blucerchiati battono per 2-1 la squadra allenata da Semplici grazie alle reti di Defrel e Kownacki. Una vittoria, arrivata in rimonta, che dà fiducia e continuità alla formazione di Giampaolo, reduce dal 4-1 contro il Bologna in campionato. La Spal, invece, cade nuovamente a Marassi con un altro 2-1: risultato per altro identico a quello subito lo scorso 1° ottobre in campionato. È la Sampdoria ad aggredire l’incontro con un Saponara particolarmente ispirato che al 7′, al termine di un’azione solitaria, calcia sul secondo palo ma trova la deviazione provvidenziale di Cionek. La Spal cerca di gestire il possesso palla ma è la Samp a rendersi maggiormente pericolosa presso l’area di rigore avversaria, colpendo anche una traversa alla mezz’ora con un tiro di Kownacki. Ma alla prima vera occasione a disposizione la Spal colpisce: al 34′ Dickmann scende sulla destra e serve in area Floccari che controlla e calcia col destro con il pallone che s’infila all’incrocio dei pali.
Il vantaggio ospite sveglia i blucerchiati che rispondono nel recupero del primo tempo con una ripartenza improvvisa coordinata da Jankto e conclusa da Defrel: l’ex Roma, tutto solo davanti a Milinkovic, si coordina e calcia col mancino per l’1-1. Nella seconda frazione i blucerchiati cercano il sorpasso e vanno vicini alla seconda rete con uno scambio fra Kownacki e Saponara con quest’ultimo che calcia dal limite e sfiora il secondo palo. Poi al 66′ Jankto in ripartenza, assistito da Saponara, salta Milinkovic ma a porta sguarnita conclude incredibilmente fuori col destro. A otto minuti dal termine la Samp trova il definitivo 2-1 con un colpo di testa di Kownacki, agevolato dall’uscita completamente errata di Milinkovic. Dopo cinque minuti di recupero, vissuti in apnea, i blucerchiati esultano per una bella vittoria in rimonta. Agli ottavi la Samp troverà il Milan in un match che si preannuncia davvero interessante.
Al Dall’Ara è finita 3-0 tra i rossoblù emiliani e quelli calabresi, per una partita che non è mai decollata e che il Bologna ha vinto soprattutto per la maggior qualità tecnica specie dei suoi singoli. La doppietta di Orsolini, che è stato il migliore in campo, ha ancora una volta fatto capire che Inzaghi può contare su di lui anche nel prosieguo della stagione. Al 40′ la prima rete: bel lancio centrale di Nagy, il giovane attaccante difende bene la palla ma calcia addosso a Cordaz. Sulla ribattuta lo infila sul primo palo. Nella ripresa il Bologna continua ad attaccare: all’11’ chiude la partita con Orsolini che batte una punizione dalla trequarti proprio sulla testa di Falcinelli che gira bene a rete sul palo lontano. Poi il 3-0 ancora con Orsolini che infila nell’angolino basso alla destra di Cordaz un bel tiro a girare.

Il Benevento ritorna alla “Scala” del calcio. La squadra della strega stacca il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia dove troverà l’Inter di Spalletti. Contro il Cittadella il Benevento di misura supera la formazione di Venturato grazie ad un lampo vincente di Bandinelli giunto al termine di una gara sostanzialmente equilibrata che la strega ha fatto sua grazie alla preziosa giocata del centrocampista ex Sassuolo che, al 77°, ruba palla a centrocampo scambia con Asencio e nel cuore dell’area veneta trafigge Maniero. Nel finale la squadra di Bucchi gestisce bene il vantaggio e alla fine può festeggiare con i propri tifosi il passaggio del turno.
(ITALPRESS).

NUOVA PROPRIETA’ A PALERMO MA ANCORA NIENTE NOMI

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Il Palermo non e’ piu’ di Maurizio Zamparini, ma della Global Futures Sports & Entertainment. E resta questa l’unica certezza, perche’ la conferenza stampa di presentazione della nuova proprieta’ allo stadio “Barbera” e’ stata come il classico primo giorno di scuola in cui si fa conoscenza con i nuovi compagni, dei quali, tornati a casa, non si ricorda neppure il nome. In sala stampa il patron uscente Maurizio Zamparini; il Ceo della Global Futures Sports & Entertainment Clive Richardson, l’ex calciatore e allenatore David Platt, l’advisor di Financial Innovations Maurizio Belli, che ha fatto da tramite nell’operazione, e il direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi. Nel piazzale dello stadio non piu’ di una trentina di tifosi, a conferma che in questo momento la sintonia tra club e sostenitori rosanero e’ pari a zero e lo scetticismo regna sovrano. Il momento piu’ significativo, probabilmente l’unico, e’ stato proprio il commosso addio di Zamparini: “Non so se sia un giorno triste o bello, forse tutti e due. E’ triste lasciare il Palermo, ma ho avuto la possibilita’ di trovare chi continuera’ il mio lavoro, come un padre fa con il proprio figlio”.
“L’ultimo regalo che posso fare e’ dare la societa’ a persone di livello con possibilita’ economiche. Da cinque anni voglio vendere. Alcuni hanno cercato di truffare me e il Palermo – ha proseguito l’imprenditore friulano -. Mi ha fatto male al cuore quando dicevate che erano invenzione mia. Lascio il Palermo con molta stanchezza. Mi hanno dipinto come la persona che non sono. Sono onesto e posso commettere degli errori in buonafede e da questi si impara. Non ho mai fatto riciclaggio, autoriciclaggio e cose di questo tipo. Le persone che mi conoscono davvero hanno fiducia in me. Vi lascio dicendovi che ho perso 90 milioni del patrimonio della mia famiglia e ho ricavato 10 euro, ma anche 90 milioni di soddisfazioni. Aiutate i nuovi dirigenti, sono persone che hanno una loro credibilita’”. Non concede domande l’ormai ex patron che lascia cosi’ la conferenza stampa dando spazio a Clive Richardson, rappresentante della nuova proprieta’ che non ha alcuna voglia di rivelare nulla, neppure le cose piu’ banali. “Abbiamo cercato tante opportunita’ in tutto il mondo in questi sei mesi e siamo stati noi a cercare il Palermo – ha dichiarato Richardson – Nome del nuovo proprietario? Non e’ soltanto uno ma al momento non possiamo ufficializzare l’organigramma. Non sappiamo come sara’ strutturata la societa’. Resteremo a Palermo in questi giorni? Non ne siamo sicuri”.
A cercare di dargli una mano interviene l’advisor Maurizio Belli, con scarsi risultati: “Il prezzo di vendita? Corrisponde a 10 euro. Il giro finanziario riguarda i soldi che servono per finire la stagione, per ora. Gli acquirenti hanno chiesto di non essere divulgati. Alcuni sono quotati in borsa e non posso dare nomi perche’ potrebbero avere riflessi sul mercato finanziario. Il ruolo di Financial Innovations? Consulente di Zamparini”.

Una figura suggestiva e’ certamente quella di David Platt, anche se nulla lo ha mai legato a Palermo, neppure da avversario. Ma da buon uomo di campo il suo pensiero si rivolge alla squadra che ha come obiettivo il ritorno in A: “Sono qui per dare una mano, non so cosa faro’ in futuro. Rinforzi di gennaio? Vediamo, anche perche’ la squadra non ha fatto male, e’ prima in classifica. Siamo venuti proprio per parlare con Foschi, con i giocatori e il tecnico, che magari si chiedono cosa stia succedendo. Siamo venuti per dare tranquillita’, sicurezza a coloro che vanno in campo. Miei trascorsi? Non ho mai giocato a Palermo. L’unico legame quando ai tempi del Manchester City volevamo prendere Cavani. A casa mia piove, e’ bellissimo venire qua”, conclude ridendo Platt, ex centrocampista della nazionale inglese che in Italia ha vestito le maglie di Bari, Juventus e Sampdoria.
A chiudere l’inedita conferenza stampa di presentazione della nuova proprieta’ e’ il direttore sportivo Rino Foschi, chiamato a essere il segno della continuita’: “Resto al 100% a Palermo, mi confrontero’ con la nuova proprieta’ come con Zamparini. Non cambia nulla, anzi da adesso avro’ maggiore responsabilita’. Il ruolo di Zamparini? Resta consulente e lo fara’ gratuitamente, per amicizia”.
(ITALPRESS).

SPURS TRAVOLTI DA UTAH, CINQUE PUNTI PER BELINELLI

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Un’altra sconfitta e anche abbastanza netta. San Antonio non riesce a dare continuità al successo conquistato contro Portland e perde sul parquet degli Utah Jazz che si impongono per 139-105, mettendo in luce i limiti degli Spurs. Serata non facile per Marco Belinelli, al rientro dopo il turno di stop per un problema al collo, in campo per 23 minuti, ma con soli 5 punti e 3 assist messi a referto. Quattro i giocatori in doppia cifra per San Antonio con Poeltl che dalla panchina ne fa 20, si fermano a 16 DeRozan e Aldridge, 10 per Metu e White. Dall’altra parte tutti il quintetto iniziale in doppia cifra con i 20 di Mitchell, i 18 di Gobert, i 14 di Favors, i 13 di Ingles e i 12 di Rubio, ma c’è anche il contributo dalla panchina con i 15 di Korver e gli 11 di O’Neal.

Nelle altre gare della notte i Sacramento Kings vincono in casa del Phoenix Suns per 122-105, mentre i Dallas Mavericks si impongono per 111-102 sui Portland Trail Blazers, nonostante i 33 punti di Damian Lillard (per lui anche 8 rimbalzi e altrettanti assist), ma a trascinare i padroni di casa ci pensa Doncic con 21 punti e 9 rimbalzi.
In doppia cifra anche Matthews (17), Smith (12), Jordan (12 punti e 17 rimbalzi) e Barnes (11).
Vittoria casalinga anche per Indiana che batte 96-90 i Chicago Bulls. Tra i Pacers brilla Collison con 23 punti e 8 rimbalzi, mentre ai Bulls non bastano i 21 di Markkanen, che fa registrare al suo attivo anche 10 rimbalzi.
Successo esterno per gli Orlando Magic che vincono 105-90 in casa dei Miami Heat con Gordon che fa 20 punti, uno in più di Vucevic e Ross.
(ITALPRESS)

TRONCHETTI PROVERA “MAROTTA OTTIMA SCELTA”

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Da tifoso interista il sogno calcistico di Marco Tronchetti Provera “è continuare un percorso magari con qualche altro campione che può dare un aiuto e garantire continuità alla squadra”. Il vice presidente e Ceo di Pirelli parla di Inter ai microfoni di Sky Sport 24 e a margine della presentazione del nuovo calendario Pirelli. Un appuntamento che arriva due giorni prima il derby d’Italia contro la Juventus. “Ogni partita ha la sua storia e queste sono partite particolarmente impegnative, la più difficile dell’anno, quindi i ragazzi ce la metteranno tutta – dice Tronchetti Provera -. Questa è un’Inter che a tratti mi piace molto, ma non è completa, manca ancora un pezzo anche se è sulla strada giusta. Per Moratti è più adatta alla Champions, ma non so se sia così, aspettiamo qualche settimana per dirlo”. Intanto il club ha piazzato un grande colpo con l’ingaggio di Giuseppe Marotta come amministratore delegato. “Porta grande esperienza e competenza, dà il senso del progetto, è stata un’ottima scelta, le grandi squadre devono avere alle spalle un progetto e avere un medio termine come obiettivo”.
Il condottiero dei nerazzurri è Luciano Spalletti. “Un ottimo allenatore che ha una buona squadra a disposizione e che sta cercando di farla diventare una grande squadra”, dice Tronchetti Provera che ha parole d’elogio anche per Steven Zhang, diventato presidente dell’Inter. “Mi piace molto per l’impegno che ha messo in questa avventura, mi piace la sua volontà di capire e dare successo all’Inter, mi pare che abbia lo spirito giusto e mi fa molto piacere che questo suo impegno si realizzi attraverso l’assunzione diretta di responsabilità, che sia il presidente è una buona cosa”. Se Zhang è il presidente, Mauro Icardi è il capitano. “E’ uomo di grandissima qualità, il più grande centravanti puro che ci sia oggi, rappresenta per l’Inter il miglior giocatore della squadra e la guida della società”. Venerdì la sfida nella sfida sarà tra l’argentino e Cristiano Ronaldo, Tronchetti Provera ha sempre avuto un debole per Messi, ma non ha problemi ad ammettere la sua ammirazione per il portoghese. “E’ un grandissimo giocatore e non si può che ammirarne le qualità, oltre che sperare che sia in serata no”.
In questa Inter non trova molto spazio Lautaro Martinez, un attaccante che anche se ha avuto poche chance ha messo in mostra il suo talento. A Tronchetti Provera piacerebbe vederlo di più in campo. “Sì perchè i giovani hanno bisopgno di sentire le partite, è un ragazzo che ha voglia di fare bene e spero ci sia spazio per lui”. Una battuta anche sul tecnico del “triplete” del 2010, su Josè Mourinho e sulla sua esultanza dopo la vittoria del suo Manchester United sul campo della Juventus in Champions League.
“Josè ha anche il senso dello show, mi pare che non ci siano polemiche da fare su questo”, ha tagliato corto Tronchetti Provera.
(ITALPRESS).