“Chi vincerà prima il decimo titolo tra me e Valentino Rossi? Tra di noi non c’è competizione, perchè i nostri sono due sport diversi. Certamente spero di farlo prima io e se lo chiedete a lui certamente penserà di farcerla lui per primo. Certamente ci mettiamo del nostro meglio t chi arriverà prima manderà un messaggino all’altro”. Così Antonio Cairoli, nove volte campione del mondo nel motocross, parla della non rivalità con il “Dottore” per raggiungere il decimo titolo iridato. “Il 2018 è stato un anno difficile. Jeffrey Herlings ha meritato il titolo e ora noi dobbiamo prepararci su quello che quest’anno è mancato e cercare di portare a casa questo titolo” aggiunge il campione pattese che così come Marc Marquez per Rossi, ha un giovane a contendergli il numero uno. “Lui è molto più giovane (24 anni, ndr) così come Marquez per Valentino, ma cercheremo di fare del nostro meglio e batterlo”.
Cairoli che in passato è stato ospite al Ranch da Rossi, sull’invito accettato da Lewis Hamilton di provare ad andare in moto sul circuito personale del campione pesarese, crede che il cinque volte iridato di F.1 avrà qualche difficoltà in più nel passare dalla quattro alle due ruote. “Sarà molto più difficle per Hnilton abituarsi alle moto. Per me e Valentini è stato più semplice provare la F.1 e poi su una pista come il Ranch dove Valentino va fortissimo” afferma Antonio Cairoli che, così, come il suo emulo in MotoGP pensa di passare alle auto dopo aver chiuso con le moto. “Sogno di fare qualcosa magari nei rally, perchè in F.1 è impossibile”.
CAIROLI “SPERO VINCERE 10° TITOLO PRIMA DI ROSSI”
CAGNOTTO-DALLAPE’ DI NUOVO INSIEME A BOLZANO
Le mamme son tornate. Ventotto mesi dopo la medaglia d’argento ai Giochi di Rio de Janeiro e la nascita di Maya e Ludovica, Tania Cagnotto (Fiamme Gialle/Bolzano Nuoto) e Francesca Dallapè (Esercito/Buonconsiglio Nuoto) tornano ad allenarsi insieme, pronte per una nuova sfida. Nella piscina Karl Dibiasi a Bolzano, seguite del coordinatore tecnico delle squadre nazionali Giorgio Cagnotto, del direttore tecnico della nazionale assoluta Oscar Bertone e del tecnico federale Giuliana Aor, il primo allenamento-evento delle azzurre. Presente anche l’assessore allo sport di Bolzano Angelo Gennaccaro, supertifoso delle mamme-sincro. “Il ritorno alle gare di Tania e Francesca non può che farci piacere ed essere utile a tutto il movimento nazionale e allo sport italiano in generale – sottolina il dt azzurro Oscar Bertone – Oltre ad essere due fuoriclasse, vicecampionesse olimpiche in carica, argento mondiale a Roma 2009 e Barcellona 2013 e otto volte consecutive campionesse europee, sono due professioniste e due atlete con la A maiuscola”. “La loro decisione, condivisa con lo staff tecnico della Nazionale e i club di appartenenza, è spinta dalla grande passione e dalla voglia di misurarsi ancora con se stesse e con il resto del mondo. Forse la sfida più difficile della loro carriera. Ci proveranno con tutto l’entusiasmo e la professionalità che fin qui le ha contraddistinte ma sono anche consapevoli che potrebbero non riuscire a tornare la Tania e la Francesca delle Olimpiadi 2016”. “Attualmente c’è anche un’altra coppia che ha dimostrato tutto il suo valore ai campionati europei di Edimburgo vincendo la medaglia d’oro. E’ vero che i punteggi di Elena Bertocchi e Chiara Pellacani sono inferiori a quelli di Tania e Francesca ma è anche vero che negli ultimi anni le valutazioni delle giurie si sono un po’ abbassate”. “Gli assoluti indoor dal 29 al 31 marzo a Torino potrebbero essere il primo appuntamento in cui gareggiare insieme – aggiunge Bertone – La Coppa Tokio dal 22 al 24 febbraio a Trieste mi sembra troppo presto”. “Gli assoluti estivi dal 24 al 26 maggio a Bolzano e il Grand Prix dal 14 al 16 giugno, sempre a Bolzano, potrebbero essere le tappe successive. Nel trampolino sincro non c’è selezione per i mondiali ma nel caso di Cagnotto e Dallapè è prematuro parlarne. Dai mondiali si qualificano ai Giochi le prime tre coppie e se non ci siamo riusciti quattro anni fa, quando eravamo al top della forma, per farcela a luglio dovremmo trovarci in una condizione strepitosa e dimostrarlo. Più facile, invece, che entrambe arrivino competitive alla Coppa del mondo di aprile 2020 – conclude Bertone – in cui ci saranno quattro posti a disposizione, oltre ai tre dei mondiali e al Giappone”.
(ITALPRESS).
CAGLIARI,SASSUOLO E NOVARA AGLI OTTAVI DI COPPA ITALIA
Cagliari, Sassuolo e Novara sono approdate agli ottavi di finale di Coppa Italia. Il Cagliari espugna il Bentegodi di Verona e accede agli ottavi di finale della Coppa Italia 2018-19. Quarto turno superato per la formazione sarda che elimina il Chievo per 2-1 e conquista il passaggio al turno successivo grazie alle reti di Cerri e Pisacane. Una vittoria importante per i rossoblu’ che ritrovano il successo proprio contro il Chievo (sconfitto in campionato per 2-1) dopo oltre un mese di astinenza mentre per i clivensi si tratta del primo k.o. sotto la gestione di Di Carlo. Adesso per il Cagliari agli ottavi di finale l’ostacolo Atalanta.
Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, i neroverdi hanno superato per 2-1 il Catania nel quarto turno ad eliminazione diretta. Emiliani in vantaggio al 14′ con Matri, siciliani sul pari al 41′ con Brodic; al 36′ della ripresa il gol vittoria di Locatelli. Il Sassuolo sfidera’ per un posto nei quarti il Napoli. Sul terreno del ‘Piola’, i piemontesi si sono imposti per 3-2 sul Pisa. Ospiti avanti al 16′ con Marconi, padroni di casa sul pari al 22′ con Peralta; nella ripresa, piemontesi avanti con Bove all’8′ e toscani sul 2-2 al 27′ con Lisi. Al primo dei cinque minuti di recupero, gol di Manconi che lancia il Novara, che non vinceva in casa dallo scorso marzo, nelle braccia della Lazio.(ITALPRESS).
GALLINARI E BELINELLI KO, JAMES TRASCINA LAKERS
Sconfitte in contemporanea per Danilo Gallinari con i Clippers (contro Memphis) e Marco Belinelli con gli Spurs (contro i Lakers) nelle gare disputate nella notte italiana in Nba. Il Gallo chiude con 17 punti con 5/15 dal campo e 3/7 da tre, miglior marcatore del quintetto della sua squadra, ma è risultato impreciso ai liberi (4/8) facendo scendere la sua media dalla lunetta che fino a prima del match era del 90%. I Grizzlies sono stati bravi a contenere gli avversari che, in virtù delle vittorie di Denver e Oklahoma City, sono scesi al terzo posto nella Western Conference a pari merito con Golden State.
Belinelli, da parte sua, è rimasto in campo per un totale di 8′ (minor minutaggio della stagione) mettendo a referto 2 punti 1 rimbalzo e 1/3 al tiro nella sfida contro Lebron James. Continua il periodo no per la squadra di Popovich anche se l’obiettivo play-off non rimane così lontano. Gli Spurs erano ancora in vantaggio nell’ultima volata, ma a quel punto James ha preso in mano la sua squadra prima con un 9-0 tutto suo e poi con ancora 11 punti per arrivare ai 42 totali a fine match impreziositi da tre triple negli ultimi 8′. Non solo James, grande contributo per la vittoria su San Antonio è arrivato anche da Kuzma (22 punti e 9 rimbalzi) e Ball (14 punti e 9 assist) su tutti.
Negli altri match, i campioni di Golden State battono Cleveland (129-105) accelerando nel secondo tempo: Steph Curry chiude con 42 punti, Durant con 25 (10 rimbalzi e 9 assist anche). Oklahoma vince di 2 contro Brooklyn (114-112) grazie a Paul George che segna 25 punti con una tripla decisiva nell’ultimo quarto e chiude con 47 a referto. Ancora gara record per Westbrook: tripla doppia con 21 punti, 15 rimbalzi e 17 assist. Oklahoma resta comunque ancora alle spalle di Denver che batte al’overtime Orlando (124-118). Towns e Wiggins (36 e 25) trascinano Minnesota, facile per Milwaukee su Detroit (115-92). Vittorie per Washington (131-117 su Atlanta), New Orleans (132-106 su Dallas), Toronto (113-102 su Philadelphia).
(ITALPRESS).
ANCELOTTI “NAPOLI POSTO GIUSTO PER STARE A LUNGO”
“Mi piacerebbe molto. Forse qui ci sono le caratteristiche adatte a un progetto simile”. Così, in un’intervista a Walter Veltroni sulla Gazzetta dello Sport, Carlo Ancelotti risponde alla domanda se pensa sia immaginabile a Napoli portare avanti l’idea del manager che resta per diversi anni come è per esempio nel calcio inglese. “Di Napoli mi piacciono tante cose. Ovviamente il paesaggio e la luce. Il golfo di Napoli, con Capri di fronte. Il Vesuvio: ti svegli la mattina e hai questa fotografia emozionante davanti. Poi che ha Napoli? La gente è molto disponibile. Il napoletano non si prende troppo sul serio. E’ gente allegra, disponibile, aperta” ha spiegato Ancelottio sul suo rapporto con la città partenopea che lo ha subito amato. La sua “uscita” di qualche settimana fa sulla sospensione delle gare in caso di insulti dagli spalti ha fatto parlare e discutere molto, il tecnico del Napoli è sempre più convinto che la strada per provare a cambiare la mentalità sia quella.
“Io non voglio fare un discorso solo sul Napoli, ovviamente. Voglio parlare degli stadi italiani e della lotta contro ogni intolleranza. Una cosa sono i cori e gli striscioni divertenti, altro le manifestazioni di odio e la demonizzazione di città, colori della pelle, appartenenze etniche o religiose. E’ un malcostume che deve finire. Credo che anche il presidente della Federazione sia sensibile a questo, gli arbitri sono sensibili, ci sono delle regole che gli organi competenti devono far rispettare. Se ci sono quei cori si devono attuare delle procedure: la segnalazione del capitano all’arbitro, l’annuncio con gli altoparlanti e, se nulla serve, la sospensione della partita. Serve far capire che si fa sul serio, che non si finge di essere sordi». Ancelotti parla delle possibilità della sua squadra, del dove può arrivare. “Non lo sappiamo, secondo me questa squadra ha tante potenzialità e lo ha dimostrato nel girone di Champions, che era difficilissimo. Siamo cresciuti molto in personalità, convinzione, perché queste partite aiutano a crescere. Siamo una squadra che non può giocare a basso ritmo. Per riuscire dobbiamo lavorare sempre a ritmo alto».
La Juve, però, secondo il tecnico emiliano, non è inarrivabile. “La Juve è molto forte, molto continua, però inarrivabile no. Nella mia esperienza di calcio non ho ancora trovato squadre imbattibili. Certo, per stare al passo con la Juve, devi fare miracoli”. Ancelotti ritorna sulla sconfitta di Perugia quando perse lo scudetto alla guida della Juventus (“Un colpo duro. Soprattutto perché poteva essere la prima vittoria e invece da lì è iniziata l’etichetta di eterno secondo”, poi smentita), elogia Sacchi (“ha innovato non solo il gioco, portando il pressing, ma soprattutto l’organizzazione, la metodologia del lavoro”), parla dello stress come di una “risorsa, se gestito” e di come il suo primo allenatore Liedholm fosse “l’opposto dello stress”, torna sull’unica esperienza negativa in carriera (“Al Bayern è stato un scontro di filosofie. La società non aveva intenzione di modificare la struttura, la loro filosofia di lavoro e di promuovere un cambio generazionale dei giocatori, cosa che ora stanno facendo”) e infine conferma che adesso non si vede in Nazionale, ma in futuro chissà. “Oggi no. Ho avuto la possibilità mesi orsono, ho parlato anche con la Figc. Ma ho detto loro che avevo voglia di allenare una squadra di club. A me piace stare qui tutti i giorni. Non mi piace allenare tre volte al mese”.
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ALLEGRI “INTER? CHAMPIONS MERCOLEDI’ PIU’ IMPORTANTE”
Juventus-Inter è alle porte e Massimiliano Allegri sa di avere tra le mani la chance per fare definitivamente fuori una delle ‘altre’ pretendenti allo scudetto: “Domani è una partita bella e importante perché è il Derby d’Italia – ha ricordato il tecnico bianconero in conferenza stampa dall’Allianz Stadium di Torino –. Indipendentemente dalla classifica sarà una serata affascinante tra due squadre che insieme al Milan hanno fatto la storia del calcio italiano. Sarà una partita sotto l’aspetto emotivo importante, sotto l’aspetto tecnico e tattico altrettanto. Bisognerà prepararsi al meglio contro una squadra che insieme al Napoli è l’antagonista della Juventus per lo scudetto”. Una partita che “si prepara da sola perché è come una grande partita di Champions e devi dire ai giocatori solo quelle due-tre cose da fare in campo”. Una gara in cui la Juventus dovrà cercare di fare bottino pieno ma senza l’assillo del risultato a tutti i costi: “Noi dobbiamo proseguire il nostro percorso con molta calma – ha risposto Allegri –. In questo momento ci sono numeri che dicono che la Juventus ha ammazzato il campionato, ma i campionati non si ammazzano, si vincono a maggio. È impossibile che la Juventus abbia ammazzato il campionato, è la matematica a dirlo e da lì non si scappa. Credo che tra domani e mercoledì (Champions League a Berna contro lo Young Boys, ndr), per noi sia molto più importante quella di mercoledì perché ci giochiamo il primo posto nel girone”. Che il campionato sia già finito e che le rivali giochino solo per il secondo posto non è idea contemplata dall’allenatore bianconero: “Assolutamente no. Ancelotti giustamente dice che loro hanno grandi chance. Mancano tante partite e bisogna fare un passo alla volta. In questi 23 giorni che ci portano da oggi al 29 dicembre bisognerà fare tanto ma per fare tanto bisognerà pensare a una cosa alla volta non a quello che dovrà avvenire. Bisognerà essere bravi a dare continuità e a migliorare le prestazioni”. Guardando la classifica, al solo Napoli e Inter potrebbero al momento pensare alla lotta scudetto. Il divario è tanto ma le altre sono ancora più indietro: “con il cambio di allenatore il Napoli ha un modo di approcciare diverso ed è pericolosissimo, ha qualità tecniche e grande esperienza in panchina. L’Inter è una squadra in continua crescita, che tecnicamente ha giocatori importanti. Una squadra seria”, le ha descritte Allegri che sui nerazzurri ha le idee chiare: “Il punto forte dell’Inter è che una squadra che gioca, che tende ad allungarti, hanno gente tecnica e veloce, hanno Icardi che davanti è un finalizzatore straordinario. Punti deboli? Dobbiamo essere bravi noi a metterli in evidenza”. Quando gli è stato chiesto quali siano le differenze tra i toscani di mare come lui e quelli di campagna come Spalletti, Allegri ha risposto: “La differenza è che io al mattino mi sveglio e vedo il mare e lui vede le colline, ma lui da giovane ha giocato molti anni a La Spezia dove c’è il mare. Credo che di differenza non ce ne sia, la Toscana riesce a far uscire molti buoni allenatori e credo sia una questione di DNA”. Poi ironizzando su punti in comune e differenti, il tecnico livornese ha risposto: “In comune c’è che siamo della stessa regione, di diverso ancora per poco i capelli visto che lui non ne ha e io ne ho pochi. Spalletti sta facendo bene all’Inter come aveva fatto bene alla Roma e quando era andato in Russia. Bisogna fargli i complimenti”. Venendo alla Juve e alle scelte tecniche per il Derby d’Italia di domani le indicazioni sono state quasi nulle, a cominciare dagli esterni difensivi: “Non so ancora se giocheranno De Sciglio a destra e Cancelo a sinistra o viceversa. Si posso cambiare anche durante la partita”. Per il resto: “Per quanto riguarda difesa e metà campo devo valutare oggi perché Bentancur ha avuto un problema alla schiena e se mi manca Bentancur o butto dentro subito Emre o giocheremo in modo differente. Siccome abbiamo partite domani, mercoledì e sabato, bisogna che tutti si facciano trovare pronti. Cuadrado al posto di Bentancur? Ci può stare ma a quel punto dovrei cambiare qualcosa davanti”. E davanti il ‘tuttocampista’ Dybala dovrebbe andare a posizionarsi dietro a Mandzuki e Ronaldo, un tridente che si sta amalgamando anche se manca ancora di qualcosa: “L’equilibrio va migliorato perché se spacchiamo la squadra in due con tre davanti e sette dietro diventa un problema. Bisogna trovare una compattezza di squadra migliore perché in questo momento è la cosa che non va bene”, ha risposto Allegri che attende anche che i suoi si sblocchino su punizione: “Specialisti ne abbiamo, di gol non ne abbiamo ancora fatti e speriamo di farli domani. A Firenze abbiamo avuto tre occasioni e non le abbiamo sfruttate. Speriamo di sfruttarle al meglio perché su tre un gol bisogna farlo”. Infine, ricordando che oggi è il compleanno Andrea Agnelli, Allegri ha citato la miglior dote del presidente: “La cosa che mi è piaciuta molto è che è un decisionista, qualità migliore per un dirigente. Oggi ha un’autorevolezza diversa da quando fece il primo anno il presidente della Juventus”.
(ITALPRESS).
SPALLETTI VERSO ESAME JUVE “A TORINO PER FARE PARTITA”
Questi sono i banchi di prova che possono dirti che sei pronto, il vero collaudo per essere poi nelle condizioni di viaggiare forte e andare a fare risultati contro chiunque”. Per Luciano Spalletti la sfida di domani sera all’Allianz Stadium contro la Juventus può dire molto su quelle che sono le ambizioni dell’Inter. “La partita la vince chi la fa, non chi la subisce per cui si va lì a fare la partita perchè sono queste le gare che ti fanno allungare il passo per avvicinarsi al livello della Juventus – continua il tecnico di Certaldo – Se riusciamo a pressarli per 90 minuti, a essere sempre blocco squadra, a essere corti e togliere loro spazio per pensare alle giocate per 90 minuti, possiamo creare loro qualche problema”. Spalletti chiede ai suoi “coraggio e personalità” anche se conferma le assenze di Dalbert e soprattutto Nainggolan. “Ma mi porto dietro più certezze che curiosità, ho a disposizione una squadra che cresce, sempre più completa nell’atteggiamento che deve avere in partita. Dobbiamo essere convinti che ci sta davanti non è così forte, così bravo da impedirci di fare quello che è il nostro percorso. Si va dritti per la nostra strada”.
Attualmente a -11, una sconfitta forse metterebbe fine alle ambizioni di scudetto dell’Inter. “Non è finita quando perdi una partita, quando perdi un’occasione, quando perdi la fiducia, è finita quando non ci riprovi e non sei convinto che la forza che hai può portare a un obiettivi ben preciso. E noi siamo convinti di questo. Poi c’è una distanza importante in classifica e diventa difficile andarli ad acchiappare e questa è la brutta notizia. La buona è che il primo passo e la possibilità di accorciare dipende da noi”. Sarà anche la prima di Ronaldo contro l’Inter da quando è in bianconero ma, avverte Spalletti, “la Juve non è solo Ronaldo, è fatta da giocatori forti in ogni reparto. Prendete Chiellini: è un calciatore fenomenale, basta vedere l’atteggiamento quando è entrato all’87’ di Juve-Spal sul 2-0. Non è un giocatore che fa reparto, lui è il reparto, lo fa da solo, gli altri lo completano. La Juve ha molti giocatori con quella mentalità ma ce li abbiamo anche noi. Poi conta il collettivo perchè quello che ti porta al risultato è l’atteggiamento, la forza di squadra e noi siamo una squadra forte”.
A VITTORIA PREMIO NAZIONALE CALCIO SICILIANO
Lunedi’ 10 dicembre a Vittoria si svolgera’ lo speciale Gran Gala’ della diciottesima edizione del Premio Nazionale del Calcio Siciliano. La manifestazione ideata da Claudio La Mattina e Fabio Prelati con Rosario Sallemi andra’ in onda in diretta tv su Video Regione (canale 16 dgt). Il premio ha ottenuto ancora una volta il patrocinio della la Figc per concessione del Presidente Gabriele Gravina e del Comitato Regione Sicilia – L.N.D., per concessione del Presidente Santino Lo Presti. La manifestazione sara’ condotta da Jolanda De Rienzo con Fabio Galante. La madrina del premio della scorsa edizione per acclamazione e per scelta degli ideatori e’ Chantal Guigard Borgonovo. Saranno consegnati 22 premi per le varie categorie che orbitano attorno al calcio professionistico e dilettantistico. Premio Dirigente Italiano 2018 a Giovanni Carnevali direttore generale ed A.D. del Sassuolo Calcio; premio Dirigente Federale 2018 a Cosimo Sibilia – Presidente LND; VI Premio d’Oro alla carriera a Mario Corso. Premio alla carriera categoria allenatori a Ottavio Bianchi; premio alla carriera “Categoria Giornalisti” a Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport ed Emanuele Dotto di Radio Rai Sport.
Il 16° premio alla memoria del calciatore “Giorgio Di Bari” in questa edizione sara’ assegnato al centrocampista del Catania, Kalifa Manneh. Quindi i premi alla carriera: per la categoria arbitri ad Antonio Damato, per la categoria Calciatrici a Carolina Morace per la categoria calciatori a Roberto Pruzzo. Premio giornalista sportiva dell’anno 2018 a Giorgia Cardinaletti, giornalista RAI SPORT e conduttrice della Domenica Sportiva. Premio giornalista siciliano dell’anno a Peppe Di Stefano di Sky Sport. Inoltre, saranno assegnati premi per la stagione sportiva 2017/18: Premio “Categoria Arbitri” C.A.N. A Luca Banti, premio miglior arbitro siciliano a Daniele Rutella di Enna della CAN C. Premio Speciale al presidente della Vibonese, Giuseppe Caffo. Per la categoria allenatori: Leonardo Semplici (Spal), Roberto D’Aversa (Parma), Andrea Sottil (Livorno), a lui andra’ il IV premio “Rosario La Mattina”, Nevio Orlandi (Vibonese), Giuseppe Furnari (Citta’ Di Messina). Per la Categoria Calciatori i premi 2017/18 andranno a Alberto Brignoli (PALERMO), Sebastiano Paterniti (Citta’ di Messina) quale portiere minor battuto dei due gironi di Eccellenza Siculi, Davide Testa (Marsala) miglior calciatore del girone A.
(ITALPRESS).










