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SERVIZIO TAXI UNIVERSIADI, PUBBLICATA MANIFESTAZIONE INTERESSE

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Nell’ambito dei servizi connessi all’organizzazione delle Summer Universiade Napoli2019, su proposta di Luca Cascone, consigliere regionale per l’area Trasporti, condivisa dal Commissario Straordinario dell’ARU, Gianluca Basile e dal presidente della Regione Vincenzo De Luca è stata pubblicata sul sito www.universiadi2019napoli.it, nella sezione bandi di gara, la manifestazione d’interesse per candidarsi allo svolgimento del servizio taxi che dovrà essere effettuato, in occasione della manifestazione, nei mesi di giugno e luglio 2019. Lo rende noto la Regione Campania.
Possono presentare domanda di partecipazione tutti i titolari di licenza di tassista rilasciata presso le sedi di partenza dei delegati FISU (Napoli e Salerno), i legali rappresentanti di Consorzi, Associazioni, Cooperative o altre forme di associazioni.
“L’azione messa in campo – spiega la Regione – nasce dalla volontà di assicurare che l’evento sia un’occasione per generare immediatamente e direttamente economia e lavoro in regione, un’ulteriore possibilità, oltre alle opere di impiantistica sportiva, affinché il territorio possa beneficiare di ritorni anche economici legati allo svolgimento dell’importante manifestazione”.
(ITALPRESS).

L’INTEGRITY TOUR ARRIVA A EMPOLI

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In campo per il contrasto al match fixing, per combattere le frodi sportive ed educare tutti gli atleti dai più giovani ai più esperti. Un match che non dura soltanto 90 minuti, ma un’intera stagione, e che vede impegnati Lega Serie A, Sportradar e Istituto per il Credito Sportivo per rafforzare la cultura della legalità nel mondo del calcio e diffondere i veri valori dello sport. La seconda tappa dell’Integrity Tour 2019 si è svolta oggi a Empoli – presso il centro sportivo Monteboro in via Pianezzoli – con un incontro ricco di spunti e riflessioni per la prima squadra, i giovani della Primavera e dell’Under 17 del Club azzurro. La sessione di lavoro ha visto il coinvolgimento anche dei dirigenti e dello staff tecnico del team. Nel corso di un dibattito vivo e costruttivo, l’avvocato Marcello Presilla, responsabile Integrity per l’Italia di Sportradar AG, ha spiegato agli atleti il fenomeno del match-fixing in tutte le sue forme, illustrandone rischi e conseguenze. Dall’identikit dei cosiddetti fixers, veri e propri criminali che “agganciano” i giocatori intrappolandoli nelle truffe, ai rischi che si corrono inserendosi in un meccanismo che pregiudica il futuro e la credibilità degli atleti e del calcio.
L’impegno della Lega Serie A nella formazione dei propri tesserati prosegue per il quinto anno all’insegna del contrasto al match fixing, una problematica del mondo sportivo che deve essere illustrata e spiegata a tutte le parti coinvolte nello spettacolo del nostro campionato di calcio, per prevenirla e contrastarla in tutte le sue forme.
Grazie alla partnership con la Lega Serie A e il Credito Sportivo, Sportradar continua il suo costante lavoro sul campo: formare e informare calciatori, atleti e addetti ai lavori, per rafforzare la cultura della legalità. All’Integrity Tour, poi, si affianca il costante controllo dei match che Sportradar svolge ufficialmente e quotidianamente, in quanto organismo designato da Uefa e Fifa, in Italia e nel resto del mondo, per il monitoraggio di tutte le partite. Il tema infrastrutturale rappresenta certamente una priorità per il calcio italiano, tuttavia, è soprattutto lo sviluppo di strutture immateriali, come l’educazione, la formazione e l’informazione a concorrere alla crescita economica, valorizzando la relazione con le comunità di cittadini e di tifosi. In questo ambito di costruzione della credibilità e della reputazione il Credito Sportivo, unica banca pubblica del Paese, leader nel finanziamento dell’impiantistica sportiva, intende assumere un ruolo determinante.
Per il quarto anno consecutivo, ICS è quindi al fianco della Lega Serie A in questo progetto formativo dedicato ai calciatori che, attraverso confronti utili e costruttivi, mira a responsabilizzare atleti e società sul tema del calcio scommesse.
Di seguito le dichiarazioni del difensore dell’Empoli, Manuel Pasqual: “Quello odierno è un incontro ormai diventato consuetudine. Lo considero un momento importante perché rappresenta un passaggio di autentica prevenzione e soprattutto informazione. In particolar modo lo reputo prezioso per i ragazzi più giovani e per tutti coloro i quali vengono da altre realtà. Far parte di una società professionistica comporta onori ed oneri e trovarsi preparati anche rispetto ad un argomento come quello delle frodi e delle scommesse nello sport è certamente un qualcosa da prendere in seria considerazione”.

GENOA KO AI RIGORI, ENTELLA AGLI OTTAVI DI COPPA ITALIA

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Finisce con i tifosi del Genoa che applaudono la Virtus Entella, capace di superare i rossoblù al termine di una partita incredibile, chiusa solo con la lotteria dei calci di rigore (sono stati necessari quelli a oltranza) dopo che i chiavaresi erano passati in vantaggio per due volte, il Genoa li aveva raggiunti e poi momentaneamente superati solo grazie a tre calci di rigore. Ma la zampata di Adorjan all’ultimo fiato e poi i rigori calciati magistralmente dagli uomini di Boscaglia, hanno regalato all’Entella, squadra che milita in Serie C, la più insperata delle qualificazioni in Coppa Italia. I chiavaresi affronteranno la Roma negli ottavi di finale. Per il Genoa è notte sempre più buia, domenica arriva la Spal in uno scontro salvezza di vitale importanza, ma sulla panchina rossoblù non dovrebbe esserci Juric (verso l’esonero), ma Cesare Prandelli.
Avvio deciso per la formazione rossoblù, che sfiora il gol in due occasioni: al 6’ una punizione di Medeiros viene bloccata da Paroni senza particolari problemi, mentre al 10’ l’estremo difensore biancoceleste si supera in uscita neutralizzando una conclusione da distanza ravvicinata di Lapadula.
Sembra mettersi bene, ma al 20’ è invece l’Entella a passare in vantaggio: azione sulla fascia destra, Petrovic affonda e imbecca al limite dell’area Icardi, che indovina uno splendido tiro cross. La palla termina alle spalle di Marchetti proprio mentre il presidente dei chiavaresi, Antonio Gozzi, sta entrando allo stadio. Il Genoa prova a replicare al 24’ con Piatek dal limite dell’area, ma la sua bordata è ancora respinta dall’attento Paroni. La pressione del Genoa aumenta e, due minuti dopo, lo stesso Piatek è trattenuto in area da Ardizzone. L’arbitro non ha dubbi e indica il dischetto del rigore, ammonendo il centrocampista biancoceleste. Dagli undici metri parte lo stesso polacco che spiazza Paroni: parità. La rete dà fiducia alla formazione di casa, che sfiora il vantaggio con Romulo, ma ancora una volta Paroni respinge in tuffo.
Ripresa con ancora il Genoa a trazione anteriore e l’Entella chiusa in difesa. Al 12’, su traversone dalla sinistra di Lapadula, Piatek sale in cielo e spizza di testa, palla poco sopra alla traversa. Juric si gioca la carta Pandev al posto di uno spento Medeiros. E’ proprio il macedone a servire un assist al bacio per Lapadula, ancora contratto da Paroni e, un minuto dopo, il rasoterra dello stesso Pandev esce di un nulla.
Boscaglia replica ai cambi del Genoa schierando i titolari: spazio a Nizzetto e Mota al posto di Petrovic e Martinho. Al 38’ succede quello che non ti aspetti: su invito di Mota da sinistra, ancora Icardi mette alle spalle di Marchetti da distanza ravvicinata. La panchina dell’Entella esplode, ma la gioia dura solo pochi secondi. Sul ribaltamento di fronte, Mota stende Biraschi in area, l’arbitro indica nuovamente il dischetto. Ancora Piatek, ancora Paroni spiazzato: 2-2.
Si va ai supplementari. Al 2’ è la traversa a salvare l’Entella su conclusione ravvicinata di Piatek. La squadra ospite è viva e all’11’ Paolucci impegna Marchetti a una difficoltosa deviazione in corner. Nel secondo tempo Pandev viene steso in area, è ancora rigore: dal dischetto questa volta parte Lapadula. Conclusione centrale sotto la traversa e Genoa in vantaggio. L’Entella non ci sta e al 10’ Mota impegna Marchetti, nulla di fatto. Il palo centrato da Piatek sembra l’ultimo atto e invece questa partita non finisce mai. All’ultimo assalto Adorjan mette alle spalle di Marchetti e regala ai biancocelesti la lotteria dei calci di rigore, dove Lapadula commette l’errore decisivo condannando il Grifone. A fine partita le indiscrezioni sull’esonero di Juric, al suo posto Preziosi (sarebbe già il terzo cambio stagionale in panchina) ha chiamato Prandelli.

Agli ottavi di finale accede anche il Torino con un successo per 2-0 sul Südtirol, grazie alle reti di Soriano ed Edera. Sarà la Fiorentina la prossima avversaria degli uomini di Mazzarri qualificati al termine dei novanta minuti del quarto turno soffrendo più del previsto contro la compagine del girone B di Serie C. Ma nonostante le due categorie di differenza in campo, il Torino stenta a rendersi pericoloso in avvio e il vantaggio arriva al 24’ con una occasione casuale: Soriano fa sua una palla vagante al limite dell’area e scaglia un destro che, con la complicità della deviazione di Casale, spiazza Offredi. Nonostante il vantaggio granata, la partita fatica a decollare e prima del duplice fischio sono due le azioni degne di nota, una a testa: la prima, al 31’, sui piedi di Edera bravo ad accentrarsi dalla destra e a scagliare da posizione favorevole un destro che trova l’opposizione di Offredi. Poi, al 39’, è il turno di Fink bravo a penetrare tra le linee e a lasciar partire una conclusione che termina alta.
Nella ripresa il match offre subito due spunti incoraggianti: è Berenguer il primo a rendersi pericoloso con una progressione sulla fascia conclusa con un tiro cross che impegna l’estremo difensore avversario. Al 49’ un brivido granata: sugli sviluppi di un cross dalla destra, Procopio da posizione pericolosa col piattone cerca l’incrocio dei pali ma il suo tiro è fuori misura. L’occasione non accelera la ricerca granata del raddoppio, anzi il Torino sembra quasi preferire l’amministrazione del risultato piuttosto che il 2-0. Al 65’ i ritmi si alzano, le due squadre si allungano ma, complice la stanchezza, molti errori individuali vanificano le numerose ripartenze in questa fase del gioco. E al 73’ il Torino rischia di pagare caro la sua leggerezza: Turchetta viene pescato in area e crossa per il tap in vincente di Mazzocchi ma l’arbitro annulla per un fuorigioco molto dubbio nonostante le proteste del Südtirol. L’episodio scuote il Torino che all’81’ trova il raddoppio: sugli sviluppi di un contropiede, Berenguer serve Edera bravo a saltare Offredi e ad appoggiare in rete.
Nel finale, all’86’, c’è spazio per una occasione pericolosa degli ospiti: Turchetta disegna un cross tagliato in area che attraversa tutta l’area con Costantino che non arriva sul pallone in spaccata da pochi passi. Il Torino gestisce il doppio vantaggo senza disdegnare il tris: al 92’ serve il miglior Offredi per deviare la conclusione di Lukic da fuori area. Si tratta dell’ultima chance di una partita che ha offerto poche emozioni e che consente ai granata di conquistare il pass per gli ottavi.

(ITALPRESS).

HOUSTON KO, VITTORIE DI BOSTON E PORTLAND

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Crollo dei Rockets nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Houston subisce una pesante sconfitta sul parquet della Vivint Smart Home Arena, la tana di Utah Jazz, che si aggiudica la sfida con il punteggio di 118-91 grazie, in primis, ai 24 punti messi a segno da Derrick Favors, top-scorer dell’incontro. Rudy Gobert ancora protagonista in negativo. La partita del lungo francese, che tornava in campo dopo una multa salata per critiche eccessive agli arbitraggi, è durata solo due minuti: richiamato subito in panchina per aver commesso due falli in un lampo, Gobert durante il tragitto ha scagliato una bottiglietta d’acqua verso il segnapunti, rimediando l’espulsione. Affermazioni casalinghe anche negli altri due incontri: i Boston Celtics travolgono per 128-100 i New York Knicks con 22 punti di Kyrie Irving, i Portland Trail Blazers mettono ko i Phoenix Suns per 108-86 con 49 punti complessivi della coppia Damian Lillars-Jake Layman.
(ITALPRESS).

ESONERATO JURIC, PRANDELLI NUOVO TECNICO DEL GENOA

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Il Genoa ha esonerato Ivan Juric, è Cesare Prandelli il nuovo allenatore. Lo ha reso noto il club rossoblù il giorno dopo la sconfitta interna con l’Entella (ai calci di rigore) e l’eliminazione dalla Coppa Italia.
In un comunicato stampa pubblicato intorno alle 13.20, il Genoa ha ufficializzato l’esonero di Ivan Juric e l’ingaggio dell’ex ct azzurro, già da stamane a Pegli e pronto per dirigere il primo allenamento alla guida del Grifone, in vista del debutto casalingo di domenica contro la Spal. “Il Genoa Cricket and Football Club comunica di aver affidato la conduzione tecnica della squadra all’ex ct della Nazionale italiana Cesare Prandelli – informa la nota del club del presidente Preziosi -. Nel formulare i migliori auguri di buon lavoro al nuovo mister, la società dà il benvenuto al vice-allenatore Gabriele Pin, al preparatore atletico Valter Vio, al match-analyst Marco Fumagalli e all’osservatore Lorenzo Ciulli che formeranno lo staff, integrato dai professionisti già operativi in precedenza. La presentazione di Prandelli è fissata sabato 8 dicembre nella sala stampa del Centro Sportivo Signorini. L’inizio è previsto alle ore 11:30. La società rivolge un affettuoso saluto e sentiti ringraziamenti a mister Ivan Juric per la dedizione prestata in questa esperienza, estendendoli ai suoi diretti collaboratori nelle persone del collaboratore Stjepan Ostojic e del match analyst Matteo Paro”.
Juric, lo scorso 9 ottobre, aveva preso il posto di Davide Ballardini, esonerato dopo la sconfitta casalinga con il Parma. In sette partite di campionato il tecnico croato ha raccolto soltanto tre punti (pareggi con Juventus, Udinese e Sampdoria), senza riuscire a vincere una partita, compresa quella di ieri in Coppa Italia contro l’Entella, formazione di Serie C, che dopo il 2-2 dei tempi regolamentari e il 3-3 dei supplementari, si è imposta ai rigori conquistando la qualificazione agli ottavi di finale di Coppa Italia ed eliminando il Genoa.
(ITALPRESS).

DI FRANCESCO “DOBBIAMO CRESCERE ANCORA TANTO”

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“Stanno crescendo tantissimo, negli automatismi e nelle due fasi. Ma devono migliorare tanti aspetti per aiutare e proteggere la nostra linea difensiva. Dobbiamo lavorare ancora tanto, anche se sto notando una buona crescita da parte di tutti”. Parte dall’analisi del momento del suo centrocampo, Eusebio di Francesco, per parlare dell’insidiosa trasferta di Cagliari, che vedrà la Roma ‘costretta’ a vincere per non perdere ulteriore terreno in campionato. “Se mi aspetta una partita fisica? Io non ho mai visto partite non fisiche: la fisicità e l’aspetto tecnico fanno sempre la differenza – spiega in conferenza stampa il mister giallorosso – Hanno Pavoletti, che conosco bene avendolo allenato due anni, di testa è molto bravo. Dobbiamo stare attenti. I calci piazzati e le palle laterali sono due situazioni sulle quali dovremo essere molto attenti”. Non è facile focalizzare l’aspetto che ‘DiFra’ vorrebbe migliorare in vista della sfida di domani: “Dobbiamo migliorare in tante cose, nelle scelte finali soprattutto. Ma non possiamo pretendere tutto subito. Come detto prima, dobbiamo proteggere meglio la linea difensiva con i centrocampisti, dando agli avversari meno possibilità di arrivare alla conclusione. Si questo dobbiamo migliorare e ci stiamo lavorando. L’ho sottolineato anche prima della sfida con l’Inter. I gol riusciamo a farli, ma dobbiamo essere bravi a concedere meno situazioni possibili agli avversari e in questo dobbiamo lavorare più da squadra”. La soluzione di Florenzi più avanzato domani non verrà riproposta: “In futuro o durante la partita sì, domani farà il terzino. Fazio è totalmente recuperato, il problema che abbiamo ora è che Manolas ha avuto un colpo durante la partitella e a oggi le sue possibilità di utilizzo sono al 50%, valuteremo la fattibilità tra oggi e domani: ha una gamba gonfia e quasi non cammina. Speriamo che possa recuperare in tempi brevi. Abbiamo bisogno di calciatori, visto che in questo periodo siamo in pochi”. Domani partiranno ancora dalla panchina Perotti e Pastore, il baby Riccardi è tra i convocati e Marcano gode di ottima salute: “Si è allenato non bene, benissimo. Domani lo sto valutando, avendo più scelta dietro rispetto a quei ruoli: non avendo Manolas penserò bene a chi far giocare centrale”. Con l’infermeria ancora piena (Dzeko, De Rossi, El Shaarawy, Lorenzo Pellegrini, Karsdorp e Coric), l’ex coach del Sassuolo dice, scherzando, di essere passato al Divino Amore, come se alla Roma servissero benedizioni e preghiere. C’è però qualcosa da cambiare per correggere questa tendenza agli infortuni: “Dobbiamo metterci tutti in discussione, ci sono anche errori umani e scelte fatte. Pellegrini, per il desiderio di recuperare e di averlo a disposizione, ha fatto un percorso per rientrare il prima possibile, ma è accaduto un imprevisto. Fa parte del nostro lavoro. Alle volte per recuperare i calciatori, essendo frettolosi, si incappa in certi rischi. C’è però la necessità di recuperarli, avendo tante partite una dietro l’altra in questo periodo”. L’errore del Var nel match con l’Inter non è ancora digerito: “Potrebbero esserci mille rimpianti, ma non voglio crearmi alibi: voglio prendermi tutto quello che ci capita. Effettivamente ci sono stati tanti errori nei nostri confronti. Si è parlato della disponibilità del Var, della possibilità di farci aiutare. Certi episodi andrebbero valutati con maggiore continuità. Ovviamente dopo gli errori si chiede scusa, ma alla fine chi ci rimette siamo noi. Mi auguro – conclude Di Francesco – che da ora in poi ci siano meno errori possibili nei nostri confronti”.
(ITALPRESS).

IL CALCIO PIANGE GIGI RADICE, VINSE SCUDETTO COL TORO

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L’uomo dell’ultimo scudetto granata se ne va. Si è spento a 83 anni Gigi Radice, da tempo affetto da Alzheimer e al quale, un paio di settimane fa, è stata dedicata una biografia il cui titolo – “Il calciatore, l’allenatore, l’uomo dagli occhi di ghiaccio” – ben riassume la vita del personaggio. Brianzolo di Cesano Maderno, classe ’35, era stato un terzino sinistro che, dopo essersi fatto le ossa alla Trestina e al Padova, era tornato al Milan, dove era cresciuto, diventando protagonista della squadra del Paron Rocco prima campione d’Italia e poi d’Europa. Un brutto infortunio al ginocchio ne tronca la carriera ma Radice non si perde d’animo e qualche anno dopo inizia ad allenare. Parte dal Monza, nel 1966, e si presenta come uno dei tecnici più innovativi del momento: pressing a tutto campo, ricerca degli spazi, l’uso del fuorigioco come arma tattica. Al primo anno centra la promozione in B e in quello dopo la salvezza. Siederà poi sulle panchine di Treviso, ancora Monza, Cesena – che porta per la prima volta nella massima serie – Fiorentina, Cagliari e poi, nel 1975, l’approdo al Torino. Dove si ritaglia il suo piccolo grande spazio nella storia: alla prima stagione centra la conquista dello scudetto, il primo del Toro dopo Superga. Radice resterà fino al 1980, poi seguiranno le esperienza con alterne fortune con Bologna, Milan, Bari, Inter, ancora Torino – dal 1984 al 1989 -, Roma, Bologna e Fiorentina. Coi viola, nel campionato ’92-93, volò fino al secondo posto, poi un leggero calo e la lite con Vittorio Cecchi Gori che lo esonerò nonostante la squadra fosse sesta. Ripartirà da Cagliari, per poi guidare il Genoa e infine il Monza, dove tutto era iniziato, che riporta in B salvo poi essere esonerato nel corso della stagione ’97-98. Fu la sua ultima avventura, poi qualche anno dopo i primi sintomi dell’Alzheimer e l’inizio di una lotta impari che lo ha visto arrendersi solo in queste ore. Il calcio piange il suo “tedesco”, questo il soprannome che gli era stato affibbiato perchè, come raccontò il figlio Ruggero, “non aveva un carattere facilissimo, era un sergente di ferro. Rifiutava i compromessi, proseguiva di testa sua, anche per questo era stato in panchina per 30 stagioni”. E anche per questo è stato Gigi Radice.

JUVE BATTE ANCHE INTER, MANDZUKIC FIRMA L’1-0

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Nemmeno l’Inter riesce a frenare la corsa della Juventus: 1-0 per i bianconeri grazie alla rete di Mandzukic al 21′ della ripresa e 14esimo successo in 15 giornate. I nerazzurri sprofondano a -14, 11 invece i punti di ritardo del Napoli che domani ospiterà al San Paolo il Frosinone.

Allegri recupera Bentancur, Cancelo torna a destra con De Sciglio sull’altra corsia mentre davanti spazio ancora a Dybala, Ronaldo e Mandzukic. Alcune novità invece nell’Inter dove Miranda e Gagliardini vengono preferiti a De Vrij e Vecino, Vrsaljko vince il ballottaggio con D’Ambrosio mentre Politano completa il tridente con Icardi e Perisic. La squadra di Spalletti vuole giocarsela a viso aperto e bloccando sul nascere le iniziative bianconere prova a prendere il controllo della gara. All’8′ però la prima occasione è per la Juve: cross di CR7 e incornata di Dybala che finisce alta. E due minuti dopo Handanovic è costretto ad alzare in angolo su una nuova conclusione della Joya. I bianconeri alzano il ritmo e il pressing e ora è l’Inter che fa fatica a uscire anche se è provvidenziale Chiellini al 17′ nell’anticipare Icardi sul traversone di Perisic. Il primo quarto di gara è nel complesso molto equilibrato ma fra il 29′ e il 30′ la Juve rischia grosso: prima il palo salva Szczesny sulla conclusione ravvicinata di Gagliardini dopo la splendida sponda di Icardi, poi lo stesso Icardi e Perisic si ostacolano a vicenda su un altro invitante pallone dalla destra. La Juve non ci sta e dopo un debole colpo di testa di Mandzukic, Bentancur prova a piazzarla ma Brozovic si oppone, quindi è Handanovic a farsi trovare pronto sull’incornata di Chiellini.

La ripresa si apre con un grave errore di Matuidi al limite dell’area a cui rimedia Bonucci opponendosi al tentativo di Politano ma anche l’Inter trema quando Mandzukic non trova la deviazione sottoporta. Scocca l’ora di Borja Valero per Politano mentre Ronaldo si fa vedere con una botta da fuori che non inquadra la porta. Al 21′ la gara si sblocca: cross di Cancelo dalla sinistra e sul secondo palo Mandzukic anticipa Asamoah e di testa insacca. Spalletti decide di scuotere i suoi con l’ingresso di Keita per Gagliardini mentre nella Juve entra Douglas Costa per Dybala. Dopo qualche minuto di smarrimento, l’Inter riparte a testa bassa a caccia del pari e lo fa anche con Lautaro al posto di Joao Mario. La Juve arretra anche se quando riparte dà sempre l’impressione di poter fare male. Un brivido finale lo regala Lautaro, che calcia a lato dopo un’ingenuità di Cancelo ma il risultato non cambia più: domani tocca al Napoli provare a rispondere per tenere aperto il campionato.