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BELINELLI E SAN ANTONIO OK, JUVE PORTAFORTUNA NETS

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San Antonio torna a vincere e lo fa surclassando i Lakers: 133-120 per gli Spurs guidati da un DeMar Rozan da 36 punti e 9 assist. Ma è tutta la squadra di Popovich a brillare, con 8 giocatori in doppia cifra. Fra questi anche Marco Belinelli che chiude con 11 punti in 27′ (4/8 dal campo con 3/6 da tre) oltre a tre rimbalzi e un assist. Fondamentale il contributo dalla panchina anche di Poeltl, Mills e Bertans (41 punti in tre) mentre ai Lakers non basta un LeBron James da 35 punti, 11 assist e 8 rimbalzi anche se nell’ultimo quarto il Prescelto viene confinato ad appena 4 punti.

La Western Conference vede al comando sempre Denver che però, dopo sette vittorie di fila, cade contro Charlotte per 113-107. Walker fa la voce grossa (21 punti e 8 assist) e Tony Parker dimostra di saper essere ancora decisivo a 36 anni con 19 punti. Si porta al secondo posto, scavalcando i Clippers di Gallinari, Golden State grazie al 105-95 su Milwaukee. Terzo successo consecutivo per i Warriors che infilano 19 triple (41%) contro le 7 dei Bucks. Venti punti a testa per Thompson e Curry, 15 ne firma Iguodala, per Milwaukee 22 punti e 15 rimbalzi del solito Antetokounmpo. Cade Oklahoma City, battuta 114-112 da Chicago. Lauri Markkanen firma il canestro della vittoria per i Bulls a 4″9 dalla sirena (24 punti per lui) e regala ai suoi un successo che mancava da sette partite. Per i Thunder da segnalare la 109^ tripla doppia in carriera di Westbrook (24 punti, 17 rimbalzi e 13 assist).

La Juve porta fortuna ai Nets: in un Barclays Center tinto di bianconero in una sorta di gemellaggio a distanza con la squadra di Allegri (esposti i trofei vinti nella scorsa stagione con David Trezeguet a fare da ambasciatore), Brooklyn supera all’overtime 106-105 Toronto, prima forza della Eastern Conference. I Nets, reduci da 8 sconfitte e mai vittoriosi sui Raptors dal 3 aprile 2015, ringraziano D’Angelo Russell, che sigla 29 punti di cui 6 nel supplementare. I canadesi, dove Leonard chiude con 32 punti, restano comunque primi nella Conference anche se dietro incalza Philadelphia, che batte Detroit 117-111. Butler (38 punti) non fa sentire l’assenza di Embiid e i Pistons (31 punti e 12 rimbalzi per Griffin) si mangiano le mani per una gara che li aveva visti sul +15 nel terzo quarto e sul +6 nel quarto. Bene Indiana: 112-90 contro Orlando trascinata da Bogdanovic (26 punti) e Joseph (15 punti).

PRANDELLI RIPARTE DA GENOA “COME TORNARE A PEDALARE”

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“E’ come tornare a pedalare, il problema è che ora non ti puoi più fermare”. Cesare Prandelli torna ad allenare una squadra di club in Italia dopo 8 anni di assenza. Lasciata la guida dell’Italia dopo i Mondiali brasiliani, il tecnico di Orzinuovi ha girovagato all’estero fra Turchia, Spagna ed Emirati Arabi e, dopo aver anche rifiutato altre proposte stranieri, ha detto sì con entusiasmo alla proposta di Preziosi. “Quando mi ha chiamato il presidente dopo la partita di Coppa Italia ho sentito una forte emozione. Spero di poter aiutare la squadra a trovare la giusta strada, non solo tecnica ma anche equilibrio mentale”, confessa Prandelli, che domani farà già il suo esordio in uno scontro salvezza delicato come quello con la Spal: “Ma sono convinto che da domani saremo uniti con la nostra Gradinata. Domani dobbiamo fare subito una grande partita e mettere in campo tutte le energie”. L’ex ct azzurro, però, non intende fare rivoluzioni e ripartirà inizialmente dal lavoro di Juric (“il ringraziamento a Ivan è dovuto, ha dato tanto ed è stato molto sfortunato”). “Cambiare ora sarebbe una follia. Ci saranno solo due cambiamenti che spiegherò alla fine della partita con la Spal”.

Prandelli assicura di aver trovato grande “disponibilità da parte dei giocatori. C’è unità d’intenti tra tutti per fare bene. Ho parlato con il capitano Criscito e con Pandev: loro due sono due riferimenti dentro e fuori dal campo”. Ma il nuovo allenatore del Genoa ha bisogno soprattutto del pubblico. “Sono convinto che se avremo sintonia con la Gradinata potremo uscire da questo momento difficile. Noi dobbiamo essere generosi. Io vivo di emozioni e qui le trovo. Avevo altre offerte ma questa del Genoa le supera tutte. Voglio dimostrare di poter tornare a testa alta in questo campionato. Obiettivo? Ora penso alla Spal. Noi dovremo sempre giocare da squadra e con la Spal dovremo fare una grande partita – insiste – Mi auguro che tutti capiscano che è un momento particolare. Voglio unione d’intenti, la Spal gioca e corre e dovremo essere aggressivi ovunque, soprattutto su Lazzari”.
Presente in conferenza stampa anche il dg Giorgio Perinetti: “Presentiamo Prandelli con la certezza che questa collaborazione sarà lunga, duratura e producente. Per il Genoa bisogna e si deve fare di più. Abbiamo delle qualità e non le esprimiamo con continuità. Abbiamo voluto affidarci a una persona di grande esperienza, di grande competenza, di grande sensibilità umana, che può aiutarci a trovare continuità”.

HIRSCHER TORNA “GIGANTE”, SHIFFRIN BIS IN SUPER-G

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Marcel Hirscher si riprende tutto e con gli interessi. Sconfitto un po’ a sorpresa a Beaver Creek da Stefan Luitz, il 29enne austriaco domina il secondo gigante stagionale della Val d’Isere e centra la vittoria numero 60 in Coppa del Mondo, la seconda in questa annata dopo quella nello slalom di Levi. Sulla Face de Bellevard, con partenza leggermente abbassata rispetto alla scorsa stagione per le cattive condizioni meteo, l’austriaco mette le cose in chiaro già nella prima manche, rifilando più di un secondo a rivali storici come Kristoffersen e Pinturault. Gli unici che riescono a tenere botta sono lo sloveno Zan Kranjec (+0″71) e lo svedese Matts Olsson (+0″99). Ma anche nella seconda parte di gara Hirscher è praticamente perfetto e agli avversari non resta che alzare bandiera bianca, a partire proprio da Kristoffersen che riesce a risalire dal quarto al secondo posto ma a 1″18 dall’austriaco, con Olsson a chiudere il podio davanti a Pinturault mentre Kranjec ‘crolla’ in nona posizione. “Questa è la gara più dura, non ti senti mai veramente a tuo agio qui ma con questa pista ho un rapporto di lunga durata”, commenta Hirscher, che proprio in Val d’Isere ha conquistato, nell’ormai lontano 2009, il suo primo successo in Coppa del Mondo. “Se mi sarei mai aspettato di arrivare a 60 vittorie? Mai”, ammette poi l’austriaco che, col successo di oggi, balza anche al comando della classifica generale, scavalcando il connazionale Max Franz (280 punti contro 238). Ma Hirscher potrebbe presto festeggiare anche un’altra vittoria: Luitz, decimo a metà gara e poi fuori dai giochi per un errore dopo il primo intermedio, è sotto inchiesta per aver inalato ossigeno tra la prima e la seconda manche di Beaver Creek, pratica consentita dalla Wada ma non dalla Fis, che l’ha vietata a partire dal giugno 2016. Il tedesco ha ammesso di essere infastidito dalla vicenda ma se dovesse arrivare la squalifica, il successo di domenica sulla pista americana andrebbe invece ad arricchire ulteriormente il palmares di Hirscher.
Per quanto riguarda gli azzurri, bene Riccardo Tonetti che, come a Beaver Creek, si piazza all’ottavo posto eguagliando ancora una volta il miglior risultato della sua carriera. Il 29enne delle Fiamme Gialle, in ombra dopo la prima parte di gara (16^), fa il fenomeno nella seconda discesa al punto da centrare il miglior tempo di manche. In rimonta anche Luca De Aliprandini, da 25^ a 16^, subito davanti a Manfred Moelgg. Si erano fermati alla prima manche Giulio Bosca, Simon Maurberger, Giovanni Borsotti, Roberto Nani e Alex Hofer. Domani nuovo appuntamento sulla pista francese con lo slalom: si parte alle 9.30, poi i migliori 30 torneranno a sfidarsi a partire dalle 12.30.

Mikaela Shiffrin ci prende gusto. A St.Moritz la 23enne americana mette in piedi l’ennesimo show e fa due su due in una specialità dove fino a pochi giorni fa non aveva mai vinto. Dopo la storica affermazione nel super-G di Lake Louise – prima atleta di sempre, maschi compresi, a vincere in tutte le sei specialità dello sci alpino -, la Shiffrin concede il bis anche sulla pista svizzera, mettendo a segno la vittoria numero 47 della sua breve ma già incredibile carriera, la quarta stagionale dopo quelle in slalom a Levi e Killington e il già citato successo in Canada. Beffata per 28 centesimi Lara Gut che, scesa poco prima, aveva sfoderato una gran bella prestazione e già assaporava quel gradino più alto del podio che le manca ormai dallo scorso gennaio, dal super-G di Cortina. La svizzera deve invece accontentarsi della seconda piazza, davanti a Tina Weirather (+0″42), che l’anno scorso conquistò la Coppa del supergigante e ora, dopo due gare, è costretta a inseguire. Quarta Ragnild Mowinckel, che più di Gut e Weirather ha fatto tremare la Shiffrin visto che al terzo intermedio era ad appena 19 centesimi. La stella di Vail è sempre più padrona della classifica generale di Coppa del Mondo: 589 i punti già collezionati fin qui, quasi doppiata Michelle Gisin (296), oggi quinta, con la Mowinckel (264) che sale al terzo posto. Federica Brignone è la grande delusa di giornata. Scesa per seconda visto il forfeit di Tessa Worley, l’azzurra è uscita di scena dopo un salto successivo al primo intermedio. “Non so cosa sia successo – confessa – ho saltato lungo, molto più di quello che ci aspettavamo dopo la ricognizione. Il tracciato è molto dritto fino al primo salto, si entra veloce e col salto costruito si va molto lunghi, non me l’aspettavo. Ho cercato di tirare subito la curva per rimettermi in linea e ho dato una calcata, nella porta successiva devo aver incrociato, poi ho solo iniziato a rotolare. Va così, questo è lo sport”. Qualche rimpianto in più per Nadia Fanchini, che è uscita quasi verso la fine del tracciato, quando era al settimo posto dopo il terzo intermedio, e alla fine la migliore è Elena Curtoni che, partita col pettorale numero 1, ha chiuso al tredicesimo posto. “Qualche piccolo passo avanti rispetto allo scorso fine settimana c’è stato, ho fatto un po’ da apripista per le altre – la sua analisi – Non era un tracciato da sottovalutare e non avevo molta scelta di numero e ho preso l’1. Ogni giorno miglioro e ogni giorno prendo fiducia, quindi avanti così. In Val Gardena è una tappa nuova, vediamo se riesco ad adattarmi a tutto, andremo lì a divertirci”.
Vanno a punti anche Marta Bassino, 16esima e al suo secondo miglior risultato di sempre in superG, Francesca Marsaglia, che si è difesa bene chiudendo al 18^ posto, e Nicol Delago, che era partita fortissimo salvo poi commettere un paio di errori che l’hanno fatta scivolare in 23esima posizione. Domani nuovo appuntamento sulla pista svizzera con lo slalom parallelo: qualificazioni a partire dalle 10.30, finale alle 13.30.

POKER DEL NAPOLI CHE STENDE IL FROSINONE

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Tutto facile per il Napoli nell’anticipo odierno della serie A contro il Frosinone. La squadra partenopea, allo stadio San Paolo, si è imposta sui ciociari per 4-0. In gol, nell’ordine, Zielinski, Ounas e Milik (autore di una doppietta). Gli azzurri volano ora a 35 punti, sempre secondi in classifica, con sei punti di vantaggio sull’Inter (terza) e con otto lunghezze di distacco dalla capolista Juventus. A ruota voleranno verso Liverpool: martedì sera, all’Anfield, è in programma la gara decisiva per l’accesso agli ottavi di finale di Champions League. Sempre al penultimo posto della graduatoria della massima categoria, di contro, il Frosinone, che ha soltanto 8 punti e una vittoria all’attivo.
Nei padroni di casa, orfani di Albiol (lasciato a riposo in vista di Liverpool) e degli infortunati Chiriches e Verdi, Carlo Ancelotti ha puntato in avvio sul collaudato modulo 4-4-2. Spazio ai rientranti Meret, alla prima in maglia azzurra in campionato, e Ghoulam, nuovamente protagonista dopo un lungo calvario. A completare la difesa Hysaj, Koulibaly e Luperto (schierato al centro); nella zona nevralgica Ounas, Allan, Hamsik e Zielinski; in avanti in duo Insigne, Milik. Relegati fra le riserve, invece, Mario Rui, Fabian Ruiz, Callejon e Mertens.
Negli ospiti, privi degli indisponibili Dionisi, Paganini, Hallfredsson, Gori e Krajnc (da valutare), Moreno Longo ha optato per lo schema 3-4-2-1, lasciando in panchina Ciofani e Ciano (quest’ultimo in campo nell’ultima mezzora). In scena dunque, dal primo minuto, Goldaniga, Ariaudo e Capuano, schierati a protezione di Sportiello; Zampano, Chibsah, Maiello e Beghetto, lungo la linea mediana; con Cassata e Campbell ad agire alle spalle dell’unica punta Pinamonti.
Gara subito in discesa per i partenopei, che sono passati in vataggio al 7′: dopo un batti e ribatti in area di rigore, Insigne ha toccato la sfera per Zielinski, bravo nel freddare Sportiello con un diagonale mancino potente e preciso. A metà della prima frazione ci ha provato Ghoulam, direttamente da corner, ma il portiere dei ciociari ha fatto buona guardia. Intorno alla mezzora, poi, ha provato a rispondere il Frosinone: Maiello dalla distanza ha tentato il pallonetto ma Meret non si è fatto sorprendere. Al 40′ è arrivato il colpo del 2-0: Ounas (il migliore in campo) ha sferrato una botta di sinistro dai 30 metri (leggermente deviata da Ariaudo) e ha letteralmente “fulminato” Sportiello. Nel finale del primo tempo Milik ha colpito da ottima posizione a colpo sicuro ma Ariaudo è stato bravo nell’immolarsi e nel salvare i suoi compagni.
Musica simile nella ripresa, aperta al 3′ da una grande giocata di Ounas, che ha messo Ghoulam a tu per tu con Sportiello: l’algerino però ha mancato il bersaglio, fallendo il gol al rientro. Sempre Ounas al 19′ ha ispirato Insigne: botta sul primo palo a colpo sicuro dello “scugnizzo” e gran risposta, in spaccata, del portiere degli ospiti. Quattro minuti dopo, al 23′, su angolo battuto da Ghoulam, Milik di testa ha messo a segno il 3-0. Al 33′ un “pasticcio” fra Luperto e Meret ha rischiato di favorire Campbell, vicino alla rete della bandiera del Frosinone. A ruota, al 40′, il poker degli azzurri: facile tap-in di Milik, servito nuovamente da Ghoulam. Qui di fatto la gara è terminata: spazio quindi ai cori e alla “solita” festa dei tifosi napoletani. “Rimandato” il Frosinone.
(ITALPRESS).

ROMA E LAZIO RECUPERO FATALE CON CAGLIARI E SAMP

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Recupero fatale per Roma e Lazio negli anticipi della 15a giornata di serie A. I giallorossi sono stati raggiunti a Cagliari con i padroni di casa in 9, mentre i biancocelesti trovano il vantaggio nel recupero contro la Sampdoria all’Olimpico, ma sull’azione successiva subiscono il pari.

Il Cagliari rimonta la Roma nel recupero e alla Sardegna Arena termina 2-2. La formazione sarda difende il fortino e rimane imbattuta tra le mura amiche in un finale di gara clamoroso, dallo 0-2 al 2-2 (in nove uomini) in pochi minuti. Bravi i sardi a crederci; atteggiamento della Roma inspiegabile. Questo lo sviluppo del match: prima Cristante e Kolarov, poi Ionita e Sau, con tanto di doppia espulsione e tanta tensione negli ultimi minuti della partita. Niente da fare per gli uomini di Di Francesco che non riescono a interrompere il filotto negativo, ora estesosi a quattro partite di fila senza successi tra campionato e Champions.

Emozioni, Var e tanti gol allo stadio Olimpico. La Lazio viene raggiunta dalla Sampdoria per 2-2 al 99′ dopo essere passata in vantaggio al 96′ su rigore concesso dopo il ricorso alla Var. Dopo tre pareggi consecutivi in campionato, gli uomini di Inzaghi gettano alle ortiche la vittoria e devono accontentarsi di un punto tra le mura casalinghe. Dopo il vantaggio firmato da Quagliarella al 21′, e’ Acerbi al 79′ a fissare il risultato sull’1-1. Ma al 96′ c’e’ spazio per l’illusorio gol su rigore di Immobile prima del colpo di tacco di Saponara al 99′.
(ITALPRESS).

NBA, GALLINARI SCONFITTO A MIAMI

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Seconda sconfitta consecutiva per i Los Angeles Clippers di Danilo Gallinari nella notte italiana dell’Nba. L’azzurro mette a segno 12 punti sul campo di Miami, ma a imporsi sono gli Heat per 121-98. Padroni di casa trascinati da Dwyane Wade, che sigla 25 punti nella sua millesima partita in carriera, con 6 rimbalzi e 6 assist. Bene anche Justise Winslow (21 punti, 6 rimbalzi e 9 assist). Per Gallinari anche 10 rimbalzi e 3 assist.

Tonfo in casa per i Chicago Bulls, travolti per 133-77 da Boston. Partita dominata fin dall’inizio dai Celtics (alla quinta vittoria di fila), che poi hanno dilagato nel finale (40-17 il parziale dell’ultimo quarto). Migliori realizzatori Jaylen Brown (23 punti, 5 rimbalzi e 3 assist) e il tedesco Daniel Theis (22 punti, 10 rimbalzi e 5 assist). Per i Celtics è una vittoria da record: il vantaggio di 56 punti è infatti il più largo della loro storia, superando i 51 del 153-102 sui Philadelphia Warriors il 7 marzo del 1962.

Non bastano i 35 punti di James Harden agli Houston Rockets, sconfitti a Dallas per 107-104. Decisivo Luka Doncic, che nell’ultimo quarto ha messo a segno 11 punti di fila, consentendo ai Mavericks sua squadra di rimontare uno svantaggio di 8 lunghezze. Nona vittoria consecutiva tra le mura amiche per Dallas.

Ancora privi dell’infortunato Victor Oladipo, gli Indiana Pacers vincono in casa per 107-97 contro i Sacramento Kings. Sugli scudi Thaddeus Young e Bojan Bogdanovic, 38 punti in due.

I 30 punti di John Collins (con 12 rimbalzi e 5 assist) trascinano gli Atlanta Hawks al successo interno contro i Denver Nuggets (106-98), mentre ne mette a segno 29 Collin Sexton nel successo dei Cleveland Cavaliers per 116-101 sui Washington Wizards.

Vittoria senza patemi per i Losa Angeles Lakers sul campo dei Memphis Grizzlies: 111-88, con LeBron James e Kyle Kuzma che mettono a segno 20 punti a testa, mentre perdono in casa i New York Knicks, sconfitti dai Brooklyn Nets per 104-112. Tra i Nets da segnalare i 25 punti di Spencer Dinwiddie e i 20 di Rondae Hollis-Jefferson.

Decisivi Damian Lillard e Lillard and CJ McCollum, che nell’ultimo minuto con un canestro da tre a testa mettono il sigillo al 113-105 interno sui Minnesota Timberwolves.

 

SCI ALPINO, SHIFFRIN VINCE ANCHE IN PARALLELO

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Vince sempre e solo Mikaela Shiffrin. Anche nella gara più incerta, lo spettacolare slalom parallelo di St. Moritz, l’americana lascia le briciole alle avversarie dribblando le insidie del format. Miglior tempo nelle qualificazioni del mattino, la regina del circo rosa batte poi una dopo l’altra le avversarie finite loro malgrado nella sua parte del tabellone a eliminazione diretta: la canadese Laurence St-Germain nei sedicesimi di finale, la norvegese Mina Fuerst Holtmann negli ottavi, l’altra norvegese Nina Haver-Loeseth nei quarti, l’austriaca Katharina Liensberger in semifinale e infine la slovacca Petra Vhlova, unica in grado di mettere la Shiffrin realmente in difficoltà ma costretta ad arrendersi alla grande rimonta dell’americana nell’ultima parte del tracciato. Le due protagoniste alla fine sono separate da soli undicesimi centesimi, un gap prezioso per l’imbattibile Mikaela che, grazie al trionfo numero 48 in carriera in Coppa del Mondo, conquista altri 100 punti e vola a quota 689, mettendo una serissima ipoteca sul terzo titolo consecutivo quando siamo appena a inizio dicembre. 

Nella classifica generale, infatti, la seconda posizione è occupata da Michelle Gisin, ferma a 296 punti, quasi 400 di distacco dalla Shiffrin, mentre la slovacca Vlhova sale in terza piazza a quota 276. Giornata poco fortunata per le sciatrici azzurre. La migliore è Irene Curtoni, che supera le qualificazioni con il quindicesimo tempo, poi elimina la slovacca Meta Hrovat ma negli ottavi deve arrendersi alla svizzera Wendy Holdener. Fuori invece al primo turno del tabellone a eliminazione diretta sia Federica Brignone, sconfitta dalla francese Adeline Mugnier, che Chiara Costazza, battuta dall’austriaca Katharina Truppe, mentre al mattino Martina Peterlini e Marta Bassino non erano riuscite a superare la soglia delle qualificazioni. Cancellate le gare del prossimo weekend in Val d’Isère, la Coppa del Mondo femminile di sci alpino riprenderà con i recuperi fissati in Val Gardena martedì 18 (discesa libera) e mercoledì 19 dicembre (Supergigante).

 

TRIS ZAPATA A UDINE, PARI-SHOW SASSUOLO-FIORENTINA

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Una sfida infinita quella in scena al Mapei Stadium di Reggio Emilia nel lunch match della 15esima giornata di Serie A: Sassuolo-Fiorentina finisce con un rocambolesco 3-3 grazie al pareggio viola segnato da Mirallas al settimo minuto di recupero. Succede tutto nel secondo tempo, con il doppio vantaggio neroverde firmato da Duncan e Babacar. I viola riaprono la gara con Simeone, poi Sensi allunga di nuovo le distanze ma il gol di Benassi a un minuto dal novantesimo apre alle ultime speranze viola trasformate in realtà da Mirallas.

L’uragano Zapata si abbatte sull’Udinese e per Nicola arriva la prima sconfitta; continua il momento no del Bologna, che cade contro un Empoli che con Iachini ha collezionato 10 punti in quattro partite. In parità Parma-Chievo. In attesa di Genoa-Spal e Milan-Torino, non sono mancate le emozioni nei tre match pomeridiani della 15^ di A.
L’Atalanta torna al successo dopo due ko consecutivi sbancando Udine. Grande protagonista l’ex Zapata, autore di una tripletta: primo gol in avvio sulla spizzata di Toloi; poi il pari di Lasagna in contropiede, su assist di D’Alessandro. Nella ripresa le altre due reti del bomber colombiano: la prima dopo azione insistita di Barrow, la seconda su invito di Hateboer. Zapata porta a casa il pallone e rilancia Gasperini, che sale a 21 punti con Roma, Torino (con una gara in meno), Sassuolo e Parma.

Proprio i gialloblù non vanno oltre l’1-1 casalingo con un Chievo decisamente diverso da quando in panchina siede Mimmo Di Carlo. Avanti gli ospiti al Tardini con un tocco sottomisura di Stepinski su un tiro sbagliato di Pellissier; immediato l’1-1 del Parma, lo firma Bruno Alves con una splendida punizione che non lascia scampo a Sorrentino. Espulso Depaoli, nel finale palo clamoroso dell’ex Inglese. Stesso risultato per Genoa-Spal. Nel match d’esordio di Prandelli sulla panchina rossoblù, 1-1 al Ferraris: pari pesante per il Genoa, in 10 dall’11’ per l’espulsione di Criscito. Petagna illude Semplici, il solito Piatek (su rigore) regala un punto importante ai rossoblù.

Terza vittoria in quattro partite per l’Empoli: 2-1 il finale, con la coppia Caputo-La Gumina in grande spolvero. Caputo finalizza l’uno-due con il collega d’attacco e segna, dopo 10 minuti, l’1-0 toscano. Al 41′ iniziativa personale di Palacio, che vince di forza un paio di contrasti e mette dentro per Poli: 1-1. Sostanziale equilibrio interrotto all’80’: cross di Bennacer, deviazione di Zajc che innesca La Gumina, impossibile per l’ex Palermo fallire il gol-vittoria. L’Empoli si rilancia, il Bologna è in crisi.
(ITALPRESS).