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CLIPPERS ALL’OVERTIME, 25 PUNTI DI GALLINARI

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Vittoria all’overtime dei Los Angeles Clippers nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Il quintetto californiano espugna la Talking Stick Resort Arena superando in volata i padroni di casa dei Phoenix Suns con il punteggio di 123-119. Privi di Lou Williams, gli ospiti hanno un’arma in più in Danilo Gallinari: la trentenne ala di Sant’Angelo Lodigiano firma 25 punti in 37 minuti di impiego, impreziositi da 5 rimbalzi; fa meglio dell’azzurro solo il suo compagno di squadra Tobias Harris, a referto da top-scorer con 33 punti. Affermazione casalinga, invece, per i Los Angeles Lakers, che si impongono per 108-105 su Miami Heat 61 punti complessivi della coppia Kyle Kuzma-LeBron James. Tra gli altri risultati, spicca il successo interno dei Golden State Warriors: i campioni in carica battono per 116-108 i Minnesota Timberwolves con 38 punti di Stephen Curry, che riesce a farsi notare anche fuori dal parquet, sposando a Winging.it la teoria complottista secondo cui l’uomo non è mai andato sulla Luna.
(ITALPRESS).

KINDER+SPORT SOSTIENE IL TROFEO DELLE DOLOMITI

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Lo sport arriva per primo a Falcade e Alleghe. Più di 400 atleti e oltre un centinaio tra tecnici e dirigenti accompagnatori, occuperanno le strutture alberghiere e turistiche di Alleghe e Falcade dal 14 al 16 dicembre, in occasione della prima edizione del Trofeo delle Dolomiti, organizzato congiuntamente dai comitati del Coni di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano. Tre giorni di gare (nello sci, pattinaggio artistico, hockey e attività promozionali) prima del via della stagione invernale vera e propria, quali ideali e concreti “apripista” in una delle zone maggiormente danneggiate dai nubifragi dello scorso novembre. Gli organizzatori del Trofeo non hanno mai pensato neanche per un minuto, di cambiare la sede, e in più il Coni Veneto ha anche aperto una sottoscrizione tra le Federazioni e le società sportive, per raccogliere fondi da destinare all’acquisto di nuovi alberi.
Il ricavato verrà consegnato direttamente ai sindaci di Falcade e Alleghe, nel corso della cerimonia di chiusura di domenica 16 dicembre. Un sostegno per il Trofeo delle Dolomiti arriva anche da Kinder + Sport Joy of Moving , partner del Trofeo Coni nell’ambito della collaborazione con il Coni Nazionale, che ha voluto essere presente a questa manifestazione che costituisce la prima esperienza che porterà alla realizzazione del Trofeo Coni nella sua edizione invernale assegnata al Piemonte nel 2020. Una identica visione dello sport giovanile e dei suoi valori unisce il progetto di responsabilità sociale della Ferrero , Kinder + Sport Joy of moving, alle iniziative del Coni a partire dalla più prestigiosa, il Trofeo Coni Kinder + Sport, che si è affermata come la mini olimpiade dei giovanissimi e che riunisce tutto il movimento sportivo nazionale. Non poteva quindi mancare una edizione invernale per coinvolgere gli sport della neve e del ghiaccio che rappresentano una grande patrimonio culturale e sportivo del paese.

CALCIO E BASKET, SPORT AL FEMMINILE

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Lo sport italiano non può prescindere dalla presenza delle donne nelle sue posizioni apicali. E’ quanto emerso nel corso di un convegno organizzato oggi dalla Federazione Italiana Pallacanestro e dalla Lega Pro al Palazzo Coni di Milano, intitolato “Calcio e basket, sport al femminile. Riforme e pari opportunità”. Fip e Lega Pro sono infatti tra i pochi protagonisti dello sport del nostro Paese ad avere due vicepresidenti donne (Cristiana Capotondi e Mara Invernizzi), circostanza che ha spinto questi due mondi a valorizzare l’esperienza in comune. “Le donne in ruoli dirigenziali possono dare molto al mondo dello sport – ha commentato il presidente della Federbasket Gianni Petrucci -. Ho avuto la possibilità di lavorare con tante donne manager che hanno dimostrato e dimostrano preparazione, determinazione, capacità di lavorare in gruppo e sensibilità per le relazioni umane che non sempre un manager uomo possiede”.
“Le competenze femminili sono un valore aggiunto per tutto il mondo sportivo. Le donne hanno un passo in più anche in questo campo: apportano competenza, abnegazione e passione, elementi che ti permettono di cambiare passo quando ce ne è bisogno” ha aggiunto il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. “Ho avuto un nonno che era accompagnatore della Roma e quindi ho sempre accarezzato il sogno di far parte di questo mondo – ha raccontato Cristiana Capotondi, attrice e da qualche mese vice presidente del terzo campionato di calcio italiano -. Da quando svolgo questo mio nuovo compito mi addormento pensando alla Lega Pro e mi sveglio con lo stesso pensiero. Mi rendo conto però, che la mia è solo la punta di diamante di una Lega, come la nostra, che può contare su oltre cento figure professionali femminili in sede, nei club e nella classe arbitrale”.
Un’esperienza vissuta anche da Mara Invernizzi, vice presidente della FIP, che ha spiegato: “Dall’accesso alla maternità per le nostre giocatrici all’accesso al liceo sportivo per le nostre atlete più promettenti, fino all’accesso alla carriera dirigenziale per tante ex giocatrici, stiamo facendo molto per poter dare più opportunità alle donne anche all’interno del basket. La nostra prossima battaglia sarà quella per l’emendamento sullo sport semiprofessionistico, un’idea innovativa e rivoluzionaria che potrebbe far bene allo sport al femminile perché tante squadre di club fanno fatica a chiudere i bilanci in positivo”.

SIGLATO PROTOCOLLO INTESA FRA FIB E SAINT DOMINIQUE

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La Federazione Italiana Bocce e l’Institut Saint Dominique di Roma hanno sottoscritto quest’oggi un protocollo d’intesa per la pratica delle bocce all’interno della struttura scolastica. Nella sede della Fib, il presidente Marco Giunio De Sanctis e il direttore della scuola, Benoit Bonnet, si sono confrontati sulle misure da prendere per sviluppare al meglio la pratica dell’attività sportiva all’interno dell’Istituto francese, fondato negli anni Sessanta da suore dominicane e che accoglie studenti provenienti da tutto il Mondo. “Sappiamo benissimo quanto la Francia tenga al gioco delle bocce”, ha detto De Sanctis, ricordando l’appuntamento di Parigi 2024 e l’impegno del movimento delle bocce per entrare nel circuito a cinque cerchi. “Noi siamo tra i pretendenti per essere inseriti nel programma olimpico, al di là del programma paralimpico, dove saremo presenti da Tokyo in poi. Il tassello olimpico sarebbe straordinario. Questo protocollo è un modo per rinverdire la tradizione delle bocce, avviando in particolare la petanque nel Lazio e a Roma, presso quest’Istituto che metterà a disposizione i propri spazi per promuovere la disciplina sia per normodotati che per disabili”, ha spiegato il presidente Fib all’Agenzia Italpress.

All’interno del Saint Dominique – che fa parte del circuito mondiale dell’Aefe (Agence pour l’enseignement français à l’étranger), che ne certifica l’eccellenza per la formazione francese – saranno predisposti nuovi spazi per la pratica delle bocce. “Sono molto felice di accogliere questo progetto all’interno della scuola e che si possa sviluppare non solo all’interno dell’Istituto, ma anche all’esterno – ha detto il direttore Bonnet al termine dell’incontro – È molto importante per la scuola, perché crea nuove strategie e una nuova attività, con un risvolto importante per i disabili che accoglieremo con grande volontà”. La Fib ha annunciato che avvierà una fase promozionale dell’iniziativa per coinvolgere nella pratica sportiva i circa 400 studenti e le relative famiglie.

DETTI VINCE IL BRONZO, PELLEGRINI CHIUDE QUARTA

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L’Italnuoto apre da protagonista la 14esima edizione dei Mondiali in vasca corta, in svolgimento ad Hangzhou. Il bronzo di Gabriele Detti nei 400 stile libero, i quarti posti di Federica Pellegrini nei 200 sl, di Ilaria Cusinato che nuota due volte la migliore prestazione italiana in tessuto nei 400 misti e della 4×100 stile libero maschile a cinque centesimi dalla clamorosa medaglia col record italiano; poi c’è il miglior tempo di Fabio Scozzoli nelle semifinali dei 100 rana, il secondo della compagna Martina Carraro che ritocca due volte il primato italiano nei 50 e ben 11 primati personali di una squadra sempre nel vivo della manifestazione. Tanta Italia e tante emozioni che cominciano subito sfatando un piccolo tabù. Detti conquista la medaglia che non aveva. Se la prende con carattere, cattiveria agonistica, determinazione. E’ il bronzo nei 400 stile libero. Il 25enne livornese nuota per la seconda volta in carriera sotto i 3’38” col tempo di 3’37″54 e si piazza alle spalle del lituano Danas Rapsys, oro col record dei campionati in 3’34″01, e del norvegese Henrik Christiansen d’argento in 3’36″64. Detti sfiora di 22 centesimi il primato personale e diventa il secondo italiano a medaglia nei 400 stile libero dopo Massimiliano Rosolino, argento nel 2008 e bronzo nel 1999, 2000 e 2006. Peraltro conquista l’ultima medaglia che gli mancava nel palmares della specialità dopo i bronzi olimpico (2012) e mondiale (2017) e l’oro europeo (2016) in vasca lunga e l’argento (2012) e il bronzo (2015) agli europei in vasca corta. Il 24enne livornese, guidato dal tecnico federale, nonché zio Stefano Morini, al centro federale di Ostia, non aveva mai nuotato la finale nella distanza iridata in corta rimediando tre eliminazioni consecutive in batteria. Quarto posto per Federica Pellegrini che nuota il personale stagionale nei 200 stile libero in 1’53″18, ma resta 82 centesimi lontana dal podio composto dall’australiana Ariarne Titmus, oro col record d’Oceania in 1’51″38, dalla statunitense Mallory Comerford (1’51″81) e dall’olandese Femke Heemskerk (1’52″36). La 30enne divina del nuoto italiano, che ha nel mirino la 50esima medaglia internazionale della carriera, ha deciso solo nella tarda serata della vigilia di disputare la gara malgrado l’allenamento non mirato e raccoglie ulteriori indicazioni in vista del cammino che porterà alle Olimpiadi di Tokyo. Ai piedi del podio anche Ilaria Cusinato, che eleva ancora la propria dimensione. La 19enne padovana di Cittadella, che fino ad un anno e mezzo fa era lontana dai palcoscenici internazionali, porta il primato personale, firmando la migliore prestazione italiana in tessuto, nei 400 misti sul 4’27″88. Il podio non era irraggiungibile, completato al terzo posto dalla francese Fantine Lesafre in 4’27″31, ma resta la consapevolezza di una crescita graduale passata dal bronzo europeo in vasca corta nei 200 misti e dal quarto posto nei 400 nel 2017, alla doppietta d’argento nei 200 e 400 agli europei in lunga dell’estate scorsa. L’atleta, seguita da Morini al centro federale di Ostia da due anni, sottrae in due turni di gara 1’48 dal personale e comincia a intravedere il record gommato detenuto da Alessia Filippi in 4’26″06 dal 2008 necessario per competere ad altissimi livelli come dimostrano il 4’21″40 nuotato dalla plurimedagliata ungherese Katinka Hosszu e il 4’25″84 della statunitense Melanie Margalis. Sfiora la clamorosa medaglia di bronzo la 4×100 stile libero che cede per cinque centesimi il bronzo al Brasile lanciato sul podio dal 45″61 di Breno Correia in ultima frazione. Record italiano portato sul 3’05″20 con l’apertura di Santo Condorelli che nuota il primato personale di 46″76 (prec. 47″23 nella prima frazione della batteria) e a seguire il 46″03 di Alessandro Miressi, il 46″41 di Marco Orsi e il 46 netto di Lorenzo Zazzeri. Agrodolce anche il precedente record italiano di 3’05″79 che valse per 21 centesimi il quarto posto il 3 dicembre 2014 ai mondiali di Doha. Quella staffetta fu lanciata da Luca Dotto, restato a casa per un risentimento alla spalla. Oro e record mondiale degli Stati Uniti in 3’03″03 con tutti i frazionisti sotto i 46 secondi; argento alla Russia che porta il record europeo sul 3’03″11 e spara il 45″05 di Vladimir Morozov in terza frazione. Primo tempo mondiale stagionale per Fabio Scozzoli nelle semifinali dei 100 rana in 56″30 (26″02 al passaggio), nonché secondo tempo della carriera, avanti al russo Kirill Prigoda (56″31) e al giapponese Yasuhiro Koseki (56″42). Tutti sotto ai 57″ i finalisti, eccetto l’olandese Arno Kamminga, ultimo dei qualificati in 57″09, 38 centesimi meglio di Nicolò Martinenghi, che non va oltre il 57″47 per il 14esimo crono delle semifinali. Il 30enne di Imola si prende la quarta finale iridata in carriera nella distanza dopo l’argento del 2010, il successo del 2012 e il bronzo del 2016. Dentro anche il coetaneo sudafricano Cameron van der Burgh (sesto in 56″90), primatista mondiale all’ultima rassegna della carriera. Prima italiana nella storia sotto al muro dei 30 secondi, vince la seconda batteria di semifinale malgrado la virata imperfetta e chiude in 29″79 avanti per un centesimo alla lituana pluricampionessa Ruta Meiluyte e complessivamente dietro alla jamaicana primatista mondiale Alia Atkinson, 29″54. Martina Carraro migliora ancora rispetto al record italiano nuotato in batteria col 30 netto e sfida il mondo. Fuori Arianna Castiglioni in 30″36, undicesimo tempo. Eliminati nei 100 dorso Simone Sabbioni e Thomas Ceccon, rispettivamente con il nono tempo di 50″21 (a nove centesimi dall’australiano Mitchell Larkin, ultimo dei qualificati) e con il quindicesimo in 50″96, primato personale e prima volta in carriera sotto i 51 secondi. Non supera la prova femminile neanche Margherita Panziera, che chiude le semifinali col 15esimo tempo in 58″31, 16 centesimi più lenta del primato personale migliorato in batteria e 99 centesimi lontana dal pass per la finale.
(ITALPRESS).

MISSIONE PRIMO POSTO, ALLEGRI “VINCERE, NO ALIBI”

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Giovedì scorso, alla vigilia di Juventus-Inter, Massimiliano Allegri aveva definito la partita di Champions contro lo Young Boys più importante. E a cinque giorni di distanza non ha cambiato idea “perché ci giochiamo il primo posto nel girone. Ed è più difficile perché giochiamo contro una squadra che ha creato tanto giocando in casa”. Anche se sulla carta non dovrebbe esserci storia, il tecnico bianconero tiene le antenne dritte alla vigilia di una gara che mette in palio il primato nel girone e un sorteggio meno ostico per gli ottavi di Champions. Ronaldo, per esempio, sarebbe stato tenuto a riposo se non fosse stata decisiva ma, “domani non ci sono scuse e bisogna portare a casa la vittoria. Dobbiamo fare una partita seria e la Juventus lo farà perché è una squadra responsabile e conosce l’importanza della partita, perché un risultato negativo ce lo porteremmo dietro e non possiamo permettercelo perché poi giochiamo contro il Torino, sarà una stracittadina in cui bisognerà continuare a fare risultato. Non si deve pensare che sarà facile, se affronti le partite senza il giusto rispetto dell’avversario anche se è inferiore tecnicamente poi esci con le ossa rotte. Inoltre sarà una serata in cui farà freddo e giocheremo sul sintetico”. L’obiettivo primo posto è chiaro: “Evitare Barcellona, Manchester City, Real Madrid, forse il Psg. Questo non vuol dire che affronteremo un ottavo di finale facile, ma sicuramente più morbido”. La Juventus sotto la guida di Allegri è cresciuta moltissimo a livello internazionale. “È senz’altro più competitiva – ha risposto il tecnico – Penso che il livello sarà sempre più alto. Quest’anno ci sono tante squadre che possono arrivare in fondo: Juve, Barcellona, Psg, Manchester City, Bayern Monaco, lo stesso Liverpool. Quest’anno l’unico turno che può essere più morbido è l’ottavo se arriviamo primi, altrimenti diventa un ottavo contro una di queste grandi. Dai quarti in poi sarà una Champions difficilissima e sarà impossibile trovare un quarto o una semifinale morbida”. Allegri ha dato anche alcune indicazioni sulla formazione: “Giocherà Rugani al posto di Chiellini, out per il sintetico, con Bonucci. In campo va Bentancur che col Torino è squalificato. Davanti gioca Ronaldo e gli altri devo decidere, mentre Alex Sandro è con noi ma difficilmente giocherà”. A centrocampo domani “giocare a tre sarà quasi impossibile. Matuidi partirà dalla panchina, Bentancur gioca, ad Emre Can penso di dare minutaggio a partita in corso”. Per quanto riguarda invece Bernardeschi e Douglas Costa, “stanno bene tutti e due e si stanno riprendendo alla grande sotto tutti gli aspetti. Domani daranno una mano o dall’inizio o a gara in corso, poi c’è sabato che è una partita importante e come sempre avrò bisogno di tutti”. 

In conferenza stampa, insieme a Massimiliano Allegri che non teme strascichi per i 90 minuti su campo sintetico (“Saremo pronti per sabato sera”, ha detto), era presente il portiere Wojchiech Szczesny che ha parlato proprio del terreno di gioco dello Stade de Suisse: “Cambia un pochino perché un campo in sintetico è sempre più veloce, però le grandi serate di Champions potrei giocarle anche sulla sabbia”, ha detto. Sulla gara di domani, l’estremo difensore polacco ha aggiunto: “Ci aspettiamo una partita difficile contro una squadra che in casa ha saputo creare tanto. Dovremo essere attenti in difesa”. L’obiettivo è quello di chiudere al primo posto: “È fondamentale – ha risposto Szczesny -. Finora l’abbiamo meritato e dobbiamo confermarlo domani. Poi da primi aspetteremo il sorteggio con più tranquillità”. Determinante per arrivare a questa sfida davanti agli altri è stata anche la sua parata contro Diakhaby nel finale di primo tempo della gara interna con il Valencia: “E’ stata una parata importante in un momento importante, ma è il mio dovere – ha concluso – Io scendo in campo per fare questo tipo di parate. Ogni tanto non riesco, ma quando riesco è sempre un buon momento”.

SOLO 1-1 INTER CON PSV, NERAZZURRI IN E. LEAGUE

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Incubo a San Siro. L’Inter esce dalla Champions League e retrocedono in Europa League. I nerazzurri inciampano nell’ultimo incontro interno con il Psv Eindhoven e salutano la massima competizione europea con tanti rimpianti. Lozano spaventa, Icardi fa gioire i suoi per il meritato pareggio, ma la rete di Lucas in Barcellona-Tottenham infrange i sogni del popolo nerazzurro. Momento negativo per i ragazzi di Spalletti con una sola vittoria nelle ultime sette partite ufficiali tra campionato e Champions, fermati per la prima volta dal Psv fino ad ora sempre sconfitto nei tre precedenti. Nei primi minuti San Siro coinvolge pienamente un’Inter propositiva che occupa con grande autorità la metà campo avversaria. Icardi gioca a tutto campo ed è proprio dai suoi piedi che nasce la prima occasione da rete con il perfetto assist per Perisic: il croato entra in area e di testa colpisce il primo palo a Zoet battuto. Entusiasmo e spensieratezza, fino al 13′ quando arriva un clamoroso pasticcio difensivo che ammutolisce tutto lo stadio. Sul lato sinistro Asamoah s’incarta e regala palla a Bergwijn che, a grandi falcate, entra in area di rigore e crossa per la testa di Lozano: in precario equilibrio ‘El Chucky’ riesce comunque a mettere la palla a fil di palo per l’1-0. La squadra subisce il colpo, si allunga e perde compattezza, il tutto a favore delle ripartenze degli ospiti che in un paio di occasioni si ripropongono pericolosamente nei pressi di Handanovic.
L’Inter produce un possesso palla sterile, oltre il 60%, e cerca il gol soprattutto con Politano che sulla destra riesce a creare superiorità numerica peccando, però, nella precisione dei cross in area. Al rientro in campo i nerazzurri cambiano completamente il passo e al 49′ serve un super Zoet per negare il gol a Icardi, presentatosi in area con un sinistro a botta sicura. Il portiere del Psv è nuovamente protagonista al 53′, su un tiro di Politano, e al 61′ quando blocca una conclusione al volo di Borja Valero. Il gol non arriva e Spalletti mischia le carte nel reparto offensivo con gli inserimenti di Keita Balde e Lautaro Martinez. Un’attesa che dura fino al 73′ quando Politano dalla destra mette in mezzo e trova la testa di Icardi che colpisce perfettamente e sigla l’1-1. Ma la partita si gioca su due campi e all’85’ arriva la brutta notizia da Barcellona: pareggio del Tottenham con il gol decisivo di Lucas. Nel finale di gara Icardi e compagni provano il tutto per tutto sfiorando un gol nel recupero con un colpo di testa di Lautaro che termina alto sopra la traversa. Il Psv difende il pareggio con tutte le forze e regala al popolo nerazzurro una notte da cancellare. Rammarico e tristezza: l’Inter chiude il girone al terzo posto con la conseguente retrocessione in Europa League.
(ITALPRESS).

SALAH CONDANNA IL NAPOLI, AGLI OTTAVI VA IL LIVERPOOL

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Il Napoli saluta la Champions e da febbraio tornerà in campo in Europa League. Il Liverpool doveva vincere 1-0 per garantirsi il passaggio del turno e così è stato: l’ha decisa Salah, con una magia al 34′, anche se nell’occasione Ospina e Mario Rui ci hanno messo del proprio. Ma quel miracolo di Alisson su Milik al 92′ tormenterà a lungo i sonni dei partenopei. Il Napoli esce di scena a testa alta ma con tante recriminazioni. Da quello 0-0 di Belgrado alla vittoria sfumata in extremis col Psg, passando per le chance sprecate all’andata con gli stessi Reds, che stasera hanno però meritato: tre vittorie nel girone, tutte e tre ad Anfield, stadio che davvero si conferma l’undicesimo uomo in campo.

Ancelotti aveva deciso di giocarsela con lo stesso undici capace di imbrigliare i Reds al San Paolo lo scorso 3 ottobre, con Maksimovic basso a destra, Callejon e Ruiz larghi sulla linea di centrocampo e l’unica novità rappresentata da Mertens al posto di Milik al fianco di Insigne. Una scelta che nei minuti iniziali paga perchè il Napoli, aggressivo e corto, impedisce al Liverpool di sprigionare la sua forza esplosiva. I partenopei, anzi, si fanno quasi ingolosire dalla possibilità di spingersi più avanti ma così facendo prestano il fianco alle terribili ripartenze dei Reds e al 7′ Salah grazia Ospina, controllando male sul traversone di Robertons, a tu per tu col portiere colombiano. È la scintilla che accende definitivamente la gara: botta di Hamsik da fuori alta di un soffio, colpo di testa di Milner alto sopra la traversa nel giro di un minuto. Il Liverpool – Lovren recuperato solo per la panchina e Matip al fianco di Van Dijk, Henderson di nuovo in mezzo e Manè completamente ristabilito nel tridente con Firmino e Salah – inizia ad alzare il ritmo e l’undici di Ancelotti, che ora fa fatica a palleggiare, rincula. La bandierina del guardalinee strozza in gola l’urlo di gioia dei 50 mila di Anfield al gol di Manè ma nel muro azzurro si avverte qualche crepa (almeno un paio i palloni sanguinosi persi da Hamsik) sebbene Koulibaly sia nella sua versione monstre e riesca sempre a metterci una pezza. Ma al 34′ il senegalese non può nulla quando Salah aggira Mario Rui lasciandolo sul posto e, da posizione defilata, lascia partire una via di mezzo fra un tiro e un cross che beffa un Ospina non comunque esente da colpe. Il Napoli prova a rialzare subito la testa, Fabian Ruiz la mette in mezzo dalla sinistra ma nessuno interviene e in generale la squadra di Ancelotti manca nell’ultimo passaggio perchè qualcosa il Liverpool la concede.

L’avvio di ripresa dei partenopei è più timido e un Salah indemoniato, complice una leggerezza di Mario Rui, quasi fa 2-0. La squadra di Klopp, quando combina in velocità, è una macchina da guerra e per Hamsik e compagni è dura controbattere. E davanti a un Liverpool che col passare dei minuti arriva con più facilità al tiro, Ancelotti gioca le sue carte in pochi minuti: dentro in rapida successione Zielinski, Milik e Ghoulam, fuori Ruiz, Mertens e Mario Rui. Forze fresche, nuova energia per il Napoli e solo un provvidenziale anticipo di Van Dijk impedisce a Milik di battere a rete. Gli azzurri rischiano il tutto per tutto e dietro un monumentale Ospina tiene a galla i suoi, prima con un doppio miracolo su Salah e poi opponendosi a Manè. Il finale è senza respiro. Van Dijk calcia male sugli sviluppi di una punzione, Callejon spara alto da ottima posizione, poi incredibile errore di Manè che mette a lato a due passi da Ospina. Poi la grande chance di Milik che, al 92′, solo davanti alla porta degli inglesi viene murato da Alisson. Passa il Liverpool, al Napoli restano i rimpianti.