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CLIPPERS MALE CON TORONTO, SAN ANTONIO VINCE ANCORA

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La peggior sconfitta della stagione contro quella che è attualmente, numeri alla mano, la miglior squadra della lega. Brutto ko per i Los Angeles Clippers, travolti allo Staples Center per 123-99 dai Toronto Raptors, primatista a Est con 22 vittorie e 7 sconfitte. Kyle Lowry (21 punti) e Serge Ibaka (25 punti e 9 rimbalzi) permettono ai canadesi di rialzarsi dopo tre sconfitte nelle ultime 4 gare, con Toronto che tira col 52% dal campo e colleziona 34 assist. Nessuno ha notato l’assenza di Leonard mentre Danilo Gallinari non riesce a bissare l’ottima prova con Phoenix e chiude con 11 punti (3/5 da due, 1/5 da tre, 2/2 ai liberi), 5 rimbalzi, 2 assist, una palla recuperata e una persa in 21′. Fra i suoi fanno meglio solo Marjanovic (18 punti) e Wallace (15 punti), che trovano spazio soprattutto nel quarto quarto, a gara ormai compromessa (103-74).

I Clippers, al quarto ko nelle ultime sei uscite, scivolano al quarto posto a Ovest ma sognano in grande per la prossima stagione: stando alla Espn, a Los Angeles stanno studiando il doppio colpo Kawhi Leonard-Kevin Durant (o almeno uno dei due), free agent l’estate prossima. Continua la risalita di San Antonio, al terzo successo di fila (111-86 su Phoenix) grazie alla miglior prestazione stagionale di Bryn Forbes (24 punti e 11 rimbalzi). Per Marco Belinelli, in campo per 24′, 11 punti anche se con 5/12 dal campo (1/4 dalla lunetta), oltre a 3 rimbalzi, un assist e una palla persa. Segnali di vita da Houston, penultima a Ovest, che torna al successo a spese di Portland (111-104) trascinata da Harden (29 punti) e Paul (11 punti, 11 rimbalzi e 10 assist) oltre ad altri cinque giocatori in doppia cifra.

NUOVO PROTOCOLLO INTESA AD ALBA SU “JOY OF MOVING”

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Il Village di Alba diventa “laboratorio permanente di sperimentazione e di ricerca per l’attività motoria”. Firmato il protocollo d’inesta fra Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Comitato Regionale Coni Piemonte, Consiglio Regionale Piemonte, Città di Alba e Soremartec Italia Srl – società di ricerca e sviluppo del Gruppo Ferrero nell’ambito della sua opera sociale d’impresa con il progetto Kinder+Sport – per l’applicabilità del modello “Joy of Moving”, come nuovo modello educativo atto a promuovere lo sviluppo motorio, cognitivo e del cittadino, alla luce del diritto al gioco del bambino.
Attraverso tre anni di sperimentazione e ricerca condotte al Village+Sport che hanno coinvolto le scuole dell’infanzia e primarie di Alba, la metodologia Joy of moving, ideata dalla professoressa Caterina Pesce dell’Università Foro Italico di Roma, ha dimostrato con dati validati da un Comitato Scientifico Internazionale di essere efficace per lo sviluppo motorio, cognitivo, emozionale e sociale dei bambini traducendo evidenze scientifiche in buone prassi replicabili. L’esperienza della ricerca Joy of moving è poi confluita all’interno del manuale di didattica delle attività motorie per bambini “Joy of moving. Movimenti & Immaginazione”, successivamente questo progetto è stato divulgato anche a livello internazionale in occasione di Expo Milano 2015 – con la firma di un nuovo protocollo d’intesa “Joy of moving: incoraggiare l’attività fisica per combattere l’obesità” tra Miur, Coni, Ferrero, raggiugendo oltre 230.000 visitatori che hanno avuto modo di fare esperienza diretta di questo metodo ludico-educativo presso il padiglione dedicato. Il successo dell’esperienza ha portato anche al proseguimento della collaborazione con le istituzioni, che ha portato dapprima alla sperimentazione della metodologia nelle scuole primarie e dell’infanzia a partire dall’anno scolastico 2016-17, per diventare oggi, dopo la fase di validazione, uno degli strumenti educativi accreditati dal Ministero nel corrente anno scolastico 2018-19 per le scuole dell’infanzia e primarie italiane. Un traguardo davvero importante: da un protocollo d’intesa regionale e da una ricerca scientifica condotta al Village con le scuole di Alba, Joy of moving è diventato oggi una metodologia educativa a disposizione di tutti gli insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia a livello nazionale.
Proprio per questo, gli stessi attori del primo protocollo sono nuovamente insieme per proseguire la collaborazione con la firma di un nuovo accordo che riconosce il Village di Alba “Laboratorio permanente di sperimentazione e di ricerca-azione su focus di interesse condivisi, legati alle esigenze delle scuole e degli organismi sportivi ad esse collegati, con lo scopo di tradurre le evidenze scientifiche rilevate in buone prassi educative replicabili, in base ai caratteri di unicità e innovazione del percorso Joy of moving”.
Nel frattempo il Village di Alba, frutto di un accordo pubblico-privato che prosegue dal 2011, è diventato una realtà straordinaria per il territorio albese, centro innovativo di attività educativo-motorie rivolto a tutti, in particolare ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie, con una frequentazione di oltre 3.000 persone a settimana e una consolidata collaborazione con le Associazioni Sportive locali.

SKY LASCERÀ IL CICLISMO, ADDIO FISSATO A FINE 2019

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Il team Sky dal 2020 avrà un nome nuovo, a patto di trovare un nuovo sponsor. In una nota diffusa stamane, infatti, Sky ha annunciato di voler chiudere ogni rapporto col team e col mondo del ciclismo a fine 2019 e la squadra “continuerà a correre con un nome diverso se un nuovo finanziatore garantirà le risorse a partire dal 2020. La squadra gareggerà come Team Sky per l’ultima volta nella stagione su strada 2019, con l’obiettivo di aggiungere altri successi ai 322 già collezionati compresi 8 Grandi Giri, 52 vittorie di tappa e 25 classiche”.

Sky era entrata nel mondo del ciclismo nel 2008, unendo le forze con la Federazione britannica con l’obiettivo di promuovere le due ruote a tutti i livelli nel Regno Unito. Due anni dopo lo sbarco fra i professionisti e nel 2012 il primo grande successo con Bradley Wiggins, primo corridore britannico a vincere il Tour de France. Di successi alla Grand Boucle ne sono arrivati altri cinque, 4 con Chris Froome e uno con Gerain Thomas lo scorso luglio, per un totale di sei successi in sette anni.

PEUGEOT CELEBRA 11° TITOLO ANDREUCCI-ANDREUSSI

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A partire dall’undicesimo titolo tricolore rally per Paolo Andreucci e Anna Andreussi, fino alla conquista del campionato Junior per Damiano De Tommaso e Michele Ferrara, il 2018 è stato un anno da incorniciare per Peugeot Sport Italia, che ieri al “Peugeot is Bobino Club”, uno dei locali più di moda dei Navigli milanesi, ha voluto celebrare i successi della stagione. Per Andreucci/Andreussi, la coppia più titolata del rally italiano, l’annata appena conclusa è stata una delle più tribolate, con tanto di incidente e ricovero in ospedale per il navigatore, lo scorso 13 luglio in occasione del Rally di Sanremo, ma al termine di tanta sofferenza, anche grazie ad un ottimo avvio di stagione, il campionato piloti è tornato nelle mani dei piloti ufficiali della casa del Leone. “Dopo un inizio eccezionale, in cui siamo riusciti a raccogliere fino a 25 punti di vantaggio sui diretti concorrenti, purtroppo a metà stagione abbiamo avuto quel maledetto incidente che ci ha un po’ scombussolato – ha commentato Paolo Andreucci -. Da lì in poi abbiamo pensato soprattutto a controllare gli avversari e alla fine ce l’abbiamo fatta anche quest’anno. Il merito va soprattutto alla squadra e a Pirelli che ci ha dato delle gomme veramente eccezionali”.
Soddisfatto anche Carlo Leoni, Corporate Comunication Leader per l’Italia del gruppo Psa, che ha commentato: “Siamo una squadra fortissima. In questi dieci anni abbiamo scritto una storia importantissima e soprattutto in questa stagione, in cui ad un certo punto il campionato sembrava impossibile da vincere, invece ce l’abbiamo fatta di nuovo”. Premiati nel corso della serata anche Damiano De Tommaso e Michele Ferrara, vincitori quest’anno sia del titolo Junior che di quello delle due ruote motrici, categoria nella quale Peugeot ha conquistato anche il campionato costruttori. Infine, la casa del Leone ha voluto premiare Tommaso Ciuffi, vincitore del 39° Peugeot Competition, il trofeo promozionale riservato ai clienti sportivi, che ha decretato quale sarà il pilota ufficiale Junior del team per la stagione 2019.
(ITALPRESS).

ALTRA MEDAGLIA PER ITALIA, CARRARO BRONZO IN 50 RANA

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Seconda giornata e seconda medaglia. Ai Mondiali in vasca corta di Hangzhou è la rana italiana a salire sul podio e lo fa con Martina Carraro, bronzo nei 50. La 25enne genovese di Fiamme Azzurre e Azzurra ’91, che si allena a Imola col compagno Fabio Scozzoli agli ordini di Cesare Casella, chiude alle spalle della giamaicana e primatista mondiale Alia Atkinson, che vince in 29″05 per la prima volta il titolo sulla distanza dopo due argenti consecutivi, e della lituana Ruta Meilutyte, oro nel 2012 e nel 2014 e oggi seconda in 29″38. Martina chiude in 29″59, ritoccando ancora quel primato italiano già infranto in batteria (30″00) e in semifinale (29″79). “Non mi aspettavo la medaglia – confessa – Ero molto agitata prima della gara ma alla partenza non più, sembrava di averlo già fatto mille volte. E’ meraviglioso gareggiare con queste atlete che pochi anni fa pensavo fossero inarrivabili, soprattutto in vasca corta che per me rappresentava un gap incredibile. Invece ora evidentemente abbiamo lavorato molto bene e si vedono i risultati”. Per la Carraro, prima azzurra a podio in un Mondiale nella rana, anche la prima medaglia individuale della carriera dopo 4 in staffetta. Il podio lo sfiora soltanto Fabio Scozzoli, che nei 100 rana chiude quarto e deve rinviare – magari a sabato nei 50 – l’appuntamento con la medaglia numero 27 del suo palmares. Meglio di lui il sudafricano Caneron van der Burgh con il record dei campionati (56″01) davanti a Shymanovich e Koseki. “E’ ovvio che mi scoccia però sapevo che eravamo in quattro o cinque tutti sullo stesso livello – spiega l’azzurro di Esercito e Imolanuoto – Non sono stato efficace come ieri. Sono partiti subito forti e qualcosa mi è mancato nel passaggio. Questa è andata, penso già alla prossima”.

Ilaria Bianchi è quinta nei 200 farfalla con 2’05″57, seconda migliore prestazione personale di sempre (“Le altre le vedevo, non erano lontanissime, anche in virata, ma prenderle era difficile”), in una gara che ha visto Katinka Hosszu mettersi al collo la seconda medaglia d’oro personale dopo quella di ieri nei 400 misti. La Iron Lady sfiora poi il tris nei 100 dorso dove deve arrendersi solo all’americana Olivia Smoliga. Gli Stati Uniti fanno la parte del leone conquistando anche l’oro nei 100 dorso con Ryan Murphy e nei 200 sl con Blake Pieroni ma, soprattutto, si prendono le due staffette di giornata, entrambe con tanto di record del mondo. La 4X50 mista viene chiusa in 1’42″38, tempo che cancella il primato che apparteneva agli stessi Usa (1’43″27, Windsor 2016) mentre nella 4×50 stile libero gli americani si impongono in 1’27″89, abbassando il record di 1’28″39 stabilito lo scorso anno a Copenhagen dall’Olanda. Nelle due staffette l’Italia arriva lontana dal podio. Ultimo il quartetto composto da Carlotta Zofkova, Elena Di Liddo, Arianna Castiglioni e Margherita Panziera, a poco meno di un secondo dal record italiano (1’46″44 contro l’1’45″38 di Windsor 2016), settima la 4X50 sl mista formata da Santo Condorelli, Andrea Vergani, Federica Pellegrini e Di Liddo. La fuoriclasse veneta poco prima era tornata in vasca per le semifinali dei 100 stile ma il decimo tempo complessivo le sbarra le porte dell’ultimo atto. “Con la staffetta va bene così, sapevamo di valere quello e abbiamo recuperato una posizione. Per quanto riguarda il 100 forse ho fatto un po’ troppo veloce il passaggio e poi l’ho pagato alla fine ma più o meno è il tempo che ho nuotato tutto l’anno. Non ho finito comunque: mancano ancora altre staffette”.

L’Italia piazza però altri due azzurri in finale, Piero Codia e Simona Quadarella. L’azzurro di Esercito e Aniene sarà domani fra i migliori 8 nei 100 farfalla grazie al settimo crono. “Questa volta nuoterò in corsia uno, anzichè alla otto come a Glasgow quando vinsi la finale ma va bene ugualmente – sorride – Ho nuotato contratto e non sono riuscito a tenere la velocità. Forse per mancanza di abitudine. Però sono contento perchè sono in finale. Domani sarà un’altra gara: la medaglia è difficile però ci provo”. Esordio positivo per la quasi 20enne romana, che in mattinata ha strappato il pass per la finale degli 800 sl: quarto tempo in 8’16″68, lontana tre secondi dal personale. “Vediamo come andrà la finale domani – ripete la campionessa europea in lunga che nuota per Fiamme Rosse e Circolo Aniene ed è allenata da Christian Minotti – Mi sentivo bene in acqua, ho nuotato facilmente, senza forzare. Magari la cinese è irraggiungibile (Wang Jianjiahe, 16enne autrice del miglior tempo in 8’07″59 e primatista mondiale junior in 7’59″44; ndr) però con le altre me la gioco. Dovrò sicuramente nuotare il mio personale”.  

RICHIEDENTI ASILO CON PERMESSO UMANITARIO, CONTINUA L’ACCOGLIENZA NEI CAS LUCANI

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“A Roma si valutano gli effetti negativi delle nuove norme su permessi di soggiorno per motivi umanitari e sulla seconda accoglienza negli Sprar, tenendo conto delle richieste dell’Anci e delle Regioni, non ultima quella avanzata nei giorni scorsi, alla Conferenza Stato/Regioni, dalla Basilicata”. Lo ha affermato il presidente del coordinamento Politiche Migranti della Regione Basilicata, Pietro Simonetti. “Intanto – ha aggiunto – il Parlamento europeo ha votato un documento che chiede alla Commissione di adottare una norma europea per il riconoscimento della protezione umanitaria nel Paesi che aderisco alla Ue. Si tratta di una decisione importante nell’ambito della regolamentazione dei flussi migratori dopo quella dell’Onu firmata in Marocco. Nei Cas Lucani nel frattempo – ha proseguito Simonetti – continua l’accoglienza dei possessori di permesso umanitario con le modalità indicate dalle Prefetture  e comunicate da giorni ai gestori”.
“La mobilitazione in corso da settimane, che vede schierati Comuni, Regioni, organizzazioni sindacali, culturali e del volontariato – ha aggiunto Simonetti – ha permesso di evidenziare gli esiti negativi delle nuove norme, in particolare per i nuclei familiari, le donne e gli uomini usciti dal circuito delle ‘tratte’ e per gli altri ‘vulnerabili’ ed evitare le espulsioni dai Cas in pieno inverno”. Simonetti ha detto inoltre che “la Regione Basilicata, a partire dalla prossima riunione di lunedì a livello ministeriale, continuerà nel lavoro per evitare gli effetti della fabbrica della clandestinità del caporalato e dell’intervento della criminalità organizzata su circa 40.000 migranti in Italia e 600 in Basilicata su 1750 attualmente in accoglienza nei Cas, Sprar e centri per minori”.
(ITALPRESS).

ROMA KO IN CHAMPIONS CONTRO IL VIKTORIA PLZEN

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La Roma non esce dalla crisi nemmeno sul suo terreno preferito, la Champions League. I giallorossi escono battuti per 2-1 sul campo del Viktoria Plzen, che accede così all’Europa League. L’obiettivo della Roma era chiaro: con la qualificazione agli ottavi agguantata (da seconda) con un turno d’anticipo, la trasferta sul campo del Viktoria Plzen doveva servire solo a tirar su di morale una truppa abbattuta per un campionato anonimo e in ritiro per ritrovare serenità. Missione fallita in pieno, perché la Roma ha deluso ancora e non ha dato nemmeno quella prova d’orgoglio che sembrava nell’aria. Senza gli indisponibili Dzeko, De Rossi, El Shaarawy e Lorenzo Pellegrini, Di Francesco, confermato dalla dirigenza ma criticato dai tifosi, attua un importante turn-over, schierando Mirante in porta, Marcano in difesa e l’oggetto misterioso Schick di punta, sostenuto anche dal rientrante Pastore. I padroni di casa, senza gli infortunati Cisovsky e Krmencik, si affidano in attacco a Chory. Il primo tempo si scalda solo nel finale, quando da Madrid arriva la notizia del vantaggio, poi doppio, del Cska Mosca. Prima, un’inzuccata alta di Hubnik, un sinistro alto da lontano di Under al 14′, un’incursione in area al 23′ di Kluivert stoppata da Hruska e una botta alle stelle di Kovarik, al 26′, dopo un errore di Under. Poi, appunto, le news dal Bernabeu e il cambio di rotta del Viktoria, che spinge sull’acceleratore e mette alle corde la difesa giallorossa. Al 39′ Chory, su cross basso di Kovarik, fallisce la deviazione a porta praticamente vuota, al 42′ Hrosovsky porta scompiglio sull’out senza fare davvero male. In avvio di ripresa si rivede un po’ di neve e al 5′ Mirante compie la sua prima parata (niente di trascendentale) in Champions su Chory in tuffo. Inguardabile, all’11’, la conclusione di Pastore su assist di Kluivert e, sul ribaltamento di fronte, Cermak sfiora la traversa col piattone. Schick cade in area ma non impietosisce il britannico Taylor, poi arrivano i gol. La sbloccano i cechi al 17′: bel pallone di Cermak per Kopic, assist radente in area e per Kovaric segnare è un gioco da ragazzi. Cinque minuti dopo pareggia la Roma: Limbersky ‘buca’, Santon la da’ a Under che infila l’1-1 di sponda col palo. Finita? No, perché al 27′ il Plzen va ancora avanti: Mirante fa il possibile su Kovaric e Chory è abile, in tuffo, a siglare il tap-in del 2-1. Subito dopo Petrzela si divora il tris, si susseguono i cambi e la reazione della Roma sta quasi tutta in un diagonale di Cristante nel finale che sancisce il ko dei giallorossi, il cui momento delicato prosegue dopo il rocambolesco 2-2 di Cagliari.
(ITALPRESS).

JUVENTUS KO 2-1 CON YOUNG BOYS MA CHIUDE PRIMA

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Sconfitta indolore per la Juventus a Berna. La squadra di Allegri rimedia una sconfitta per 2-1 contro lo Young Boys ma salva il primo posto del girone H di Champions League in virtù del ko del Manchester United contro il Valencia per 2-1. L’ultima giornata della fase a gruppi spezza la striscia di sei vittorie consecutive in trasferta per i bianconeri che chiudono a dodici punti. Allo Stade de Suisse l’uomo più atteso è Cristiano Ronaldo, a caccia di un gol alla 33esima squadra differente in Champions. E la prima occasione da gol nasce proprio dai piedi del portoghese: al 13’ l’ex Real viene murato in uscita da Wölfli per poi trovare il salvataggio sulla linea di Benito sulla seconda conclusione. La difesa svizzera soffre Ronaldo e il portoghese pochi minuti dopo ha la palla del 2-0: dopo essersi liberato della marcatura di Benito, sfiora il palo con un diagonale da posizione defilata. La Juventus controlla il gioco ma fallisce altre due facili occasioni da gol: prima CR7 sbaglia a due passi dalla porta su cross di Bernardeschi, poi è Douglas Costa a sparare a lato su assist di Mandzukic. Gol sbagliato, gol subito e al 30’ lo Young Boys passa in vantaggio: Douglas Costa mette in difficoltà Alex Sandro che stende in area Aebischer: per l’arbitro è rigore e dagli undici metri Hoarau firma l’1-0. La reazione della Juventus arriva solo nella ripresa: sugli sviluppi di un calcio piazzato, Hoarau rischia l’autogol e colpisce la traversa. La Juventus alza il ritmo ma, nonostante l’assedio, lo  Young Boys non crolla. Anzi al 67’ c’è il raddoppio: Camara lancia Hoarau che salta Bonucci e batte Szczesny con un gran tiro. Allegri si gioca la carta Dybala e al 77’ l’argentino accorcia le distanze: Ronaldo scarica per l’ex Palermo che batte Wölfli con un gran mancino dal limite. Serata stregata invece per CR7 che all’87’ colpisce il palo di testa su cross di Alex Sandro. Al 92’ Dybala segna con un tiro dalla distanza ma la rete viene annullata per fuorigioco passivo di Ronaldo. Si tratta dell’ultimo lampo di una partita che vale la seconda sconfitta stagionale per i bianconeri.
(ITALPRESS).