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ICS E FEDERESCO PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

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L’Istituto per il Credito Sportivo e Federesco, Associazione delle ESCO – Energy Service Company – hanno firmato un importante accordo di collaborazione finalizzato allo sviluppo di strumenti finanziari agevolati, che si integrino con altre forme di contributo, accompagnati dalla promozione della cultura e del valore dell’efficientamento energetico nell’impiantistica sportiva di base e di alto livello. Tale processo sarà supportato da una costante attività di formazione e informazione relativa a queste tematiche, mirata a sensibilizzare Enti Pubblici e imprese private. Federesco persegue infatti lo scopo di diffondere, fra gli operatori pubblici e privati e la cittadinanza, la cultura dell’efficienza energetica e la diffusione sul territorio di impianti di generazione distribuita di energia, basati sullo sfruttamento delle fonti rinnovabili e l’adozione di buone pratiche finalizzate al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto e della Politica Energetica Europea volti a contrastare il cambiamento climatico in corso.
A siglare l’accordo, che avrà durata triennale, il presidente di ICS, Andrea Abodi, e il presidente di Federesco, Claudio Ferrari. “Abbiamo il compito di essere concreti, immediati ed efficienti – ha dichiarato il presidente Abodi – L’accordo dovrà favorire un dialogo con tutti gli operatori del settore, che consenta la configurazione di strumenti finanziari differenti, ma tra loro integrabili, rivolti a incentivare investimenti nell’efficientamento energetico delle infrastrutture sportive. Avvertiamo il dovere di contribuire all’ottimizzazione dei processi di produzione e consumo di energia, restituendo valore economico e valore ambientale, dei quali il nostro Paese ha estremo bisogno”. “Con questa iniziativa sviluppiamo una proficua collaborazione sui temi dell’efficienza e del risparmio energetico avviando un percorso virtuoso di ottimizzazione dei consumi e valorizzando ulteriormente la posizione d’eccellenza dell’Italia nel settore dell’efficienza energetica” evidenzia il presidente di Federesco, Claudio Ferrari.
“In particolare, l’impegno delle nostre Esco è diretto a sostenere e a sensibilizzare, con il supporto dell’Istituto per il Credito Sportivo, i settori dello sport e della cultura sia in ambito pubblico che privato per quanto riguarda gli interventi di efficienza energetica e l’utilizzo degli strumenti incentivanti per l’installazione di tecnologie efficienti diffondendo al tempo stesso buone pratiche di sostenibilità e tutela ambientale”. Ics e Federesco hanno ribadito la volontà di avviare una collaborazione strutturata e permanente e uno scambio di informazioni sulle opportunità di riqualificazione ed efficientamento delle strutture sportive, creando, nell’interesse comune, le condizioni per cogliere al meglio le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica degli impianti e dallo sviluppo dei nuovi servizi a favore delle società sportive. Gli interventi sulle infrastrutture sportive rivestono infatti un ruolo centrale sia in termini di riduzione dei costi di gestione che di valorizzazione dell’offerta verso una clientela sempre più sensibile verso queste tematiche.

CHIELLINI “JUVE BRAVA A RINNOVARSI, DERBY SPECIALE”

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“In questi anni ci siamo sempre messi in discussione, lavorando su quei difetti in cui abbiamo margini di miglioramento: questa squadra si è saputa rinnovare tanto e in poco tempo, basta pensare a quanto è cambiato tra Cardiff e Berlino, otto undicesimi della squadra erano diversi ma non si tratta solo di uomini, soprattutto di stile di gioco”. Intervistato da DAZN in vista del derby di sabato, per Giorgio Chiellini è questa la principale forza della Juve, la sua capacità di cambiare e rinnovarsi. Di difetti ancora ce ne sono, “quel pareggio col Genoa sono due punti regalati, con tutto il rispetto. E poi siamo arrivati troppe volte nel finale di partita sull’1-0: quasi sempre l’episodio ci ha detto bene anche grazie al nostro atteggiamento, però poi succede che col Manchester la paghi con gli interessi. L’1-0 è perfetto fino al 60′, se poi magari riesci a segnare il secondo è ancora meglio perché è vero che non prendere gol dà fiducia, però mettere un po’ di margine farebbe risparmiare energie fisiche e mentali. In settimane come questa, dove passano 72 ore tra la partita di Champions e il derby, sarebbe fondamentale”.
Dopo l’addio di Buffon, la fascia di capitano è passata sul suo braccio ma Chiellini ha chiaro in testa l’esempio dei suoi predecessori. “Del Piero mi ha accolto a Torino quando avevo 21 anni, nei primi mesi mi sentivo inadeguato in mezzo a tanti campioni, ma lui ha sempre cercato di farmi sentire parte del gruppo nonostante avessi interessi completamente diversi. Ed è quello che sto cercando di fare io con i ragazzi nuovi che arrivano, tipo Cristiano Ronaldo – continua – Poter poi essere paragonato a Scirea, non tanto nello stile di gioco quanto nei valori che porto avanti, mi rende orgoglioso”. E a proposito di Scirea e delle scritte comparse prima di Fiorentina-Juve, “non sono contro la persona, quello è odio verso il club: il calcio è una valvola di sfogo, speriamo che piano piano si riesca a educare al tifo positivo e non all’odio verso gli altri”. Parole al miele poi per Buffon, “una persona con cui ho condiviso tutto, tra Nazionale e Juve passavo con lui 300 giorni l’anno: quello che gli invidio è la capacità di toccare le corde giuste in quei momenti della stagione in cui il capitano deve compattare il gruppo. E Gigi riusciva ad arrivarti dentro”. Chiellini è uno degli ultimi marcatori puri del calcio moderno ma il difensore bianconero sa che tutto si sta evolvendo “ed è giusto così”.
“Ma sarebbe bello mantenere quella cultura italiana che ci ha permesso di raggiungere grandi traguardi. Penso a Cannavaro, Nesta, Baresi, Maldini, fino a Gentile e Scirea: la storia del calcio italiano l’hanno fatta i grandi difensori”. Fra gli avversari, fra i più duri da marcare, Chiellini indica Icardi, “dentro l’area di rigore è il secondo miglior giocatore che mi sia capitato di marcare, perché ti disintegra mentalmente. Il primo, per fortuna, da quest’anno gioca insieme a me”. Il riferimento è a CR7, che non ci ha messo molto a capire quali siano le gare che contano di più per i tifosi: una si è giocata la scorsa settimana, l’altra è sabato. “Il Torino è cresciuto tanto, ha fisicità e sono bravi nelle ripartenze: con Mazzarri hanno fatto un upgrade importante, possono mirare all’Europa e quindi possono metterci in difficoltà. E’ una squadra che mi sta simpatica, a parte quei 180 minuti in cui siamo rivali. Cristiano ha già capito che due partite non sono come le altre: quella contro l’Inter e quella col Toro”. 
(ITALPRESS).

AL VIA IL ROMA ARCHERY TROPHY

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Il Roma Archery Trophy si prepara al debutto italiano, dopo la finale della Coppa del Mondo outdoor disputata allo stadio dei Marmi “Pietro Mennea” nel settembre 2017. Questa mattina nella Sala Giunta del Coni al Foro Italico a Roma è stata presentata l’unica tappa nel nostro Paese delle Indoor World Series di tiro con l’arco, il nuovo circuito a tappe di Coppa del Mondo al chiuso, istituito da World Archery, che approda in Italia dopo gli appuntamento di Strassen in Lussemburgo e Macao in Cina. La competizione si svolgerà a Roma e vedrà la partecipazione di oltre 630 arcieri provenienti da tutto il mondo, di questi oltre 300 saranno italiani, che si affronteranno alla Fiera di Roma da domani a domenica. In gara anche gli specialisti azzurri e i top player internazionali delle divisioni arco olimpico, arco compound, arco nudo e longbow che puntano a vincere i premi in denaro previsti dalla manifestazione e guadagnare punti per qualificarsi alla finalissima che si terrà negli Stati Uniti a Las Vegas il 9 febbraio 2019 dopo la tappa del 18 e 19 gennaio a Nimes in Francia.
La conferenza stampa si è tenuta alla presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò: “Ci tenevo tanto a esserci. È impressionante quanto negli ultimi tempi la Federazione italiano Tiro con l’Arco, un’eccellenza nello sport italiano, sia capace di organizzare manifestazioni internazionali sul nostro territorio. Non è banale – ha detto il numero uno dello sport italiano – significa che si è saputa dare una credibilità formidabile al nostro movimento. Stavolta si ritorna a Roma, questa è la chiusura di un ragionamento: nel dossier olimpico avevamo inserito la Fiera di Roma per una serie di discipline che rappresentavano tradizione e coraggio in uno spazio fieristico. Complimenti, sono molto felice, perché l’arco fa da apripista per utilizzare gli spazi fieristici per gli eventi sportivi”, ha concluso il presidente Malagò.
Orgoglioso di questa grande kermesse arcieristica il presidente Fitarco Mario Scarzella: “Abbiamo dato fiducia totale al Comitato Organizzatore per la realizzazione di questo circuito particolare – ha detto il n1. e vicepresidente della Federazione internazionale – Il prossimo anno cercheremo di organizzarlo ancora più in grande, mi auguro con il sostegno non soltanto morale del Coni, perché non so se in futuro esisterà il circuito delle World Series: dal 2020 infatti potrebbe essere sostituito da un campionato europeo”, ha spiegato il presidente Scarzella.

ITALIA D’ARGENTO IN CINA, QUADARELLA NON TRADISCE

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Italia d’argento ad Hangzhou con Simona Quadarella negli 800 stile libero. La quasi 20enne romana (festeggerà il compleanno martedì prossimo) era la più attesa nella terza giornata dei Mondiali in vasca corta e non ha tradito. Con un 8’08″03 che polverizza il precedente personale di 8’13″41 e avvicina l’8’04″43 “gommato” nuotato da Alessia Filippi per l’oro agli Europei di Rijeka 2008, la campionessa europea in lunga disputa la sua prima finale iridata con piglio da veterana, tiene alle sue spalle l’americana Leah Smith e cede solo alla cinese Wang Jianjiahe, 16enne primatista mondiale junior, capace di vincere in 8’04″35. “Non ci credo ancora, perchè ero venuta in Cina per prendere la medaglia ma sapevo che era difficile – commenta a caldo la giovane romana, tesserata per Fiamme Rosse e CC Aniene e allenata da Christian Minotti – Dedico quest’argento al mio allenatore e alla mia migliore amica Elisa che dall’Italia ha fatto il tifo per me. Questo risultato vuol dire che sto bene e che posso sempre migliorare. La cinese l’ho vista solo negli ultimi 150 metri ma non ne avevo più per andarla a prendere”. Per Simona “è la medaglia che più mi aspettavo e sono veramente felice. Ho ancora ampi margini di miglioramento, come sto dimostrando soprattutto a me stessa. Ieri notte ho sognato che arrivavo terza e facevo 8’09”: sono andata anche più veloce”. Lontanissimo invece dal podio Piero Codia, ottavo nei 100 farfalla che hanno visto il quarto successo di fila per il sudafricano Chad Le Clos mentre Margherita Panziera, che in mattinata aveva staccato il pass per la sua prima finale iridata, è quinta nei 200 dorso che hanno visto la doppietta Usa firmata da Lisa Bratton e Kathleen Baker. “Ho dato tutto e più di così non ne avevo – le parole della 23enne di Montebelluna, campionessa europea in lunga a Glasgow 2018 – Era la mia prima finale mondiale individuale e sono comunque soddisfatta di quanto dato. Agli Assoluti evidentemente ero in una condizione migliore”.

Altro quinto posto quello della 4×50 mista mixed: Simone Sabbioni, Fabio Scozzoli, Elena Di Liddo e Federica Pellegrini si fermano a 1’38″08, oro agli Stati Uniti con il record del mondo in 1’36″40 (precedente 1’37″17). Sente odore di medaglia Marco Orsi, che si guadagna di prepotenza un posto nella finale dei 100 misti di domani. Il 28enne di Budrio, tesserato per Fiamme Oro e Uisp Bologna, campione europeo a Copenhagen 2017, nuota in 51″42, abbassando di quindici centesimi il primato italiano di 51″57 siglato lo scorso 30 novembre agli Assoluti di Riccione. Davanti a lui solo il fuoriclasse russo Kliment Kolesnikov in 50″90 che vale il record mondiale juniores. “Record italiano? Molto bene, ma si può ancora limare qualcosina – non si accontenta Orsi – In finale sarà dura, il russo è fortissimo, ma si può salire sul podio. Già al mattino avevo avuto ottime sensazioni, nonostante un piccolo errore nel cambio tra la rana e lo stile libero”. Altra finale è quella conquistata da Simone Sabbioni col sesto crono (23″10) nei 50 sl: “Molto contento perchè sarà la mia prima finale iridata, nonostante qualche sbavatura – dichiara il 22enne di Riccione – La medaglia non è lontana, siamo tutti vicini, ma serve scendere sotto i ventitrè secondi”.  Si fermano invece in semifinale Lorenzo Zazzeri (14^ nei 50 sl), Elena Di Liddo (9^ nei 50 farfalla nonostante il personale) e Ilaria Cusinato (13^ nei 100 misti).
Nessun azzurro in gara nelle finali dei 200 rana e dei 100 stile libero, che hanno visto i successi del russo Kirill Prigoda (record mondiale in 2’00″16) e dell’olandese Ranomi Kromowidjojo, 73 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei.

CONSIGLIO DIRETTIVO SGS, TISCI “FATTO GRAN LAVORO”

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Si è svolta a Roma, presso la sede della Figc, l’ultima riunione del 2018 del Consiglio Direttivo del Settore Giovanile e Scolastico. Un appuntamento al quale, oltre al presidente SGS, Vito Tisci, al Segretario SGS, Vito Di Gioia e ai componenti del Direttivo appartenenti a tutte le componenti federali rappresentate, ha preso parte anche il presidente federale, Gabriele Gravina che assieme agli altri presenti ha osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa di Luigi Agnolin, presidente del Settore Giovanile e Scolastico della Figc al 2005 al 2007, avvenuta lo scorso settembre. Ad aprire i lavori il presidente Tisci, che nel salutare i membri del Consiglio e il presidente Figc, ha ribadito come negli ultimi anni la struttura abbia ripreso la sua missione statutaria, sviluppando una notevole progettualità in tutti i settori di propria competenza con l’obiettivo di favorire la crescita dell’intero movimento giovanile. Un impegno che si è tradotto in diverse innovazioni per quanto attiene l’attività scolastica, grazie alla proficua collaborazione con il MIUR, l’attività di base, attraverso il riconoscimento delle qualifiche Elite alle scuole calcio del territorio, ai regolamenti dei campionati giovanili, all’attenzione sull’attività femminile, fino al costante lavoro delle Commissioni istituite per lo sviluppo del calcio giovanile. 
“In questi ultimi anni abbiamo fatto un grande lavoro – ha dichiarato il presidente SGS Vito Tisci – e per questo vanno ringraziate tutte le componenti, dal Consiglio Direttivo, allo Staff Nazionale SGS, ai Coordinamenti Regionali e ai migliaia di tecnici e collaboratori che abbiamo in tutto il territorio, che hanno messo passione e spirito di servizio in ogni iniziativa che è stata sviluppata. Non è un caso – ha proseguito Tisci – che la Uefa abbia riconusciuto il valore del Torneo Under 13 Fair Play Elite come best practice a livello internazionale per l’Attività di Sviluppo del Calcio Giovanile Elite e Giococalciando come miglior progetto europeo nelle scuole”. Dopo l’introduzione del presidente Tisci, la parola è passata al presidente federale, Gravina, che ha illustrato ai presenti alcuni concetti fondamentali per il rilancio del calcio italiano, sottolineando quanto, in quest’ottica, sia importante ragionare in una logica di sistema. “Siamo in una fase di passaggio storica – ha dichiarato il presidente Gravina – un momento in cui tutte le componenti devono concentrare le energie nella stessa direzione per attuare una vera e propria rivoluzione culturale. Come sistema calcio dobbiamo recuperare il valore relazionale e alzare l’asticella della qualità, andando incontro alle esigenze di tutti, iniziando proprio dai dirigenti, e ritrovare una credibilità in termini economici, progettuali e di sostenibilità. Un cambiamento che deve riguardare l’interesse generale, dalla base al vertice e in quest’ottica il Settore Giovanile e Scolastico deve rappresentare un pilastro fondamentale per dare valore alla crescita del sistema sportivo, intesa come sviluppo, programmazione e formazione”. Al termine del saluto del presidente Gravina, l’inizio dei lavori con le comunicazioni del presidente Tisci che ha illustrato ai presenti un quadro dell’attività svolta negli ultimi mesi in ambito giovanile, iniziando dalla struttura territoriale per l’attuale stagione sportiva, con la nomina dei Coordinatori Regionali SGS. A seguire un focus sullo svolgimento delle finali nazionali dei Campionati Studenteschi (Categorie Allievi e Allieve), le riunioni dei Delegati territoriali SGS per le varie attività in essere (Base, Scolastica, Femminile e Stampa), l’ampliamento del Programma di Sviluppo Territoriale con l’introduzione dell’attività di formazione per le categorie di Base, le iniziative sviluppate in occasione della Settimana Europea dello Sport, i riconoscimenti delle qualifiche Elite per l’attuale stagione per le Scuole Calcio e la presentazione della 5^ edizione del Progetto Rete.
L’incontro è proseguito seguendo l’ordine del giorno stabilito, con l’approvazione del Consiglio Direttivo dello scorso 26 giugno e la ratifica delle qualifiche di Elite per la stagione sportiva 2018/2019 per 624 scuole calcio di tutto il territorio. Nel corso della riunione, i membri del Consiglio Direttivo sono inoltre intervenuti per affrontare le varie tematiche di competenza del Settore Giovanile e Scolastico.
(ITALPRESS).

MAROTTA NUOVO AD INTER “PER ME GRANDE ORGOGLIO”

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Il giorno di Beppe Marotta è arrivato. Inizialmente si era pensato di annunciarlo come nuovo ad nerazzurro prima della sfida con la Juventus, poi per una serie di questioni (non ultima quella di non caricare troppo l’ambiente in vista del big match), si è optato per posticipare l’evento a dopo la gara di Champions. Purtroppo entrambe le partite sono andate male: prima la sconfitta con i bianconeri, poi l’uscita di scena dall’Europa. Ma in casa Inter è arrivato il momento di guardare avanti. Ed ecco che stamane, all’ora di pranzo, l’ex dirigente bianconero è arrivato nella sede in corso Vittorio Emanuele II. “Da oggi farò parte della grande Inter, un grande orgoglio – ha twittato – Sarò amministratore delegato dell’area sport, un capitolo importante per la mia vita, un ruolo di grande responsabilità che però non mi spaventa. Inizia un nuovo percorso che dovrà essere vincente”. A seguire il comunicato sul sito ufficiale nerazzurro. Marotta, subito operativo, “sarà responsabile dell’intera area sportiva del club. L’Inter adotterà un modello societario con doppio amministratore delegato, in cui Giuseppe Marotta lavorerà a fianco di Alessandro Antonello, che assumerà la carica di amministratore delegato Corporate, responsabile di tutte le attività aziendali”.

Presente al Cda anche il presidente Steven Zhang: “Questo è un cambiamento importante per il club, in linea con il nostro obiettivo di diventare una società vincente e un’azienda di successo. Come Inter – ha spiegato – vogliamo vincere, appassionare, ispirare e unire le persone attraverso il calcio. Beppe è uno dei migliori dirigenti in ambito calcistico e ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi. Fuori dal campo, Alessandro garantirà il miglioramento delle nostre performance, la realizzazione dei nostri progetti strategici e la promozione dei valori del club all’interno dell’organizzazione”. Alle 14 è iniziato il Cda e alle 16 il nuovo ad Marotta ha rilasciato un’intervista ai cronisti: “È un giorno di grande orgoglio, più che scelto sono stato scelto – ha sottolineato – Ringrazio la famiglia Zhang che mi dà l’opportunità di iniziare un nuovo percorso”. Il neo ad ha subito messo a tacere le voci sul futuro di Spalletti: “E’ un ottimo allenatore, bisogna farlo lavorare serenamente, sta alla società supportarlo, non è impresa facile ottenere i risultati preposti, ma dobbiamo crederci fino in fondo, con l’obbligo di raggiungere l’obiettivo. Come ridurre il gap con la Juve? Con la cultura del lavoro, il senso di appartenenza e il supporto dei tifosi”. “Di Suning mi ha colpito la grande determinazione e la voglia di vittoria. Voglio ripagare tutta questa fiducia. Io non sono il medico che viene a curare il malato. Qui c’è gente di grande professionalità, e io darò il mio contributo per raggiungere obiettivi importanti”. Dulcis in fundo, capitolo chiuso sullo scudetto del 2006. È stata pubblicata infatti la sentenza della Cassazione che ha respinto il ricorso della Juve riguardo alla revoca dello scudetto post-calciopoli assegnato all’Inter. Non essendoci altro grado di giudizio oltre alla Cassazione, si può dire che la questione è archiviata. Intanto quest’oggi, al Centro Suning nessuna seduta ma giornata di riposo per i calciatori e fari puntati solo sul nuovo acquisto, Giuseppe Marotta.

EINTRACHT VINCE A ROMA, LAZIO SCONFITTA

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Cade la Lazio, esulta nuovamente l’Eintracht. Allo Stadio Olimpico i biancocelesti incassano la terza sconfitta europea con il Francoforte che vince in rimonta per 2-1. Percorso netto da parte della formazione tedesca che chiude il gruppo G della Europa League a punteggio pieno. I ragazzi di Inzaghi, invece, escono a testa bassa dopo un’altra serata complicata alla ricerca di una vittoria che manca dall’8 novembre (2-1 proprio in Europa contro il Marsiglia), ma comunque la qualificazione ai sedicesimi era già in cassaforte e il ko, da questo punto di vista, può essere considerato indolore. Un avvio di frazione positivo per l’Eintracht che conquista la metà campo avversaria e con grande autorevolezza neutralizza le possibili ripartenze dei biancocelesti. Tanto possesso palla, ma poca concretezza negli ultimi metri: la Lazio resiste e minuto dopo minuto prende coraggio tanto che alla mezz’ora produce la prima palla gol con un tiro centrale di Luis Alberto dal limite dell’area. Ci prova anche Berisha, qualche minuto più tardi, con una bella iniziativa personale dalla distanza con un mancino che termina di poco a lato dalla porta difesa da Ronnow.
Nel secondo tempo i biancocelesti trovano il gol del vantaggio al 56′ con Correa che da posizione decentrata piazza il pallone sul secondo palo: una rete che fa scaturire la reazione rabbiosa dei tifosi ospiti con una decina di tedeschi che scavalcano la recinzione della Curva Sud, prontamente ‘placati’ dalle forze dell’ordine presenti a bordo campo. La partita s’innervosisce e l’Eintracht trova la via del pareggio al 66′ con una meravigliosa conclusione da fuori area di Gacinovic che infila il pallone all’incrocio dei pali. Uno-due micidiale dei tedeschi che al 70′, in un’azione viziata da una posizione di fuorigioco non ravvisata dal guardalinee, Haller riceve il pallone da Gacinovic e da due passi la piazza in fondo alla rete. Poche occasioni da segnalare in un finale di partita a ritmi bassi dove la Lazio non riesce ad evitare la sconfitta. Serata non entusiasmante dove i biancocelesti dovranno rapidamente voltar pagina in vista dell’insidiosa trasferta di Bergamo. Lunedì 17 dicembre i ragazzi di Inzaghi torneranno in campo in campionato nel tentativo di interrompere una striscia di pareggi che ha complicato la corsa Champions.
(ITALPRESS).

OLYMPIACOS-MILAN 3-1, ROSSONERI ELIMINATI

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Il Milan saluta l’Europa League nell’infuocato Karaiskakis. I rossoneri cedono per 3-1 all’Olympiacos nell’ultima partita della fase a gironi e mancano la qualificazione ai sedicesimi in un match deciso da un rigore decisamente generoso trasformato da Fortounis nel finale. Ad Atene Gattuso schiera la miglior formazione possibile eccezion fatta per Suso, tenuto a riposo per alcuni fastidi muscolari ma, sotto gli occhi del ministro dell’Interno Matteo Salvini, si materializza l’incubo tra uno sfortunato autogol di Zapata e una decisione arbitrale francamente rivedibile. Pronti, via e dopo circa trenta secondi i padroni di casa sfiorano il vantaggio: Cisse lancia dalle retrovie, Guerrero scappa via in posizione regolare ai due centrali rossoneri ma non riesce a superare Reina in una provvidenziale uscita. La sfuriata dell’Olympiacos dura circa un quarto d’ora, poi al minuto 17 il primo squillo rossonero con Cutrone che serve nello stretto Higuain, ma l’argentino non riesce a far passare il pallone tra le gambe del portiere José Sa, attento al 20’ anche sul colpo di testa di Zapata sugli sviluppi di un corner.
Il Milan si difende con ordine e attenzione nonostante i troppi calci piazzati concessi e sul ribaltamento di fronte spesso si ritrova in un due contro due in cui Higuain e Cutrone non riescono a rendersi particolarmente pericolosi. Nel finale di primo tempo è ancora attento Reina sulla punizione ben calciata da Fortounis: il portiere rossonero legge in anticipo la traiettoria e respinge in angolo, permettendo ai suoi di tornare negli spogliatoi sullo 0-0.
Nella ripresa un’occasione per parte nei primi minuti: al 48′ Fetfatzidis sfiora l’angolino con un mancino a giro mentre al 50′ è il potente destro di Kessie a lambire il palo della porta dell’Olympiacos. I greci alzano il ritmo e vengono premiati al 60′: complice una dormita della difesa del Milan su di un corner battuto rapidamente, Higuain salva miracolosamente di petto su Vukovic ma non può nulla sul tap-in a porta vuota di Cisse. A questo punto, succede praticamente di tutto: al 64′ Reina si esalta su Fortounis, ma è Zapata a sbarrare la strada a Guerrero, a colpo sicuro con la porta sguarnita. Nella ripartenza è Higuain ad andar vicino al bersaglio grosso.
Nella pazza serata di Atene, c’è poi spazio per un’altra girandola di emozioni nel segno dello stesso Zapata: al 70′ un tiro innocuo da fuori di Guilherme si impenna e diventa imprendibile per Reina a causa della deviazione del colombiano, ma dopo soli due minuti il centrale si ‘riscatta’ siglando la rete del 2-1 che riporta il Milan a galla in chiave qualificazione. La beffa, però, arriva all’80’: l’arbitro Bastien fischia un rigore all’Olympiacos per una leggera trattenuta di Abate sull’appena entrato Torosidis e Fortounis non sbaglia, spiazzando Reina dal dischetto. L’assedio finale della squadra di Gattuso non porta alla tanto sospirata rete della qualificazione: tra palloni gettati in campo con poca sportività dai raccattapalle e tante interruzioni, i rossoneri escono a testa bassa dopo cinque minuti di recupero mentre l’Olympiacos festeggia in campo con i propri tifosi. Milan a casa.
(ITALPRESS).