E’ stato il derby tutto italiano ad infiammare la notte della regular-season dell’Nba. A dominarlo sono i San Antonio Spurs di Marco Belinelli, che infliggono ai Los Angeles Clippers di Danilo Gallinari la peggior sconfitta dall’inizio della stagione: i padroni di casa infiammano l’AT&T Center dilagando sino al 125-87 dell’ultima sirena. LaMarcus Aldridge è il top-scorer dell’incontro con 27 punti, mentre il suo compagno di squadra Belinelli ne realizza 14; tra i californiani, 17 punti di Tobias Harris e 15 di Gallinari, che non evita la quarta sconfitta consecutiva degli Spurs. Semplicemente ‘mostruoso’ James Harden, che trascina al successo Houston Rockets per 126-111 contro i Los Angeles Lakers: il ‘Barba’ finisce a referto con 50 punti, 11 assist e 10 rimbalzi, realizzando la 37esima tripla doppia della sua carriera. Debutto con sconfitta di Dirk Nowitzki con la maglia dei Dallas Mavericks: il ‘lungo’ tedesco, unico giocatore nella storia dell’Nba a scendere in campo per 21 stagioni con la stessa maglia (record strappato a un altro mito come Kobe Bryant), nulla può di fronte alla gran serata dei Phoenix Suns, che si impone per 99-89 con 30 punti di TJ Warren. Affermazione casalinga, infine, per Orlando Magic, che sul parquet casalingo dell’Anway Center batte i Chicago Bulls per 97-91 con 26 punti infilati da Nikola Vucevic.
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BELINELLI VINCE DERBY AZZURRO NBA CON GALLINARI
L’INTEGRITY TOUR ARRIVA A BOLOGNA
In campo per il contrasto al match fixing, per combattere le frodi sportive ed educare tutti gli atleti dai più giovani ai più esperti. Un match che non dura soltanto 90 minuti, ma un’intera stagione, e che vede impegnati Lega Serie A, Sportradar e Istituto per il Credito Sportivo per rafforzare la cultura della legalità nel mondo del calcio e diffondere i veri valori dello sport. La nuova tappa dell’Integrity Tour 2019 si è svolta oggi presso il centro sportivo Bologna in Via Casteldebole con questo programma: ore 14.00 workshop con la Prima Squadra e staff tecnico; alle ore 14.45 workshop con le formazioni Primavera e Under 17 e relativi staff tecnici. Nel corso di un dibattito vivo e costruttivo, l’avvocato Marcello Presilla, responsabile Integrity per l’Italia di Sportradar AG, ha spiegato agli atleti il fenomeno del match-fixing in tutte le sue forme, illustrandone rischi e conseguenze. Dall’identikit dei cosiddetti fixers, veri e propri criminali che “agganciano” i giocatori intrappolandoli nelle truffe, ai rischi che si corrono inserendosi in un meccanismo che pregiudica il futuro e la credibilità degli atleti e del calcio.
L’impegno della Lega Serie A nella formazione dei propri tesserati prosegue per il quinto anno all’insegna del contrasto al match fixing, una problematica del mondo sportivo che deve essere illustrata e spiegata a tutte le parti coinvolte nello spettacolo del nostro campionato di calcio, per prevenirla e contrastarla in tutte le sue forme. Grazie alla partnership con la Lega Serie A e il Credito Sportivo, Sportradar continua il suo costante lavoro sul campo: formare e informare calciatori, atleti e addetti ai lavori, per rafforzare la cultura della legalità. All’Integrity Tour, poi, si affianca il costante controllo dei match che Sportradar svolge ufficialmente e quotidianamente, in quanto organismo designato da Uefa e Fifa, in Italia e nel resto del mondo, per il monitoraggio di tutte le partite. Il tema infrastrutturale rappresenta certamente una priorità per il calcio italiano, tuttavia, è soprattutto lo sviluppo di strutture immateriali, come l’educazione, la formazione e l’informazione a concorrere alla crescita economica, valorizzando la relazione con le comunità di cittadini e di tifosi.
In questo ambito di costruzione della credibilità e della reputazione il Credito Sportivo, unica banca pubblica del Paese, leader nel finanziamento dell’impiantistica sportiva, intende assumere un ruolo determinante. Per il quarto anno consecutivo, ICS è quindi al fianco della Lega Serie A in questo progetto formativo dedicato ai calciatori che, attraverso confronti utili e costruttivi, mira a responsabilizzare atleti e società sul tema del calcio scommesse. “Anche quest’anno ospitiamo al centro tecnico con grande piacere l’incontro con Lega Serie A, Sportradar e Istituto per il Credito Sportivo, per sensibilizzare tutti i protagonisti del nostro campionato sul fondamentale tema della lotta alle frodi sportive. Non sottovalutare, anzi essere informati e conoscere: per i nostri ragazzi è molto importante, dalla Prima squadra alle giovanili, si tratta di un passo determinante per tutelare i valori dello sport, garantendo che le partite e le competizioni siano sempre regolari” dichiara il Direttore Sportivo Riccardo Bigon.
CAPOLAVORO INNERHOFER, 2° IN SUPER G DI VAL GARDENA
Il capolavoro resta e gli regala il secondo podio stagionale, anche se Christof Innerhofer, dopo la splendida prova sulla Saslong, aveva cullato per qualche minuto il sogno del trionfo nel superG di Val Gardena. Si arrende soltanto a un campionissimo come Aksel Lund Svindal, che conquista la prima vittoria stagionale, magari più tardi rispetto ai suoi standard solo perché un infortunio alla mano lo ha condizionato nelle prime gare. Il norvegese, partito col pettorale numero 13, è dietro 9 centesimi a Innerhofer al penultimo intermedio, poi all’ultimo rilevamento fa registrare la velocità più alta ed è sfrecciando a oltre 115 km/h che nel finale riesce a recuperare e a piazzare gli sci virtualmente davanti a quelli dell’azzurro per appena 5 centesimi, cogliendo così la vittoria numero 36 in carriera. Svindal balza anche in testa alla classifica di Coppa del Mondo con 297 punti, contro i 280 di Marcel Hirscher (che non era in pista), scavalcando in un solo colpo Max Franz, Mauro Caviezel e Vincent Kriechmayr, oggi tutti più o meno deludenti. Il successo non arriva per Innerhofer, ma c’è comunque il 17esimo podio in Coppa del mondo ed è ancora più bello perché arriva nella prima tappa italiana stagionale: era dalla discesa di Bormio del 2010 che non rientrava tra i primi tre sulle nostre nevi. La sua è una gara quasi perfetta: in partenza c’è chi fa meglio di lui (quarto al primo intermedio), nella parte centrale nessuno e nel finale, come detto, solo Svindal riesce a superarlo. A inizio stagione aveva detto di valere più di un solo podio all’anno e dopo un mese è già al secondo, dopo il secondo posto nella discesa di Lake Louise. Promessa mantenuta, obiettivo raggiunto. Con un mostro sacro del superG come Kjetil Jansrud, terzo, alle sue spalle. Grande sorpresa di giornata il veterano francese Johan Clarey, quarto col pettorale numero 50 a 65 centesimi da Svindal. Innerhofer diventa anche il primo azzurro in classifica generale con 176 punti che gli valgono il nono posto e il sorpasso su Dominik Paris. “Domme” era partito fortissimo, con il miglior tempo al primo intermedio e la seconda velocità più alta al primo rilevamento, poi purtroppo non è arrivato al traguardo “dimenticando” una porta. A quel punto era quinto, forse non sarebbe arrivato il podio, ma un buon piazzamento sì. Tra gli altri italiani bravo Emanuele Buzzi, che chiude 22° a 1″44 da Svindal, a punti anche Mattia Casse, 27°, più lontani Matteo Marsaglia e Alexander Prast (all’esordio stagionale), mentre Peter Fill, in pista solo per testare la sua condizione, dimostra di essere ancora in fase di ripresa. Non è arrivato al traguardo, infine, Davide Cazzaniga. Domani, sabato, si replica sulla Saslong: alle 11.45 è in programma la discesa.
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ORSI VINCE L’ARGENTO, 4X50 SL MASCHILE DI BRONZO
Argento di Marco Orsi nei 100 misti col record italiano di 51″03. Bronzo della 4×50 stile libero che abbassa il record fino all’1’22″90 grazie alle frecce Santo Condorelli (21″27), Andrea Vergani (20″44), Lorenzo Zazzeri (20″57) e Alessandro Miressi (20″62). Sono due le medaglie dell’Italia nelle finali d’apertura della quarta giornata della 14esima edizione dei Mondiali in vasca corta, in svolgimento ad Hangzhou, che prosegue col sesto posto della 4×200 degli esordienti e di Simone Sabbioni nei 50 dorso, con l’ottavo posto di Erica Musso nei 400 stile libero, con il record italiano di Martina Carraro che si qualifica alla finale dei 100 rana e con le amare eliminazioni di Piero Codia e Matteo Rivolta nei 50 farfalla malgrado nuotino sotto al precedente primato. Il 28enne bomber di Budrio, campione europeo in carica e argento mondiale nei 50 stile libero a Doha 2014, accarezza il muro dei 51 secondi e conquista la 28esima medaglia internazionale della carriera in una gara che non aveva mai avuto un italiano sul podio. L’azzurro delle Fiamme Oro completa un percorso di miglioramento iniziato col record italiano di 51″57 firmato agli assoluti di Riccione e poi abbassato già in semifinale sul 51″42. In pieno controllo di emozioni e nuotata, è già secondo alla virata in 22″92 e tiene a distanza il giapponese Hiromasa Fujimori, terzo in 51″53 con cinque centesimi di vantaggio sullo statunitense Michael Andrew. Sotto al muro dei 51″ va solo il russo Kliment Kolesnikov (come in semifinale in 50″90), sempre in testa fino al tocco dopo 50″63 che vale il record dei campionati e il mondiale giovanile. Torna sul podio iridato dopo quattro anni anche la velocità pura a squadre con l’italo-canadese Santo Condorelli che abbassa il personale sul 21″27 (anche 21″09 nella 4×50 mixed stile libero), Andrea Vergani che nuota la quarta frazione lanciata tra tutti in 20″44, Lorenzo Zazzeri che porta la staffetta in posizione da podio in 20″57 e Alessandro Miressi che difende il terzo posto in 20″62. Gli azzurri griffano il record italiano in 1’22″90, 43 centesimi in meno di quanto nuotato da Alessandro Calvi, Marco Orsi, Mattia Nalesso e Filippo Magnini d’argento agli europei di Rijeka il 14 dicembre 2008 dietro alla Francia che segnò la migliore prestazione mondiale col tempo di 1’20″77 mai riconosciuto dalla Fina come record mondiale (sì dalla Len come record europeo) assegnato agli Stati Uniti. Che vincono in 1’21″80 avanti alla Russia lanciata da Vladimir Morozov (in 20″39 meglio anche di Caeleb Dressel in 20″43; come sarà poi nella finale individuale: 20″33 contro 20″54), seconda in 1’22″22. Pensava che sarebbe bastato rompere il muro dei 23″ per essere competitivo alla sua prima finale iridata, invece sarebbe dovuto andare oltre l’immaginario Simone Sabbioni che chiude al sesto posto i 50 dorso in 23″26, 16 centesimi oltre il tempo registrato in semifinale. Il 22enne di Riccione, che detiene il primato italiano in 23″05, resta sulla linea dei primi fino alla virata, poi perde il contatto e forza fino a sbandare a sette metri dal muro. Troppo veloci sul podio con il russo Evgeny Rylov che vince in 22″58 seguito dallo statunitense Ryan Murphy (22″63), già oro nei 100, e dall’irlandese Shane Ryan (22″76), che approfitta della rinuncia del cinese Xu Jiayu (22″91), argento nei 100 e autore del terzo tempo in semifinale. Quarto, ad un centesimo dal podio col record mondiale giovanile, il russo Kliment Kolesnikov, bronzo nei 100 e oro nei 100 misti avanti a Marco Orsi. Sesto posto in crescita per gli esordienti della 4×200 stile libero che chiude la finale in 6’55″67 con la frazione da primato personale di Filippo Megli (1’42″62; prec. 1’43″16 nella batteria della gara individuale) e le prestazioni lanciate di Matteo Ciampi (1’43″59), Alessio Proietti Colonna (1’44″39) e Mattia Zuin (1’45″07). Vince col record del mondo il Brasile in 6’46″81 che batte con una straordinaria prova di squadra la favorita Russia, che cede record e corona malgrado il record europeo portato sul 6’46″84. La Cina invece tiene fuori dal podio gli Stati Uniti: 6’47″53 contro 6’49″84. Chiude all’ottavo posto la prima finale mondiale della carriera Erica Musso, che copre i 400 stile libero in 4’03″61, 24 centesimi in più di quanto nuotato in batteria e lontana anche dal primato personale di 4’00″44 migliorato al Nico Sapio. L’obiettivo era il muro dei 4 minuti, ma la tensione ha giocato un brutto scherzo alla 24enne di Savigliano che si è riaffacciata alla ribalta internazionale dopo l’argento con la 4×200 stile libero ai mondiali in vasca olimpica di Kazan del 2015. Podio tutto extraeuropeo, tutto del terzo millennio, con la 18enne australiana Ariarne Titmus che abbassa il record mondiale sul 3’53″92, strappandolo alla fenomenale 16enne cinese Jianjiahe Wang – mercoledì d’oro negli 800 – che conquista l’argento in 3’54″56 avanti alla connazionale e coetanea Li Binjie, terza in 3’57″99. Si prende la finale dei 100 rana Martina Carraro in 1’04″87, quarto record italiano dopo il bronzo nei 50 rana e il progressivo miglioramento del primato italiano (30″00, 29″79, 29″59). La 25enne genovese, che già in batteria aveva portato il personale dall’1’05″41 all’1’05″06, segna il sesto tempo delle semifinali e strappa il precedente limite (1’05″00) ad Arianna Castiglioni che invece peggiora di oltre mezzo secondo il tempo delle batterie non andando oltre l’1’05″80, 13esimo crono. Bussa alla porta dell’ 1’04 la giamaicana primatista mondiale Alia Atkinson (1’04″07), già d’oro nei 50 e bronzo nei 100 misti, seguita dall’australiana Jessica Hansen, a 4 centesimi. Non basta andare sotto al record italiano a Piero Codia e Matteo Rivolta per superare le semifinali dei 50 farfalla. Il 29enne triestino che si allena a Roma, già ottavo nei 100, nuota in 22″76, un centesimo di troppo rispetto al sudafricano Ryan Coetzee e due oltre il tempo del giapponese Kawamoto che sono gli ultimi a qualificarsi. Resta il primato che Codia strappa per sette centesimi a Rivolta con un miglioramento personale di 8 centesimi. Rammarico anche per il 27enne lombardo, tornato ad allenarsi nella sua Milano, che lima quattro centesimi al personale, ovvero record di 22″83 firmato agli europei di Netanya nel 2015, ma non basta per andare oltre il decimo tempo.
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ALLEGRI “COL TORO DURA, DERBY SIA SERATA SPORT”
La Juventus all’esame derby in casa del Torino. “È una partita importante perché è una stracittadina, contro una squadra che ha perso solo 3 volte, sta facendo molto bene e noi dobbiamo dare continuità e risultati”. Lo ha detto Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida parlando in conferenza stampa all’Allianz Stadium di Torino e aggiungendo: “Domani inizia questo rush finale prima della sosta e bisognerà prepararsi al meglio. Dobbiamo trovare le energie giuste per affrontare il Torino”. Il derby “È una partita molto sentita da entrambe le tifoserie e da entrambe le società, però dev’essere una partita di calcio e non deve degenerare in qualcosa di brutto – ha aggiunto -. Dev’essere solo ristretta alla serata sportiva, non ci possono essere altre cose che ogni tanto vengono fuori. Questo sarebbe di nuovo un brutto spot per il calcio”. Il derby rappresenta una trappola non semplice da evitare: “È una partita difficile perché giochiamo contro un bel Torino. Domani bisognerà fare una partita oltre che tecnica anche caratteriale. Domani delle quattro è la più difficile perché se passiamo quella le altre tre vengono di conseguenza. La squadra dovrà tirare fuori anche quello che non ha a costo anche di giocare meno bene, però il risultato di domani è molto importante”.
Sarà anche sfida a distanza tra due tecnici geograficamente molto vicini ma per modi di fare agli antipodi: “Caratterialmente siamo diametralmente opposti ma siamo vicini, abitiamo a 70km l’uno dall’altro – ha spiegato -. Il Torino è in lotta per l’Europa League e le squadre di Mazzarri hanno molto del suo carattere. In cosa siamo diversi? Siamo cresciuti con due allenatori diversi, lui è cresciuto con Ulivieri io con Galeone”. Per il tecnico non è ancora sfida a due con il Napoli per lo scudetto: “E’ presto, intanto abbiamo queste quattro partite da qui alla sosta e abbiamo raggiunto i primi due obiettivi della stagione: uno il passaggio del turno di Champions e due il primo posto, poi vediamo lunedì che pallina viene fuori dal sorteggio di Nyon”. La Juve è reduce dalla sconfitta di Berna contro lo Young Boys sintetizzata da Allegri così: “Sicuramente non siamo stati brillantissimi ma non meritavamo la sconfitta. Abbiamo perso la partita che contava meno di tutte”. Il problema più grosso è quello di aver perso un elemento fondamentale come Joao Cancelo: “Stamattina si è bloccato il ginocchio, menisco mediale interno e stasera verrà operato. Dopo la sosta sarà a disposizione”. C’è rischio stop forzato anche per Cuadrado: “Ha un problema al ginocchio e verrà valutato anche lui per capire se potrà continuare o se verrà operato anche lui”.
Ci sono però anche alcune buone notizie a detta di Allegri: “Rientra Emre Can, la prossima settimana rientrerà Khedira e poi c’è Spinazzola che sta bene”. In conferenza stampa, Allegri ha già chiarito che in porta “gioca Perin” e poi ha annunciato tre quarti di difesa: “Rientra Chiellini, l’unico dubbio è tra Bonucci e Rugani. A destra giocherà De Sciglio a sinistra Alex Sandro”. Ancora fuori Benatia, ma non c’è nessun problema con Allegri: “Non è mai esistito – ha ribadito il tecnico -, ha avuto un problema al ginocchio, è stato fuori quattro giorni ed è tornato a disposizione. In una squadra grande bisogna accettare le scelte ed essere competitivi, poi l’allenatore fa le scelte. Alla Juventus ha la fortuna di lottare tutti gli anni per tre obiettivi”. A centrocampo a dettare i tempi ci sarà ancora una volta Pjanic, complice anche l’assenza per squalifica di Bentancur: “Pjanic in difficoltà non è apparso, l’ho sostituito qualche volta per una cosa molto semplice: giocando a tre davanti deve allungare le distanze e fa più fatica. Ma per noi è un giocatore determinante, ci dà i tempi di gioco, velocizza l’azione e domani giocherà sicuramente. Il dubbio è tra Emre Can e uno a destra che può essere Bernardeschi o Douglas Costa”.
Straordinari per Ronaldo: “Salterà una delle tre tra Roma, Atalanta e Sampdoria. Ci ho già parlato e gli ho detto che una delle tre lo tengo fuori”. Sulle parole di Ronaldo che ha definito la Juventus una famiglia più delle squadre in cui ha giocato in passato, Allegri ha risposto: “Se ha detto così, vuol dire che sarà così. Alla Juventus come società lavori molto bene, c’è una grandissima organizzazione. I risultati si ottengono perché la società è forte e solida”. Anche per Mandzukic presenza confermata nel derby: “Stamani in allenamento era il più fresco di tutti, ha un motore diverso dagli altri, ha avuto un mese di riposo a causa della caviglia e domani gioca”. Nonostante la vigilia di una partita importante, la Juventus oggi ha cambiato i suoi programmi allenandosi al mattino e rimandando a casa i giocatori che si ritroveranno solamente domani a poche ore dalla stracittadina: “Li ho lasciati liberi perché questa settimana abbiamo già fatto cinque giorni di ritiro. Domani mattina ci ritroveremo, faremo allenamento alla Continassa e poi andremo in ritiro fino alla partita”, ha concluso Allegri.
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SPALLETTI VOLTA PAGINA “SQUADRA MERITA SOSTEGNO”
Fuori dalla Champions e cammino arduo in campionato: a questo punto della stagione l’Inter tira le prime somme. E il fatto che Napoli e Milan siano fuori da Champions e Europa League non consola più di tanto. “Questi giocatori stanno lavorando nella maniera giusta – ha spiegato Luciano Spalletti nella conferenza stampa della vigilia della sfida con l’Udinese – Abbiamo perso una partita che fa male, che crea difficoltà per le reazioni dei nostri stessi tifosi. Ma siamo usciti dalla competizione per differenza reti agli ultimi 10′. La squadra ha fatto bene, al di là della reazione un po’ nervosa dopo l’1-0 ha fatto molto bene, meritava di vincere. E’ chiaro che un risultato così fa una grande differenza, ma al momento dei sorteggi nessuno ci dava una possibilità di passare il turno, invece l’abbiamo portata fino agli ultimi 10 minuti. Dovevamo fare di più ma non mi sembra che sia il caso di demolire quanto fatto dalla squadra in questo anno e mezzo”. Si sa, nel calcio contano i risultati. Le 14 distanze dalle Juventus rendono il panorama ancora più grigio. “Dobbiamo vedere da dove siamo partiti. Siamo a -14 dalla Juventus, siamo partiti da -29, dal settimo posto. Tutti ci davano impossibilitati a passare il turno – ha spiegato il tecnico – Per come la squadra si era preparata, era possibile passare il turno. Ci siamo costruiti un tragitto da portare avanti. E’ giusto tenere puntato il mirino su di me, non sui giocatori che stanno facendo quello che devono fare. State certi che prenderanno in esame quanto successo e rimarranno sul carro a lavorare per i nostri obiettivi”.
Eppure nel 2016-2017 con l’eliminazione dalla Champions ai tempi della Roma, Spalletti ha fatto il record di punti. “Non conosco ricette, se non quella di lavorare, di venire presto a preparare l’allenamento e vedere i calciatori coinvolti nel calcio che si sta proponendo – ha dichiarato – Ho visto un allenamento fatto benissimo, di tocchi in velocità, di qualità. Ho visto una squadra pimpante per reattività muscolare. Quelli sono i risultati più importanti, è un ricostruire subito quelle piccole cose che ti rimettono in movimento e fare i primi passi in maniera corretta”.
Il tecnico nerazzurro ha ricevuto diverse critiche e, come sempre accade, ci sono state anche voci su eventuali sostituti. “Mi sembra che qualcuno abbia usato il piede di porco – ha detto il tecnico toscano – Se sono critiche fatte nella maniera giusta diventano costruttive. E’ chiaro che poi non è che tu ti possa aspettare molto da una critica perché qualcuno è tifoso di un’altra squadra e si trova a dover analizzare una partita. Noi sappiamo dove può arrivare una critica corretta e c’è magari da usarla, se fatta in maniera civile. Nomi di altri allenatori? Anche se avessi passato il turno – ha aggiunto – mi sarei sentito in discussione perché in un club come l’Inter sei sempre in discussione. Non mi creano alcun fastidio le voci, il supporto che mi vogliono dare forse mi dà fastidio perché quando uno ti vuole dare supporto ti vuol dire che ti sta aiutando. Allo stesso tempo ti sta dicendo che da solo non ce la fai. Non ho nessun tipo di problema ad affrontare queste situazioni”.
In questo contesto è avvenuta l’ufficializzazione di Marotta. “E’ un professionista importante, porterà sicuramente un contributo – ha commentato – Sa stare nello spogliatoio perché ha avuto contatto con i calciatori per andare a parlare anche di campo. Porterà sicuramente un contributo. Noi eravamo nelle migliori condizioni perché tutti i professionisti che già lavoravano nell’Inter mi hanno messo a disposizione tutto quel che ci vuole per lavorare con grande qualità ed efficienza. Per cui si vanno a sommare anche le sue caratteristiche, cercando di andare ancora più in là”. Spalletti ha poi analizzato il momento di Politano e quello di Asamoah. “Politano ha fatto vedere di essere un calciatore completo, sa fare tutta la fascia, sa mettere gli assist. Avesse un po’ più di fisicità sarebbe un top player a livello europeo. Se farà vedere ancora questa sua velocità, questo estro, questa completezza nelle due fasi diventerà ancora un giocatore importante. Ad Asamoah ho sempre detto e continuo a farlo che non è stando con la testa sulle ginocchia e le mani sulla testa che rimetti a posto ciò che è avvenuto precedentemente. Lo risolvi affilando gli scarpini, mettendo un nodo in più perché non ti vada a scivolare nel contatto col piede e piantando due scatti più forti dell’avversario. Se stai lì nell’angolino e piangi di ciò che è successo il pianto non porta consiglio. Si va a riprendersi in mano quella determinazione che ci vuole per vestirsi di questi colori e ci vogliono quei comportamenti. Servono contenuti. Per me un lavoro fatto bene è lasciare la situazione meglio di come l’hai trovata e lui deve fare un lavoro migliore di chi lo ha preceduto per essere tranquillo”.
Messaggio chiarissimo e che sia un invito a fare bene da ora in poi. A partire dalla gara con l’Udinese: “Il grado di difficoltà è sempre lo stesso: dieci. C’è sempre difficoltà ad affrontare le avversarie del nostro campionato. Le guardi sette giorni prima e ti rendi conto che non avrebbero scampo se fai le cose per bene, poi invece ti va di traverso il primo episodio e ti scombussola i piani. Bisogna entrare dentro con una determinazione feroce perché proprio l’ultima partita insegna che basta un dettaglio per ribaltare le sicurezze che hai. Abbiamo bisogno di vincere per ritrovare subito la ripartenza”. E la serenità.
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WARRIORS OK A SACRAMENTO, ANTETOKOUNMPO SCATENATO
Nessun italiano in campo in una notte Nba che regala spettacolo ed elementi interessanti. Si comincia dai campioni in carica di Golden State che faticano ma vincono a Sacramento battendo i Kings per 130-125, con i soliti Steph Curry e Kevin Durant trascinatori, rispettivamente con 35 e 33 punti, ma anche 7 rimbalzi e 6 assist il primo, 8 e 8 il secondo. Ne mette a referto 27 Thompson (9 rimbalzi) e 10 Looney, ma non è stato facile piegare Sacramento che ha lottato fino alla fine con Hield (27), Fox (25) e Cauley-Stein (22) a tenere testa ai Warriors. Grande notte per Giannis Antetokounmpo che fa registrare al suo attivo 44 punti (massimo in carriera eguagliato), 14 rimbalzi e 8 assist nel successo dei Milwaukee Bucks che battono 114-102 i Cleveland Cavaliers.
L’altro protagonista della serata è Joel Embiid, ma la sua eccellente prestazione non basta ai Sixers per evitare il ko casalingo contro i Pacers. Indiana, infatti, batte Philadelphia 113-101 nonostante i 40 punti e i 21 assist del camerunense. Dall’altra parte sono Young (26 punti e 10 rimbalzi), Bogdanovic (18), Oladipo (14 e 9 assist), Sabonis (14 e 16 rimbalzi) e Joseph (14) ad andare in doppia cifra e a rendere amara la notte da star di Joel Embiid.
Per il resto vincono Boston Celtics (129-108 agli Atlanta Hawks, 24 punti Irving), New York Knicks (126-124, 34 punti Mudiay), Brooklyn Nets (125-118 ai Washington Wizards, 27 punti per Dinwiddie, dall’altra parte ne fa 31 Beal), Miami Heat (100-97 sui Memphis Grizzlies), Denver Nuggets (109-98 sui Thunder) e Portland Trail Blazers (128-122 contro i Toronto Raptors con 24 punti per Damian Lillard, mentre tra i canadesi ne fa 28 Kawhi Leonard).
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ANCELOTTI “DIMOSTRATO IN CHAMPIONS NOSTRA FORZA”
“La reazione è stata molto positiva dopo la sconfitta di Anfield, fisicamente i ragazzi hanno recuperato in fretta, a livello emozionale c’è la consapevolezza che nonostante il ko niente è cambiato per le nostre ambizioni e i progetti futuri. Anche a livello societario c’è stata una gestione ottima, raramente capita che i club mantengano questo equilibrio, quindi abbiamo accantonato la delusione e guardiamo con ottimismo al futuro”, così Carlo Ancelotti nella conferenza stampa di presentazione della sfida con il Cagliari di domani.
“Io sarò giudicato dai risultati, come tutti e il Napoli finora ha fatto ottimi risultati. C’è la mancata qualificazione agli ottavi di Champions, ma le difficoltà erano tante come sapevamo e siamo stati competitivi con i club più importanti. Non c’è più la Champions, ma siamo in Europa, giocheremo una coppa meno importante, ma che è stata vinta da Manchester United e Atletico Madrid negli ultimi due anni. Saremo protagonisti, vogliamo esserlo in tutte le competizioni. Questo girone di ferro mi ha dato la consapevolezza che lo saremo”, ha detto ancora Ancelotti che ora mette tra gli obiettivi anche l’Europa League. Tra le candidate al titolo c’è anche il Chelsea di Maurizio Sarri. “Mi piacerebbe andare in finale, se poi l’altra finalista fosse la squadra Sarri il significato di questa partita aumenterebbe, credo che ne sarebbe felice anche Maurizio e sarebbe bellissimo anche per me che ho allenato il Chelsea – ha spiegato Ancelotti -. Non so se siamo i favoriti per l’Europa League, ma di sicuro siamo competitivi in una competizione molto importante come le altre due, campionato e Coppa Italia che a gennaio inizia e che è un altro nostro obiettivo”, ha aggiunto il tecnico del Napoli che non dimentica la corsa tricolore. “Credo che tutte le giornate siano un’opportunità per cercare di accorciare, ma è vero che lo stesso può dirsi per la voglia di allungare della Juventus. Noi lavoriamo per ridurre il distacco e farci trovare pronti nel caso in cui la Juve perdesse qualche punto. Non guardiamo al distacco adesso, è ancora presto, però stiamo trovando continuità in campionato e dobbiamo insistere”. Per quel che riguarda la gara con il Cagliari, Ancelotti dice che “l’unico indisponibile è Mario Rui. Ha riportato una contrattura ma non si è allenato oggi e quindi resterà a casa. Gli altri sono in buone condizioni, pure Meret che può giocare e sarà una scelta tecnica. Milik? Sta bene, sono orientato a dargli un’opportunità perché la sua condizione psico-fisica è migliorata e domani potrebbe iniziare la partita. Pure Mertens sta bene, è sereno”, ha detto ancora Ancelotti che poi parla della sfida in casa dei sardi. “Quella di Maran è una squadra molto organizzata e che gioca in verticale. Ha un’anima forte e lo ha dimostrato contro la Roma. Sarà una bella partita perché le due squadre vogliono giocare a calcio”, ha spiegato il tecnico degli azzurri.
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