A Palermo per un assaggio di quello che sarà fra sei mesi. Da lunedì le nazionali italiane di sciabola sono in ritiro collegiale all’Istituto Gonzaga nel capoluogo siciliano che, dal 6 al 9 giugno 2019, ospiterà per la prima volta nella sua storia i campionati italiani Assoluti e Paralimpici. Un evento che oggi ha vissuto il suo primo atto ufficiale col saluto agli atleti da parte delle autorità locali a Palazzo delle Aquile, nella Sala delle Lapidi che il sindaco Leoluca Orlando ha presentato come “il luogo più prestigioso della città. La storia di Palermo si legge nelle pagine dei libri ma anche attraverso le lapidi di queste pareti: 500 anni di storia che vanno da Carlo II di Spagna a Libero Grassi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, a voler ricordare il tributo pagato da questa città per liberarsi dalla mafia”. Orlando, che ha ricevuto la bandiera della Federscherma, ha anche consegnato al presidente federale Giorgio Scarso la pergamena “Tessera preziosa del Mosaico Palermo” perché “questa città è un mosaico di tessere diverse che stanno fra loro in armonia”. L’evento di oggi è stato anche l’occasione per annunciare alcune delle iniziative che caratterizzeranno gli Assoluti, come i festeggiamenti per i 110 anni della Fis o il convegno sulla scherma come strumento di integrazione nel Mediterraneo. “Vogliamo valorizzare Palermo cercando di riportare la scherma agli allori dei tempi andati, sollecitando la risposta della città nei confronti della regina italiana degli sport olimpici – ha sottolineato Laura Santoro, presidente del Comitato organizzatore dei campionati – Da gennaio saremo operativissimi con l’augurio che questa città sia con un fioretto, una sciabola o una spada in mano per questa importantissima iniziativa”. Per gli atleti, da Aldo Montano ad Arianna Errigo, passando per Luca Curatoli, Enrico Berrè, Luigi Samele, Irene Vecchi, Rossella Gregorio e la salemitana Loreta Gulotta, l’occasione di toccare con mano l’entusiasmo della città, come accaduto stamane nell’incontro con gli alunni del’istituto Saladino, una delle scuole coinvolte dal progetto “Fencing for Change”, promosso dall’Esercito Italiano. “Questi atleti rappresentano valori come l’impegno, la dedizione, la voglia di vincere, ma spero si portino via da qui l’entusiasmo che ci sta accogliendo – le parole del ct Giovanni Sirovich, che per il ritiro palermitano che si chiuderà venerdì ha convocato 20 schermidori – E’ un allenamento vero, non una vacanza, e mi auguro che ci dia la carica in vista della stagione importante che dobbiamo affrontare”. “Portare gli Assoluti a Palermo è uno sforzo che la Fis fa e farà con tutto l’impegno immaginabile – è stata la chiosa del presidente federale Scarso – Palermo lo merita perché l’Italia non ha sacche di privilegio ma tutti devono avere la percezione di avere la stessa attenzione. E gli Assoluti rappresentano una grande occasione per far conoscere questa città straordinaria”. E la decisione di portare le nazionali di sciabola nel capoluogo siciliano a sei mesi dai campionati va in questa direzione. “Sarebbe stato più comodo allenarsi a Roma, vicino casa, ma gli atleti hanno accettato di farlo qui e hanno potuto constatare quanto questa terra sia accogliente e importante per il nostro sport”, ha aggiunto il numero uno della scherma italiana.
CONSEGNATI I COLLARI D’ORO AL FORO ITALICO
E’ stata la festa dello sport italiano, al termine di un anno ricco di successi ma anche di incognite, visto che la riforma del Coni è ancora ‘in fieri’. Questa mattina, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, e il presidente del Cip, Luca Pancalli, hanno consegnato, in una cerimonia andata in scena al Salone delle Armi al Foro Italico, i Collari d’Oro al Merito Sportivo. “Ci vediamo qui come ogni anno per celebrare il risultato sportivo di tutte le nostre discipline, del lavoro fatto dalle nostre federazioni. E’ la massima onorificenza dello sport italiano – ha ricordato Malagò – Oggi piu’ che mai e’ importante ricordare cos’e’ stato e cos’ha fatto il Coni, e’ un esercizio da fare col cuore, la coscienza e la mente. Una storia sicuramente di grande successo, che ha onorato il paese, come nessun’altra istituzione. Perche’ siamo un’istituzione pubblica e sono onorato di parlare a suo nome”. “Mi auguro che il Coni rimanga per sempre il comitato olimpico piu’ importante che c’e’ nel mondo – la conclusione del numero uno dello sport italiano – Non avete tradito questo scudetto tricolore e i cinque cerchi, perche’ mai si sono ottenuti dei risultati cosi’ importanti a livello multidisciplinare e sportivo, non solo a PyeongChang”. “Lo sport puo’ esistere senza la politica, pero’ la politica serve nel momento in cui riesce ad immaginare uno sviluppo armonioso tra politica e istituzioni sportive – ha spiegato Giorgetti – Il nostro obiettivo e’ far crescere la base dello sport e permettere di incrementare i grandissimi successi che i presidenti Malago’ e Pancalli hanno richiamato. Il Coni non deve essere il piu’ grande, e’ importante che sia il migliore al mondo. Sono qui con molto rispetto e una grande emozione nel vedere campioni che ammiravo in tv da ragazzo. Qui c’e’ l’eccellenza degli atleti, quelli che sono riusciti ad arrivare a grandi risultati, opportunamente si premiano anche tecnici e dirigenti che hanno dato il loro contributo affinche’ lo sport crescesse e le associazioni sportive che sono il tessuto, la base sui cui si costruisce lo sport italiano. La riforma? Spero in una collaborazione che sono sicuro sara’ armoniosa, sperando che la riforma che abbiamo immaginato sia compresa, attuata e possa dare benefici”. “Oggi si rinnova una celebrazione della quale vado particolarmente fiero insieme a tutto il mondo che rappresento – ha evidenziato Pancalli – E’ un atto di riconoscimento per gli straordinari atleti olimpici e paralimpici, i nostri atleti ricevono questo collare a nome anche dei tanti che coltivano una speranza e che sono in un letto di ospedale. Con fatica ci siamo conquistati un pezzo di dignita’. In quei 105 anni di storia che ha accennato il presidente Malago’ ad un certo punto si e’ inserito l’elemento paralimpico, che ha voluto anch’esso con grande umilta’ e silenzio raccontare e scrivere la pagina sportiva del nostro paese. Siamo convinti che possiamo aiutarlo a crescere, abbiamo una grande responsabilita’ e dobbiamo dare risposte anche in questa direzione”. Questi i premiati con il Collare d’Oro al merito sportivo. Atleti: Arianna Fontana (Sport del Ghiaccio, Short Track – 500 metri), Michela Moioli (Sport Invernali, Snowboard Cross), Sofia Goggia (Sport Invernali, Sci Alpino – Discesa Libera), Raelin Marie D’Alie, Giulia Ciavarella, Giulia Rulli, Marcella Filippi (Pallacanestro, 3×3), Francesco Molinari (Golf, Vincitore Torneo Major – The Open Championship), Mara Navarria (Scherma, Spada individuale), Alice Volpi (Scherma, Fioretto individuale), Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Andrea Cassara’, Giorgio Avola (Scherma, Fioretto a squadre), Filippo Mondelli, Andrea Panizza, Luca Rambaldi, Giacomo Gentili (Canottaggio, quattro di coppia), Ruggero Tita, Caterina Marianna Banti (Vela, Nacra 17), Kiara Fontanesi (Motociclismo, Motocross), Francesco Bagnaia (Motociclismo, Moto2), Francesca Lollobrigida (Sport Rotellistici, 14 titoli Mondiali), Alessia Zecchini (Pesca Sportiva e Attivita’ Subacquee, 4 titoli Mondiali Immersione in Apnea). Campioni del mondo prima del 1995: Pietro Mennea (Atletica Leggera, alla memoria), Alberto Alberani Samaritani, Silvio Baracchini, Romeo Collina, Gianni De Magistris, Massimo Angelo Fondelli, Alessandro Ghibellini, Sante Marsili, Paolo Ragosa, Mario Rosario Scotti Galletta, Roldano Simeoni (Pallanuoto, 1978), Roberto Calcaterra (Pallanuoto, 1994), Marco Galli (Pallanuoto, 1994 – alla memoria), Andrea Anastasi, Andrea Lucchetta, Marco Martinelli, Roberto Masciarelli (Pallavolo, 1990), Lorenzo Bernardi, Luca Cantagalli, Paolo Tofoli, Andrea Zorzi (Pallavolo, 1990 e 1994), Giacomo Giretto, Damiano Pippi (Pallavolo, 1994), Nicola Pietrangeli (Tennis, Roland Garros e Coppa Davis), Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Adriano Panatta e Antonio Zugarelli (Tennis, Coppa Davis 1976), Renato Molinari (Motonautica, 18 titoli Mondiali). Personalita’: Riccardo Agabio, Roberto Fabbricini, Raffaele Pagnozzi. Societa’ sportive: ASD Edera 1904, Atalanta Bergamasca Calcio Spa, Circolo Scherma Firenze Roberto Raggetti, Sci Club Capracotta, Rari Nantes Camogli ASD, La Gazzetta dello Sport. Palma d’Oro al merito tecnico: Kenac Gouadec (Sport del Ghiaccio, Short Track), Massimo Rinaldi – Dt -, Giovanni Luca Rulfi e Matteo Guadagnini (Sport Invernali, Sci Alpino), Cesare Pisoni – Dt -, Luca Pozzolini e Stefano Dalmasso (Sport Invernali, Snowboard), Angela Adamoli (Pallacanestro, Matteo Giunta (Nuoto), Andrea Coppola (Canottaggio), Ratko Rudic e Gianni Lonzi (Pallanuoto), Julio Velasco, Gian Paolo Montali e Paulo Roberto De Freitas, ‘Bebeto’ – alla memoria (Pallavolo). Premio al vincitore del Trofeo Coni 2017: Comitato Regionale CONI Piemonte. Sport paralimpici – Collare d’Oro al merito sportivo: Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal – atleta guida – (Sci Alpino, Gigante e Slalom), Fabrizio Cornegliani (Cronometro e prova in linea cat. H1), Luca Mazzone (Ciclismo, prova a Cronometro cat. H2), Federico Mestroni (Ciclismo, prova a Cronometro, cat. H3), Giorgio Farroni (Ciclismo, Prova in linea e prova a cronometro cat. T1), Michele Pittacolo (Ciclismo, Prova in linea cat. C4), Francesca Porcellato (Ciclismo, Prova in linea e cronometro cat. H3), Gabriel Esteban Farias (Canoa, 200 m cat. KL1), Sara Morganti (Sport Equestri, Individual test e freestyle grado I).
(ITALPRESS).
BELINELLI TRASCINA SPURS, VINCONO TORONTO E OKC
Marco Belinelli tira fuori la sua miglior prestazione stagionale e per San Antonio arriva la sesta vittoria nelle ultime sette gare. Continua la risalita degli Spurs, che superano 129-90 Orlando mandando sei giocatori in doppia cifra. Il top-scorer è LaMarcus Aldridge con 20 punti ma subito dietro c’è la guardia di San Giovanni in Persiceto: 18 punti in 17 minuti con 7/9 dal campo (4/6 da tre) oltre a due rimbalzi e tre assist ma anche due palle perse. San Antonio ora in zona play-off in una Western Conference dove Oklahoma City si conferma la seconda forza alle spalle dei Nuggets grazie al successo per 132-113 su Sacramento. Devastante George (43 punti), solita tripla doppia di Westbrook (19 punti, 11 rimbalzi e 17 assist) e Adams dominante sotto canestro (20 punti e 23 rimbalzi). Battuta d’arresto, la seconda in otto gare, per Golden State che, nonostante i 32 punti di Curry e i 30 di Durant, cede 108-103 contro Utah (20 punti Ingles, 17 punti, 15 rimbalzi e 4 stoppate Gobert). Lillard (24 punti di cui 15 nel terzo quarto) trascina Portland al successo su Memphis che vale l’aggancio ai Lakers ma respira aria di play-off anche Houston: 136-118 su Washington e settimo posto a Ovest. Nella quinta vittoria di fila dei Rockets il segno di Harden (35 punti) e il record di triple per una gara Nba (26 su 55 tentativi). A Est comanda sempre Toronto, che ferma a 7 gare la striscia positiva di Indiana: 99-96 per i Raptors che rimontano da -17 e mettono la freccia con la tripla di VanVleet a 25″ dalla sirena. Insegue Milwaukee, che la spunta per 123-115 su New Orleans (25 punti, 8 assist e 8 rimbalzi per Antetokounmpo) mentre torna a vincere Philadelphia. I Sixers, tre sconfitte nelle ultime 4 gare, travolgono New York 131-109 con 24 punti e 10 rimbalzi di Embiid, 20 punti di Butler e un Simmons da 13 punti, 11 rimbalzi e 10 assist. Boston deve fare i conti con l’ottimo momento di Phoenix, al quarto successo consecutivo (111-103, 25 punti di Booker e 23+18 di Ayton) mentre continua a portare fortuna ai Nets il gemellaggio a distanza con la Juventus: da allora solo vittorie, la settima arrivata nella notte a spese di Chicago (96-93) con 27 punti di Dinwiddie.
BELGIO GUIDA RANKING FIFA, ITALIA STABILE AL 18^ POSTO
Il Belgio si conferma al primo posto nell’ultimo ranking Fifa del 2018. I Diavoli Rossi guidano la classifica davanti alla Francia e al Brasile. Immutata comunque la Top Ten, che vede la Croazia quarta davanti a Inghilterra, Portogallo, Uruguay, Svizzera, Spagna e Danimarca. Resta stabile al 18esimo posto l’Italia di Mancini.
I Bleus, campioni del mondo in Russia, sono la nazionale che ha collezionato più punti nell’ultimo anno davanti a Uruguay e Kosovo, che da dicembre 2017 a oggi ha scalato ben 46 posizioni, attestandosi al 131esimo posto. L’Europa, nel complesso, è la Confederazione che vanta più squadre nella Top 50: 31, due in più rispetto a un anno fa. In crescita anche l’Asia, passata da due a tre squadre fra le prime 50 al mondo, male l’Africa che passa da 8 a 5. Questo l’ultimo ranking dell’anno:
1. Belgio 1727 punti (–)
2. Francia 1726 punti (–)
3. Brasile 1676 punti (–)
4. Croazia 1634 punti (–)
5. Inghilterra 1631 punti (–)
6. Portogallo 1614 punti (–)
7. Uruguay 1609 punti (–)
8. Svizzera 1599 punti (–)
9. Spagna 1591 punti (–)
10. Danimarca 1589 punti (–)
18. ITALIA 1539 punti (–)
(ITALPRESS).
GRAVINA “TORNEO TRA SCUOLE E ACCADEMIA FIGC”
“La mia idea è di ripristinare una sorta di Giochi della gioventù, tra tutti gli istituti d’Italia: la Federazione vuole essere uno dei soggetti di riferimento per organizzare un torneo nazionale tra tutte le scuole d’Italia e per far sì che alla fine dell’anno ci sia in una regione che individueremo per tempo, una sorta di finale play-off in cui vincerà un Istituto, e utilizzare i migliori giovani di questi Istituti per fare la prima accademia federale dei talenti che abbiano potenzialità da campione, ma soprattutto che siano bravi studenti”. Lo ha dichiarato all’ITALPRESS il presidente della Figc Gabriele Gravina, nel corso di un’intervista realizzata dal Direttore editoriale Italo Cucci. Il numero uno della Figc prende spunto dal monito spesso lanciato da Luciano Russi, già rettore dell’Università di Teramo, che ha aperto ad Atri il primo corso per diventare manager del calcio, e che ricordava che Figc significa ‘federazione italiana GIOCO calcio’. “E’ stato un grandissimo maestro, lo ricordo come un accademico che dava lezioni di vita e parlando del mondo del calcio credo che abbia lasciato una lezione importante. Denunciava costantemente un’involuzione del nostro mondo nel riscoprire puntualmente che in tutte le piazze d’Italia non c’erano più ragazzini che giocavano con il pallone”.
“C’era solo tecnica e tattica, luoghi altamente specializzati, ma si era persa la dimensione dell’agorà, delle piazze. I bambini non rincorrevano più il pallone, non tracciavano più le linee di una porta con i libri o con i loro vestiti. Abbiamo perso questa dimensione, paghiamo un prezzo molto alto sotto il profilo dell’educazione e della socializzazione. Grazie al lavoro del nostro settore giovanile e scolastico, ai rapporti con il Miur e con il ministro Bussetti, si sta riscoprendo la voglia di giocare” le parole di Gravina che ha lanciato l’idea di un campionato nazionale scolastico e dell’accademia federale”.
(ITALPRESS).
PETRUCCI “AZZURRI NBA SARANNO AI MONDIALI”
L’Italbasket maschile è con un piede ai Mondiali del prossimo anno, quella femminile ha staccato il pass per gli Europei. E’ stato un 2018 positivo per la Fip e lo stesso presidente Gianni Petrucci si mostra soddisfatto. “L’anno appena trascorso si chiude con un bilancio sufficiente – ha detto all’Italpress -. Le donne sono arrivate prime in una qualificazione centrata anche in altre occasioni, dove poi si usciva sempre ai quarti di finale per uno o due punti. Gli uomini sono vicini, ma non è ancora detta l’ultima parola, speriamo di vincere contro l’Ungheria ma certamente anche loro vorranno farlo. Poi abbiamo ancora un’altra gara con la Lituania, ma speriamo di arrivare sereni a questo match. Ci sono i presupposti per centrare questo obiettivo, manca solo un piccolo passo”. E il piccolo passo dovrebbe arrivare con l’anno nuovo, poi si preparerà l’esperienza mondiale, che manca da diversi anni all’Italia, potendo contare sui due big del basket italiano e cioè Marco Belinelli e Danilo Gallinari. “E’ naturale che ci saranno, la Nazionale vuole i migliori giocatori sul mercato. E due dei migliori giocano in Nba, ce ne sono tanti altri sia in Eurolega che in Italia, ed alla fine le convocazioni le fa il ct. Certamente Belinelli e Gallinari vogliono venire, lo so benissimo, vogliono vincere come dicono tutti quando indossano la maglia azzurra”.
Ed a proposito di Nazionale e di Mondiali, molto merito va al Ct Meo Sacchetti che recentemente Petrucci ha ammesso voler tenere “a vita” in quel ruolo. “Sono sichiarazioni che si fanno quando si stima una persona. Nelle mie esperienze di allenatori prima nel calcio e oggi nel basket posso dire di aver scelto prima l’uomo, poi il tecnico. Di allenatori ce ne sono tanti bravi, ma Sacchetti ha in più che sotto l’aspetto umano è straordinario, è un gran padre di famiglia e questo serve perchè si deve vivere bene con la Nazionale. Senza l’incubo dell’ultima spiaggia o della gara della vita. Sacchetti ci fa vivere bene le vigilie, alla fine vince, basti vedere che risultati sta ottenendo in campionato. Non solo io sono soddisfatto, ma tutto lo staff lo è” ha proseguito Petrucci. Dopo un periodo di diversi punti di vista, sembra essere tornato il sereno tra la Federazione e i club e la Lega. “Questo è un periodo davvero sereno. Sia la Lega di serie A che quella nazionale che quella femminile stanno lavorando bene, per cui oggi non ci sono criticità particolari. Speriamo che si concluda serenamente questo campionato, anche se oggi ci sono situazioni economiche del Paese che si riflettono anche sulle aziende anche se al momento le società stanno andando avanti”.
(ITALPRESS).
NASCE ATHLETICA VATICANA, PRIMA ASD PER SANTA SEDE
Un piccolo primo passo ma dall’altissimo valore simbolico. Sta per nascere Athletica Vaticana, la prima associazione sportiva dilettantistica della Santa Sede. “Una grande novità – racconta con orgoglio all’Agenzia Italpress Monsignor Melchor Sanchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura presieduto dal Cardinale Gianfranco Ravasi – Questo gruppo in realtà già esisteva come esiste in Vaticano un campionato di calcio ma ora ci sarà un’associazione che potrà tesserare i suoi membri, cosa che prima non era possibile”. La presentazione ufficiale è fissata per il 10 gennaio alle 11 nella sala stampa della Santa Sede, alla presenza del cardinale Ravasi – a cui è stata affidata Athletica Vaticana -, del presidente del Coni Giovanni Malagò e del numero uno del Cip, Luca Pancalli, in quanto la nuova associazione sta già collaborando con gli atleti con disabilità. Monsignor Sanchez precisa che non si può parlare di una vera e propria Federazione “ma assolverà di fatto le sue funzioni. Dal punto di vista pratico cambia poco o nulla ma dal punto di vista simbolico è davvero qualcosa di importante”.
La nuova associazione di atletica della Città del Vaticano spera di vedere i suoi tesserati prendere parte a un numero via via maggiore di manifestazioni. “Non avremo grandi atleti professionisti perchè i nostri tesserati sono i dipendenti delle amministrazioni vaticane, ma ci auguriamo che la loro partecipazione ai meeting minori diventi sempre più frequente, anche perchè alcuni di loro sono davvero forti”. “Alla maratona di Roma – ricorda il sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura – una guardia svizzera e un dipendente dei Musei Vaticani sono arrivati fra i primi 50 e una collega della farmacia vaticana ha vinto la mezza maratona di Vienna. E alla Roma Half Marathon Via Pacis la seconda e terza classificata hanno corso con la maglia dell’Athletica Vaticana”. La nascita di AV è comunque un primo passo verso la costituzione di altre associazioni sportive dilettantistiche. “Abbiamo aperto una strada, un canale che potrà essere usato da altre realtà, magari il calcio o il ciclismo che è molto popolare anche tra i dipendenti vaticani, o gli sport invernali”. E chissà che allora, in un futuro non poi così lontano, non nasca anche qualcosa di più.
“Tutte queste realtà sportive che nasceranno nel tempo potrebbero rappresentare l’embrione di un qualcosa simile a un Comitato olimpico – conferma Monsignor Sanchez – Per motivi tecnici non è possibile costituire un Comitato olimpico vero e proprio, servirebbe un certo numero di Federazioni che abbiano club e che organizzino attività sul proprio territorio e questo è impossibile in Vaticano, non ci sono gli estremi”. Ma la Santa Sede guarda oltre e all’orizzonte potrebbe esserci un accordo col Cio per il riconoscimento di queste realtà. “La nostra presenza nel mondo dello sport non è di tipo competitivo o agonistico ma di natura spirituale e morale – chiosa Monsignor Sanchez – Vogliamo trasmettere il messaggio della Chiesa e del Vangelo ma non più dall’esterno quanto dall’interno, facendo parte di quelli che fanno sport”.
MALAGO’ “MONDO SPORT CONTRARIO A RIFORMA”
Trattativa a oltranza, senza demordere. Perché, nonostante il Governo abbia finora negato qualunque minima correzione alla discussa riforma del Comitato olimpico nazionale italiano, Giovanni Malagò crede ancora che “ci sia un punto di ricaduta accettabile, dignitoso”. Seduto nella Sala delle Fiaccole, a Palazzo H, nell’intervista esclusiva concessa all’agenzia ITALPRESS, il presidente del Coni ribadisce con sincerità di essere ancora “molto amareggiato” per la rivoluzione del mondo dello sport inserita dal Governo in Finanziaria, un sentimento che è riuscito persino a oscurare la felicità per la recente nomina a membro del Comitato olimpico internazionale. Ma la comprensibile amarezza non ha scoraggiato Malagò, deciso a lottare sino alla fine per difendere le istanze dello sport italiano. “Ho incontrato circa 300 stakeholders del nostro mondo negli ultimi dieci giorni e mercoledì ho fatto una riunione con i delegati provinciali, i veri interlocutori della piazza: sono tutti contrarissimi alla riforma”.
“Qualche federazione è d’accordo con il Governo? Si contano sulla punta delle dita e anche chi è incline ad accettare la nuova idea non ha capito come sarà applicata. Perché non è possibile capirlo finché non ci sarà il decreto attuativo. A quel punto faremo la conta all’interno nel nostro mondo”, dice Malagò spiegando poi nel dettaglio quelle che, a suo avviso, sono le incongruenze della riforma inserita a sorpresa (perché nel contratto tra Lega e M5S le indicazioni sullo sport erano differenti) nella legge di Bilancio: “In alcuni Paesi c’è un intervento del Governo nella ripartizione delle risorse alle federazioni, ma avviene tramite un ministero dello Sport e non attraverso una società per azioni partecipata. L’unico caso simile può essere quello della Gran Bretagna, ma attenzione: lì, come in tanti altri Paesi, la pratica sportiva nasce nelle scuole, mentre in Italia è il Coni a promuovere lo sport con l’associazionismo e con i volontari. Ecco perché i modelli stranieri non sono replicabili in Italia, non hanno senso”. Alcune federazioni importanti hanno chiesto più volte a Malagò di “non fare la guerra all’esecutivo”: tra queste c’è la Federbasket dell’ex presidente del Coni, Gianni Petrucci, che ha ribadito il concetto nell’intervista concessa all’Italpress.

“Ma io parlo tutti i giorni col Governo – ha sottolineato Malagò – perché saremmo dei pazzi a fare la guerra all’esecutivo. Una cosa però è non fare la guerra, un’altra è accettare e condividere cose che non sono comprensibili e neppure logiche. Ho un impegno con i sottosegretari Giorgetti e Valente, aspetterò a esprimere opinioni e considerazioni finché non ci sarà un testo finale. Stiamo dialogando, loro sanno benissimo quali sono le possibili ricadute della riforma: fin quando non si vota la fiducia in Parlamento, stiamo cercando di fare una cosa più in linea con le istanze del mondo dello sport”. Sullo sfondo, quasi in secondo piano, travolta dall’attualità della politica interna, resta la candidatura di Milano-Cortina per ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026. Un’occasione importante per l’Italia, voluta fortemente da Malagò, che aveva dovuto rinunciare suo malgrado al sogno di Roma2024 per il passo indietro fatto dall’amministrazione comunale capitolina. A fronteggiare il nostro Paese, stavolta, è rimasta solo Stoccolma, peraltro alle prese con una situazione politica nazionale totalmente incerta dopo le elezioni della scorsa estate.
“Non penso che siamo in testa, ma possiamo giocarcela alla pari”, spiega Malagò rimarcando però un rischio legato agli effetti della rivoluzione voluta dal Governo: “In questo momento la nostra candidatura è forte perché abbiamo una squadra forte. Ma un pezzo di questa squadra è stato messo in discussione. È come se, dopo alcune partite di campionato, la rosa venga all’improvviso indebolita: il rischio c’è ed è grande”. E di certo, dopo i ritiri di Roma2020 e Roma2024, l’Italia non avrebbe bisogno di un’altra delusione olimpica.
(ITALPRESS).










