Un Danilo Gallinari ‘monumentale’ trascina alla vittoria i Los Angeles Clippers nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Sul parquet casalingo dello Staples Center, la trentenne ala di Sant’Angelo Lodigiano firma il suo record stagionale di punti e con la maglia dei Clippers (32), permettendo al quintetto californiano di superare i Dallas Mavericks per 125-121. Nei 32 minuti di impiego, l’azzurro finisce a referto anche con 6 rimbalzi e 4 assist, finendo per assurgere al ruolo di grande protagonista della serata e per assicurarsi il duello con il suo ‘dirimpettaio’ Luka Doncic, anch’egli a quota 32 punti. Nell’altro match disputatosi, affermazione interna di Miami Heat, che batte in volata Houston Rockets per 101-99 nonostante i 35 punti realizzati da James Harden, unica nota lieta per il quintetto texano che perde ancora per infortunio Chris Paul.
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GALLINARI SHOW, 32 PUNTI E VITTORIA DEI CLIPPERS
ALLEGRI “ROMA FORTE, SERVE GRANDE PARTITA”
La Juventus non deve abbassare la guardia fino al termine del girone di andata, poi ci sarà tempo anche per un po’ di vacanza. È questo il credo di Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida con i giallorossi di mister Di Francesco. “La Roma è una squadra tecnicamente molto valida, insieme alla Juventus è l’unica rimasta in Champions, a livello di classifica tutti si aspettavano la Roma in un’altra zona, ma domani è sempre Juventus-Roma – ha detto il tecnico in conferenza stampa all’Allianz Stadium di Torino -. Noi non possiamo permetterci di sottovalutare nessuna partita anche perché la classifica in questo momento è falsa. Quella vera sarà quella del 29 dicembre alla fine del girone di andata. Tra l’altro i ragazzi hanno fatto una bella settimana, domani bisognerà aggredire la partita sapendo che sarà difficile contro giocatori che tecnicamente possono risolverla in qualsiasi momento e possono creare problemi se non hai l’impatto giusto. Domani non possiamo sbagliare”. Sulla graticola sul fronte capitolino è finito anche il tecnico Eusebio Di Francesco, assolto da Allegri.
“Le qualità come allenatore non si discutono, è uno dei più giovani che ha fatto bene – ha aggiunto -. Ha portato la Roma in semifinale di Champions, la scorsa stagione è arrivata in lotta per il secondo posto con il Napoli in campionato. Tutti gli allenatori vengono messi in discussione se non hanno risultati, ma ha tutte le caratteristiche per fare una buona stagione con la Roma anche perché quest’anno la quota Champions balla tra i 62 e i 65 punti”. A proposito di quote, quella scudetto per Allegri non è altissima: “Al momento dipende a quanto gira al Napoli. Io credo che quest’anno si aggiri intorno agli 87-88, massimo 90”. Tornando a Juventus-Roma di domani, è sicura la presenza di Cristiano Ronaldo: “Domani gioca”, ha chiarito Allegri che ha poi dato altre indicazioni di formazione a cominciare dalla difesa: “Chiellini sicuro, l’altro difensore devo ancora deciderlo. Ho visto ieri i dati dei minuti giocati, Bonucci fa spavento perché ha giocato 1800 minuti, però stanno tutti bene”. E a proposito di Chiellini, senza di lui in campo la Juventus perde certezze a livello difensivo: “Giorgio è cresciuto molto sia come difensore sia come personalità – ha spiegato l’allenatore -. La fascia di capitano l’ha più responsabilizzato e più tranquillizzato. Poi la Juventus ha Bonucci, Benatia, Rugani e Barzagli. È un reparto difensivo tra i migliori”.
Sugli esterni domani “Ci saranno De Sciglio e Alex Sandro” anche perché “Cancelo sta facendo riabilitazione, mentre Cuadrado è in Germania e stanno valutando se fare una terapia conservativa o se operare”. C’è l’alternativa Spinazzola che “sta molto bene” e sull’ipotesi di un suo prestito a gennaio Allegri ha spiegato che “molto dipenderà da Cuadrado”. Una certezza è invece Alex Sandro che dopo la passata stagione non convincente ha ritrovato certezze e ha appena firmato il rinnovo contrattuale con i bianconeri: “Cos’ha patito la passata stagione? Magari le situazioni di mercato… Ha avuto un momento di destabilizzazione, si è tranquillizzato ed è tornato a essere un giocatore importante. Sono contento che abbia rinnovato perché giocatori come lui sono difficili da trovare”. Per domani, a centrocampo “rientra Khedira che sta abbastanza bene e poi rientra Bentancur. Al momento ho cinque giocatori che posso far ruotare”. Di sicuro giocherà Pjanic: “Non riposa anche perché è un giocatore per caratteristiche unico – ha aggiunto il tecnico -. È diventato bravo a fare il regista e ha velocità di passaggio che altri al momento non hanno. Bentancur ed Emre non hanno ancora i ritmi per gestire la palla come fa lui”.
Ieri sera c’è stata la festa di Natale della Juventus e Allegri ha detto di non essersi scambiato con il presidente la lettera da mandare a Babbo Natale in chiave mercato per il futuro: “Ci siamo fatti gli auguri, al momento la squadra è ultra competitiva e per ora bisogna continuare a lavorare e fare risultati. Poi dopo, insieme alla società, parleremo e valuteremo”. A proposito di mercato, ieri in visita alla Continassa è arrivato l’ex dg Luciano Moggi che da tempo sostiene di un Allegri prossimo allenatore del Real Madrid: “L’ho incrociato, ci siamo fatti gli auguri ma non ne abbiamo assolutamente parlato”, ha risposto l’allenatore livornese che sull’altro fronte di Madrid, quello dell’Atletico negli ottavi di Champions, garantisce che non ci sarà alcun picco di condizione in vista della sfida con i Colchoneros: “Non cambia niente, per arrivare in fondo alla Champions bisogna affrontarle tutte. Abbiamo il vantaggio di giocare la prima fuori”.
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ANCELOTTI “PENSO ALLA SPAL, NON A DIFFIDE E INTER”
“Il Natale è un momento importante per tutti, cercheremo di combinare l’aspetto lavorativo con quello festivo, ci alleneremo a Natale, ma il pranzo lo faremo ognuno nelle proprie case”. Così il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, alla vigilia del match casalingo contro la Spal e in vista dei tre impegni da qui alla fine del 2018. “E’ una bella novità per il calcio italiano, in Inghilterra la gente approfitta del boxing day per andare allo stadio rilassata, speriamo sia così anche qui da noi”, ha aggiunto l’allenatore degli azzurri. “Il Natale dà emozioni ovunque, la cosa sorprendente per me è viverlo con 20 gradi e non con la neve o la nebbia, qui si può pranzare in terrazza a Natale”.
Spazio alle prossime sfide. “Insigne e Koulibaly fuori perché diffidati? No, assolutamente. Non far giocare uno in diffida, significa tenerlo fuori due partite e non ha senso perchè le partite che ci aspettano sono tutte importanti e noi vogliamo fare più punti possibili”. Dice Carlo Ancelotti alla vigilia del match di domani contro la Spal che precede quella del 26 contro l’Inter. “Domani affrontiamo una squadra che gioca un buon calcio con un atteggiamento propositivo, all’Inter penseremo dopo la Spal – assicura Ancelotti -. Abbiamo recuperato anche Mario Rui, sono tutti a disposizione tranne Allan che ha un problema alla schiena, ha avuto il classico colpo della strega, ma contro l’Inter ci sarà”.
Sta per riaprire ufficialmente il mercato, ma Ancelotti ci mette pochi minuti per archiviare ogni discorso. “Sono molto sincero e molto schietto, non arriverà nessuno, come ho detto tante volte la rosa mi soddisfa così, è molto competitiva, un arrivo potrebbe comportare problemi di gestione, una cessione un indebolimento dell’organico, non cambierà nulla a meno che qualcuno non si incateni a Castelvolturno per chiedere la cessione, ma mi sembrano tutti più o meno contenti di essere in questa squadra, la gestione dell’organico è molto semplice”.
E’ tornato in Italia nove anni dopo un lungo giro d’Europa che lo ha portato a vivere (e a vincere) in Inghilterra, Francia, Spagna e Germania e adesso Carlo Ancelotti si sta godendo Napoli e un calcio, quello tricolore, che trova migliorato. “Vedo maggiore partecipazione negli stadi, non vedo grosso polemiche, credo che la Var abbia aiutato, anche se ha bisogno di miglioramenti, ma in generale vedo un calcio italiano in salute – ha spiegato il tecnico degli azzurri -. Se noi e l’Inter fossimo riusciti ad arrivare agli ottavi di Champions avrebbero parlato tutti di un calcio italiano in grande ripresa, secondo me lo siamo comunque, anche se in due siamo usciti dalla Champions possiamo competere in Europa League e sono sicuro che ci faremo valere in entrambe le competizioni. Inoltre a livello ambientale le cose stanno migliorando, mi riferisco a cori, insulti e offese. Da questo punto di vista credo che la Federazione, nella persona del presidente Gravina, abbia fatto discorsi molto seri e precisi e penso che anche per questo le cose stiano migliorando”.
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SCHERMA ITALIANA LEADER, SCARSO “IL LAVORO PAGA”
Un anno di successi, fra Europei, Mondiali e Coppa del Mondo. Ma davanti ancora tante sfide, in un 2019 che farà da prologo all’appuntamento più atteso, le Olimpiadi di Tokyo, con mamme all’arrembaggio e atlete di punta chiamate a scegliere su quale arma puntare per salire sul podio. Giorgio Scarso, presidente della Federscherma, non poteva chiedere di più all’anno che sta volgendo al termine. “Possiamo dirci assolutamente soddisfatti – confessa in un’intervista all’Agenzia Italpress – A tutti i livelli c’è stata un’affermazione dei colori italiani: basti pensare che a Parigi, per la premiazione dei vincitori in Coppa del Mondo, il 34% dei riconoscimenti è andato ai nostri atleti”. Ma quella è solo la punta dell’iceberg. “Ai Mondiali in Cina abbiamo vinto medagliere e coppa per Nazioni, idem ai Mondiali giovanili che abbiamo organizzato a Verona e anche ai campionati del Mediterraneo al Cairo i nostri colori si sono affermati. E poi ci sono anche i tanti successi in Coppa del Mondo under 20 che ci fanno ben sperare per il futuro, come soprattutto l’aumento del numero di atleti che partecipa all’attività nazionale”. Si può guardare avanti con ottimismo, anzi, “con realismo alla luce dei risultati che ogni giorno raccogliamo nelle gare a livello giovanile, coscienti che il lavoro paga”. Ma l’immediato futuro si chiama 2019. “Avremo le qualificazioni olimpiche e tutta una serie di appuntamenti in Coppa del Mondo, poi gli Europei a Stoccarda, i Mondiali a Budapest e i campionati del Mediterraneo che organizzeremo a Cagliari: la Fis – sottolinea Scarso – è impegnata a tutto tondo nella promozione, diffusione e crescita tecnica dei nostri atleti. E poi non dimentichiamo l’appuntamento di Palermo”, il riferimento agli Assoluti di giugno che per la prima volta si svolgeranno nel capoluogo siciliano.
Fra le protagoniste annunciate Elisa Di Francisca e Martina Batini, subito vincenti al rientro dalla maternità. “Ma questa è una peculiarità tipica della scherma – rivendica con orgoglio il presidente della Fis – La Vezzali che a Lipsia, a 4 mesi dalla maternità, vinse nel 2005 il Mondiale ha fatto storia. Batini e Di Francisca non sono da meno ed è questa la cosa bella del nostro sport. La scherma consente agli atleti di affermarsi a livello agonistico ma anche di avere una vita normale, perchè non sono macchine ma diventano mamme, papà e poi tornano in pedana. E’ un messaggio molto bello, il nostro non è uno sport asettico, che ama la performance a tutti i costi, senza supportare gli aspetti veramente importanti della vita. La scherma sa coniugare la vita privata con momenti agonistici di altissimo profilo”. Entro il 31 marzo, invece, Arianna Errigo dovrà scegliere con quale arma, fra sciabola e fioretto, andare a caccia di un posto a Tokyo. “Le abbiamo dato uno spazio di tempo per decidere cosa intende fare, come Fis non vogliamo imporre niente a nessuno ma chiediamo che ci sia razionalità nelle scelte – sottolinea ancora Scarso – La sua è una sfida che può affascinare ma, per la nostra esperienza, non è pensabile di poter aspirare a una doppia qualificazione olimpica, è una scommessa che non intendiamo portare avanti. Prenderemo atto della sua scelta e la rispetteremo ma la qualificazione olimpica avviene a squadre e una squadra ha bisogno di coesione e certezza e un’atleta che vuole immaginare di essere un punto di riferimento di due squadre è qualcosa di difficile e complesso”. Da Scarso, infine, una battuta sulla riforma del Coni che sta portando avanti il governo. “Più che una riforma, è uno spogliare il Coni – chiosa il presidente Fis – Come movimento avremmo preferito una condivisione del progetto, un tavolo di concertazione per smussare gli angoli e che avrebbe consentito al mondo dello sport di essere attore di questa riforma mentre invece la stiamo subendo. Mi auguro che il clima si rassereni e si trovino tempi e modi per far sì che questo nuovo modo di gestire lo sport sia vissuto come un passaggio condiviso e non come un’imposizione”.
DI FRANCESCO “CR7 PERICOLO N. 1, SPERO NON GIOCHI”
“Le possibilità più grandi le abbiamo con Dzeko, che oggi farà la rifinitura: valuteremo se portarlo in panchina. È un giocatore che viene da più di venti giorni di sosta ed è impossibile utilizzarlo dal primo minuto. Quasi sicuramente sarà tra i convocati. Abbiamo delle speranze con De Rossi: valutiamo le sue condizioni giorno per giorno. Per gli altri non c’è nulla da fare”. Eusebio Di Francesco avrà gli uomini contati anche per la sfida di domani allo Stadium contro la Juventus, dove non ci saranno sicuramente El Shaarawy e Lorenzo Pellegrini e dove sia Perotti che Pastore partiranno tra le riserve. C’è il rebus della punta centrale, che vede un ballottaggio a tre tra Kluivert, Schick e Under, quest’ultimo da valutare per un problema accusato nei giorni scorsi. “La Juventus ha dimostrato di essere la più forte di tutte, non solo quest’anno – spiega il tecnico della Roma in conferenza stampa – Negli anni ha acquisito una grandissima mentalità e si è sempre rinforzata. Non sarà una partita facile perché la Roma non ha mai fatto risultati negli ultimi anni. Magari nel momento peggiore tireremo fuori la prestazione. Allegri ha detto che questa è una partita da far bene tecnicamente, fisicamente e mentalmente: è vero, sono queste le caratteristiche imprescindibili per poter fare una gran gara”. Tanti, troppi i punti di distacco tra la capolista e i capitolini: “Loro non mi meravigliano, forse siamo mancati noi come classifica, legata a tante situazioni: in alcune partite abbiamo buttato dei punti, è più demerito nostro. La Juventus spesso cambia interpreti e ha sempre giocatori di altissimo profilo, pronti, preparati e di livello. Non mi sorprende la sua classifica, noi invece sappiamo che dobbiamo fare molto molto meglio”. Domani, ovviamente, l’impegno sarà quasi proibitivo: “Il loro stadio influenza molto come clima. Quando sono entrato nello spogliatoio con il Sassuolo per la prima volta ho notato che ti fanno vedere sui muri tutte le coppe che hanno vinto: ma un conto è il Sassuolo e un altro è la Roma. Dobbiamo essere bravi a cancellare tutte le situazioni negative che aleggiano intorno alla squadra e concentrarsi su questa gara per far risultato, che sarebbe anche storico”. Dopo l’incontro a Boston tra Monchi e Pallotta ‘DiFra’ non si sente particolarmente rassicurato: “Tutte le mattine, quando mi sveglio, mi sento in discussione. Quando vedo che le cose non girano come vorresti ti fai domande e cerchi le soluzioni giuste. Dobbiamo guardare avanti e cercare di fare meglio. Nel calcio l’allenatore come responsabilità è sempre davanti a tutti”. Da Boston non è arrivata qualche notizia di mercato: “È inevitabile che qualcosa questa squadra dovrà fare, ma io non ho nemmeno chiesto di mercato a Monchi. Abbiamo parlato di quello che bisogna fare in questo omento e arrivare al 29 con più punti possibili. Per forza di cosa è inevitabile che questa squadra debba fare qualcosa. Non possiamo non muoverci”. Cosa prenderebbe a modello o a esempio dalla Juventus è presto detto: “In questi anni la Juve ha costruito tanto, ha dimostrato mentalità, vincere aiuta a vincere. Loro sono differenti solo da noi, ma da tutte le società in Italia. E lo dimostrano sia in campo sia fuori. Ronaldo? È il pericolo numero uno, ha le capacità di un fuoriclasse che tira sempre fuori dal cilindro colpi fenomenali. Si fa fatica a sostituire calciatori così e preferirei che domani stesse fuori”. Pallotta ha fatto un richiamo al massimo impegno nella Roma e De Rossi ha ammesso come alcuni addii di calciatori siano stati difficili da assimilare: “Il fatto che il capitano ne abbia parlato vuol dire che la situazione si è appianata. Lasciamo il passato indietro, cerchiamo di vivere le situazioni del presente. È un errore generale nel gruppo che è stato fatto ed è positivo sia stato assimilato. Per quanto riguarda l’impegno di Pallotta, è un concetto che giro a tutto l’ambiente di Trigoria. E noi, che siamo i principali artefici, dobbiamo dare qualcosa in più. La Champions non è tanto distante e noi abbiamo centrato la qualificazione: serve far meglio in campionato per stare dove meritiamo di essere”. Di Francesco, infine, chiede ai suoi di prendere a modello proprio alcuni protagonisti della epopea bianconera: “Inizialmente basterebbe non perderla la palla, serve tenerla e gestirla meglio: a rincorrere si fa più fatica. Come esempio prenderei a esempio un giocatore come Madzukic, che contro il Torino stava difendendo in area di rigore. Dobbiamo prendere esempio da certi attaccanti. Per giocare ad alti livelli e vincere bisogna saper fare anche questo”.
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MICCICHÈ “CON NUOVO AD ALTRO RILANCIO PER SERIE A”
Più autorevolezza ed efficienza e meno litigiosità. Sono questi i principali risultati ottenuti dalla Lega Serie A nei primi sei mesi di presidenza Micciché. Il manager di origine siciliana, chiamato dal presidente del Coni Giovanni Malagò a prendere in mano la “Confindustria del calcio italiano” dopo un breve periodo di commissariamento, non solo è riuscito ad ottenere l’unanime fiducia dei 20 litigiosissimi presidenti della massima serie, ma con mano ferma e massima attenzione nei confronti di tutti, grazie all’elezione di Luigi De Siervo nel ruolo di amministratore delegato, ha portato praticamente a termine (manca solo l’elezione di due consiglieri di Lega) anche la riforma della governance. Nel corso di un’intervista esclusiva all’Agenzia Italpress, Gaetano Micciché ha voluto trecciare un primo bilancio della sua esperienza negli uffici di via Rosellini. “Il mio bilancio in questi primi sei mesi alla guida della Lega Serie A è certamente positivo, nel senso che mi sembra che la serie A in questa stagione abbia avuto un rilancio importante sia dal punto di vista di competitività complessiva che da un punto di vista di interlocuzione con tutti gli altri interlocutori sociali e sportivi sia nazionali che internazionali” ha spiegato il presidente della Lega Serie A. “Ieri si è anche raggiunto anche un altro importante traguardo che è quello della nomina del nuovo amministratore delegato – ha aggiunto -, che consentirà nel 2019 di partire con la nuova organizzazione della Lega e per renderla ancor più capace di rispondere alle iniziative degli azionisti, dei tifosi e di tutti gli stakeholders”. Tra i principali risultati ottenuti in questi primi sei mesi di Lega targata Micciché, la cessione dei diritti televisivi per il triennio 2018/2021 con introiti in linea con le previsioni.
“Il risultato di quest’anno è stato più che soddisfacente, anche in considerazione del fatto che la Lega A è stata commissariata fino al 29 maggio e questo presuppone che ci siano dei temi organizzativi e delle inefficienze da risolvere, oltre ad alcune modifiche dell’offerta, perché alcuni player importanti che nel passato avevano svolto ruoli determinanti nell’acquisto dei diritti televisivi come Rai o Mediaset quest’anno non hanno partecipato completamente o hanno partecipato in parte – ha detto Micciché -. Tra Italia e estero siamo oltre a 1,3 miliardi di incassi l’anno per i prossimi tre anni, ma questo può essere considerato un punto di partenza rispetto a quello che si potrà fare in maniera più vivace negli anni a venire”. Non c’è dubbio che in questo ultimo semestre la Lega abbia vissuto un periodo meno litigioso e più produttivo del solito, ma Micciché non vuole prendersene il merito: “C’è in Lega una situazione singolare con 20 azionisti diversi, ciascuno con un voto, quindi non c’è dubbio che ci sia una dialettica vivace e che all’interno di questi 20 azionisti ci siano squadre con storie, fatturati, tifoserie e audience diverse. Mettere a fattor comune gli interessi di tutti non è semplice. Io non ho fatto nulla di particolare, ho solamente discusso con tutti, ho cercato di affrontare in maniera serena l’interesse generale perché sono sempre convinto che se si raggiunge un buon risultato per l’intera azienda, poi a cascata i benefici vanno a finire a tutti. E’ stato importante eliminare qualsiasi ipotesi di reciproca diffidenza. Questo era il mio obiettivo fin dall’inizio e credo che l’abbiamo raggiunto, se è vero che tutte le delibere prese in Consiglio d’Amministrazione sono state prese all’unanimità e spesso lo stesso è successo a livello assembleare”. Per il futuro, oltre ad auspicare un successo finale per le squadre italiane impegnate a livello di competizioni europee, Gaetano Micciché vorrebbe che, sia a livello governativo che soprattutto in tema di elezioni federali, venga riconosciuto il ruolo fondamentale della Serie A per l’intero movimento.
“Non sono d’accordo sul fatto che la Serie A abbia un peso solo del 12% nel processo di elezione del presidente federale perché tutto il mondo del calcio si basa sul nostro campionato, sui suoi proventi, sull’immagine delle grandi squadre e dei grandi calciatori, pur con tutto il rispetto per le altre serie – ha concluso Micciché -. E’ abbastanza singolare che chi di fatto ha un ruolo prevalente poi abbia una rappresentatività così bassa. Mi auguro che tra le tante riforme cui si metterà mano, si tocchi anche questo argomento”.
SAN ANTONIO AVANTI TUTTA, 17 PUNTI PER BELINELLI
San Antonio non si ferma più: 124-98 contro Minnesota, con la miglior prestazione stagionale dall’arco (19 triple), 36 assist e la settima vittoria nelle ultime otto gare. Coach Popovich sembra aver ritrovato la formula giusta in fase difensiva (rivali sotto i 100 punti per la settima gara di fila) ma anche in attacco gli Spurs sanno fare male: solo i Bucks nel 1972 erano riusciti a inanellare cinque vittorie consecutive con margini superiori ai 25 punti. Simbolo di questo nuovo corso Bryn Forbes, 22 punti, ma anche Marco Belinelli, che dopo i 18 punti a Orlando, ne rifila 17 (1/2 da due, 5/9 da tre) ai Wolves in 26′, collezionando anche 6 rimbalzi, due assist, una palla recuperata e due perse. In doppia cifra anche Bertans (15 punti), per Minnesota (sesto ko in sette gare) 15 punti di Wiggins e 13 per Towns e Covington. San Antonio è ora settima a Ovest, dietro Portland che crolla contro Utah (120-90, 24 punti e 8 assist per Rubio) mentre più avanti ci sono i Lakers, oggi quarta forza della Conference. Ritorno al successo per i gialloviola nel segno di LeBron James: 112-104 su New Orleans e tripla doppia (22 punti, 14 assist e 12 rimbalzi) per il Prescelto, la 76esima della carriera. Lo Staples Center sta diventando il punto di forza del quintetto di coach Walton (sesto successo interno di fila), dove si mettono in luce anche Kuzma (23 punti) e Zubac (16 punti e 11 rimbalzi). Terzo ko in altrettante gare per i Pelicans, nonostante 30 punti e 20 rimbalzi di Anthony Davis.
A Est continua il duello a distanza fra Toronto e Milwaukee. Nonostante alcune assenze pesanti (Lowry, Ibaka e Green), i Raptors superano 126-110 Cleveland trascinati da Kawhi Leonard, che eguaglia la sua miglior prestazione stagionale con 37 punti, mentre i Bucks vanno a imporsi al TD Garden: 120-107 su Boston firmato da Antetokounmpo (30 punti) e Middleton (21 punti e 9 rimbalzi). Terzo incomodo è Indiana, che interrompe a 7 gare la striscia positiva di Brooklyn: 114-106 per i Pacers dove Oladipo sigla 14 dei suoi 26 punti nell’ultimo quarto.
PRIMA GIOIA PERATHONER, MOIOLI RITROVA IL PODIO
E’ grande Italia nello snowboardcross a Cervinia, con Emanuel Perathoner che trionfa fra gli uomini mentre Michela Moioli sale sul podio nella finale femminile.
Si era capito sin dal mattino che Perathoner potesse avere in serbo una magia. E alla fine l’ha tirata fuori. A 32 anni l’azzurro conquista il primo trionfo in carriera in Coppa del mondo vincendo la seconda gara consecutiva di snowboardcross disputata a Cervinia. Era stato il migliore degli italiani nelle qualificazioni del giovedì centrando il nono tempo, poi in gara, ieri, solo una caduta l’aveva estromesso dai giochi ai quarti di finale.Ma era chiaro che la sua condizione fosse splendida e ventiquattro ore dopo l’ha dimostrato. Nella prima batteria a cinque disputata al posto delle qualificazioni (cancellate dagli organizzatori), è partito terzo, poi ha vinto. Agli ottavi è partito ultimo, al secondo intermedio era quinto, poi ne ha sorpassati quattro in un colpo solo e ha chiuso ancora davanti a tutti. Ai quarti ha fatto lo stesso: prima ultimo, poi quinto, infine terzo, che era il piazzamento che serviva, nella stessa heat di Omar Visintin, primo al traguardo. In semifinale non si è smentito. La partenza non è il suo forte, la strategia sì: sesto, quarto, secondo, infine primo, stavolta davanti al tedesco Konstantin Schad che nel turno precdeente gli era finito davanti. La finale è stata un autentico capolavoro: ultimo al secondo intermedio dopo una partenza stavolta leggermente migliore, Perathoner era quarto dietro Schad, Noerl e Pullin al penultimo rilevamento. Ma alla fine è stato lui a mettere i propri sci davanti a tutti, con lo statunitense Jake Vedder secondo e Martin Noerl, il vincitore di venerdì unico a confermarsi nella Big Final rispetto a 24 ore prima, ancora sul podio. Omar Visintin chiude nono grazie al terzo posto nella Small Final, sono usciti agli ottavi Fabio Cordi, Michele Godino e Lorenzo Sommariva, non hanno superato il primo turno gli altri azzurri in gara, Tommaso Leoni, Matteo Menconi, Filippo Ferrari, Thomas Belingheri e Stefano Bendotti.
Primo podio stagionale, il 22esimo in carriera, invece per Michela Moioli, che si piazza terza dietro Eva Samkova e Lindsey Jacobellis. Dopo l’eliminazione ai quarti di venerdì, dovuta a una caduta provocata da un eccesso di generosità, la bergamasca oro a PyeongChang ha subito ripreso il suo posto nel gotha della specialità. La Moioli ha provato a prendere subito il comando, poi ha subito il sorpasso di Samkova e Jacobellis che hanno invertito le posizioni di 24 ore prima, con la ceca che ha trionfato e la statunitense che si è dovuta accontentare del piazzamento d’onore. L’azzurra, invece, non ha più mollato la terza posizione dimostrando una straordinaria forza di volontà. Una bella soddisfazione dopo un avvio di stagione travagliato a causa dell’infortunio al menisco che l’ha costretta a subire un intervento chiurgico a inizio ottobre. Tra le altre azzurre finisce ancora nella top ten Sofia Belingheri, ottava come ieri grazie al secondo posto nella Small Final dietro la canadese Odine.
Il prossimo appuntamento con la Coppa del mondo di snowboardcross in programma è a Feldberg, dall’8 al 10 febbraio.










