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ALTRO CAPOLAVORO PARIS, BIS IN SUPER-G A BORMIO

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Un capolavoro per mettere fine a una maledizione. Dominik Paris vive il suo weekend perfetto a Bormio e dopo il trionfo in discesa concede il bis anche in supergigante, specialità che tornava sulla Stelvio dopo dieci anni. E dove l’Italia era riuscita a salire sul podio solo in un’occasione, nel lontano 1995, quando Peter Runggaldier e Werner Perathoner si piazzarono alle spalle di Kroell. Un tabù infranto da un Paris in stato di grazia, che dopo una partenza un po’ a rilento innesta la quinta, perde qualcosa nel tratto centrale e poi accelera di nuovo sullo schuss finale, soprattutto dopo il salto di San Pietro, recuperando 34 centesimi a Matthias Mayer. “Due giorni fantastici, non ho parole – è quasi incredulo al traguardo il 29enne carabiniere meranese, davanti all’austriaco per un solo centesimo – E’ un sogno fare due vittorie di fila in un weekend”. E così, su quella pista che lo aveva visto salire sul gradino più alto del podio già in tre occasioni ma sempre in discesa, Paris fa risuonare per il secondo giorno consecutivo l’inno italiano. “Oggi era ancora più difficile – aggiunge l’azzurro – La partenza non era male, ho sbagliato un attimo e non ho fatto un gran tempo, poi ho iniziato a dare il massimo, ho preso più confidenza”. Paris, che si era presentato a Bormio con due podi alle spalle (terzo in discesa a Lake Louise e in super-G a Beaver Creek) ma reduce dalla doppia delusione in Val Gardena, ammette che “due giorni così non me li aspettavo ma è girato tutto bene. Questa è una pista dove si vede lo sciatore completo, forte tecnicamente e tatticamente, che non può permettersi di mollare”. Se c’era un superG che Paris poteva vincere, di sicuro era questo, perché come il giorno prima si scendeva a oltre 130 all’ora e il tracciato si addiceva perfettamente alle sue caratteristiche. Il carabiniere meranese conquista così la sua undicesima vittoria in carriera, agganciando Giorgio Rocca e superando invece per numero di podi (26) Max Blardone. Paris, inoltre, risale fino al quinto posto della classifica generale che vede sempre al comando Marcel Hirscher davanti a Max Franz (620 punti contro 408), oggi quinto. In quella di specialità, invece, Svindal (solo 17^) conserva il primato davanti a Mauro Caviezel, con Matthias Mayer terzo. L’austriaco, oro a Pyeongchang in super-G, centra sulla Stelvio il suo primo podio stagionale anche se l’amaro in bocca resta: perdere per un solo centesimo brucia “ma il terreno era mosso e non sono riuscito a tenere la linea ideale”, il rammarico di Mayer. A completare il podio c’è Aleksander Aamodt Kilde, sceso subito dopo Paris e capace di far meglio dell’azzurro fino al tratto finale, dove perde tanto fino a chiudere terzo, come a Beaver Creek. In una gara a lungo interrotta per la brutta caduta del norvegese Stian Saugestad, trasportato via in elicottero, manca l’acuto di Christof Innerhofer, ieri secondo alle spalle di Paris. Il 34enne delle Fiamme Gialle non riesce a ripetersi e due errori gli sono fatali. “Sono dispiaciuto, c’era la chance per fare bene – le sue parole – Alla seconda porta ho perso la concentrazione perchè non sentivo spingere lo sci come mi sarebbe piaciuto e poi ho commesso un paio di errori che non puoi permetterti se vuoi vincere”. Il pettorale numero 1 non è stato d’aiuto: “peccato, sarebbe stato meglio poter guardare qualcuno e avere meno dubbi e più sicurezze. Volevo però fare vedere che anche col numero 1 si poteva fare bene ma, come a Lake Louise, non è andata così”. Per quanto riguarda gli altri azzurri, a punti Emanuele Buzzi (25^) e Mattia Casse (27^), più indietro gli altri.
Appuntamento ora per Capodanno a Oslo, col City Event, mentre i velocisti torneranno in scena a Wengen, con la discesa del 19 gennaio.

Mikaela Shiffrin difficilmente sbaglia due gare di fila. E così, dopo aver buttato via la vittoria in gigante, torna a dettare legge. Lo fa dove si sente a ‘casa’, fra i pali stretti, dominando la prima manche di Semmering (48 i centesimi rifilati a Petra Vlhova e 53 a Frida Hansdotter) e poi limitandosi a gestire: vittoria numero 51 in carriera, la 36esima in slalom, l’ottava stagionale e la quarta sulla pista austriaca dopo la straordinaria tripletta del 2016. La Vlhova si conferma la migliore delle ‘mortali’ ma dopo il successo di ieri in gigante deve rassegnarsi al quarto secondo posto di fila fra i pali stretti mentre completa il podio Wendy Holdener, la più veloce nella seconda parte di gara, che approfitta al meglio dell’uscita della Hansdotter. Alle spalle della svizzera ci sono le austriache Katharina Liensberger e Katharina Truppe, che avevano fatto sperare i tifosi di casa dopo l’inforcata alla prima porta di Bernadette Schild nella prima manche. La Shiffrin, che diventa l’atleta più vincente di sempre in slalom davanti a Marlies Schild, e batte sul filo di lana anche Marcel Hirscher come numero di trionfi nel 2018 (15 contro 14), puntella sempre più il primo posto in classifica generale: 1034 i punti fin qui raccolti contro i 568 della Vlhova. Buono il bilancio delle azzurre. Irene Curtoni, settima, ottiene il miglior risultato stagionale con due manche senza sbavature: era dal 27 gennaio 2013, quando fu sesta a Maribor, che non arrivava così in alto tra i pali stretti. “E’ stata una gara solida, ho sciato bene, era difficile anche la seconda manche perche la pista era abbastanza rovinata e sono stata costretta a controllare un po’ – racconta – Ma siamo state tutte brave oggi, abbiamo dato una buona risposta”. Federica Brignone, infatti, conclude dodicesima dimostrando notevoli progressi, anche tra una manche e l’altra, e non a caso ottiene il suo miglior risultato in carriera in slalom, oltre che 22 punti importanti che la lasciano sì al settimo posto nella classifica generale di Coppa del mondo, ma le consentono di guadagnare terreno sulla terza, Mowinckel, ferma a 396. “Mi sono difesa bene, era uno slalom complicato perché la prima manche era veramente difficile – il suo bilancio – Sono soddisfatta, è il mio miglior risultato di sempre in slalom, siamo in quattro nelle sedici e ci voleva”. Forse, però, la notizia più bella della giornata la regala la giovanissima Lara Della Mea. A 19 anni, alla quinta presenza in Coppa del mondo, per la prima volta in carriera si qualifica alla seconda manche, dove ottiene il nono miglior tempo e porta a casa un incoraggiante sedicesimo posto a pari merito con la veterana Chiara Costazza: sono punti che le consentiranno di scalare anche la start list e partire con pettorali più bassi a partire dalle prossime gare. “Ieri ero arrabbiata perché ho commesso un errore grave che mi è costato tanto – le parole della giovanissima azzurra – Oggi sono riuscita a sopravvivere nella prima manche, nella seconda ero un po’ emozionata perché si trattava della mia prima qualificazione ma ho pensato solamente a dare il meglio di me stessa. Ho una grande carica dopo questo risultato e voglio dare continuità”.

BUGLIONE “FIDASC PROTAGONISTA NEL 2019”

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“Il 2018 è stato un anno importantissimo: da una parte le discipline storiche si sono confermate con successi a livello internazionale; dall’altra, le discipline più recenti, sia di cinofilia che di tiro, si stanno implementando in maniera decisiva». Felice Buglione, presidente Fidasc, Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia, commenta così l’anno che appresta a concludersi. In un’intervista rilasciata all’Italpress, il presidente ha annunciato che nel 2019 «il bilancio, anche amministrativo, prevede un incremento dell’attività internazionale in tutte le discipline, poiché l’alto livello è fondamentale» per la federazione. Dal punto di vista sportivo, invece, c’è la possibilità di costruire un ottimo ciclo, partendo dall’en plein di medaglie conquistate alla dodicesima edizione della Coppa del Mediterraneo di Toledo: «Abbiamo vinto tutte le medaglie. L’anno scorso, in Danimarca, non era andata così bene, quindi ci siamo messi al lavoro, ripetendo il risultato del 2016: ovvero l’en plein delle medaglie in tutte le categorie cinofile», ha spiegato Buglione, soddisfatto anche della partecipazione con l’agility al trofeo Kinder + Sport.

«È stata una festa, ma bisogna risaltare che i ragazzi che sono arrivati alla manifestazione avevano prima partecipato a dieci selezioni regionali». La cinofilia sarà inoltre protagonista della programmazione per la prossima stagione: «I progetti sono a 360 gradi: abbiamo avuto il riconoscimento pressoché di tutte le discipline che si svolgono con i cani. In agility siamo campioni del Mondo, in individuale e a squadre. Non mi sembra poco. Esaurito tutto il settore sportivo della cinofilia, stiamo lavorando per entrare nel campo del sociale con i cani che possono aiutare le persone: pet therapy, salvataggio in mare, ricerca in eventi catastrofici. Sarà un fiore all’occhiello della federazione», ha concluso il presidente Fidasc.
(ITALPRESS).

DOPPIETTA CR7 STENDE SAMP, JUVENTUS GIRA A QUOTA 53

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Ritmi da record per i campioni d’Italia. La Juventus chiude il girone d’andata con 53 punti, stabilendo un nuovo primato per il campionato, grazie al 2-1 con cui superano la Sampdoria nella 19esima di Serie A. I bianconeri sono così saliti a quota 101 nell’anno solare che sta andando a concludersi. Brusca frenata, invece, per la Samp dopo una serie di 6 risultati utili (4 vittorie e 2 pareggi). Blucerchiati che hanno comunque dimostrato ancora una volta un buon gioco e un’ottima solidità e che al 92° aveva anche trovato il gol del 2-2 con Saponara, rete annullata dopo l’intervento del Var. A una Juventus che è partita con Perin in porta al posto di Szczesny, out per un lieve affaticamento muscolare, sono bastati meno di due minuti per sbloccare il risultato: lancio di Dybala controllato di sinistro da Ronaldo che, dopo aver saltato Sala, si è portato la palla sul destro infilando con un diagonale l’ex Audero probabilmente anche un po’ disturbato dal sole contro. Timida la reazione della Sampdoria che nel corso del primo tempo ha faticato a trovare gli spazi giusti per proporsi pericolosamente nella parte di campo bianconera. Juve che invece ha continuato a muoversi in maniera ordinata, cosciente del vantaggio e vicina al raddoppio con Dybala che, al 24′, ci ha provato dalla distanza calciando di poco a lato alla destra di Audero.  Blucerchiati che sono cresciuti nel corso della frazione e che al 33′ hanno trovato il pari su rigore con una conclusione di forza di Quagliarella. L’arbitro Valeri, supportato dal VAR, aveva ritenuto volontario un intervento con il braccio in area di Emre Can nell’azione precedente.
Una Juve che aveva accusato il colpo nel finale di primo tempo, in avvio di ripresa ha subito cercato di riportarsi avanti, ma la prima conclusione è arrivata dai piedi di Ramirez, parata a terra da Perin. A un minuto dal quarto d’ora è stato Ronaldo ad avere sui piedi il pallone del raddoppio: il suo fendente di destro dalla distanza è stato sporcato di quel tanto da Audero stampandosi sulla traversa. Ancora CR7 due minuti più tardi è andato a botta sicura di testa, trovando però stavolta la deviazione in corner di Colley. Il portoghese non ha invece sbagliato al 20′ dal dischetto quando ha trasformato con una conclusione centrale un altro penalty, assegnato da Valeri per un dubbio fallo di mani di Praet. Tornata avanti, la Juventus ha continuato a spingere alla ricerca del gol-sicurezza che non è però arrivato: nulla da fare però alla mezzora con Dybala che non ha centrato la porta.
Sull’altra sponda, invece, ancora il solito “rapace” Quagliarella ci ha provato poco dopo in spaccata su cross di Praet mettendo fuori da pochi passi. L’attaccante di Castellamare di Stabia già in precedenza, al 24′, si era reso protagonista con una girata al volo di poco sopra la traversa confermando di essere in uno stato di forma incredibile. In pieno recupero Valeri ha poi annullato con supporto del VAR il pari di Saponara nato da una posizione di fuorigioco dell’attaccante doriano su un tocco sbagliato di Perin. Finisce 2-1, la Juve chiude con il record di punti nel girone d’andata (53) e con Ronaldo che, grazie alla doppietta di oggi, arriva al giro di boa a quota 14 nella classifica cannonieri.

Il Napoli ritrova la vittoria, il sorriso e cancella le scorie di Milano. Allo Stadio San Paolo i partenopei sconfiggono il Bologna per 3-2, grazie alla doppietta di Arkadiusz Milik e al gol di Dries Mertens, e chiudono il girone d’andata con 8 vittorie e 2 pareggi tra le ‘mura amiche’: il tutto in un’atmosfera particolare, dopo i fatti di San Siro. Applausi, cori e tanto calore da parte del pubblico partenopeo che ha voluto omaggiare Koulibaly, assente per squalifica quest’oggi e vittima di razzismo durante Inter-Napoli, tramite delle maschere speciali con il volto del difensore senegalese. Dimostrazioni d’affetto anche da parte dei compagni, tra tutti spicca quella di Ghoulam sceso in campo per l’allenamento pre-partita con la maglia numero 26. Ma e’ il Bologna ad aggredire la partita con un avvio sprint che porta i ragazzi di Inzaghi a proporsi pericolosamente nei pressi della porta di Meret. Col passare dei minuti il Napoli cresce ed al 16′, in maniera rocambolesca, trova il gol dell’1-0 grazie alla zampata di destro di Milik. Un’azione confusa che porta l’arbitro Calvarese a visionare il Var a bordocampo per poi confermare la rete dopo aver valutato ‘involontario’ un tocco di braccio di Mertens sugli sviluppi del gol. Al 37′, pero’, gli ospiti ristabiliscono la parita’ con una punizione di Pulgar sulla quale Palacio fa la sponda per il colpo di testa di Santander. L’attaccante rossoblu’ firma l’1-1 ma dopo  cinque minuti dal gol e’ costretto ad abbandonare il campo per un problema fisico. Al rientro dopo l’intervallo e’ il Napoli a premere il piede sull’acceleratore ed a trovare il gol del nuovo vantaggio, grazie a un cross di Malcuit che Milik devia in rete di testa, firmando cosi’ la doppietta personale. A 10 minuti dal termine il Bologna ritrova il pari, su calcio da fermo, con un colpo di testa di Danilo ma l’uomo della provvidenza per Ancelotti e’ Mertens, che all’88’ conclude perfettamente un’azione personale con un tiro da fuori area che termina alle spalle di Skorupski (un po’ colpevole nell’occasione). Un finale emozionante quindi regala al Napoli tre punti per l’inseguimento alla Juventus (sempre 9 i punti di differenza); mentre il Bologna esce a testa alta, a fronte di una delle migliori prestazioni stagionali.
(ITALPRESS).

SPURS E BELINELLI VINCONO DERBY, KO CLIPPERS E GALLO

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – I San Antonio Spurs di Marco Belinelli hanno vinto, in trasferta, questa notte, il derby in chiave azzurra contro i Los Angeles Clippers di Danilo Gallinari. La squadra texana si è imposta per 122-111 grazie ai 38 punti di Aldridge e ai 25 di DeRozan. Nel team californiano il miglior realizzatore è proprio il “Gallo”, a quota 21, al pari del compagno Harrell. Undici invece i punti a referto per Belinelli.
Continuano a volare i Milwaukee Bucks, in testa nella Eastern Conference, vincitori in casa sui Brooklyn Nets per 129-115. A trascinare i “cervi” Antetokounmpo e Middleton (rispettivamente con 31 e 29 punti); a nulla sono valsi i 32 punti di Napier per gli ospiti. Sempre nella Eastern proseguono la loro corsa i Boston Celtics, che hanno espugnato il campo dei Memphis Grizzlies, per 103-112, recuperando uno svantaggio di ben 19 lunghezze.
Tornando alla Western Conference da sottolineare il successo della capolista, ovvero i Denver Nuggets, che si sono imposti in trasferta sui Phoenix Suns per 122-118, e quello dei diretti inseguitori, ovvero i Golden State Warriors, campioni in carica della Nba, che hanno superato fuori casa i Portland Trail Blazers per 115-105. Molto bene anche gli Houston Rockets, i quali, trascinati da Harden (41 punti) hanno superato, allo Smoothie King Center, per 108-104, i New Orleans Pelicans, centrando la nona vittoria nelle ultime dieci uscite.
Brutte notizie infine per i Washington Wizards: John Wall dovrà essere operato al tallone sinistro. Per lui stagione finita.
(ITALPRESS).

SALVINI “PUGNO DURO E DIALOGO, NO A STADI CHIUSI”

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“Lo ribadisco: tolleranza zero con i delinquenti, ma sono nettamente contrario alla chiusura degli stadi o di alcuni settori. E non mi convincono neppure i divieti alle trasferte. La responsabilità è sempre personale: non concepisco l’idea di punire tutti gli appassionati, senza distinzioni. Anche perché i violenti sono una sparuta minoranza. Il mio impegno è portare legalità e rispetto, con la speranza di riempire le tribune e non di svuotarle”. Cosi’, in una lettera pubblicata sulla Gazzetta dello Sport, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“Mi piace immaginare gli spalti zeppi di famiglie e bambini, magari già a partire dalle prossime partite che prevedono San Siro a porte chiuse: Regione Lombardia ne sta parlando con il presidente del Csi di Milano – commenta -. Sarebbe un bel segnale. Estirpare violenti e balordi non sarà facile, ma mi piacciono le sfide. Il 7 gennaio ho convocato al Viminale l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive (con me ci sarà il sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti). L’idea è coinvolgere tutti gli attori. Società, allenatori, calciatori, giornalisti, tifosi indicati dai club. Non è escluso venga anche un rappresentante della Fifa. Dobbiamo guardare agli esempi virtuosi che arrivano dall’estero, magari dando più poteri di intervento agli steward, correggendo le norme per dare più incisività alle Forze dell’Ordine, responsabilizzando le società”.

“Nel Decreto Sicurezza (convertito in legge) – aggiunge Salvini – abbiamo già previsto che i club coprano una parte dei costi sostenuti dallo Stato per garantire la sicurezza: più di 30 milioni l’anno di soldi pubblici. I problemi non si risolvono solo con la forza, quando è possibile: è meglio dialogare e inchiodare tutti alle proprie responsabilità. Mi metto in ascolto, come già fatto a novembre per affrontare l’allarme delle violenze contro gli arbitri nei campionati dilettantistici e giovanili. Sono ministro ma anche tifoso: ho girato per gli stadi di mezza Italia, per questo sono sorpreso da chi chiacchiera senza aver mai messo piede in una curva. Leggo con attenzione anche la posizione della Uefa, ovviamente, anche se non la condivido”. “Ha criticato – prosegue – ‘la gestione dell’emergenza vissuta durante Inter-Napoli’, per usare le parole della Gazzetta di ieri. Secondo Nyon, Inter-Napoli doveva essere sospesa per i cori razzisti a Koulibaly. Non sono convinto. Stoppare la partita, con gli scontri accaduti prima della sfida, avrebbe potuto provocare guai peggiori per l’ordine pubblico. In più, senza voler giustificare o tollerare volgarità e offese, mi chiedo: intendiamo difendere i giocatori beccati per il colore della pelle, ma non quelli a cui si insultano le madri? Inveire contro la famiglia di un Materazzi si può? E qual è il confine tra l’insulto razzista e l’insulto e basta? Nel 2018, chi disprezza un altro essere umano per il colore della pelle è un cretino. Ma proprio perché il problema razzismo è tremendamente serio, non va banalizzato. Benissimo le campagne di sensibilizzazione, i richiami, le multe. Ma il nocciolo è la mancanza di buonsenso e di rispetto”.
“Gli atteggiamenti civili vanno coltivati dentro e fuori gli stadi, a partire dalle famiglie e dalle scuole. È anche per questo – sottolinea – che dall’anno prossimo l’educazione civica tornerà nelle classi. Lavorerò per aggiungere anche l’educazione sportiva. Peraltro, tanto per essere più chiari, vorrei un campione come Koulibaly nel mio Milan. Poi, certo, a proposito di calcio c’è da fare un discorso più ampio. Vogliamo cambiare il rapporto tra questo sport e il business delle tv. Il nostro governo, che ci piace definire del buonsenso, intende aiutare le società che investono nei settori giovanili e nei vivai. L’obiettivo è valorizzare i giovani talenti italiani, così da rafforzare anche i nostri club e la nazionale”.
“Ps: dato che si parla di stadi e di violenza, ribadisco quanto successo durante la festa della Curva del Milan – conclude Salvini -. Sono abituato a salutare e a parlare con tutti: non chiedo il certificato penale. Ecco perché sono stato immortalato con una persona che, come è emerso, non era specchiata. Mi dispiace, soprattutto per la famiglia e gli amici di Virgilio Motta che ne hanno sofferto: li abbraccio e spero di poter stringere le loro mani, mani di tifosi e di persone perbene”.
(ITALPRESS).

PALERMO CAMPIONE INVERNO, FRENANO BRESCIA E VERONA

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Il Palermo è campione d’inverno. Questo il verdetto più importante della diciannovesima giornata della serie B. Al giro di boa il club siciliano (oggi per la prima volta in versione “british” dopo l’ufficialità del passaggio di proprietà al gruppo inglese) ha collezionato 37 punti. I rosanero dei mister Stellone si sono imposti per 1-0 sul campo del Cittadella, ma hanno sofferto non poco per conquistare la vittoria. Al “Tombolato” la gara è stata decisa da una rete firmata dall’uruguaiano Cesar Falletti a inizio ripresa: molte le recriminazioni dei padroni di casa, che hanno colpito (sullo 0-0) due legni, prima con Panico e poi con Adorni.
A tenere il passo della capolista soltanto il Pescara, anch’esso corsaro. I delfini hanno vinto in rimonta, per 4-2, a Salerno. Dopo il doppio vantaggio dei campani con i gol di Pucino e Vitale (dagli undici metri), si è scatenato Mancuso, che ha trascinato gli abruzzesi siglando una tripletta. Di Scognamiglio, invece, l’altra rete del Pescara, che è balzato al secondo posto della classifica, a quota 32, al pari del Brescia, fermato dal Benevento.
La squadra di Eugenio Corini, oggi squalificato, non è andata oltre l’1-1 al “Vigorito”. Sfida equilibrata quella fra i giallorossi e le rondinelle, con i campani più determinati ma poco incisivi negli ultimi metri: nulli i vari tentativi di Coda, Insigne, Improta e Bandinelli nella prima parte del match. Poi, a metà ripresa, Torregrossa ha portato in vantaggio gli ospiti. Nel finale il meritato pareggio, agguantato dal Benevento per via di una autorete di Cistana.
Nel lunch match ha frenato anche il Verona, bloccato dal Foggia sul 2-2. Allo Zaccheria quattro gol, diverse emozioni, un rigore fallito, polemiche e tanto nervosismo. Questa la sequenza delle reti: Pazzini, Mazzeo, Seung-Woo Lee e Gerbo. Dagli undici metri, sul 2-1 per gli ospiti, Iemmello ha fallito un penalty. Il tecnico degli scaligeri, Fabio Grosso, è stato allontanato dal campo per proteste. La sorpresa del giorno è rappresentata dalla rotonda vittoria interna, per 4-0, della Cremonese ai danni del Perugia di Alessandro Nesta. Protagonisti del poker dei grigiorossi Terranova, Piccolo e Castrovilli (autore di una doppietta).
Molto amaro il ritorno di Giovanni Stroppa alla guida del Crotone. La formazione calabrese, dopo esser andata al riposo avanti per 2-0 (gol di Simy e Firenze), ha subito la rimonta dell’Ascoli. Nella ripresa, al “Del Duca” hanno riequilibrato la gara Brosco e Beretta, prima del definitivo 3-2 siglato dal neoentrato Ganz al quinto minuto di recupero (poi espulso per doppia ammonizione l’attaccante figlio d’arte). Al “Penzo”, invece, è terminata in parità, 1-1, Venezia-Carpi: Litteri, dagli undici metri, ha risposto a Suagher.
Finisce con lo stesso risultato lo scontro diretto in chiave salvezza tra le due matricole Livorno e Padova. Con il ritorno di Bisoli sulla panchina dei veneti (esonerato Foscarini), gli ospiti si portano in vantaggio a fine primo tempo con Clemenza, ma gli amaranto non mollano e, al 76°, l’eterno Diamanti pareggia su rigore per l’1-1 con cui termina il posticipo delle 18. Anche l’ultima gara dell’ultima giornata d’andata, quella fra lo Spezia e il Lecce, si chiude sull’1-1. Il risultato si sblocca al 13° e a passare in vantaggio sono i padroni di casa con un rigore realizzato da Ricci e concesso per un fallo di mani di Petriccione. Nella ripresa, al 23°, arriva il pareggio dei salentini grazie al gol di Scavone. In classifica Lecce a quota 30, quattro in più dei liguri che si portano a 26.
(ITALPRESS).

 

AUSILIO “SPALLETTI NON SI TOCCA, TORNEREMO VINCENTI”

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“Le voci su Mourinho? Non mi sorprendono, soprattutto in questi tempi, in cui tutto è ‘social’. Il nostro è un progetto che parte da lontano, da circa un anno e mezzo, con Spalletti al timone: questo progetto continuerà con lui. Suning è ambizioso e vuole un’Inter vincente. Tutti noi non ci accontentiamo di un’Inter seconda, terza o quarta. Stiamo lavorando con forza e costanza per avere nuovamente una squadra vincente”. Così, ai microfoni di Sky Sport, il direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica del club nerazzurro, Piero Ausilio. “Quando arriva il mercato, d’estate o d’inverno, il mondo gira intorno ai direttori sportivi. Tutti aspettano che prenda tre o quattro giocatori e che diventeranno calciatori importanti. Invece per me normalmente il mercato di gennaio non cambia tanto una squadra, è per cambiare piccole cose. Se bisogna fare quattro o cinque acquisti, vuol dire che qualcosa si è sbagliato nel mercato d’estate”, ha aggiunto Piero Ausilio. 
“Non prendo mai un giocatore che non vuole l’allenatore, né prendo mai un giocatore che vuole l’allenatore ma che non voglio io. È il mio modo di lavorare, nessuno dei due deve imporre il proprio punto di vista, tutto deve essere condiviso. Sono sedici le persone che lavorano nel mio ufficio, lavorano e viaggiano tanto”, ha spiegato ancora il dirigente dell’Inter. “Differenza tra il mercato in Spagna e quello in Italia? Qui si lavora in una vetrina, esce tutto, è difficile. Per me è stato il cambiamento più grande. In Spagna il mercato è importante ma non diventa una notizia continua. Qui è una notizia non solo ad agosto o a luglio ma anche a settembre, ottobre, novembre; è più difficile”, ha precisato Ausilio.

GRAVINA “SCARDINARE DAL CALCIO VIRUS VIOLENZA”

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“Purtroppo in una giornata particolare, come Santo Stefano, durante la quale volevamo festeggiare l’armonia nel calcio, ci sono stati due episodi negativi. Un vero e proprio agguato fuori dallo stadio e i cori discriminatori nei confronti di Koulibaly dentro San Siro. Una giornata macchiata da due eventi che ci addolorano moltissimo”. Così, ai microfoni di Rai Radio 1, il presidente della Figc, Gabriele Gravina.
“Mazzoleni non poteva interrompere la gara Inter-Napoli: ha applicato perfettamente le procedure previste. Anche il responsabile della sicurezza, come ha detto chiaramente, non poteva a cinque minuti dalla fine del match sospendere tutto”, ha proseguito Gravina.
“Chiederemo un incontro con i vertici del ministero dell’Interno al fine di garantire processi e regolamenti più snelli. Bisogna mettere insieme tutti gli elementi per rendere più semplice tutto. Di certo ci saranno sanzioni più pesanti. Dobbiamo scardinare dal nostro mondo il virus della violenza. Dobbiamo parlare poco e nei modi giusti e corretti, senza alimentare le tensioni. Alcune dichiarazioni, purtroppo, negli ultimi tempi hanno generato tensioni ulteriori che fanno male e che vanno debellate. Non parlerei più di certe cose: dobbiamo ritrovare i giusti equilibri”, ha proseguito il numero uno della Figc.
“Il Var? Va utilizzato di più e va migliorato. Più si va avanti e più la macchina sarà rodata: così consentirà di limitare al massimo gli errori. Obiettivi? La riforma della giustizia sportiva, con regole certe. Poi metter insieme tutte le componenti per portare avanti la famosa riforama dei campionati, tanto reclamizzata ma mai compiuta. Infine, il rilancio del club Italia”, ha continuato Gravina.
“Marco Brunelli, nuovo segretario generale della Figc, è un’ottima persona e un professionista molto preparato. E’ la figura migliore per portare energie e risorse nuove in Federzaione. Mancini? Ha dato serenità ed equilibrio alla nostra Nazionale. Sono felice delle prime gare degli azzurri: c’è sempre un’idea di gioco e la voglia di fare calcio. Soprattutto, il ct merita un plauso perché sta mettendeo in campo tanti giovani”, ha aggiunto il presidente della Federcalcio.
“Ho deciso di dedicare la mia vita al mondo del calcio, tenendo anche la carica di direttore generale della Figc. E’ uno sforzo importante, che spero dia presto i suoi frutti”, ha concluso Gravina.
(ITALPRESS).