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SCHUMI FA 50 ANNI, FAMIGLIA “È NELLE MIGLIORI MANI”

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Tutti stretti intorno a Michael Schumacher. Domani il sette volte campione del mondo, che da cinque anni lotta per la sua salute dopo il brutto incidente sugli sci, compie 50 anni e la famiglia, con in testa la moglie, ha voluto rivolgersi ai tanti fan dell’ex pilota della Ferrari sul profilo Facebook ufficiale dello stesso Schumi. “Siamo lieti che festeggiare insieme a noi e a lui il suo compleanno di domani e vogliamo ringraziarvi per questo – scrive la famiglia di Schumacher che posta anche una foto di qualche anno fa di Michael e Corinna -. Per fare un regalo sia a noi che a voi, la keep Fighting Foundation ha creato un museo virtuale e domani sarà disponibile l’App ufficiale Michael Schumacher, dove tutti potranno rivivere i suoi successi, un passo per noi fondamentale nel tentativo di rendere giustizia a Michael e ai suoi tifosi che così potranno celebrare i suoi trionfi. Vi auguriamo buon divertimento. Michael puo’ essere orgoglioso di ciò che ha ottenuto e lo siamo anche noi. Ecco perché ricordiamo i suoi successi con la mostra a lui dedicata a Colonia, ma anche con i post sui social media o portando avanti il lavoro della Fondazione Keep Fighting. Vogliamo che l’attenzione torni sulle sue vittorie, sui suoi record e sui suoi tifosi”.
La famiglia di Schumi, però, è perfettamente consapevole che in questo momento l’attenzione degli appassionati di Formula 1, in generale di tutti gli sportivi e non, è rivolta alle condizioni di salute del sette volte campione del mondo. “Potete stare tranquilli e sicuri, è nelle migliori mani e facciamo tutto il possibile per aiutarlo. Vi preghiamo di comprendere che vogliamo proteggere la privacy di Michael in un tema così delicato come la salute, ma allo stesso tempo vi ringraziamo di cuore per la vostra amicizia e vi auguriamo un sereno e felice 2019”.
(ITALPRESS).

MOTOGP. LORENZO “VOGLIO BATTERE MARQUEZ”

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“Mi piacciono i colori. I miei colori preferiti sono sempre stati il bianco, il rosso e il nero, e ora possiamo aggiungere l’arancione a quello. Sono colori che rappresentano il successo, con molte vittorie e molti campionati del mondo negli ultimi 25 anni. Sono molto orgoglioso di appartenere a questa famiglia e di essere in grado di contribuire alla squadra ancora più forte”. Queste le prime parole di Jorge Lorenzo da pilota ufficiale Repsol HRC Honda. Da undici anni in MotoGP, il 31enne cinque volte iridato inizia una nuova sfida con la nuova squadra. “Repsol Honda potrebbe essere la squadra di maggior successo nella storia. Hanno il maggior numero di vittorie e titoli. Per confrontarli con una squadra di calcio, sarebbero un Barça o un Real Madrid. Non esiste una squadra con più titoli in tutto il mondo” dice il campione mallorchino che sulle prime sensazioni dopo aver provato la sua nuova moto, aggiunge: “La scorsa stagione ho guidato una moto completamente diversa, che era molto grande e molto alta. Forse era un po’ troppo grande per me. La Honda mi si adatta meglio in termini di dimensioni. È più compatta, una moto più piccola e più bassa, con la quale posso piegarmi meglio” spiega. “Mi sentivo un po’ più fiducioso quando entravo in curva, perché più ti avvicini al terreno, maggiore è la tua sicurezza. La prima impressione è stata positiva e ho visto un sacco di potenziale”. Sulle modifiche apportate alla moto nei test di Valencia e Jerez, Lorenzo sottolinea come: “Una delle cose che impressiona del Team Repsol Honda è la capacità di fornire quello che chiedi. Ero abbastanza chiaro, la Honda ha preso nota di tutte le mie indicazioni e nel giro di pochi giorni avevano tutto pronto – e avevamo un serbatoio del carburante quasi al cento per cento di mio gradimento”. Sul rapporto con il nuovo compagno di team Marc Marquez e sullo scambio di informazioni possibile con lui, assicura: “Tutti i piloti hanno i propri punti di forza e le proprie debolezze. Quindi Marc li ha. Voglio provare e imparare dai suoi punti di forza. Vogliamo spingerci l’un l’altro. Voglio batterlo e lui vuole battermi, e questo fa sempre crescere la squadra e aiuta a portare nuovi progressi tecnici alla moto”.
Quest’anno il Repsol Honda Team compie 25 anni e Repsol raggiunge 50 anni sponsorizzando sport. “Venticinque anni sono lunghi. Quando, nel 1995, Repsol ha iniziato a sponsorizzare il team Honda, ho iniziato a guardare le gare motociclistiche in televisione. Mi ricordo le lotte tra Harada e il mio idolo Max Biaggi in 250, quindi nella 500cc tra Crivillé e Doohan, Rossi ha firmato per Repsol Honda e quando Nicky Hayden ha vinto il campionato del mondo quando nel 2006. E’ una squadra di grande successo, con molte vittorie e Titoli mondiali, e ora voglio l’onore e il piacere di poterne appartenere”. La presentazione della squadra è il 23 gennaio a Madrid. “La presentazione sarà molto speciale per me. Campionati del mondo e molte vittorie. Soprattutto, c’è un sacco di talento nella squadra più decorata della storia. L’aspettativa e l’ottimismo sono grandi e ci divertiremo quel giorno”.

LAKERS KO CONTRO THUNDER, BENE CELTICS E 76ERS

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LeBron James è ancora fuori per l’infortunio all’inguine e i Lakers perdono la terza partita su quattro senza il Prescelto. Allo Staples Center passano 107-100 i Thunder, che consolidano il terzo posto a Ovest e insidiano Golden State. Mattatore della serata è Paul George con 37 punti, tripla doppia per il solito Russell Westbrook (14 punti, 16 rimbalzi e 10 assist anche se con 3/20 dal campo) e Oklahoma City al settimo successo in dieci partite. Per i gialloviola 25 punti di Caldwell-Pope.

Nella Eastern Conference, Philadelphia spreca quasi 30 punti di vantaggio ma alla fine la spunta su Phoenix per 132-127 con un Emiid da 42 punti e 18 rimbalzi, oltre a 29 punti di Simmons e 27 di Reddick, per i Suns 37 punti di Booker e 18+11 per Ayton. Senza Irving, Boston trova in Gordon Hayward il suo trascinatore: 35 punti (miglior prestazione stagionale) con 14/18 dal campo nel successo per 115-102 su Minnesota. Miami manda sette giocatori in doppia cifra (24 punti per Richardson) nel 117-92 su Cleveland mentre il ritorno di Anthony Davis (34 punti e 26 rimbalzi) non basta a New Orleans per evitare la sconfitta con Brooklyn (126-121, 22 punti e 13 assist per Russell). Doncic ancora protagonista: 18 punti come Dennis Smith jr e Dallas che vince a Charlotte 122-84.

PARATICI “CR7? ALL’INIZIO PENSAVO A SCHERZO MENDES”

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“Tutto e’ successo molto rapidamente. E’ stato un trasferimento storico, perche’ non e’ mai facile ingaggiare un giocatore del genere. Il primo contatto avvenne durante i quarti di Champions, Mendes mi disse che Ronaldo voleva firmare per la Juve e pensai a uno scherzo”. Fabio Paratici, ds bianconero, durante la Dubai International Sports Conference torna a parlare dell’operazione che ha portato CR7 alla corte di Allegri. Il dirigente bianconero all’inizio non aveva preso sul serio l’agente di Ronaldo, “dopo ci siamo rivisti per discutere dell’affare Cancelo ed e’ tornato a parlare di Cristiano. A quel punto ho capito che era possibile e ne parlai col presidente Agnelli che rimase entusiasta della motivazione che Ronaldo avrebbe portato in tutta la squadra e di come avrebbe potuto far crescere il brand del club. Qualche ora dopo mi chiamo’ per dirmi di provarci”. E le cose sono andate come tutti sanno, per la felicita’ anche di Allegri. “Era molto contento quando gli dissi di Ronaldo, e’ un allenatore fortunato. Ronaldo e’ Ronaldo, siamo contenti di averlo in squadra, e’ un esempio per tutti: quando vedono il migliore al mondo lavorare cosi’, tutti si sentono obbligati a fare lo stesso”.
(ITALPRESS).

SCHUMI COMPIE 50 ANNI, FERRARI GLI DEDICA MOSTRA

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Da cinque anni, da quella tragica caduta sulla pista di Meribel dov’era andato a sciare col figlio Mick, si sa poco o nulla delle sue condizioni di salute e ieri la sua famiglia si è limitata a far sapere che “è nelle migliori mani e facciamo tutto il possibile per aiutarlo”. Ma oggi, nel giorno del suo 50esimo compleanno, il circus della Formula Uno e non bussa alla sua porta per mostrargli tutto il suo affetto. Piovono auguri da ogni parte del mondo per Michael Schumacher, a partire da quella Maranello dove ha scritto pagine indelebili di storia. “Il nostro campione fa oggi 50 anni, siamo tutti con te Michael”, l’omaggio del Cavallino Rampante dove ha conquistato cinque dei suoi sette titoli. E tantissimi tifosi e i rappresentanti degli Scuderia Ferrari Club di tutta Europa sono oggi al Museo Ferrari per l’apertura della mostra “Michael 50”, che racconta la straordinaria carriera dell’ex pilota tedesco e i suoi record ineguagliati nella storia della F1: 7 titoli mondiali, 91 vittorie, 155 podi. La Sala delle Vittorie espone alcune delle monoposto Ferrari più importanti tra quelle guidate nei suoi undici anni con la scuderia. Dalla F310 del 1996, con la quale Schumacher vinse tre GP nella sua prima stagione con il Cavallino Rampante, alla F399 che permise al team più longevo nella storia della Formula 1 di aprire nel 1999 un eccezionale ciclo vincente con la conquista del titolo Costruttori. È presente anche la F1-2000 della leggendaria “Alba Rossa”, quando a Suzuka Schumi tornò a conquistare il titolo mondiale a 21 anni di distanza da Jody Scheckter. Non potevano mancare la F2002 e la F2004, le vetture dei record, e la 248 F1 del 2006, con cui conquistò in Cina la sua ultima vittoria, la numero 72 con la Ferrari. Gli appassionati avranno anche modo di scoprire un lato meno conosciuto di Schumacher, quello di sviluppatore. Dopo avere lasciato la Formula 1, infatti, il campione di Kerpen rimase in Ferrari non solo per aiutare la scuderia ma anche per contribuire alla messa a punto di alcune vetture stradali, come la 430 Scuderia del 2007 e la Ferrari California del 2008. Organizzata in collaborazione con la Fondazione Keep Fighting, “Michael 50” è un omaggio a un fuoriclasse celebrato anche dalla scuderia che gli ha permesso di tornare in pista nel 2010. “50 anni fa è nata una stella, che ha cambiato per sempre la Formula Uno – il tributo della Mercedes – Che ha infranto record, ridefinito l’eccellenza e ci ha aiutato a porre le basi per i nostri successi futuri”. Anche gli avversari si tolgono il cappello (“Buon compleanno campione, ti auguriamo il meglio”, il tweet della Renault; “Tutti noi della McLaren mandiamo i nostri migliori auguri a Michael Schumacher e ai suoi amici e familiari nel giorno del suo 50esimo compleanno”) e dei suoi tanti successi Maurizio Arrivabene, team principal oggi della Ferrari, sceglie il primo con la Rossa, in Spagna a Barcellona nel 1996, “perchè in realtà nessuno si aspettava che vincesse col bagnato. Essere lì in quel momento è stato come essere presenti e testimoni all’inizio di una leggenda. Questa è una cosa che rimane nel cuore”.

 

RONALDO THE BEST, PREMIATI CAPELLO E PARATICI

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Cristiano Ronaldo superstar ai Globe Soccer Awards 2018. Lo juventino ha ricevuto due premi: uno per il miglior gol dell’anno e l’altro come miglior giocatore, superando la concorrenza di Antoine Griezmann e Kylian Mbappé. “E’ un onore ricevere questo trofeo, ringrazio Globe Soccer ma anche la mia famiglia, la mia compagna, i miei figli, i miei amici e il mio agente. E’ stato un anno difficile, ho vinto tanti trofei, tra questi la Champions, e’ stata una stagione incredibile e sono contento di aver vinto anche questo premio – le parole di CR7 sul palco di Dubai dopo aver ricevuto il premio dalle mani di Deschamps -. Il 2019 e’ un anno nuovo e sogno di vincere tanti altri trofei con il mio nuovo club, la Juventus. Il 2018 e’ il passato, sono una persona che ama le sfide e la mia nuova vita e’ la Juve, voglio vincere il piu’ possibile con questo club. Ringrazio gli Emirati Arabi per come mi hanno ricevuto e i miei giovani tifosi, gioco anche per loro, sono una grande motivazione per me perche’ i bambini sono il futuro”.
C’è anche Italia nella notte di premi degli Emirati. Fabio Capello ha ricevuto un premio alla carriera come allenatore, mentre Fabio Paratici quello come miglior direttore sportivo per il 2018.

“Devo ricordare e ringraziare tutte le squadre che ho allenato. E’ stata una carriera lunga, iniziata da calciatore a 17 anni, che ha avuto qualche intoppo ma anche delle vittorie. Devo dire grazie ai calciatori, ai presidenti che hanno mostrato fiducia in me” le parole di Capello sul palco con in mano l’ambito riconoscimento. “E’ un grande onore ricevere questo premio, ringrazio il mio club e il mio staff, la Juve e’ una grande societa’ con una storia incredibile e sono felice e orgoglioso di lavorare per questo club”, le parole di Paratici durante la premiazione. Come miglior allenatore è stato scelto il campione del mondo con la Francia Didier Deschamps che ha preceduto i colleghi Diego Simeone, Jurgen Klopp, Massimiliano Allegri e Zinedine Zidane. “Sono orgoglioso di aver ricevuto questo trofeo e vorrei ringraziare tutti i miei giocatori perche’ senza i calciatori un allenatore non e’ nulla” le parole di Didier Deschamps sul palco di Dubai. Miglior portiere dell’anno 2018 è stato premiato l’ex del Milan Alisson Becker, assente perchè impegnato nella supersfida contro il Manchester City. Come miglior club 2018 è stato premiato l’Atletico Madrid che ha battuto la concorrenza di Liverpool e Real Madrid.
Premio come miglior agente a Jorge Mendes (preferito ai colleghi Jonathan Barnett e Stefano Castagna), premiato dal suo principale assistito, Cristiano Ronaldo. “Per me è il migliore” ha detto il portoghese. Oltre a Fabio Capello, sono stati consegnati premi alla carriera a Zvonimir Boban, Blaise Matuidi e Ronaldo il “Fenomeno”. “E’ un capo esigente, non sempre siamo d’accordo, ma il suo grande difetto è essere interista. D’altra parte, nessuno è perfetto” ha detto Boban parlando di Infantino seduto in prima fila. E infine, anche Ronaldo il “Fenomeno” è salito sul palco a ricevere il riconoscimento per la carriera mentre scorrevano le immagini che lo vedevano protagonista con le maglie della sua carriera. “Ringrazio Cruzeiro, Psv, Barcellona, Inter, Real Madrid, Milan, Corinthias e in modo particolare la nazionale brasiliana” le parole del brasiliano, che rivolto a Infantino alla fine ha aggiunto:”Forza Inter”. Per quanto riguarda i riconoscimenti ristretti ai Paesi arabi, come miglior arbitro è stato premiato Mohammed Abdullah, infine premio alla carriera per l’egiziano Sami Al Jaber.
(ITALPRESS).

SALVINI “VIOLENZA? DIAMO PIÙ POTERE AGLI STEWARD”

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Per contrastare la violenza negli stadi “stiamo studiando diverse iniziative, a partire dagli steward ai quali vogliamo dare maggiore potere e maggiore responsabilita’ all’interno degli stadi, fino alle squalifiche a vita per chi si macchia di violenze dentro e fuori dagli stadi”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini ai microfoni di Radio Radio. “Lunedi’ faro’ una riunione dell’Osservatorio con tutti i protagonisti del mondo del calcio a proposito delle violenze. Se saranno presenti anche gli ultras? Stiamo ragionando con le societa’, che hanno rapporti con oltre cento tifoserie pacifiche e organizzate, su come e da chi far rappresentare una componente fondamentale del calcio che e’ il tifo organizzato, colorato, colorito, con qualche sfotto’ ma che rifiuta sempre e comunque la violenza”, ha sottolineato Salvini tornando poi sulle misure da adottare per risolvere il problema. “Chi alza le mani non deve piu’ entrare negli stadi. Parlo dei tifosi, anzi dei delinquenti perche’ se vai in giro con un coltello o un bastone non sei un tifoso, ma parlo anche dei tesserati perche’ nel 2018 sono finiti al pronto soccorso 300 arbitri. Chi alza le mani non deve piu’ far parte del mondo del calcio per il resto della sua vita. Se cominciamo a colpirne qualcuno, altrettanti capiranno che aria tira”.
(ITALPRESS).

SUPERCOPPA CON SETTORE UOMINI, LEGA “DONNE LIBERE”

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Scoppia la polemica politica per la Supercoppa che si giocherà in Arabia Saudita il prossimo 16 gennaio tra Juventus e Milan. Dopo aver dato l’avvio alla vendita dei biglietti che in poche ore ha portato al numero di 50.000 tagliandi ventuti, è risultato evidente che un ampio settore dello stadio “King Abdullah Sports City Stadium” di Gedda, sarà riservato solo agli uomini. Ma le donne potranno comunque andare ad assistere al match, e potranno farlo anche da sole per un evento che passerà alla storia come il primo a cui le donne saudite potranno assistere dal vivo. Lo rivendica con orgoglio il presidente della Lega di serie A Gaetano Miccichè, che ha scritto una lettera aperta indirizzata ai tifosi ed appassionati di calcio italiano, spiegando le ragioni di questa scelta e le novità che un evento come questo porterà. “Il calcio non fa politica, ma ha un ruolo sociale, in questo caso di veicolo di unione e comunanza tra popoli che non ha uguali in nessun altro settore. In poche ore di prevendita la Supercoppa a Gedda ha registrato il sold out, un evento di una portata internazionale atteso con grande entusiasmo dai tifosi locali. Con il benestare di Fifa, Uefa e Confederazione asiatica stiamo andando a disputare una gara di calcio ufficiale in un Paese con proprie leggi sedimentate da anni, dove tradizioni locali impongono vincoli che non possono essere cambiati dal giorno alla notte” le parole del numero uno della Lega.
“In Arabia Saudita nelle scorse settimane sono stati organizzati una serie di eventi sportivi per aprirsi gradualmente al mondo. L’Arabia Saudita da molto tempo non concedeva visti turistici: il calcio ha sorpassato anche questi vincoli, e chi vorra’ potra’ venire dall’estero a vedere il match grazie a un permesso legato al biglietto della partita. Ogni cambiamento richiede tempo, pazienza e volonta’ di confronto con mondi distanti. Fino allo scorso anno le donne non potevano assistere ad alcun evento sportivo, da pochi mesi hanno accesso ad ampi settori dello stadio, che hanno iniziato a frequentare con entusiasmo, e noi stiamo lavorando per far si’ che nelle prossime edizioni che giocheremo in quel Paese possano accedere in tutti i posti dello stadio. E voglio precisare che le donne potranno entrare da sole alla partita senza nessun accompagnatore uomo: la nostra Supercoppa sara’ ricordata dalla storia come la prima competizione ufficiale internazionale a cui le donne saudite potranno assistere dal vivo”. Discorso diverso quello riferibile alla vicenda del giornalista dissidente Jamal Khassogi, che porta a dire a Miccichè che “quando noi abbiamo preso questa decisione la vicenda non era avvenuta. Se fosse gia’ avvenuta, probabilmente non avrei fatto questa scelta”.
La lettera di Miccichè arriva dopo che la polemica aveva provocato, trasversalmente, diverse reazioni soprattutto di natura politica. “Che la Supercoppa italiana si giochi in un paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non sono accompagnate da un uomo e’ una tristezza, una schifezza, io la partita non la guardo. Dove sono le femministe italiane e le Boldrini di turno? Io un futuro simile in Italia per le nostre figlie io non lo voglio” le parole del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. “E’ la morte del calcio, la morte dei valori sportivi di rispetto, di divertimento e di uguaglianza. Ditemi voi se la Supercoppa, nel nome del business e di qualche milione di euro, puo’ essere giocata a migliaia di chilometri di distanza in un Paese con dei problemi e dove le donne possono andare allo stadio solo se accompagnate. E’ una vergogna: da milanista non guardero’ assolutamente questa partita e mi vergogno di chi ha svenduto gli ideali sportivi al Dio denaro” ha detto ancora il vicepremier.  “Esprimo il mio piu’ vivo disaccordo per la decisione, da parte della Lega Serie A, di far disputare la finale di Supercoppa italiana in uno stadio dove le donne potranno entrare solo se accompagnate da uomini ed assistere alla partita segregate in appositi recinti” afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, Vincenzo Spadafora.
Sull’argomento è intervenuta anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, evocata da Salvini. “Io mi chiedo come sia stato possibile arrivare ad un accordo simile. Come si e’ arrivati a fare questa competizione tutta italiana in Arabia? Si tratta sicuramente di motivi economici, ma i diritti delle donne non sono negoziabili o barattabili. Credo sia stato un accordo scellerato” ha dichiarato l’attuale deputata di Liberi e Uguali.
“Il nostro Paese e il mondo del calcio non possono e non devono accettare alcun tipo di discriminazione di genere: non esistono discriminazioni banali, ogni discriminazione e’ una forma di violenza” le parole di Giulia Bongiorno, ministro per la Pubblica amministrazione, mentre molto dura è stata la reazione di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. “Supercoppa italiana Juve-Milan in Arabia Saudita. Le donne possono andare solo accompagnate nel settore famiglie, da sole no, perchè l’Islam non lo ammette. Quindi una donna italiana che volesse comprarsi il biglietto per vedere la partita da sola o con un gruppo di amiche, non puo’ farlo. Ma che schifo e’? Abbiamo venduto secoli di civiltà europea e di battaglie per i diritti delle donne ai soldi dei sauditi? La Federcalcio blocchi subito questa vergogna assoluta e porti la Supercoppa in una nazione che non discrimina le nostre donne e i nostri valori”.
Netta, infine, anche la posizione dell’ex ministro dello sport Luca Lotti:”Più di due mesi fa avevo lanciato l’allarme sulla finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita. Oggi non posso che unirmi a quanti, in queste ore, stanno esprimendo la loro preoccupazione. Chi ama il calcio rifiuta tutte le barriere culturali. Sempre”.
(ITALPRESS).