MARSIGLIA (FRANCIA) (ITALPRESS) – Un pareggio che vale quasi quanto una vittoria. L’Atalanta si tiene stretto l’1-1 di Marsiglia che lascia tutto aperto per il ritorno: Mbemba ha risposto al gol di Scamacca nella prima frazione; nella ripresa i nerazzurri hanno faticato parecchio ma il risultato può far vedere il bicchiere mezzo pieno a Gasperini. Tra sette giorni le due squadre si giocheranno la qualificazione alla finale di Europa League al Gewiss Stadium.
La gara del Velodrome è stata un vero e proprio inferno, come promesso alla vigilia. I ritmi elevati hanno alzato il livello degli errori, al 11′ è stato Scamacca a trovare il diagonale vincente su assist di Koopmeiners. I padroni di casa dell’Olympique hanno reagito immediatamente al 17′, Kolasinac ha chiuso su Sarr: nell’azione successiva il bosniaco è stato costretto al cambio per un risentimento muscolare al flessore della coscia sinistra. Dopo appena tre minuti, sugli sviluppi di un corner, è arrivato il pareggio di Mbema: conclusione dalla distanza col pallone in porta grazie all’ausilio del palo.
Il copione della gara non è per nulla cambiato, l’occasione clamorosa se l’è divorata Aubameyang, praticamente solo davanti a Musso: il diagonale del gabonese è terminato sul fondo per questione di centimetri. Al quarto d’ora della ripresa Gasperini ha cercato di dare maggiore imprevedibilità all’attacco nerazzurro mandando in campo Lookman al posto di Scamacca, il nigeriano al 18′ ha spaventato i biancocelesti con una conclusione sul secondo palo uscita di pochissimo. La squadra di Gasset ha risposto qualche minuto più tardi trovando il gol del sorpasso con Sarr, ma la rete è stata annullata per una precedente posizione di offside. L’altra occasione clamorosa è arrivata al 27′ del secondo tempo quando Ounahi, entrato da pochi secondi, ha colpito l’incrocio dei pali con un tiro da lontano. L’Atalanta non è riuscita a creare tante occasioni ma allo scadere Miranchuk è andato vicino alla rete dell’1-2 con una conclusione di pochissimo fuori dal bersaglio grosso.
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L’Atalanta pareggia 1-1 sul campo dell’Olympique Marsiglia
Programmazione e linea verde, così il Parma è tornato in Serie A
PARMA (ITALPRESS) – Dopo 1094 giorni, il Parma ritrova la serie A. Tre anni di Purgatorio, spazzati via da una cavalcata trionfale. Il pari del San Nicola in casa del Bari sancisce la matematica promozione con 180′ d’anticipo e suggella un cammino da record: 74 punti – frutto di ventuno vittorie e undici pareggi a fronte di sole quattro sconfitte, accompagnati da 64 gol fatti e 33 subiti – regalano il terzo salto di categoria al tecnico Fabio Pecchia, che in passato aveva già centrato lo stesso traguardo alla guida del Verona nel 2017 e della Cremonese due stagioni fa. Questo, se possibile, è ancora più meritato perchè la squadra crociata è stata la più continua del lotto, non ha mai ceduto il comando della classifica nonostante alle sue spalle le inseguitrici, a turno, provassero invano a tenere il passo e, soprattutto, è riuscita a raccogliere i frutti di un lavoro iniziato fin dallo scorso anno, in cui conobbe l’amara delusione dell’eliminazione in semifinale play-off ad opera del Cagliari. Da lì l’ambiente è ripartito grazie a pochi ma significativi ritocchi (il doloroso addio ai “senatori” Buffon e Vazquez e gli arrivi di Hernani, richiamato alla base, e Di Chiara, le uniche due sostanziali novità nell’undici titolare), alla crescita esponenziale dei molti giovani in rosa, Bonny e Circati su tutti, e alla maggior consapevolezza del gruppo, coinvolto interamente nelle rotazioni dall’allenatore di Formia. Al resto hanno provveduto le qualità dei singoli, in primis Man, capocannoniere con undici reti, e Bernabè, la costanza di capitan Delprato ed Estevez e, non ultimi in ordine d’importanza, gli investimenti e la passione del presidente Kyle Krause, in carica dal settembre 2020, che testimoniano la forza e la bontà del progetto di un club ambizioso. C’era anche il massimo dirigente americano nella grande festa allestita, sotto una pioggia battente, in piazza Garibaldi, dove il Parma, accolto da migliaia di tifosi, è arrivato attorno alla mezzanotte direttamente da Bari. Il tempo di intonare qualche coro e mostrare la maglietta celebrativa “ParmAgain” ma già da oggi è il momento di pensare al futuro: nel mirino le rimanenti due partite con Cremonese e Reggiana per chiudere il campionato al primo posto, mai conquistato finora in serie B nella storia ultracentenaria, poi ci sarà da pianificare la nuova avventura tra i “grandi” del calcio italiano che avrà come punti fermi il condottiero Pecchia e i tanti talenti che la società sta blindando da ormai alcuni mesi. Programmazione e linea verde: così il Parma è tornato in alto.
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Zanetti “Seconda stella storica, Inter resterà competitiva”
MILANO (ITALPRESS) – Non un punto d’arrivo ma solo un’altra tappa di un grande percorso che può regalare altre gioie. Seconda stella, per Javier Zanetti, “vuol dire scrivere una delle pagine più importanti del nostro club: questi ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario – le parole del vicepresidente dell’Inter ai microfoni di Radio TV Serie A con RDS – Questo scudetto è stato voluto, dal primo giorno di allenamento tutti noi eravamo concentrati su questo obiettivo, consapevoli di avere una squadra forte. Poi lo devi dimostrare sul campo e così è stato: dall’inizio alla fine abbiamo dominato il campionato affrontando avversari difficili, mostrando sempre anche un grande gioco. L’Inter di quest’anno ha fatto delle partite incredibili e i nostri tifosi si sono divertiti. Se la seconda stella è mai stata un’ossessione? Questo mai, non fa parte dei nostri valori, credo che sia stato un sogno che domenica dopo domenica è diventato realtà, soprattutto vedendo giocare la squadra”. Uno dei grandi artefici di questo successo è sicuramente Simone Inzaghi. “E’ stato bravo a rimanere calmo e sereno nei momenti di difficoltà, restando consapevole di quello che poteva fare, credendo sempre nel suo lavoro al di là del risultato”. “L’anno scorso – ricorda Zanetti – ci sono stati momenti difficili in cui è stato molto criticato dall’esterno, ma lì si vede la forza della società: supportare l’allenatore in momenti come quelli. Credo che Simone ci porterà a tanti successi, non siamo neanche a metà del ciclo. Mi auguro rimanga per tanto, lui si trova bene con noi e noi con lui”. Fra le sliding doors anche il “tradimento” di Lukaku: “Perdonarlo? Non so se la parola giusta sia perdonare, siamo rimasti male per la tempistica e perchè non è stato chiaro fin dall’inizio, se lo fosse stato avremmo optato per una strategia differente. E’ andata così, gli auguro una grande carriera”. L’Inter ha saputo far fronte anche a una situazione societaria non facile nell’affrontare il mercato: “si gestisce con grande chiarezza sapendo quello che dobbiamo fare, avendo una strategia ben precisa e cercando di aggiungere giocatori funzionali al progetto dell’allenatore. Ci siamo messi alla prova, in questo incastro vanno via giocatori importanti e bisogna prenderne di nuovi, è stata una grande sfida. Steven Zhang? E’ mancato solo fisicamente, siamo sempre in contatto, era molto felice e ci teneva tantissimo ad essere qui. Si parla di Marotta League? Questo fa ridere: quando vedi una squadra che ha dominato dall’inizio alla fine c’è poco da dire”. Ma, come detto, il ciclo non è finito. “Dovremo rimanere competitivi, cogliendo le opportunità per aggiungere giocatori funzionali. L’obiettivo del prossimo anno sarà difendere la seconda stella e andare più avanti possibile anche in Champions League. Ci sarà anche il Mondiale per Club, avremo bisogno di una rosa ampia. L’intenzione – conferma Zanetti – è di tenere questa squadra, vediamo in tutti i ragazzi la voglia di continuare, vuol dire che si è creato qualcosa di importante e che c’è una base molto forte. Chi potrebbe arrivare? Se ci sono opportunità che il mister valuterà importanti per continuare la crescita le coglieremo volentieri stando nei nostri parametri. Zirkzee? Parliamo di un grandissimo campione, giovane talentuoso e intelligente, forte fisicamente. Vediamo se si presenterà questa opportunità, magari un pensierino ce lo potremo fare. Lautaro e Barella? Rinnoveranno sicuramente, sia da parte nostra che da parte loro c’è questa predisposizione a continuare insieme”. E se al Mondiale per Club l’obiettivo è “essere protagonisti, sarebbe bello arrivare nelle fasi finali”, in Champions il sogno è “poterla alzare da vicepresidente, non sarebbe male. Vedendo le altre squadre è difficile dire che siamo favoriti. Possiamo dire che ce la giochiamo, questo sì. Con questo gruppo di giocatori non dobbiamo avere paura di nessuno”.
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Sinner si ritira da Madrid per colpa dell’anca, Alcaraz out
MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner non scenderà in campo giovedì contro il canadese Felix Auger-Aliassime nei quarti di finale del “Mutua Madrid Open”, quarto Masters 1000 stagionale, dotato di un montepremi di 7.877.020 euro, che si sta disputa sulla terra battuta della “Caja Magica” della capitale spagnola. Il motivo è il fastidio all’anca accusato nei giorni scorsi.
“Mi dispiace di non scendere in campo per il mio prossimo match a Madrid – ha annunciato l’azzurro – L’anca mi sta dando problemi questa settimana e le cose sono andate gradualmente peggiorando. Ascoltando le indicazioni dei medici abbiamo deciso che sarebbe stato meglio non giocare per non peggiorare la situazione”. Il 22enne di Sesto Pusteria aveva accusato problemi durante il match di terzo turno di lunedì contro il russo Kotov (n.72 Atp) ma poi aveva offerto una prestazione piuttosto convincente contro l’altro russo Khachanov. Auger-Aliassime si trova così la porta spalancata verso la semifinale dove attende uno fra Daniil Medvedev e Jiri Lehecka, mentre dall’altra parte del tabellone sarà sfida fra Andrey Rublev e Taylor Fritz. Il russo, settimo favorito del seeding, stoppa a sorpresa Carlos Alcaraz, che andava a caccia a Madrid del suo terzo successo di fila: 4-6 6-3 6-2 dopo due ore e un minuto di gioco. Rublev, che ha firmato così la sua prima vittoria contro un Top 3 dal 2022 ed è arrivato almeno una volta tra i migliori quattro in sette dei nove Masters 1000 in calendario, per un posto in finale se la vedrà con Taylor Fritz, 12esima testa di serie, che ha la meglio su Francisco Cerundolo per 6-1 3-6 6-3. Per lo statunitense, alla prima semifinale in un 1000 della stagione, si tratta della vittoria numero 250 nel circuito.
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Boston avanti, Doncic trascina Dallas, Philadelphia non si arrende
BOSTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La vendetta è un piatto che si gusta freddo. Un anno dopo la dolorosa sconfitta in gara 7 al TD Garden, Boston si prende la sua rivincita, batte 118-84 Miami e chiude sul 4-1 la serie qualificandosi per le semifinali play-off della Eastern Conference. Jaylen Brown e Derrick White, a referto con 25 punti a testa, guidano i Celtics, approfittando anche delle tante assenze nelle fila degli Heat, e attendono ora di conoscere la prossima rivale: Cleveland oppure Orlando. In gara 5, alla Rocket Mortgage FieldHouse, Evan Mobley stoppa all’ultimo respiro Franz Wagner e difende il 104-103 che permette ai Cavs di portarsi sul 3-2, merito anche dei 28 punti di Mitchell e dei 23 di Garland mentre ai Magic non basta un sontuoso Paolo Banchero da 39 punti. Restano aperte anche le altre due serie in corso a Est: incredibile Philadelphia, che al Madison Square Garden piega New York all’overtime 112-106 ed evita l’eliminazione accorciando sul 2-3. Decisivo Tyrese Maxey, che sigla 7 punti negli ultimi 25 secondi di gara (i Sixers erano sotto di 6 a 28″ dalla sirena) e poi impazza nel supplementare, chiudendo con 46 punti complessivi. In tripla doppia Embiid (19 punti, 16 rimbalzi e 10 assist), con Philadelphia che nella notte avrà la chance di impattare la serie sfruttando la spinta dei suoi tifosi. I Knicks (40 punti per Brunson) dovranno invece rivedere i propri piani, col rischio di trascinarsi a gara 7. E gara 7 è l’obiettivo di Milwaukee, che annulla il primo match-point a Indiana (115-92) con 29 punti a testa di Portis e Middleton, sopravvivendo alle assenze di Antetokounmpo e Lillard. Trova spazio anche Danilo Gallinari, 4 punti (1/3 dal campo con 0/2 da tre e 2/2 ai liberi), 6 rimbalzi e una palla persa in 21 minuti. Per i Pacers nuova chance di chiudere i conti nella notte italiana, in quel di Indianapolis.
A Ovest resta ancora una serie in bilico, quella fra Clippers e Mavericks. A rompere l’equilibrio ci prova Luka Doncic, che nonostante un ginocchio malconcio e un malessere che lo accompagna da giorni, firma 20 dei suoi 35 punti nel secondo tempo, aggiungendo 10 assist e 7 rimbalzi nel 123-93 con cui Dallas si porta sul 3-2, con la chance di conquistare il passaggio del turno venerdì in Texas.
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Primo round al Borussia Dortmund, Psg battuto 1-0
DORTMUND (GERMANIA) (ITALPRESS) – Una vittoria che di certo non indirizza la sfida, ma che ai fini della qualificazione potrà fare la differenza. Finisce 1-0 il match tra Borussia Dortmund e Paris Saint-Germain, decisiva la rete nel primo tempo messa a segno da Fullkrug: gara ad intermittenza per la banda di Luis Enrique – deludente la prova di Mbappè -, martedì prossimo i parigini, che stavolta giocheranno in casa, dovranno rimontare il gol di svantaggio.
Tanta intensità, ma poche occasioni. La prima mezz’ora del Signal Iduna Park è scivolata via tra palloni forzati e tanti errori in fase d’impostazione: i gialloneri hanno giocato sulle ripartenze senza però far male a Donnarumma – il portiere italiano è stato reattivo sulla conclusione angolata di Sabitzer -, i parigini non sono riusciti a trovare varchi. La partita si è sbloccata al 36′ quando Fullkrug, pescato da un lancio millimetrico di Schlotterbeck, con uno stop orientato si è trovato solo in area: mancino di prima intenzione e padroni di casa in vantaggio alla seconda opportunità. A pochi minuti dal termine della prima frazione i tedeschi hanno sfiorato il 2-0, da pochi metri lo stesso Sabitzer ha calciato centrale. Nella ripresa il Psg ha alzato i giri del motore, al 6′ la squadra di Luis Enrique ha colpito due pali prima con Mbappè, poi con Hakimi. Il numero 7 dei parigini ha deluso accendendosi ad intermittenza, gara complicata anche per Dembèlè, ex di turno beccato spesso dal pubblico di casa. A sprecare l’opportunità per il 2-0 è stato ancora Fullkrug dopo l’accelerazione di Sancho, ma la girata del numero 14 da dentro l’area piccola è terminata alta sopra la traversa. L’occasione colossale, invece, è stata gettata al vento da Brandt, anticipato dall’intervento disperato di Marquinhos, una sorta di gol che tiene in bilico la qualificazione.
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Gol e spettacolo, 2-2 tra Bayern Monaco e Real Madrid
MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Spettacolo doveva essere e spettacolo è stato. Bayern Monaco e Real Madrid hanno mantenuto le promesse della vigilia, finisce 2-2 il match dell’Allianz Arena con la doppietta di Vinicius e le reti di Sanè e Kane: tutto rimandato al match di ritorno al Santiago Bernabeu, l’8 maggio si deciderà una delle due finaliste che il 1 giugno si giocherà la Champions League a Wembley. Ritmi elevati e giocate di qualità, senza esclusione di colpi. I padroni di casa hanno voluto dare un segnale ben preciso affondando subito il piede sull’acceleratore: dopo appena due minuti Sanè si è visto respingere la conclusione da Lunin, Kane subito dopo ha cercato il gol dell’anno con un pallonetto da metà campo uscito di pochissimo. Il Real Madrid di Carlo Ancelotti ha faticato senza trovare spazi, ma al primo varco i blancos sono passati in vantaggio: al 24′, su un pallone fantascientifico di Kroos, Vinicius ha superato Neuer con una conclusione di precisione. Il gol ha chiaramente spento l’entusiasmo dei bavaresi, è stato lo stesso Kane a riaccendere la luce con un calcio di punizione terminato sul fondo per questione di centimetri. Nella ripresa Tuchel ha mandato in campo Guerreiro, il cambio tattico ha pagato dopo appena 8 minuti quando Sanè, con una conclusione sul primo palo ha fulminato Lunin. Nel giro di quattro minuti è arrivato il sorpasso, con Kane in grado di trasformare il rigore assegnato per un fallo in area di Vazquez su Musiala. La seconda rete dei bavaresi ha spaventato un Real meno propositivo rispetto al primo tempo, i madrileni hanno sofferto le accelerazioni palla al piede di Musiala sulla corsia mancina: il guizzo a dieci minuti dal termine di Vinicius è stato neutralizzato dalla solita parata di posizione di Neuer, ma la gara è cambiata nuovamente dopo il fallo in area di Kim su Rodrygo. Dal dischetto si è presentato Vinicius, il brasiliano non ha fallito il pallone per il 2-2 finale.
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Sinner piega Khachanov e vola nei quarti a Madrid
MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner si qualifica per i quarti di finale al “Mutua Madrid Open”, il secondo Masters 1000 sulla terra battuta del 2024, con montepremi complessivo pari a 9.249.713 euro, in corso alla Caja Magica della capitale spagnola. Il tennista altoatesino, testa di serie numero 1, in campo nonostante un problema all’anca, ha piegato in rimonta negli ottavi di finale il russo Karen Khachanov, 16esima forza del seeding, in tre set con il punteggio di 5-7 6-3 6-3, maturato in due ore e 11 minuti di gioco. “Oggi è stata molto dura, il mio avversario ha giocato davvero bene – il commento a caldo di Sinner – Ho servito bene nei momenti importanti e posso essere contento di questa prestazione. Il problema all’anca? Ho disputato tanti match quest’anno, sono consapevole che possono succedere queste cose. Ho scelto di giocare all’ultimo momento: in carriera ho già vissuto questo tipo di situazioni. E comunque oggi mi sentivo meglio fisicamente anche se non ancora al 100%”. L’azzurro affronterà per un posto in semifinale il canadese Felix Auger-Aliassime, che negli ottavi ha eliminato il norvegese Casper Ruud, testa di serie numero 5, per 6-4 7-5.
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