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ATALANTA VINCE A CAGLIARI, AI QUARTI CONTRO JUVE

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Una convincente Atalanta batte 2-0 il Cagliari e conquista l’accesso ai quarti di finale della Coppa Italia 2018-19. Agli uomini di Gasperini bastano le reti di Zapata e Pasalic, entrambe arrivate nel finale di gara, per chiudere la qualificazione al turno successivo dopo una partita lottata fino alla fine. Rammarico per i padroni di casa che incassano solamente la seconda sconfitta stagionale alla Sardegna Arena, campo dove fino ad ora solo il Napoli era riuscito a conquistare la vittoria. Sotto un forte vento le due squadre si affrontano a viso aperto e a ritmi alti fin dalle fasi iniziali dell’incontro. L’Atalanta preme, ma è il Cagliari a sfiorare il vantaggio con un gol di Pavoletti annullato per evidente posizione di fuorigioco. Col passare dei minuti prevale la qualità offensiva dei bergamaschi con un Ilicic particolarmente coinvolto, seppur poco preciso.
Al 20′ lo sloveno chiude un destro in diagonale che sfiora il palo alla destra di Cragno e quattro minuti più tardi si fa anticipare in un facile tap-in a porta sguarnita sugli sviluppi di un corner. Ma non appena i padroni di casa alzano il baricentro arrivano i pericoli per la retroguardia di Gasperini.
È Palomino l’uomo in più per i nerazzurri, decisivo e provvidenziale in due salvataggi sulla linea su Ionita al 28′ e su Padoin nel recupero. Nella seconda frazione, al 54′, Srna pesca in profondità Pavoletti ma il centravanti dei sardi in spaccata non riesce a centrare lo specchio della porta. Tra gli ospiti si sveglia Zapata che al 60′ scappa via dalla marcatura avversaria e calcia in porta trovando la pronta respinta di Cragno. Il portiere del Cagliari si esalta e diventa il vero protagonista dell’incontro qualche minuto più tardi: prima nega il gol a Ilicic poi mura nuovamente Zapata da due passi, per altro sulla respinta Freuler non riesce a deviare di testa a porta vuota. Un pizzico di fortuna aiuta i sardi al 77′ quando Ilicic riceve palla in piena area e con il mancino stampa il pallone sul secondo palo.
Ma la forza dei ragazzi di Gasperini prevale nel finale e all’88’, dopo una svirgolata di Castagne, Zapata da pochi passi devia in rete il pallone del vantaggio. Nel recupero arriva anche il raddoppio a firma di Pasalic, una rete che fa esultare il settore ospiti e che chiude definitivamente i giochi. Ed è così che l’Atalanta supera l’ostacolo Cagliari e si regala la Juventus ai quarti, mentre i sardi escono dal campo con il rammarico di non esser riusciti a ripetere la stessa prestazione mostrata nel primo tempo.
(ITALPRESS).

COPPA ITALIA. SCHICK SHOW E ROMA AI QUARTI

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La Roma conquista la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia e lo fa con la vittoria per 4-0 ai danni dell’Entella. Nella cornice dello stadio Olimpico Di Francesco, memore dell’eliminazione della scorsa stagione per mano del Torino, non fallisce la prima storica sfida contro la formazione di Serie C e prenota l’appuntamento al Franchi contro la Fiorentina al turno successivo. “Non sottovalutiamo gli avversari”, aveva avvertito alla vigilia il tecnico giallorosso che affida le chiavi dell’attacco a Schick, chiamato ad una prestazione convincente per dare continuità dopo il gol al Sassuolo in campionato. E il primo squillo del ceco arriva dopo soli ventiquattro secondi: Under arriva sul fondo, crossa e trova il colpo di tacco vincente dell’ex Sampdoria per l’1-0. Molti guai fisici per la squadra giallorossa: prima del match è arrivato il forfait di Perotti (al suo posto Kluivert), poi all’11’ è Juan Jesus ad arrendersi per un problema al ginocchio lasciando il campo a Marcano. Proprio il centrale spagnolo rischia di combinarla grossa al 15’ con un fallo su Mota Carvalho e dalla punizione successiva nasce una nitida occasione per gli ospiti: Nizzetto prova la soluzione di potenza dal limite, Olsen non trattiene ma è straordinario sul tap in a botta sicura di Adorjan. La Roma, dopo un momento di difficoltà, ci prova da fuori area con Cristante prima (palla fuori) e con Karsdorp poi (parata di Paroni). La Roma continua a premere con alta intensità ma qualche finezza di troppo infastidisce il pubblico giallorosso come al 36’ quando Pastore con un colpo di tacco impreciso spreca una occasione nitida da gol. Ma nel finale di primo tempo è da un leziosismo che nasce il raddoppio della Roma: Karsdorp disegna un tiro cross, Schick col tacco libera al tiro Marcano che a porta sguarnita non sbaglia. Nel secondo tempo la Roma approccia come ha iniziato il primo: Kluivert rientra sul destro e serve Schick che col mancino trova l’angolo vincente. Al 51’ inizia lo show di Paroni: Kluivert sempre col tacco libera al tiro Pastore murato dal portiere che pochi minuti si ripete su Schick e poi sulla conclusione deviata di Under. Ma al 74’ l’asse Kluivert-Pastore porta i suoi frutti e l’argentino firma il poker a tu per tu con l’estremo difensore ospite.  All’81’ c’è spazio per l’ingresso in campo del giovane Riccardi ma la partita è ormai impostata nei ritmi lenti del finale e la Roma può gestire il risultato fino al triplice fischio dell’arbitro.

ICS. ACCORDO CON GEPAFIN PER IMPIANTI UMBRIA

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L’Istituto per il Credito Sportivo, unica banca pubblica del Paese e leader nel finanziamento allo Sport e alla Cultura, e Gepafin SpA hanno stipulato una convenzione, rivolta alle società che gestiscono attività sportive e culturali, per il rilascio di garanzie su mezzi propri e su fondi pubblici utili alla concessione di finanziamenti sia breve che a medio-lungo termine. A siglare l’accordo il Presidente di Gepafin, Salvatore Santucci, e il Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, Andrea Abodi. In virtù di tale accordo Gepafin potrà rilasciare una garanzia, a valere sui fondi individuati dalla convenzione, che assisterà ciascun finanziamento fino all’ammontare dell’80% del credito vantato dall’Istituto di Credito Sportivo nei confronti del beneficiario. Tale iniziativa, la prima di questo genere nel panorama nazionale, è tesa a sostenere e incentivare nel territorio umbro un significativo rilancio degli investimenti nel settore sportivo e culturale, compresa la valorizzazione di immobili storici, favorendo così progetti di sviluppo economico ed occupazionale a beneficio della collettività.
Gepafin SpA è la Società finanziaria per le piccole e medie imprese, costituita dalla Regione Umbria unitamente alla Commissione dell’Unione Europea, con il compito di supportare le Piccole e Medie Imprese, aventi sede legale e/o operativa nell’intero territorio regionale, nel reperimento di risorse finanziarie. La convenzione, che ha durata biennale, prevede garanzie a valere su finanziamenti fino a 10 anni con tassi agevolati e riveste particolare importanza soprattutto per quelle rilasciate nel comparto culturale, dove non opera il Fondo di Garanzia per l’impiantistica sportiva. Per le garanzie a valere su mezzi propri è previsto invece un plafond di 5 milioni, con un minimo finanziabile di 50mila euro e un massimo di 500mila euro.

GALLINARI 25 PUNTI MA KO, BELINELLI INFORTUNATO

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Serata amara per i due italiani in Nba. Danilo Gallinari e i suoi Los Angeles Clippers cadono allo Staples Center contro New Orleans per 121-117, sotto i colpi di Anthony Davis che, dopo appena 4 punti nel primo quarto, si scatena e chiude a quota 46, conditi da 16 rimbalzi. I Clippers erano riusciti a risalire da -20 proprio grazie a Gallinari che, con un gioco da 4, era riuscito a portare i suoi avanti 101-100. Poi, però, il ritorno di New Orleans (27 punti per Randle) ha reso vani gli sforzi del lungo di Sant’Angelo Lodigiano, che ha comunque chiuso con 25 punti (2/4 da due, 6/9 da tre e 3/3 ai liberi), 4 rimbalzi, sei assist, 4 palle perse e due recuperate in 33′. I Clippers restano al sesto posto a Ovest, appena davanti a San Antonio che incassa il secondo ko consecutivo, stavolta per mano degli Hornets di Walker (33 punti) e dell’ex Tony Parker (8 punti e 4 assist): 108-93 il finale che vede capitolare gli Spurs, dove il migliore è Aldridge (28 punti e 10 rimbalzi) mentre Marco Belinelli nemmeno va in campo, saltando la sua seconda gara stagionale: colpa di un problema al ginocchio sinistro rimediato nella sconfitta di domenica contro i Thunder.

Per quanto riguarda le altre gare della notte, ennesima prestazione monstre di James Harden, che con 57 punti firma la vittoria di Houston (112-94) su Memphis mentre un Lillard da 35 punti non basta a Portland, battuta 115-107 da Sacramento. Gobert domina sotto canestro (18 punti e 25 rimbalzi) e con Mitchell (28 punti) e Korver (19 pt) guida Utah al sesto successo in sette partite (100-94 su Detroit). Terza sconfitta di fila per Boston, che cede 109-102 alla rinata Brooklyn: 34 punti, di cui 18 nel terzo quarto, per Russell e primo successo dei Nets sui Celtics dal 2 gennaio 2016.

DAL TOUR DOWN UNDER ECCO PRIMA GIOIA 2019 PER VIVIANI

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Elia Viviani riparte da dove aveva lasciato. Quattro mesi dopo aver concluso la sua stagione più vincente di sempre con la zampata di Madrid (68^ trionfo in carriera), il 29enne sprinter veronese della Deceuninck-Quick Step piazza subito il primo acuto nel Tour Down Under. La prima tappa che si concludeva, dopo 129 chilometri, a Port Adelaide vede il campione italiano rimontare nello sprint finale e beffare Max Walscheid (Sunweb) che si sentiva già la vittoria in tasca mentre chiude al terzo posto un altro italiano, Jakub Mareczko (CCC). “Prima vittoria dell’anno per la squadra e prima vittoria per me – esulta Viviani – E’ davvero una grande giornata. Sentivo un po’ di pressione dopo la fantastica stagione che ho avuto lo scorso anno ma ora mi sento più rilassato e non vedo l’ora di cogliere altre chance in questa settimana australiana”.

La volata conclusiva è stata condizionata da un forte vento contrario “ma il nostro piano era aspettare un pochettino prima di collocarmi nella posizione migliore – rivela Viviani – Non era facile trovare spazio ma i miei compagni di squadra hanno fatto un gran lavoro e anche se qualcuno aveva qualche metro di vantaggio, non mi sono fatto prendere dal panico e mi sono lanciato nel momento giusto. Una volta trovato lo spazio sulla sinistra, ho capito che potevo vincere”. Viviani è ora al comando della classifica generale – primo italiano in 16 anni a guidare il Tour Down Under – con 4 secondi su Walscheid e 5 su Patrick Bevin (CCC) e Michael Storer (Sunweb). Domani la seconda delle sei frazioni in programma, partenza da Norwood e arrivo ad Angaston dopo 122,1 chilometri.

AVANZANO FOGNINI E GIORGI, CECCHINATO SUBITO FUORI

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Fabio Fognini e Camila Giorgi non deludono le attese, Luca Vanni sfiora l’impresa mentre Marco Cecchinato spreca troppo e saluta subito Melbourne. Agli Australian Open partono bene i due numeri uno d’Italia. Il 31enne di Arma di Taggia, 12esima testa di serie, raggiunge Seppi, Fabbiano e Travaglia al secondo turno in due ore e 24 minuti, tanto è resistito il Next Gen spagnolo Jaume Munar: Fognini si aggiudica i primi due parziali, equilibratissimi, al tie-break (7-3 e 9-7) seppure sempre costretto a rimontare, poi nel terzo parziale, quando era avanti 3-1, vede l’avversario alzare bandiera bianca per uno stiramento alla coscia sinistra. “Qualche problema me lo ha creato, potevamo anche essere un set pari dopo oltre due ore – racconta – Munar è uno che lotta su ogni palla, serve bene, è giovane e ha tutto per salire nel ranking. Le condizioni poi qui a Melbourne sono molto difficili: caldo, umido e i campi molto più veloci del passato non mi favoriscono. Negli Slam è importante partire con il piede giusto e quindi sono soddisfatto. L’obiettivo del 2019 è giocare bene i tornei più importanti. Devo stare sul pezzo, se li gioco bene il ranking verrà da sé, ma senza pensarci troppo o mettermi pressione”. Prossimo ostacolo l’argentino Leonardo Mayer, nei cui confrointi è avanti 3-2 anche se ha perso gli ultimi due lo scorso anno, entrambi sulla terra.

Tanti rimpianti invece per Cecchinato e Vanni. Il palermitano, numero 17 del seeding, esce di scena per mano di Filip Krajinovic al termine di un incontro che lo ha visto prendersi i primi due parziali e sprecare poi la chance di chiudere il discorso nel quarto set, subendo il contro-break quando era andato a servire per il match (5-4) e poi non riuscendo a convertire l’unico match-point ottenuto nel tie-break. Alla fine Cecchinato si è arreso per 4-6 0-6 6-1 7-6(8) 6-4, dopo due ore e 44 minuti di lotta, e i rimpianti lo perseguiteranno per un po’. Discorso simile per Luca Vanni, che però era opposto a un avversario di livello superiore come Pablo Carreno Busta: il 33enne di Castel Del Piano, alla sua seconda volta nel main draw di Melbourne, era avanti due set a uno ma alla fine è dovuto capitolare per 6-7(5) 6-2 3-6 5-7 6-4. Esordio in scioltezza per Camila Giorgi, unica azzurra nel tabellone principale: battuta 6-3 6-0 in meno di un’ora Dalila Jakupovic, tra ace (7) e vincenti (12). “E’ stato un buon debutto – ha ammesso la marchigiana – Sto giocando un tennis solido e sono cresciuta dal punto di vista tattico. Anche a Sydney pur perdendo contro la Kerber avevo disputato un buon match”. Prossima avversaria la qualificata polacca Iga Swiatek.

Nessuna sorpresa fra i big. Novak Djokovic si sbarazza per 6-3 6-2 6-2 del qualificato americano Mitchell Krueger, avanti facile anche Alexander Zverev (6-4 6-1 6-4 contro lo sloveno Aljaz Bedene) mentre Kei Nishikori rischia grosso: il giapponese va sotto di due set contro il qualificato polacco Kamil Majchrzak prima di pareggiare i conti e approfittare del ritiro dell’avversario nel quinto set, quando era avanti 3-6 6-7(6) 6-0 6-2 3-0. Un ritiro, quello di Gulbis, favorisce anche Stan Wawrinka, che aveva perso il primo set 6-3, mentre fra le donne debutta con qualche difficoltà di troppo Simona Halep, finalista un anno fa: alla rumena servono tre set – 6-7(2) 6-4 6-2 – per avere ragione di Kaia Kanepi. Tutto facile per Osaka, Svitolina, Pliskova e Serena Williams (6-0 6-2 contro la tedesca Maria), cade invece Daria Kasatkina, numero 10 del tabellone, travolta per 6-3 6-0 dalla svizzera Timea Bacsinszky.

ACI SCEGLIE SUZUKI E UN TALENT PER RILANCIARE RALLY

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Lanciato nel 2014 con l’obiettivo di permettere ai giovani rallysti più promettenti di realizzare il proprio sogno e di intraprendere una carriera da pilota, Aci Rally Italia Talent rilancia le proprie ambizioni attraverso un accordo con Suzuki. La casa giapponese, già attiva nel mondo del rally italiano con la Suzuki Rally Cup e la Suzuki Rally Trophy, fornirà infatti al talent organizzato dall’Automobile Club Italia, sette Swift Sport sulle quali si cimenteranno gratuitamente gli aspiranti piloti. “Questa è una manifestazione a cui abbiamo creduto fin da subito per rilanciare il mondo del rally in Italia – ha commentato il presidente nazionale dell’ACI Angelo Sticchi Damiani -. E’ importante tenere accesa la fiamma e l’entusiasmo dei giovani nei confronti di questa disciplina. Noi diamo loro la possibilità di provare, di mettersi alla prova e, visti i numeri, ci stiamo riuscendo. Grazie a questa partnership con Suzuki sono convinto che riusciremo a raggiungere obiettivi ancora più importanti”.
Partito lo scorso weekend da Cremona e alla vigilia della tappa di Sassari in programma il prossimo fine settimana, l’ACI Rally Italia Talent 2019 può già vantare su numeri di grande prestigio: sono 8mila, infatti, i giovani già iscritti (il primo anno furono poco più di 4mila), il 64% con un’età inferiore ai 30 anni, quasi tutti alla loro prima esperienza con una vettura da rally. “Come casa stiamo attraversando un periodo di grandi successi in Italia, tanto che negli ultimi due anni abbiamo notevolmente aumentato le nostre vendite, soprattutto nell’ibrido dove siamo il secondo marchio in Italia – ha affermato Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia -. Ora vogliamo andare verso un pubblico nuovo, un pubblico che ama lo sport e i sogni come noi. Questa manifestazione e i rally in tutte le sue forme è il terreno su cui abbiamo voluto mettere alla prova le nostre vetture”.
Dopo le tappe di Cremona e Sassari, l’ACI Rally Italian Talent toccherà i circuiti di Siena, Valle del Liri (FR), Ortona (CH), La Conca (Le), Adria (RO), Pergusa (EN) e Busca (CN), prima delle semifinali e finali in programma ad Ortona. I prossimi obiettivi di Aci sono quelli di creare dei corsi di rally da proporre ai partecipanti ai talent e soprattutto il “rilancio mediatico” del talent, che oltre a mantenere il suo carattere sportivo vorrebbe diventare anche un evento televisivo.

 

ALLEGRI “RISPETTO E UMILTA’ CON IL MILAN”

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Una Supercoppa da mettere in bacheca perchè, come dice Giorgio Chiellini, “negli ultimi anni ne abbiamo lasciate troppe per strada”. Memore delle tre sconfitte incassate in quattro edizioni della competizione da quando è alla guida della Juventus, Massimiliano Allegri non si fida del Milan nonostante i rossoneri in campionato abbiano un distacco di 22 punti dai campioni d’Italia in carica: “Difficile farsi un’idea perché perdemmo due partite ai rigori e una con la Lazio, tra l’altro recuperata, al 93° – ha detto il tecnico bianconero in conferenza stampa al King Abdullah Sports City Stadium sede di questa edizione della Supercoppa -. Speriamo che domani sia diverso, però per far sì che diventi diverso bisognerà fare una bella prestazione perché i 22 punti di distacco in campionato si azzerano. Sarà un test importante anche per prepararci al meglio all’ottavo di Champions. Le partite secche dove non hai possibilità di replica devi giocarle in modo diverso”. Per Allegri, che conterà molto sul lavoro difensivo per vincere questo trofeo, “la più grande qualità della Juventus è quella di aver sempre avuto grande rispetto dell’avversario, altrimenti le partite non le vinci”.
Ancora presto per dire se Ronaldo, oltre a gol e grandi giocate, abbia dato più consapevolezza in gare come le finali. “Per dimostrare che è così bisogna vincere perché se si vincono i trofei Ronaldo ha dato più consapevolezza, se non si vince allora non l’ha data. Cristiano è abituato e ha vinto 4 delle ultime 5 Champions. Per noi è un valore aggiunto e va sfruttato ma non scordiamo che negli ultimi 4 anni la Juventus ha giocato due finali di Champions contro le due squadre più forti del mondo”, dice Allegri riferendosi ai ko con Barcellona e Real Madrid. CR7 titolare mentre non ci sarà Mandzukic e per il momento non è stato ancora deciso il sostituto: “Uno tra Douglas Costa e Bernardeschi. Poi giocheranno Dybala e Ronaldo. Non avremo un punto di riferimento davanti ma bisognerà occupare l’area”, ha detto Allegri che sulla possibile scelta per il ruolo di terzino destro non si è sbilanciato: “O Cancelo o De Sciglio, stanno bene entrambi”.
Commentando invece il ritorno a ‘tempo pieno’ di Khedira, ha spiegato: “Purtroppo ha passato i primi quattro mesi della stagione a fare i conti con vari infortuni, ha giocato pochissimo, a Bologna ha fatto una buona partita e domani non so se lo farò giocare. Un giocatore come lui serve alla squadra”. Sulle voci del possibile arrivo di Aaron Ramsey l’allenatore bianconero non ha voluto commentare: “E’ un giocatore dell’Arsenal e non posso parlarne, anche perché la rosa della Juventus al momento è a posto così”. Un Allegri che ancora una volta ha ribadito di puntare a tutte le competizioni, ha parlato anche del suo ex giocatore Gonzalo Higuain: “Troveremo un giocatore concentrato, voglioso di riscattare la sconfitta in campionato e domani cercherà di fare una grande partita. Dovremo essere bravi noi a limitarlo nella sua prestazione”. Mentre sull’ultimo acquisto Paquetà non ha espresso giudizi: “Già faccio fatica a guardare i miei poi l’ho visto mezz’ora contro la Sampdoria. Dopo viene Gattuso, domandatelo a lui”.
Infine, quando gli è stato chiesto se è pronto a rinunciare a Supercoppa e campionato per vincere la Champions, ha risposto: “Intanto vinciamo domani, poi vedremo se saremo bravi ad arrivare al primo giugno. Una cosa alla volta, un passetto alla volta da fare con molta calma”. In conferenza stampa era presente anche il capitano Giorgio Chiellini che due anni fa a Doha contro il Milan aveva segnato il gol del vantaggio in una Supercoppa poi vinta dai rossoneri ai rigori: “Siamo cambiati tanto in due anni – ha risposto – è trofeo a cui teniamo, arriva a metà della stagione ed è un po’ diverso dal viverlo ad agosto, però dobbiamo dimostrare con i fatti che vogliamo vincere. Abbiamo lasciato negli ultimi anni un po’ troppe di queste coppe ed è un peccato. Vogliamo invertire il trend che ci ha visto perdere le ultime due supercoppe. L’obiettivo è di iniziare il 2019 alzando un trofeo”. Difficile sarà abituarsi a un clima diverso: “Viaggiare è stato un po’ stancante, passare da zero gradi di Torino ai 30 di qui non è semplice e forse il livello atletico nel secondo tempo potrebbe calare”, ha risposto.
Di fronte ci sarà un Gonzalo Higuain voglioso di fare bene contro i suoi ex compagni, ancora scottato per la cessione estiva e per la gara di andata del campionato: “Gonzalo è un grande attaccante e un grandissimo giocatore a 360 gradi – ha detto Chiellini -. Può essere letale negli ultimi 16 metri e mi aspetto un Gonzalo voglioso. Dovremo essere noi a spegnerlo subito, perchè se comincia a creare occasioni può diventare devastante. Se riusciamo a non farlo entrare in partita, è meglio. Poi queste partite vivono di episodi e bisognerà essere concentrati. Un vantaggio marcarlo? È un vantaggio per entrambi, io conosco lui e lui conosce me”. Il Milan in avanti potrà giocarsi anche la carta Cutrone: “E’ un giocatore molto pericoloso in area di rigore, un attaccante di energia che ha un impatto devastante. Bisognerà stare attenti sui cross. In area è molto decisivo, vedremo chi giocherà, ma siamo preparati sia che giochi Higuain da solo sia che giochi con Cutrone”. Chiellini e compagni si aspettano tanto da Ronaldo: “Credo che come tutti noi voglia vincere. È un giocatore che in queste partite si esalta e ci aspettiamo tanto da lui. Lo vedo concentrato e voglioso di essere decisivo domani sera”.