La sensazione è strana, non la solita vigilia di una finale. Il tema centrale non è la partita, anche se in campo domani il Milan troverà la più forte. Una sensazione che non piace a Rino Gattuso, impegnato a districarsi tra le tantissime domande che riguardano Gonzalo Higuain, protagonista assente di questa conferenza stampa un po’ surreale. Il mercato impazza e blocca Leonardo a Milano, mentre tutti a Gedda aspettano il match di domani. Sì, perché l’argentino è sul piede di partenza ma ad oggi è ancora un giocatore del Milan: “Domani al 90% giocherà. Vediamo cosa vuole fare e come sistemare questa questione”. Il tecnico poi, tallonato da altre domande sull’argentino, si sbilancia, facendo intuire le sue intenzioni per domani: “Lo faccio giocare perché lo vedo bene, sereno. O è un grandissimo attore, ma lo vedo dentro il progetto. Dopo la partita di campionato contro la Juve, qualcosa è successo nella sua testa. Far cambiare l’idea a un atleta non è facile. A me non ha detto che vuole andare via e lo sto ancora aspettando”.
Domani mattina sicuramente un orecchio sarà a Casa Milan, con Leonardo impegnato nella trattativa Piatek e parallelamente protagonista nei colloqui con Juventus e Chelsea per l’argentino.
Gattuso però crede in Gonzalo fino all’ultimo, senza pensare agli scenari possibili post Gedda: “Rimanerci male se dovesse partire? Non conta nulla. Non ci rimango male, anche io ho fatto il calciatore per tanti anni. Ognuno di noi è diverso e non possiamo giudicare il ragionamento di una singola persona. In base a come stai mentalmente, vedi le cose. Voglio godermi la finale e vedremo cosa succederà”. A margine del tema Higuain, si parla anche di campo e della partita, cercando di paragonare lo scontro Juventus-Milan ai grandi match degli anni 2000: “Quelle da giocatore erano diverse. Sono sereno. Giochiamo con una squadra che sono 8 anni che la fa da padrona. A noi ci fanno bene queste partite. Venire qua e giocarsi un trofeo è sempre importante, si tocca con mano. Dobbiamo giocare la nostra partita, con spensieratezza. Nel calcio non vince la squadra più forte. Vedo i ragazzi tranquilli e dobbiamo fare una grande prova per battere la Juve”.
Per battere la squadra più forte, Gattuso sa benissimo che servirà la serata perfetta: “Voglio vedere lo spirito della partita di Torino contro di loro o l’inizio della finale di Coppa Italia. Voglio vedere una squadra che gioca per 95 minuti senza paura. Dobbiamo metterci quello spirito visto tantissime volte. Ci vogliono voglia e compattezza e giocare a viso aperto”. I 22 punti di distanza in campionato potrebbero influire mentalmente sui rossoneri, ma Gattuso spera che domani qualche stimolo in più possa ridurre il gap, che resta comunque: “Voglio vedere una squadra che non ha timore. La squadra non deve mollare. Siamo migliorati tantissimo. Non voglio vedere robe come con l’Olympiacos. Non dobbiamo perdere le certezze. Non dobbiamo perdere la testa e coraggio”. Il capitano Alessio Romagnoli mostra tranquillità al suo fianco, ricordando anche l’ultimo vittoria dei rossoneri a Doha, proprio contro la Juventus nel 2016: “Siamo una squadra più matura e più forte. La cosa che deve rimanere è la voglia di imporsi e stare concentrati e determinati. Con la Juve appena molli un secondo ti fa male. Non dobbiamo lasciare nulla al caso”.
Il difensore centrale è ottimista, avendo vissuto giorni sereni con il gruppo, dopo l’ultima vittoria nel 2018 contro la Spal, che ha dato ossigeno alla stagione rossonera: “Abbiamo sensazioni positive. E’ una bella atmosfera, è bello stare qui a giocarci questa coppa importante per noi, che può dare una svolta alla nostra stagione. Siamo pronti e domani dobbiamo dare il massimo per vincerla”. Anche il capitano rossonero non può esimersi dalla domanda del giorno, che riguarda ovviamente Higuain: “Le domande di mercato vanno fatte ai dirigenti. Noi ci concentriamo sul campo. E’ un professionista, è sereno, si allena bene. Pensa solo al campo. Il resto lo fanno Leonardo e Maldini”. Infatti la trattativa con Chelsea e Juventus prosegue a tutta, e potrebbe chiudersi in fretta, forse troppo.
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GATTUSO “CONTRO JUVE CON HIGUAIN E SENZA PAURA”
WARRIORS SCATENATI, NUGGETS TRAVOLTI, SIXERS OK
Golden State si abbatte su Denver. Riflettori puntati sullo scontro diretto tra le prime della Western Conference e i campioni in carica il big match non lo sbagliano, imponendosi sul parquet dei Nuggets con un eloquente 142-111 e stabilendo anche un nuovo primato: 51 punti nel primo quarto. Curry, Thompson e Durant, come al solito, sono i trascinatori dei Warriors, i primi due mettono a referto 31 punti a testa, quattro in più del terzo che si ferma a 27. In doppia cifra anche Cook che ne fa 11, mentre sfiora la doppia doppia Looney (9 punti e 12 rimbalzi). Denver paga l’impatto devastante di Golden State e cede il primato ai “guerrieri”, nonostantre i 22 punti di Beasley, i 21 di Murray e i 17 di Jokic.
Netto successo anche per Philadelphia che, davanti al proprio pubblico, batte Minnesota 149-107. Il più prolifico è Joel Embiid con 31 punti (oltre a 13 rimbalzi), mentre sfiora la tripla doppia Ben Simmons che fa registrare al suo attivo 20 punti, 11 rimbalzi e 9 assist. In doppia cifra anche Butler (19), Redick (15) e Shamet (12).
Vincono gli Atlanta Hawks che battono 142-126 gli Oklahoma City Thunder, con i 26 punti di Collins, i 24 di Young (11 assist) e Len (11 rimbalzi). Niente da fare per gli ospiti nonostante i 31 punti di Russell Westbrook (11 assist), i 24 di Paul George e i 21 di Grant e Schroder. Tutto facile per i Milwaukee Bucks che battono Miami Heat 124-86 con tripla doppia di Giannis Antetokounmpo (12 punti, 10 rimbalzi e altrettanti assist). Vittoria anche per gli Indiana Pacers (131-97 sui Phoenix Suns, 20 punti a testa per Bogdanovic e Evans) e ritorno al successo per i Los Angeles Lakers che, in attesa del rientro di LeBron James, battono i Chicago Bulls per 107-100.
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SEPPI E FABBIANO AVANTI, TRAVAGLIA A TESTA ALTA
Melbourne come una seconda casa. Andreas Seppi continua a esaltarsi sul cemento australiano. Nel primo Slam stagionale, dove già in quattro occasioni ha raggiunto gli ottavi – l’ultima dodici mesi fa, stoppato da Edmund – il 34enne di Caldaro prenota un posto nel terzo turno e lo fa con autorevolezza: 6-3 6-4 6-4 in meno di due ore contro Jordan Thompson. Seppi, reduce dalla finale di Sydney, controlla il match sin dai primi scambi, supera qualche passaggio a vuoto – come quando nel primo set si è fatto rimontare da 3-0 a 3-3 – e chiude con 11 ace e 38 vincenti. “Nessun segreto – fa il modesto a fine incontro a proposito del suo rendimento di inizio stagione – solo la continuità, un lavoro fatto bene alla base, prevenzione degli infortuni e tanto impegno. Bisogna avere sempre voglia di sacrificarsi, senza mai accontentarsi, e mentalmente bisogna essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione”. Ad attenderlo ora il Next Gen statunitense Frances Tiafoe, che ha sovvertito il pronostico battendo 4-6 6-4 6-4 7-5 il sudafricano Kevin Anderson, numero 6 del mondo e quinta testa di serie, finalista agli US Open 2017 e a Wimbledon 2018. “Non ci ho mai giocato contro ma se ha battuto Anderson significa che sta giocando molto bene”.
Se Seppi è una certezza, la sorpresa è Thomas Fabbiano, autore dell’impresa di giornata: alla terza partecipazione al Major australiano dove non aveva mai superato il primo turno, si è imposto per 6-7(15) 6-2 6-4 3-6 7-6(10-5), dopo tre ore e 32 minuti di battaglia, sul gigante statunitense Reilly Opelka (2 metri e 11 centimetri), che all’esordio aveva fatto fuori Isner. Per il pugliese è la seconda volta al terzo turno di uno Slam dopo Us Open 2017 e Wimbledon 2018. Opelka è stato a tratti ingiocabile sul servizio (67 gli ace) e “non c’era verso di capire dove tirasse. Finché alla fine ho deciso di mettermi sul corridoio, obbligandolo ad andare dove volevo io”. La tattica ha funzionato: “C’era in palio una posta altissima, e quando la porti a casa in questo modo c’è tanta bellezza”, esulta Fabbiano, che ora trova sulla sua strada Grigor Dimitrov, semifinalista nel 2017. Si ferma invece al secondo turno la corsa di Stefano Travaglia, che esce però a testa alta dopo cinque set (3-6 6-3 3-6 6-4 6-3) contro Nikolaz Basilashvili, numero 20 Atp. Qualche rimpianto c’è visto che l’azzurro era riuscito a recuperare il break nel quarto parziale, poi però, alla distanza, il calo fisico ha fatto la differenza. “Peccato perché c’è mancato davvero poco – ammette Travaglia – Sono stato avanti due set a uno e nel quarto abbiamo avuto entrambi alti e bassi, si è alzato un vento molto forte e le condizioni sono totalmente cambiate”. Domani tornano in campo, a caccia del terzo turno, Fabio Fognini contro Leonardo Mayer e Camila Giorgi opposta alla polacca Iga Swiatek.
Detto di Anderson, il tabellone maschile non ha riservato altri colpi di scena. Tre set sono bastati a Nadal e Federer per sbarazzarsi rispettivamente di Ebden e Evans, qualche difficoltà in più per Cilic (al quarto contro McDonald), bene il Next Gen russo Khachanov. Situazione simile fra le donne, dove esce di scena Kiki Bertens per mano della Pavlyuchenkova mentre viaggiano a vele spiegate le altre big in campo come Kerber, Wozniacki, Stephens e Kvitova.
CRISTANTE “AVEVO BISOGNO AMBIENTARMI, ORA AL TOP”
E’ stato strappato alla concorrenza di altre big italiane dopo un entusiasmante campionato all’Atalanta, i suoi primi mesi a Roma sono stati difficili ma ora Bryan Cristante e’ diventato un tassello quasi insostituibile nello scacchiere di Di Francesco, tornando a mostrare le qualita’ gia’ viste a Bergamo anche se in un ruolo diverso. “Non e’ mai facile quando arrivi in un ambiente nuovo, in una squadra nuova, ci vuole un po’ per trovare le giuste distanze – racconta oggi Cristante, rispondendo su Twitter alle domande dei tifosi della Roma – Due mesetti sono normali quando si inizia un nuovo percorso perche’ cambiano i meccanismi di squadra, gli allenamenti, i compagni. E quando inizia a capire bene tutto, come lavorare, come stare bene, come trattare i compagni, riesci a dare il meglio di te”. Un inizio di carriera da predestinato al Milan, Cristante e’ arrivato a Roma dopo una strada tortuosa, dal Benfica al Pescara, passando per Palermo, prima dell’esplosione sotto la guida di Gasperini alla Dea. “Ma non ho mai dubitato di me, ho sempre saputo dove potevo arrivare. Ho pensato a lavorare, gli ostacoli sono normali e ti aiutano a crescere, arrivi poi nel momento giusto, nel posto giusto, col giusto bagaglio per dare il massimo”.
Cresciuto nel mito di Lampard, Cristante si sta abituando al nuovo ruolo di centrale in un centrocampo a due. “Mi trovo bene, stiamo trovando la quadra come squadra e questa posizione mi e’ congeniale”, assicura il giocatore giallorosso, che con Di Francesco ha instaurato un bel feeling: “Il rapporto e’ buono come ce l’ha con tutti i giocatori. Il mister e’ bravo a tenere una buona situazione di squadra nello spogliatoio”.
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AL VIA I FESTEGGIAMENTI PER I 60 ANNI DELLA LND
Sessant’anni e non sentirli. La Lega Nazionale Dilettanti, la famiglia sportiva più grande d’Italia con oltre tredicimila società e più un milione di tesserati, ha aperto ufficialmente i festeggiamenti per il suo prestigioso traguardo a bordo della nave Sinfonia di MSC Crociere. Quasi al completo le componenti del calcio italiano presenti oggi all’evento che inaugura una serie di iniziative speciali in arrivo da qui a dicembre per l’anniversario dell’istituzione nata nel 1959 in seguito alla riforma Zauli: i presidenti di B e Lega Pro Balata e Ghirelli, i numeri uno di AIA e Aiac Nicchi e Ulivieri, il presidente del SgS Tisci e quello del Settore tecnico Rivera, il dg di AIC Grazioli ai quali si sono aggiunti gli ex presidenti federali Abete e Tavecchio. Assenti solo il Presidente FIGC Gabriele Gravina per indisposizione dell’ultima ora, e il presidente della Lega di A Gaetano Micciché per l’impegno concomitante della Supercoppa. In apertura è stata svelata la nuova identità visiva della LND con il restyling del logo, poi spazio al talk condotto dal direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni con il Presidente Lnd Cosimo Sibilia: “Questi festeggiamenti ci danno lo slancio per proiettarci nel futuro verso nuovi e importanti obiettivi. Celebriamo una grande famiglia formata da volontari che ogni giorno s’impegnano per promuovere il calcio in modo sano e costruttivo. La presenza dei vertici del calcio, che ringrazio per aver accolto il nostro invito, è un riconoscimento al valore della Lega Nazionale Dilettanti che ho l’onere e l’onore di presiedere. Mi piace sottolineare che grazie agli ultimi provvedimenti condivisi con il Consiglio Direttivo stiamo invertendo la tendenza riguardo al numero dei tesserati”.
E’ il momento migliore per ricordare l’importanza della Lega Nazionale Dilettanti che è l’emanazione della federazione sul territorio – le parole dell’ex capo dei Dilettanti, Carlo Tavecchio – Sono 60 anni, portati molto bene, basta guardare il lavoro svolto dalle migliaia di dirigenti e volontari che in ogni angolo dell’Italia permettono a milioni di ragazzi di giocare a calcio in ambienti sani e professionali”. Invitato sul palco anche l’altro ex presidente LND Cosentino: “E’ un momento di grande felicità per me, è sempre bello ritrovarsi tra gli amici, perché è questo il sentimento che ci accomuna. Ho una sorpresa, il documento ufficiale di fondazione della LND, è il mio lascito ad un’istituzione a cui sono legato profondamente”. Tra gli ospiti in sala Miss Italia Carlotta Maggiorana, tutto il Consiglio Direttivo LND, il Presidente dell’Autorità Portuale Francesco Maria Di Majo, il Comandante in 2ª della Capitaneria di Porto Salvatore Minervino, il vice Sindaco di Civitavecchia Daniela Lucernoni più Leonardo Massa (ad MSC), Francesco Trebisonda (direttore commerciale AON Italia) e Samuel Gasperoni (area manager Macron), quali rappresentanti dei partner della campagna celebrativa oltre a quelli già al fianco della LND. A loro e alla stampa nazionale è stato presentato in anteprima lo spot ufficiale scritto e diretto Onofrio Brancaccio e Francesco Caolo, con la partecipazione di Desirée Popper e Peppe Iodice, fotografia Federico Angelucci con Mariano Rigillo per la colonna sonora di Umberto Scipione. Un salto indietro nel tempo nella provincia italiana che recupera tutto il romanticismo del calcio. Protagonisti del primo dei cinque eventi sulle navi MSC (seguiranno Genova, Bari, Napoli e Venezia) la Divisione Calcio a 5 del Presidente Montemurro e i Dipartimenti LND rappresentati da Barbiero (Serie D), Morgana (Calcio femminile) e Desini (Beach Soccer), i quali, insieme a Sibilia, hanno premiato alcuni sportivi e società che si sono distinte nel mondo dei dilettanti: Stefano Colasanti (premio alla memoria consegnato alla famiglia), Pamela Presto (premio fair play), FC Sassari Torres (premio impegno sociale), Tamai e Terracina Beach Soccer (premio fedeltà). I festeggiamenti continueranno nei prossimi mesi nel Road Show attraverso i Centri di Formazione LND a Catanzaro, Egna, Oristano e Silvi Marina e nelle strutture di Faenza e Montichiari, dove a essere coinvolti saranno migliaia di atleti e atlete, le famiglie e gli appassionati. In più prevista una serie di workshop dedicati ai media locali sul tema della nuova comunicazione in ambito sportivo.
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SUPERCOPPA ALLA JUVENTUS, RONALDO STENDE IL MILAN
Cristiano Ronaldo colpisce e la Juventus si aggiudica la Supercoppa Italiana 2018/2019. A Gedda sono i bianconeri ad alzare il primo trofeo stagionale grazie alla vittoria in finale contro il Milan, a firma di CR7. Il portoghese, con un gol nel secondo tempo, regala l’ottava Supercoppa alla Juventus: una vera e propria rivincita della finale persa ai rigori a Doha nel 2016. Esce a testa alta il Milan, consapevole di aver affrontato la squadra più forte d’Italia a viso aperto ma con il rammarico di non aver potuto schierare l’11 titolare, causa infortuni e squalifiche. Il tutto nel grande entusiasmo di Gedda per una partita storica che coinvolge tanti appassionati di calcio. Un entusiasmo, forse eccessivo, che porta un tifoso a invadere il campo, dopo soli 2 minuti di gioco, per strappare una foto con Ronaldo. Episodio a parte, Juventus e Milan regalano spettacolo in un match disputato ad alti ritmi. Sono i bianconeri a rendersi maggiormente pericolosi nella prima frazione, soprattutto nel finale con una mezza rovesciata di Ronaldo con cui sfiora la traversa.
Botta e risposta nel secondo tempo con il Milan che va vicino al vantaggio con la traversa di Cutrone mentre la Juventus reclama un rigore per un sospetto tocco di braccio di Zapata in area. Poi al 61′ i bianconeri passano in vantaggio con un gol di CR7 che elude la linea difensiva e di testa buca Donnarumma da due passi. Gattuso butta nella mischia un febbricitante Higuain ma la partita dei suoi si complica al 75′ quando Kessie affonda il tackle su Can e viene espulso da Banti grazie all’ausilio della Var. Nel finale i rossoneri provano l’assalto alla diversa avversaria, esponendosi a inevitabili contropiedi nei quali la Juventus non è cinica. Ed è così che dopo cinque minuti di recupero Banti decreta la fine dell’incontro: la Juventus vince e Allegri fa 4 su 4 contro Gattuso. In Arabia Saudita esultano CR7 e compagni ma il Milan non ha nulla da rimproverarsi.
GIORGI E FOGNINI AL 3° TURNO DEGLI AUSTRALIAN OPEN
Giornata positiva per il tennis azzurro con Camila Giorgi e Fabio Fognini che, nei rispettivi tabelloni, staccano il pass per il terzo turno degli Australian Open. La 27enne di Macerata, numero 28 del ranking mondiale e 27esima testa di serie, ha travolto la 17enne polacca Iga Swiatek, numero 177 del ranking mondiale, promossa dalle qualificazioni e alla sua prima esperienza nello Slam Down Under: 6-2, 6-0 in 59 minuti. Un’altra ottima prestazione dopo l’esordio di martedì scorso in cui aveva battuto per 63 60 la slovena Dalila Jakupovic, numero 83 Wta, anche in quell’occasione impiegando meno di un’ora, per la precisione 53 minuti. Nei primi due turni ha dunque concesso alle rivali in totale appena cinque game. “E’ solo inizio stagione ma probabilmente sto giocando il mio miglior tennis – sottolinea Camila – sono molto solida soprattutto sul servizio”. Potente lo è sempre stato, ora è anche affidabile come confermano i numeri: solo 2 doppi falli e una percentuale di prime del 77%. “E’ il risultato del lavoro fatto in allenamento e in preparazione, ci ho lavorato molto e continuo a farlo”.
Ora l’asticella si alza: al terzo turno l’azzurra sfiderà la ceca Karolina Pliskova, testa di serie numero 7, che ha superato la statunitense Madison Brengle in tre set: 4-6, 6-1, 6-0. La 25enne di Louny a Melbourne, che in apertura di stagione ha conquistato il titolo a Brisbane, vanta due quarti di finale nelle ultime due edizioni dello Slam Down Under ed è stata finalista agli US Open nel 2016. Cinque i precedenti tra la Giorgi e la Pliskova, con la tennista ceca avanti 4-1. Le ultime sfide risalgono al 2017, quando si sono affrontate due volte: vittoria dell’azzurra a Praga sulla terra rossa, successo della Pliskova a Cincinnati sul cemento nell’estate di quella stagione quando la ceca era numero uno del mondo.
Nel tabellone maschile dopo Andreas Seppi e Thomas Fabbiano, anche Fabio Fognini ha staccato il pass per il terzo turno degli Australian Open. Il ligure, numero 13 del ranking mondiale e 12esima testa di serie ha superato al secondo turno l’argentino Leonardo Mayer, numero 53 Atp: 7-6(3), 6-3, 7-6(5) dopo due ore e 23 minuti. Il match, che si giocava su uno dei campi non coperti dal tetto, è stato sospeso per pioggia per circa 40 minuti quando l’azzurro era in vantaggio 76 (3) 4-1.
Il 31enne di Arma di Taggia sabato affronterà Pablo Carreno-Busta, numero 23 Atp e 23esima testa di serie. Gioca bene, vince e convince e quindi ci sono tutti gli elementi per essere ottimisti. Fabio Fognini, però, non si lascia prendere dai facili entusiasmi e dopo aver conquistato il terzo turno degli Australian Open guarda sì avanti, ma solo al prossimo impegno. “Non guardo il tabellone, vado avanti giorno per giorno”. Le sue parole riportate dal sito della Federtennis dopo il successo sull’argentino Leonardo Mayer. “Ho giocato molto bene – ammette l’azzurro -, solido al servizio e da fondo campo. Peccato per quella piccola distrazione nel terzo set, quando ero avanti di un break e ho rischiato complicare il match. Quel set avrei potuto anche perderlo, invece al tie break ho chiuso la partita senza troppi rischi”. Ora è a un passo dal confermare gli ottavi agli Australian Open della passata stagione. “Questo è un torneo in cui ho sempre fatto fatica, mi capita spesso a inizio stagione”, sottolinea l’italiano che adesso dovrà vedersela con lo spagnolo Pablo Carreno-Busta, 23esima testa di serie che all’esordio nel torneo ha sofferto contro Luca Vanni, spuntandola solo al quinto set, mentre al secondo turno ha superato in tre set il bielorusso Ilya Ivashka. I precedenti sono contro Fognini, che ha perso tutte e cinque le sfide del passato con lo spagnolo, tre sulla terra (Oeiras, San Paolo e Monte Carlo) e due sul veloce indoor (Mosca e Parigi Bercy). I due però non si incrociano dal 2017 e mai si sono affrontato sul cemento all’aperto. “Proverò a invertire la tendenza – dice l’azzurro – magari sarà la volta buona. Il match vinto da Carreno Busta vinto al quinto con Vanni? Quello di sabato sarà un match completamente diverso perché io e Luca abbiamo caratteristiche molto differenti”.
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SPURS E BELINELLI VINCENTI, CLIPPERS E GALLINARI KO
Due italiani in campo nella notte Nba e il bilancio è dolce-amaro. Una vittoria e una sconfitta, può sorridere Marco Belinelli, non altrettanto Danilo Gallinari. Il “Beli”, infatti, è tra i grandi protagonisti del successo che San Antonio conquista sul parquet dei Mavericks imponendosi per 105-101 nel derby texano. L’azzurro parte come sempre dalla panchina, gioca 24 minuti e mette a referto 17 punti, 2 assist e altrettanti rimbalzi ed è il più prolifico dei suoi. DeRozan sfiora la doppia doppia facendo registrare al suo attivo 14 punti e 9 rimbalzi, ne fanno 14 anche Gay e Mills, si fermano a 12 Forbes e Bertans. Dall’altra parte è Luka Doncic il migliore di Dallas con 25 punti, 8 assist e 8 rimbalzi, ma sono gli Spurs a portare a casa la vittoria nonostante una partenza difficile.
Vince e convince Marco Belinelli, perde male e non brilla Danilo Gallinari, in serata no come tutti i Clippers, sconfitti allo Staples Center da Utah Jazz che si impone 129-109.
Il “Gallo” mette a referto solo 9 punti, 4 rimbalzi e 1 assist e non riesce a dare il contributo che il pubblico di Los Angeles sperava di avere dall’italiano. Il migliore dei padroni di casa è Lou Williams che dalla panchina fa 23 punti, mentre sono 17 quelli di Harris, poi 15 per Bradley e 11 per Harrell. E’ invece in serata Utah con Donovan Mitchell che fa 28 punti e Rudy Gobert che regala una doppia doppia da 23 punti e 22 rimbalzi. Sono 23 anche i punti di Jae Crowder, 19 quelli di Korver.
Nelle altre gare della notte da segnalare l’ennesimo show di James Harden, capace di mettere a referto qualcosa come 58 punti, oltre a 10 rimbalzi e 6 assist. C’è un però, dal momento che il Barba non riesce a evitare la sconfitta dei Rockets battuti dopo l’overtime dai Brooklyn Nest che si impongono per 145-142 a Houston. Venti punti a testa per Tucker (anche 10 rimbalzi) e Gordon, 15 per Green, ma non c’è niente da fare sono i Nets a vincere la partita, trascinati da Spencer Dinwiddie che chiude con una prestazione da 33 punti con canestri pesanti e 10 assist. Prolifici anche Carroll (22), Graham (21) e ottimo Jarrett Allen che raggiunge quota 20, aggiungendo anche 24 rimbalzi.
Vincono anche Boston Celtics (117-108 contro i Toronto Raptors, tra i padroni di casa 27 punti per Irving, 33 quelli di Leonard per gli ospiti), Detroit Pistons (120-115 sui Magic con i 30 punti di Blake Griffin), Milwaukee Bucks (111-101 sui Grizzliies con 27 punti e 11 rimbalzi di Giannis Antetokounmpo), Portland Trail Blazers (129-112 sui Cleveland Cavaliers con 33 punti di Damian Lillard) e vincono anche i campioni in carica dei Golden State Warriors che battono 147-140 i Pelicans con una grande prestazione di Stephen Curry che mette a referto 41 punti.
(ITALPRESS).










