“Manolas quasi sicuramente recupererà, si è allenato gli ultimi tre giorni con noi. Florenzi non è al meglio per questa influenza e valuterò se convocarlo o meno. Mirante, De Rossi, Perotti e Juan Jesus ovviamente non saranno a disposizione per la partita di domani. Per quanto riguarda Nzonzi oggi farà il suo primo allenamento con la squadra dopo l’infortunio al piede e valuterò le sue condizioni”. Parte dal bollettino medico, Eusebio Di Francesco, per entrare nel vivo di Roma-Torino, il ritorno in campionato dei giallorossi dopo la sosta e il successo in Coppa Italia contro l’Entella. “Conosco Mazzarri molto bene come allenatore, ci siamo affrontati diverse volte, conosco la mentalità che ha e le caratteristiche delle sue squadre, è attento a preparare la partite, fa una fase difensiva compatta – spiega in conferenza stampa il mister giallorosso – Il Torino ha una buona squadra, lo ha dimostrato in trasfusa, mentre in casa spesso ha faticato a imporre il gioco. È molto temibile quando riparte, soprattutto nella metà campo avversaria: è una delle squadre che ha recuperato più palloni in quella zona del campo”. Difficile ipotizzare chi, domani, giocherà prima punta: “Sia Dzeko sia Schick sono in ottime condizioni, è una valutazione che sto facendo anche se in questo momento Edin è leggermente favorito. Non sta benissimo in settimana, ma negli allenamenti ha dimostrato continuità ed è in crescita. Sono contento di avere due opzioni lì davanti, soprattutto per la crescita dell’ultimo periodo di Schick”. Nulla di nuovo sul fronte del mercato: “Mi fido molto del lavoro di Monchi, sta cercando delle opportunità e siamo d’accordo nell’evitare delle operazioni che non siano necessarie, così tanto per farle. Se ci sono opportunità valide che aiutano la rosa a raggiungere certi obiettivi si raccolgono al volo, altrimenti stiamo bene così. Belotti? Non parlo di giocatori che non sono della Roma”. Sui tempi di recupero di capitan De Rossi: “Ne abbiamo parlato tanto, è un infortunio particolare, la cartilagine del ginocchio non si sa mai come risponde. Ha iniziato a correre in campo e dalla prossima settimana mi auguro che possa allenarsi con la squadra, è quello il banco di prova: in gruppo le dinamiche di movimento sono differenti e solo in quel caso potremo valutare realmente le condizioni del ginocchio”. Detto che, contro i granata, Karsdorp ha più possibilità di Pastore di giocare dall’inizio, Di Francesco osserva come Luca Pellegrini debba crescere ulteriormente e che Kluivert, davanti, è favorito rispetto ad El Shaarawy, ammettendo anche che una maglia da titolare dovrebbe andare a Zaniolo. Il Torino, ovviamente, regalerà nulla: “Ha fatto risultati in tante partite e non sarà facile. Dobbiamo vincere, cercare i tre punti e sbloccare la sfida il prima possibile. Contro certe formazioni diventa tutti più difficile”. L’ex allenatore del Sassuolo non se la sente di assicurare che la sua Roma è guarita: “Mi sento di dire che siamo cresciuti, ma quest’anno ci siamo riammalati spesso e mi auguro che non accada più. Vedo, però, nello spirito della squadra una crescita”. Così come Schick: “Il merito è prima di tutto suo. Ha lavorato con continuità, migliorando negli allenamenti. Ma io non sono soddisfatto, lui sa che può fare di più e non deve accontentarsi: deve fare più gol possibili”.
(ITALPRESS).
DI FRANCESCO “ROMA IN CRESCITA, TORO TEMIBILE”
SPALLETTI “ICARDI NON SI FA CONDIZIONARE DA RINNOVO”
“Un campione di questo livello non porta dentro il campo le situazioni personali che vive fuori. Lui deve esibire quello che è il suo marchio, il suo timbro di fabbrica e lo ha fatto. Anche se è normale pensare ai numeri che deve andare a confrontare con la società, questo non può essere un condizionamento per un calciatore del suo livello”. Luciano Spalletti non teme che la telenovela del rinnovo possa influenzare il rendimento in campo di Icardi. “E’ un calciatore importante per la nostra squadra – ha aggiunto – Noi vogliamo creare calciatori di grandissima qualità che siano ambiti da tante altre società e al contempo vogliamo trattarli così bene da spingerli a voler restare”. Allargando il discorso al resto del mercato e agli altri rinnovi in ballo, il tecnico di Certaldo garantisce che “qui non c’è alcuna confusione, è tutto molto ordinato. I calciatori arrivano e hanno le intenzioni giuste per fare la loro professione. Poi sappiamo come funziona il mercato, ci sono nomi che escono fuori, magari nel caso dell’Inter qualcuno di più, ma dobbiamo essere pronti ad accettarlo”. Pronto a rilanciare domani col Sassuolo Nainggolan (“Radja sta recuperando, ci tiene a essere uno che fa bene la sua professione anche se poi, ogni tanto, mischia il giocare a calcio a qualche altra cosa. Ma il calcio è la cosa a cui tiene più di tutte. Sono convinto che riuscirà a dimostrare perchè, quando si è parlato del suo arrivo, sono stati tutti entusiasti, che l’idea che avevano era quella giusta”), Spalletti non firmerebbe per un girone di ritorno da 39 punti come nelle prime 19 giornate.
“Si è soddisfatti quando la squadra non torna indietro rispetto ai progressi fatti. Ma essendo l’Inter abbiamo ambizioni forti e questo da un lato fa sì che ci sentiamo un po’ tutti in discussione ma allo stesso tempo non possiamo porci limiti. Vogliamo fare il massimo di quello che abbiamo davanti, senza legarci a un tot di punti. Nelle ultime partite ci è girato contro qualche episodio ma non siamo stati all’altezza del nostro massimo. La qualità non è una cosa da esibire occasionalmente ma che deve fare parte della normalità. In questo dobbiamo essere più bravi, si vede che c’è un po’ di differenza nell’atteggiamento collettivo fra alcune gare e altre, ma dipende anche dagli avversari”. “Vogliamo vincere anche un trofeo, da anni l’Inter non ci riesce e questo infortunio è durato troppo a lungo”, ha aggiunto il tecnico di Certaldo, che si è pronunciato anche sulla campagna anti-razzismo lanciata dall’Inter dopo quanto accaduto nella gara col Napoli: “è il modo attraverso il quale la società ha trasformato un brutto episodio di razzismo in un’opportunità per prendere una volta per tutte la distanza da chi attua questi comportamenti. Contiamo sulla collaborazione e sull’impegno di tutti i nostri splendidi tifosi che più volte hanno fatto vedere di stare dalla parte giusta. Complimenti a chi ha avuto l’idea di trasformare questo buu in qualcosa di differente dal significato che vogliono dargli. Noi siamo tutti fratelli e tutti uniti”.
DOVIZIOSO “CREDO POTREMO LOTTARE PER IL TITOLO”
“Io ogni anno dico che la nuova Ducati è sempre più bella, ma quest’anno è più bella del solito ed io mi sento bene quando vedo tutto questo rosso”. Così Andrea Dovizioso, pilota di punta del team Ducati nella MotoGP, parla della nuova rossa di Borgo Panigale dopo aver scoperto la livrea per il 2019 nella presentazione di Neuchatel (Svi). “Per me è molto veloce e anche molto rossa” aggiunge l’altro ducatista Danilo Petrucci. Quindi la parola è tornata al forlivese che da due anni ha concluso al secondo posto il mondiale alle spalle di Marc Marquez. “Sarà molto difficile vincere, ma negli ultimi due anni ho concluso al secondo posto, con due stagioni diverse: due anni fa ho lottato fino all’ultima tappa, mentre l’anno scorso non ci siamo riusciti, ma sono comunque contento. Ci sono stati degli alti e bassi, ho commesso degli errori, ma è stata un’esperienza importante per fare meglio il prossimo anno. Ho capito molte cose e da Brno a meta stagione e fino a Valencia abbiamo segnato tanti punti e lottato per la vittoria. La sensazione in sella alla moto è stata molto positiva e sono contento, a mi agio e credo davvero che potremo lottare per il campionato” ha detto il Dovi.
“Quest’anno sarà diverso, perchè mi sento meglio, ho più fiducia. Ogni anno è una storia diversa. La sensazione negli ultimi due test è stata positiva. Abbiamo provato delle parti della nuova moto e a Sepang avremo una moto completamente nuova e il nostro livello sin dall’inizio potrebbe essere buono. Avremo molto meteriale da testare prima che la stagione prenda il via” afferma Andea. Entusiasta per essere finalmente in sella alla Ducati ufficiale, ovviamente, Danilo Petrucci. “Già dalla prima volta a Valencia quando sono entrato in pista dai box. E così come quel giorno, anche adesso il mio cuore sta battendo molto forte” attacca il pilota ternano. “Come Andrea anch’io mi sento bene, non rilassato, ma consapevole e concentrato, perchè ho fatto il mio lavoro durante l’inverno e non vedo l’ora di arrivare a Sepang per i prossimi test. Credo che possiamo fare un buon lavoro insieme. Posso imparare molto da lui e magari restituire qualcosa durante l’anno” afferma Petrucci. “Andrea Dovizioso per me è sempre stato un punto di riferimento da quando sono entrato nella famiglia Ducati. Ho guardato i suoi dati cercando di guidare come lui. E’ un ragazzo molto in gamba e poi un grande pilota. Insieme raggiungeremo i nsotri obiettivi, che sono diversi, ma ci potremo motivare l’uno l’altro. Il mio obiettivo è essere soddisfatto alla fine della stagione – dice -. Non sarà semplice ma quello che so è che voglio essere un pilota Ducati per molti anni”.
SCHIENA FERMA GALLINARI, BELINELLI E SPURS OK
La schiena stoppa Danilo Gallinari dopo appena 8 minuti e i Clippers, privi pure dell’infortunato Lou Williams, cadono contro Golden State: 122-94 il punteggio a favore dei Warriors allo Staples Center. Il lungo di Sant’Angelo Lodigiano, prima dei problemi alla schiena, era riuscito a mettere a referto un punto dalla lunetta (0/3 invece dal campo), tre rimbalzi e una palla recuperata e Harris (28 punti) e Gilgeous-Alexander (24 punti) non bastano a fermare i campioni in carica dove ha fatto il suo debutto stagionale DeMarcus Cousins: 14 punti e 6 rimbalzi il suo score prima di essere buttato fuori per falli nella prima partita da quasi un anno, da quando – il 26 gennaio 2018 – si ruppe il tendine d’Achille in maglia Pelicans. A fare la differenza per Golden State ci hanno comunque pensato i soliti Curry (28 punti) e Durant (24 punti).
Vanno meglio le cose all’altro italiano in Nba, Marco Belinelli, ancora una volta fra i migliori nelle fila di San Antonio. Per lui 19 punti (5/14 dal campo con 3/8 dall’arco e 6/6 dalla lunetta), 5 rimbalzi, 3 assist, due palle recuperate e 3 perse in 34′ nel successo per 116-113 su Minnesota. Meglio fanno solo Aldridge (25 punti) e Gay (22 punti), con gli Spurs che consolidano il quinto posto a Ovest. Altro traguardo storico per Gregg Popovich: vittoria numero 520 in trasferta, eguagliato il record che apparteneva a Pat Riley.
Fa sul serio Portland, terza nella Conference, che supera 128-112 New Orleans con 22 punti e 8 assist di Lillard e 20 punti a testa per McCollum e Layman mentre è in piena zona play-off Utah, che travolge 115-99 Cleveland: sesto successo di fila, l’ottavo in nove gare per i Jazz. Boston, trascinata da un sontuoso Irving (38 punti di cui 20 nel terzo quarto e 11 assist), approfitta del momento no di Memphis (122-116, quarto ko consecutivo per i Grizzlies che hanno vinto solo una delle ultime 11 partite) mentre Brooklyn vola con D’Angelo Russell: 40 punti e rimonta vincente su Orlando per 117-115. L’infortunio di Drummond non frena Detroit, che batte 98-93 Miami con 32 punti e 11 rimbalzi di Griffin.
FOGNINI E GIORGI ELIMINATI, ITALIA SALUTA MELBOURNE
L’Italia saluta Melbourne con una settimana d’anticipo. Fabio Fognini e Camila Giorgi escono di scena e negli ottavi dei due tabelloni dello Slam australiano non ci saranno azzurri.
Dopo Fabbiano e Seppi, dunque, il terzo turno risulta fatale anche al 31enne ligure, che non riesce a sfatare il tabù Carreno Busta: 6-2 6-4 2-6 6-4, in due ore e mezza esatte, per lo spagnolo ex Top Ten e semifinalista agli Us Open 2017, al sesto successo in altrettanti confronti con l’azzurro (tre sulla terra e due sul veloce indoor prima di oggi). Il 27enne di Gijon, che all’esordio aveva sofferto contro Luca Vanni, approfitta della partenza a rilento di Fognini, non pervenuto nel primo set e brillante solo a tratti nel secondo, dove comunque recupera il break di svantaggio al sesto gioco salvo farsi infilzare nel game successivo. L’incontro sta per chiudersi già al terzo, quando Fognini cede ancora una volta la battuta in apertura, ma un sussulto d’orgoglio del ligure (cinque giochi di fila) riapre la contesa. L’illusione, però, non dura molto perchè nel quarto parziale Carreno Busta rimonta da 0-3 e da lì si spegne la luce. “Lui gioca bene quando non pensa e io sono partito troppo male – ammette Fognini – Soprattutto nel primo set ho fatto una caterva di errori gratuiti. Devo lavorare su questo aspetto, sull’approccio perché in questa fase della carriera non posso permettermi questi avvii di match. Ero sotto di due set e un break nel terzo, eppure ho rischiato di portarlo al quinto perché quando ho cominciato a giocare bene lui non sapeva come contrastarmi. Questo mi dà ottimismo per il prosieguo della stagione”.
Niente da fare nemmeno per Camila Giorgi, sconfitta in due ore e 11 minuti da Karolina Pliskova, settima forza del seeding, per 6-4 3-6 6-2. La marchigiana, che era riuscita a battere la ceca solo una volta in cinque sfide, lotta alla pari per due set: nel primo è decisivo il break al quinto gioco, nel secondo scappa 3-0, si fa riprendere, ma sfrutta al meglio i passaggi a vuoto di un’avversaria che tradisce un po’ di nervosismo. Alla lunga, però, Camila paga pegno, la Pliskova fa valere la maggiore esperienza a certi livelli e gli ottavi dello Slam australiano restano ‘maledetti’ per l’italiana.
Novak Djokovic supera l’insidia Shapovalov, sebbene sia costretto a cedere il primo set del torneo: 6-3 6-4 4-6 6-0 a favore del serbo, sei volte campione a Melbourne, che si concede un piccolo calo nel terzo parziale prima di sbarazzarsi del giovane canadese. Agli ottavi troverà un altro Next Gen, il 22enne russo Daniil Medvedev. Avanti facile Alexander Zverev (agli ottavi se la vedrà con Raonic) e anche Nishikori non fatica troppo contro Joao Sousa.
In crescita Simona Halep, che regola 6-2 6-3 Venus e trova agli ottavi l’altra sorella Williams, Serena, che concede appena tre game all’ucraina Yastremska in poco più di un’ora: dieci i precedenti e solo in due occasioni (Wta Finals 2014 e Indian Wells 2015), la rumena è riuscita a imporsi. A fatica Naomi Osaka ed Elina Svitolina: la giapponese rischia grosso contro la Hsieh, andando sotto 7-5 3-0 prima di ribaltare l’incontro a proprio favore (6-4 6-1), in rimonta anche la 24enne di Odessa, in campo quasi tre ore prima di piegare la cinese Shuai Zhang che nel terzo set spreca due break di vantaggio. Infinita Garbine Muguruza: reduce dalla maratona notturna di giovedì contro la Konta (l’incontro è finito poco prima delle 3), la spagnola regola in due set Timea Bacsinszky.
MICK SCHUMACHER PILOTA FERRARI DRIVER ACADEMY
Era già nell’aria da giorni, ora è arrivata l’ufficialità: Mick Schumacher è un pilota della Ferrari Driver Academy. Il campione di Formula 3 Europa 2018, che in questa stagione correrà nel campionato di Formula 2, dalla settimana prossima sarà impegnato con i compagni della FDA nelle attività di preparazione pre-stagione. Insieme a Mick fanno parte di FDA Giuliano Alesi e Callum Ilott, impegnati anch’essi in Formula 2, Marcus Armstrong e Robert Shwartzman, che gareggeranno nel campionato FIA Formula 3, Enzo Fittipaldi, che sarà impegnato nel FIA Formula Regional (Europe), e Gianluca Petecof in gara nella FIA Formula 4 (in Italia e Germania). “Per chi come me lo ha visto nascere ha sicuramente un significato emotivo particolare accogliere Mick in Ferrari, ma lo abbiamo scelto per il suo talento e per le qualità umane e professionali che ha messo già in mostra malgrado la sua giovane età” ha commentato Mattia Binotto, Team Principal della Scuderia Ferrari. “Sono felicissimo di avere raggiunto un accordo con Ferrari e del fatto che il mio prossimo futuro nelle competizioni automobilistiche sia in rosso, entrando a far parte della Ferrari Driver Accademy e così anche della famiglia della Scuderia Ferrari. Questo è un altro passo nella giusta direzione e potrò solo beneficiare dell’immensa competenza che c’è lì. Sicuramente farò di tutto per poter apprendere tutto ciò che mi può aiutare a raggiunger e il mio sogno: correre in Formula 1″ ha detto Mick Schumacher.”E’ più che ovvio che Ferrari abbia un posto enorme nel mio cuore fin da quando sono nato e in quello della nostra famiglia, sono felice anche a livello personale per questa opportunità. Vorrei anche ringraziare la mia famiglia, gli amici e i partner che mi hanno supportato e aiutato ad arrivare a questo punto” conclude il figlio del sette volte campione del mondo.
BIS SIEBENHOFER A CORTINA, BUZZI SI FRATTURA A WENGEN
Un razzo sull’Olympia delle Tofane. Pazzesca doppietta per Ramona Siebenhofer, che replica il successo di ieri in discesa con una prestazione monstre. Solo la connazionale Nicole Schmidhofer riesce a tenerle testa ma quei 4 centesimi di differenza permettono alla 27enne austriaca un incredibile bis: e pensare che fino a 24 ore fa non era mai riuscita a vincere una gara di Coppa del Mondo. Ma sulla pista di Cortina la Siebenhofer conferma i grandi progressi delle ultime settimane e alle avversarie lascia solo le briciole: se è vero che la connazionale non è così lontana, Ilka Stuhec sale di nuovo sul podio (ieri aveva chiuso seconda) ma rimediando 51 centesimi. Ancora lontana dalla forma migliore Lindsay Vonn, che sull’Olympia ha fatto il suo debutto stagionale: ieri 15esima, la fuoriclasse americana chiude oggi nona, alle spalle anche del fenomeno Ester Ledecka. “Non sono soddisfatta al 100% per come ho sciato e per come mi sento, ho cercato di fare il massimo, è andata un po’ meglio rispetto a ieri e sono convinta che andrà ancora meglio domani in Super-G. Il corpo però non risponde come vorrei, cerco di essere aggressiva ma sento di non avere la potenza necessaria per spingere”. Aspettando dunque il ritorno di Sofia Goggia, campionessa olimpica e vincitrice della Coppa di specialità nella scorsa stagione – possibile appuntamento a Garmisch – la Schmidhofer resta ancora al comando della classifica di discesa ma con appena 8 lunghezze di vantaggio (328 punti contro 320) sulla Siebenhofer, con la Stuhec terza a 298. Giornata opaca per i colori azzurri. La migliore è Nicol Delago, di un soffio fuori dalle prime dieci, a 1″40 dalla vincitrice. “Non sono tanto contenta di come ho sciato oggi – ammette amareggiata – Ho provato di nuovo a dare tutto, mi ero anche studiata dove avevo sbagliato ieri ma non sono riuscita a mettere in pratica quello che mi ero messa in testa”. Subito alle sue spalle Federica Brignone e Nadia Fanchini, 12^ e 13^, più indietro Francesca Marsaglia (29^) che non riesce a ripetere l’exploit del giorno prima, brava Marta Bassino che, nonostante un pettorale altissimo (46) riesce a inserirsi appena dietro le migliori 20. Fuori dalle top 30, invece, Elena Curtoni. Domani ultimo appuntamento sull’Olympia, con super-G in programma alle 11.15. Fare la gara della vita e subito dopo prendersi un grande spavento. Emanuele Buzzi non dimenticherà facilmente questo sabato 19 gennaio a Wengen: così forte il carabiniere 24enne non era mai andato in carriera e il sesto posto finale in discesa conferma quanto i suoi compagni più grandi hanno sempre detto e cioè che il ragazzo ha talento e presto farà grandi risultati. Lo è già questo sulla Lauberhorn ed è davvero un peccato che non possa essere soltanto un ricordo piacevole: proprio dopo la linea del traguardo, Buzzi ha perso il controllo degli sci ed è caduto finendo contro i materassi, dov’è rimasto incastrato. La gara è stata interrotta in attesa dell’elicottero che ha trasportato l’azzurro all’ospedale di Interlaken per degli accertamenti che hanno evidenziato la frattura del piatto tibiale della gamba destra, la stessa che si infortunò nelle finali di Are dello scorso anno, anche se in quell’occasione si tratto’ di un edema osseo. Nei prossimi giorni verra’ sottoposto ad operazione chirurgica e sottoposto ad ulteriori accertamenti per verificare la stabilita’ dei legamenti. “Ho tagliato il traguardo che ero molto stanco – racconta Buzzi – e quando ho provato a frenare sono caduto sulla neve, mi sono ritrovato contro il materasso con la gamba in ipertensione e l’infortunio e’ dovuto a questo. Peccato, perche’ ero riuscito finalmente a mettere insieme tutto i pezzi del puzzle per ottenere un bel piazzamento”. Resta negli occhi la gara spettacolare di Buzzi, che è partito in sordina col il quattordicesimo tempo al primo intermedio e ha recuperato una posizione dopo l’altra, fino a chiudere in sesta piazza a soli 80 centesimi da Vincent Kriechmayr, il vincitore di oggi. È lui il numero uno degli azzurri, come non gli era successo neppure in occasione dei suoi due risultati migliori, il decimo posto di Garmisch e l’undicesimo di Kitzbühel nella passata stagione, quando era finito dietro Peter Fill. Stavolta Buzzi è davanti Christof Innerhofer e Dominik Paris, che pure non fanno una brutta gara. In particolare Inner, proprio come Buzzi, parte piano e finisce fortissimo e davanti alle telecamere esulta, anche se al suo arrivo è quarto e alla fine sarà nono a 1″06 da Kriechmayr. Dominik Paris, partito per primo, forse paga il fatto di non avere riferimenti e deve accontentarsi dell’undicesimo posto, che gli fa guadagnare punti, ma lo fa scivolare in quarta posizione nella classifica di specialità, subendo il sorpasso di Kriechmayr, e soprattutto lo allontana da Beat Feuz, oggi secondo al traguardo davanti al norvegese Kilde, e sempre più numero uno della discesa con 340 punti. Tra gli azzurri può essere soddisfatto anche Mattia Casse, 20esimo, mentre Matteo Marsaglia (34°) e Werner Heel (44°) finiscono fuori dai trenta. Domenica si chiude il programma di Wengen con lo slalom (prima manche ore 10.15, seconda ore 13.15, diretta tv Raisport ed Eurosport 2).
LA ROMA STENDE 3-2 IL TORO, PARMA ANCORA CORSARO
La Roma ha superato all’Olimpico il Torino, per 3-2, al termine di una gara intensa ed emozionante. Questo l’ordine delle reti: nel primo tempo Zaniolo e Kolarov (dagli undici metri); nella ripresa Rincon, Ansaldi ed El Shaarawy. Meritato il successo dei giallorossi sui granata in questo anticipo della ventesima giornata della serie A. Qualche brivido però ha caratterizzato il secondo tempo, nel quale gli ospiti hanno rimontato da 0-2, prima di subire il colpo del ko. La squadra capitolina conquista i tre punti e sale a quota 33 in classifica. Di Francesco deve fare i conti con numerosi infortuni e conferma sette elementi dell’undici visto contro l’Entella in Coppa Italia. Sono numerosi i problemi muscolari accusati dai giallorossi in stagione e al 4′ si aggiunge quello di Cengiz Under costretto a lasciare il campo a El Shaarawy. Al 15′ c’è il vantaggio giallorosso: sugli sviluppi di un calcio piazzato, Fazio fa da sponda per Zaniolo che al secondo tentativo mette in rete dopo un aggancio e un tiro nello stretto. Dopo il buon match contro l’Entella, Di Francesco concede fiducia a Karsdorp che al 30′ dà il via all’azione del raddoppio: palla in profondità per El Shaarawy che viene steso da Sirigu in area, Giacomelli indica il dischetto e dagli undici metri Kolarov non sbaglia.
Dal canto suo Mazzarri, per sopperire all’assenza di Baselli e Meité, schiera Rincon e Ansaldi in mediana spesso in difficoltà nel primo tempo con gli inserimenti tra le linee di Cristante e Pellegrini e la presenza di Zaniolo. Ed è proprio dai piedi del classe ’99 che nasce l’occasione per il tris: Kolarov crossa per El Shaarawy che da due passi controlla male e viene murato in angolo. Sul ribaltamento di fronte c’è la chance più nitida del primo tempo granata: Belotti dà il vita al contropiede e lancia Iago Falque che a tu per tu con Olsen scheggia il palo esterno. Ritmi alti in avvio di ripresa: prima Dzeko sbaglia da due passi su cross dalla sinistra, poi è il Torino ad accorciare il risultato con Rincon autore di un tiro dal limite dell’area che non lascia scampo ad Olsen (un po’ in ritardo). Al 67′ c’è il pareggio: Manolas allontana di testa e Ansaldi al volo da fuori area trova l’angolo vincente. Al 73′ Di Francesco si gioca la carta Schick che dà il via all’azione del gol decisivo: Pellegrini riceve palla al limite e serve El Shaarawy infallibile a tu per tu con Sirigu. Molte le occasioni mancate, anche sponda Toro: il neo entrato Berenguer disegna un cross per Belotti che al volo spara al lato. Nel finale c’è spazio per il nervosismo con due gialli per Rincon e Belotti che spegne lentamente le speranze granata fino al triplice fischio.
Nel secondo anticipo di oggi, il Parma ha centrato a Udine la quinta vittoria in trasferta del campionato. I ducali hanno espugnato, vincendo per 2-1, la “Dacia Arena”. Gli emiliani hanno piegato l’Udinese grazie ai gol firmati da Inglese (dagli undici metri) e dal “solito” Gervinho. Inutile, nel mezzo, il momentaneo pareggio dei padroni di casa, siglato dal neo acquisto Okaka.
(ITALPRESS).










