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RETI INVIOLATE A SAN SIRO, INTER-SASSUOLO 0-0

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L’Inter deve accontentarsi di uno 0-0 contro il Sassuolo nell’anticipo della ventesima giornata di Serie A. Dopo due vittorie per 1-0 consecutive, continua il clean sheet per i nerazzurri questa volta però senza i tre punti. Continua invece l’astinenza da vittorie per il Sassuolo che ha collezionato due punti in quattro partite. Dopo la squalifica per i cori razzisti di Inter-Napoli, San Siro ospita solo uno spicchio di circa 10.000 bambini che non devono aspettare troppo per la prima occasione da gol. Al 16’ Boateng spizza di testa per Locatelli che a tu per tu con Handanovic non trova lo specchio della porta. La partita è su ritmi alti e l’Inter, squadra con più reti nati da duelli aerei (7, insieme al Cagliari), ha una buona occasione sull’asse Brozovic-Vecino ma il colpo di testa del secondo termina alto di poco. Nonostante il periodo negativo, il Sassuolo non rinuncia al suo stile di gioco: inizio dell’azione dal basso, rapide verticalizzazioni e gioco di prima.
Al 23’ dopo una manovra spumeggiante, Boateng si accentra e col sinistro calcia alto. Alla mezz’ora l’Inter cresce e sfiora il gol: Politano sfrutta il taglio in area e con la punta impegna Consigli bravo a deviare in corner. Nel finale della prima frazione di gioco è il Sassuolo a subire l’intensità dei nerazzurri pericolosi con un diagonale da posizione defilata di Vecino bloccato in due tempi dall’estremo difensore neroverde. Nella ripresa è l’Inter a partire meglio con un cross insidioso di Joao Mario che non trova deviazioni mentre pochi minuti dopo Consigli è costretto a smanacciare coi pugni per sbrogliare una situazione pericolosa nata dopo un rinvio sbagliato di Peluso. Al 55’ c’è una palla gol clamorosa per il Sassuolo: sugli sviluppi di un cross dalla sinistra, Boateng di testa costringe Handanovic a compiere il miracolo. Si abbassano i ritmi e bisogna aspettare settantuno minuti per assistere alla prima palla giocabile per Mauro Icardi: l’attaccante argentino è solo in area su cross di D’Ambrosio ma non riesce ad inquadrare la porta.
Spalletti si gioca le carte Borja Valero e Lautaro nel finale e proprio l’argentino ha la palla dell’1-0 con un colpo di testa a botta sicura che trova la pronta risposta di Consigli. All’88’ c’è spazio per un doppio brivido finale: Boga, autore di un ingresso in campo perfetto, salta un uomo e crossa per Boateng che in sforbiciata non riesce a deviare verso la porta. Poi è sempre l’esterno exl Chelsea ad impegnare Handanovic e sulla respinta del portiere serve il salvataggio di Skriniar su Sensi. Si tratta dell’ultima emozione del match che regala un punto a testa alle due formazioni.

NBA, HARDEN TRASCINA I ROCKETS

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Sono dieci le partite disputate nella notte nell’Nba. James Harden è stato il trascinatore nel successo in rimonta dei Rockets conro Los Angeles Lakers per 138 a 134 dopo il supplementare. Ben 48 i punti messi a referto a cui bisogna aggiungere i 30 di Gordon, autore del canestro da tre che manda la partita ai tempi supplementari. Houston era sotto di 21 punti.
Vittoria di Oklahoma City Thunder dopo cinque sconfitte in sei gare che sono andati a vincere con personalità 117-115 sul parquet di Philadelphia  per 117 a 115. A decidere il match  super Paul George (31 punti) con un gioco da quattro punti a cinque secondi dalla sirena.

Ok i Denver Nuggets che superano Cleveland Cavaliers per 124-102.
Sesta tripla doppia stagionale di Nikola Jokic, decisivo con i suoi 19 punti, 12 assist e 11 rimbalzi.

Successo per Boston Celtics a domicilio con Atlanta Hawks per 113 a 105. Il protagonista, ancora una volta, è Kyrie Irving, che chiude con 32 punti.

Bene anche Milwaukee Bucks che si impone per 118 a 108 sul parquet degli Orlando Magic. Eric Bledsoe chiude la sfida con 9 dei suoi 30 punti.

Tutto facile per Toronto Raptors contro i Memphis Grizzlies (119-90); stesso discorso per Charlotte Hornets che è sempre avanti sui Phoenix Suns (135-115).

Chicago Bulls cade contro Miami Heat (103-117) e Dwyane Wade chiude con una vittoria la sua ultima gara sul parquet della sua città natale. Gli Heat riescono ada vere la meglio grazie
soprattuto ai 26 punti di Josh Richardson, dai 21 di Dion Waiters.

Per il rsto successo di Indiana Pacers contro Dallas Mavericks (111-99); Detroit Pistons cade al cospetto di Sacramento Kings (101-103) con canestro alla sirena di Buddy Hield per la prima volta in carriera.

NOEL VINCE SLALOM WENGEN, GROSS NONO

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La prima volta di Clement Noel. Il transalpino riesce a sbaragliare la concorrenza e vince lo slalom speciale di Wengen, Svizzera. Grande sicurezza per il classe 1997 che, dopo aver terminato in testa la prima manche, riesce a confermarsi anche nella seconda parte di gara non sentendo la pressione. Un finale palpitante, deciso nelle ultime porte con Noel che è riuscito a chiudere davanti all’austriaco Manuel Feller per soli otto centesimi. Non è riuscita la grande rimonta a Marcel Hirscher, il fuoriclasse aveva chiuso la prima manche solamente al quinto posto staccato quasi di un secondo e nella seconda ha cambiato musica terminando la sua prova a 10 centesimi da Noel, a 2 da Feller. Un podio che comunque in ottica classifica generale vale tanto visto che il suo più grande rivale, il norvegese Henrik Kristoffersen, termina quarto e alle sue spalle. Nella classifica di Coppa del Mondo il distacco tra i due adesso è di oltre 400 punti: 1036 di Hirscher contro i 621 di Kristoffersen. Per l’Italia arrivano notizie positive: Stefano Gross centra il miglior risultato stagionale terminando la sua prova al nono posto, nonostante al termine della prima manche era settimo. L’azzurro sta cercando di ritrovare la condizione dopo il brutto infortunio al ginocchio e la prova di oggi sicuramente può dare la fiducia giusta: “Sto acquisendo fiducia sicuramente – ha affermato l’azzurro – nell’ultima parte come al solito manca ancora un po’ di allenamento, arrivo a tre quarti gara che non riesco più a imprimere la mia sciata” Manfred Moelgg è dodicesimo: “Come è successo ad Adelboden, sotto mi è mancato qualcosa”, ha commentato Moelgg mentre dà continuità Giuliano Razzoli che entra nuovamente tra i primi quindici mettendo in cascina punti importanti: “La via è quella giusta, anche nelle prossime due gare sarò nei trenta – ha dichiarato l’azzurro – per me è comunque una risalita” Nella prima manche invece erano usciti tutti gli altri italiani: Simon Maurberger, Alex Vinatzer, Riccardo Tonetti, Fabian Bacher e Hans Vaccari. Il circus bianco al maschile la settimana prossima si trasferirà nella mitica pista di Kitzbuhel dove si disputeranno un Super-G, una discesa e infine uno slalom speciale. Mikaela Shiffrin straordinaria. La campionessa statunitense mette in fila le avversarie anche nel SuperG di Cortina trovando dal cilindro la vittoria numero 54 in Coppa del Mondo. Una vittoria simbolica di quello che è al momento la situazione nel circus bianco al femminile: c’è una sola donna al comando. Una vera e propria impresa sottolineata dal boato del pubblico italiano che riconosce i meriti a colei che si appresta a diventare la più forte e la più vincente di tutti i tempi. Tina Weirather assaporava ormai la vittoria, ma l’atleta del Liechtenstein si deve accontentare del secondo posto, staccata di soli 16 centesimi da una Shiffrin pigliatutto. In una gara molto equilibrata, sul podio ci sale anche l’austriaca Tamara Tippler che chiude a 18 centesimi dalla vetta e agguanta una terza posizione insperata alla vigilia. Per l’Italia sicuramente non è la miglior giornata: Federica Brignone è la prima delle azzurre ma è fuori dalla top ten, per lei un undicesimo posto che non può essere considerato un grande risultato. Buona gara per Elena Curtoni che è quattordicesima, mentre chiudono a punti anche Francesca Marsaglia (diciassettesima) e Nadia Fanchini (ventisettesima).
In classifica generale Shiffrin allunga vertiginosamente: l’americana sale a quota 1494 punti, quasi 600 in più di Petra Vlhova seconda a 598. Un dominio irreale. Una domenica che rappresenta anche un simbolico passaggio di testimone tra due fuoriclasse: per una Mikaela Shiffrin che domina la Coppa del Mondo, c’è una Lindsey Vonn che saluta. La statunitense ha disputato la sua ultima prova a Cortina, una prova opaca visto che è uscita dopo poche porte ma l’entusiasmo del pubblico è stato straordinario. Al traguardo a renderle omaggio c’è la grande assente nonché sua amica, Sofia Goggia: “ Non ci rendiamo conto dell’icona sportiva che è questa donna – ha sottolineato l’azzurra ai microfoni di Raisport – ha vinto 82 gare di Coppa del Mondo, abbiamo avuto la fortuna di competere con un mostro sacro del nostro sport”.

(ITALPRESS).

PASSAGGIO DI CONSEGNE FRA FEDERER E TSITSIPAS

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Passaggio di consegne a Melbourne. Negli ottavi di finale degli Australian Open, l’ex Re del tennis, Roger Federer, si è arreso infatti di fronte all’emergente Stefanos Tsitsipas, che molti vedono come il futuro numero uno del circo internazionale della racchetta. Lo svizzero è stato superato dal greco, seguitissimo da suoi fan in Oceania, per tre set a uno, col punteggio di 6-7 (13) 7-6 (7) 7-5 7-6 (7). Avanza invece l’attuale numero 2 della classifica Atp, ovvero lo spagnolo Rafa Nadal, che ha asfaltato il ceco Tomas Berdych, numero 57 del mondo, battendolo per 6-0 6-1 7-6 (4), in sole due ore e 5 minuti di gioco.
Ai quarti di finale Tsitsipas affronterà lo spagnolo Bautista Agut, che ha avuto la meglio sul croato Marin Cilic in cinque set, con lo score di 6-7 (8) 6-3 6-2 4-6 6-4; mentre Nadal sfiderà Frances Tiafoe. Lo statunitense, numero 39 Atp, dopo aver fatto fuori il sudafricano Kevin Anderson, ha centrato un altro colpo a sorpresa, liquidando per 7-5 7-6 (6) 6-7 (1) 7-5 il bulgaro Grigor Dimitrov, numero 21 del ranking Atp e 20esima testa di serie del tabellone.
In campo femminile, sempre negli ottavi di finale, è letteralmente crollata la numero due del mondo e del seeding, ovvero la tedesca Angelique Kerber, sconfitta in due set dalla statunitense Danielle Rose Collins, 35 Wta, con un inequivocabile 6-0 6-2. A ruota anche Sloane Stephens, 5 del ranking internazionale, ha salutato Melbourne. La tennista Usa si è arresa al terzo set, per 6-7 (3) 6-3 6-3 di fronte alla russa Anastasia Pavlyuchenkova, prossima rivale della Collins. Nelle altre due sfide del giorno, infine, l’australiana Ashleigh Barty ha piegato la russa Maria Sharapova per 4-6 6-1 6-4; mentre la ceca Petra Kvitova ha battuto nettamente la giovanissima statunitense Amanda Anisimova (per 6-2 6-1).
Questa notte in scena le altre gare degli ottavi di finale. In campo i numeri uno. Nel torneo maschile Novak Djokovic sfiderà il russo Daniil Medvedev; in quello femminile ci sarà il big match fra la leader mondiale Simona Halep e la “regina” Serena Williams.
(ITALPRESS).

VALANGA ATALANTA, PARI SHOW FIORENTINA-SAMP

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Pokerissimo dell’Atalanta al Frosinone per iniziare il 2019 con il piede giusto e continuare a sognare in grande. Al Benito Stirpe i bergamaschi si impongono per 5-0 nel segno di Mancini e di un inarrestabile Zapata (4 gol), portandosi provvisoriamente a due punti di distanza dal quarto posto occupato dalla Roma, prossima avversaria per uno scontro diretto dal sapore europeo. Notte fonda invece per i laziali, che restano inchiodati al penultimo posto con soli 10 punti conquistati, un bottino ancor peggiore a questo punto della stagione rispetto al primo campionato nella massima serie del club.
E’ subito Muriel show, la Sampdoria la ribalta con l’infinito Quagliarella ma in extremis la zampata di Pezzella per il 3-3. Pari show al Franchi. All’esordio in campionato con la Fiorentina, il colombiano con una splendida doppietta lancia due volte i viola, in 10 dal 39′ per l’espulsione di Edimilson Fernandes, ma la punizione di Ramirez prima e la doppietta di Quagliarella lanciano in orbita i blucerchiati. In pieno recupero capitan Pezzella trova il 3-3. Nell’altro match delle 15, botta e risposta Palacio-Kurtic: al Mazza 1-1 tra Spal e Bologna.
Bellissima partita al Franchi: la Fiorentina, con la coppia Muriel-Simeone, crea grattacapi alla retroguardia blucerchiata, che crolla al 34′: azione personale di Muriel, ex di turno, che supera Ramirez e Tonelli indovinando l’angolino basso col mancino. Niente da fare per Audero. Gioisce Pioli, ma dura poco. Perche’ Fernandes, gia’ ammonito, si fa espellere e perche’ Ramirez si inventa una splendida punizione che trafigge Lafont. Un’altra magia di Muriel (dribbling su Andersen e Murru, fuga vincente nell’uno contro uno con Audero) fa sognare la Fiorentina, che pero’ capitola nel finale. Clamorosa l’ingenuita’ di Vitor Hugo, che col braccio largo intercetta il pallone di Saponara in piena area: Quagliarella dal dischetto non sbaglia. E all’85’, Quagliarella serve il bis: numero su Milenkovic e 3-2. Finita? No. Al 93′ segna Pezzella, splendido pari.
Al Mazza subito il Bologna in bella evidenza: bolide di Palacio e niente da fare per Viviano, all’esordio in maglia biancazzurra. Nella ripresa si sveglia la Spal: la Var toglie la gioia del gol ad Antenucci, ma ci pensa Kurtic a evitare il ko a Semplici. Colpo di testa sul cross di Lazzari e niente da fare per Skorupski. Finisce in parita’ il derby per la salvezza. Un punto a testa anche in Cagliari-Empoli. Alla Sardegna Arena, dopo il vantaggio della squadra di casa, firmato del “solito” Pavoletti, hanno ribaltato la situazione nella ripresa gli ospiti, grazie alle reti di Di Lorenzo e Zajc. Poi, nel recupero, Farias ha fissato lo score sul 2-2.
(ITALPRESS).

ALLEGRI “RIPARTIAMO BENE ANCHE IN CAMPIONATO”

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Juventus contro Chievo, ovvero prima contro ultima, ma Massimiliano Allegri non si fida. Lo ha ribadito in conferenza stampa, all’Allianz Stadium di Torino, alla vigilia della ventesima giornata, nonostante per i bianconeri sia già la terza gara del 2019. “Diciamo che è la prima dalla ripresa del campionato, perché a Bologna era Coppa Italia, a Gedda comunque era Supercoppa, quindi era una gara diversa”, ha detto il tecnico juventino. “Domani bisognerà riprendere seriamente il campionato. Tra l’altro, da quando è arrivato, Di Carlo ha fatto cinque pareggi, una vittoria e una sconfitta. E’ una squadra molto viva, che ha ritrovato entusiasmo per poter credere a una salvezza, sicuramente difficile, ma alla quale crederanno fino all’ultimo. Bisognerà essere pronti a fare una partita con grande rispetto per il Chievo, perché poi quello che conta è andare in campo, correre, giocare bene e vincere le partite. Il resto sono tutte chiacchiere che vengono fatte prima e dopo le varie gare”, ha aggiunto Allegri.
Sulla possibilità che Ronaldo provi a rispondere a Zapata, autore oggi di quattro gol e ora appaiato al portoghese in cima alla classifica cannonieri, Allegri ha affermato: “Cristiano non ha assolutamente bisogno deelle reti di Zapata, è uno che si dà continuamente stimoli, obiettivi, come tutti noi, come tutta la squadra. Domani dobbiamo riprendere nel migliore dei modi il cammino in campionato, abbiamo portato a casa il primo trofeo della stagione e ora dobbiamo entrare bene nella seconda fase della stagione”. L’allenatore dei campioni d’Italia ha poi spiegato che non proverà Cancelo nei tre davanti, alla Dani Alves: “Devo dire la verità, non ci avevo neanche pensato. Ha recuperato, così come hanno recuperato tutti gli altri. Bentancur aveva preso quel colpo a Gedda: i 16 che abbiamo a disposizione stanno tutti bene”. Sugli infortunati, invece, “Mandzukic vediamo di recuperarlo per la sfida con la Lazio. E’ difficile, però. Barzagli sta lavoricchiando e sta recuperando. Benatia è ancora fuori per questa infiammazione tra adduttore e pube. Cuadrado è ‘morto’. Pjanic vediamo in settimana: tra l’altro domani è squalificato, quindi avrà una settimana per poter recuperare”.
Sul possibile undici titolare, Allegri ha chiarito: “Turn-over no, diciamo che verranno cambiati alcuni giocatori. Dietro uno tra Chiellini e Bonucci starà fuori e giocherà Rugani. A destra ci sarà De Sciglio, perché Cancelo sta recuperando e comunque poi diventa un buon cambio. A sinistra giocherà Alex Sandro. A metà campo può darsi che si giochi con i tre o con i due: se si gioca con i due, Bernardeschi e Douglas Costa saranno insieme in campo, se si gioca con i tre, ne giocherà uno di di questi due, perché comunque qualche cambio in panchina bisogna che me lo porti, oltre a Kean. La partita può darsi che sino alla fine sia incerta”.
“Marcato? Il nostro acquisto importante di gennaio sarà Khedira. Per quanto riguarda gli altri, è normale che il rischio più grosso sia quello di adagiarsi e questo non deve accadere perché rischiamo di compromettere tutto in poco tempo. Questa società ha un DNA che fa la differenza, ogni giorno bisogna lavorare per migliorare la condizione fisica e la qualità del gioco. Bisogna avere la testa giusta, bisogna venire al campo per faticare e per raggiungere gli obiettivi, altrimenti avremo sempre degli alti e bassi. Ecco perché domani dovremo fare una partita aggressiva”, ha puntualizzato Allegri.
Parlando invece di ciò che fa la differenza in questo club, l’allenatore della Juve ha affermato: “Margini di crescita ce ne sono, soprattutto per volontà del presidente, che vuole far crescere questa squadra anno dopo anno. La differenza è che qui ogni giorno tieni il piede sull’acceleratore e la cosa più difficile è quella di lottare in campionato, perché tutti i giorni devi stare lì a preparare la partita”. “Spinazzola andrà via solo se arriva un sostituto. È cresciuto molto, è da Juventus ma ha bisogno di giocare tante partite”, ha poi spiegato il tecnico dei bianconeri. Parlando ancora di formazione, poi, ha chiarito che domani giocherà Perin in porta; mentre su Dybala, che non segna, ha ancora una volta spiegato che “è un giocatore importante, non è questione di gol o non gol”. “Per le caratteristiche dei giocatori davanti, l’azione quest’anno si conclude in modo più veloce, però Paulo è importante. Ha giocato molto bene nella prima parte dellas tagione e nella seconda deve ancora migliorare, come tutti”, ha concluso Allegri.
(ITALPRESS).

NAPOLI BATTE LAZIO 2-1 E VA A -6 DALLA JUVENTUS

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Con i gol di Callejon (34′) e Milik (37′) il Napoli supera 2-1 la Lazio (a segno con Immobile al 65′) al San Paolo e va a -6 dalla Juventus, impegnata domani sera contro il Chievo. I biancocelesti, che hanno chiuso in 10 per l’espulsione di Acerbi, scivolano al quinto posto, scavalcati dalla Roma.
La prima chance è sulla testa di Milinkovic-Savic, innescato da Leiva: Meret c’è. Che replica del Napoli: sul cross di Rui, Milik al volo di sinistro e palo clamoroso. Il polacco a un passo dal gol al 22′: il suo colpo di testa viene deviato da Strakosha ancora sul legno, poi Ruiz spara fuori e Milik col diagonale mancino non va distante dal bersaglio. Si rivede la Lazio ancora con Milinkovic, Meret c’è. Tra il 34′ e il 37′ il Napoli dà un preciso indirizzo al match: Callejon, capitano di serata, trova il primo gol in campionato sul preciso invito di Mertens; poi Milik, su punizione, indovina l’incrocio dei pali. Esplode il San Paolo, Lazio tramortita. Correa per Lukaku la mossa di Strakosha durante l’intervallo. L’argentino avrebbe subito una chance di testa, ma manca di precisione. Terzo palo del Napoli: lo centra Ruiz, poi Strakosha evita il peggio su Milik. Replica Meret, gran riflesso su Immobile.
Che al 65′ accorcia le distanze con Immobile, servito da Correa: tocco da biliardo e gol numero 11 per l’ex Torino. Le speranze di rimonta laziali subiscono una grave battuta d’arresto quando Acerbi, già ammonito, viene espulso per aver abbattuto Callejon (71′). Il centrale laziale salterà la Juve, interrompendo così la striscia di 148 partite consecutive giocate. Il Napoli non la chiude perchè Strakosha mura Ounas, ma la Lazio non ha la forza per completare la rimonta.

CLIPPERS OK SENZA GALLINARI, BELINELLI KO

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Anche senza Danilo Gallinari, afflitto da problemi alla schiena, i Los Angeles Clippers vanno a segno nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Il quintetto californiano espugna infatti l’AT&T Center
battendo i padroni di casa dei San Antonio Spurs per 103-95. Niente derby tra italiani, dunque, perché è il solo Marco Belinelli a scendere in campo e a fornire una discreta prova, finendo a referto con 12 punti in 26 minuti di impiego, impreziositi da 3 rimbalzi e altrettanti assist. Il titolo onorifico di top-scorer va al suo compagno di squadra LaMarcus Aldridge, capace di realizzare 30 punti, mentre il trascinatore degli ospiti è Tobias Harris, che si ferma a quota 27. Indiana Pacers travolgenti contro Charlotte Hornets: 120-95 lo score all’ultima sirena nonostante i 23 punti, nel team della Carolina del Nord, di Kemba Walker. Successo in volata, infine, dei Minnesota Timberwolves, che superano i Phoenix Suns per 116-114 con 30 punti di Karl-Anthony Towns.
(ITALPRESS).