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MERCATO, PIATEK AL MILAN E HIGUAIN AL CHELSEA

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Arrivano in tarda serata le ufficialita’ di mercato tanto attese: mentre il Chelsea da Londra annuncia l’arrivo di Gonzalo Higuain in prestito fino a giugno, il Milan ufficializza di aver acquistato dal Genoa l’attaccante Krzysztof Piatek. Il polacco ha sottoscritto un contratto che lo lega al Milan fino al 30 giugno 2023 e sara’ presentato domani alla stampa prima di allenarsi con i nuovi compagni agli ordini di Gattuso. Gonzalo Higuain, invece, vivra’ al Chelsea la seconda parte della stagione. L’attaccante argentino, che quest’estate era approdato al Milan a titolo temporaneo, dopo la risoluzione dell’accordo con la societa’ rossonera, passa ai Blues ancora con la formula del prestito.

“AC Milan comunica di aver acquisito a titolo definitivo dal Genoa Cricket and Football Club il diritto alle prestazioni sportive di Krzysztof Piatek. L’attaccante polacco ha sottoscritto un contratto che lo lega al Milan fino al 30 giugno 2023” si legge nella nota rossonera. Nato a Dzierzoniow (Polonia) il 1° luglio 1995, Krzysztof Piatek e’ cresciuto calcisticamente nel Lechia Dzierzoniów. Nel 2013 viene acquistato dallo Zaglebie Lubin (72 presenze, 15 reti) prima di passare nel 2016 al KS Krakov, dove ha giocato per due stagioni con 63 presenze e 32 reti. All’inizio di questa stagione il passaggio al Genoa, squadra con la quale ha giocato in  campionato 19 partite siglando 13 reti oltre a 2 presenze in Coppa Italia con 6 gol realizzati per un totale di 21 match e 19 reti.

A stretto giro arriva anche il comunicato della Juventus che comunica “di aver risolto anticipatamente l’accordo con la societa’ AC Milan S.p.A. relativo al trasferimento temporaneo del calciatore Gerardo Gonzalo Higuain e di aver contestualmente perfezionato l’accordo con la societa’ inglese Chelsea Football Club Ltd per la cessione a titolo temporaneo del calciatore fino al 30 giugno 2019. Tali operazioni non generano effetti economici significativi nell’esercizio in corso” si legge nella nota della Juventus. “Il contratto prevede la facolta’ per il Chelsea FC di estendere la durata del prestito fino al 30 giugno 2020, a fronte di un corrispettivo di Ç 18 milioni pagabili nell’esercizio 2019/2020, o di acquisire a titolo definitivo il calciatore a fronte di un corrispettivo di Ç 36 milioni pagabili in due esercizi”.
(ITALPRESS).

“FREED BY FOOTBALL”, CALCIO IN AIUTO MINORI EMARGINATI

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Il presidente della Figc Gabriele Gravina e quello del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, hanno siglato oggi a Roma un importante protocollo che ha come obiettivo l’avvio di un progetto pilota sull’educazione, la rieducazione e l’integrazione di ragazzi costretti in situazioni di marginalità.
“Freed by Football”, infatti, è rivolto ai giovani sottoposti all’istituto della ‘messa alla prova’, minori stranieri non accompagnati e minori cresciuti in famiglie mafiose o in contesti di deprivazione socio-familiare, e pone al centro del programma educativo la conoscenza e la pratica del gioco del calcio quale potente strumento di socialità e di riabilitazione. Senza contare che valorizzare la dimensione sportiva equivale ad investire sulla salute e sul sano sviluppo dei giovani e della società civile. La dinamica del gioco ed i valori ad esso connessi, ma soprattutto la passione che riesce a generare il calcio, sono in grado di abbattere qualsiasi tipo di barriera, costituendo essa stessa l’emblema dell’uguaglianza nella diversità. Un messaggio fondamentale che trova riscontro nella mission della Figc, già impegnata da cinque anni nel progetto “Rete!” finalizzato all’integrazione dei minori non accompagnati inseriti nel Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale. La Federazione e il Tribunale per i Minorenni intendono, in questo modo, posare una pietra miliare su un percorso che necessariamente porterà ad un ampliamento dell’attività.

“Questa collaborazione è di un’importanza strategica per la Figc – afferma Gabriele Gravina – perché valorizza la dimensione educativa e sociale del calcio. Nel mio programma elettorale parlavo di valorizzazione del territorio attraverso nuove modalità di contatto ed è proprio operando insieme e per i ragazzi, soprattutto quelli emarginati, che il nostro messaggio diventa valore. L’impegno per l’inclusione sociale è una tematica centrale della nostra azione di contatto con il territorio. Significa riuscire a ridurre gli steccati, contribuire a combattere tutte le forme di discriminazione, significa essere responsabili verso le comunità in cui il calcio si alimenta e rendersi partecipi di una grande opera di solidarietà”. “Operando in un difficile territorio, il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria lavora anche per tutelare, tra gli altri, i ragazzini calabresi dalle fascinazioni della ‘ndrangheta, utilizzando diverse strategie educative e di crescita culturale – dichiara Roberto Di Bella – La collaborazione con la Figc, in quest’ottica, diventa preziosa. Il calcio è veicolo di valori positivi, la cui trasmissione va certamente incentivata, soprattutto se rapportata al reinserimento nella società civile di alcune categorie di minori”. Il protocollo (durata 6 mesi) prevede, tra le altre cose, che il Tribunale per i Minorenni individui e selezioni i partecipanti tra i destinatari dei propri provvedimenti giudiziari, nonché le borse di studio da assegnare al progetto, e costituisca un team di volontari qualificati (giuristi, psicologi, educatori, studenti) per assisterli nel percorso formativo in aula e fuori, e che la Figc programmi e organizzi le attività tecniche e sportive attraverso il supporto del Settore Giovanile e Scolastico, fornisca il materiale tecnico necessario e organizzi un evento finale a conclusione del progetto.

L’INTEGRITY TOUR FA TAPPA A TRIGORIA CON LA ROMA

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Ha fatto tappa al Centro Sportivo Bernardini a Trigoria della Roma, l’Integrity Tour 2019, che vede impegnati Lega Serie A, Sportradar e Istituto per il Credito Sportivo per rafforzare la cultura della legalità nel mondo del calcio e diffondere i veri valori dello sport. “Anche quest’anno accogliamo con grande piacere qui a Trigoria la Lega Serie A, Sportradar e l’Istituto per il Credito Sportivo. La Roma – spiega il direttore sportivo Monchi – è sempre in prima linea nel preservare i valori e l’integrità del calcio e per questo motivo riteniamo fondamentale l’appuntamento di oggi nell’ottica di una crescita di coscienza che coinvolga tutti i nostri atleti, dai più giovani ai ragazzi della prima squadra” ha detto il Direttore Sportivo della Roma. Monchi. L’obiettivo: il contrasto al match fixing, per combattere le frodi sportive ed educare tutti gli atleti dai più giovani ai più esperti. La formazione di oggi ha visto prima un workshop rivolto alla Prima Squadra e alla Squadra Primavera (e relativi staff tecnici); quindi un workshop rivolto alla Squadra Under 17 (e relativo staff tecnico). L’avvocato Marcello Presilla, responsabile Integrity per l’Italia di Sportradar AG, ha spiegato agli atleti il fenomeno del match-fixing in tutte le sue forme, illustrandone rischi e conseguenze. Dall’identikit dei cosiddetti fixers, veri e propri criminali che “agganciano” i giocatori intrappolandoli nelle truffe, ai rischi che si corrono inserendosi in un meccanismo che pregiudica il futuro e la credibilità degli atleti e del calcio. L’impegno della Lega Serie A nella formazione dei propri tesserati prosegue per il quinto anno all’insegna del contrasto al match fixing, una problematica del mondo sportivo che deve essere illustrata e spiegata a tutte le parti coinvolte nello spettacolo del nostro campionato di calcio, per prevenirla e contrastarla in tutte le sue forme. Grazie alla partnership con la Lega Serie A e il Credito Sportivo, Sportradar continua il suo costante lavoro sul campo: formare e informare calciatori, atleti e addetti ai lavori, per rafforzare la cultura della legalità. All’Integrity Tour, poi, si affianca il costante controllo dei match che Sportradar svolge ufficialmente e quotidianamente, in quanto organismo designato da Uefa e Fifa, in Italia e nel resto del mondo, per il monitoraggio di tutte le partite. Il tema infrastrutturale rappresenta certamente una priorità per il calcio italiano, tuttavia, è soprattutto lo sviluppo di strutture immateriali, come l’educazione, la formazione e l’informazione a concorrere alla crescita economica, valorizzando la relazione con le comunità di cittadini e di tifosi. In questo ambito di costruzione della credibilità e della reputazione il Credito Sportivo, unica banca pubblica del Paese, leader nel finanziamento dell’impiantistica sportiva, intende assumere un ruolo determinante. Per il quarto anno consecutivo, ICS è quindi al fianco della Lega Serie A in questo progetto formativo dedicato ai calciatori che, attraverso confronti utili e costruttivi, mira a responsabilizzare atleti e società sul tema del calcio scommesse.

BELINELLI E SPURS BATTUTI, HARDEN ILLUMINA NEW YORK

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Ritorno amaro per Marco Belinelli a Philadelphia, dove San Antonio cade 122-120 sotto i colpi di un Joel Embiid dominante (33 punti e 19 rimbalzi) e un Ben Simmons da tripla doppia (21+10 oltre a 15 assist). Per la guardia di San Giovanni in Persiceto 16 punti (5/9 dal campo con 4/7 da tre e 2/2 ai liberi), due rimbalzi, un assist, una stoppata e due palle perse in 23′. Il migliore degli Spurs è DeRozan (26 punti) mentre Aldridge (13 punti e 6 rimbalzi) perde nettamente il confronto con Embiid. La schiena ferma per la terza gara di fila Danilo Gallinari ma i Clippers tornano alla vittoria a spese di Miami (111-99) con 31 punti di Tobias Harris.

Los Angeles occupa attualmente l’ottavo posto in una Western Conference dove Denver continua a dare segnali di cedimento (ko per 114-108 contro Utah, trascinata da Mitchell con 35 punti) mentre Houston si gode un’altra serata monstre di James Harden: 114-110 al Madison Square Garden contro i Knicks e 61 punti per il Barba, che eguaglia la sua miglior prestazione in carriera: solo Kobe Bryant, da avversario, aveva fatto altrettanto nel palazzetto newyorkese mentre il record assoluto appartiene a Carmelo Anthony con 62 punti. A Est Toronto si inchina a Indiana per 110-106 ma per i Pacers è un successo amaro: infortunio al ginocchio destro per Victor Oladipo, nelle prossime ore la risonanza magnetica ma si teme uno stop fino a fine stagione. Boston, anche se priva di Irving, supera Cleveland per 123-103 (26 punti per Rozier e 23 per Brown), in doppia doppia D’Angelo Russell (25 punti e 10 rimbalzi) che assieme a Spencer Dinwiddie (29 punti) contribuisce alla vittoria (quinta di fila) di Brooklyn su Orlando per 114-110.

NADAL TRAVOLGE TSITSIPAS, FINALE KVITOVA-OSAKA

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La nuova generazione può aspettare. Dopo la lezione rifilata a De Minaur e Tiafoe, Rafa Nadal spazza via anche Stefanos Tsitsipas e conquista la sua quinta finale agli Australian Open. Il 20enne greco che negli ottavi aveva eliminato Roger Federer viene demolito per 6-2 6-4 6-0 in un’ora e 46 minuti di gioco. Un dominio assoluto quello del maiorchino, a caccia del suo secondo titolo nello Slam australiano dopo quello del 2009, che non concede nemmeno una palla break al più giovane avversario fino all’ultimo gioco del match, quando il destino di Tsitsipas è ormai segnato. “E’ stato un grande incontro, ho fatto fin qui un grande torneo e ho giocato benissimo ogni giorno ma spero di poter fare ancora meglio”, il commento soddisfatto di un Nadal che potrebbe diventare il primo giocatore nell’era Open ad aggiudicarsi almeno due volte ciascuno dei 4 Slam. E pensare che il suo 2019 era cominciato fra mille incertezze dopo i problemi muscolari che lo avevano spinto a rinunciare all’appuntamento di Brisbane. Ma game dopo game, Nadal ha cancellato ogni dubbio e il fatto che non abbia perso fin qui nemmeno un set la dice lunga sullo stato di forma del mancino di Manacor, a cui non resta che attendere l’esito della sfida di domani fra Djokovic e Pouille per conoscere il nome del suo prossimo avversario.

Saranno invece Naomi Osaka e Petra Kvitova a contendersi il titolo nel tabellone femminile. La 22enne giapponese centra la sua seconda finale di fila in uno Slam dopo il successo agli Us Open (l’ultima a conquistare consecutivamente le sue prime due finali in un Major era stata Jennifer Capriati nel 2001) e lo fa a spese di Karolina Pliskova, ieri vittoriosa in rimonta su Serena Williams: 6-2 4-6 6-4 in quasi due ore di gioco. Sotto il tetto della Rod Laver Arena mentre fuori facevano 40 gradi, la Osaka piega la resistenza dell’avversaria a furia di ace (15) e vincenti (56), a conferma dello stato di grazia che l’accompagna dal trionfo newyorkese. La Pliskova, nel secondo parziale, era riuscita a ritrovare il suo ritmo ma alla lunga ha accusato le fatiche di ieri, cedendo il passo alla più giovane rivale. Niente derby ceco in finale, dunque, visto che dall’altro lato ci sarà Petra Kvitova. La 28enne di Bilovec, che dalla semifinale centrata nel 2012 non era mai andata oltre il terzo turno a Melbourne, mette fine alla favola di Daniele Collins, che regge un set, perso poi al tie-break, prima di crollare 7-6(2) 6-0. “Questa finale significa tutto per me, è per questi traguardi che ho lavorato così duro”, è quasi commossa a fine incontro la Kvitova, alla terza finale in un Major dopo i due successi di Wimbledon (2011 e 2014) e definitivamente rinata dopo l’aggressione subita nel dicembre 2016, accoltellata da un ladro mentre si trovava a casa. Ora, per lei, non solo la chance di vincere gli Open d’Australia ma anche quella di salire sul trono mondiale: chi fra Petra Kvitova e Naomi Osaka riuscirà a prevalere, da lunedì prossimo sarà la nuova numero uno del mondo al posto di Simona Halep.

FATTURATO REAL DA RECORD, QUATTRO ITALIANE IN TOP20

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Le 20 società calcistiche con i fatturati più alti a livello mondiale hanno generato in totale ricavi pari a 8,3 miliardi di euro nella stagione 2017/18, con una crescita del 6% rispetto alla rilevazione dello scorso anno. E’ quanto emerge dal report Deloitte Football Money League, giunto ormai alla sua 22^ edizione. Guidata da Real Madrid (750,9 milioni di Euro di fatturato), Barcellona (690,4 milioni) e Manchester United (666 milioni), la classifica evidenzia come i primi tre club più ricchi dell’ultima stagione abbiano generato ricavi per 2,1 miliardi di euro, più che raddoppiando il dato delle prime tre squadre in classifica 10 anni fa (stagione 2007/2008). Sul fatturato complessivo dei 20 club i diritti radiotelevisivi costituiscono la voce principale, pari al 43% di tutti i ricavi anche se, in proporzione, aumenta la percentuale di fatturato derivante dagli accordi commerciali (ora rappresentano il 40% rispetto al 38% dell’anno passato).
Il Real, dunque, si riprende il primo posto che mancava dalla stagione 2014/2015, staccando la seconda classificata (Barcellona) di 60,5 milioni di euro, secondo maggiore gap mai rilevato. I blancos registrano una crescita del fatturato rispetto alla stagione passata superiore ai 75 milioni di euro, anche grazie alla terza vittoria consecutiva ottenuta in Champions League. La crescita è stata principalmente ottenuta grazie all’aumento dei ricavi commerciali (+54,8 mln) inclusi gli aumenti di sponsorship, merchandising e gli incassi per le partite amichevoli di inizio stagione. Con 356,2 milioni, il Real Madrid attualmente ha i ricavi commerciali più elevati al mondo, a testimonianza dell’appeal internazionale di cui gode il marchio della Casa Blanca.

La Juventus è il primo club italiano nella classifica della Money League, anche se perde una posizione in classifica (uscendo dalla Top Ten) a favore del Tottenham. È la prima volta che la squadra bianconera non compare tra le prime dieci in classifica dal 2011/2012. Il fatturato in effetti risulta in lieve calo, sotto i 400 milioni di euro (394,9), risultato della poco brillante performance nella Champions League della scorsa stagione (sconfitta ai quarti di finale). Non si vedono ancora, in termini finanziari, gli effetti dell’operazione Cristiano Ronaldo, che saranno noti solo nella prossima edizione della Money League e che con ogni probabilità potrebbero rappresentare una spinta per i ricavi commerciali del club. Al quattordicesimo posto sale l’Inter, che migliora di una posizione rispetto all’anno scorso e mantiene il trend in crescita degli ultimi tre anni. Il cambio di proprietà nel 2016 e la conseguente visibilità maggiore del marchio nel continente asiatico, abbinati alla qualificazione alla Champions League 2018/2019 hanno certamente dato un impulso positivo al fatturato della squadra nerazzurra che è cresciuto di 18,7 milioni di euro nell’ultimo anno raggiungendo i 280,8 milioni. Le performance in campo europeo si confermano un driver chiave nel risultato finanziario: è il caso emblematico della Roma, che grazie alle ottime prestazioni nella passata Champions League (conclusa con un’eliminazione in semifinale ad opera del Liverpool) ritorna in classifica (l’anno passato non figurava tra le Top 20) e si posiziona alle spalle dell’Inter al 15^ posto con 250 milioni di euro di fatturato e un sostanzioso (+78,2 milioni) incremento rispetto alla stagione scorsa. Torna nella Money League anche il Milan (18^ posto, 207,7 mln), il Napoli scivola dalla 19^ alla 21^ piazza. Malgrado la discesa del Manchester United dal primo al terzo posto della classifica, la Premier League conta ben sei squadre nella Top 10, più di tutti gli altri Paesi.

KOULIBALY “IO SIMBOLO? NON DOVREBBE SERVIRE”

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“Io un simbolo della lotta contro le discriminazioni? Da una parte mi fa piacere, dall’altra penso che non dovremmo avere bisogno di lottare contro le discriminazioni”. Lo ha dichiarato il difensore franco-senegalese del Napoli Kalidou Koulibaly, nel corso di un’intervista video pubblicata dal Napoli sul proprio profilo facebook. “Penso che dopo questa vicenda di San Siro, siano successe molte cose positive, la mia famiglia mi è stata molto vicina ed è stato importante, e poi ci sono stati tanti messaggi di amici e di persone che magari non conosco personalmente. Sono stati 20 giorni di sostegno molto importante; sono successe delle cose negative ma alla fine il sostegno che ho avuto non lo dimenticherò mai perchè mi fa piacere e mi ha fatto maturare. Penso che prima non avrei risposto così” le parole del difensore del Napoli. “Io simbolo della lotta contro le discriminazioni? Da una parte mi fa piacere, dall’altra penso che non dovremmo avere bisogno di lottare contro le discriminazioni. Siamo tutti uguali e sin da bambino ho avuto questo valore e oggi cerco di trasmetterlo alla mia famiglia ed a chi mi conosce. Significa che i valori li ho dentro e posso farli vedere a tutti. E’ una lotta molto importante. Sin dalla scuola primaria bisogna partire da questi valori, a mio figlio non ho bisogno di dirglielo, va a scuola, parla italiano, francese e senegalese. Siamo in un mondo che ha fatto grandi passi avanti, se dobbiamo lottare ancora contro queste discriminazioni significa che facciamo tanti passi indietro e questo mi dispiace” ha aggiunto.
In Francia, Paese in cui è nato pur avendo origini senegalesi, questo problema non lo è più da molto tempo. “In Francia sono nato e non ho mai avuto problemi di questo genere, nè sui campi di calcio nè nella mia vita. Dove vivo io sono cresciuto con turchi, arabi del nord, senagalesi, non ci sono stati mai problemi. Quando sono arrivato in Italia non mi sono accorto di questo fenomeno, forse perchè ero più concentrato sul calcio, ma dopo quando ho iniziato a capire di più l’italiano la prima volta che ho sentito sono stati i cori contro i napoletani. Mi dispiaceva molto, perchè per me Napoli è una bellissima città. La gente deve capire che Insigne, ad esempio, gioca per l’Italia, oltre che per il Napoli. Quella gente, poca, che fa parlare di loro oggi deve pensarci prima di fare certi cori”.
Il calcio come strumento per cambiare rotta in questo senso ed i calciatori testimonial è un’idea che piace al difensore del Napoli. “Penso sia una buona strada, visto che il calcio è uno sport popolare, tocca a tutti i calciatori fare quel passo avanti per combattere queste discriminazioni. Penso che possiamo farcela, abbiamo già fatto tanto ma possiamo ancora fare di più”.

PIATEK “PRONTO PER MILAN, MIEI GOL PER LA CHAMPIONS”

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“Pronto per il Milan? Sono nato pronto”. Krzysztof Piatek non teme le pressioni che comporta una piazza importante come quella rossonera. “Sono pronto e farò di tutto per far arrivare il Milan in Champions – assicura l’attaccante polacco, presentato oggi – Lotterò in campo, lotterò per il Milan. Venire qui era un sogno e non mi sembrava possibile che si avverasse. Ma è un altro passo nella mia carriera e spero di riuscire a giocare bene. Io e Cutrone? Speriamo di fare tanti gol insieme”. Arrivato la scorsa estate dal Genoa da semi-sconosciuto, Piatek è stata la grande sorpresa di questa prima parte di campionato e il Milan non ha esitato a puntare su di lui per il dopo-Higuain. “Ho sempre creduto in me stesso, quando sono arrivato al Genoa volevo dimostrare qualcosa di buono in serie A, per me è importante segnare e non è cambiato molto. Sono un attaccante che vuole segnare in tutte le partite, lavorerò duro e poi in campo si vedrà”. Per Piatek quella rossonera è la maglia più bella: “Quando ero giovane ero tifoso del Milan, era un sogno giocare qui, spero di mostrare le mie qualità in ogni partita”. Per l’attaccante polacco maglia numero 19 e non la 9 che, da Inzaghi in poi, non ha portato molta fortuna a chi l’ha indossata. Ma dietro questa scelta, assicura il direttore generale Leonardo, non c’è alcuina scaramanzia. “Ci ha chiesto il numero 9 ma noi pensiamo che in questo momento il 9 deve essere conquistato, è un numbero abbastanza importante e così per ora ha preso il 19”, ha precisato il dirigente brasiliano, che saluta Higuain senza rimpianti. “Ha fatto le sue scelte e non c’è più, non c’è altro da dire. Qui al Milan starà chi ha voglia di stare. Non faremo regali a nessuno ma abbiamo bisogno di gente che ha voglia di partecipare a quello che stiamo facendo – avverte – Vogliamo costruire qualcosa, sarà un processo lento e non facile, per cui servirà coinvolgimento totale. Chi non ha voglia di far parte di questo progetto, non resterà”.

A presentare Piatek c’era anche Ivan Gazidis, alla sua prima uscita ufficiale da amministratore delegato del Milan. “E’ un altro investimento a lungo termine nel rispetto del fair-play finanziario, un giocatore di talento che porterà il Milan dove dovrebbe essere. E’ il tipo di giocatore che vogliamo nel nostro club, giovane e pieno di talento. Il piano è costruire una squadra a lungo termine, c’è bisogno di grande disciplina, i giocatori di esperienza faranno parte della ricostruzione ma bisogna capire la realtà finanziaria del momento e rispettare le norme Uefa. Bisogna porre delle basi solide su cui costruire la casa, è questo il nostro pianol. Abbiamo una forte proprietà e sono ottimista per il futuro, una volta poste le basi andremo avanti in modo sostenibile, rendendo orgogliosi i nostri tifosi”. E per il futuro la filosofia di mercato sarà improntata a colpi alla Piatek. “La linea è quella di puntare su giovani promettenti ma non si possono escludere i giocatori di esperienza che aiutino a crescere questi giovani”, la puntualizzazione di Paolo Maldini.