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LND 60 ANNI, SIBILIA “UN GRANDE TRAGUARDO”

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“Un grande traguardo fatto di impegno e sacrificio che ha portato la nostra attività di base della Lega Nazionale dilettanti ad essere protagonista. L’aver raggiunto il traguardo dei 60 anni è uno stimolo affinché ogni giorno si possa remare tutti insieme verso nuovi obiettivi e dare fiducia ai giovani”. Lo ha detto il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, che ha dato il via al roadshow per i festeggiamenti del 60esimo anniversario della LND a Catanzaro presso la sede del CR Calabria in occasione di una lunga giornata di festa per il mondo dilettantistico arricchita dall’inaugurazione di un nuovo campo in erba sintetica. “Bisogna fare di più e insistere sul territorio – ha detto Sibilia – per dare soddisfazioni a quello che considero il movimento di volontariato più grande del Paese. Qualche anno fa il calcio dilettantistico era visto come una famiglia, oggi si guarda di più al bilancio e ci sono difficoltà per chi, come noi, guardava ai valori e al rispetto. Ci sono in ballo troppe riforme, anche se alcuni dicono che non ce ne sono. Abbiamo troppe squadre professionistiche, tra le varie categorie arriviamo a circa un centinaio, una cifra che non riusciamo a reggere”.
“La mia proposta è quella di tornare al semi professionismo, è necessario prima cambiare la legge, ma penso che la strada intrapresa possa portare dei risultati. Esiste il grande calcio, a ci sono anche le piccole società, per cui bisogna puntare su un mix ideale per avvicinare al nostro mondo i più giovani”.
Il presidente Sibilia ha quindi elogiato i dirigenti e gli amministratori locali per il lavoro di squadra portato avanti sul territorio: “Qui ci sono tutte le condizioni per superare un momento difficile che riguarda non solo lo sport. Non bastano più rendite di posizione, bisogna stare sul territorio e recuperare lo spirito originario che caratterizzava il nostro movimento anni addietro. Serve una collaborazione vera, devo dare atto dell’impegno dimostrato dagli amministratori che collaborano con le istituzioni sportive”.
Saverio Mirarchi, Presidente del Comitato regionale Calabria della LND, ha sottolineato l’importanza della giornata celebrativa:“E’ un momento importante – ha detto – per un comitato che può contare su 30mila tesserati e 500 società e che oggi vede inaugurare un secondo campo in erba artificiale che va ad implementare una struttura divenuta punto di riferimento per il Sud e per l’intera Lega nazionale. Stiamo lavorando insieme per fare crescere la nostra realtà sempre di più, quelli che vengono considerati sport minori rappresentano una risorsa in termini di aggregazione ed il ruolo dei media è fondamentale per dare visibilità ai territori”.

La giornata, animata dal “Fun Village” della LND con attrazioni ispirate al giuoco del calcio, è proseguita nel pomeriggio sul campo con l’amichevole tra la Rappresentativa Juniores del CR Calabria e la Rappresentativa Nazionale Under 18 della LND. Durante l’intervallo del match sono stati consegnati riconoscimenti a soggetti espressione del territorio distintesi, nel corso degli anni, per aver rappresentato i valori fondanti della Lega Nazionale Dilettanti come lealtà, fedeltà, impegno, fair play e solidarietà. Premiati, tra gli altri, la società ASD Reggiomediterranea che ha raggiunto i 60 anni di affiliazione alla FIGC, da sempre impegnata per la valorizzazione dei giovani e la società Bovalino Calcio a 5,  il cui progetto BC5Smile ha posto l’attenzione sull’integrazione dei ragazzi Down nell’attività di Calcio a 5. Altro riconoscimento alla memoria di “Sissy” Trovato Mazza, Agente di Polizia Penitenziaria scomparsa lo scorso gennaio, campione d’Italia con la Pro Reggina nel 2012 al primo storico campionato di Serie A di Calcio a 5 Femminile.
(ITALPRESS).

ECCO “DONNE DI CALCIO”, ABODI “MOVIMENTO CRESCE”

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Le donne al centro del mondo del calcio italiano. Presso la sede dell’Istituto per il Credito Sportivo è stato presentato “Donne di calcio”, l’ebook di Alley Oop – ‘L’altra metà del Sole’, il blog multifirma del Sole 24 Ore dedicato alla diversity. Il libro è stato realizzato con il contributo dell’Ics e ha la prefazione di Michele Uva, vice presidente della Uefa ed ex direttore generale della Figc. L’ebook raccoglie tredici interviste realizzate dalla giornalista Tiziana Pikler a donne, manager, dirigenti, allenatrici e calciatrici che lavorano nel mondo del calcio femminile. Il tema su cui si snodano le varie interviste è la qualificazione della Nazionale del ct Milena Bertolini ai Mondiali che si disputeranno in Francia dal 7 giugno al 7 luglio. “Se c’è stato un salto di qualità nel mondo femminile del calcio italiano è perché qualcuno ci ha creduto profondamente – ha affermato il presidente del Credito Sportivo, Andrea Abodi, durante la presentazione del libro – Oggi sembra tutto più naturale, il nostro Paese sta scoprendo i valori della partecipazione femminile ma il merito va alla federazione e soprattutto a Michele Uva che ha lavorato su una carenza strutturale insopportabile”.

“In tempi brevi la Federazione ha invertito la tendenza e ha trovato il cammino corretto. Da uomo libero posso dire che, oggi, le prospettive sono cambiate: questo racconto di tredici donne testimonia la loro forza di volontà, la perseveranza e per certi versi anche la pazienza che hanno accelerato il percorso di crescita del movimento”. Il libro mira a divulgare ancor di più le gesta della Nazionale femminile, anche se il ct Bertolini pone l’accento sull’incremento numerico sin dalla tenera età: “La scuola dà un contributo importante per far conoscere il calcio alle bambine – ha dichiarato – ma la svolta, per aumentare il numero, è incentivare fortemente le squadre dilettantistiche del territorio. Perché abbiamo lavorato bene sul vertice, ma ora bisogna incrementare la base”. La Nazionale femminile parteciperà alla rassegna iridata dopo vent’anni di assenza e questo potrà essere una spinta importante per tutto il movimento: “Il Mondiale è una manifestazione che guardano tutti, anche chi non segue il campionato italiano – ha rimarcato l’ex giocatrice Patrizia Panico, ora assistente tecnico della Nazionale italiana under 16 – vedere una nazionale scendere in campo in una manifestazione che attira sempre più spettatori può essere un trampolino di lancio”.

Alla presentazione ha preso la parola anche il vicepresidente esecutivo della Roma, Mauro Baldissoni: “Il successo del calcio femminile non ci sorprende perché l’interesse c’è – ha affermato il dirigente giallorosso – per creare la prima squadra abbiamo fatto uno sforzo nell’accorciare i tempi e lo abbiamo fatto in maniera netta e chiara”. In sala presenti diverse personalità di spicco del mondo sportivo femminile: da Evelina Christillin, membro europeo del consiglio Fifa, a Josefa Idem, area psicologica del settore Figc, senza dimenticare Manuela Di Centa, campionessa olimpica di sci di fondo.

PARIS STELLARE, SUO L’ORO MONDIALE IN SUPER G

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Dominik Paris è campione del mondo. Ad Are, l’oro del superG va al fuoriclasse italiano e a vederlo in pista viene da chiedersi come sia possibile che sia soltanto la sua fantastica prima volta. Come aveva già dimostrato in questa stagione, con il doppio trionfo di Bormio e lo show in discesa a Kitzbuehel, ‘Domme’ conferma di essere il numero uno della velocità nello sci alpino. Senza rivali. Perché è vero che vince soltanto con nove centesimi di vantaggio sul francese Johan Clarey (a 38 anni il più vecchio medagliato di sempre) e sull’austriaco Vincent Kriechmayr, argento ex-aequo, ma lo è altrettanto che la sua gara è stata “sporcata” da un piccolo errore nel finale che gli ha fatto perdere qualche centesimo di troppo e lo ha costretto a soffrire aspettando man mano che i suoi avversari venissero giù. Il 29enne carabiniere bolzanino, partito con il pettorale numero 3 come aveva fatto ieri Sofia Goggia, è stato spaziale nella parte centrale del tracciato: oggi al mondo non esiste nessun atleta capace di far volare gli sci quanto lui, che ha nella scorrevolezza il suo punto di forza. A questo aggiunge la ricerca della linea perfetta e quasi sempre la trova. Anche in alto non è stato il migliore, al punto da avere solo il settimo tempo al primo intermedio, poi col passare delle porte ha aumentato la propria velocità e nessuno è stato in grado di raggiungerlo. Il sospiro di sollievo più grande l’ha tirato dopo l’uscita del campione olimpico in carica Matthias Mayer, che era passato in testa al secondo intermedio con 12 centesimi di vantaggio sull’azzurro, ma dopo il salto ha “dimenticato” una porta e ha buttato al vento una gara fino a quel momento perfetta. Buon per Paris, ovviamente, ma un campione è anche chi non sbaglia. Oggi l’hanno fatto in molti: Jansrud e Svindal erano acciaccati e sono finiti fuori dalla top ten, lontanissimi dall’azzurro, così come l’altro norvegese Kilde (tra i migliori nella stagione) e Beat Feuz, che quest’anno in superG non riesce a rendere. Fino ad ora Paris aveva conquistato una sola medaglia ai Mondiali, l’argento in discesa a Schladming nel 2013. Se il primo oro arriva soltanto oggi è perché, come ha spiegato più volte nel corso della stagione, l’esperienza lo ha aiutato a maturare e a cancellare gli alti e bassi del passato, tra una gara e l’altra e nella stessa gara. Poi, ovviamente, la consapevolezza della propria forza fa tanto. Paris è arrivato ad Are con grande fiducia in se stesso, sapendo di essere il più forte, e in pista l’ha dimostrato, non facendosi distrarre neppure dal caos dei voli aerei che l’ha costretto ad arrivare in Svezia di notte dopo un viaggio lungo un giorno. Peccato che con lui sul podio non ci sia Christof Innerhofer, l’ultimo italiano che prima di Paris era stato capace (nel 2011) di diventare campione del mondo. Il quarto posto è beffa dopo una gara quasi perfetta, nella quale, come sempre, l’altoatesino conferma di essere tecnicamente tra i migliori del Circo bianco. Purtroppo non basta perché nella parte centrale ‘Inner’ perde terreno e alla fine chiude a 35 centesimi da Paris e a 26 dalla coppia Clarey-Kriechmayr. La grande prova di squadra dell’Italia è arricchita anche dall’ottavo posto di Mattia Casse, che parte con il numero 30 ma fa una gara alla pari dei migliori, contenendo il ritardo a 50 centesimi. Finisce fuori, invece Matteo Marsaglia, ma tutto sommato può festeggiare anche lui. Avrà la discesa di sabato per rifarsi personalmente, ora può brindare al trionfo di Paris.

INTEGRITY TOUR 2019 HA FATTO TAPPA IN CASA INTER

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L’Integrity Tour 2019, che vede impegnati Lega Serie A, Sportradar e Istituto per il Credito Sportivo per rafforzare la cultura della legalità nel mondo del calcio e diffondere i veri valori dello sport, ha fatto tappa oggi ad Appiano Gentile. L’incontro, grazie alla disponibilità di F.C. Internazionale Milano, ha preso il via presso il Suning Training Center di Appiano alle ore 10.00 con il workshop dedicato alla Prima squadra. “Noi che siamo gli attori principali del calcio dobbiamo essere irreprensibili nel non accettare alcun contatto con chi prova a combinare gli incontri – ha detto il portiere dell’Inter, Daniele Padelli – Abbiamo la responsabilità di preservare i valori di lealtà, correttezza e sportività che debbono sempre essere alla base del gioco del calcio. Noi per primi non possiamo tradire la fiducia di milioni di tifosi e spettatori che in Italia e nel mondo sognano, gioiscono e si disperano per i risultati delle loro squadre del cuore. È con grande piacere quindi che tutti noi calciatori dell’Inter vogliamo dare il nostro contributo divenendo testimoni attivi e promettendo un impegno e un’attenzione sempre maggiore nella lotta contro il match-fixing”. L’obiettivo: il contrasto al match fixing, per combattere le frodi sportive ed educare tutti gli atleti dai più giovani ai più esperti. L’avvocato Marcello Presilla, responsabile Integrity per l’Italia di Sportradar AG, ha spiegato agli atleti il fenomeno del match-fixing in tutte le sue forme, illustrandone rischi e conseguenze. Dall’identikit dei cosiddetti fixers, veri e propri criminali che “agganciano” i giocatori intrappolandoli nelle truffe, ai rischi che si corrono inserendosi in un meccanismo che pregiudica il futuro e la credibilità degli atleti e del calcio. L’impegno della Lega Serie A nella formazione dei propri tesserati prosegue per il quinto anno all’insegna del contrasto al match fixing, una problematica del mondo sportivo che deve essere illustrata e spiegata a tutte le parti coinvolte nello spettacolo del nostro campionato di calcio, per prevenirla e contrastarla in tutte le sue forme. Grazie alla partnership con la Lega Serie A e il Credito Sportivo, Sportradar continua il suo costante lavoro sul campo: formare e informare calciatori, atleti e addetti ai lavori, per rafforzare la cultura della legalità. All’Integrity Tour, poi, si affianca il costante controllo dei match che Sportradar svolge ufficialmente e quotidianamente, in quanto organismo designato da Uefa e Fifa, in Italia e nel resto del mondo, per il monitoraggio di tutte le partite. Il tema infrastrutturale rappresenta certamente una priorità per il calcio italiano, tuttavia, è soprattutto lo sviluppo di strutture immateriali, come l’educazione, la formazione e l’informazione a concorrere alla crescita economica, valorizzando la relazione con le comunità di cittadini e di tifosi. In questo ambito di costruzione della credibilità e della reputazione il Credito Sportivo, unica banca pubblica del Paese, leader nel finanziamento dell’impiantistica sportiva, intende assumere un ruolo determinante. Per il quarto anno consecutivo, ICS è quindi al fianco della Lega Serie A in questo progetto formativo dedicato ai calciatori che, attraverso confronti utili e costruttivi, mira a responsabilizzare atleti e società sul tema del calcio scommesse.

 

WARRIORS-SPURS 141-102, NOVE PUNTI PER BELINELLI

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Troppa la differenza anche perchè coach Popovich ha scelto di lasciare a riposo le sue stelle. Così per Golden State non è un problema piegare la resistenza di San Antonio che esce dal parquet dei campioni in carica con un passivo eloquente: 141-102. Marco Belinelli, unico italiano in campo nella notte Nba, è schierato nel quintetto titolare degli Spurs che lasciano a riposo DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge. Il “Beli”, in 25 minuti di gioco, mette a referto 9 punti e un rimbalzo, mentre sono cinque i compagni di team che vanno in doppia cifra. Il più prolifico è Mills (16), seguono Gay (15), Bertans (12), Cunningham (11) e Forbes (10). Altri numeri dall’altra parte con Thompson che fa registrare al suo attivo 26 punti, Durant che sfiora la tripla doppia (23 punti, 9 rimbalzi e 8 assist), poi Curry (19), Cousins (15), Iguodala (11) e Looney (10). Golden State in testa a Ovest, i Milwaukee Bucks a Est dopo il successo per 148-129 sui Wizards con Giannis Antetokounmpo che mette a referto 43 punti e Bledsoe che porta a casa una doppia doppia (22 punti e 11 assist), mentre alla squadra di Washington non bastano i 30 di Beal, i 26 (con 14 rimbalzi) di Bryant e i 22 di Green.
Travolgenti anche i Rockets che si impongono 127-101 sul parquet dei Kings. Harden è il solito trascinatore di Houston con i suoi 36 punti, mentre dalla panchina ne fa 25 Green. Vincono i Brooklyn Nets che battono 135-130 i Denver Nuggets, ko nonostante la tripla doppia di Nikola Jokic (25 punti, 14 rimbalzi e 10 assist). Infine successi anche per i Pelicans (125-120 ai Bulls con 31 punti di Randle contro i 28 di LaVine), per i Mavericks (99-93 sugli Hornets con la tripla doppia di Doncic che realizza 19 punti, 11 assist e 10 rimbalzi, mentre dall’altra parte Kemba Walker fa 30 punti e 11 rimbalzi) e Utah Jazz (116-88 ai Suns).

RANKING FIFA. ITALIA 18^, VOLANO GIAPPONE E QATAR

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Classifica Fifa senza novità almeno per i primi 20 posti. Il nuovo ranking delle nazionali diramato dalla Federcalcio internazionale conferma la top ten del mese scorso, con il Belgio in testa con 1727 punti, appena uno in più della Francia, mentre il Brasile completa il podio con il terzo posto davanti a Croazia, Inghilterra, Portogallo, Uruguay, Svizzera, Spagna e Danimarca. Questa la top ten, mentre l’Italia di Roberto Mancini resta al 18esimo posto con 1539 punti. Il ranking Fifa di febbraio, ovviamente è condizionato dalla Coppa d’Asia che si è appena conclusa. L’Iran semifinalista ha guadagnato 7 posizioni portandosi al 22esimo posto, mentre il Giappone, sconfitto in finale, fa un salto di 23 caselle,  e adesso è 27esimo, mentre è 38esima la Corea del Sud (+15). I nuovi campioni asiatici del Qatar scalano la classifica con ben 38 posizioni in più rispetto al mese scorso. Adesso sono 55esimi ed è il miglior piazzamento per i qatarioti dal 1993. Il prossimo ranking Fifa sarà pubblicato il 4 aprile del 2019.

 1. Belgio           1727 punti (–)
 2. Francia          1726 punti (–)
 3. Brasile          1676 punti (–)
 4. Croazia         1634 punti (–)
 5. Inghilterra     1631 punti (–)
 6. Portogallo      1614 punti (–)
 7. Uruguay        1609 punti (–)
 8. Svizzera        1599 punti (–)
 9. Spagna         1591 punti (–)
10. Danimarca    1589 punti (–)

18. ITALIA          1539 punti (–)
(ITALPRESS).

DI FRANCESCO “RISULTATI PER SUPERARE SOFFERENZE”

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Più che il risultato, la prestazione, l’aver giocato bene e soprattutto con il cuore. Dopo l’umiliante disfatta di Firenze, la Roma è ripartita giocando un’ottima partita contro il Milan, ma adesso non può più permettersi altri scivoloni, anche perchè non c’è tempo per rimediare. Domani la sfida con il Chievo, martedì il Porto in Champions, ma al di là di ogni possibile turnover Eusebio Di Francesco deve fare i conti con alcune assenze di rilievo per la sfida di Verona. “Ci sono calciatori che non saranno convocati per il riacutizzarsi di alcuni problemi tra cui Olsen (polpaccio) che speriamo di recuperare per martedì, ma domani giocherà Mirante. Non ci sarà anche Manolas alle prese con la pubalgia, ha fatto il possibile per esserci, ma non verrà a Verona – ha spiegato l’allenatore giallorosso in conferenza stampa -. Bisogna valutare De Rossi che è rientrato facendo 90 minuti dopo un lungo stop, ha fatto buoni allenamenti ma è normale che non sia nelle condizioni ottimali per far fronte a più impegni ravvicinati, ma sono molto contento per come sta. Per fortuna abbiamo recuperato Juan Jesus, difficile che possa partire dall’inizio, ma ha fatto un grande lavoro, sembrava dovesse operarsi e restare fuori a lungo, averlo a disposizione è già un grande vantaggio”.
Una partita, quella del Bentegodi, da affrontare al massimo delle proprie potenzialità, anche perchè la Roma con le cosiddette piccole ha perso 13 punti. “Non sono con le piccole – dice Di Francesco -, ma è capitato a tante squadre visto che siamo in molte a essere racchiuse in pochi punti e a lottare per la Champions. Noi non siamo stati bravi a chiudere alcune partite dominate, dobbiamo essere più cinici e fare bene nella fase difensiva come abbiamo fatto con il Milan”. Contro i rossoneri ha funzionato l’asse Karsdorp-Schick. “E’ vero, il primo ha avuto maggiore continuità nel saper stare nella gara nella fase difensiva, dove può peccare di più perché viene da un campionato differente. Ha lavorato bene, leggendo situazioni nel modo giusto e sono molto contento di lui – spiega Di Francesco -. Schick ha messo dentro la cattiveria che bisogna avere. Domenica si era creato un ambiente particolare, ma lui è cresciuto molto in questo senso e in autostima, nel ruolo in cui l’ho schierato ha messo maggiore decisione. Non so cosa sia cambiato, a volte dipende anche da quello che hanno intorno, dalla stima dei compagni, ma anche dalla consapevolezza che la classe e l’eleganza non bastano, per giocare a calcio bisogna sporcarsi, correre e questo messaggio credo sia passato”.
Rivederlo con Dzeko, quindi, non sarà una sorpresa. “Se gioca sulla fascia c’è Edin centravanti”. Del resto con il Milan ha funzionato, ma Di Francesco ci tiene a sottolineare “che una squadra non può avere risposte sul piano fisico dopo 4 giorni visto che a Firenze siamo stati disastrosi. La condizione più che dalla partita arriva dagli allenamenti e sono contento di come ho visto i ragazzi in questi giorni”. De Rossi potrebbe saltare il Chievo anche per essere fresco contro il Porto, ma senza Nzonzi si potrà giocare a 3? “Nzonzi e De Rossi hanno caratteristiche differenti, ma sono gli equilibratori del centrocampo. Io credo che siano gli atteggiamenti mentali più importanti dei moduli”. Di sicuro ci sarà Zaniolo. “Con il Chievo giocherà dal primo minuto, in questo momento bisogna sfruttare la sua libertà mentale, la sua gioventù, il suo essere determinato e voglioso, deve migliorare nella gestione della partita perchè è troppo generoso come a volte succede a Pellegrini, ma ben venga l’esuberanza di questi ragazzi”. L’allenatore giallorosso, dunque, non rinuncia al talento del 19enne ex Inter, ma non dimentica Javier Pastore. “Non credo sia un problema di modulo, perchè il 4-2-3-1 che abbiamo spesso utilizzato aiuta i trequartisti, purtroppo per colpa mia non riesce a giocare con continuità, si allena sempre bene, ma gli manca il ritmo partita. Deve continuare ad allenarsi, sapendo che davanti in questo momento ha Zaniolo che sta facendo benissimo, ma abbiamo bisogno di tutti e mi auguro che Javier torni a essere quel calciatore che conosciamo”.
Ci sono due giocatori che stanno attraversando un momento difficile anche dal punto di vista del rapporto con i tifosi. Tra questi Florenzi che rischia il posto viste le buone prestazioni di Karsdorp. “Sono convinto che sia uno stimolo avere concorrenza, la competitività in tutti i ruoli è fondamentale. Florenzi arrivava da un periodo in cui non si è allenato con continuità, ma sono convinto, per come si sta allenando e per la sua disponibilità, che tornerà a brillare. E’ un momento di difficoltà, tutti siamo un po’ in sofferenza, ma i risultati aiuteranno a ritrovare la migliore condizione”. Tra i giocatori in difficoltà anche Kolarov, un giocatore a cui Di Francesco non vuole rinunciare. “Siamo tutti uomini, si può sbagliare – spiega l’allenatore della Roma in conferenza stampa -, magari dicendo cose che qui vengono enfatizzate. Lui è molto dispiaciuto, non so bene cosa sia successo, ma al di là del fatto che De Rossi e compagni lo abbiano difeso, vi posso solo dire che parliamo di un giocatore che ha dimostrato grande attaccamento alla maglia, ha giocato un mese e mezzo con il piede fatturato, dopo le partite non riusciva a camminare, ha fatto tante infiltrazioni per essere a disposizione del mister, dei compagni e principalmente della Roma. Su alcune cose si può mettere una pietra sopra, anche a me succede di sentire che certa gente si rivolge a me senza rispetto, ma faccio finta di niente. A volte bisogna mettersi nei panni di una persona e capire come si reagisce. Kolarov è un giocatore importante per la Roma, bisogna sostenerlo perché è fondamentale per la squadra”.

CEFERIN RIELETTO PRESIDENTE UEFA “NO SUPERLEGA”

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Una conferma scontata, idee chiare per il futuro ma anche diversi nodi da sciogliere. Da candidato unico e incontrastato lo sloveno Aleksander Ceferin ha incassato oggi a Roma, nel 43° congresso organizzato all’Hilton Cavalieri, la conferma alla guida dell’Uefa per il quadriennio 2019-2023. Quattro anni importanti durante i quali l’organismo di governo del calcio continentale organizzerà la prima edizione itinerante degli Europei e dovrà confrontarsi con diverse sfide politiche. “La situazione attuale è estremamente positiva – ha osservato Ceferin dopo aver incassato l’applauso del congresso – ma l’errore sarebbe sedersi sugli allori. Dobbiamo fare di più: vogliamo che la Nations League diventi un torneo di riferimento per le nazionali e poi vogliamo riportare i Mondiali in Europa nel 2030”. Obiettivi chiari tra i quali non rientra invece, almeno per ora e a livello ufficiale, la modifica del format della Champions League, con i club maggiori invece favorevoli alla creazione di una Superlega, un vero e proprio campionato continentale con partecipazione assicurata per le società più blasonate. “Finché io sarò presidente Uefa e Andrea Agnelli guiderà l’Associazione dei club europei (Eca, ndr) non ci sarà alcuna Superlega”, ha assicurato Ceferin, pronto invece a lanciare una terza coppa continentale (nome ancora da scegliere) a partire dal 2021. Ma proprio a livello di competizioni si consumerà la prima sfida politica con la Fifa di Gianni Infantino, intenzionata a puntare su una Global Nations League e soprattutto su un Mondiale per club allargato a 24 squadre, manifestazioni poco gradite all’Uefa. “Noi non siamo d’accordo e ci aspettiamo un processo di consultazione vero e proprio su tali format – ha ribadito Ceferin – Sono più ottimista rispetto al passato, credo che cominceremo a parlarne in modo più serio e completo altrimenti non arriveremo da nessuna parte. Speriamo che la Fifa ci dimostri rispetto”. Un invito accolto dal presidente Infantino, presente al congresso Uefa: “Confrontiamoci con rispetto e andiamo avanti – ha dichiarato il numero uno della Fifa – Non c’è mai stata una guerra tra noi, lavoriamo tutti per lo stesso obiettivo: cerchiamo di capire cosa fare insieme per recuperare il tempo perduto e favorire un calcio sempre più globale”. Un dialogo all’inizio, dunque, nel quale la Federcalcio di Gabriele Gravina sta giocando un ruolo da mediatrice: “Il successo delle strategie Uefa è stato dettato dalla condivisione, una forza che deve sempre ispirare il dialogo costante al nostro interno e con le altre istituzioni calcistiche”, ha rimarcato il numero uno della Figc, rilanciando poi l’idea della candidatura italiana per ospitare gli Europei del 2028 (“un grimaldello per favorire un rivoluzionario rilancio delle infrastrutture sportive in Italia”) e trovando il pieno appoggio del governo rappresentato dal sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti. Ma non solo, perché la Federcalcio di Gravina ha ricevuto anche il plauso unanime e convinto di Uefa e Fifa per la posizione tenuta nella lotta al razzismo. “Sono molto preoccupato per questo problema, molto importante anche in Italia”, ha rimarcato Ceferin incoraggiando Gravina a non curarsi delle critiche ricevute da una parte della politica italiana. “Sono preoccupato anche dalle dichiarazioni dei governatori che rendono tutto ancora più grave – ha spiegato il numero uno della Uefa – Non voglio parlare soltanto dell’Italia ed entrare in situazioni specifiche di singoli Paesi, ma se i governi lasciano sole le istituzioni sportive non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo dimostrare che determinati comportamenti sono inaccettabili: nella mia opinione personale, nel rispetto delle autorità di pubblica sicurezza, gli arbitri devono poter interrompere le partite quando necessario. La Uefa avrà sempre un atteggiamento severo contro i razzisti”.
(ITALPRESS).