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New York vince a Boston, i Pelicans passano a Sacramento

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Con il primo posto della Eastern Conference ormai al sicuro, i Celtics incassano la seconda sconfitta consecutiva. Maggiori motivazioni per New York e così i Knicks si impongono 118-109 a Boston, restando in piena corsa per la seconda piazza del raggruppamento. Il grande protagonista è Jalen Brunson che mette a referto 39 punti, ma è tutto il quintetto a girare bene e infatti vanno in doppia cifra anche gli altri quattro: Di Vincenzo ne fa 17, Anunoby 12, in più ci sono le doppie doppie di Hart (16 punti e altrettanti rimbalzi) e Hartenstein (11 punti e 13 rimbalzi). Non è finita perchè dalla panchina arrivano anche i 14 di Bogdanovic. Sotto tono Boston, anche se a gara in corso arrivano i 16 punti di Pritchard e i 15 di Hauser. Il miglior realizzatore dei padroni di casa è comunque Tatum con 18 punti (7 gli assist).
Vittoria importante per i Pelicans che passano sul parquet dei Kings, condannandoli ai play-in e confermandosi al 6° posto nella Western Conference. New Orleans vince 135-123 trascinata dai 31 punti a testa di Zion Williamson e CJ McCollum, ma anche dai 27 di Trey Murphy III.
Restando al quintetto iniziale c’è la doppia doppia da 13 punti e 10 rimbalzi di Valanciunas, mentre dalla panchina arrivano i 14 puinti di Alvarado e i 10 di Daniels. Sacramento non regge l’urto nonostante i 33 punti di DèAaron Fox (8 gli assist) e la ‘solità doppia doppia di Domantas Sabonis che mette a referto 18 punti e 10 rimbalzi.
In tutto cinque le gare disputate nella notte italiana. Negli altri tre incontri vittorie per Bulls (127-105 sui Pistons con 39 punti e 7 assist per DeRozan), Jazz (124-121 sui Rockets ko nonostante i 42 punti con 7 rimbalzi e altrettanti assist di VanVleet) e Warriors (100-92 contro Portland con 22 punti, 7 assist e 8 rimbalzi per Curry).
– foto Ipa Agency –
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Milan-Roma 0-1, il 1° derby di Europa League ai giallorossi

MILANO (ITALPRESS) – Colpo grosso della Roma a San Siro, che passa per 1-0 contro un Milan poco brillante e con poche idee. A decidere la sfida è un’incornata di Mancini (ancora lui, come nel derby di sabato). I giallorossi partono meglio ma sono i padroni di casa ad avere la prima occasione quando Reijnders, dopo 9 minuti, ci prova con un destro dalla distanza che Svilar devia in tuffo. Sul versante opposto, Maignan è chiamato all’intervento al 16′ quando El Shaarawy conclude dal limite, trovando però pronto il portiere francese ad alzare in angolo dopo una deviazione involontaria di gabbia. Dalla bandierina va Dybala, che pennella al centro per Mancini, il quale, lasciato colpevolmente solo, infila Maignan con un colpo di testa ravvicinato firmando l’1-0. Inutili le proteste dei rossoneri per un fuorigioco di Lukaku nell’azione dalla quale è scaturito il corner che ha portato al gol. Gli uomini di Pioli non ci stanno e al 21′ vanno vicini al pareggio con un colpo di testa di Giroud, salvato però sulla linea da Lukaku. La sfida tra Reijnders e Svilar di inizio match si ripete al 42′, con il portiere ancora attento a respingere in tuffo un destro dell’olandese. Il primo tempo si chiude con la squadra di De Rossi meritatamente in vantaggio.
Nella ripresa la musica non cambia e i rossoneri continuano a faticare in fase di costruzione. L’unico a provarci è Reijnders, che al 27′ calcia nuovamente dal limite con il destro ma Svilar è reattivo per la terza volta sull’avversario e para in tuffo. Alla mezz’ora il portiere della Roma alza sopra la traversa (toccata dalla sfera nell’occasione) un tiro cross insidioso dalla destra di Adli. Poco dopo un Leao in ombra viene sostituito tra i fischi di San Siro (non chiaro se rivolti al giocatore o a Pioli). All’87’, poi, il Milan sciupa un’enorme occasione quando il neo entrato Chukwueze salta tutti sulla destra, entra in area e serve all’indietro Giroud che, dentro l’area piccola, spedisce clamorosamente sulla traversa a botta sicura. Al 45′ Abraham tocca la palla con la mano in area ma nè arbitro nè il Var ravvisano irregolarità. L’assalto finale di Calabria e compagni non porterà a nulla e la Roma può così festeggiare una vittoria molto preziosa. Le due squadre torneranno in campo tra una settimana all’Olimpico per la gara di ritorno.
– foto Ipa Agency –
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La Dea domina ad Anfield, Liverpool-Atalanta 0-3

LIVERPOOL (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – La Dea viola il mitico Anfield. Vittoria netta e importantissima per l’Atalanta di Gian Piero Gasperini che trionfa per 3-0 sul campo del Liverpool e mette una seria ipoteca sulla pratica qualificazione alla semifinale di Europa League. La doppietta di Scamacca e il gol di Pasalic regalano un significativo vantaggio conquistato davanti ad un Liverpool quasi irriconoscibile. Una partita che i nerazzurri hanno interpretato subito nella maniera giusta. Tre minuti e l’Atalanta avrebbe l’occasione del vantaggio, sul pallone lavorato da Scamacca e servito per De Keteleaere che all’interno dell’area trova Pasalic, ma da due passi il croato viene fermato dalla parata di Kelleher. Risponde il Liverpool con l’imbucata di Jones per Nunez, che scappa alle spalle di Hien ma prova un pallonetto che non trova la porta. Al 25′ è ancora Liverpool, stavolta con Elliot, che sugli sviluppi di un calcio di punizione fa partire il sinistro a giro che si infrange prima sulla traversa e poi sul palo. Al minuto 38 è però l’Atalanta a trovare il gol dell’1-0, grazie alla fuga di Zappacosta sulla destra e al pallone arretrato per Scamacca, che lascia partire la conclusione vincente sulla quale non è irresistibile l’intervento di Kelleher.
Vantaggio per i nerazzurri che nel recupero del primo tempo potrebbero anche raddoppiare, con Koopmeiners che sfrutta l’indecisione difensiva degli inglesi ma in area si lascia ipnotizzare da Kelleher.
Nella ripresa è il neo entrato Salah a spaventare l’Atalanta, con un pallone sporco in area girato in porta ma respinto da Musso. Tanti cambi offensivi per i Reds ma è la Dea a trovare il 2-0, ancora con Scamacca, che sfugge alle spalle della difesa inglese ed è libero di ricevere il cross di De Ketelaere e battere ancora Kelleher. Nuovamente Atalanta, nuovamente Koopmeiners, che al 65′ scarica il sinistro incrociato che non trova però la porta. Al 79′ torna avanti il Liverpool, che siglerebbe il 2-1 con Salah ma arbitro e Var annullano per fuorigioco dell’ex Roma. Gol sbagliato che è il preludio per il terzo centro atalantino: errore di Szoboszlai che favorisce il recupero palla di Scamacca e il servizio per Ederson, bloccato da Kelleher che però respinge sui piedi di Pasalic, freddissimo a concretizzare il 3-0 finale dal quale si ripartirà tra sette giorni nella gara di ritorno di Bergamo. Festa ad Anfiled per i 2000 tifosi nerazzurri, un’altra magica notte per l’Atalanta.
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Sinner vola ai quarti a Montecarlo, ko Musetti e Sonego

ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner ha confermato di trovarsi a suo agio sui campi in terra rossa del Country Club del Principato di Monaco. Il tennista di San Candido, numero due del mondo e del seeding, ha ottenuto il pass per i quarti di finale del “Rolex Monte-Carlo Masters”, terzo 1000 della stagione, dotato di un montepremi complessivo pari a 5.950.575 di euro. L’azzurro, negli ottavi di finale, ha sconfitto agilmente il tedesco Jan-Lennard Struff, numero 25 del ranking internazionale, col punteggio di 6-4 6-2.
Ai quarti di finale Sinner sfiderà il danese Holger Rune, numero 7 del mondo e del seeding, che negli ottavi di finale ha battuto il bulgaro Grigor Dimitrov, nona forza del tabellone e numero nove del ranking internazionale, col punteggio di 7-6 (9) 3-6 7-6 (2). Rune, nei precedenti, è in vantaggio sull’azzurro per 2-1. In terra battuta i due si sono affrontati proprio a Montecarlo, nella semifinale dello scorso anno, vinta dal danese al terzo set (per 1-6 7-5 7-5). Per confermarsi al secondo gradino della classifica mondiale, ed evitare il controsorpasso da parte di Carlos Alcaraz, Sinner deve centrare almeno le semifinali in questo torneo di Montecarlo e quindi vincere il match di domani.
Intanto, hanno salutato il Principato Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego. Il toscano ha alzato bandiera bianca contro il numero uno del mondo Novak Djokovic. Il serbo si è imposto sull’azzurro col punteggio di 7-5 6-3. A ruota il piemontese si è arreso al terzo set (per 5-7 6-3 6-1) di fronte al francese Ugo Humbert, numero 15 del ranking internazionale e 14esima forza del seeding.
Avanzano ai quarti di finale del doppio, infine, Simone Bolelli e Andrea Vavassori. I due italiani hanno battuto al secondo turno, per 6-1 6-3, in poco più di un’ora di gioco, gli argentini Maximo Gonzalez e Nicolas Molteni, ottavi favoriti del seeding. Domani per un posto in semifinale affronteranno il salvadoregno Marcelo Arevalo e il croato Mate Pavic.
– foto Ipa Agency –
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Pari in Repubblica Ceca, Viktoria Plzen-Fiorentina 0-0

PLZEN (REPUBBLICA CECA) (ITALPRESS) – La Fiorentina non va oltre un pareggio a reti bianche contro il Viktoria Plzen nel match della Doosan Arena valevole per l’andata dei quarti di finale di Conference League. Le due squadre hanno un approccio alla partita molto cauto e decidono di concedersi una lunga fase di studio, almeno fino al 12′ quando i padroni di casa trovano la prima debole conclusione verso la porta con Hejda. Gli uomini guidati da Vincenzo Italiano fanno fatica a scovare i giusti spazi per mettere in difficoltà gli avversari e sono costretti ad attendere il momento più propizio per sferrare l’offensiva. Al 24′ il Viktoria Plzen ha una bella chance per andare in vantaggio con Sulc che appoggia in area per Vydra che calcia di prima intenzione e sfiora il palo. Alla mezz’ora inizia a spingere con più decisione anche la compagine viola, provandoci con una conclusione dalla distanza di Martinez Quarta che finisce di poco alta sopra la traversa. Al 36′ arriva anche il primo tentativo di testa di Belotti, che viene prontamente respinto da Jedilicka.
Dopo un minuto di recupero le due squadre vanno a riposo sul punteggio di 0-0. In apertura di ripresa la Fiorentina si rende subito pericolosa con Beltran che lascia partire un potente tiro sul primo palo, trovando l’attenta risposta del portiere avversario. Al 59′ è ancora l’argentino a creare apprensione nella retroguardia dei cechi, ma il suo destro ad incrociare viene disinnescato da Jedilicka. Intorno al 65′ il match viene interrotto per un paio di minuti in seguito al lancio di un fumogeno. Vincenzo Italiano prova a spaccare la partita attraverso le sostituzioni, ma ad andare vicino alla rete è il Plzen con una conclusione di Chory che termina di poco a lato, anche se poi l’arbitro ferma tutto per un fallo di Traore. Nonostante dei tentativi nel finale, la Fiorentina deve accontentarsi di uno 0-0 sul campo del Vitkoria Plzen, che lascia tutto aperto in vista del ritorno previsto la prossima settimana al Franchi.
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E’ morto O.J. Simpson, vita controversa fra football e cinema

ROMA (ITALPRESS) – Lo statunitense O.J. Simpson, all’anagrafe Orenthal James Simpson, è morto ieri, a Las Vegas, all’età di 76 anni, dopo una lunga lotta contro il cancro. Lo ha reso noto la famiglia. Molto controversa la vita di Simpson, considerato uno dei più grandi giocatori nella storia dell’NFL (National Football League) e inserito nella Pro Football Hall of Fame. Ha giocato come running back (lo specialista delle corse con il pallone in mano) con le maglie dei Buffalo Bills, fra il 1969 e il 1977, e i San Francisco 49ers, squadra della sua città natale, fra il 1978 e il 1979. Nel 1973 è stato nominato MVP della NFL; mentre l’anno prima è stato MVP del Pro Bowl (l’All-Star Game della NFL).
A seguire la carriera cinematografica e televisiva e il successo internazionale nel ruolo dell’agente Nordberg in tre celebri film comici della serie “Una pallottola spuntata”, nel 1988, nel 1991 e nel 1994.
Subito dopo, però, cominciarono i guai giudiziari per Simpson. Nel 1994 è stato accusato di aver ucciso l’ex moglie Nicole Brown e l’amico Ronald Goldman. Fece molto scalpore il clamoroso inseguimento in auto, avvenuto a Los Angeles, con la polizia che riuscì a braccare l’attore dopo svariate fughe. Il tutto venne ripreso e trasmesso in diretta tv, fra i primi casi della storia di “live tv” internazionale. Simpson venne poi assolto, nel 1995, al termine di un lungo processo penale, molto controverso e seguitissimo dai media. In seguito, è stato gudicato colpevole nella causa civile intentata dalle famiglie delle vittime due anni dopo.
I guai giudiziari di Simpson sono poi proseguiti fino al 2008, quando è stato condannato a 33 anni di carcere (dei quali nove senza libertà vigilata) per rapina a mano armata e sequestro di persona. Era stato liberato, infine, il primo ottobre del 2017 in libertà vigilata.
– foto Ipa Agency –
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MSA compie 10 anni, Pagliara “Tutela i manager dello sport”

ROMA (ITALPRESS) – MSA-Manager Sportivi Associati, l’associazione di categoria dei manager sportivi, iscritta nell’elenco tenuto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, compie dieci anni. Entro la fine del 2024, dalle aspettative del corpo dirigenziale, supererà la quota dei 500 manager di molteplici discipline sportive iscritti e che operano quotidianamente in società, associazioni, club e grandi eventi sportivi. “MSA è una felice intuizione avuta dieci anni fa dal Presidente nazionale dell’Asi Claudio Barbaro, nel tentativo di dare una casa comune ai manager sportivi. Sostanzialmente è un’associazione di categoria, riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha come scopo quello di tutelare il lavoratore che svolge questo tipo di attività nell’ambito dello sport e in particolare di farne riconoscere il profilo professionale, le competenze e l’importanza nel sistema sportivo italiano” le parole del Presidente di MSA Fabio Pagliara, che pochi giorni fa, insieme al board, è stato ricevuto dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. “Il lavoro di questa associazione consiste prima di tutto nel dare sempre più consapevolezza al mondo dello sport e ai vari stakeholders, inclusa la politica, dell’importanza che ha il manager sportivo nel sistema. Come le associazioni sportive sono il motore dello sport, il dirigente sportivo ne rappresenta materialmente chi conduce la macchina. Far riconoscere il ruolo del manager sportivo, cercando il più possibile di formare questa figura risponde alla necessità di chi si rivolge a queste figure cercando competenze specifiche. Specie dopo la riforma del lavoro sportivo dobbiamo essere pronti ad aggiornarci e ad acquisire le adeguate competenze professionali: questo è diventato un dovere per chi opera in questo settore. MSA, con i suoi professionisti sparsi in tutta Italia, forma, aggiorna costantemente la figura del dirigente sportivo rispondendo a queste esigenze, fa sistema, networking e cerca di cogliere le problematiche e le opportunità in una logica comune”. Pagliara spiega le principali attività svolte da MSA. “Stiamo svolgendo attività di aggiornamento sui nostri soci, cercando di coinvolgerli non soltanto in occasioni di formazione ma anche di confronto, dunque un arricchimento formativo bilaterale. Molte volte è proprio dalla base che arrivano informazioni importanti, perchè sono i manager che operano quotidianamente sul campo che hanno il polso della situazione. Lo scorso anno abbiamo organizzato a Salsomaggiore la prima assemblea nazionale, che ripeteremo alla fine di quest’anno, e una serie di iniziative territoriali per farci conoscere. Non ultimo, insieme all’università Ecampus, stiamo promuovendo un corso per manager della sostenibilità nello sport, una figura che reputiamo sia diventata già un’esigenza per organizzatori di eventi, club e società sportive”. MSA interagisce anche con il mondo della politica e Pagliara spiega come. “Abbiamo avuto l’onore di incontrare con il Consiglio Direttivo il Ministro per lo Sport Abodi che, come di consueto, si è dimostrato molto sensibile su questo tema. Ci siamo proposti di creare una legacy formativa, per noi un’esigenza importante, che possa interagire con la politica nei grandi eventi internazionali, dove oggi non basta più ragionare in termini di legacy infrastrutturale, sociale ed economica, ma anche di formazione, una legacy immateriale ma decisiva per la crescita del settore. La speranza è quella di diventare alleati delle istituzioni sportive e statali in questo processo che tenda a migliorare sempre di più il ruolo dell’Italia nell’ambito dell’organizzazione di eventi sportivi e del mondo dello sport in generale”. Sugli obiettivi dell’Associazione in termini numerici, il presidente di MSA risponde:”L’obiettivo è quello di diventare forti anche numericamente. Siamo partiti in sordina con circa 80 manager affiliati, oggi, in pochi mesi, siamo arrivati a più di 250 con una prospettiva concreta di superare i 500 iscritti entro fine anno. Ci stiamo strutturando anche a livello territoriale, con referenti regionali che operano sui vari territori con iniziative costanti, come attività di formazione e promozione, perchè fare networking è il segreto del successo di un’associazione. Competenza, coraggio e contaminazione sono le tre parole su cui dobbiamo assolutamente lavorare”.
– foto ufficio stampa MSA –
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Elkann “Per Juve anno zero, Giuntoli aiuterà a plasmare futuro”

TORINO (ITALPRESS) – Il 2023 ha rappresentato per la Juventus “un anno di transizione. Sotto il suo nuovo Consiglio di Amministrazione presieduto da Gianluca Ferrero, l’attenzione è stata rivolta alla risoluzione delle vicende che stava affrontando con la giustizia sportiva, sia in Italia che in Europa. La stagione 2023/24 è quindi l'”Anno Zero”, in cui la società sta ponendo le fondamenta per il suo ritorno, sia dentro che fuori dal campo”. E’ il messaggio che arriva da John Elkann, nella lettera agli azionisti Exor. “Cristiano Giuntoli, che è arrivato nel 2023 ed è stato appena nominato miglior direttore sportivo dell’anno ai Globe Soccer Awards per il suo lavoro con il Napoli lo scorso anno, aiuterà a plasmare il futuro della Juventus – scrive Elkann – La squadra punta a tornare in Champions League e ha già confermato la sua presenza al Mondiale per Club allargato della Fifa nell’estate del 2025. Con un maggiore focus sui giovani talenti della sua Next Gen (che hanno dimostrato il loro valore quest’anno), la Juventus mira a costruire una struttura di costi sostenibile in linea con le nuove regolamentazioni dell’Uefa”. Elkann si sofferma anche sul legame fra la società bianconera e gli Agnelli. “Se conosci i nostri tifosi, i nostri giocatori e il nostro spirito, la frase “fino alla fine” non ti suonerà nuova. Incarna la determinazione del club nel continuare a lottare e superare le avversità, una convinzione propria di Edoardo Agnelli quando fu nominato presidente il 24 luglio 1923. Da quel momento è iniziata una storia d’amore lunga un secolo tra le famiglie bianconere e la mia famiglia. Un legame che nel 2023 abbiamo celebrato con le generazioni di tifosi in Italia e nel mondo, tutti uniti dall’amore per la Juventus. Forza Juve!!!”, chiosa Elkann.
– foto Image –
(ITALPRESS).