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Van der Poel fa tris al Giro delle Fiandre, Mozzato secondo

ROMA (ITALPRESS) – Uno straordinario Mathieu Van der Poel vince il Giro delle Fiandre 2024 e completa il tris personale alla Ronde dopo le vittorie del 2020 e del 2022. Il campione del mondo ha salutato tutti a 45 km dall’arrivo sul muro del Koppenberg, incrementando piano piano il suo vantaggio sugli inseguitori fino ad alzare le braccia al cielo per la terza volta sul traguardo di Oudenaarde, questa volta indossando la maglia iridata. Il fuoriclasse olandese ha rispettato dunque i pronostici, che lo vedevano ampiamente favorito in virtù dell’assenza forzata di Wout Van Aert dopo la caduta di mercoledì alla Dwars door Vlaanderen. Sul podio, però, sale un fantastico Luca Mozzato, protagonista di una prova maiuscola che vale un secondo posto inaspettato quanto meritato: il 26enne veneto del team Arkea-B&B Hotels è il primo degli umani. La corsa è stata animata da una fuga di otto elementi, che non riescono però mai ad avvantaggiarsi oltre i 4′. Il gruppo tiene i fuggitivi sempre a portata, e a 110 km dal traguardo prima Jorgenson e poi Pedersen cercano l’attacco per isolare Van der Poel, che rimane sornione nel gruppo. Dopo aver provato a fare la differenza senza successo, sul Koppenberg l’olandese ci riprova e questa volta fa il vuoto: è impressionante la pedalata del campione del mondo nel tratto più duro sul pavè fangoso in salita. Van der Poel rilancia l’andatura nuovamente sul Taaienberg e raggiunge il minuto di vantaggio su Jorgenson, mentre dietro Alberto Bettiol (EF Education-EasyPost) guida il gruppo degli inseguitori, che in breve si riporta sul californiano della Visma. Bettiol e Teuns staccano gli altri e rimangono da soli alle spalle di Van der Poel, ma l’olandese della Alpecin si invola verso la vittoria della seconda classica monumento stagionale, e al traguardo di Oudenaarde alza la bicicletta al cielo. “Vincere il Giro delle Fiandre con la maglia iridata di campione del mondo sulle spalle è un sogno che si avvera – ha spiegato il campione olandese – E’ stata una delle corse più difficili della mia vita”. Alle sue spalle Bettiol e Teuns vengono ripresi, ma l’azzurro Mozzato vince lo sprint a ranghi ristretti ed è raggiante a caldo ai microfoni di Rai Sport: “Per crederci e per realizzare penso ci vorrà un pò di tempo. Sono felicissimo, penso sia la mia miglior prestazione di sempre. Sono riuscito a cogliere questo podio – ha concluso – Sicuramente me lo godrò”. Terza piazza per il tedesco Nils Politt (Uae Team Emirates), nono Bettiol.
– Foto Ipa Agency –
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Il Milan espugna Firenze, i viola sconfitti 2-1

FIRENZE (ITALPRESS) – Il Milan conquista tre punti preziosi e consolida il secondo posto in classifica battendo la Fiorentina, al Franchi, per 2-1. Dopo i gol di Loftus-Cheek e Duncan, decide la gara Leao, autore pure di un assist, ma è fondamentale Maignan, autore di un paio di interventi prodigiosi. I padroni di casa, invece, hanno palesato le consuete difficoltà difensive e offensive, con una qualità che senza Bonaventura, squalificato, Arthur, in panchina, e Nico Gonzalez, a mezzo servizio, è stata piuttosto bassa. Bello ed emozionante il ricordo di Joe Barone nel pre-gara.
Italiano ha presentato dal 1′ diverse sorprese fra cui Dodo esterno destro difensivo, titolare dopo 6 mesi, e Kouamè ala sinistra. Nel Milan la novità è stata Chukwueze. Servono le parate di Terracciano a far concludere il primo tempo alla Fiorentina sullo 0-0 con parate decisive dell’estremo difensore gigliato sul numero 21 rossonero, su Tomori e su Leao, anche se l’occasione migliore capita a Giroud, a pochi secondi dall’intervallo, con l’attaccante francese che sbaglia un rigore in movimento.
La Fiorentina soffre in ogni parte del campo e l’unico un pò vivo è Ikonè, che è bravo a servire un eccellente assist a Belotti al 27′ ma Maignan compie un mezzo miracolo, con l’ex Lille che centra l’esterno della rete un minuto più tardi dando l’illusione del gol ai propri tifosi. L’inizio di ripresa è scoppiettante. Passa per primo il Milan con Loftus-Cheek che servito da un assist di Leao approfitta di una scivolata di Milenkovic. Pareggia dopo 3′ Duncan con una conclusione da fuori area ma i rossoneri tornano davanti due giri di lancette più tardi quando Leao stavolta si mette in proprio, brucia Milenkovic, aggira Terracciano e fa 2-1 per il Milan. Pioli a questo punto inserisce forze fresche con gli ingressi in campo di Okafor, Musah e Pulisic, mentre dall’altra parte Italiano lancia prima Nico Gonzalez e Kayode, poi si gioca la seconda punta con Nzola per Beltran, anche se il vero protagonista diventa Maignan che salva sulle conclusioni di Belotti e Mandragora. Col passare dei minuti cala l’intensità offensiva dei gigliati e il Milan può portare a casa la vittoria finale.
– foto Ipa Agency –
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Vittoria di rigore del Torino, battuto 1-0 il Monza

TORINO (ITALPRESS) – Importante vittoria in chiave europea per il Torino di Ivan Juric, che batte in casa, per 1-0, il Monza e sfrutta il passo falso del Napoli contro l’Atalanta grazie alla rete decisiva, su calcio di rigore, del subentrato Sanabria.
Prima parte di gara molto equilibrata, con grande attitudine mostrata in particolare dai due reparti difensivi. Pericoloso in un paio di circostanze Colpani, che partendo da destra spesso si accentra e calcia con il suo mancino, trovando però l’opposizione della retroguardia granata. Anche il Torino si muove bene sulla catena di destra, con Bellanova che cerca spesso l’iniziativa per servire Zapata all’interno dell’area biancorossa, brava tuttavia a chiudere tutti gli spazi. Poche emozioni e avvio di ripresa che sembra seguire lo stesso filone tattico, con il primo vero tentativo verso la porta dal Monza, sempre con il mancino di Colpani a mettere in mezzo per il colpo di testa centrale di Carboni.
Gara che sembra di colpo accendersi, stavolta con il Torino pericoloso al 53′ da una palla inattiva sulla quale è Buongiorno a staccare di testa e trovare la respinta di Di Gregorio. Portiere del Monza sollecitato ancora, poco più tardi, dalla conclusione incrociata di Okereke dalla sinistra e allontanata in tuffo dal portiere dei brianzoli. Si fa così rivedere il Monza, sfruttando le capacità aeree di Djuric, che stacca bene all’interno dell’area sul cross di Mota ma spedisce di poco largo il pallone. Al 67′ l’episodio chiave della partita, con Pessina – poco più tardi espulso per doppia ammonizione – che trattiene in area Ricci e causa il calcio di rigore in favore dei granata: dal dischetto si presenta il neo entrato Sanabria, freddo a spiazzare Di Gregorio e portare avanti i suoi. La squadra di Juric va in gestione davanti a un Monza ridimensionato dall’inferiorità numerica. Nel finale, poi, il Torino va vicino anche al raddoppio con la conclusione dalla distanza di Zapata parata ancora da Di Gregorio.
– foto Ipa Agency –
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Lazio-Juventus 1-0, la decide Marusic al 93′

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio vince in casa, all’ultimo respiro, contro la Juventus, per 1-0, alla vigilia di Pasqua. Al 93′ il gol di Marusic regala la vittoria alla squadra biancoceleste, per la prima volta guidata dalla panchina da Tudor. La sfida di campionato è stata solo la prima di tre fra i due team, visto che il 2 e il 23 aprile torneranno ad affrontarsi in Coppa Italia. Esordio felice per il nuovo allenatore della Lazio, che rivoluziona modulo e interpreti, rispetto all’ex Sarri. Sceglie un camaleontico 3-4-2-1 e lascia fuori dai titolari sia Luis Alberto (in non perfette condizioni) che Immobile, preferendo Kamada e Castellanos. Allegri invece deve fare i conti con le molte assenze: Vlahovic è squalificato e Milik infortunato, in campo Kean e Chiesa. Il primo tempo lascia intravedere la Lazio del tecnico croato, brava a collezionare buone occasioni per andare in vantaggio, contro l'”unica trovata” della Juventus.
Si andrà negli spogliatoi a porte inviolate ma sicuramente i biancocelesti ci sono andati più vicini, soprattutto con Castellanos e Felipe Anderson, che sembrano interpretare al meglio l’idea di gioco del nuovo allenatore. Brivido Juventus su un maldestro rinvio di Szczesny, che si salva grazie a Kamada, il quale perde l’occasione di tirare. Decisivo, invece, l’altro portiere, il giovane Mandas: serve una sua grande parata su Chiesa, dopo una triangolazione con Rabiot, per sventare il vantaggio dei bianconeri. Allegri torna dall’intervallo mandando in campo Iling-Junior e Mckennie per Miretti e De Sciglio. La squadra ne giova e si mostra molto più pericolosa in avanti: serve ancora Mandas per fermare Cambiaso. Dopo quasi un’ora di gioco arriva il momento di Immobile. La ripresa comunque resta abbastanza anonima per entrambe le squadre, la Lazio si sveglia a venti minuti dalla fine con l’occasione di Marusic. Nel finale, al 93′, in pieno recupero, è proprio l’esterno montenegrino a siglare la decisiva rete dell’1-0, servito da Guendouzi, per fare esplodere la festa biancoceleste.
– foto Ipa Agency –
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Pari al “Ferraris” fra Genoa e Frosinone

GENOVA (ITALPRESS) – Un punto a testa che fa più comodo agli ospiti. Finisce 1-1 il match tra Genoa e Frosinone, decisive le reti messe a segno da Gudmundsson e Reinier nel primo tempo. I rossoblù salgono a quota 35 punti, a +10 sulla zona retrocessione, i ciociari invece muovono la classifica: nel prossimo turno ci sarà la gara interna contro il Bologna. Ritmi elevati, con pochissime pause. Il Frosinone ha deciso di imporre un ritmo deciso sin dai primi minuti, i ciociari hanno sin da subito creato grattacapi alla difesa dei padroni di casa. La prima vera occasione è stata però confezionata da Vasquez: la torsione di testa del centrale è terminata sulla traversa, sulla ribattuta Turati si è inventato un intervento di puro istinto che ha negato il vantaggio alla squadra di Gilardino. La gara si è sbloccata al 30′ quando Gudmundsson si è procurato un calcio di rigore: l’islandese ha poi trasformato il tiro dagli undici metri superando il portiere dei canarini. La reazione da parte degli ospiti è stata immediata, al 36′ Reinier si è staccato coi tempi giusti – sull’assist di Zortea – superando con una conclusione di prima intenzione l’incolpevole Martinez. La squadra di Di Francesco ci ha provato anche con una conclusione da lontano di Brescianini, ma il centrocampista non è riuscito ad inquadrare la porta. Nella ripresa due infortuni per il Grifone, Gilardino ha perso prima Retegui per un problema alla caviglia, poi Malinoskyi per un infortunio muscolare. Col passare dei minuti il nervosismo è cresciuto, il Genoa ha chiesto un rigore per un presunto contatto in area su Gudmundsson, ma Sacchi ha lasciato correre dopo una revisione al Var. Richiesta analoga per gli ospiti, ma il contatto tra Cheddira e Vogliacco non è stato punito con il tiro dagli undici metri. In pieno recupero il direttore di gara ha assegnato un calcio di rigore al Frosinone per un presunto fallo di mano di Thorsby, ma dopo l’ennesima revisione al Var ha cambiato la propria decisione: le immagini, infatti, hanno evidenziato il tocco con la testa del centrocampista.
– foto Ipa Agency –
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Napoli travolto al Maradona, l’Atalanta vince 3-0

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli crolla in casa e lascia il Maradona tra i fischi. L’Atalanta vince con un netto 3-0 e si regala una splendida Pasqua oltre che una vittoria importantissima in chiave Europa, mentre per gli azzurri è una battuta d’arresto che probabilmente mette la parola fine alle ambizioni Champions. Un pomeriggio iniziato con l’abbraccio della città e della squadra a Juan Jesus. Tutti compatti contro il razzismo e al fianco del difensore brasiliano dopo quanto accaduto due settimane con il nerazzurro Acerbi, nel match in casa dell’Inter.
Tornando alla gara gli azzurri vengono messi ko dalle reti di Miranchuk, Scamacca e Koopmeiners. Con questo successo l’Atalanta accorcia sulla zona Champions, distanziando proprio il Napoli: dall’altra parte, gli azzurri rimangono fermi a 45 punti dopo una prestazione deludente e ricca di errori. All’interno di un primo tempo a tratti equilibrato, l’Atalanta si rivela più cinica e riesce a rientrare negli spogliatoi addirittura con due gol di vantaggio. Già dopo tre minuti i nerazzurri colpiscono un palo con Miranchuk, su sviluppo di contropiede. Il Napoli soffre tremendamente gli inserimenti dei centrocampisti atalantini e la posizione offensiva ibrida di Miranchuk.
Proprio l’attaccante russo realizza la rete dell’1-0 per l’Atalanta: in seguito ad un’azione molto confusa in area, Pasalic serve di testa Miranchuk, che da due passi non ha problemi a battere Meret. Il Napoli prova a reagire, giocando, però, su ritmi troppo blandi. Al 45′ arriva la doccia fredda per i partenopei, che subiscono il gol del 2-0 per mano di Scamacca, autore di un preciso destro all’angolino. In avvio di ripresa Calzona attinge dalla panchina e prova a scuotere la manovra offensiva sin qui scolastica del Napoli. Gli ingressi di Zielinski e Ngonge danno un iniziale cambio di ritmo ai padroni di casa. La reazione partenopea è, però, solo estemporanea e l’Atalanta ritorna presto padrona del campo. In più occasioni Osimhen sbatte su Carnesecchi, fallendo il gol della speranza. Nel finale di match, al 88′, Koopmeiners chiude i conti, segnando il terzo gol. L’Atalanta si rialza così dopo un periodo complicato, mentre il Napoli esce dal campo sommerso dai fischi.
– foto Ipa Agency –
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La Iwf ha un nuovo inno, scritto dal presidente Fipe Urso

ROMA (ITALPRESS) – Durante il Congresso della Federazione Internazionale di Pesistica Olimpica a Phuket (THA) alla presenza di 94 Nazioni, è stato approvato il nuovo inno della IWF. Autore della musica che d’ora in poi rappresenterà la Federazione in tutti i momenti ufficiali, è Antonio Urso, presidente della Fipe, segretario generale della IWF, e anche musicista, che in questo inno ha unito le due più grandi passioni. “Un inno dovrebbe riflettere un’identità, il che è normale nel caso dell’inno nazionale di un Paese, ma ciò dovrebbe avvenire anche con tutti i tipi di organizzazioni, in particolare nel mondo dello sport. Volevo qualcosa di gioioso, qualcosa che potesse rappresentare i momenti felici nel nostro amato sport, la soddisfazione di una buona prestazione, l’importanza di stare insieme, di competere in uno spirito di fair-play, di godersi ogni singolo momento quando solleviamo il bilanciere. Ho cercato di ‘condensarè tutto ciò in una melodia di 1 minuto e 30 che potesse risuonare piacevole per tutti coloro che ascoltavano l’inno dell’IWF”, aggiunge il segretario generale. “Sono troppo di parte per dirlo, ma credo che il nostro inno piacerà a tutta la famiglia del sollevamento pesi”, continua Urso che racconta in che modo è nato questo inno.
“Tutto è iniziato lo scorso novembre, quando eravamo a Guadalajara per i Campionati Mondiali Junior IWF. Dopo aver ascoltato l’inno messicano durante la cerimonia di apertura, il nostro responsabile delle comunicazioni dell’IWF si è avvicinato e mi ha detto: ‘Abbiamo bisogno di un inno dell’IWF. Potresti essere tu la persona che lo fà. La proposta mi è piaciuta subito e molte idee hanno iniziato a frullarmi nella testa. Un giorno di dicembre ha cominciato a suonarmi nella mente una melodia. In non più di 30 minuti avevo scritto l’inno”, dice Urso che una volta scritta la melodia, racconta il lavoro successivo per realizzare gli arrangiamenti musicali e trovare gli strumenti adatti. Il compito è stato affidato ad Aidan Zammit, noto musicista maltese, in Italia dal 1995, che ha lavorato con molti artisti nazionali e internazionali. “Quando Antonio mi ha consegnato la melodia scritta, la prima cosa che ho fatto è stata elaborare uno schizzo riarmonizzato al pianoforte. Ho capito subito che tipo di atmosfera e suono volevo. Avevo bisogno di una combinazione di positività, potere e trionfo. Ho deciso di adottare un approccio cinematografico, ispirato alle colonne sonore dei grandi film d’azione, combinando l’orchestrazione tradizionale con elementi elettronici contemporanei”.
“L’inno è stato creato inizialmente utilizzando strumenti virtuali e sintetizzatori nel mio studio personale. Successivamente abbiamo aggiunto una serie di strumenti reali e mixato la registrazione allo Studio 8 di Roma, con il contributo del tecnico del suono Pino Iodice. La combinazione dell’orchestra e dei suoni elettronici tira fuori il meglio di entrambi i mondi e spero che il risultato piaccia a tutti”, spiega Zammit che spiega le caratteristiche ideali di un brano musicale breve ma di grande importanza istituzionale: “La melodia è ovviamente l’elemento più importante e Antonio Urso in questo ha fatto un ottimo lavoro. C’è bisogno di un’aura di positività e avventura con una dose di realtà. In così poco tempo è importante rendere le cose molto chiare, mantenendo allo stesso tempo tutto il più interessante ed emozionante possibile. E’ come un viaggio velocissimo che ti porta velocemente attraverso emozioni diverse”.
– Foto ufficio stampa Fipe –
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Minnesota vince a Denver, in testa a Ovest con i Thunder

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Riflettori sulla Western Conference nella notte Nba. A brillare sono Timberwolves e Thunder che si godono il primato a Ovest. I primi ancor di più visto che si sono tolti lo sfizio di vincere in casa dei campioni in carica dei Nuggets. Minnesota, infatti, passa a Denver 111-98 grazie a un’importante prestazione di squadra. Anthony Edwards è il più prolifico con 25 punti, due in più di Mike Conley che ne fa 23 aggiungendo al suo score anche 8 assist, mentre Rudy Gobert piazza una doppia doppia da 21 punti e 12 rimbalzi. Infine l’ultimo ad andare in doppia cifra è McDaniels con 17 punti. Niente da fare per i campioni in carica nonostante i 32 punti, 10 rimbalzi e 5 assist di Nikola Jokic.
In testa insieme ai Timberwolves, dunque, Oklahoma. Successo casalingo (128-103) contro Phoenix per i Thunder che ne mandano sette in doppia cifra. Non c’è Shai Gilgeous-Alexander e il migliore è Josh Giddey che va vicino alla tripla doppia, mettendo a referto 23 punti, 9 assist e 7 rimbalzi. Dall’altra parte è Kevin Durant a opporre resistenza (26 punti), ma Oklahoma vince e vola.
Nelle altre gare della notte vittorie per Golden State (115-97 sugli Hornets), Indiana (109-90 sui Lakers con 22 punti e 11 rimbalzi per Siakam), Clippers (100-97 sui Magic di Banchero che ne fa 23, mentre dall’altra parte Leonard chiude con 29 punti e 11 rimbalzi), Detroit (96-87 con 20 punti e 17 rimbalzi per Duren, ancora out Simone Fontecchio), Brooklyn (125-108 sui Bull), Cleveland (117-114 su Philadelphia con 20 punti e 11 rimbalzi per Mobley), Miami (netto 142-82 su Portland con 21 punti, 12 rimbalzi e 9 assist per Adebayo), San Antonio (130-126 all’overtime sui Knicks con uno strepitoso Victor Wembanyama da 40 punti e 20 rimbalzi, mentre a New York non bastano i 61 punti di Brunson per evitare il ko), Houston (101-100 sui Jazz con 34 punti e 9 rimbalzi per Green) e Dallas (107-103 contro Sacramento con 26 punti, 12 assist e 9 rimbalzi per Doncic).
– foto Ipa Agency –
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