MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Sarà Grigor Dimitrov a contendere a Jannik Sinner il “Miami Open”, secondo Atp Masters 1000 stagionale dotato di un montepremi di 8.995.555 dollari, che si sta disputando sui campi in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium, in Florida. Il bulgaro, 11esima testa di serie, si è imposto sul tedesco Alexander Zverev, numero 4 del tabellone, in tre set con il punteggio di 6-4, 6-7 (4), 6-4, conquistando l’accesso alla finale e una vittoria che gli permette di rientrare nella top ten del ranking Atp dopo una lunga assenza. Dimitrov si giocherà il titolo contro Jannik Sinner che ieri sera, nella prima semifinale, ha travolto il russo Daniil Medvedev con un netto 6-1, 6-2.
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A Miami Dimitrov in finale, Zverev ko in 3 set
Sinner domina Medvedev e vola in finale al Miami Open
MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Jannik Sinner è il primo finalista del “Miami Open”, secondo Atp Masters 1000 stagionale dotato di un montepremi di 8.995.555 dollari, che si sta disputando sui campi in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium, in Florida. Il tennista altoatesino, numero 3 del ranking mondiale e 2 del tabellone, ha dominato in semifinale il campione uscente russo Daniil Medvedev, 4 Atp e terza testa di serie, con un rapido 6-1 6-2, in un’ora e 9 minuti di gioco. “Mi sentivo benissimo sul campo, in genere più vai avanti nei tornei e più ti senti a tuo agio. Sono contento, lui ha fatto tanti errori e io ne ho approfittato – ha spiegato a caldo l’azzurro, alla sua terza finale a Miami – Mi aspettavo una partita durissima, mi avesse brekkato all’inizio del primo o del secondo set, sarebbe andata diversamente. In finale spero di giocare bene: è un torneo importante, se lo vinco bene, sennò avrò altre chance”. Nella seconda semifinale se la vedranno il tedesco Alexander Zverev (4) e il bulgaro Grigor Dimitrov (11)
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Tudor “Ho visto giocatori orgogliosi. Immobile? Ci conto”
ROMA (ITALPRESS) – “Ho visto giocatori orgogliosi, non siamo da 9° o 10° posto. Vogliono fare meglio, con il tempo capiremo come. Bisogna vedere come reagiranno alla lunga, con il tempo. Qui ci conosciamo tutti da poco, si vedrà con il tempo, con le difficoltà vere, quello che uscirà fuori dalle persone”. Igor Tudor non fa promesse ma è convinto che questa Lazio possa sicuramente crescere rispetto a quanto visto finora. Il tecnico croato farà domani il suo esordio, all’Olimpico contro una Juve che rappresenta una fetta importante del suo passato. “Non credo al destino – ribatte – Le sensazioni sono positive, si cerca sempre di vincere e gioire con la squadra. Con loro ho giocato 7-8 anni della mia vita dove mi sono costruito non solo come giocatore, ma anche come persona. Sono grato a loro perchè mi hanno fatto diventare quello che sono ora. E’ una gara contro un avversario importante, è la prima ed è normale ci sia emozione”. Tudor si aspetta una “gara particolare perchè arriva dopo la sosta e prima di un’altra sfida (sempre con i bianconeri in Coppa Italia martedì, ndr). Il calcio è cambiato, ora ci sono 5 sostituzioni e si può cambiare metà squadra. Anche io devo capire, sono tutti tornati tutti senza problemi e questo è importante. Il problema è che sono arrivati ieri o il giorno prima e abbiamo potuto lavorare poco. Con gli altri abbiamo lavorato di più, i ragazzi si sono messi a disposizione, abbiamo fatto una settimana di buon lavoro”. Ma cosa chiede Tudor alla Lazio? “Dobbiamo avere la cattiveria di voler fare gol, c’è da crederci – insiste – Abbiamo parlato tanto, noi vogliamo andare a prendere la palla alta ma c’è anche da correre verso la nostra porta. Momento più importante della mia carriera? Non esiste questa cosa qua. C’è una partita bella da giocare, da provare a vincere. Oggi penso a caricare la squadra, a fare le cose giuste. C’è un bel clima nello spogliatoio, ho già detto ai ragazzi che devono avere coraggio e di giocare senza pensieri”. Un capitolo a parte lo merita il capitano, Immobile, rimasto a Formello perchè escluso dalle ultime convocazioni di Spalletti. “L’ho visto molto bene, motivato e penso che lui tenga molto alla Nazionale – prosegue Tudor – Io penso che dipenda solo da lui, abbiamo parlato di questo, i prossimi sono due mesi che possono essere importanti. I gol li ha sempre fatti e li farà, ci conto tanto ed è un ragazzo con qualità calcistiche e umane. Sono convinto che sarà molto importante per noi”. Anche se arrivato da poco, Tudor sta cercando già di lasciare la sua impronta: “Ogni squadra deve essere lo specchio dell’allenatore. C’è da vincere, fare bene e essere tosti da subito facendo le cose che vogliamo. Sono tre anni che la squadra fa sempre le stesse cose e Sarri era un allenatore forte che ha trasmesso le sue idee. Questo un pò ci penalizza e dobbiamo essere attenti a come fare le cose. Il modulo è importante ma non così tanto”.
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Tortu “Obiettivo medaglia agli Europei e ai Giochi”
ROMA (ITALPRESS) – Filippo Tortu è uno di quelli che affronta la sconfitta senza cercare scuse: “Se ci si riferisce alla staffetta d’argento agli ultimi Mondiali ungheresi non sono d’accordo, non può essere una delusione un secondo posto ai Campionati del mondo quando fino al 2020 non eravamo nemmeno nei radar degli altri Paesi” spiega a ‘La Ragionè. “Metterci alle spalle tutti eccetto gli Stati Uniti lo considero un risultato epocale, in linea con la medaglia conquistata alle Olimpiadi di Tokyo”. Il riferimento era però alla mancata finale sui 200 metri agli Europei dello scorso agosto: “Mi ha lasciato l’amaro in bocca e anche parecchio. C’è stato più di un errore da parte mia nell’approccio alla corsa e nell’ultimo anno ho lavorato molto per non ricaderci. Vedremo già dalle prime competizioni della nuova stagione se sono riuscito a lasciarmi dietro le scorie, ma sicuramente sarà così” promette Tortu. “Quest’anno sarà fondamentale, ricco di appuntamenti importantissimi a cui voglio presentarmi al meglio delle mie possibilità. Ho fatto questa scelta insieme al mio allenatore, crediamo che allenarci con competitor più forti di me possa darmi degli stimoli nuovi e più adatti alle gare. Misurarsi con gli altri è importante e non voglio più che questa cosa sia circoscritta alle gare” spiega il 25enne sprinter milanese a La Ragione.
La sua determinazione lascia intendere davvero che la seconda parte della sua carriera sia a un punto di svolta: “Se fai sempre le stesse cose non potrai mai essere migliore di ciò che sei, da qui la necessità di crearsi nuovi ostacoli e difficoltà per cercare di uscirne più forti. Allenarmi con atleti migliori e cercare giorno dopo giorno di avvicinarmi a loro è indice di volontà di miglioramento. Arriverà un giorno in cui mi renderò conto di essermi messo tutti gli avversari dietro le spalle”.
Infine, gli obiettivi. Messi in fila senza preferenze, senza nascondersi: “Agli Europei voglio la medaglia. Non importa con quale tempo, andare sotto i 20 secondi nei 200 metri va bene ovunque, ma alle Olimpiadi punto alla finale e al podio. A Tokyo abbiamo dato un segnale, a Budapest l’abbiamo confermato: ormai come staffetta siamo una delle squadre da battere” conclude Tortu.
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Allegri “Dobbiamo rialzarci e invertire il trend”
TORINO (ITALPRESS) – “Nel calcio si vive di questi momenti, bisogna rialzarci e incominciare a fare quei risultati che ci porteranno all’obiettivo di entrare in Champions. I ragazzi devono stare sereni, giocare con tranquillità”. Massimiliano Allegri, alla vigilia della sfida dell’Olimpico contro la Lazio, cerca di trasmettere fiducia alla sua Juve, che dopo un’ottima prima parte di stagione si è persa, uscendo fuori dalla lotta scudetto e scivolando anche al terzo posto, alle spalle del Milan. “La squadra ha fatto 59 punti, magari distribuiti male ma non ho niente da rimproverarle – continua – Quando mancano i risultati bisogna fare qualcosa in più per tornare a creare l’entusiasmo che serve per affrontare nel migliore dei modi il finale di stagione. Sono cresciuti i giovani, anche i più anziani, c’è voglia di lavorare, la squadra non ha mai smesso di cercare di fare bene. Oggi parlare o spiegare non serve a niente, bisogna lavorare sugli errori fatti e migliorare. Non stiamo facendo risultati per cui bisogna cercare di invertire la tendenza e possiamo farlo solo noi”. Durante la sosta sono arrivate parole di fiducia da parte della società. “In questo momento dobbiamo essere focalizzati tutti su quello che è il finale di stagione. Abbiamo buttato tanti punti di vantaggio sulle quinte e ora bisogna essere realisti: abbiamo fatto 7 punti nelle ultime 8 partite, solo 13 punti nel girone di ritorno e abbiamo ora 9 gare per consolidare la posizione per prendere uno dei tre posti in Champions rimasti. E poi c’è la Coppa Italia da giocare, bisogna pensare esclusivamente a questo. Sono contento che la società mi abbia rinnovato la fiducia, non avevo dubbi, la società sta programmando il futuro ma è importante focalizzarci sul presente. La quota Champions oggi è a 70 punti ma vediamo, ci sono tanti scontri diretti. Pensiamo intanto a fare dei punti noi, bisogna tornare a vincere, una partita vinta ti fa vedere le cose in modo diverso. Le critiche? Vanno accettate e quando ci sono questi momenti ancora di più”. Quello contro la Lazio, dove farà il suo esordio in panchina Tudor, “è un bel test, deve essere un buon inizio in vista delle partite future. Una squadra che ha cambiato allenatore ha grandi stimoli, partiranno forte e noi dovremo essere pronti a controbattere e giocare bene tecnicamente. Da domani parte il rush finale di questi 55 giorni che ci porteranno al 25 maggio e dobbiamo viverli con entusiasmo e voglia, con due obiettivi da raggiungere che devono essere da stimolo per noi”. Fuori Vlahovic e Milik, si rivedrà domani dal primo minuto Kean: “Mi aspetto molto da lui, ha l’obiettivo di doiver fare bene per cercare di guadagnarsi un eventuale posto in Nazionale per l’Europeo. Si è rimesso a posto fisicamente e sono certo che domani farà una buona partita. Chiesa o Yildiz? Stanno tutti e due bene, in questo finale di stagione avremo un parco attaccanti che ci dovrà consentire di fare quei gol che ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi”.
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Pioli “Non penso al futuro, ci aspettano due mesi importanti”
MILANO (ITALPRESS) – “Comincia il periodo decisivo della stagione, dobbiamo preoccuparci di giocare il miglior calcio possibile, di far salire di livello le nostre prestazioni per raggiungere i migliori risultati possibili. Ci aspettano due mesi molto importanti”. Sono le parole di Stefano Pioli, alla vigilia della sfida che vedrà il Milan impegnato al “Franchi” contro la Fiorentina. Il tecnico rossonero ha incassato anche oggi la fiducia del club attraverso le parole del Ceo Furlani ma la sua testa resta sul presente. “Ci sono 10 partite di campionato e speriamo 5 di Europa League, sono tutte importanti, a partire da quella di domani – continua – Ci sta che si parli di futuro ma io non devo pensare all’anno prossimo, devo pensare a fare il meglio possibile per rendere questa stagione la migliore possibile. Poi a fine stagione potremo dire cosa abbiamo fatto e cosa mi piacerebbe fare il prossimo anno”. La classifica vede attualmente il Milan secondo, a -14 dai cugini nerazzurri, un divario che non rispecchia forse i valori delle due squadre ma figlio piuttosto dell’andamento del campionato. “I 14 punti dall’Inter sono reali, la classifica non la possiamo cambiare, hanno fatto un campionato eccezionale – commenta Pioli – Non abbiamo avuto la capacità di ottenere qualche vittoria in più ma negli ultimi 2-3 mesi siamo cresciuti tanto a livello di gioco e risultati, siamo riusciti a essere una squadra molto competitiva e dobbiamo continuare così”. Al “Franchi” domani sarà una partita speciale, la prima dei viola dopo la morte di Joe Barone: “Firenze e i tifosi della Fiorentina sono fantastici quando si tratta di unirsi, di compattarsi assieme alla squadra per superare certi momenti. Ci aspetterà un ambiente particolare all’inizio, Barone ha fatto tantissimo per la Fiorentina, ma poi ci sarà da giocare una partita difficile contro avversari forti. Mi aspetto la solita Fiorentina, molto aggressiva, che accetta la parità numerica dietro e che attacca con molti giocatori, molto verticale. Sono le cose che vorremmo fare anche noi, dipenderà poi dalla qualità con cui le squadre riusciranno a sviluppare queste situazioni”. Oltre a Theo Hernandez mancherà Kjaer, che sarà lasciato a riposo precauzionalmente per un affaticamento rimediato in nazionale, mentre Pulisic, dopo il tour de force con gli Usa, “lo valuterò fino a domani sera ma mi sembrava in buone condizioni”. E se sul caso Acerbi-Juan Jesus “è difficile giudicare ma nel 2024 non possiamo che essere contro gli episodi di razzismo negli stadi, è ora di smetterla”, al regista Pupi Avati che non vuole tifare più Milan finchè ci sarà lui in panchina perchè irriconoscente verso Maldini, replica: “Ho grandissimo rispetto e stima per Paolo, con lui ho ancora un ottimo rapporto, per cui se Avati vuole può continuare a tifare Milan”.
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Acerbi “Abbiamo perso tutti, io non sono razzista”
MILANO (ITALPRESS) – “Sono triste e dispiaciuto: è una vicenda in cui abbiamo perso tutti. Quando sono stato assolto, ho visto le persone attorno a me reagire come se fossi uscito dopo dieci anni di galera, molto contente di essere venute fuori da una situazione del genere: sono state giornate molto pesanti”. Francesco Acerbi rompe il silenzio e parla al “Corriere della Sera”. Non lo ha fatto prima “perchè avevo fiducia nella giustizia e non volevo rischiare di alimentare un polverone che era già enorme. Adesso che c’è una sentenza, vorrei dire la mia, senza avere assolutamente nulla contro Juan Jesus, anzi è il contrario perchè sono molto dispiaciuto anche per lui. Ma non si può dare del razzista a una persona per una parola malintesa nella concitazione del gioco. E non si può continuare a farlo anche dopo che sono stato assolto”. La sentenza è stata una liberazione “ma sono comunque triste per tutta la situazione che si è creata, per come era finita in campo, per come ci hanno marciato sopra tutti senza sapere niente. Anche dopo l’assoluzione ho percepito un grandissimo accanimento, come se avessi ammazzato qualcuno. Questa non è lotta contro il razzismo, non c’è stato nessun razzismo in campo e io non sono una persona razzista: il mio idolo era George Weah e quando mi fu trovato il tumore ricevetti una telefonata a sorpresa da lui che ancora oggi mi emoziona”. A detta di Acerbi “si sta solo umiliando una persona, massacrando e minacciando la sua famiglia, ma per che cosa? Per una cosa che era finita in campo e nella quale il razzismo non c’entra nulla. Il razzismo purtroppo è una cosa seria, non un presunto insulto”. Per il difensore dell’Inter quanto vissuto in questi giorni è stato anche peggio del tumore: “L’accanimento atroce che ho visto nei miei confronti in questi giorni mi ha ferito. Ho fatto tanto per togliermi l’etichetta che avevo quando ero più giovane e diventare un esempio di costanza e professionalità e ho rischiato di perdere tutto in un attimo. Se ti danno dieci giornate e passi per razzista cosa fai? Poteva succedere qualunque cosa: sarei stato finito non come calciatore, che mi interessa fino a un certo punto, ma come uomo. E per tanti sono razzista anche adesso: sinceramente non ci sto”. Ma ora Acerbi vuole pensare solo al campo: “Se e quando arriverà lo scudetto della seconda stella, potrò esserci. A testa alta”.
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Tonali deferito in Inghilterra per scommesse
NEWCASTLE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Sandro Tonali rischia una nuova squalifica. La Football Association ha diramato una nota per comunicare che il centrocampista italiano del Newcastle è stato deferito per aver violato in 50 occasioni le norme sulle scommesse: l’ex milanista è accusato di aver fatto delle puntate su partite di calcio fra il 12 agosto e il 12 ottobre 2023. Tonali ha tempo fino al 5 aprile per rispondere. “Sandro continua a rispettare pienamente le indagini del caso e conserva il pieno sostegno del club”, la reazione del Newcastle che annuncia che al momento non ci saranno ulteriori commenti sulla vicenda da parte nè della società nè del calciatore.
Il 23enne centrocampista ex Milan, passato la scorsa estate ai Magpies, sta già scontando una squalifica di 10 mesi (con scadenza il 27 agosto 2024) che gli è stata comminata a fine ottobre dalla Figc. Il giocatore, coinvolto nell’inchiesta sulle scommesse illecite portata avanti dalla procura di Torino, aveva patteggiato un’ammenda di 20 mila euro e 18 mesi di squalifica, di cui però 8 commutati in prescrizioni alternative come la partecipazione a un piano terapeutico finalizzato alla cura della ludopatia e a un minimo di 16 incontri pubblici presso associazioni dilettantistiche, centri del settore giovanile e scolastico e centri di recupero dalle ludopatie. Tonali aveva ammesso all’epoca di aver scommesso sul calcio e di aver puntato sulla vittoria delle squadre nelle quali giocava.
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