Home Sport Pagina 211

Sport

Gli azzurri del taekwondo dominano il Belgium Open 2024

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia del taekwondo vince ancora. La nazionale azzurra, guidata dal dt Claudio Nolano, si è messa in mostra a Lommel, in Belgio, sede del Belgium Open Taekwondo 2024. Nel torneo di Classe G2, il campione olimpico e mondiale Vito Dell’Aquila (categoria -58 kg), il due volte campione del mondo Simone Alessio, leader incontrastato della categoria -80 kg, e Andrea Conti (categoria -54 kg) hanno raggiunto il gradino più alto del podio. A loro si è aggiunta Elisa Bertagnin, in gara per il suo club, l’Hwarang Sporting Club, che ha vinto l’oro nella categoria femminile -46 kg. Sono arrivati in semifinale, ma hanno conquistato una medaglia di bronzo ciascuno, Angelo Mangione (categoria -74 kg) e Anna Cuorvo (categoria -57 kg). Ad una sola settimana di distanza dalla conquista del pass olimpico da parte di Ilenia Matonti, che si unisce a Dell’Aquila, Alessio e Bossolo nel parataekwondo, il giovane team azzurro continua a mietere vittorie. Questi successi confermano lo stato di forma degli atleti italiani nel panorama internazionale.
– Foto Ufficio Stampa Fita –
(ITALPRESS).

Pari senza reti allo Stadium tra Juventus e Genoa

TORINO (ITALPRESS) – E’ terminata 0-0 la sfida tra Juventus e Genoa, partita della 29esima giornata di Serie A giocata all’ora di pranzo all’Allianz Stadium di Torino. Terza gara di fila senza vittoria sia per i bianconeri di Allegri che per i rossoblù di Gilardino: i primi hanno messo a segno il secondo pari consecutivo dopo quello di domenica scorsa contro l’Atalanta, mentre gli ospiti hanno interrotto l’emorragia di due sconfitte consecutive arrivate nei turni precedenti con Inter e Monza. Nella prima frazione poche le azioni degne di nota. Le due squadre hanno provato a fare intensità ma più di tutto è mancata la qualità. Una Juventus che doveva dare una risposta dopo le ultime deludenti prestazioni è invece parsa sotto tono al punto di incassare anche i fischi di una parte dello Stadium al termine dei primi 45 minuti di gioco. Le cose migliori le ha fatte vedere il Genoa che per lunghi tratti ha controllato l’incontro e in avvio si era anche procurato la più nitida delle occasioni con Bani che di testa, al 7′, su cross di Gudmundsson, aveva chiamato alla grande parata Szczesny bravo a deviare in angolo. Poca Juve, come detto, incapace anche di concretizzare alcune buone occasioni in contropiede. Allegri ha provato a dare un pò più di vitalità ai suoi rimpiazzando intorno al quarto d’ora della ripresa McKennie, Chiea e Kostic rispettivamente con Rabiot, Yildiz e Iling-Junior e proprio quest’ultimo al 22′ si è procurato la grande occasione ricevendo palla al limite e calciando di sinistro un diagonale deviato da Josep Martinez sul palo. Juventus più aggressiva nella ripresa e Vlahovic più dinamico capace di colpire due volte di testa da pochi passi sfiorando in entrambe le occasioni il vantaggio. Ancora un palo a salvare nel finale il Genoa per quello che è stato il secondo pareggio stagionale tra queste due squadre dopo l’1-1 del 15 dicembre scorso: al 45′ il montante alla destra del portiere ha detto no alla conclusione rasoterra di destro di Kean. Non è tutto, perchè nel recupero Vlahovic si becca due gialli di fila per finire anzitempo negli spogliatoi. Salterà così, dopo la sosta per le nazionali, la sfida con la Lazio.
– Foto Image –
(ITALPRESS).

Brignone domina il gigante alle finali di Saalbach

SAALBACH (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Federica Brignone ha vinto il gigante di Saalbach, valido per le Finali di Coppa del Mondo di sci alpino femminile. La campionessa azzurra, già in testa al termine della prima manche, chiude con il crono complessivo di 2’20″05, precedendo di 1″36 la neozelandese Alice Robinson e di 1″67 la norvegese Thea Louise Stjernesund, rispettivamente seconda e terza. Fuori nella seconda manche Marta Bassino, decima a metà gara. Per la valdostana si tratta del sesto centro stagionale, il 27esimo in carriera ed il podio numero 68 in Coppa del Mondo, a -1 da un mito come Thoeni. Decima piazza per la svizzera Lara Gut-Behrami, che festeggia la vittoria matematica della Coppa di cristallo e della Coppetta di gigante, sempre davanti a Brignone.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Sinner si arrende ad Alcaraz, niente finale a Indian Wells

INDIAN WELLS (USA) (ITALPRESS) – Ancora tu. Come un anno fa, la corsa di Jannik Sinner al “BNP Paribas Open”, primo Atp Masters 1000 della stagione alle battute conclusive sul cemento dell’Indian Wells Tennis Garden, si ferma in semifinale e sempre per mano di Carlos Alcaraz: lo spagnolo, campione in carica, si aggiudica la sfida per 1-6 6-3 6-2 in due ore e 5 minuti complessivi di un match sospeso a lungo per pioggia e difende, almeno per il momento, la seconda piazza del ranking dall’assalto dell’azzurro. Ed è anche il primo Top 5 a battere l’altoatesino sul duro in rimonta, dopo aver perso il primo set, dal 2020 quando ci riuscì Daniil Medvedev negli ottavi a Marsiglia. “Tutte le partite con Jannik sono speciali, contro di lui devo sempre dare il 100%” – ha ammesso Alcaraz, diventato 20 anni e 316 giorni il giocatore più giovane a vincere 11 partite di fila a Indian Wells, al termine della sfida con Sinner – Sono stato forte mentalmente ed è molto importante. Devi esserlo se vuoi vincere questo tipo di partite contro un avversario che sta giocando un tennis incredibile. Sono davvero molto felice di tornare in finale, soprattutto in questo torneo”. Sinner, numero 3 Atp e del tabellone, adesso sotto 5-4 nei precedenti con lo spagnolo dopo che si era aggiudicato gli ultimi due match (in semifinale a Miami e poi a Pechino lo scorso anno), incassa così la prima sconfitta in questo 2024 dopo 16 vittorie di fila (19 considerando anche Davis Cup Finals 2023) che gli sono valse lo storico successo agli Australian Open e il titolo a Rotterdam. Alcaraz attende ora per riconfermarsi re di Indian Wells, in un remake della finale 2023, il russo Daniil Medvedev, n.4 del ranking mondiale e del torneo, che nella seconda semifinale ha piegato lo statunitense Tommy Paul (17) in rimonta e in tre set per 1-6 7-6(3) 6-2.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

L’Italia vola alle Olimpiadi anche con la sciabola femminile

SINT-NIKLAAS (BELGIO) (ITALPRESS) – L’Italia della sciabola femminile è ufficialmente qualificata per l’Olimpiade di Parigi 2024, dopo una rincorsa pazzesca che oggi ha finalmente conosciuto la gioia del traguardo. Nella gara a squadre della tappa di Coppa del Mondo a Sint-Niklaas, in Belgio, ultima prova valida per l’accesso ai Giochi, alle sciabolatrici del ct Nicola Zanotti è bastato l’accesso ai quarti di finale per staccare il pass olimpico. Il quartetto azzurro composto da Martina Criscio, Michela Battiston, Chiara Mormile e da “mamma” Irene Vecchi ha infatti battuto negli ottavi di finale la Grecia con un autoritario 45-32. Nei quarti l’Italia ha ceduto solo sui titoli di coda all’Ungheria, per 45-41, ma nel frattempo il successo dell’Ucraina sugli Stati Uniti (le americane, per scalzare il team italiano, avrebbero dovuto vincere la gara) ha scritto il verdetto definitivo, benchè a competizione ancora in corso. Sciabolatrici azzurre qualificate per Parigi 2024. Significherà per l’Italia avere, anche nella sciabola femminile, il numero massimo di tre atlete nella gara individuale più una quarta per la prova a squadre. Una grandissima soddisfazione per il gruppo del Commissario tecnico Nicola Zanotti, sotto gli occhi del presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, presente oggi a Sint-Niklaas. “Complimenti alle ragazze e a tutto lo staff della nostra Nazionale. Non hanno mai mollato, neppure quando, dopo il passo falso del Mondiale di Milano, la qualificazione pareva essersi complicata moltissimo. Con compattezza e carattere, vivendo il momento da squadra vera, che non è composta solo da quattro atlete in pedana ma dall’intero gruppo, le nostre sciabolatrici sono riuscite a rimettersi in corsa con il podio di Lima e il quarto posto di Atene, e oggi qui in Belgio festeggiano un sofferto ma meritatissimo traguardo”, le parole di Azzi. La scherma azzurra è dunque a quota cinque su sei: qualificate aritmeticamente per i Giochi Olimpici le specialità del fioretto femminile e maschile, della spada femminile e maschile, e da oggi anche della sciabola femminile. All’appello mancano solo gli sciabolatori: l’Italia è in piena corsa e decisiva per il pass sarà la prossima tappa di Coppa del Mondo, l’ultima di Qualifica Olimpica per la sciabola maschile, in programma nel prossimo weekend a Budapest.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

La Lazio passa 3-2 a Frosinone, doppietta di Castellanos

FROSINONE (ITALPRESS) – La Lazio, orfana del dimissionario Sarri, ritrova la vittoria sul campo del Frosinone, battuto per 3-2 e, seppur a distanza, continua a coltivare speranze europee mentre, per la squadra di Di Francesco, è notte fonda per un successo che manca ormai da fine gennaio e l’incubo retrocessione sempre più presente. E’ il Frosinone a fare la partita fin dall’avvio, tanto da avere subito una grande occasione di testa con Cheddira che si divora il vantaggio. E’ solo questione di minuti perchè la squadra di Di Francesco si riscatta subito; stavolta è Lirola a colpire con la fronte, ma il risultato è nettamente diverso visto che la palla si insacca vicino al palo alle spalle di Mandas per il vantaggio dei padroni di casa. La Lazio non riesce a reagire, ma il lampo che ridà vita alla squadra di Martusciello lo firma Zaccagni; l’esterno, servito da Guendouzi in area, si fa trovare tutto solo a due passi da Turati beffandolo d’interno sinistro segnando il gol vale il pareggio con il quale le due squadre vanno all’intervallo. La ripresa inizia con una Lazio diversa, più vogliosa. Ma è con i cambi che Martusciello lascia il segno: punizione di Luis Alberto in mezzo, Castellanos, al primo pallone dal suo ingresso al posto di Immobile, svetta di testa battendo Turati per la seconda volta e completando così la rimonta. Il gol galvanizza la Lazio, Turati deve fare gli straordinari prima su Castellanos, poi su Luis Alberto. Il gol, però, è nell’aria e arriva puntuale ancora con l’argentino che, dopo la respinta del palo sulla girata di Casale, non deve fare altro che appoggiare nella porta vuota. Quando sembra finita, però, è Cheddira, su assist di Okoli, a riaprire la contesa. E’ l’ultima emozione di un match che riconsegna una Lazio viva a riassaporare il gusto della vittoria e un Frosinone bello, ma non ancora cinico come si richiede a una squadra invischiata nella zona retrocessione.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Salernitana-Lecce 0-1, esordio con vittoria in panchina per Gotti

SALERNO (ITALPRESS) – Importante vittoria per il Lecce nello scontro salvezza contro la Salernitana. Gli uomini di Luca Gotti, alla prima sulla panchina dei pugliesi dopo l’esonero di D’Aversa, tornano al successo grazie all’autogol di Gyomber. Sempre più in salita la strada dei campani, a undici lunghezze dall’Empoli quartultimo. Quella dell’Arechi, nonostante una squadra demotivata per via della classifica e di una stagione disastrosa, è stata una gara equilibrata. La prima vera occasione è arrivata sugli sviluppi di un corner, Pirola ha tentato il colpo di testa ma il difensore dei campani ha trovato l’opposizione di Falcone. Al primo affondo i salentini sono passati in vantaggio, in una mischia nell’area piccola è stato Krstovic a tentare la girata vincente, ma la deviazione decisiva è stata di Gyomber. I granata hanno provato ad alzare il ritmo in un secondo tempo in cui si è visto poco nei primi venti minuti di gioco, al di là di un mancino di Almqvist i giallorossi – questa sera in maglia bianca da trasferta – hanno creato poco e nulla. Alla mezz’ora prima Simy e poi Gomis hanno avuto l’occasione per pareggiare i conti, ma a chiudere la porta è stato ancora Falcone, il migliore in campo. Nei sei minuti di recupero le due squadre non hanno creato molto, al di là del colpo di testa di Manolas i padroni di casa non sono riusciti a creare ulteriori pericoli. Una sconfitta che pesa parecchio in casa Salernitana: la squadra di Liverani è ora a -9 dal Sassuolo con una gara in più rispetto ai neroverdi: a dieci giornate dal termine manca soltanto l’aritmetica per sancire la retrocessione in Serie B. Colpo grosso per il Lecce dopo quattro sconfitte e un pareggio, i giallorossi sono ora a +4 dalla zona rossa.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Italrugby vince in Galles, azzurri mai così nel Sei Nazioni

CARDIFF (GALLES) (ITALPRESS) – Mai un’Italia così bella al Sei Nazioni. Dopo la vittoria con la Scozia all’Olimpico di Roma, che aveva fatto seguito al pareggio in Francia, gli azzurri del rugby chiudono il Sei Nazioni 2024 con un secondo successo, un 24-21 in Galles più netto di quanto non racconti lo score. Insomma, per il XV del ct Quesada due sole sconfitte, con Irlanda e Inghilterra, due vittorie e un pareggio. E, ciliegina sulla torta, il cucchiaio di legno che dopo undici anni finisce altrove, proprio a Cardiff. L’avvio degli azzurri è di buona fattura, tanto che è Garbisi, al 6′, ad aprire le danze con una punizione che si infila tra i pali (0-3). Capitan Lamaro conquista un’altra punizione al 13′ con un gran placcaggio, ancora Garbisi dalla piazzola ed è 6-0 per la Nazionale, che al 20′ realizza la prima meta dell’incontro con Ioane, non trasformata stavolta dal kicker tricolore. Reazione dei Red Dragons, che mettono in difficoltà la retroguardia ospite ma che porta pochi frutti anche per gli errori in fase di costruzione. Buon per l’Italia, che seppur senza impressionare alza la diga e regge l’urto senza sbandare. Ripresa che ripropone lo stesso spartito, con gli azzurri capaci di approfittare delle debolezze difensive dei britannici per mettere a segno, al 6′, la seconda meta con Pani, sostituto di Capuozzo, stavolta realizzata da Garbisi per il 18-0 di marca tricolore. Premono i gallesi, in mezzo al campo c’è qualche ruvidezza di troppo e l’Italia soffre un pò la pressione dei locali, che al 24′ trovano una meta di forza (poi realizzata da Costelow) con Dee convalidata al Tmo. Gli azzurri restano sul pezzo, dalla piazzola infilano l’acca prima Garbisi (31′) e poi Page-Relo (34′). Il gap è solcato, anche se nel finale il Galles ha un sussulto d’orgoglio e firma due mete con Rowlands (39′) e Grady (42′). Lloyd è preciso in fase di trasformazione ma è festa azzurra per un 24-21 finale che permette agli azzurri di brindare al miglior Sei Nazioni di sempre e di lasciare proprio al Galles, dopo undici anni, quel cucchiaio di legno simbolo dell’ultima della classe.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).