MILANO (ITALPRESS) – E’ terminata l’Assemblea della Lega Serie A, dove i 20 club hanno ribadito che non verranno diminuite le squadre del massimo campionato. “La Lega Serie A ha approvato oggi – si legge sulla nota diramata al termine dei lavori -, nel corso dell’Assemblea svoltasi nella sede di via Rosellini, il proprio documento di indirizzo contenente le proposte di riforma del calcio italiano”. Ribadita anche la volontà di non modificare il diritto d’intesa, ovvero il diritto di veto su eventuali riforme: “Nel corso della stessa riunione, è stata ribadita la assoluta necessità di mantenere nello statuto federale il diritto di intesa, così come nei principali sistemi calcistici europei. E’ stato, inoltre, confermato l’attuale format a 20 squadre del campionato di Serie A”.
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Confermato il format a 20 squadre del campionato di Serie A
Liverani si presenta a Salerno “Se ho accettato è perchè ci credo”
SALERNO (ITALPRESS) – Fabio Liverani si presenta. Sembra pronto a tentare l’impossibile con questa Salernitana. “Dobbiamo diventare squadra – afferma subito il neo tecnico dei campani – Se ho accettato, a prescindere dalla storia col direttore che mi emoziona, è perchè credo si possa ambire ad avvicinare le squadre davanti a noi. Con il mio staff cerchiamo di avere un’idea su tutte le squadre quando siamo fermi. Ho visto la squadra, è evidente che ha avuto un pò di cambiamenti col mercato di gennaio, non c’è tanto tempo ma la volontà di costruire qualcosa sì, partita dopo partita, senza scadenze a lungo termine o tabelle. I valori individuali sono medio alti ma ad oggi il collettivo ha espresso poco”. Poi, continua. “Prendere gol o farne pochi non è questione di modulo ma è nella mentalità di avere la percezione del pericolo quando gli altri giocano e quando tu giochi nella metà campo avversaria. Serve quel pizzico di follia nel voler fare fatica. Oggi le partite si vincono per un calcio da fermo, un calcio d’angolo o per la volontà di riempire l’area avversaria e proteggere la tua”.
Si sofferma anche sul suo contratto che avrà scadenza al 30 giugno. “Contratto di soli 5 mesi? – risponde il neo tecnico granata – Quando uno subentra in un momento come febbraio o marzo, mettersi seduti in posizione di ultimo posto e parlare del futuro è difficile. Una società viene dal terzo allenatore e chi arriva non può mettersi a pensare al dopo, non avrebbe avuto senso e non sarebbe stato conveniente per nessuno. La società ha scelto Liverani per quello che è adesso, ci conosceremo, ci valuteremo, avremo fatto la follia di salvarci? Ci sediamo e se c’è volontà potremo trovare un accordo. Se retrocedessimo, potremmo parlare ugualmente. Se pensiamo di separarci andrà bene lo stesso, sperando di aver fatto bene con la salvezza in tasca. Non ho mai giocato solo per un contratto, c’è tempo per il futuro”. Si sofferma sul reparto avanzato che, nonostante Dia, appare spuntato. “Dobbiamo cercare, rimanendo equilibrati, di vincere le partite e mettere un pò di offensività con attaccanti puri o trequartisti – afferma – Abbiamo esterni di gamba che arrivano sul fondo e quindi dobbiamo riempire l’area. Weissman, Dia, ce ne sono tanti, c’è Candreva, giocatori di qualità vanno portati vicino all’area per vincere. Manolas non va certo presentato, insieme a Boateng, Fazio e agli altri che c’erano, anche se qualcuno si è infortunato e ci vorrà tempo, ci aiuteranno ad essere equilibrati. Non possiamo fare tante prove in vista dell’Inter. L’avversario è fortissimo, non abbiamo tempo, ogni partita è una possibilità per fare punti”.
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Scaroni “Fiducia totale in Pioli, Lega deve contare di più”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi vediamo due disallineamenti tra le istituzioni e gli interessi dei club. Il primo è tra la Lega nel suo insieme e la federazione. Noi della Lega Serie A, che finanziamo l’intero gioco del calcio italiano, abbiamo il 12% del potere all’interno della Federazione. Questa è un’anomalia, frutto della legge Melandri, che ci crea un senso di frustrazione perenne. La nostra voce all’interno della Figc è flebile mentre dovrebbe essere forte, fortissima, visto che paghiamo tutti i conti del calcio italiano”. Così il presidente del Milan Paolo Scaroni, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1, sullo scontro tra Lega Serie A e Figc, tra richieste di maggiore autonomia e riforma del campionato a 18 squadre. “Il secondo disallineamento è stato impropriamente definito tra piccole e grandi squadre – prosegue il numero 1 del club rossonero – In realtà noi club che giochiamo le competizioni internazionali e che abbiamo tanti giocatori chiamati dalle nazionali, lamentiamo le troppe partite. I calciatori giocano le coppe europee, le partite della nazionale, la Coppa Italia e il campionato. Tutto questo porta a un carico di partite che diventa insopportabile e che è causa di tanti infortuni”. Circa l’idea del campionato a 18 squadre: “Non so come funzionerà alla fine, verrà dibattuto e mi auguro si arrivi a una soluzione. Lo abbiamo già avuto il campionato a 18 squadre, anzi lo ricordo anche a 16. Vogliamo evitare le troppe partite. Giochiamo troppo, è un tema anche per la salvaguardia dei nostri giocatori, che sono il nostro patrimonio. Non credo che un disallineamento condizioni l’altro, sono due tematiche diverse. La Lega deve contare di più all’interno della Figc, è un tema che riguarda tutti e che deve essere corretto”. Capitolo stadio del Milan: “Abbiamo comprato i terreni, abbiamo avuto una decisione favorevole preliminare da parte del comune di San Donat e tutta una serie di passaggi che riguardano la regione e altri enti locali. Siamo relativamente ottimisti, anche se in Italia essere ottimisti sulla costruzione degli stadi è un compito piuttosto arduo. Andiamo avanti, abbiamo bisogno di un nuovo stadio. Il sindaco di Milano ci ha chiesto di fare un ultimo tentativo per vedere se è possibile una ristrutturazione, magari leggera, dello stadio di San Siro. Da questo punto di vista sono piuttosto negativo, non riesco a capire come si faccia a fare dei lavori importanti in uno stadio nel quale ogni settimana entrano 70mila persone. Tecnicamente è un tema difficile da affrontare. Ma ce lo chiede il sindaco e noi siamo rispettosi delle sue volontà”. Scaroni, sul futuro di Stefano Pioli sulla panchina del ‘Diavolò, invece non ha dubbi: “Mutuo le parole sia del nostro ad Furlani sia di Ibra, noi abbiamo fiducia totale in Pioli e i risultati ce la stanno rafforzando questa fiducia. Quindi per il momento calma piatta su questo fronte”. Chiusura su Leao, spettacolare ieri contro il Napoli ma da un pò a secco di reti: “I gol di Leao mi piacciono da matti, ma se continua a fare degli assist come quello di ieri mi va anche molto bene così”, termina Scaroni.
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Sciabolatrici azzurre d’argento in Coppa del Mondo a Lima
LIMA (PERù) (ITALPRESS) – Ruggito d’argento delle sciabolatrici azzurre in Perù. L’Italia del ct Nicola Zanotti ha conquistato un grande secondo posto nella prova a squadre della tappa di Coppa del Mondo di sciabola femminile a Lima, arrendendosi soltanto in finale alla Francia e incamerando punti preziosissimi in ottica qualifica olimpica, per la quale si dovrà lottare ancora in due gare. Martina Criscio, Michela Battiston, Chiara Mormile e Irene Vecchi sono state protagoniste di una prestazione sontuosa, conquistando il primo podio della stagione e mostrando carattere e voglia di prendersi Parigi. Il cammino delle azzurre è cominciato negli ottavi di finale con il successo, sofferto e meritato, contro la Cina per 45-43. Nei quarti l’avversaria è stata l’Ucraina: le sciabolatrici italiane si sono prese la rivincita del match dell’ultimo Mondiale di Milano, imponendosi 45-43 e tornando così tra le “top 4” al mondo. Ma non si sono fermate. In semifinale contro la Bulgaria, infatti, l’Italia ha preso il comando del punteggio dalla metà dell’assalto e ha chiuso vincendo 45-42. Al tramonto di una gara di grande spessore, le ragazze del ct Zanotti – affiancato a Lima dai maestri di staff Andrea Aquili e Benedetto Buenza – si sono fermate solo al cospetto della Francia, che ha conquistato la finale e il successo di tappa con il punteggio di 45-26. Da Martina Criscio, Michela Battiston, Chiara Mormile e Irene Vecchi è arrivata però una grande risposta, al termine di due settimane di duro lavoro “di gruppo” culminate nel ritiro di New York. Il secondo posto di Lima, infatti, è un messaggio importantissimo lanciato dall’Italia della sciabola femminile in ottica qualifica olimpica con due gare (Atene e Sint Niklaas) ancora da disputare. Va così in archivio, con questo argento delle sciabolatrici in Perù, una grande domenica per la scherma italiana che ha regalato vittoria a Barcellona e qualifica olimpica alle spadiste azzurre, oltre al doppio podio del Grand Prix di Torino con il secondo posto di Martina Favaretto e il terzo di Arianna Errigo.
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Il Milan piega 1-0 il Napoli, decisivo Theo Hernandez
MILANO (ITALPRESS) – Il Milan soffre ma porta a casa tre punti preziosi superando in casa il Napoli, per 1-0. E’ una rete di Theo Hernandez nel primo tempo a decidere il posticipo della domenica. Gli azzurri partono meglio e al 10′ sfiorano il vantaggio quando Simeone calcia a lato di un soffio con il destro, non sfruttando così un invitante assist dalla destra di Kvaratskhelia. Gli ospiti si fanno però trovare scoperti al 25′ e vengono subito puniti. Giroud serve Leao, che con il piatto destro scavalca la difesa avversaria pescando in area Hernandez, il quale stoppa e trafigge Gollini con il sinistro per l’1-0 dei suoi. Tre minuti più tardi, Leao si mette in proprio e ci prova dalla lunga distanza ma Gollini devia in tuffo. Poco dopo, i padroni di casa perdono capitan Calabria a causa di un infortunio muscolare. Nel finale di tempo, gli ospiti tornano in avanti ma senza riuscire a impensierire Maignan. Si va al riposo sull’1-0.
In avvio di ripresa Florenzi va subito al tiro dal limite che Gollini salva in due tempi dopo la deviazione involontaria di Juan Jesus che rischia di ingannarlo. Al 9′, Bennacer commette un grave errore in fase di impostazione, Simeone intercetta e va al tiro dal limite dell’area ma la sfera esce di poco a lato. Al quarto d’ora è il neo entrato Politano a provarci con un bel sinistro dal limite, ma la palla termina fuori di un soffio alla destra di Maignan. Dopo alcuni minuti di sofferenza, i rossoneri sfiorano il 2-0 con Leao, che manda fuori di poco un destro da buona posizione dopo aver ricevuto palla da Musah. I partenopei si riversano in attacco e al 44′ vanno a un passo dal pari quando Lindstrom mette una palla velenosa in area dalla sinistra sulla quale Simic interviene in modo maldestro, facendo carambolare la palla sul palo. L’azione prosegue e Di Lorenzo va al tiro, ma Maignan alza in corner. Nel finale, il fortino degli uomini di Pioli regge e il risultato non cambierà più. Grazie a questo successo, il Milan sale a quota 52 e si porta a -1 dalla Juventus, in attesa della sfida casalinga di domani dei bianconeri con l’Udinese. Per il Napoli arriva invece un pesante ko, che lo porta a -7 dalla zona Champions.
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L’Atalanta vince al Ferraris, 4-1 al Genoa
GENOVA (ITALPRESS) – Vittoria larga nel risultato, ma sofferta sul campo per l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, che da ex sbanca Marassi e batte per 4-1 il Genoa di Alberto Gilardino. Al gol di De Ketelaere nel primo terzo di gara ha risposto quello di Malinovskyi, con i beragamschi riusciti poi a trionfare grazie alle successive reti di Koopmeiners e, nel finale, di Zappacosta e Tourè.
Da una prima fase di studio è l’Atalanta ad uscire bene siglando il gol del vantaggio grazie alla giocata di De Ketelaere che, servito tra le linee genoane da Pasalic, stoppa il pallone e con un sinistro al volo lo spedisce alle spalle di Martinez: 1-0 per la formazione di Gasperini, ma il Genoa tiene bene il campo e risponde nel finale di tempo con il destro dalla distanza di Retegui respinto però da Carnesecchi. Duello quest’ultimo che si ripeterà anche in avvio di ripresa, nel quale la squadra di Gilardino riparte con maggior piglio e trova proprio Retegui che dentro l’area calcia trovando ancora la riposta di Carnesecchi.
Campanello d’allarme per la Dea che si realizza nel pareggio genoano al 51′, con il filtrante di Badelj per Malinovskyi che scarica in rete il sinistro potente che vale l’1-1. Nemmeno il tempo di festeggiare per il Genoa che l’Atalanta riesce a ritrovare il vantaggio, grazie alla punizione vincente calciata da Koopmeiners, che col sinistro piazza il pallone dove Martinez non può arrivare. Lo stesso portiere dei rossoblu, qualche minuto più tardi, rischia di causare il terzo gol dell’Atalanta con l’uscita palla sbagliata a favorire il servizio di Kolasinac per Pasalic che però si fa ipnotizzare proprio da Martinez. Atalanta che siglerebbe il 3-1 al 76′ con il tap-in sotto porta di Scalvini, ma dopo un lungo controllo il Var annulla la rete per il fuorigioco di Pasalic durante l’azione. Finale di gara che resta dunque in bilico, con il Genoa che va ad un passo dal pareggio con Gudmundsson che da sotto misura devia in porta un pallone sporco parato ancora da Carnesecchi. Assalti finali che sbilanciano il Genoa e lo espongono prima al 3-1 firmato in contropiede da Zappacosta al decimo minuto di recupero, e poi dal definitivo 4-1 dell’Atalanta siglato dal neoentrato El Bilal Tourè.
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Italnuoto brilla a Doha, 4×100 sl d’argento e 3 pass olimpici
ROMA (ITALPRESS) – Dopo i fasti del sincro, dei tuffi e del nuoto in acque libere, comincia nel migliore dei modi l’avventura degli azzurri nelle gare di nuoto dei Mondiali di Doha. La staffetta maschile 4×100 stile libero è nuovamente d’argento, come a Fukuoka lo scorso anno. In più arrivano tre carte olimpiche per Parigi2024: a conquistarle proprio gli staffettisti veloci Alessandro Miressi, Lorenzo Zazzeri, Paolo Conte Bonin e Manuel Frigo, emulati dalle “colleghe” della 4×100 stile femminile e da Nicolò Martinenghi, approdato alla finale nei 100 rana. Pass a Cinque cerchi, poi, anche per il Settebello, che ha battuto gli Usa negli ottavi di finale del torneo iridato.
I primi a meritare gli onori della cronaca sono Miressi, Zazzeri, Conte Bonin e Frigo, bravissimi a confermare il secondo posto del podio nonostante l’assenza di Thomas Ceccon. Gli azzurri, in finale, col tempo di 3:12.08, si sono piazzati alle spalle della Cina, che ha chiuso in 3:11.08 con Zhanie Pan, primo frazionista, che ha stabilito il nuovo record del mondo sui 100 metri stile libero, segnando il crono di 46″80. In terza piazza, dietro all’Italia, gli Usa.
Volano a Parigi pure le staffettiste Chiara Tarantino, Sofia Morini, Emma Virginia Menicucci e Costanza Cocconcelli. Le italiane in finale hanno fermato il cronometro a 3:38.67, piazzandosi al quinto posto. Oro per l’Olanda con 3:36.61, argento per l’Australia con 3:36.93, bronzo per il Canada con 3:37.95. A seguire ha ottenuto la carta per i Giochi e l’accesso alla finale dei 100 metri rana maschili Martinenghi. Il lombardo (Circolo Canottieri Aniene – Aqua Centurions) ha nuotato la semifinale in 59.13 (quarto tempo complessivo). Per Ludovico Viberti invece il tempo di 59.61: è giunto quinto nella batteria vinta da Martinenghi e non ha centrato il pass per l’atto conclusivo. Stessa sorte del torinese per Sara Franceschi, che si è piazzando al nono posto nelle semifinali dei 200 misti femminili, mancando l’ottava posizione (l’ultima valida per accedere all’atto conclusivo) per undici centesimi.
Infine, il Settebello ha faticato per avere la meglio sugli Usa. Gli uomini di Sandro Campagna si sono imposti per 13-12: a firmare il successo azzurro (valido per “sbarcare” ai Giochi) Fondelli e Di Fulvio, con tre reti a testa. Poi due marcature ciascuno per Bruni e Di Somma e una volta a tabellino Echenique, Presciutti e Condemi. L’Italia è così approdata ai quarti di finale: sfiderà martedì la Grecia.
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Le spadiste azzurre vincono a Barcellona e volano ai Giochi
BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Le spadiste italiane trionfano a Barcellona e volano ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Domenica speciale l’Italia del ct Dario Chiadò: la squadra azzurra di spada femminile, composta da Rossella Fiamingo, Alberta Santuccio, Mara Navarria e Giulia Rizzi, ha vinto la tappa di Coppa del Mondo sulle pedane catalane, superando dopo una finale bellissima la Corea, e ha aritmeticamente staccato il pass per l’Olimpiade della prossima estate.
Le azzurre hanno debuttato negli ottavi di finale superando con un netto 38-20 il Giappone. Nei quarti, con un’altra prestazione da squadra vera, le spadiste italiane si sono imposte sulla Svizzera con il punteggio di 37-32, acquisendo il biglietto per la semifinale contro la Cina. Nel match potenzialmente decisivo per ipotecare la Qualifica Olimpica, l’Italia è stata gigante: con pazienza e costanza, ha recuperato un gap di 5 stoccate creatosi nella prima fase del combattimento, rimettendo l’incontro sul filo dell’equilibrio, fino alla frazione conclusiva in cui Alberta Santuccio, al minuto supplementare e con la priorità sorteggiata in favore del team cinese, ha piazzato il colpo del 22-21 che ha fatto volare, con un decollo soltanto, le spadiste italiane alla finale di Barcellona e ai Giochi di Parigi 2024.
Il punto esclamativo sulla giornata magica della spada femminile azzurra è stato messo in finale contro la Corea. Dopo un avvio durissimo, l’Italia ha cominciato una rimonta entusiasmante che, nelle ultime tre frazioni, ha visto – eravamo sotto di 3 lunghezze – prima Mara Navarria rosicchiare un punticino, poi Rossella Fiamingo emulare la compagna per avvicinarsi ancora un pò, e infine Alberta Santuccio colmare lo svantaggio e mettere a segno la stoccata decisiva, quella del 29-28. Festa grande in Spagna per le atlete del ct Dario Chiadò, affiancato dai maestri di staff Roberto Cirillo e Daniele Pantoni, con alla guida della delegazione il vicepresidente vicario della Federazione Italiana Scherma – due volte olimpionico a squadre di spada – Maurizio Randazzo.
Vittoria, Inno di Mameli che risuona e Qualifica Olimpica a Parigi per le spadiste italiane, vicecampionesse del mondo in carica. Barcellona è davvero tinta d’azzurro.
Da Barcellona a Tbilisi dove l’Italia del ct Nicola Zanotti ha chiuso al quinto posto la prova a squadre della tappa di Coppa del Mondo di sciabola maschile. Il quartetto composto da Luigi Samele (bronzo ieri nella gara individuale), Luca Curatoli, Michele Gallo e Pietro Torre si è fermato a 4 stoccate dalle semifinali sulle pedane georgiane, dove aveva debuttato superando in scioltezza gli ottavi di finale battendo 45-28 l’Ucraina. Nei quarti, però, dopo un match combattuto, è arrivato lo stop per 45-41 contro la Romania. Dirottati al tabellone dei piazzamenti, i ragazzi guidati dai maestri Leonardo Caserta e Lucio Landi hanno superato la Cina con il risultato di 45-31. Gli azzurri hanno poi battuto anche l’Egitto nell’assalto che valeva la quinta posizione, per 45-35, ottenendo così il massimo del punteggio possibile per chi si è fermato sulla soglia delle “top 8”, utile per continuare la corsa verso la Qualifica Olimpica a Parigi 2024 che, nella prossima tappa, passerà per le pedane di casa. Dal 1° al 3 marzo, infatti, è in programma il Trofeo Luxardo di Padova, storica prova di Coppa del Mondo di sciabola maschile.
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