Home Sport Pagina 248

Sport

Staffetta azzurra d’argento ai Mondiali di fondo a Doha

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – E’ medaglia d’argento per l’Italia del fondo ai Mondiali di Doha nel team event. La 4X1500 azzurra – composta da Giulia Gabbrielleschi, Arianna Bridi, Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza – cede solo al photofinish all’Australia, che si prende l’oro. Sul gradino più basso del podio, staccata di oltre 38 secondi, l’Ungheria.
L’Italia non riesce dunque a difendere il titolo conquistato a Fukuoka per appena 20 centesimi. Con la staffetta modificata sia nella composizione (in Giappone c’erano Barbara Pozzobon e Ginevra Taddeucci) sia nell’ordine (Paltrinieri prima di Acerenza), è il finale che costa l’oro agli azzurri, con il ventottenne potentino, reduce dal bronzo di ieri nella 5 km, che non riesce a resistere al ritorno prepotente di Kyle Lee. “Ce l’ho messa tutta, i miei compagni sono stati bravissimi – il rammarico ai microfoni di Rai Sport – Sarebbe stato bello ripetersi, ci riproveremo”. “E’ stata una grande staffetta – lo consola Paltrinieri – Prendere una medaglia non è mai facile e non ci stiamo ripetendo anno dopo anno. Vorremo sempre che fosse d’oro ma lo sport non è così”. Sulla stessa linea d’onda il responsabile tecnico Stefano Rubaudo: “Gli australiani sono in grandi condizioni, Mimmo sulla carta era più forte ma gli è costato tantissimo quell’errore iniziale in cui stava andando verso la seconda boa. La differenza l’ha fatta lo sprint dell’australiano, con due decimi di distacco c’è poco da rimpiangere, a volte vinci e a volte perdi. Ci farà inventare qualcosa di nuovo per vincere la prossima volta”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

New Orleans stoppa i Clippers, ok Boston, Cleveland non si ferma

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – New Orleans frena la corsa dei Clippers. CJ McCollum (25 punti di cui 13 nell’ultimo quarto) e Zion Williamson (21 punti e 10 assist) firmano la vittoria degli Hornets – la quarta di fila – per 117-106, infliggendo agli uomini di coach Lue quella che è appena la sesta sconfitta nelle ultime 32 gare. Harden (19 punti) e Powell (18 punti) non bastano ai Clippers, che perdono così il primato a Ovest. Nella Eastern Conference comanda invece Boston, che la spunta su Atlanta per 125-117 con 31 punti di Porzingis, 21 di White e un Tatum da 20 punti, 9 rimbalzi e 7 assist. Vittoria numero 24 su 27 al TD Garden per i Celtics, che tengono dietro una Cleveland in serie positiva da sette partite (14 successi nelle ultime 15), compresa quella contro Washington: 114-106 con uno scatenato Donovan Mitchell (40 punti). Orfana dell’infortunato Embiid, Philadelphia cede 127-104 a Golden State (21 punti e 10 rimbalzi per Wiggins), Jimmy Butler va in tripla doppia dopo oltre due anni (17 punti, 11 rimbalzi e 11 assist) e col contributo di Herro (24 punti) guida Miami contro San Antonio (116-104). Per gli Spurs 19 punti a testa per Jones e Vassell, 18 punti e 13 rimbalzi per Wembanyama. La miglior prestazione in carriera di Miles Bridges (45 punti) non evita a Charlotte la sconfitta (la nona consecutiva) contro Toronto per 123-117, sbattendo contro Barrett (23 punti), Barnes e Quickley (18 punti a testa) mentre Detroit, aspettando Simone Fontecchio, nonostante le assenze di Cunningham e Bogdanovic sorprende Sacramento 133-120, grazie a Jaden Ivey: 37 punti, 19 dei quali nell’ultimo periodo, oltre a 7 assist e 6 rimbalzi. Per Danilo Gallinari solo 2 punti (1/1 da due), 4 rimbalzi, 2 assist e una stoppata in 11 minuti.
Si avvicina intanto la deadline per le ultime operazioni di mercato: proprio Detroit manda ai Wolves Monte Morris in cambio di Shake Milton, Troy Brown Jr. e una seconda scelta al draft 2030, a Boston sbarca invece Xavier Tillman in cambio di due scelte al secondo giro (2027 via Atlanta e 2030 via Dallas) e Lamar Stevens per Memphis.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Tina e Milo, presentate a Sanremo le mascotte di Milano-Cortina

SANREMO (ITALPRESS) – Saranno due vivacissimi ermellini le mascotte dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 e hanno fatto il loro debutto questa sera su Rai 1 dal palco del Festival di Sanremo. La Mascotte dal manto chiaro si chiama Tina e rappresenterà i Giochi Olimpici Invernali del 2026. Milo, il fratello dal manto bruno, sarà invece il testimonial dei prossimi Giochi Paralimpici Invernali. I loro nomi sono i diminutivi di quelli delle due località protagoniste: Tina da Cortina, Milo da Milano. Italiani, brevi, facilmente pronunciabili e memorizzabili, sono utilizzati anche in altri Paesi. L’unveiling degli iconici personaggi chiude la fase creativa che, attraverso la collaborazione tra il Comitato Organizzatore e il Ministero dell’Istruzione, ha visto il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Un percorso nato dalle oltre 1600 idee creative presentate e dal successivo sviluppo sul piano professionale e del design della soluzione selezionata. L’anno scorso sempre sul palco dell’Ariston, Amadeus e Gianni Morandi avevano aperto il sondaggio per esprimere la preferenza tra i bucaneve ideati dai giovanissimi dell’Istituto Comprensivo Sabin di Segrate (Milano) e gli ermellini proposti dall’Istituto Comprensivo di Taverna, in provincia di Catanzaro. Oggi quel viaggio continua con il debutto ufficiale delle due Mascotte in occasione della 74a edizione del Festival di Sanremo.

Nelle tappe di avvicinamento al 2026, Tina e Milo non saranno da soli: ad accompagnarli ci saranno i loro compagni di avventura, i sei piccoli bucaneve “I Flo”. I fiorellini, abbozzati in una prima fase dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Sabin, e sviluppati anch’essi professionalmente sul piano della grafica e del design, saranno i migliori amici di Tina e Milo nell’avventura verso Milano Cortina 2026 e arricchiranno le loro storie con giochi, scherzetti e tanta, tanta simpatia. Tina e Milo, le Mascotte delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, con la loro attitudine ingegnosa e propositiva, racconteranno al mondo l’energia, l’entusiasmo e il calore dello spirito italiano contemporaneo.
Due vivacissimi ermellini, simili ma non identici. Tina creativa e concreta è una gran curiosona. Vive in città e nel tempo libero ama assistere a spettacoli e concerti che le hanno fatto conoscere il potere della bellezza e la sua forza trasformatrice. ‘Sogna forte!’ è la frase che più la rappresenta. Milo, resiliente e sognatore, ha un vero e proprio debole per gli scherzetti, ama giocare sulla neve e nel tempo libero realizza strumenti musicali di pura fantasia. Nulla può fermare Milo che pur essendo nato senza una zampa ha imparato a camminare con la propria coda. La frase che più rappresenta la Mascotte Paralimpica di Milano Cortina 2026 è ‘Gli ostacoli sono trampolinì. Ad aver accompagnato Tina e Milo nel loro debutto ufficiale in anteprima su Rai 1 c’erano Federico Barra, in rappresentanza dell’Istituto Comprensivo di Taverna, e con lui in sala il Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò.
– foto ufficio stampa Milano-Cortina 2026 –
(ITALPRESS).

Presentati World Skate Games, Meloni “Italia farà bella figura”

MONTESILVANO (ITALPRESS) – Presentati a Montesilvano i World Skate Games, imponente rassegna di sport rotellistici che si svolgerà in quattro regioni italiane dal 6 al 22 settembre: Abruzzo, Lazio, Emilia Romagna e Piemonte. Ospite d’onore la premier Giorgia Meloni, rientrata ieri dal Giappone, che ha presieduto l’incontro insieme a Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, e Sabatino Aracu, presidente dei World Skate Games e della Federazione italiana sport rotellistici (Fisr). Al Pala Dean Martin di Montesilvano, Giorgia Meloni ha iniziato il discorso con una battuta. “Grazie per l’accoglienza, davvero immeritata”, ha detto la premier, “visto che in tutti gli sport rotellistici sono sempre stata scarsa e anche derisa da mia figlia che ha sette anni! Battute a parte, questa è una grande occasione per l’Italia. Non ho dubbi, sarà un evento straordinario. Noi siamo sempre bravi a mettere in evidenza di non essere all’altezza del compito, invece l’Italia ha tutto per fare sempre una bella figura. La mia presenza significa che il Governo e tutto il sistema Italia sono vicini a questo evento, a cui partecipano anche città meno note fuori dai confini nazionali, ma che hanno tante bellezze da raccontare. L’Abruzzo ha una grande occasione, qui c’è gente operosa che non chiede sussidi, ma solo occasioni per mostrare cosa è capace di fare”.
Accanto alla presidente del Consiglio, Marco Marsilio ha subito chiamato in causa Aracu. “Noi abruzzesi abbiamo la fortuna di avere un santo in paradiso. Come non sfruttare allora Sabatino Aracu, presidente nazionale e mondiale di una federazione che raggruppa tante discipline così praticate in tutto il mondo, che sono popolarissime soprattutto tra i più giovani?”. “E’ una vetrina pazzesca”, ha aggiunto Marsilio, “non potevamo davvero perdere questa occasione. L’organizzazione di questi eventi costa molto, ma sono soldi spesi bene. Allungheremo la stagione estiva e le nostre attività ricettive ne trarranno beneficio, come è accaduto durante il Giro d’Italia sulla Costa dei Trabocchi e in altre zone della regione. Da noi il turismo è cresciuto più dell’8%, questi sono i dati che premiano le nostre strategie”. “L’edizione italiana dei WSG 2024 – ha annunciato Sabatino Aracu – prevede l’arrivo di oltre 12.000 tra atleti, tecnici e delegazioni provenienti da 100 Paesi del mondo. Verranno assegnati 156 titoli mondiali di tutte le nostre discipline. Durante i Giochi Olimpici di Tokyo lo skateboarding è stato lo sport più seguito in assoluto sui social media, questo significa che le nostre discipline attirano i giovani. I World Skate Games saranno un vero e proprio festival dei giovani con tanti Fan fest, eventi che accompagneranno la manifestazione sportiva con musica e intrattenimento”.
Ben 156 titoli mondiali da assegnare, la squadra azzurra parte con i favori del pronostico per la conquista del medagliere finale (Italia prima nell’edizione di Barcellona ’19 e seconda in quella di Buenos Aires ’22).
– foto ufficio stampa Fisr –
(ITALPRESS).

A Firenze l’ultimo saluto alla leggenda Kurt Hamrin

FIRENZE (ITALPRESS) – Si sono svolti questa mattina all’interno della Basilica di San Miniato a Monte i funerali dell’ex attaccante svedese Kurt Hamrin deceduto domenica scorsa all’età di 89 anni. Oltre alla moglie e ai cinque figli, tanti i cittadini comuni, autorità del mondo del calcio e della politica, che hanno voluto portare il loro ultimo saluto all’ex giocatore anche di Fiorentina, Milan, Juventus e Napoli. Fra i presenti, oltre al sindaco Dario Nardella e al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessore allo sport di Palazzo Vecchio, Cosimo Guccione, quella al welfare, Sara Funaro, gli ex calciatori Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli, Roberto Galbiati, Claudio Merlo, Moreno Roggi, Furio Valcareggi, figlio di Ferruccio Valcareggi che ha allenato Hamrin per quattro anni a Firenze, e una delegazione della Fiorentina rappresentata dal direttore generale Joe Barone e dal capo della comunicazione, Alessandro Ferrari. Presente anche una delegazione svedese: Jan Bjorklund, ambasciatore di Svezia in Italia, Livia Frescobaldi, console svedese a Firenze, e Sune Hellstromer, già amministratore delegato dell’Aik, la squadra dove Hambrin giocava in Svezia, e già segretario generale dell’Associazione calcistica svedese Svenska.
Al fianco del feretro di Hamrin, su cui sono state posate diverse corone di fiori, una foto da giovane dello stesso calciatore che in viola ha vinto due Coppa Italia e una Coppa delle Coppe, una maglia della Fiorentina di questa stagione con il numero 7 e la scritta Hamrin sulle spalle, una replica della maglia gigliata degli anni ’60 e una serie di sciarpe viola. Presenti all’interno della Basilica di San Miniato a Monte gli stendardi della Fiorentina, delle Glorie Viola, del Museo Fiorentina e del Gonfalone del Comune di Firenze. Al termine della celebrazione funebre i ricordi di Hamrin pronunciati dal pulpito da Giancarlo Antognoni, Claudio Merlo e dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, mentre uno dei figli dell’ex giocatore viola, Piero, si è rivolto al padre dicendo fra le altre cose: “Grazie per non aver insistito a che io diventassi calciatore”, e ha poi ringraziato tutti i club in cui proprio suo papà ha giocato, soffermandosi in particolare sul Milan. “Grazie a patron Rocco che in rossonero è stata la persona decisiva per lo scudetto – ha detto Piero Hamrin -. Quello scudetto che avrebbe volentieri fatto a cambio di vincere a Firenze”.
“Kurt Hamrin è stata una persona straordinaria e un personaggio mitico che ha unito etica ed estetica – ha detto durante l’omelia padre Bernardo Gianni, priore di San Miniato a Monte, che ha officiato quest’oggi la messa funebre -. Un campione che resta e vive nel mondo dello sport e nel mito, che era leggero e volatile nel campo ma anche umile. Dico alla sua splendida famiglia che quest’uomo rimarrà nel mito. Un mito come è Sinner nel tennis, come era e sarà per sempre Kurt Hamrin”. All’esterno della Basilica di Santa Croce, all’uscita del feretro di Hamrin, che è stato salutato da un lungo applauso e che verrà sepolto a Stoccolma, è stato sollevato uno striscione: “Cresciuto fin da bambino con la leggenda dell’Uccellino! Ciao Kurt” firmato Curva Fiesole. Alcuni tifosi gigliati hanno anche acceso dei fumogeni viola per salutare una grande leggenda della Fiorentina.
– Foto xb8/Italpress –
(ITALPRESS).

Tajani “Lavorare affinchè il diritto allo sport riguardi tutti”

ROMA (ITALPRESS) – Dopo 75 anni lo sport è entrato nella Costituzione con l’articolo 33. Una modifica che rappresenta un vero e proprio riconoscimento per chi pratica lo sport, il problema ora è far diventare lo sport un diritto per tutti. E’ il tema al centro del convegno “Il diritto allo sport, attuare l’articolo 33 della Costituzione”. Evento promosso, tra gli altri, da Giuseppe Incocciati, consigliere del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Oggi parlare di sport è importante, gli ultimi per lo sport italiano sono stati anni record, l’inno nazionale si è sentito spesso negli eventi internazionali, nonostante ciò la popolazione tende più a guardare che praticare lo sport. Il 60 per cento degli impianti sportivi è obsoleto, circa un bambino su 4, tra i 5 e 17 anni, in Italia non pratica sport. Servono misure serie, l’inserimento dello sport in Costituzione rappresenta una vera e propria rivoluzione, il nostro compito ora è riempire la scatola che il legislatore ci ha messo a disposizione”.
Per il ministro Tajani “la carenza di partecipazione di giovani all’attività fisica è un problema soprattutto per la nostra salute, l’attività sportiva contribuisce alla formazione della persona, ti insegna a conoscere i tuoi limiti e le tue potenzialità, ti insegna a vincere e a perdere, non è soltanto questione di muscoli, ma di cervello e formazione. Nelle nostre scuole non ci sono impianti sufficienti o adeguati per fare educazione fisica e quindi il diritto non c’è per lo sport di base, l’educazione fisica è una materia importante. Dobbiamo lavorare affinchè il diritto allo sport riguardi tutti quanti, noi ce la metteremo tutta”. Luca Pancalli, pesidente del Comitato Italiano Paralimpico, ritiene “che oggi non si possa parlare, nel nostro paese, di diritto allo sport o costruiamo questo percorso o sarà difficile. Abbiamo dato valore allo sport per quello che rappresenta ma parlare di diritto è altra cosa, oggi si deve costruire l’esigibilità di questo diritto. Per attuare l’articolo 33 serve la responsabilità di tutti dalla politica ai soggetti coinvolti, e dobbiamo partite dalla stato di salute dello sport italiano, che segna anche una frattura tra nord e sud”.
Pancalli ha ricordato che “solo 4 scuole su 10 hanno una palestra e spesso non accessibile a tutti, da qui dobbiamo partire”. Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi ha promesso l’impegno da parte del governo per dare allo sport l’attenzione che merita: “se più di una scuola su due non ha una palestra c’è un problema, se la scuola e lo sport non sono alleati c’è un problema, se ancora manca questo patto il diritto allo sport non esiste. A mancare non sono solo i soldi, sono le idee, la visone, la perseveranza, manca poi un coordinamento tra i vari livelli, ho chiesto ai presidenti delle Regioni di sedersi intorno ad un tavolo, c’è poi il tema dell’accessibilità, dell’efficientamento energetico. Siamo sul podio per quanto riguarda le medaglie ma siamo in retrocessione per quanto riguarda lo sviluppo della cultura del movimento, dello sport. Si deve lavorare affinchè lo sport sia sempre più praticato e diffuso”.
– Foto xc3/Italpress –
(ITALPRESS).

De Laurentiis “Il mio errore è stato lasciar andare Spalletti”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Se fossi io il problema, mi sarei già fatto da parte. E non è vero che ho un brutto carattere, chi mi conosce dice che sono una persona adorabile, altrimenti mia moglie, da buona svizzera, non sarebbe con me da 50 anni”. Quasi due ore di conferenza stampa per raccontare la sua verità e provare a spiegare come il Napoli sia passato dal dominare in campionato a rischiare di non giocare la prossima Champions. Aurelio De Laurentiis è un fiume in piena nella conferenza stampa di Castevolturno e, dando seguito a quel “è colpa mia” pronunciato a fine dicembre, parte da lontano, dal rinnovo di Luciano Spalletti. “Nell’uscita dalla Champions che mi aspettavo di vincere ci sono rimasto molto ma molto male. Vincere lo scudetto era importante ma se avessimo vinto il titolo europeo mi avrebbe portato al Mondiale che vale 100 milioni. Il 24 marzo al premio Bearzot avevo detto che Spalletti sarebbe rimasto con noi. E lui non smentì”. Poi arrivarono le partite col Milan, con due sconfitte e un pareggio e l’eliminazione dalla Champions. “Il 21 aprile per caricare Spalletti gli mandai l’esercizio di rinnovo via Pec. I contratti non si fanno in amicizia. Mai avrei creduto che nella cena del 12 maggio mi comunicasse che voleva andare in campagna per riposarsi. Ma io non mi davo per vinto. Volevo trattenerlo amichevolmente. Mi era venuto il dubbio che Gravina lo avesse contattato. Quale è stato il mio errore? Accettare la sua richiesta per riconoscenza. Dici di amare la città e poi dici che non vuoi più allenare. Non è perchè Kim andava via decidi di chiuderla. La motivazione tecnica di Spalletti di andare via? Forse ha immaginato che aveva tirato il massimo dal gruppo – ha aggiunto De Laurentiis – E’ umano che uno che non ha vinto nulla in Europa esca dalla scena da vincitore. Se poi lui avesse già pregustato la Nazionale non lo so dire”. E sulla penale rivela: “E’ una cosa in mano agli avvocati, per me i soldi sono un mezzo, non un fine. Quel che sarà, sarà”. Fra i candidati al dopo Spalletti, De Laurentiis conferma che c’era Thiago Motta “ma in una conversazione mi disse che voleva allenare all’estero. Quando tu vai a fare una scelta di un allenatore, è bilaterale. Quando sono venuti gli agenti di Lui Enrique ne abbiamo parlato ma poi lui ha scelto il Psg. Questi club hanno più blasone”. E allora ecco Garcia. “Non era per niente bollito se andavamo a vedere le sue credenziali, in Europa aveva fatto meglio di Spalletti. Quando più avanti dimostrò di voler andare avanti per un suo percorso, se lo avessi mandato subito a casa, voi e la piazza cosa avreste detto? Rivoluzione? Se avessi portato subito Mazzarri come doctor tuttofare, cosa avreste detto? Che ero impazzito. Ho cercato di dare a Garcia delle opportunità e delle possibilità. Parlandoci, quando mi ha ascoltato come a Lecce, abbiamo vinto. Appena mi allontanavo faceva delle cose discutibili e perdevamo”. Ora c’è Mazzarri, per il quale non viene esclusa la conferma. “E’ venuto perchè è un amico di famiglia, ha capito che quando aveva deciso di provare l’Inter forse commise un errore di valutazione. Lasciatelo lavorare in pace e, come dice una canzone, sarà quel che sarà. Siamo a febbraio, ad aprile vedremo”. Il Napoli sta già lavorando per il futuro (“Rinnovo Kvara? Il suo clan mi ha detto che stanno bene qui e a fine stagione parleremo”), che sia con o senza Champions. “Lo scudetto è un evento straordinario, tanto che è arrivato dopo 33 anni. Sapevo che sarebbe stato difficilmente ripetibile e a Napoli, anzichè aspettare che gli altri decidano di andarsene, sei tu che devi fare i cambi. Per ritornare vincenti forse ci metteremo 3 anni ma mi impegno, anche senza Champions. Io vinco al cinema da 50 anni, anche con le serie televisive, per vincere ci vogliono impegno e gli investimenti giusti, sapendo che ci sono 19 concorrenti e che non giochi da solo”. Anche se “combattiamo in un contesto che è sbagliato. Ci sono tante modifiche da fare nel calcio, noi siamo l’unica squadra italiana che ha un bilancio in attivo ma che gioca contro squadre indebitate a quasi un miliardo che non potrebbero nemmeno iscriversi. Ce la mettiamo tutta ma fatturiamo il 50% di quello che fatturano Inter, Juve e Milan. Noi dobbiamo essere perfetti”. De Laurentiis parla anche dello stadio. “Ho detto al sindaco: o ci mettiamo d’accordo nei prossimi 120 giorni o me lo vado a fare da un’altra parte. Lo costruirei probabilmente ad Afragola, dove arriva la metropolitana e dove c’è l’implementazione della ferrovia verso Bari. Il centro sportivo? Deve essere pronto entro 24 mesi, fra un anno e mezzo devo lasciare Castelvolturno”. Ma c’è spazio anche per parlare di Lega (“Vuole un’autonomia sul modello della Premier League? Sono assolutamente d’accordo, lo dico da almeno 10 anni. Ma non siamo strutturati come un’associazione di imprese, non siamo la vera Confindustria del calcio”) e Superlega. “Era sbagliata ma a Florentino Perez ho detto che ha avuto il merito di far partire l’elemento scatenante. Ci sono tante cose assolutamente sbagliate, se ragioni come monopolio sei antidemocratico. Ma Perez ha avuto dalla Corte europea la soluzione a tutti i problemi e con lui si sta studiando una competizione che parte da 5 miliardi di entrate e può arrivare anche a 100, che significherebbe la rivoluzione nel mondo del calcio”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Winter Deaflympics, a marzo Italia protagonista in Turchia

ROMA (ITALPRESS) – Lo scenario sarà quello dei grandi eventi per le Winter Deaflympics, giunte alla ventesima edizione che si disputerà ad Erzurum, in Turchia, dal 2 al 14 marzo 2024. Saranno circa un migliaio le persone nei sei sport in competizione – sci alpino, snowboard, sci di fondo, curling, futsal, hockey su ghiaccio e scacchi – con le delegazioni dei 34 Paesi partecipanti. “Si tratta di uno dei più importanti appuntamenti agonistici del nostro movimento, l’occasione per misurarsi con tutto il mondo e comprendere il proprio valore. Ancora una volta saremo presenti con una delegazione forte e competitiva. La FSSI negli ultimi anni ci ha abituato a grandi risultati, frutto di un lavoro qualificato e di una programmazione rigorosa. La speranza è di raggiungere, ancora una volta, gli obiettivi sperati”, le parole del presidente del Cip, Luca Pancalli, durante la presentazione avvenuta presso la sede del Comitato Paralimpico Italiano. L’Italia, infatti, si candida come una delle protagoniste delle “Olimpiadi dei sordi” con una delegazione di ben 78 tra atleti, tecnici e dirigenti. Nello specifico per il futsal maschile e femminile saranno coinvolti 28 atleti e 8 tecnici, per il curling 5 atleti e un tecnico, per la disciplina dello sci 2 atleti e 3 tecnici, per lo snowboard 3 atleti e 3 tecnici e per gli scacchi 4 più 1. “Le Winter Deaflympics rappresentano un momento molto importante per il nostro movimento sportivo ‘invernalè perchè, dopo cinque anni di attesa per le ripercussioni del Covid sul calendario internazionale, si torna finalmente a gareggiare per il titolo olimpico”, sottolinea il presidente della Federazione Sport Sordi Italia, Guido Zanecchia. Un’occasione per migliorare il risultato sportivo delle ultime Winter Deaflympics che si erano tenute in Valtellina e che avevano visto l’Italia portare a casa 16 medaglie totali. “Faremo di tutto per mettere i nostri atleti nelle migliori condizioni possibili. Da queste Olimpiadi dei sordi abbiamo importanti aspettative: alcune squadre sono formate da giovanissimi, ma sicuramente già pronti per confrontarsi ai massimi livelli”, conclude Fabio Gelsomini, segretario generale della FSSI.
– foto Spf/Italpress –
(ITALPRESS).