NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Dodici gare Nba nella notte italiana. Programma ricchissimo con il big match tra i campioni in carica dei Nuggets e i Bucks sotto i riflettori. Vince Denver che davanti al proprio pubblico si impone 113-107 su Milwaukee e che ha in Nikola Jokic il solito grande trascinatore. Per il campione serbo tripla doppia da 25 punti, 16 rimbalzi e 12 assist. Una grande prestazione la sfodera anche Jamal Murray, miglior realizzatore del match con 35 punti, in doppia cifra anche Porter Jr (13) e Caldwell-Pope (12). Oltre a Jokic la stella più attesa della serata era Giannis Antetokounmpo che risponde presente, mettendo a referto 29 punti e 12 rimbalzi. Per gli ospiti ci sono anche i 19 punti di Lopez, i 18 di Lillard e i 14 di Middleton, ma vincono i campioni in carica.
Tra le 12 gare della notte va registrata la netta affermazione dei Brooklyn Nets che travolgono 147-114 gli Utah Jazz davanti al pubblico amico. I padroni di casa dominano con Mikal Bridges e Cam Thomas, rispettivamente 33 e 25 i punti al loro attivo, a mettersi in mostra, così come Simmons che, dalla panchina, in 18 minuti, sfiora la tripla doppia chiudendo con 10 punti, 8 rimbalzi e 11 assist.
Male i Jazz con Simone Fontecchio che mette a referto 5 punti e 4 rimbalzi e con il solo Keyonte George a distinguersi con 21 punti dalla panchina. Sono 15 quelli di Collins, 13 (con 9 rimbalzi) per Markkanen.
Nelle altre gare della notte vittorie per Knicks (113-92 con 32 punti per Brunson), Cavaliers (118-108 sui Clippers con 28 punti e 12 assist per Mitchell), Celtics (118-112 con 28 punti, 10 rimbalzi e 8 assist per Tatum), Suns (118-105 sugli Heat con 20 punti, 8 rimbalzi e 7 assist per Durant), Rockets (135-119 contro i Lakers con 34 punti, 12 rimbalzi e 7 assist per Green), Kings (103-94 sui Grizzlies con 20 punti e 26 rimbalzi per Sabonis), Timberwolves (107-101 sui Thunder con 21 punti e 10 rimbalzi per Towns), Wizards (118-113 sugli Spurs con 16 punti e 13 rimbalzi per Gafford), Mavericks (131-129 sui Magic con 45 punti, 9 rimbalzi e 15 assist per Doncic, mentre a Orlando non bastano u 35 punti, 9 rimbalzi e 7 assist di Banchero) e Blazers (130-104 contro Philadelphia con 24 punti e 9 assist per Brogdon).
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Jokic trascina Denver e Milwaukee va ko, Jazz travolti
La Roma vince a Salerno e si avvicina al quarto posto
SALERNO (ITALPRESS) – Due partite da allenatore della Roma per De Rossi, due vittorie. La Roma espugna Salerno vincendo 2-1 contro la squadra di Inzaghi grazie alle reti di Dybala su rigore e Pellegrini che rendono inutile il gol di Kastanos e, adesso, può legittimamente ambire al quarto posto occupato dall’Atalanta e distante un solo punto. La Roma gestisce il possesso palla, ma è la Salernitana a cercare di fare male. Prima con Bradaric, che trova attento Rui Patricio, poi con Candreva dal limite a calciare alto e infine con Tchaouna a chiamare ancora il portoghese alla parata in tuffo. In chiusura di primo tempo l’entrata di Pellegrini accende il pubblico che chiede il rosso, ma Di Bello sventola, giustamente, il giallo nonostante l’intervento sia molto vigoroso. E’ la ripresa, però, a regalare le emozioni che il primo tempo aveva celato. Neanche 5 minuti ed ecco la prima svolta: lancio lungo, Maggiore ha il braccio troppo largo quando colpisce il pallone e Di Bello non può fare altro che fischiare. Sul dischetto si presenta Dybala, fuori dal gioco per tutto il primo tempo, ma l’argentino manda la palla da una parte e il portiere dall’altra portando avanti la Roma. La Salernitana abbandona il suo atteggiamento prudente per gettarsi in avanti, i giallorossi invece continuano a spingere cercando il raddoppio. La palla buona capita a Simy, su cross di Candreva, ma il colpo di testa finisce fuori nonostante l’ottima posizione dell’attaccante. Dal possibile pari, però, la Salernitana si ritrova a subire il raddoppio giallorosso. Palla perfetta di Karsdorp sul secondo palo che trova tutto solo Pellegrini che insacca. La Salernitana, però, è più viva che mai e lo dimostra con Kastanos, bravo a insaccare di testa sul cross di Tchaouna. L’ultimo a mollare è Candreva con un destro che Rui Patricio respinge, ma la Salernitana non riesce a completare la rimonta lasciando alla Roma 3 punti e la sensazione che il quarto posto, adesso, non sia più solo un sogno ma un obiettivo concreto.
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Panchina d’Oro a Spalletti “Grazie Napoli, ti devo tanto”
FIRENZE (ITALPRESS) – Luciano Spalletti ha vinto la Panchina d’oro per la stagione 2022-2023. La proclamazione è avvenuta quest’oggi nel corso di una cerimonia al centro federale di Coverciano. Il ct della Nazionale, la scorsa stagione tecnico del Napoli con cui ha vinto lo scudetto, è risultato il più votato fra i colleghi che quest’oggi si sono ritrovati al Centro tecnico alle porte di Firenze. Spalletti, alla sua seconda affermazione, ha preceduto in classifica gli allenatori di Inter e Milan, Simone Inzaghi e Stefano Pioli. “Devo tanto ai miei calciatori del Napoli, poi ai miei collaboratori, a tutti gli addetti ai lavori e alla società del Napoli, al direttore Giuntoli, e alla città di Napoli che ha contribuito in maniera massiccia a farci vincere lo scudetto – le parole dell’allenatore toscano – Ringrazio anche tutti i tecnici da cui ho imparato tantissime cose”. “Sono partito con mio fratello scambiando il pallone con il libro di scuola ed ora sono in paradiso allenando la Nazionale – ha aggiunto Spalletti – Siamo ad alto livello tecnico perchè tanti allenatori italiani guidano panchine prestigiose in giro per il mondo. Ricevere questa Panchina d’oro è il miglior premio che potessi avere, ed auguro a tutti di riceverlo. Questo premio mi impone di essere un allenatore migliore in futuro”. Panchina d’argento a Fabio Grosso, artefice lo scorso anno della promozione del Frosinone in Serie A. “Sono molto felice per questo riconoscimento – ha ammesso il campione del mondo di Germania 2006 – E’ un premio che mi fa molto piacere ricevere, ogni volta che lo vedrò mi riporterà ai due anni e mezzo di Frosinone, un percorso bellissimo che si è concluso con una promozione. Ringrazio il presidente Stirpe ed il direttore Angelozzi che sono stati i primi a credere nel progetto, e che hanno creduto in questa bellissima avventura insieme a tutti i ragazzi che hanno contributo a tutto ciò. Sono emozionato, spero ci siano altre avventure come questa, lavoriamo perchè avvengano presto”.
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Sinner punta il n.3 Atp, best ranking per Arnaldi e Cobolli
ROMA (ITALPRESS) – Grazie allo storico trionfo all’Australian Open, Jannik Sinner è il numero 1 della Pepperstone ATP Race to Turin, la classifica che considera i soli risultati stagionali e offre un quadro aggiornato in tempo reale della corsa alle Nitto ATP Finals di Torino. Nella classifica ATP tradizionale, quella basata sui migliori risultati delle ultime 52 settimane, Sinner rimane numero 4 del mondo ma sale a 8.310 punti, solo 455 meno del russo Daniil Medvedev, numero 3 e sconfitto dall’azzurro ieri in finale a Melbourne, e 1.545 meno del numero 1 Novak Djokovic. Torna nella top ten lo statunitense Taylor Fritz, che guadagna tre posizioni ed è nono; ne guadagnano una sia il danese Holger Rune (7°) che il polacco Hubert Hurkacz (8°), ne perde tre il greco Stefanos Tsitsipas (10°). Sinner, primo italiano di sempre a trionfare all’Australian Open in singolare maschile, guida il gruppo di 11 italiani questa settimana in Top 150 e 16 in Top 200. Matteo Arnaldi, pur fermato al secondo turno al suo primo Australian Open in main draw, ha guadagnato tre posizioni ed è entrato per la prima volta in Top 40 (n.38). Flavio Cobolli, che si è qualificato e ha raggiunto il terzo turno anche grazie alla spettacolare vittoria al quinto set sul Top 20 cileno Nicolas Jarry, festeggia il nuovo best ranking al numero 76. Il romano è l’italiano che ha guadagnato più posizioni (24) tra i primi 20 nel ranking ATP. Best ranking anche per Giulio Zeppieri (110, +23), che a Melbourne si è qualificato e ha raggiunto il secondo turno dove è andato avanti due set a zero contro il britannico Cameron Norrie, e per Matteo Gigante (155, +16).
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Toldo “Inter macchina da guerra, con Juve non è decisiva”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Inter è una macchina da guerra, quei due là davanti (Martinez e Thuram, ndr) trascinano la squadra e c’è il resto del gruppo che recupera palla e corre. In più prendono pochi gol, tutti gli ingredienti giusti per far stare tranquillo un portiere. Ma ieri Sommer non è stato tranquillo. La Fiorentina mi piace, fa gioco, l’allenatore insegna a giocare a calcio, ovviamente ci sono differenze di investimenti, però credo meriti quella posizione in classifica, la speranza di qualificarsi in Champions c’è”. Così Francesco Toldo, ex portiere di Inter, Fiorentina e Nazionale, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1. Per i nerazzurri, la sfida di domenica contro la Juventus sarà impostante ma non decisiva per lo scudetto: “Non è la partita della svolta, ne mancano ancora di partite… Ci sono ancora tante variabili, su tutte infortuni e Champions”, assicura Toldo. Che poi si sofferma sui cinque rigori sbagliati in questo turno di campionato: “E’ un pò il gioco del gatto col topo. Passano nella mente del portiere e dell’attaccante un sacco di flash. A me piace pensare che l’attaccante è in tensione, in confusione, insicuro. E in quelle tensione il portiere ci gioca un pò. Mi sono sempre divertito con i rigori, lo stesso valeva per Handanovic. La tensione ti frega. Ci si deve allenare un pò di più sulla pressione. Compito degli allenatori è far capire che quando si sbaglia si cresce e si va avanti”. Il calcio di oggi, per Toldo, è molto diverso da quello della sua epoca: “L’attaccamento alla squadra era maggiore, i trasferimenti erano meno frequenti. C’era più fedeltà. Ma non cambia l’amore per questo sport, i ragazzi si appassionano sempre. Mi piacerebbe che i ragazzi giocassero più per la passione e meno per l’illusione dei soldi. Ora per fare un contratto bisogna mettersi lì con una decina di persone, prima bastava solo una stretta di mano. Mi piace il volto pulito e mi piacerebbe vedere più italiani, bisogna dare più fiducia ai giovani e meno acquisti stranieri”. Da ex estremo difensore, Toldo dice la sua anche scuola italiana dei portieri: “Falcone rappresenta uno dei portieri più vivaci e interessanti del momento. Se Sinner rappresenta la forza di non mollare mai, lo stesso devono fare i portieri italiani. Falcone è certamente uno dei più futuribili, deve coltivare il sogno di arrivare alla Nazionale”. Il suo ex compagno di nazionale De Rossi è ora sulla panchina della Roma: “E’ una scommessa, ma Daniele ha coraggio e spero che i risultati gli diano ragione. La piazza ce l’ha, come ce l’aveva Mourinho. Allenare la squadra del cuore non è facile, devi mettere da parte le emozioni. Ma gli auguro il meglio”. L’Arabia rischia di essere stata un breve ‘eldoradò: “Le motivazioni sono tutto nella vita. I giocatori hanno testato quel nuovo mondo, sono scontenti, torneranno indietro. La storia del calcio è da noi, in Europa, le squadre sono qui. Un’intera giornata all’estero? Dico solo che mi è dispiaciuto non vedere i tifosi dell’Inter a San Siro a festeggiare la Supercoppa, doveva restare in Italia. Spero che il nostro paese torni al centro del percorso calcistico mondiale, ma siamo sempre alla ricerca di soldi. Forse va fatta una riflessione al ribasso sulle richieste economiche”. Capitolo razzismo: “Era così anche ai miei tempi, di persone ignoranti ce ne sono in giro. Credo che la situazione sia un filo migliorata. Allo stadio mi pare ci sia più senso civico. Ci sono più regole, restrizioni e controlli. Sono certo che i giovani abbiano più rispetto e che non ci sia nessuna forma di razzismo sia dentro che fuori lo stadio. Se ci sono casi isolati, si prendono e si puniscono. Ha fatto bene Maignan, ha avuto molto carattere nell’interrompere quella catena di oscenità e cori razzisti”. Infine, un ricordo di Riva: “Parliamo di quelle persone di una volta, di un’altra tempra. Persone come i miei genitori, non si lamentano nonostante gli acciacchi. Quando vivono con l’essenziale, non si lamentano mai. Gigi Riva è stato l’esempio ed era sempre lì a darti una parola di conforto e un aiuto pratico. Un uomo di poche parole, ma era sempre lì, con le sue sigarette e col suo viso sempre sorridente. Una figura di riferimento – termina Toldo – per tutti gli atleti che hanno passato un periodo in Nazionale”.
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Detroit vince senza Gallinari, Atlanta sul filo di lana
ROMA (ITALPRESS) – Successo casalingo di Detroit nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Senza l’apporto di Danilo Gallinari, ancora fuori per scelta tecnica, i Pistons esaltano i quasi 17mila spettatori della Little Caesars Arena, superando nettamente, per 120-104, Oklahoma City Thunder, che può solo consolarsi per i 31 punti messi a segno dal canadese Gilgeous-Alexander, top-scorer dell’incontro. Tra i padroni di casa, 22 punti di Duren e 20 di Williams. Vittoria interna anche per Indiana Pacers, che hanno la meglio sui Memphis Grizzlies per 116-110 con 25 punti realizzati da Jackson, il più prolifico del match. Non bastano, ai Phoenix Suns, i 44 punti siglati da Booker per battere Orlando Magic, che fa festa per 113-98 sfruttando la vena realizzativa di Banchero (26). Atlanta Hawks sul filo di lana sui Toronto Raptors: 126-125 al suono della sirena per il quintetto georgiano, trascinato dai 30 punti di Young, 26 di Bey e 24 di Bogdanovic. Affermazione esterna per i Chicago Bulls, che espugnano per 104-96 il parquet dei Portland Trail Blazers, ai quali non bastano i 24 punti siglati da Grant.
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L’Inter vince a Firenze e torna in vetta alla Serie A
FIRENZE (ITALPRESS) – L’Inter batte la Fiorentina al Franchi e scavalca nuovamente in classifica la Juventus, a una settimana esatta dallo scontro diretto di San Siro. Viola ko 1-0: decide un gol di Lautaro Martinez ma è Sommer il protagonista della serata, visto che oltre a compiere un intervento eccellente su Bonaventura nella prima frazione para poi il rigore calciato da Nico Gonzalez a 15 minuti dalla fine. I viola giocano una gara generosa sino alla fine ma ancora una volta palesano limiti enormi in zona offensiva.
Il primo tempo vede partire bene la Fiorentina ma è l’Inter a segnare. La rete ospite arriva al 14′ con Lautaro Martinez che sfrutta un calcio d’angolo battuto da Asllani, ma la circostanza del gol porta i padroni di casa a protestare per un presunto fallo del capitano nerazzurro su Parisi che il Var non ravvisa. Var che è protagonista anche al 35′ quando non interviene per una possibile trattenuta fallosa di Bastoni su Ranieri, che fa infuriare i tifosi viola accorsi al Franchi per il mancato rigore.
La formazione di Italiano fa la partita, l’Inter gioca in contropiede e la sfida è equilibrata con Terracciano che dice no a Frattesi al 33′ mentre Sommer compie un autentico miracolo subito dopo su Bonaventura. A inizio ripresa esce nei viola Arthur ed entra Maxime Lopez, e si assiste anche ad una invasione di campo con un giovane supporter nerazzurro che ha chiesto ed ottenuto un selfie con Lautaro Martinez prima di uscire dal terreno di gioco accompagnato dalle autorità competenti. Intorno all’ora di gioco la risposta di Simone Inzaghi in termini di cambi: fuori Bastoni, Darmian e Thuram, dentro Acerbi, Dumfries ed Arnautovic, mentre Italiano si gioca la carta Nico Gonzalez per Ikonè.
La Fiorentina fa tanto possesso palla e ha anche un certo dominio territoriale ma negli ultimi 20 metri non spaventa mai Sommer, con Nzola che spreca almeno un paio di buoni palloni. La chance clamorosa per pareggiare i viola ce l’hanno però a 15′ dalla fine su calcio di rigore ma Sommer ipnotizza Nico Gonzalez. A quel punto l’Inter controlla e gestisce fino al triplice fischio dell’incerto Aureliano.
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Reti inviolate e poche emozioni in Lazio-Napoli
ROMA (ITALPRESS) – All’Olimpico di Roma, la Lazio e il Napoli non vanno oltre un pareggio a reti bianche. Gara con poche emozioni. Partenopei in formazione rimaneggiata: esordi in azzurro per Ngonge e Dendoncker. La formazione ospite ha un buon approccio alla sfida e cerca di gestire il pallone in modo tale da trovare i giusti spazi per colpire gli avversari. Le prime occasioni da rete, però vengono costruire dai biancocelesti, che si fanno vedere dalle parti di Gollini prima con Cataldi e poi con Isaksen. Gli uomini guidati da Maurizio Sarri continuano a spingere, ma lasciano partire soltanto delle conclusioni velleitarie. I campioni d’Italia, dal loro canto, fanno fatica a sfondare il muro eretto dalla retroguardia capitolina e si limitano a tentare dei cross che sfociano in un nulla di fatto. A pochi minuti dall’intervallo Castellanos finisce giù in area di rigore, ma per Orsato non c’è fallo. Al 43′ Isaksen va al tiro dalla distanza, ma non inquadra lo specchio della porta. Le due squadre tornano degli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
Nella ripresa Castellanos va a segno con una spettacolare rovesciata, ma la rete viene annullata per una precedente posizione di fuorigioco. Al 66′ Cataldi tenta il tiro dal limite dell’area e lambisce il palo alla sinistra di Gollini. Al 75′ Isaksen mette al centro, Castellanos tenta il tacco, ma Ostigard salva tutto davanti alla porta. Entrambi gli allenatori provano a rompere gli equilibri attraverso delle sostituzioni e, nelle file del Napoli, Walter Mazzarri lancia i due nuovi acquisti Cyril Ngonge e Leander Dendoncker, al loro debutto in Serie A con la maglia azzurra. A pochi minuti dal 90′ i biancocelesti vanno a caccia del successo, rendendosi più volte pericolosi, ma non riescono a sbloccare il punteggio. Il Napoli blocca la Lazio quindi sullo 0-0: i capitolini agganciano la Fiorentina al quinto posto della Serie A, a quota 34; mentre i partenopei sono ottavi, con la Roma, a 32 punti.
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