NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Sei partite nella notte Nba, con successi importanti per Oklahoma e Philadelphia. I Thunder vincono un match molto combattuto battendo in casa i Boston Celtics 127-123, trascinati da Shai Gilgeous-Alexander che mette a referto 36 punti, 7 assist e 6 rimbalzi. Buona anche la prestazione di Giddey che fa registrare al suo attivo 23 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, vanno in doppia cifra anche Jalen Williams (16), Holmgren (14) e Joe (10 dalla panchina). Tra gli ospiti si mettono in evidenza Porzingis e Tatum, per entrambi doppie doppie con il primo che chiude con 34 punti e 10 rimbalzi, il secondo con 30 punti, 13 rimbalzi e anche 8 assist. White ne fa 19, 15 Brown, ma non basta per fermare Oklahoma, seconda in classifica a Ovest.
Bella vittoria anche per i Sixers che si impongono in casa 110-97 sui Chicago Bulls con il rientrante Joel Embiid subito protagonista con una tripla doppia da 31 punti, 15 rimbalzi e 10 assist. Ventuno i punti di Maxey, uno in più di Harris (8 rimbalzi per lui), ne fa 16 Oubre Jr. I Bulls ne mandano 4 in doppia cifra, il miglior realizzatore è DeRozan che si ferma a quota 16, ne fa 11 Drummond che mette a referto anche 17 rimbalzi, ma è Philadelphia a portare a casa la vittoria.
Successo importante per Golden State che ferma a tre la serie di sconfitte consecutive e, davanti al proprio pubblico, batte Orlando 121-115. Il trascinatore dei padroni di casa, neanche a dirlo, è Steph Curry con i suoi 36 punti, ma è tutto il quintetto iniziale ad andare in doppia cifra e ai 5 si aggiungono, dalla panchina, anche Wiggins (10) e Podziemski (10). I Magic rispondono con la doppia doppia da 27 punti e 12 rimbalzi di Banchero e i 25 punti di Wagner, ma sono i Warriors a far festa.
Nelle altre tre gare della notte successi per Memphis (106-98 su San Antonio), Pelicans (112-85 contro Brooklyn) e Hornets (111-104 sui Kings con 34 punti per Rozier).
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Oklahoma e Philadelphia ok, Golden State batte Orlando
Milan ai quarti di Coppa Italia, battuto 4-1 il Cagliari
MILANO (ITALPRESS) – Tutto facile per il Milan, i rossoneri di Stefano Pioli vincono 4-1 contro il Cagliari – grazie alla doppietta di Jovic e ai gol di Chaka Traorè e Rafa Leao – e accedono ai quarti di finale di Coppa Italia: Giroud e compagni sfideranno la vincente di Atalanta-Sassuolo, gara in programma domani alle ore 18.00.
La formazione sperimentale mandata in campo da Stefano Pioli non ha deluso le aspettative, Adli in mezzo al campo ha creato parecchi problemi al Cagliari, come in occasione dell’imbucata all’8′ non sfruttata da Jovic. I rossoblù hanno avuto la grande occasione per cambiare il match con Petagna, l’ex di turno però è stato stoppato dall’ottimo intervento di Mirante. I rossoneri si sono affidati alle sgasate di Theo Hernandez, il francese al 29′ ha pennellato l’assist per Jovic, il serbo ha prima agganciato sfruttando l’errore di Hatzidiakos, poi ha superato Radunovic con una conclusione ravvicinata. L’esterno transalpino, al 42′, ha sfruttato un appoggio sbagliato di Jankto per partire dalla propria metà campo: assist perfetto per lo stesso Jovic che in scivolata ha battuto ancora una volta il portiere dei sardi, non impeccabile sulla conclusione di prima intenzione. Nemmeno nella ripresa è arrivata la reazione ospite, al 5′ lo stesso Radunovic ha commesso un altro errore sulla girata in area di Chaka Traorè. La terza rete ha messo al tappeto la squadra di Ranieri, incapace di trovare la scintilla giusta per spaventare un Milan in totale controllo della sfida. I padroni di casa invece hanno gestito senza forzare, nel finale Pioli ha mandato in campo anche Bartesaghi e Zeroli. Inutile la rete segnata da Luvumbo (deviazione decisiva sul tiro di Azzi) a due minuti dal triplice fischio, in pieno recupero Rafael Leao ha calato il poker al termine di un’iniziativa personale.
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Casini “Stop Decreto Crescita un danno, priorità riforme e stadi”
ROMA (ITALPRESS) – Dal Decreto Crescita alle riforme, passando per stadi, giovani e nuove regole. Nell’intervista di fine anno concessa a Emilio Mancuso su Rai Radio 1, il presidente della Lega di serie A Lorenzo Casini passa in rassegna i temi principali dell’attualità calcistica, a partire dalla decisione del governo di non prorogare l’ormai famoso Decreto Crescita. “Nell’immediato ci saranno diversi danni e anche alcuni paradossi – il pensiero di Casini – I danni sono economici: minori risorse e minore competitività delle squadre italiane che non potranno portare da noi dei campioni come negli ultimi anni. Il paradosso è che non ci saranno maggiori entrate per lo Stato e saranno danneggiati i vivai e i giovani italiani perchè ci saranno meno risorse”. A questo proposito, “già nei mesi scorsi abbiamo modificato le regole per il campionato Primavera per avere un maggior numero di giocatori italiani o convocabili per le Nazionali. Abbiamo avuto anche esempi virtuosi di investimenti sulle strutture come il Viola Park e gli stadi restano la priorità per il calcio italiano: se andiamo a vedere i Paesi che hanno investito maggiormente negli stadi, non siamo nemmeno fra i primi dieci”. “Bisogna correre – l’invito di Casini – e auspichiamo che il governo ci dia una mano, non tanto come sostegno economico e finanziario, perchè gli investitori ci sono, ma snellendo le procedure e favorendo gli stadi di proprietà”. “Il 2024 l’anno delle riforme? Speriamo che lo sia – prosegue il numero uno della Lega di A – Sarà un anno importante gli Europei e auspichiamo che le squadre italiane vadano avanti in Europa. Come sistema calcio speriamo che si facciano le riforme per andare verso una maggiore sostenibilità dei costi e un maggiore investimento su giovani e vivai”. Casini annuncia che anche nella prossima stagione sarà previsto un turno di campionato a fine anno anche perchè “gli spazi nel calendario sono sempre più ristretti e si ritiene preferibile una giornata magari la domenica durante la pausa natalizia che un infrasettimanale durante la stagione. La Supercoppa in Arabia Saudita? Siamo stati i primi ad andare lì, il nuovo format a quattro squadre è un’occasione di valorizzazione del calcio italiano in un Paese che da qui al 2034, l’anno dei Mondiali in Arabia Saudita, metterà in campo investimenti molto importanti. E’ un’opportunità che va valutata con attenzione”. Infine, sull’espulsione a tempo che potrebbe essere adottata, Casini commenta: “Sono d’accordo con qualsiasi sperimentazione. Abbiamo messo a disposizione il campionato Primavera ma già nei tornei giovanili si sta sperimentando la luce del fuorigioco. Espulsione a tempo, gestione del tempo effettivo più omogenea per le diverse partite, l’intervento sulle sostituzioni con l’ipotesi dei cambi volanti per attenuare il numero eccessivo di partite sono tutte sperimentazioni che varrebbe la pena provare”.
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Atalanta sfida Sassuolo in Coppa Italia, Gasperini “Difficile”
BERGAMO (ITALPRESS) – “Queste sono partite diverse, sono a eliminazione diretta, abbiamo visto delle gare in cui ci sono state delle sorprese. E’ vero che il Sassuolo in campionato non si sta ripetendo come gli altri anni, ma sta facendo buone gare, anche col Milan è stato in partita fino alla fine. Sarà comunque una gara difficile, anche se abbiamo la giusta fiducia”. Gian Piero Gasperini, ai microfoni di Sportmediaset, non si fida dei neroverdi, avversari domani alle ore 18 dell’Atalanta negli ottavi di Coppa Italia. “Per noi è una manifestazione importante anche perchè negli ultimi anni siamo andati due volte in finale, non siamo riusciti a vincerla, quest’anno si riparte e abbiamo questa partita col Sassuolo, è chiaro che la affronteremo con la giusta attenzione. Per una società come l’Atalanta è difficile pensare allo Scudetto o alla Champions – ha evidenziato il tecnico – la Coppa Italia tutto sommato è il trofeo più arrivabile, dobbiamo dire che è una manifestazione che quando arriva alle ultime giornate diventa importante per tutti. Dovremmo aver recuperato Scalvini – ha proseguito -, vedremo nell’ultimo allenamento, per il resto siamo quelli”.
Infine Gasperini ha parlato del nuovo arrivo Isak Hien, difensore acquistato dal Verona: “Sicuramente copre un settore dove siamo stati in difficoltà, saprà darci una mano importante, conosce il campionato, potrà essere utile”, l’auspicio del tecnico.
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Fontecchio trascina Jazz alla vittoria contro Dallas
ROMA (ITALPRESS) – Un super Simone Fontecchio, miglior realizzatore per gli Utah Jazz con ben 24 punti trascina i suoi alla vittoria sui Dallas Mavericks di Doncic (migliore dei suoi con 19 punti). Una serata da ricordare per il cestista italiano, che eguaglia, così, la sua miglior prestazione stagionale, contro Portland, e porta Utah all’ottava vittoria nelle ultime 11 gare. Poco hanno potuto i Dallas Mavericks, letteralmente travolti (127-90), nonostante il rientro di Kyrie Irving dopo 12 partite di assenza. Oltre a Fontecchio, ci ha messo lo zampino anche Jordan Clarkson con una storica tripla doppia (20 punti, 10 rimbalzi e 11 assist). Vincono anche i Pacers a Milwaukee, interrompendo la striscia di 15 vittorie casalinghe consecutive dei Bucks. New York e Toronto passano contro Minnesota e Cleveland, vittorie nette per Suns, Nuggets e Clippers.
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Spalletti “L’Italia c’è e mi fa battere il cuore”
ROMA (ITALPRESS) – “La qualificazione a Euro2024 è la voce che sale dal fondo del pozzo in cui eravamo caduti e che urla al mondo che ci siamo anche noi, che siamo più vivi che mai e che andiamo in Germania a difendere il titolo vinto nel 2021”. Luciano Spalletti, in un’intervista che andrà in onda questa sera durante lo speciale “Un anno di sport” di Raidue alle 23.10, parla della sua Italia che ha staccato il pass per Euro2024. Il ct azzurro, in carica da metà agosto dopo le dimissioni di Mancini, ha subito dimostrato un grande amore verso la Nazionale ribadisce con forza i suoi sentimenti anche nell’intervista rilasciata a RaiSport. “In Germania sicuramente troveremo, come è successo a Leverkusen contro l’Ucraina, gli italiani che vivono lì e che ci trasmetteranno il loro amore e il loro senso di appartenenza per il nostro meraviglioso Paese. E’ anche per loro che non dovremo risparmiarci nemmeno per un centimetro – spiega il ct -. A uno come me far parte della Nazionale fa battere fortissimo il cuore”. Così come gli batteva forte quando ha portato il Napoli sul tetto d’Italia. “E’ stato un memorabile viaggio collettivo sui binari del sogno e della follia, quello scudetto sembrava impossibile anche nel sogno”, dice Spalletti che poi, in estate, mentre si godeva un pò di riposo, è stato coinvolto nel progetto Nazionale da Gabriele Gravina.
“La cosa che più mi è piaciuta del presidente è stata la sua capacità di mettermi da subito a mio agio, dimostrandomi una stima sincera e basando il rapporto sui principi e i valori del calcio italiano e dei giovani”, spiega Spalletti che, a proposito di giovani parla delle promesse azzurre, partendo dai suoi compiti da ct: “Il mio ruolo ha connotati di rabdomante, il mio dovere è quello di guardare, osservare, esplorare, scoprire tutto ciò che può contribuire a fare esultare una nazione intera.
Sono venuti fuori Kayode, Ranieri, Koleosho, oltre a Casadei che avevamo nel mirino da un pò. Mi è piaciuto nell’ultimo periodo l’atteggiamento di Lucca dell’Udinese, Bove è ormai una certezza, poi ci sono dei giocatori che stanno cominciando a giocare nei rispettivi club come Fabbian, Volpato, Prati, c’è Calafiori che è una certezza, sa giocare a sinistra e da centrale, è un calciatore già pronto per la Nazionale, sono tutti giovani interessanti per il nostro futuro”. Secondo Spalletti la “Nazionale dovrebbe essere la copertina del calcio che produciamo, in diversi paesi hanno investito molto sui club, ma non avendo una selezione forte non sono riusciti ad attirare l’attenzione del calcio mondiale come avrebbero voluto, per cui è interesse di tutti creare un’Italia forte per vendere al meglio il nostro calcio”.
La Federcalcio si è schierata contro la Superlega, anche Spalletti non la vede di buon occhio. “Il mondo in generale sta perdendo i buoni odori e i buoni sapori di un tempo, quelli della terra, della tradizione, della gente in festa intorno a una bandiera, dello stupore di vedere che ogni tanto succede che Davide riesce a battere Golia. Qualcuno vuole imporre quale sia l’unico calcio da guardare, non hanno capito che fin quando ci sarà un pallone e uno spazio disponibile per metterci due porte, le persone continueranno a scegliere il calcio che più li appassiona”. A proposito di passioni, Spalletti ricorda con trasporto il Mondiale vinto dall’Italia nel 2006 in Germania, proprio dove si giocheranno gli Europei di questa estate. “Ricordo tutto della finale di Berlino, ricordo la qualità altissima dei campioni e la grandissima forza mentale della squadra, ricordo la convinzione di fare gol dei cinque rigoristi, nell’ordine Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso. Io non ho solo festeggiato quella finale, direi che l’ho anche giocata insieme ai miei figli che allora avevano 14 e 11 anni, alla fine siamo finiti in balia della gioia e degli abbracci”.
Secondo Spalletti in quel Mondiale “Lippi aveva trasmesso al gruppo la convinzione di poter vincere il titolo, era riuscito a cementare la squadra, proteggenedola dal caos di calciopoli. A Marcello per adesso mi accomuna solo la schiettezza di essere entrambi toscani”. Il ct sente molto la responsabilità del suo ruolo, lo affronta con entusiasmo e grandi motivazioni, nella speranza di poter regalare certe gioie già vissute da tifoso agli italiani. “L’augurio che faccio allo Spalletti uomo e allo Spalletti allenatore è quello di riuscire a essere giusto. Il potermi prendere un carico di situazioni anche complicate mi rende un uomo estremamente felice, spero che questo sentimento di felicità possa toccare più persone possibili”, dice Spalletti che poi chiude l’intervista rilasciata a RaiSport con gli “auguri a tutti gli italiani”.
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Leao “Pioli merita il meglio, il campionato è lungo”
CARNAGO (ITALPRESS) – L’anno scorso l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino fu uno dei punti più bassi dell’inverno rossonero, con la squadra di Pioli sconfitta a San Siro ai tempi supplementari pur giocando 11 contro 10, e con la rete di Adopo che sancì la clamorosa uscita dalla competizione. Dopo aver rialzato la testa (a fatica) contro il Sassuolo in campionato, il Milan sa bene di non potersi permettere un’altra brutta figura e che contro il Cagliari servirà non solo vincere, ma anche dare segnali importanti per la seconda parte di stagione. Continua l’emergenza in difesa: la coppia centrale sarà formata da Simic e Theo Hernandez (difficile vedere Kjaer titolare dopo esserlo stato in campionato), con Florenzi a destra e Bartesaghi a sinistra. A centrocampo, senza Bennacer già partito per la Coppa d’Africa, il regista sarà Adli, affiancato da Loftus-Cheek e Reijnders (ancora out Musah). Nel tridente davanti, Chukwueze a destra, Jovic in mezzo e Leao a sinistra.
Il lavoro di Pioli nel nuovo anno dovrà concentrarsi proprio su Leao, il giocatore da tutti riconosciuto come quello di maggior talento ma che fatica a trovare continuità.
Un rapporto, il loro, che non era iniziato nel migliore dei modi ma che si è evoluto nel tempo: “All’inizio il rapporto era un pò strano – ha raccontato Leao a Sky Sport -. Io sono una persona a cui devi dire le cose giuste e dirette senza girarci troppo intorno. Se mi parli 30 minuti non ti ascolto. Il suo approccio era aggressivo, io sono tranquillo e quindi devi saperti relazionare con me. Lui però mi ha capito ed è cambiato. Mi chiamava spesso per chiedermi della mia famiglia, se avessi bisogno di qualcosa, del modo di giocare. Da lì è cambiato il nostro rapporto come se fosse una relazione tra papà e figlio. Quando vado in campo ho la responsabilità anche di giocare per ripagare la sua fiducia. Lui merita il meglio, mi ha aiutato a crescere”. L’ultimo gol in campionato del portoghese è vecchio di oltre tre mesi e nell’ultima gara contro il Sassuolo è uscito tra i fischi di San Siro. Il diretto interessato non sembra dare grande peso alle critiche dei tifosi (“Quando sono arrivato qua nessuno parlava di me, oggi sono un idolo. Per questo li ringrazio. Mi hanno messo pressione ma è sempre stata una buona pressione come a dire ‘dai muoviti, puoi farcelà. I tifosi mi hanno accompagnato, senza di loro non sarei quello che sono oggi”), preferendo pensare a come ridurre il gap da Inter e Juve.
“Il campionato è lungo ma per vincerlo non puoi lasciare troppi punti per strada, soprattutto nelle partite giocate bene. Per conquistare il campionato devi vincere quasi tutte le partite e pareggiare quelle che non puoi vincere. Però la squadra quest’anno è migliore dello scorso anno. Le ultime vittorie hanno alzato il morale del gruppo, vogliamo provare a vincere qualcosa di importante quest’anno. L’Europa League? Il Milan non l’ha mai vinta, con tutti i miei compagni sappiamo di avere la responsabilità di poter essere ricordati anche per quello”. Una coppa, ha sottolineato Leao, che Ibrahimovic ha vinto, un motivo in più per farsi dare la giusta spinta dallo svedese, uno che appena arrivato si prese Leao sotto la sua ala: “Quando facevo buone partite lui non mi diceva niente, quando giocavo male invece lui arrivava e mi diceva ‘Rafa…’. Mi trasmetteva una pressione positiva. Quando sai che una persona ti parla per aiutarti, sai che ti vuole bene e quindi i consigli di Ibra mi hanno aiutato. Adesso con il suo ritorno mi aiuterà ancora di più, è una persona importante per tutti noi e per il Milan. Fondamentale averlo con noi”.
Domani le visite mediche di Matteo Gabbia, primo rinforzo del mercato invernale, di rientro dal prestito al Villarreal.
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Malagò “E’ l’anno dei sogni da trasformare in storia”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ l’anno dei sogni che intersecano i cinque cerchi Paris2024, delle ambizioni da trasformare in storia, della speranza di vedere il tricolore sul tetto del Mondo per scrivere altre pagine di gloria. Tanti auguri ad atlete, atleti, tecnici, dirigenti, volontari, a chiunque fa dello sport uno stile di vita e un orgoglio da onorare quotidianamente. Buon 2024 a tutti!”. Con questo post sui social il presidente del Coni, Giovanni Malagò, invia gli auguri agli atleti azzurri e in generale a tutti gli sportivi, nel primo giorno di un anno olimpico molto importante per lo sport.
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