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Oltre 100 mila spettatori in Serie B nel Boxing Day

MILANO (ITALPRESS) – Se la 18a giornata di serie B è stata quella del boom di reti, la 19a, il boxing day, ha dimostrato quanto agli appassionati del torneo cadetto piaccia giocare durante le feste. Superata quota 100mila spettatori negli stadi, 101.441 per l’esattezza, con il Ferraris e il Barbera che hanno sfiorato i 23mila. Ma la media si è alzata in tutti gli stadi, come ad esempio Reggio Emilia dove si sono superati i diecimila al Città del Tricolore (mille in più di quanti cene sono di solito), quindi i quasi 9mila di Brescia (dove hanno partecipato al botteghino anche i mille arrivati da Parma e dove mediamente siedono circa 6mila spettatori), dato quasi raggiunto a Cosenza che in questa speciale classifica precede la truppa dei 7mila di Terni, Ascoli e Spezia. Anche Lecco ha fatto un bel balzo in avanti: se la media al Rigamonti Ceppi è di circa 3500 spettatori, nel boxing day ne sono arrivati circa 4300. Se ipoteticamente si facesse una somma della media di questi dieci stadi, fino alla scorsa giornata, la calcolatrice direbbe circa 86221, cioè 15mila biglietti in meno.
– foto LivePhotoSport –
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Marchesini “2023 vela straordinario, a Parigi per le medaglie”

ROMA (ITALPRESS) – Un bilancio straordinario, soprattutto per “la solidità che abbiamo raggiunto, la continuità di risultati e di crescita ora slegata dai singoli nomi, dai singoli equipaggi. Questo è frutto dell’impostazione. Ci sono voluti anni, ma è dove sin dall’inizio volevo arrivare. Il punto debole su cui con il presidente Ettorre si è ragionato in partenza”. A parlare, in un’intervista alla testata federale “Sport Vela”, è il direttore tecnico della FIV, Michele Marchesini. Che guardandosi indietro non può che sottolinare come quello che sta per concludersi sia stato “un anno particolare, centrale in un ciclo Olimpico ridotto a soli tre anni. E intenso. Nel 2023 si sono condensati in sei settimane Test Event Olimpico e Mondiale di qualifica, eventi normalmente separati tra loro da dieci-dodici mesi. Quindi, a seguire, già la seconda tornata di assegnazione di carte Olimpiche per due classi. Gli obiettivi per la stagione erano chiari e proprio sui risultati a queste regate. Abbiamo centrato i target, con undici podi e tre vittorie tra Europei, Test event e Mondiali e poi le otto classi qualificate per Parigi 2024, che ci posizionano ai vertici mondiali per questo aspetto, anche se non ho mai nascosto di non considerare il numero di classi come prioritario: è il viaggio di ritorno dalle Olimpiadi che conta, non quello di andata”. “Abbiamo anche colto ottimi risultati a livello Under di classe Olimpica: tanti (14, ndr) podi Mondiali e Europei in sette classi diverse. La squadra che genera il proprio abbrivio”, prosegue il dt azzurro, che guarda già al 2024 e soprattutto a Parigi. “Il lavoro è entrato ora nella sua fase più delicata, con le “bancate” che si separano e quella di preparazione specifica per la regata Olimpica ’24 che aumenta il livello di attenzione al dettaglio e riduce progressivamente il numero degli atleti mano a mano che chiuderò classi e definirò la squadra per Marsiglia. La pianificazione è molto differenziata; potrebbe sembrare difficile da comprendere, ma le esigenze sono diversissime”. Bocca cucita su chi rappresenterà l’Italia a Parigi: “Posso confermare che farò come per le scorse Olimpiadi e prenderò le decisioni in tempi diversi. Ho già le idee molto chiare sui tempi e anche alcuni dei nomi. La scelta della squadra è del direttore tecnico, ma non scordiamo che poi passa per il Consiglio Federale e che chi “porta alle Olimpiadi” è il Coni”. Il 2024 si aprirà subito con il Campionato del Mondo ILCA 6, prima tappa di un anno compresso e pieno di appuntamenti. Ma il bersaglio grosso resta Parigi. “Alle Olimpiadi si va per le medaglie, per far vincere gli equipaggi di punta in primo luogo e poi per far gareggiare al proprio meglio gli altri – non si nasconde Marchesini – In tre discipline oggi ce la possiamo giocare davvero, anche se i nuovi formati di finale scelti per alcune classi sono da prendere letteralmente con le pinze. In tutti i sensi: opportunità e rischi. Penso che ci siano opportunità da sfruttare, ma non vado oltre. Ogni Olimpiade ha la sua storia, ma quello che conta sempre è riuscire a tenere le cose semplici. E questo non è semplice, se posso fare un gioco di parole. La pietra su cui posare tutto, il punto di solidità, è arrivare ad avere già mesi prima una squadra agile, in cui tutti siano consapevoli del proprio posizionamento, del proprio ruolo e del proprio obiettivo: atleti, tecnici, personale di supporto. Le mie scelte potranno essere lette tutte con questa semplice chiave. In squadre grandi, come sarà la nostra a Paris 2024, è più delicato far vincere chi deve vincere. Una differenza importante per noi rispetto a Tokyo 2020”.
– foto ufficio stampa FIV –
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Detroit al 24^ ko di fila, stop Minnesota, bene Orlando e Clippers

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Detroit entra suo malgrado nella storia: i 41 punti di Cade Cunningham non bastano, Brooklyn vince 118-112 con 24 punti di Johnson e 21 di Bridges e per i Pistons arriva il 24esimo ko consecutivo. Solo altre due squadre nella storia Nba avevano inanellato nella singola stagione così tante sconfitte di fila, i Cleveland Cavaliers 2013-14 e i Philadelhia 76ers 2013-14. Il primato assoluto, ma a cavallo di due annate (2014-15 e 2015-16), appartiene ai Sixers con 28. Restando a Est, Orlando consolida la quarta posizione superando 127-119 Washington trascinata da Wagner (28 punti, 9 assist e 8 rimbalzi) e Banchero (24 punti), Poole il migliore nei Wizards (30 punti) mentre Danilo Gallinari chiude con 2/5 dal campo (1/3 da tre) e 4/5 dalla lunetta per un totale di 9 punti in 16 minuti, oltre a tre rimbalzi, un assist e una palla persa. DeRozan (25 punti) e Drummond (24 punti e 25 rimbalzi) non fanno sentire l’assenza di LaVine e firmano il successo dei Bulls su Atlanta (118-113), ritrova il sorriso Indiana grazie al solito Haliburton (33 punti e 10 assist) spuntandola 123-117 su Houston, per quello che è anche il primo successo in trasferta dal 7 dicembre. A Ovest cade la capolista Minnesota, battuta 129-106 da Oklahoma City: 34 punti di Gilgeous-Alexander, 21 di Williams e 20 a testa di Holmgren e Dort per i Thunder, che chiudono con 18/39 da tre e costringono i Wolves a 24 palle perse trasformate in 23 punti. OKC terza davanti ai Clippers che dopo due sconfitte si riscattano ai danni di Charlotte (113-104) con 29 punti di Harden e 25 di George, cade Sacramento (130-113 per Portland), Memphis la spunta all’overtime su New Orleans (116-115) con un Morant da 31 punti: 4 vittorie su 4 per i Grizzlies dal suo rientro. Bene Utah su San Antonio: 130-118 con 31 punti e 12 rimbalzi di Markkanen e 24 punti e 8 assist di Clarkson, Simone Fontecchio parte dalla panchina e mette a referto 8 punti (1/1 da due, 2/4 dall’arco), 3 rimbalzi e una palla persa in 23 minuti.
– foto Image –
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Doncic nella storia Nba, 50 punti e vittoria in casa phoenix

ROMA (ITALPRESS) – Il Christmas Day NBA si è concluso con la vittoria dei Dallas Mavericks in casa dei Phoenix Suns per 128-114 e con uno strepitoso Luka Doncic. Ben 50 i punti segnati a Phoenix dallo sloveno che ha, così, tagliato il traguardo dei 10.000 punti in carriera, raggiungendo Rick Barry al terzo posto tra le migliori performance in una partita del Christmas Day. A condire una partita da ricordare per Doncic ci sono anche 15 assist, 6 rimbalzi, 4 palle recuperate e 3 stoppate. Vittoria anche Miami Heat in casa contro i Philadelphia 76ers 119-113 e anche qui grazie a una performance da record. Quella di Jaime Jaquez Jr. che con i suoi 31 punti è entrato nella storia degli esordi più spettacolari in un Christmas Day NBA. Solo altri sei rookie hanno fatto meglio dell’ala di Miami.
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Djokovic chiude 2023 in vetta, Sinner si conferma quarto

ROMA (ITALPRESS) – L’ultima classifica Atp del 2023 non regala stravolgimenti, in attesa del via della nuova stagione e degli appuntamenti di fine anno e inizio 2024 con la United Cup e il 250 di Brisbane. Novak Djokovic chiude il 2023 da numero uno al mondo, un primato blindato con il primo inseguitore, Carlos Alcaraz, distante 2390 punti. Terzo Daniil Medvedev mentre resta stabile in quarta posizione Jannik Sinner, che si conferma il numero 1 d’Italia. Alle spalle del campione azzurro completano la Top Ten Andrey Rublev, Stefanos Tsitsipas, Alexander Zverev, Holger Rune, Hubert Hurkacz e Taylor Fritz. Il 2023 è stato un anno indimenticabile per il tennis tricolore, culminato con la conquista della Coppa Davis e testimoniato anche dalla presenza di altri 4 giocatori fra i primi cento al mondo: Lorenzo Musetti 27^, Matteo Arnaldi 44^, Lorenzo Sonego 46^ e Matteo Berrettini 92^.

Questa la nuova classifica Atp:

1. Novak Djokovic (Srb) 11245 (–)
2. Carlos Alcaraz (Esp) 8855 (–)
3. Daniil Medvedev (Rus) 7600 (–)
4. Jannik Sinner (Ita) 6490 (–)
5. Andrey Rublev (Rus) 4805 (–)
6. Stefanos Tsitsipas (Gre) 4235 (–)
7. Alexander Zverev (Ger) 3985 (–)
8. Holger Rune (Den) 3660 (–)
9. Hubert Hurkacz (Pol) 3245 (–)
10. Taylor Fritz (Usa) 3100 (–)

Così gli altri italiani:
27. Lorenzo Musetti 1470 (–)
44. Matteo Arnaldi 1021 (–)
46. Lorenzo Sonego 990 (–)
92. Matteo Berrettini 682 (–)
101. Flavio Cobolli 640 (–)
107. Fabio Fognini 608 (–)
118. Luca Nardi 549 (–)
128. Luciano Darderi 510 (–)
135. Giulio Zeppieri 480 (–)
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La Roma piega 2-0 il Napoli, a segno Pellegrini e Lukaku

ROMA (ITALPRESS) – La Roma batte 2-0 il Napoli che chiude in nove uomini a causa delle espulsioni di Politano e Osimhen. All’Olimpico le reti di Pellegrini e Lukaku permettono ai giallorossi di Josè Mourinho di salire a quota 28 in classifica, uno in più proprio dei partenopei, e di portarsi a tre punti dal quarto posto. Le prime due occasioni da gol della partita sono della Roma, entrambe sui piedi di Bove. Al 19′ il centrocampista ruba palla e innesca Lukaku, poi va a prendersi lo scarico e da fuori area scheggia la parte alta della traversa. Due minuti dopo lo stesso Bove in area piccola ha la palla dell’1-0 – servita da Belotti dopo un’incursione sulla destra -, ma il suo tiro sbatte sul corpo di Meret. Il Napoli cresce nel finale del primo tempo e al 40′ una rovesciata di Osimhen si trasforma in un invito per Anguissa che però non riesce a correggere in rete da pochi passi. Al 55′ Mazzarri perde Lobotka, costretto ad uscire per infortunio e a lasciare il posto a Cajuste. La partita è ruvida e condizionata dalle tante ammonizioni (sei allo scoccare dell’ora di gioco, oltre ai due allenatori) estratte dall’arbitro Colombo.
Al 66′ c’è anche il primo rosso. Zalewski trattiene Politano che reagisce con un calcio a gioco fermo sul fianco dell’avversario: il direttore di gara vede tutto ed espelle l’esterno napoletano. Josè Mourinho inserisce El Shaarawy, Azmoun e Pellegrini. Nell’azione dell’1-0 giallorosso al 76′ sono i tre neoentrati a toccare palla: l’italoegiziano e l’iraniano sbagliano il tiro, la palla finisce sui piedi di Pellegrini che col destro batte Meret. L’estremo difensore partenopeo all’85’ nega il gol a Lukaku e tiene in vita un Napoli che però chiude in 9: Osimhen, già ammonito, ferma El Shaarawy e riceve il rosso nel giorno del suo rinnovo con gli azzurri. La Roma gestisce il finale di gioco, con i partenopei che perdono anche Natan per un fastidio alla spalla. E al 96′ Lukaku firma il gol del 2-0 dopo una ripartenza innescata su generoso attacco degli azzurri.
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Inter-Lecce 2-0 con Bisseck e Barella, nerazzurri a +4 sulla Juve

MILANO (ITALPRESS) – Dopo l’eliminazione in Coppa Italia col Bologna e l’infortunio di Lautaro, l’Inter riparte da San Siro battendo 2-0 il Lecce. Vittoria importante per la capolista guidata da Simone Inzaghi, che si riporta a +4 sulla Juventus di Max Allegri. Con Arnautovic alla prima da titolare in campionato, bastano due minuti ai padroni di casa per rendersi pericolosi sull’asse Thuram-Mkhitaryan ma senza successo. Il Lecce rifiuta il ruolo di spettatore non pagante e, tra il 9′ e il 10′, Sommer evita il peggio prima su Gonzalez e poi su Banda. Colpo su colpo, un minuto dopo, Falcone respinge d’istinto l’affondo di Arnautovic, che segna l’inizio dell’assedio interista nella metà campo salentina. Al 22′, scambio Thuram-Barella dal limite dell’area, con l’ex Cagliari che innesca Arnautovic che sbaglia sottoporta. Gli ospiti arretrano vistosamente ma l’Inter non concretizza nemmeno al 34′, con Gendrey che salva su Carlos Augusto. Lo 0-0 non sembra potersi sbloccare ma Inzaghi, al 43′, può festeggiare il vantaggio. Punizione calciata da Calhanoglu per Bisseck che incorna per l’1-0. Nella ripresa il Lecce cerca la riscossa dalla distanza con Banda che, al 58′, costringe Sommer alla parata. Scampato il pericolo, i nerazzurri tornano a rendersi pericolosi con Mkhitaryan e Bisseck senza però riuscire a centrare il raddoppio. Il Lecce accetta lo scontro a viso aperto e con Rafia e Kaba, tra il 71′ e il 72′, Sommer è costretto agli straordinari per salvare il risultato. In difficoltà, l’Inter si rifugia nelle sue individualità d’attacco e, al 78′, Arnautovic si inventa un assist di tacco per Barella che davanti a Falcone segna la rete del 2-0. Sotto di due gol e in dieci per l’espulsione di Banda all’83’, il Lecce tenta il tutto per tutto ma senza riuscire nell’impresa e la squadra di Inzaghi può festeggiare la quarta vittoria di fila in campionato.
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Ilic risponde a Zarraga, Torino-Udinese 1-1

TORINO (ITALPRESS) – Il Torino e l’Udinese non vanno oltre un pareggio per 1-1 nel match valevole per la diciassettesima giornata del campionato di Serie A: all’iniziale vantaggio realizzato da Oier Zarraga risponde Ivan Ilic nel finale. I primi a rendersi pericolosi sono gli ospiti che, dopo appena cinque minuti, arrivano alla conclusione con un colpo di testa impreciso di Lucca. Vlasic risponde immediatamente con un potente tiro centrale, che viene respinto da Silvestri. Lucca e Vlasic ripropongono il medesimo botta e risposta anche una decina di minuti più tardi, ma il punteggio resta ancora sullo 0-0. Tra il 18′ e il 23′ sale in cattedra Ilic, che prova ad impensierire due volte Silvestri, il quale si limita ad accompagnare il pallone con lo sguardo. Arrivati alla mezz’ora di gioco i ritmi della gara restano abbastanza blandi e l’unica azione degna di nota è la spettacolare rovesciata di Lucca, resa inutile dal fatto che la palla fosse già uscita sul traversone di Ferreira. Le due squadre, dunque, tornano negli spogliatoi sul parziale di 0-0. Nella ripresa arrivano i primi due cartellini gialli, uno per parte all’indirizzo di Kamara e Sanabria. La prima occasione, invece, è per i granata che al 57′ creano apprensione nella difesa avversaria sugli sviluppi di calcio d’angolo, ma Buongiorno manca l’impatto decisivo con la sfera. La partita continua ad essere bloccata, ma a lungo andare le sostituzioni effettuate dai due allenatori iniziano ad incidere. In particolar modo a rivelarsi decisiva è la mossa di Gabriele Cioffi di inserire Oier Zarraga, che all’81’ sfrutta l’assist di Ferreira e deposita la palla alle spalle di Milikovic-Savic portando in vantaggio l’Udinese. Il Torino si riversa nella metà campo avversaria per cercare il pareggio e all’88’ lo trova con uno spettacolare gol di Ivan Ilic, che disegna una particolare traiettoria che va ad ingannare Silvestri.
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