ROMA (ITALPRESS) – L’Inter non si ferma neanche al cospetto della Lazio, battuta per 2-0 all’Olimpico grazie alle reti di Lautaro Martinez e Thuram, e lancia un messaggio chiaro a tutte le avversarie della Serie A, confermando, per il momento, di non avere rivali. Per i nerazzurri prima fuga: sono a +4 dalla diretta inseguitrice, ovvero la Juventus. Per i biancocelesti, invece, la Champions si allontana ulteriormente.
Commozione prima del match con il ricordo di Sinisa Mihajlovic e con le sue maglie esposte, come quella della Stella Rossa, della stessa Lazio e della Nazionale della Serbia. Bella anche la dedica-gol di Lautaro, rivolta alla gente della “sua” Bahia Blanca e alle vittime della tragedia odierna.
Parte meglio la Lazio che colleziona occasioni potenziali con Kamada, ma il suo destro al volo è deviato in angolo da Bastoni, poi con Immobile che di testa, da ottima posizione, non riesce a centrare la porta di Sommer. Dall’altra parte è Thuram, con un destro che non prende il giro giusto, a rendersi pericoloso. La sensazione è che il match possa sbloccarsi solo con un episodio. E questo arriva puntuale al 40′ con la follia di Marusic, che appoggia all’indietro verso Provedel incurante di Martinez: l’argentino si infila, dribbla il portiere capitolino e porta in vantaggio i nerazzurri, mostrando una maglia speciale con dedica agli abitanti della sua città natale, colpita da una tempesta cha ha causato 13 vittime.
La ripresa si apre con la grande occasione di Rovella che, però, spara addosso a Sommer, facilitando il compito dell’estremo difensore nerazzurro. Sarri prova a vivacizzare la manovra con l’ingresso di Luis Alberto, ma è Thuram a far calare i titoli di coda con il suo sinistro, su assist di Barella, che si infila all’angolino, chiudendo di fatto il match con una ventina di minuti d’anticipo. Il finale di partita è pura accademia con la squadra di Inzaghi che sfiora il tris e con quella di Sarri – rimasta in dieci per l’espulsione di Lazzari – che perde un’altra occasione, l’ennesima, per rilanciare le proprie ambizioni di lottare per un posto nella prossima Champions League.
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Inter batte Lazio 2-0 e vola via, Lautaro gol e cuore
Il Bologna da Champions piega 2-0 la Roma, Mou giura fedeltà
ROMA (ITALPRESS) – Il Bologna batte la Roma 2-0 al Dall’Ara e si prende il quarto posto della Serie A in solitaria, a quota 28 punti. La squadra rossoblù trova la quinta vittoria interna consecutiva, come non accadeva dalla stagione 2018-19, grazie al gol di Moro e all’autorete di Kristensen. Nell’era dei tre punti a vittoria non era mai accaduto che il Bologna arrivasse a quota 28 in classifica della Serie A dopo i primi 16 turni. Ambizioni ridimensionate, di contro, per i giallorossi, orfani di Dybala e di Lukaku, che subiscono il sorpasso di Fiorentina e Napoli (prossima avversaria all’Olimpico) e scivolano al settimo posto.
L’attacco giallorosso è affidato a Belotti ed El Shaarawy (oggi per lui 250esima maglia della Roma), mentre Thiago Motta non rinuncia a Zirkzee. Quelle in campo sono due delle sei squadre di questo campionato che hanno concesso meno tiri in porta agli avversari. Non sorprende quindi che la prima conclusione nello specchio arrivi solo al 29′. Llorente vede fuori dai pali Ravaglia (schierato al posto di Skorupski) e calcia in porta dalla lunga distanza su punizione: il portiere recupera posizione e mette in angolo, per poi salvare due minuti dopo su un colpo di testa di Belotti. Al 37′ il Bologna colpisce: verticalizzazione sulla destra per Ndoye, cross basso a rimorchio e conclusione vincente di Moro per l’1-0.
Sempre da destra nasce il raddoppio rossoblù, al 4′ della ripresa. Ferguson sfonda da quel lato e crossa, Kristensen è sfavorito da un rimpallo con Ndoye: così è del danese l’autorete del 2-0. Mourinho prova a dare la scossa ai suoi al 64′. Bocciatura per Renato Sanches, entrato all’intervallo e richiamato in panchina dopo diciannove minuti per dare il posto a Bove, mentre Llorente esce per Azmoun. A spegnere le speranze di rimonta dei giallorossi è Ravaglia che all’80’ sbarra la strada a Belotti. L’ultima chance è di Ndoye che a tu per tu con Rui Patricio sciupa la palla del 3-0. La sostanza non cambia: Thiago Motta vince lo scontro diretto per la zona Champions e inguaia Mourinho. Attese polemiche per il “mancato” secondo giallo ai danni di Beukema, poi sostituito. Ricordato nel pre-partita Sinisa Mihajlovic, a un anno dalla sua scomparsa. Nel post-gara dichiarazione d’amore di Josè Mourinho: “Io voglio continuare nella Roma”.
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Fiorentina-Verona 1-0, Terracciano e Beltran decisivi
FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina conquista un successo importantissimo in chiave ambizioni europee, battendo 1-0 il Verona al termine di una partita largamente sofferta dagli uomini di Italiano e decisa da una rete di Beltran nel finale di gara. I veneti si devono mangiare le mani in particolar modo per la prima parte di match dove hanno sempre la meglio su Biraghi e compagni ma senza concretizzare. Per la squadra di Baroni una sconfitta pesante che complica i piani salvezza, l’Hellas paga ancora una volta la consueta sterilità offensiva.
Il Verona come detto domina il primo tempo ma non passa. L’occasione più grossa i gialloblù la sprecano dopo 1′ quando l’arbitro Ferrieri Caputi, con l’ausilio del Var, assegna un calcio di rigore per gli ospiti per fallo di Terracciano su Folorunsho. Il portiere gigliato ipnotizza Djuric dal dischetto e poi respinge anche la ribattuta di Ngonge. E’ un vero e proprio duello quello fra Terracciano e Djuric che vede vincente nei primi 45′ sempre l’estremo difensore della Fiorentina che salva almeno altre due volte, dicendo di no anche a Ngonge.
I gigliati vengono dominati in ogni zona del campo e infatti, a inizio ripresa, Italiano effettua subito tre cambi: dentro Barak, Arthur e Kouame per Sottil, Maxime Lopez e Nzola, con quest’ultimo che si era visto annullare una rete al 18′ per fallo di mano. La risposta di Baroni poco dopo l’ora di gioco con gli ingressi di Dawidowicz ed Henry per Suslov e Djuric. La Fiorentina prova a schiacciare il Verona nella propria metà campo ma fatica molto a costruire azioni da gol. Anzi serve un’altra super parata di Terracciano a negare il gol a Hien. Dall’altra parte risponde in termini di interventi decisivi Montipò che salva su una bella girata di Mandragora da dentro l’area. I viola passano a 12′ dalla fine con Beltran che raccoglie in area una corta respinta di Hien. Il Verona a quel punto non ha nè la forza, nè il tempo per pareggiarla e così, al triplice fischio finale del direttore di gara Ferrieri Caputi, il pubblico viola può fare festa.
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L’Udinese non sa più vincere, il Sassuolo rimonta con Berardi
UDINE (ITALPRESS) – L’Udinese non sa più vincere (un solo successo questa stagione, a San Siro col Milan) e il Sassuolo ringrazia, rimontando due reti (Lucca e Pereyra) con i rigori di Berardi nel finale dopo che i friulani erano rimasti in 10 per l’espulsione di Payero attorno all’ora di gioco. Classifica che resta pericolosa per entrambe. L’Udinese passa alla prima vera occasione: gran giocata di Pereyra, che dopo una serie di finte crossa per Lucca che di testa non lascia scampo a Consigli. E’ il 36′. Il Sassuolo non sembra in giornata, l’Udinese ne approfitta e sigla il raddoppio in apertura di ripresa: ci pensa Pereyra, prima un tunnel su Erlic poi piazza il 2-0 che sembra incanalare la gara verso gli uomini di Cioffi. Al 60′ però cambia tutto. Payero entra durissimo su Erlic e Manganiello, richiamato al Var, non può che espellere il centrocampista bianconero. L’Udinese arretra, il Sassuolo prende fiducia: Ferrari esalta i riflessi di Silvestri, al 74′ Ebosele colpisce Pinamonti in area. Rigore solare che Berardi con freddezza trasforma spiazzando Silvestri.
Giochi completamente riaperti: il Sassuolo va per due volte vicino al pareggio con due colpi di testa, Mulattieri prima e Ferrari poi spediscono il pallone rispettivamente sulla traversa e sul palo. Ma il bunker friulano crolla di nuovo: fallo di Kabasele su Mulattieri, dal dischetto ancora Berardi e niente da fare per l’Udinese. Al Bluenergy stadium finisce 2-2, un punto per uno che lascia Udinese e Sassuolo invischiate in piena zona retrocessione.
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Il Milan riparte, 3-0 al Monza
MILANO (ITALPRESS) – Il Milan riscatta il ko di Bergamo e, dopo l’eliminazione dalla Champions League, supera 3-0 il Monza, ma perde nuovamente due giocatori per infortunio (Pobega e Okafor). Sono Reijnders, l’esordiente Simic e Okafor a stendere un Monza propositivo ma poco efficace. I padroni di casa partono bene e al 3′ trovano l’immediato vantaggio. Reijnders riceve palla dai 20 metri, salta nello stretto Pessina e Colpani e anticipa l’intervento difensivo di Caldirola con un tiro di punta che beffa Di Gregorio per l’1-0. Cinque minuti dopo, Leao chiede e ottiene un triangolo con Hernandez e serve al centro lo stesso francese che va al tiro, ma Di Gregorio è attento e para in tuffo aiutato da Carboni che spazza. Al 23′, i rossoneri perdono Pobega per l’ennesimo infortunio muscolare stagionale registrato dalla squadra di Pioli. Al suo posto il giovane e debuttante Simic. Al 28′ ci vuole un tuffo di Di Gregorio a salvare un tiro dalla lunga distanza di Florenzi destinata all’angolino.
Il duello tra i due si ripete al 40′, con il portiere che ha ancora la meglio con un grande intervento su una potente conclusione in diagonale dell’ex giocatore della Roma. L’estremo difensore non può però nulla un minuto più tardi, quando arriva il 2-0. Leao riceve in area sulla destra e serve al centro un rasoterra teso sul quale si avventa lo stesso Simic, che bagna un esordio da favola con un gol da autentico rapinatore d’area. Al 44′, Pulisic centra in pieno la traversa con un pregevole sinistro a giro. Si va al riposo sul 2-0. Nella ripresa sono i brianzoli a partire meglio. Al 16′, Colpani scalda i guanti a Maignan con un mancino da posizione ravvicinata sul quale il portiere è attento in tuffo compiendo una grande parata. Cinque minuti più tardi, Ciurria calcia alto da buona posizione dopo un buon cross dalla sinistra di Dany Mota. Gli uomini di Pioli si rivedono al 28′ grazie al neo entrato Okafor, che ci prova a giro con il destro ma Di Gregorio para in tuffo sulla sua sinistra. Al 31′ arriva il 3-0. Reijnders se ne va alla grande sulla destra, serve al centro Giroud che di prima passa il pallone all’indietro allo stesso Okafor che trafigge Di Gregorio da pochi passi.
Pochi istanti dopo, lo svizzero accusa un problema muscolare ed è costretto a uscire. Il risultato non cambierà più. Il Milan, ora terzo a quota 32, sale a -5 dalla Juventus seconda. Il Monza rimane invece in undicesima posizione con 21 punti all’attivo.
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Brignone trionfa nel Super-G in Val d’Isere, Goggia 3^
VAL D’ISERE (FRANCIA) (ITALPRESS) – Federica Brignone si è aggiudicata il Super-G in Val d’Isere valido per la Coppa del Mondo di sci alpino. La valdostana, al 24esimo successo personale, ha chiuso in 1’21″58, precedendo di 44 centesimi la norvegese Kajsa Vickhoff Lie. Completa il podio Sofia Goggia, a 59 centesimi dalla Brignone. Tra le altre azzurre, Laura Pirovano è settima, out invece Marta Bassino. Roberta Melesi ha chiuso 21^, Teresa Runggaldier 24^, Nicol Delago 30^. Fuori Monica Zanoner e Nadia Delago.
“E’ stata una manche quasi perfetta. Oggi si andava veloce, c’erano porte con ghiaccio e meno ghiaccio, ho cercato di tenere giù il piede e ha funzionato”, ha commentato Brignone ai microfoni di Rai Sport. Con Goggia continua il duello tutto azzurro. “Penso sia fantastico per il nostro Paese ma anche per noi, vuol dire che stiamo vincendo, che siamo sempre lì – sottolinea -. Io non guardo ai record, ogni gara è una storia a sè, ma ogni gara è qualcosa di fantastico, a modo suo”.
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Oklahoma sbanca Denver, sconfitti i Jazz di Fontecchio
ROMA (ITALPRESS) – Serata difficile da dimenticare per Denver: i campioni in carica subiscono una sconfitta interna per 118-117 a meno di un secondo dalla fine, grazie al canestro decisivo di Gilgeous-Alexander che ha firmato il sorpasso di Oklahoma, che era sotto 105-95 a 6 minuti dal termine. Poi la rimonta, completata da Gilgeous-Alexander (top scorer con 25 punti) e niente da fare per i Nuggets, nonostante Nikola Jokic (24 punti con 12 assist e 6 rimbalzi). Un superlativo Stephen Curry (37 punti) regala il successo a Golden State contro Brooklyn: 124-120 il finale. Nella notte Nba si registra anche la peggior sconfitta della sua storia per gli Hornets, travolti a domicilio da Philadelphia per 135-82. Strepitoso Joel Embiid: per l’Mvp in carica 42 punti, 15 rimbalzi e 3 assist. Settima vittoria di fila per i Clippers, travolgenti contro i Knicks: 144-122 con un travolgente Kahwi Leonard, 36 punti. Miami ha piegato solo nel finale Chicago, complicandosi non poco la vita: a risolvere la sfida per gli Heat ci ha pensato Jimmy Butler con un tiro allo scadere che è valso il definitivo 118-116.
Sulle spalle di Keegan Murray. Sacramento naviga soprattutto sui suoi 47 punti per piegare la resistenza di Utah, battuta 125-104. Tra i Jazz bene Collin Sexton (28 punti), decisamente meno Simone Fontecchio: in ombra l’azzurro, che mette a referto appena 7 punti e 2 rimbalzi in oltre 25 minuti in campo. Luka Doncic firma la 61^ tripla doppia personale, l’ottava sopra i 40 punti, e trascina Dallas a Portland. Per lo sloveno 40 punti, 12 rimbalzi e 10 assist. Stravince Milwaukee, 146-114 contro i Pistons, vincono anche Cleveland (127-119 contro Atlanta) e Minnesota (127-109 con i 40 punti di Karl Anthony Towns): niente da fare i Pacers.
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Ci pensa Zapata, il Torino batte l’Empoli 1-0
TORINO (ITALPRESS) – Terza vittoria consecutiva in casa per il Torino che liquida con il minimo scarto, ma con merito, un Empoli che ha complessivamente deluso perchè non è stato in grado di innescare le sue punte e, nell’unica occasione in cui l’ha fatto, Cancellieri si è letteralmente divorato il pareggio. I granata hanno segnato con Zapata e sfiorato il gol in un altro paio di occasioni legittimando, alla fine, l’1-0 finale.
Il Torino parte a cento all’ora. Berisha non controlla la sfera che finisce in angolo. Sul corner mischia in area toscana, Buongiorno spara altissimo. I granata insistono. Zapata vola a sinistra, crossa al centro ma Berisha chiude su Sanabria (6′). Poco dopo una volata di Vlasic sempre a sinistra permette a Sanabria di segnare con una rovesciata: il gol è un gioiello ma Vlasic era in fuorigioco e la rete viene annullata subito. L’Empoli alza il pressing fino all’area di rigore del Torino, poi Sanabria imbecca Bellanova che crossa al bacio per Zapata, colpo di testa e palla in porta: 1-0. L’Empoli reagisce subito. Su azione d’angolo Luperto scova Ebuehi (30′) che anticipa tutti e mette dentro. Il Var segnala un altro fuorigioco e tutto resta com’è. Un gol annullato a Cacace, sempre per offside, al 43′, poi Sanabria alza per il tiro al volo di Linetty: palla alta ma applausi dell’Olimpico. Nella ripresa l’Empoli sembra avere più coraggio, l’occasione del pareggio arriva al 17′ quando Destro, di testa, manda Cancellieri nello spazio, l’attaccante azzurro, davanti a Milinkovic-Savic non tira ma si allarga consentendo al portiere granata di salvare la propria porta. La partita non è esaltante e le pause sono frequenti. Nel finale l’Empoli prova ad accelerare i tempi ma di occasioni non se ne vedono così il Toro può portare in porto i tre punti.
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