GINEVRA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – La Roma non va oltre l’1-1 in Svizzera sul campo del Servette e vede allontanarsi le chance di primo posto del girone G di Europa League. Una rete di Lukaku nel primo tempo illude i giallorossi, che ad una giornata dal termine hanno almeno la certezza di finire matematicamente tra le prime due. La classifica del gruppo però vede saldamente in testa lo Slavia Praga, che batte in rimonta lo Sheriff per 3-2. Un giovedì europeo pesante per Mourinho che a Ginevra lascia a riposo Mancini ma non Lukaku e Dybala. Dopo una fase di smarrimento in avvio, con il Servette pericoloso dalle parti di Svilar, la Roma prende in mano il gioco e trova il vantaggio al 22′. Llorente sfrutta un varco centrale e pesca in area Lukaku che col mancino realizza il suo quarto gol europeo, quello della doppia cifra stagionale. Nel primo tempo il belga ha altre due chance: al 25′ El Shaarawy crossa dalla sinistra, il centravanti impatta bene col pallone ma calcia di poco alto. Ancor più nitida l’occasione al 36′. L’uomo assist è sempre l’italoegiziano, Lukaku ha la palla del 2-0 da pochi passi ma Baron lo trattiene quel che basta per sbilanciarlo e allo stesso tempo non essere sanzionato. La Roma non la chiude, ma va a riposo sull’1-0 grazie anche a Svilar che nel recupero del primo tempo compie un autentico miracolo sul bel destro di Kutesa. Al 50′ però il portiere giallorosso non può nulla per negare l’1-1. Sugli sviluppi di un cross spiovente dalla destra, Cristante perde la marcatura di Bedia che aggancia e batte Svilar. Tutto da rifare per la Roma, che tra il 63′ e il 71′ sciupa due volte con Dybala la palla del 2-1. Due errori pesanti, proprio quando arriva la notizia del pareggio e poi del gol vittoria dello Slavia Praga sullo Sheriff. All’ultima giornata i giallorossi dovranno vedersela proprio con i moldavi all’Olimpico, mentre la capolista del girone ospiterà il Servette.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).
Servette-Roma 1-1, giallorossi lontani dal primo posto
Atalanta-Sporting 1-1, nerazzurri agli ottavi di Europa League
BERGAMO (ITALPRESS) – Dea agli ottavi di Europa League. Serviva soltanto un punto per assicurarsi il primato, Atalanta-Sporting finisce 1-1 con le reti di Scamacca ed Edwards e i nerazzurri strappano dunque il primato nel gruppo D e trovano la matematica qualificazione agli ottavi di finale. L’aritmetica premia anche i portoghesi che, da secondi, dovranno affrontare un ulteriore turno con chi retrocederà dalla Champions League (nell’altra gara del gruppo il Rakow ha vinto 1-0 sul campo dello Sturm Graz ed entrambe sono a 4 punti, contro gli 11 dei nerazzurri e gli 8 dei lusitani e una sola gara ancora da giocare per chiudere la fase a gironi). Si comincia con Gasperini che decide di affidarsi alle certezze per una gara decisiva contro un avversario per nulla semplice da affrontare. Koopmeiners ha ricoperto il solito ruolo di battirore libero, con Scamacca unico riferimento offensivo: l’attaccante numero 90 ci ha messo 7 minuti per sbloccarsi, ma è stato fermato da una posizione di fuorigioco. Ci sono voluti 23 minuti per vedere esultare i padroni di casa, ancora una volta con lo stesso Scamacca: al 23′ l’attaccante della nazionale azzurra si è inventato una conclusione terminata in rete grazie anche alla complicità di Adan.
I lusitani si sono affidati invece alle giocate di Gyokeres, tra i migliori in campo: pericoloso il tiro a giro terminato sul fondo dopo un’ottima azione personale sulla corsia mancina. Dopo un primo tempo d’incertezze lo Sporting ha reagito allo stesso modo della gara d’andata: Edwards ha sostanzialmente cambiato il match pareggiando i conti all’11’ della ripresa, ma l’occasione più ghiotta ce l’ha avuta Pedro Gonçalves colpendo un doppio palo clamoroso. I nerazzurri hanno sofferto non riuscendo più a costruire azioni pericolose, gli uomini di Amorim hanno cercato di alzare il ritmo per cercare una vittoria fondamentale. Miranchuk ha impegnato in un paio d’occasioni Adan, ma il numero 1 avversario ha risposto presente. Nel finale Gasperini ha schierato una difesa inedita (Kolasinac è uscito per un problema fisico), con Hateboer, Djimsiti e Ruggeri a protezione di Musso, l’Atalanta ha tenuto e alla fine ha festeggiato la qualificazione agli ottavi come prima del girone. Missione compiuta.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).
Franco Zuccalà, il giornalista galantuomo
Di Gaspare Borsellino
Quando a metà degli anni 80 iniziavo a muovere i primi passi di cronista sportivo per il Giornale di Sicilia prima e per vari quotidiani regionali dopo, Franco Zuccalà era una delle firme più note del panorama giornalistico nazionale. Si attendeva l’edizione del sabato del Tg1 delle 13,30 per vedere Il Pallone Racconta, storica rubrica televisiva dove Zuccalà raccontava la giornata di campionato con corsi e ricorsi storici, aneddoti e curiosità che rendevano i suoi servizi sempre unici e mai banali.
Per noi giovani “biondini” del giornalismo sportivo Franco era una Star inarrivabile che si ammirava solo in TV.
Ricordo pertanto ancora con grande emozione il mio primo incontro de visu con Franco più di un quarto di secolo fa, esattamente il 12 febbraio del 1997 in uno dei templi del calcio, lo stadio Wembley di Londra. Si giocava Inghilterra-Italia (vinta dagli azzurri con gol di Zola). Durante il tragitto che ci portava in pullman allo stadio vidi Franco Zuccalà con il suo elegante vestito di grisaglia grigia ed una cravatta rossa ed il suo inconfondibile cappello Borsalino.
Io timidamente mi avvicinai e lo salutai con grande rispetto. Non sapeva ancora che da lì a qualche settimana sarebbe stato mio esaminatore agli esami da professionisti a Roma. Nè nulla gli dissi io!
Così quando il 24 febbraio mi presentai alla sede dell’ordine e lo incontrai, lui sorpreso mi disse “Ma tu che ci fai qui?” Ed io quasi imbarazzato risposi “per fare gli esami…”.
A quel punto Franco mi diede del Lei e mi disse “ah, allora ci vedremo fra poco in aula”. Franco non mi risparmiò diverse domande, ma alla fine quando superai indenne gli esami si complimentò sinceramente. Da lì a pochi anni, però, le nostre strade si sarebbero incrociate nuovamente, ma questa volta per un lungo percorso professionale comune. A fine anni 90 infatti va in pensione dalla Rai, ma ancora con tanta voglia di lavorare e mettere al servizio degli altri la sua grande professionalità. Così nel 2000 inizia a seguire da inviato per l’agenzia Italpress gli Europei di calcio che si svolsero in Belgio e Olanda.
Da lì in poi è stato un grande girovagare per il mondo per seguire per Italpress 6 Europei e 4 Mondiali di Calcio e 4 Olimpiadi da quelle di Sydney del 2000 fino a Londra 2012, cimentandosi con grande umiltà a seguire e commentare discipline sportive non sempre sulle sue corde. Ma la professionalità di un giornalista si vede anche in queste cose.
Sono stati 23 anni ricchi di soddisfazioni, ed a volte anche di diversità di vedute, sempre chiarite fra persone per bene con un sorriso ed una pacca sulle spalle.
Quando una persona viene a mancare si rischia di cadere nella retorica di chi non c’è più, ma con tutti i difetti che ogni essere umano ha, non apparirò nè banale nè retorico nell’affermare che Franco era un Giornalista galantuomo, nei suoi tratti e nei suoi lineamenti, sempre pacato nei toni e preciso e puntuale nei suoi commenti e nelle sue analisi.
Oggi si direbbe un professionista d’altri tempi ed effettivamente Franco appartiene ad un mondo che oggi, ahimè, va estinguendosi.
Caro Franco ci mancherai e mi mancherai.
(ITALPRESS).
Il pallone racconta Franco Zuccalà, giornalista “Campione del mondo”
Di Antonio Ricotta
Adesso il Pallone avrà meno cose da raccontare. Ha perso uno di quelli che con la sua voce, la sua penna, la sua ironia, ne esaltava la bellezza, come i piedi dei tantissimi campioni che hanno avuto la fortuna di incrociarlo durante la sua splendida carriera. Franco Zuccala è andato via, non ha potuto scegliere il big match da raccontare, non ha potuto inviare il “Pallone Racconta”, nè prepararsi per il sorteggio di Euro2024. Lo avrebbe fatto, ci teneva, non ha mai spesso un attimo di raccontare, di scrivere (il Derby d’Italia di domenica scorsa e il Pallone Racconta del giorno dopo gli ultimi lavori), parlare di calcio e non solo perchè nella sua carriera, oltre a Mondiali (c’era in Inghilterra nel 1966) ed Europei, ha raccontato di Olimpiadi, ha intervistato grandi personaggi non per forza legati al calcio. Aveva un modo unico di “ingaggiare” personalità della politica o del mondo dello spettacolo che sfuggivano alle interviste come Pelè e Maradona agli avversari (braccò anche O’Rei e Diego). “Scrupoloso e raffinato”, scriveva “commenti mai banali”. Lo ha ricordato così il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, e così era Zuccalà. Giocava col suo nome dicendo che è sempre stato e sarebbe sempre stato “Franco” nel raccontare, perchè sapeva esaltare le bellezze del calcio, ma non ne dimenticava le storture e certe bruttezze.
Nel 2004, in una via di Lisbona, al nostro primo incontro disse: “Per te è il primo, per me sarà il mio ultimo Europeo”. Non fu così ovviamente, due anni dopo vincemmo “il Mondiale insieme in Germania”. Così dicevamo tra di noi. Esperienza unica, vissuta macinando chilometri in macchina, il vero navigatore era lui e le sue enormi cartine geografiche. E se qualche indicazione non era corretta, chiedeva informazioni: inglese, francese e se non ci si riusciva a intendere con l’interlocutore scappava via il suo “catanese”. In quei viaggi c’erano i suoi racconti, bellissimi, divertenti, a volte anche amari, c’era la vita da redazione, le cene a tarda notte dopo la chiusura del giornale, c’era un mondo che non c’è più. Dopo carta stampata, tv e tutto il resto gli mancava l’agenzia e ha continuato il suo percorso in una nuova veste. Non si è mai fermato, nè arreso ai cambiamenti del tempo, è diventato un videomaker vicino agli 80 anni, regalando splendidi documentari sui viaggi che continuava a fare e montando i servizi per la sua rubrica “Il Pallone Racconta” che continuava a ricevere consensi da parte degli appassionati.
Amava il calcio, fece anche l’arbitro e continuò a farlo anche quando cominciò a scrivere i primi pezzi (mi girò il primo del 1958 “Campionato di calcio al Leonardo Da Vinci” era il titolo). Poi scelse il giornalismo. Amava la Nazionale, era fiero della maglia azzurra dei 50 anni di carriera che Prandelli e Buffon gli consegnarono. Amava ancor di più il “suo” calcio, quello degli anni in cui le interviste si facevano negli spogliatoi, per strada, al telefono di casa, non in sale stampa affollate dove, diceva, “può venir fuori il calciatore ma non l’uomo”. Poi ci furono i tempi della “Domenica Sportiva”, ma anche di “90° Minuto”, gli appassionati di calcio amavano i suoi pezzi ironici, dove c’era di tutto, legava il momento storico alla partita, al luogo dove si trovava. Una volta i tifosi esposero uno striscione: “Siam venuti fin qua per vedere Franco Zuccalà”, il giornalismo televisivo stava cambiando e lui fu uno dei primi ad aprire la nuova strada, i suoi pezzi ironici non passavano inosservati e la gente per strada continuava a dimostrarglielo. Il Pallone continuerà a raccontare, ma oggi ha perso chi lo faceva in maniera unica. Ciao Franco e soprattutto grazie di tutto.
(ITALPRESS).
Elkann “Anno zero Juve, ora un triennio ambizioso”
TORINO (ITALPRESS) – “L’aumento di capitale era necessario, per superare questo anno zero e affrontare il prossimo triennio con ambizione fuori e dentro il campo”. In conferenza stampa alla vigilia dell’Investor Day di Exor, la holding che detiene il 63,8% della Juventus, John Elkann guarda al futuro dei bianconeri con fiducia. Il peggio sembra alle spalle e anche la squadra sta rispondendo bene come dimostra il secondo posto in classifica a -2 dall’Inter, fermata sull’1-1 nello scontro diretto di domenica scorsa all’Allianz Stadium. “Un punto contro l’Inter è un risultato importante ma piedi per terra”, ci tiene a precisare Elkann, che parla anche di Allegri sul cui possibile futuro lontano da Torino già a fine stagione si sono susseguite diverse voci nei giorni scorsi, anche se lo stesso tecnico ha ricordato di essere sotto contratto fino al 2025 e di essere in piena sintonia con la nuova dirigenza. “Allegri ha vinto tanti trofei, e ci auguriamo di vincerne ancora – ha detto Elkann – Siamo lì in un campionato stimolante, e c’è la Coppa Italia con un percorso ancora tutto da fare. Penso quello che Allegri ha sempre detto, l’importante è tenersi dietro gli altri. Non serve avere grandi aspirazioni, ma partita dopo partita fare punti, continuiamo così”. Ma l’incontro con la stampa è stato anche l’occasione per fare chiarezza sul futuro societario e smentire qualsiasi disimpegno da parte di Exor. “Interesse dei fondi sulla Juventus? Nessuno ci ha contattato, nè abbiamo approcciato i fondi, non è un’opportunità che ci interessa”, ha tagliato corto Elkann, dribblando anche le domande sull’ipotesi del delisting: “Non commento le speculazioni”.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).
Allegri “Scudetto? L’obiettivo minimo resta tornare in Champions”
TORINO (ITALPRESS) – Il fatto che Rabiot, dopo la gara con l’Inter, abbia parlato di scudetto “è normale, tutti dobbiamo avere l’ambizione di desiderare qualcosa di importante, ma dobbiamo fare un passettino alla volta e costruirci la classifica. Per la Juve rimanere fuori dalla Champions è stato un danno tecnico ed economico, abbiamo il dovere di costruire un’annata su quello che è l’obiettivo minimo che è tornare a giocare la Champions l’anno prossimo”. Massimiliano Allegri, alla vigilia della gara col Monza, resta focalizzato sul traguardo da raggiungere, ovvero riportare i bianconeri nell’Europa che conta. “Noi dobbiamo guardare la quinta e scappare da quelli che ci stanno dietro. Il campionato è una crociera, non una gara di velocità, essere a due punti dall’Inter è motivo d’orgoglio ma bisogna guardare quelle dietro perchè nel calcio le cose cambiano velocemente”, avverte il tecnico, che chiede ai suoi di confermare quanto di buono visto con i nerazzurri sul campo di quel Monza che nella scorsa stagione ha battuto due volte su due Vlahovic e compagni. “Non possiamo permetterci di sottovalutare nessun avversario, sarebbe un errore inspiegabile, di poca maturità. Dobbiamo fare una prestazione di squadra come abbiamo fatto finora. Sappiamo quali sono i nostri limiti, il gruppo è molto coeso, abbiamo una buona classifica ma non abbiamo fatto ancora niente e se molli un attimo rischi di perdere. Vincere le partite non è facile, abbiamo sei partite da qui alla fine del girone d’andata di cui 4 trasferte e due scontri diretti in casa. Dobbiamo fare un passettino alla volta”, sottolinea ancora il tecnico, che ha recuperato Danilo e Alex Sandro mentre su Locatelli “valutiamo oggi, è un problema di dolore”. Nei giorni scorsi sono anche circolate voci su un Allegri pronto a concludere il suo ciclo in bianconero a fine stagione. “Di solito sento parlare del mio futuro in questo periodo ma io ho un contratto fino al 2025 e stiamo lavorando insieme bene per quello che sarà il futuro della Juventus nei prossimi anni. Con i nuovi dirigenti vado molto d’accordo, con Scanavino, Giuntoli e Manna c’è una buona armonia per far sì che la Juve abbia un futuro importante. Nella Juve passano gli uomini ma resta il Dna della Juve. Bisogna stare zitti, tenere un profilo basso e lavorare”.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).
Addio a Franco Zuccalà, icona del giornalismo sportivo
PALERMO (ITALPRESS) – Ha raccontato il calcio ma non solo, con quella sua ironia pungente ma mai fuori posto. Si è spento nella notte, nella sua casa di Milano all’età di 83 anni, Franco Zuccalà. Originario di Catania, dal 2000 collaborava con l’Agenzia di stampa Italpress ma aveva alle spalle una lunga carriera fra giornali, tv e radio: dalla “Gazzetta dello Sport” a “Tuttosport”, passando per “Il Giornale Nuovo”, “La Sicilia”, “Telestar”, “Antenna Sicilia” con Pippo Baudo, “Odeon” fino all’approdo in Rai. Lavora come inviato per “La Domenica Sportiva”, “Novantesimo Minuto”, “Il Processo del Lunedì” e Tg1, per 11 anni guiderà “I temi del calcio”, programma bisettimanale della Rai Corporation di New York, collaborando poi anche con la tv della Svizzera italiana e Montecarlo Sat. Nella sua lunga carriera ha lavorato con oltre 90 testate giornalistiche italiane e straniere, tra le quali anche il mensile “La rivista” di cui è stato direttore per due anni. Olimpiadi, Mondiali ed Europei di calcio, la Coppa d’Africa: dal 1958 al 2018 ha seguito tutti i più importanti avvenimenti sportivi. Gli è stata consegnata anche la laurea “Honoris Causa” in “Telecommunication Science” presso la Columbia University di New York, ha vinto importanti premi giornalistici come il “Boccali” e il “Brera” mentre nel 2014 Gigi Buffon e l’allora ct azzurro Cesare Prandelli gli hanno consegnato la maglia azzurra numero 50 per il suo mezzo secolo al seguito della Nazionale. Fra i riconoscimenti ricevuti anche la “Guirlande d’honneur” della Federation Internationale Cinema Television Sportifs per la sua lunga carriera. In tanti anni di giornalismo ha intervistato personaggi della statura di Nelson Mandela, Henry Kissinger, Gianni Agnelli, Sophia Loren oltre ai più grandi campioni del calcio, da Pelè a Maradona, da Cruyff a Beckenbauer. Ha collaborato alla realizzazione di numerosi saggi come “Cento anni di serie A”, ha scritto “Il Re di Broccolino”, “Champions for ever”, “Brividi Mondiali” e poi, in occasione dei suoi 80 anni, “Franco Zuccalà, 80 anni mille avventure. Le tre vite di un inviato speciale con penna, taccuino e telecamera”.
La famiglia Italpress si stringe attorno ai familiari per la sua scomparsa.
(ITALPRESS).
Il Napoli crolla nel finale, il Real vince 4-2 al Bernabeu
MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Non basta una partita coraggiosa del Napoli al Bernabeu, sconfitto per 4-2 al termine di un match ben giocato. E’ un errore di Meret nelle battute finali a spianare la strada ai blancos di Ancelotti che vincono e mettono così in cassaforte il primo posto, mentre gli azzurri di Mazzarri potranno chiudere il discorso nell’ultima gara con il Braga. Al primo affondo, dopo 9 minuti, sono gli azzurri a passare in vantaggio. Kvaratskhelia taglia in area per Di Lorenzo che serve di prima al centro Simeone che insacca a pochi passi con Lunin che arriva sulla palla quando già aveva superato la linea. La risposta dei blancos è immediata e arriva dopo appena un minuto. Rodrygo riceve palla sul vertice sinistro dell’area di rigore, si accentra e calcia di potenza sotto l’incrocio lontano lasciando di sasso un incolpevole Meret per l’1-1 che rimette tutto in discussione. La rimonta si completa al 22′. Alaba avanza e pennella dalla trequarti una palla al bacio sulla testa di Bellingham, che si inserisce alle spalle di Natan e batte Meret firmando il 2-1. E’ il punteggio con cui le due squadre andranno al riposo.
In avvio di ripresa, i partenopei pareggiano subito i conti dopo meno di due minuti. Anguissa riceve in area da Di Lorenzo, centra Alaba con un tiro cross, prima di andare al tiro dopo il rimpallo con il destro e indovinando una grande conclusione con il collo pieno da posizione angolata che trafigge Lunin per il 2-2. I padroni di casa si divorano il 3-2 al 62′, quando Joselu a due passi dalla linea di porta non sfrutta un assist d’oro di Mendy dalla sinistra calciando alto. Al 31′ ci vuole un grande riflesso di Meret per sventare un colpo di testa ravvicinato di Rudiger. Il portiere si ripete tre minuti dopo, quando respinge di piede una conclusione ravvicinata di Bellingham. Dopo una partita perfetta, Meret commette un errore al 39′ e la squadra di Ancelotti trova il gol. Il neo entrato Paz si crea lo spazio ai 20 metri e libera un sinistro non irresistibile sul quale il portiere interviene in tuffo senza però riuscire a respingere. In pieno recupero c’è gloria anche per Joselu che capitalizza al meglio un grande assist di Bellingham dalla sinistra superando ancora una volta Meret con il destro. La gara finirà poco dopo. La classifica vede ora il Napoli in seconda posizione a quota 7, a +3 sul Braga fresco di pareggio casalingo con l’Union Berlino. Agli uomini di Mazzarri basterà un pareggio o addirittura un ko per 1-0 o 2-1 nell’ultima giornata contro il Braga per centrare gli ottavi di finale.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS)











