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Al via la stagione di pallanuoto con vista su Parigi2024

ROMA (ITALPRESS) – Una stagione insolita, diversa, ma per questo ancora più appassionante e complicata. Partirà domenica primo ottobre, con gli scudetti assegnati entro il 29 maggio, la stagione della serie A1 di pallanuoto maschile e femminile, presentata questa mattina nella Sala Convegni del Foro Italico a Roma. La prima grande novità sarà la lunga pausa di due mesi – dal 12 dicembre al 24 febbraio – per consentire alle Nazionali di partecipare agli Europei di Netanya e ai Mondiali di Doha. Saranno campionati con vista su Parigi 2024, come sottolineato anche dal ct della Nazionale maschile, Sandro Campagna: “Europei e mondiali saranno importanti per la qualificazione olimpica. Poi ci sarà il rush finale per le Olimpiadi che spero diano lustro al nostro movimento. Sarà il 105° campionato, un anno particolarmente difficile e bello”, le sue parole. Una formula rivista, quella che animerà la stagione della pallanuoto maschile con la prima fase, denominata “Regular Season” che vedrà il classico girone all’italiana con partite di sola andata. Poi, però, le società dal 1° al 7° posto parteciperanno al round scudetto, le classificate dall’8° al 14° faranno il round retrocessione. I punteggi ottenuti nella Regular Season vengono trasferiti alla seconda fase e si cumulano con i punteggi ottenuti nel rispettivo Round Scudetto e Round Retrocessione. La squadra classificata al 7° posto del round retrocessione retrocede nella serie A2 del campionato edizione 2024-2025. Quella femminile, invece, mantiene il format classico con la novità che le prime sei squadre classificate al termine del girone di andata si qualificheranno alla fase finale della Coppa Italia. “Ci accingiamo a percorrere una stagione importante con appuntamenti che portano alle Olimpiadi di Parigi 2024; per questo il campionato sarà intervallato dando modo alle nostre rappresentative di partecipare ai tornei europei e mondiali. Sarà una stagione da vivere tutta d’un fiato tra campionati di serie A1, coppe Italia, coppe internazionali, campionati europei a Netanya e campionati mondiali a Doha (2-18 febbraio), che peraltro metteranno in palio gli ultimi pass olimpici. E l’Italia ha il dovere di esserci a Parigi per tradizione ed ambizioni”, le parole di Andrea Pieri, vice presidente vicario Federazione italiana Nuoto. Anche Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, ha voluto essere presente all’evento di presentazione della nuova stagione sottolineando come “la pallanuoto è una disciplina meravigliosa che va aiutata a svilupparsi al di là delle competizioni internazionali, che accendono l’attenzione perchè siamo una nazione vincente”. E ricordando anche come “l’80% delle nostre piscine e forse anche qualcosa in più ha un modello obsoleto e costoso, abbiamo bisogno di migliorare le nostre infrastrutture” per cercare di far “fare un salto di qualità del sistema. Al di là delle emergenze bisogna trovare un nuovo equilibrio. Stiamo cercando di trovare anche soluzioni per quel che riguarda le proprietà degli impianti e le possibili compartecipazioni anche da parte degli enti locali”, ha concluso.
– Foto Italpress/spf –
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Sfida mondiale agli All Blacks, Italrugby sogna un’impresa

LIONE (FRANCIA) (ITALPRESS) – Una giornata tipicamente estiva ha accolto l’Italrugby per il Captain’s Run al Groupama Stadium di Lione che domani, venerdì 29 settembre, alle ore 21 ospiterà il match tra Nuova Zelanda e Italia valido per la terza giornata del Girone A della Rugby World Cup, match che sarà trasmesso in diretta su Rai 2 e Sky Sport Uno. Per gli azzurri del ct Crowley, dopo il successo all’esordio con la Namibia e la bella prova con l’Uruguay, c’è già il terzo posto assicurato nel girone che dà l’accesso diretto ai prossimi Mondiali. Per approdare ai quarti della rassegna iridata francese, invece, servirà un’impresa assai simile ad un miracolo: battere, appunto, gli All Blacks oppure i ‘gallettì padroni di casa. “Nel nostro modo di giocare cercheremo di alternare gioco al piede e gioco alla mano. Dovremo essere più intelligenti nel gioco al piede. Ogni squadra a questo livello prova a giocare veloce: è essenziale avere velocità sui breakdown per marcare. Abbiamo un piano specifico per provare a rallentarli così come lo avranno loro: sarà un aspetto fondamentale nel quadro complessivo del match”, ha dichiarato Marius Goosen, allenatore della difesa azzurra, in conferenza stampa. “La priorità per me è aiutare la squadra nel modo migliore, sia da ala che da estremo, e apportare le mie attitudini al gioco collettivo. Non cambierà il mio approccio alla gara. Tutti conosciamo gli All Blacks, abbiamo fatto bella settimana di preparazione. Giocheremo il nostro rugby, ci godiamo il momento e faremo il meglio possibile”, ha sottolineato l’estremo Ange Capuozzo. “Cominciamo ad avere esperienza e pensare a fare il nostro gioco, non a chi affrontiamo. Tutti gli avversari sono forti. Sicuramente sto bene e mi sento in forma – ha assicurato il mediano d’apertura Tommaso Allan – e sento meno pressione con l’esperienza, ma adesso dopo due anni agli Harlequins mi sento nel momento migliore della carriera. Mi sento bene e voglio aiutare la squadra nel miglior modo a prescindere dal ruolo. La maggior parte di questa squadra è al primo Mondiale e non ha rammarico per il 2019 ed è concentrata solo su gara di domani. Se giochiamo in modo giusto possiamo metterli sotto pressione”. E sperare, perchè no, in un miracolo sportivo.
– Foto LivePhotoSport –
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Martin e Bezzecchi a caccia di Bagnaia al Gp del Giappone

MOTEGI (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L’anno scorso era il cacciatore, oggi è diventato una lepre. Pecco Bagnaia ha ben chiaro in mente quando inseguiva Quartararo ed ha ancor più chiaro che Jorge Martin è arrivato a 13 punti da lui, mentre Bezzecchi è a 44 lunghezze. “Sono passato – ha affermato il campione del mondo della Ducati nella rituale conferenza stampa dei piloti che precede il lungo fine settimana del Gp del Giappone – da un vantaggio di 66 a soli 13 punti ma, onestamente, negli ultimi tre week-end ho avuto un pò di sfortuna. Sono sicuro che, come sempre, nelle difficoltà saremo competitivi. Al momento mancano sette gare, non sento di avere più pressione addosso, bisogna concentrarci sul da farsi. Non voglio sentire le pressione ma sgombrare la mente”. Il problema del pilota torinese, caduto in India, è sempre lo stesso. “Riguarda la frenata. Cioè, freno allo stesso modo ma non fermo la moto. Prima non mi capitava. Ho fatto delle riunioni apposite con gli ingegneri per risolvere il problema. Il posteriore si è comportato in modo strano, normalmente la derapata la posso controllare, nell’ultimo week-end era oltre il limite. In questo cominceremo con due assetti diversi e vedremo”. Il primo inseguitore, Jorge Martin, afferma di essere “nel miglior momento della mia carriera. Ho 13 punti di ritardo, tutto è in gioco. La moto va, speriamo di ripeterci anche in Giappone”. Il terzo della classifica, Marco Bezzecchi, reduce dal trionfo indiano, cerca di estraniarsi dalla battaglia per il titolo. “Sono rilassato perchè la vera lotta è tra Bagnaia e Martin. Certo mi sto avvicinando ma non è abbastanza. In ogni caso faro il mio meglio per lottare per il titolo”. In Giappone andranno verificate le condizioni delle altre scuderie. Marc Marquez (Honda) ha affermato candidamente di “non avere aspettative. Vediamo le libere poi riusciremo a capire cosa fare”, Fabio Quartararo, invece, è andato giù pesante contro la Yamaha: “Con il presidente della scuderia parlo tutti i week-end, le riunioni sono positive ma sono solo parole”. Brad Binder, invece, annuncia l’arrivo di un nuovo telaio per la sua Ktm: “Ci sarà un miglior grip al posteriore che era il punto debole della moto sin dall’inizio della stagione. E questo era un problema che abbiamo cercato di risolvere durante l’anno. Proveremo domani questo nuovo telaio e vedremo come andrà”. Dulcis in fundo, i piloti non hanno per niente gradito il calendario del prossimo campionato (quindi 2024-25) con 22 tappe. “Più di 22 gare è impossibile fare”, ha affermato Quartararo mentre Marc Marquez, al solito senza peli sulla lingua, non ha perso tempo. “Con 22 gare ci saranno 44 partenze, perchè la Gara Sprint è una gara vera. Nella stragrande maggioranza dei casi gli infortuni capitano alla prima curva, al primo giro, perciò il calendario ha troppe gare. A livello fisico è devastante, ti stanchi e, senza accorgerti, finisci per terra”. Un pensiero condiviso, anche se non direttamente espresso, un pò da tutti i piloti.
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Colpo Sassuolo a San Siro, prima sconfitta per l’Inter

MILANO (ITALPRESS) – Prima sconfitta stagionale per l’Inter, che crolla per 2-1 in casa contro il Sassuolo. I neroverdi, davanti ai settantamila di San Siro, sviluppano una prestazione ordinata, concedendo pochissimo a Lautaro e compagni nonostante l’iniziale svantaggio. Inter che imposta la sua partita provando da subito a prendere alto un Sassuolo frizzante, sempre pronto a sfruttare in ripartenza la velocità e l’imprevedibilità dei suoi interpreti offensivi. La prima vera occasione della partita ce l’ha la formazione di Inzaghi: pallone perso da Berardi e successiva percussione di Dumfries, con l’olandese che serve il cross perfetto per la testa di Thuram, bravo nella torsione che termina tuttavia a centimetri dalla traversa. Sarà lo stesso Berardi, però, a rispondere per il Sassuolo, con il servizio di tacco a cercare Toljan e la conclusione potente dal limite dell’area del terzino sulla quale deve intervenire in tuffo Sommer. Sul finire della prima frazione è però l’Inter a sbloccare il parziale, con l’ennesima iniziativa personale di Dumfries che, partendo dalla fascia di destra, converge verso l’area neroverde, punta Viti e scarica un potente sinistro sul quale Consigli non può nulla. Ripresa in cui il Sassuolo prova a rendersi nuovamente pericoloso e lo fa con lo schema da corner che favorisce il cross di Berardi e il colpo di testa di Erlic che termina a centimetri dal palo coperto da Sommer. E’ però solo un campanello d’allarme per i nerazzurri che si concretizza pochi minuti più tardi, proprio con il portiere svizzero protagonista in negativo nel tentativo di disinnescare la conclusione, comunque potente, scagliata da Bajrami che buca lo stesso Sommer e fa 1-1. L’Inter non reagisce e il Sassuolo riesce addirittura a trovare il vantaggio, con la giocata personale di un ispiratissimo Berardi, che partendo da destra punta Calhanoglu, sposta il pallone sul suo mancino e scarica il tiro a giro che conclude la sua corsa in rete: 2-1 per la formazione di Dionisi e padroni di casa in difficoltà. Inzaghi prova a rivoluzionare il suo schieramento per l’ultimo quarto di gara ma all’85’ gli emiliani avrebbero anche la possibilità di chiuderla, con lo scambio tra Berardi e Laurientè che trova però stavolta pronto Sommer nell’intervento a mano aperta ad evitare il 3-1. Affondi finali dell’Inter ma il risultato sorride al Sassuolo e consegna dunque agli emiliani la seconda vittoria consecutiva dopo quella conquistata per 4-2 contro la Juventus. L’Inter, invece, viene agganciata in testa alla classifica dal Milan.
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Lazio ritrova la vittoria, Vecino e Zaccagni scacciano la crisi

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio batte il Torino per 2-0, conquista la prima vittoria dell’anno davanti ai suoi tifosi e si rilancia in classifica, ritrovando i 3 punti dopo due giornate di digiuno. I biancocelesti mettono, così, una pietra sopra le polemiche delle ultime settimane che avevano fatto addensare nubi all’orizzonte, spazzate via dai gol di Vecino e Zaccagni. Sarri si affida alle certezze in attacco, la regia a Rovella, mentre dall’altra parte Juric punta sul doppio centravanti con Sanabria e Zapata. Eppure è Vlasic, con un destro da fuori, a chiamare Provedel alla parata con Zapata che spreca sulla respinta. La Lazio non sta a guardare e sfiora il gol con Casale che, su sviluppo di calcio d’angolo, per poco non beffa Milinkovic-Savic. La partita scorre via senza scossoni fino alla fine del primo tempo quando Immobile si fa anticipare da Lazaro a un passo dalla rete, poi è Marusic che ci prova da lontano facendo solo il solletico al portiere granata. La ripresa si apre con il tiro di Ricci che finisce non lontano dalla porta difesa da Provedel, ma la conclusione giusta è quella di Vecino che sfrutta al massimo il cross dalla corsia di destra di Lazzari, anticipando Bellanova e trafiggendo Milinkovic-Savic con un colpo al volo che vale il vantaggio biancoceleste. Juric corre ai ripari inserendo Radonjic al posto di Zapata puntando sulla verve del trequartista. La Lazio vive di folate e proprio su una di queste mette il match in ghiaccio: Felipe Anderson inventa il passaggio giusto per Zaccagni, l’ex Verona è freddo presentandosi davanti a Milinkovic-Savic e calando il raddoppio. Castellanos sfiora il tris in rovesciata ma l’ultimo brivido lo regala l’arbitro Fabbri che fischia il rigore per un presunto tocco di mano di Hysaj sul tiro di Radonjic, poi annullato dopo revisione VAR, permettendo all’Olimpico di gioire per la prima vittoria dei biancocelesti in casa e guardando al futuro con ottimismo.
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Osimhen e Kvaratskhelia guidano il Napoli, Udinese ko

NAPOLI (ITALPRESS) – La grande notte di Osimhen e del suo rapporto con i tifosi partenopei inizia da uno striscione emblematico nel pre-partita (“Oltre ogni singolo comportamento il rispetto per la maglia resta il primo comandamento”). Il nigeriano risponde con un gol ma la parte del leone la fa il georgiano Kvaratskhelia: una rete, due assist e due pali nel 4-1 con cui il Napoli travolge l’Udinese permettendo anche a Rudi Garcia di tirare un sospiro di sollievo.
La squadra di Sottil si difende bene in avvio, poi un contatto in area di rigore tra Kvaratskhelia e Ebosele sul quale Manganiello lascia proseguire ma il check del Var dice che è rigore. L’ex Zielinski realizza spiazzando Silvestri. Reazione friulana con Lucca per Payero, palla sul fondo (22′). Kvaratskhelia folleggia, per Osimhen che scappa a Bijol (27′): sinistro murato dal portiere avversario in corner. I campani sembrano padroni del campo. Poi, dopo una fase di stanca, al 39′ arriva il raddoppio napoletano. Politano per Osimhen, tocco davanti a Silvestri e 2-0. Nella ripresa l’Udinese ci prova. Natan devia un tiro di Lovric ma è ancora Osimhen a sfiorare il terzo gol, palla fuori di pochissimo al 9′. Due minuti e Politano serve Kvaratskhelia sul fronte opposto, sinistro al volo che colpisce il montante. Sottil prova con i cambi, Kvaratskhelia timbra un altro palo (23′) a Silvestri battuto. Al 29′, però, errore di Bijol pressato da Kvaratskhelia che gli soffia la sfera, salta Silvestri in uscita con un pallonetto e deposita la sfera in rete per il 3-0. Titoli di coda. L’Udinese ha orgoglio. Samardzic conclude ottimamente dopo uno scambio con Success (36′) portando il risultato sul 3-1. Ma passa un minuto e Simeone fa sussultare ancora il Maradona su assist di Kvaratskhelia. Samardzic è l’ultimo ad arrendersi, il triplice fischio di Manganiello sancisce la netta vittoria dei campioni d’Italia.
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Baldanzi regala la prima vittoria all’Empoli

EMPOLI (ITALPRESS) – L’Empoli vince con merito la sfida salvezza con la Salernitana. Al di là dello striminzito 1-0 finale, infatti, i toscani hanno fatto gioco e tenuto le redini del match imponendo tecnica, determinazione ed agonismo. Un netto passo indietro per i campani di Paulo Sousa, parsi balbettanti e senza idee. Il palo di Cabral, a 4′ dalla fine, è l’unico flash di una partita da cancellare.
Andreazzoli perde subito Pezzella e Bereszynski, due cambi forzati per i toscani in un quarto d’ora. Cancellieri non è freddo davanti ad Ochoa (17′) il quale si ripete subito dopo su Walukiewicz. Grassi non trova la porta mentre Cabral è in fuorigioco (19′) quando mette il pallone dentro la rete empolese. Il gioiellino Baldanzi divora il gol del vantaggio (22′) su angolo di Fazzini, poi i ritmi si abbassano favorendo il guizzo di Baldanzi che sblocca il risultato raccogliendo il servizio di Cancellieri e firmando il primo gol azzurro in campionato. Digiuno interrotto dopo 484 minuti senza reti per l’Empoli. Il Var dice no ad una caduta di Baldanzi (40′), Maleh spreca la palla del 2-0 (44′). Tre cambi nell’intervallo per un Paulo Sousa infuriato. La Salernitana prova a pareggiare ma i tentativi di Kastanos (4′), Bradaric (10′) e Cabral (14′) sono labili. Ochoa respinge una botta di Shpendi (17′) ed un destro di Fazzini (21′), la Salernitana si tuffa in attacco nel concitato finale. Al 41′ Cabral, con un tiro a giro, prende in pieno il palo con Berisha battuto. E’ il quarto legno per il calciatore della Salernitana. Cabral scambia con Dia, al 48′, poi cerca il pareggio ma Berisha guadagna il voto in pagella sporcandosi i guanti. Recupero che sembra infinito per l’Empoli, almeno fino al boato del Castellani che certifica la prima vittoria in campionato degli azzurri.
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L’Atalanta passa al Bentegodi, Koopmeiners regola il Verona

VERONA (ITALPRESS) – Tre vittorie nelle ultime tre partite tra campionato ed Europa League. L’Atalanta torna a vincere fuori casa: contro l’Hellas Verona finisce 1-0 grazie al gol di Koopmeiners nel primo tempo. Secondo successo esterno per i bergamaschi dopo le due sconfitte contro Frosinone e Fiorentina e la squadra di Gasperini si porta momentaneamente a quota 12 punti. Nel prossimo turno ci sarà il big match contro la Juventus mentre i gialloblù sfideranno il Torino dell’ex Juric.
Gasperini ha cambiato pochissimo rispetto alla vittoria di Cagliari, con Pasalic prima punta e De Ketelaere in panchina. Baroni invece ha piazzato Bonazzoli al centro del 3-4-2-1 con Folorunsho e Ngonge sulla trequarti, quattro invece gli assenti per il tecnico gialloblù. La squadra di Gian Piero Gasperini ha sbloccato al 12′ la gara, con De Roon a servire Koopmeiners, l’olandese ha superato Montipò con un diagonale rasoterra imparabile dal limite dell’area. I padroni di casa hanno fatto fatica a reagire, Pasalic al 34′ – tutto solo dentro l’area piccola -, non è riuscito a sfruttare il passaggio di Lookman arrivando con un attimo di ritardo sull’assist perfetto dell’anglo-nigeriano.
Il ritmo non è cambiato nemmeno nella ripresa, il Verona ci ha provato con una calcio di punizione di Duda terminato però alto sopra la traversa della porta difesa da Carnesecchi. Al 20′ Djimsiti è andato vicino al raddoppio con un colpo di testa arrivato da una punizione sulla trequarti, ma l’occasione più ghiotta è capitata a De Ketelaere, il belga da due passi non è riuscito a ribadire in rete il tracciante del solito Koopmeiners. Gli scaligeri hanno tentato il forcing finale nei cinque minuti di recupero, ma non è bastato per trovare il pareggio: soltanto un tiro di Suslov dalla distanza ha impensierito l’estremo difensore degli orobici.
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