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Pari al debutto in Lettonia per l’Under 21 di Nunziata

JURMALA (LETTONIA) (ITALPRESS) – La nuova Italia Under 21 di Carmine Nunziata apre il suo cammino di qualificazione agli Europei del 2025 con un pareggio per 0-0 sul campo della Lettonia. A Jurmala il nuovo Ct propone un mix tra i ‘veteranì e i promossi dalle selezioni minori, ma all’esordio nel gruppo A si presenta una squadra ancora in costruzione e con pochi spunti individuali. L’assenza di Baldanzi (non al meglio) si fa sentire e Miretti – schierato alle spalle di Nasti e Oristanio nel 4-3-1-2 – non riesce ad incidere. Le occasioni comunque non mancano. Per la prima chance degli azzurrini bisogna aspettare il 12’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Casadei sbuca in area piccola ma col ginocchio non riesce a inquadrare lo specchio. Al 28′ altra occasione. Miretti imbuca per Oristanio che a tu per tu col portiere Beks sbaglia il tocco sotto. Cinque minuti dopo si invertono i ruoli. Stavolta è Oristanio a vestire i panni dell’uomo assist con un cross in area, ma Miretti di testa riesce solo a spizzare il pallone. Nel primo tempo l’Italia tenta più volte anche la soluzione del tiro da fuori. A provarci è soprattutto Bove al 19′ e al 42′ e le sue conclusioni non finiscono lontane dai pali.
La partita di Nasti e Oristanio dura 53′. Al loro posto, Nunziata fa entrare Colombo ed Esposito. Due minuti dopo è la Lettonia a sfiorare il gol: Vapne si incarica di un calcio di punizione e colpisce il palo esterno col destro. Al 60′ c’è spazio anche per Cher N’Dour, che prende il posto di Miretti. Tra il 70′ e l’80’ l’Italia è pericolosa di testa: prima con Colombo, poi con Esposito, ma in entrambi i casi la palla sfila fuori. Anche l’assedio finale (con un tiro a botta sicura di N’Dour e un colpo di testa di Casadei) non produce risultati e alla fine a sorridere è la Lettonia che sale a quattro punti dopo la vittoria su San Marino. L’Italia tornerà in campo martedì 12 settembre per sfidare la Turchia in trasferta.
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Alla Vuelta Vingegaard svetta sul Tourmalet, Kuss resta leader

ROMA (ITALPRESS) – Jonas Vingegaard si impone con un’azione spettacolare al termine della tredicesima tappa della Vuelta a Espana, la Formigal-Col du Tourmalet, di 135 chilometri, con arrivo in salita sul passo dei Pirenei centrali francesi. Il danese della Jumbo-Visma trionfa il solitaria, secondo il compagno di squadra Sepp Kuss (statunitense) che perde soltanto 30″ e mantiene dunque la maglia rossa di leader della corsa. La compagine olandese ha dominato tutta la frazione e centra un tris sul podio con lo sloveno Primoz Roglic, giunto a 33″ dal vincitore di gioranta. Della Jumbo-Visma anche le prime tre piazze della classifica generale, occupate adesso nell’ordine da Kuss, Roglic e Vingegaard.
Tappa negativa per il belga Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step), andato in crisi sul Col d’Aubisque. Domani altra frazione di montagna con l’arrivo in quota nella Sauveterre de Bearn-Larra Belagua, di 156.5 chilometri.
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Sarà Sabalenka-Gauff la finale femminile agli Us Open

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Ha già la certezza che da lunedì prossimo sarà sul primo gradino del ranking Wta, ma Aryna Sabalenka vuole la vittoria agli Us Open, quarta e ultima prova del Grande Slam, in scena sui campi in cemento di Flushing Meadows. La bielorussa,
vincitrice agli Australian Open, ha sofferto e lottato in semifinale, fino a conquistare la vittoria in rimonta contro la statunitense Madison Keys. All’Arthur Ashe Stadium è finita 0-6, 7-6(1), 7-6(5), con una prestazione strepitosa della Keys, alla sua sesta semifinale del Grande Slam, nel primo set. La statunitense poi non è riuscita ad arrivare al match point, subendo la rimonta dell’avversaria. “È stato pazzesco. Ha giocato
in modo incredibile, schiacciando tutto, io non era in grado di fare nulla, come se non avessi alcun controllo”, ha ammesso Sabalenka a fine match. “Ho solo continuato a provare, a restare lì spingendo, e per mia fortuna, non so come sono riuscita a dare una svolta alla partita”, ha aggiunto. Sabalenka è la terza donna nell’era Open a vincere una semifinale del Grande Slam dopo aver perso il primo set 6-0. In passato ci erano riuscite Stefanie Graf, contro Arantxa Sanchez-Vicario al Roland Garros nel 1992, e Ana Ivanovic, contro Daniela Hantuchova agli Australian Open 2008. In finale la bielorussa troverà un’altra statunitense, la beniamina del pubblico di New York, Coco Gauff, che ha sconfitto
in due set Karolina Muchova in due set 6-4 7-5. La 19enne, sesta testa di serie, considerata da molti l’erede delle sorelle Williams, ha collezionato titoli a Washington, DC e Cincinnati all’inizio di questa estate, vincendo 16 delle ultime 17 partite. “Mi sono detta: abbi fiducia in te stessa in questo momento – ha spiegato Gauff a fine match – Mi sono ripetuta: andrò là fuori, mi divertirò e giocherò il tennis che so giocare. Credo davvero di avere maggiore maturità. Indipendentemente da ciò che accadrà sabato, sono davvero orgogliosa di come ho gestito le ultime
settimane”. Nella serata e nella notte italiana sono in programma le due semifinali maschili: Djokovic-Shelton e Alcaraz-Medvedev.
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Donadoni compie 60 anni: “Successi e non, ma nessun rimpianto”

ROMA (ITALPRESS) – Una carriera quasi interamente dedicata al Milan, collezionando successi a raffica e vincendo praticamente tutto ciò che era possibile vincere. Roberto Donadoni, definito da Michael Platini “il miglior giocatore italiano degli anni ’90”, ha scritto la storia. “La mia carriera è stata fatta di momenti di successo e momenti di cose che non sono andate come avrei voluto. Non ho particolari rimpianti, ho sempre accettato le cose così come sono venute”, racconta all’Italpress in un’intervista alla vigilia del suo sessantesimo compleanno. La sua carriera inizia nell’Atalanta, ma è nel 1986 che arriva il Milan, primo acquisto di Silvio Berlusconi. “Il presidente ha rappresentato, dal punto di vista della mia carriera, il personaggio più importante. Mi ha dato la possibilità di far parte di quella squadra, ho grande riconoscenza e quello che mi ha lasciato dal punto di vista professionale è unico. E’ sempre nei miei pensieri”, il suo ricordo. Con i rossoneri saranno 18 i trofei vinti prima di salutare per chiudere la carriera in Arabia Saudita. “Ho vissuto l’esperienza a fine carriera a Jeddah vincendo il campionato e la Coppa del Re. Per me, seppur breve, ha rappresentato un’esperienza importante perchè mi ha fatto vedere una realtà distante dal nostro modo di essere. Il calcio è vissuto in maniera prepotente, lo stadio è sempre pieno ed è stata una bella esperienza. Con loro avevo impostato un programma per far crescere i giovani e questa cosa, che non è andata in porto, è un pò un limite perchè avrebbero avuto modo di formare giovani calciatori. Così investono molti soldi e mi auguro che questa strada li porti a dei successi, ma probabilmente dovranno strutturarsi in maniera più completa rispetto ad ora”, ricorda. Nella sua carriera, però, un ruolo importante spetta anche alla Nazionale, prima da giocatore e poi da allenatore con qualche delusione, come il rigore sbagliato a Italia ’90 in semifinale contro l’Argentina, la finale persa ai Mondiali di Usa ’94 o l’eliminazione da Euro 2008 ai quarti, ma soprattutto un rapporto speciale con Azeglio Vicini. “Lui era una persona che definirei quasi più un padre che un allenatore, avevo un rapporto di grande affetto. La Nazionale è stata un’esperienza durata 10 anni da calciatore, alla maglia azzurra mi legano tanti ricordi” ammette. La stessa Nazionale alla quale Roberto Mancini ha detto addio scegliendo proprio l’Arabia Saudita, una decisione che “capisco benissimo. Per Mancini, come per tanti giocatori, ci sono state delle offerte importanti. Credo che tutti avrebbero fatto lo stesso. Si può discutere sui modi o sui tempi. Non mi permetto assolutamente di giudicare nessuno, anzi mi stupisco di chi, in maniera superficiale, esprime giudizi. Di fronte a certe proposte è difficile di no e sfido chiunque a farlo”, ammette Donadoni. Infine un pronostico sulla Serie A con la personalissima griglia di partenza dell’ex Milan secondo il quale “le squadre che si giocheranno lo scudetto sono Inter, Napoli, Milan e Juventus perchè, almeno sulla carta, hanno qualcosa in più. Mi auguro si aggiungano anche Atalanta, Roma e Lazio ma vedo queste squadre un gradino sopra, se non di più, sopra le altre. Mi auguro di vedere una bella lotta e che si possa godere di un bello spettacolo”, conclude.
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“I M FIPE”, al via campagna affiliazione e tesseramento 2024

ROMA (ITALPRESS) – Al via “I M FIPE, esperti della forza dal 1902”. E’ un progetto di comunicazione che parte dai valori e dai punti di forza della FIPE (Pesistica Olimpica e Paralimpica, Formazione) aggiungendo i temi di promozione e sviluppo connessi ai progetti Sthenathlon e Sthenathlon Young. “I M FIPE” crea un marchio identificativo, per “firmare” in modo coerente e coordinato la comunicazione della FIPE in termini di marketing associativo. “I M FIPE” punta sulle facce dei tecnici azzurri e delle persone della FIPE per lanciare un messaggio finalizzato al rinnovo della tessera e della affiliazione, offrendo agli associati una identità chiara e migliorando i servizi erogati. “I M FIPE” punta sul valore fondante della FIPE, che è l’allenamento della forza e l’esperienza nella formazione.
Anche quest’anno non mancano iniziative per le società e i tesserati, a cominciare da una maggiore digitalizzazione, al fine di rendere sempre più semplice e veloce l’ingresso e la fruizione del mondo FIPE.
Per le società sportive il portale Leonardo rimane un punto di riferimento, attraverso il quale le società potranno dare seguito alle procedure di riaffiliazione e di tesseramento dei propri atleti (agonisti o non agonisti).
Per i dirigenti federali (centrali e periferici), gli insegnanti tecnici e gli ufficiali di gara “MY FIPE” è il portale di accesso di riferimento per il tesseramento, attraverso il quale potranno trovare tutte le informazioni relative alle loro attività, vantaggi e convenzioni.
“La campagna tesseramento FIPE 2024 è totalmente incentrata sul senso di appartenenza che noi sentiamo essere il punto cruciale del nostro percorso. La Federazione Italiana Pesistica, nella sua lunghissima storia, è senza ombra di dubbio il punto di riferimento della Forza dal 1902; abbiamo formato tecnici, atleti, che si sono affidati alla nostra professionalità, consapevoli di rapportarsi con gli ‘esperti della Forzà in ogni sua accezione”, ha detto Antonio Urso, presidente FIPE.
“E’ una fiducia che parte da una condivisione, che noi sentiamo e che vogliamo ogni anno rafforzare e consolidare. ‘I’m Fipè dice il nostro slogan: io sono la FIPE, tutti noi siamo la FIPE, con un senso di squadra che ci accompagna costantemente, negli uffici federali come in palestra, e che ci supporta nel nostro percorso di sviluppo continuo e pulito della nostra disciplina”, ha aggiunto il numero uno della Federazione Italiana Pesistica.
– foto Ufficio Stampa FIPE –
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Malagò “Egonu? Testa al preolimpico, poi si farà una riflessione”

ROMA (ITALPRESS) – “Io sono dalla parte del presidente Manfredi. Tra pochi giorni inizia il torneo preolimpico, ora concentriamoci su questo e finito quello penso che, anche coinvolgendo il Comitato olimpico, una riflessione andrà fatta sia in un senso sia nell’altro”. Così Giovanni Malagò, presidente del Coni, parla della vicenda Egonu-Mazzanti a margine della presentazione dello speed climbing european qualifier che si terrà il 15 settembre prossimo nella Grand Stand del parco del Foro Italico. Poi sul risultato della squadra Malagò sottolinea come “ci auspicavamo andasse in finale, lì può succedere di tutto. Penso che Turchia e Serbia, insieme agli Usa, siano le squadre più forti al mondo e chi l’ha vista sa che, prima di un paio di palloni che non sono andati a terra, l’Italia era a un passo dalla vittoria”. Per quanto riguarda invece la rinuncia di Sinner alla Coppa Davis, “non ho parlato con Jannik, da quello che mi risulta avrebbe voluto partecipare. Ci dispiace perchè mancherà, oltre a Berrettini infortunato, ma la squadra mi sembra comunque competitiva”. Infine, sull’Italbasket, Malagò sottolinea: “Ha fatto un grandissimo mondiale, siamo tra le prime otto al mondo e forse anche qualcosa di più. Ho parlato con il presidente Petrucci e gli ho fatto i complimenti. Si sapeva che giocare un quarto con gli Stati Uniti, nonostante la sconfitta con la Lituania, era proibitivo, poi la sconfitta di tanti punti è figlia forse anche del fatto che erano particolarmente concentrati per l’incidente di percorso della sfida precedente. Abbiamo visto che noi abbiamo battuto la Serbia, la Lituania ha superato gli Usa, la Serbia ha poi vinto largo con la Lituania e noi che perdiamo di tanto con gli Usa – ha aggiunto – Questo significa che anche in questo sport non ci sono cose scontate. Se avessero detto che i due pass olimpici europei li avessero presi Germania e Serbia con Francia e Spagna uscite subito, non so chi avrebbe fatto questa previsione”.
– foto LivePhotoSport –
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Bagnaia a Misano dopo l’ok dei medici: “Sono stato fortunato”

MISANO ADRIATICO (ITALPRESS) – Lo aveva detto, voleva fortemente esserci e ci sarà. Domani Francesco Bagnaia prenderà parte alle libere del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini e, a tornare con la mente allo spettacolare incidente di domenica a Montmelò, sembra un miracolo. Il pilota di Chivasso è stato sottoposto ad un controllo medico una volta arrivato sul circuito di Misano e l’esito è stato positivo, visto che ha ottenuto il
benestare dei dottori. “Sto abbastanza bene, è stato un tour de force, abbiamo fatto un lavoro incredibile in questi giorni – ha raccontato il campione del mondo della Ducati ai microfoni di Sky Sport -. Ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato in questo periodo è difficile, ma lo farò. Sono molto fortunato da tutti i punti di vista, sono seguito da persone fantastiche e mi sento abbastanza bene, devo ringraziare in primis Alpinestars perchè mi hanno salvato in una situazione molto complicata e ora sono qui per provare a correre”. Vuole esserci e il grande risultato è che, nonostante tutto, domani sarà al via per le libere. L’incidente di domenica scorsa non si può cancellare dalla mente, ma Bagnaia non ha avuto difficoltà a rivivere quei momenti.
“Ho rivisto le immagini, non sono molto impressionabile come persona almeno su me stesso, sugli altri sì, ma non su di me, e quindi ho voluto riguardarle il prima possibile – spiega Pecco -. E’ stato un bel botto, in Ducati non si vedeva da molto tempo quanto accaduto, ho fatto un volo di diversi metri e ho avuto la fortuna che sono stati tutti molto bravi a cercare di schivarmi, mancavano cinque piloti perchè sfortunatamente Bastianini è caduto alla prima curva, è stata una sfortuna per lui e una fortuna per me, mi è andata bene”. Una frase che ripete più volte Pecco, la sente sua, sa che è così perchè quei momenti li ha ben chiari in mente. “Ho fatto in tempo a sentire che stava esplodendo l’airbag prima di finire a terra, questo mi è rimasto impresso, il volo è durato molto, poi ho visto tutte le moto passare, speravo non mi prendessero, Binder ha fatto il possibile per evitarmi e per fortuna mi ha preso nel punto migliore in cui mi potesse prendere – continua Bagnaia -. Ho avuto molta fortuna e devo dire grazie ad Alpinestars che da anni sta portando avanti un programma di protezione su gambe e spalle, sono fantastici e gli devo tanto”. A dargli forza, oltre alla grande voglia di essere presente al “Gp di casa”, “l’affetto della gente che mi ha lasciato a bocca aperta”. Il pensiero, anche subito dopo l’incredibile volo e il rischio vissuto, è stato quello di tornare in pista. “Il primo pensiero in ambulanza era cercare di riprendere la corsa, è bello che sia così perchè la voglia di tornare in moto è la benzina più potente che c’è per noi piloti”. Una voglia che mette da parte ogni pensiero. “Avere studiato la dinamica e sapere che c’è un motivo aiuta – dice rimanendo sul tema incidente -. Abbiamo analizzato le nostre cose, le gomme le analizza la Michelin, la temperatura delle gomme era ok, a livello elettronico, meccanico e di guida non ci sono stati problemi, vediamo quali saranno le risposte”. Intanto di sicuro ci sarà “da stringere molto forte i denti in questo weekend. Non sono al massimo, ma ci proviamo, è già successo due anni fa qui, quando arrivai dopo 20 giorni con una frattura alla tibia, è successo anche a Jerez dopo l’infortunio alla spalla, ci riproviamo”.
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Barella “Spalletti ha grandi idee, ora serve carattere”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Ogni mister ha le sue caratteristiche e cerca di sfruttare quelle dei giocatori che ha a disposizione. Spalletti ci ha dato grandissime idee, ora sta a noi metterle in pratica in campo. Se fosse un vino questa Nazionale sarebbe un Brunello visto che è un vino toscano. Dobbiamo essere ‘elegantì ma anche avere un carattere come il Brunello”. Lo ha detto il centrocampista azzurro, Nicolò Barella, dal ritiro di Coverciano dove la Nazionale sta preparando la sfida in programma sabato a Skopje contro la Macedonia del Nord. “Spalletti e Mancini interpretano il lavoro in modo diverso – ha aggiunto -. Di Spalletti salta subito all’occhio la schiettezza, è stato subito onesto, mi ha criticato in quello che mi doveva criticare e mi ha fatto i complimenti per altre cose. Le dimissioni di Mancini? Non posso che ringraziarlo perchè è stato uno dei primi a credere in me fin dai tempi di Cagliari, abbiamo una cosa che ci legherà per sempre, aver vinto l’Europeo, giocando un calcio che non si vedeva da tempo in Italia. Ora c’è un nuovo tecnico, un allenatore altrettanto bravo”. E c’è da cominciare subito a fare risultati. Detto che per lui “è sempre un grandissimo onore e un’emozione venire a Coverciano ed essere convocati in Nazionale”, Barella è consapevole che “contro la Macedonia sarà una partita difficile, li abbiamo già incontrati purtroppo in una partita che resta un brutto ricordo, però c’è un nuovo corso e un nuovo inizio e abbiamo bisogno di vincere subito, trovare fiducia e nuovi stimoli”. Il centrocampista azzurro è l’unico italiano nella lista dei candidati per il Pallone d’Oro. “Devo ringraziare i miei compagni, il mister e tutta l’Inter perchè l’anno scorso è stata una bellissima stagione anche se non si è conclusa con la vittoria della Champions League. Sono orgoglioso di rappresentare l’Italia in questa lista, ringrazio tutti quelli che mi hanno permesso di tornare ad esserci per il secondo anno negli ultimi tre”, ha aggiunto il nazionale azzurro.
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