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Lega Serie B in campo nella lotta contro la violenza sulle donne

ROMA (ITALPRESS) – La Lega Serie B renderà permanente il suo impegno nella lotta contro la violenza sulle donne. In seguito ai tantissimi episodi che quotidianamente affollano le cronache, ma anche dopo il buon riscontro dell’opinione pubblica che ha apprezzato le iniziative di informazione e sensibilizzazione realizzate nelle scorse stagioni, e che hanno trovato nel loro cammino partner prestigiosi e istituzionali, il presidente Mauro Balata ha deciso di ampliare le diverse azioni per tutto l’arco del campionato, in modo da dare il massimo contributo alla lotta verso un reato odioso e purtroppo difficile da arginare. Dalla 2^ giornata di campionato dunque il via alle iniziative, che vedranno un continuo aggiornamento e incremento nel corso dell’anno anche sui campi della Serie BKT. “Proseguiamo e anzi intensifichiamo il lavoro iniziato nelle scorse stagioni su un fronte, quello della violenza verso le donne, che colpisce fortemente le nostre coscienze – sottolinea Balata -. Come ho spesso ripetuto siamo di fronte a un’emergenza sociale e il nostro sport, che accomuna milioni di tifosi, deve essere testimone e motore del cambiamento della nostra società”. A fianco della Lega B, come sempre, il Servizio analisi criminale, ufficio interforze del Dipartimento della Pubblica sicurezza, diretto da Stefano Delfini, che cura l’analisi di questo grave fenomeno criminale: “Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e le Forze di polizia sono in prima linea per prevenire e contrastare la violenza di genere curando la formazione multidisciplinare degli operatori – ha evidenziato Delfini – ma anche collaborando a iniziative di informazione e sensibilizzazione sul tema come l’importante campagna contro la violenza sulle donne messa in campo dalla Lega Serie B”. Pallone rosso, testimonial, video messaggi, led, campagne social, cerimoniali pre gara erano state solo alcune delle azioni realizzate dalla Lega B e portate avanti dai club associati durante lo scorso campionato.
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A Vicenza i Mondiali di pattinaggio corsa, in gara 600 atleti

VICENZA (ITALPRESS) – Dopo 55 anni esatti la provincia di Vicenza torna ad ospitare i Campionati del Mondo di Pattinaggio Corsa femminile e maschile. La massima competizione dedicata alla disciplina della velocità su rotelle andrà in scena da sabato 26 agosto a domenica 3 settembre. La macchina organizzativa, messa a punto dal Comitato Locale “Mondiali Pattinaggio Corsa 2023” e sostenuta dai Comuni di Montecchio Maggiore e di Vicenza e dalla Regione Veneto, è pronta al grande evento rotellistico, realizzato sotto l’egida di World Skate, Coni, e della Federazione Italiana Sport Rotellistici che ha puntato su un territorio che vanta eccellenze impiantistiche, organizzative e ricettive, oltre che una consolidata tradizione in ambito sport a rotelle. Gli occhi di tutto il mondo saranno infatti puntati sulla provincia di Vicenza che, ad un’incredibile varietà di spazi e panorami, affianca il suo patrimonio storico, culturale ed enogastronomico. Caratteristiche che rappresentano un valore aggiunto per il Campionato del Mondo. Elementi che saranno capaci di accrescere il grande impatto emozionale e mediatico dell’evento sportivo, con un importante indotto turistico e ricettivo e immediate e positive ricadute su diverse altre categorie di operatori economici. “A più di 50 anni dal primo storico mondiale, la nostra città torna a essere la capitale internazionale del pattinaggio di velocità – ha dichiarato il sindaco di Montecchio Maggiore, Gianfranco Trapula – In questi giorni stiamo accogliendo centinaia di atleti e migliaia di visitatori da tutto il mondo che potranno scoprire le bellezze di Montecchio Maggiore”. Sarà una grande festa dello sport e dell’intrattenimento, con una copertura mediatica mondiale. Un grande evento internazionale, con un’attenzione particolare alla piena sostenibilità, l’inclusione più ampia ed il rispetto dell’equità e dell’uguaglianza, prevedendo, tra l’altro, la presenza dei team dei paesi più disagiati, altrimenti impossibilitati a prendere parte alla manifestazione. “Un evento che ha raggiunto gli obiettivi prefissati – ha sottolineato Antonio Grotto, presidente del Comitato Organizzatore – con 49 nazioni presenti in rappresentanza dei 5 continenti, 600 atleti che si affronteranno nelle 7 giornate effettive di gara, ed oltre 300 accreditati tra tecnici, dirigenti, staff e media”. Dopo gli ultimi mondiali in casa, ad Ascoli nel 2012, tornano in Italia i Campionati del mondo pattinaggio corsa Femminile e Maschile Montecchio Maggiore/Vicenza 2023, che saranno il miglior biglietto da visita per i World Skate Games 2024, i campionati di tutte le discipline rotellistiche che l’Italia si appresta ad organizzare il prossimo anno. Al successo sportivo dell’evento contribuirà l’apporto fondamentale della squadra azzurra che, tra le mura amiche, confida di migliorare il già brillante risultato di 11 medaglie (1 oro, 9 argenti ed 1 bronzo), conquistate nell’ultima edizione dei Campionati argentini dello scorso anno. Gli attori principali sono evidentemente i migliori e più promettenti atleti del mondo del Pattinaggio Corsa italiano nelle categorie junior e senior, femmine e maschi. Team azzurro tra i più forti in Europa e nel mondo. Di seguito i 34 convocati dal Commissario Tecnico Massimiliano Presti. Senior donne pista/strada: Ilaria Carrer, Melissa Gatti, Veronica Luciani, Edda Paluzzi, Sofia Saronni, Asja Varani, Luisa Woolaway, Laura Lorenzato, Alice Marletti. Senior uomini pista/strada: Giuseppe Bramante, Alessio Clementoni, Gabriele Cannoni, Andrea Cremaschi, Vincenzo Maiorca, Duccio Marsili, Alessio Piergigli. Junior donne pista/strada: Paola Sofi Chiumento, Elena Lampitelli, Siria Montico, Giulia Presti, Alice Sorcionovo, Julia Bedon, Matilde Biondi. Junior uomini pista/strada: Riccardo Ceola, Leonardo De Angelis, Leonardo Bossi, Manuel Ghiotto, Davide Menegaldo, Cristian Scassellati, Alessio Mannai, Fabio Monchiero. Maratona femminile: Irene Paganelli. Maratona maschile: Fabio Francolini, Leopoldo La Rosa.
– foto ufficio stampa Fisr –
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Italiano “Contro il Rapid Vienna una sfida molto importante”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Dobbiamo ripartire da zero, archiviare quello che è successo lo scorso anno e pensare che ci sarà da battagliare. Ci attende una sfida importante, che si gioca in 180 minuti, forse anche di più, contro una squadra che nel turno precedente è riuscita a vincere fuori casa per 5-0 e che ha fatto molte più partite di noi. Quindi, sotto l’aspetto fisico, sono forse più avanti di noi, però ce la giocheremo, come abbiamo fatto l’anno scorso contro il Twente. Quello è stato un play-off difficile ma sono convinto che lo sarà anche quello di domani”. Lo ha detto il tecnico della Fiorentina, Vincenzo Italiano, alla vigilia della sfida fra il Rapid Vienna e il team viola in programma domani sera all’Allianz Stadion di Vienna, valida come andata dei play-off di Conference League. “Abbiamo visto lo stadio, domani sarà gremito, siamo abituati a queste bolgie e questi campi caldi che spingono dal primo all’ultimo minuto quindi da questo punto di vista, visto quanto passata l’anno scorso, non ci faremo intimorire”, ha aggiunto Italiano.
“In campo dovremmo far vedere le nostre qualità, abbiamo studiato gli avversari in questi quindici giorni, i loro pregi ed i nostri difetti, e cercheremo di fare del nostro meglio”, ha detto ancora il tecnico del team viola, che ha anche paragonato il neo acquisto Lucas Beltran all’ex giocatore gigliato Ciccio Baiano. “E’ arrivato con grande entusiasmo, si vede che ha sposato questo nuovo progetto, è sempre sorridente. E’ ancora un pò timido, deve prendere confidenza coi compagni e con il nostro modo di interpretare il calcio ma le sue caratteristiche sono quelle di un calciatore che nei 20, 25 metri finali può far male”, ha concluso Italiano.
– foto LivePhotoSport –
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Mondiali di ritmica, doppio argento per Sofia Raffaelli

VALENCIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Sofia Raffaeli argento al cerchio e alla palla ai Mondiali di ginnastica ritmica a Valencia. Nel primo attrezzo, l’azzurra è stata preceduta dalla tedesca Darja Varfolomeev, oro. Bronzo, invece, per l’ungherese Fanni Pigniczki. Per la tedesca il punteggio finale che le ha consentito di vincere l’oro è stato di 35.750. Poco meno, 35.250 per l’azzurra Raffaeli, mentre più staccata l’ungherese con 34.050.

Nel secondo attrezzo, a distanza di pochi minuti dal primo, l’azzurra ha chiuso con 35.200 dietro alla tedesca Darja Varfolomeev (35.800), bronzo alla bulgara Stiliana Nikolova (35.150). Si tratta del 51esimo podio mondiale per la Federginnastica.

– foto ufficio stampa Federginnastica –
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Pagina storica in B: 3 squadre in campo con 11 italiani

MILANO (ITALPRESS) – Una pagina di storia è stata scritta nella prima giornata della serie B 2023-24. Come non accadeva da tempo – con l’eccezione del Piacenza negli anni Novanta – tre squadre sono scese in campo dal primo minuto con soli giocatori italiani: si tratta di Cosenza, Sudtirol e Feralpisalò, con le ultime due che avevano tutti italiani anche per quanto riguarda i calciatori a disposizione in panchina. E infatti, mentre nella sfida di Cosenza, in corso d’opera, è entrato in campo il trequartista polacco Praszelik, nelle sfide di Parma e Bolzano le due formazioni sono rimaste per tutta la durata della partita composte da calciatori italiani, anche dopo gli ingressi delle cinque riserve. Casi rari che nella 92esima edizione della Serie B, possono diventare una consuetudine.
Ma non è tutto. La Feralipisalò ha stupito tutti mandando in campo il primo 2007 della storia del calcio professionistico, Briajan Gjyla, attaccante di cui si dice un gran bene, e che al minuto 85′ della sfida con il Parma ha preso il posto del veterano Bruno Martella. Gjyla è nato ad Iseo, comune in Provincia di Brescia, da genitori albanesi e ha la doppia nazionalità. La fucina dei giovani della Feralpisalò non si ferma qui. Nella distinta della sfida d’esordio in Serie BKT sono risultati in lista ben 13 Under 25 su 23 atleti, di cui otto in campo al termine dei 90 minuti più recupero. Quattro di questi sono partiti titolari, il portiere Pizzignacco (classe 2001), il terzino destro Bergonzi (2001), l’italo-rumeno Hergheligiu classe (1999) e l’esterno d’attacco Compagnon (2001). Più i subentrati. Il già citato Gjyla, l’attaccante Felici del 2001, il terzino destro classe 2000 Gabriele Ferrarini e il terzino sinistro classe 2003 figlio d’arte Mattia Tonetto. Nella prima giornata dalla nuova Serie BKT hanno esordito due ragazzi italiani del 2005, il centrocampista Raphael Kofler del Sùdtirol e la punta dello Spezia Francesco Esposito. Ma anche quattro ragazzi del 2004, Crespi e Cimino del Cosenza, Favasuli e Raimondo della Ternana. E ben sette ragazzi del 2003: Zuccon e Fontanarosa entrambi del Cosenza, Di Stefano della Ternana (che è andato anche in gol), Veroli del Catanzaro, Vergara e Pieragnolo della Reggiana e Ghilardi della Sampdoria. Complessivamente nella prima giornata della Serie BKT 2023-2024 hanno esordito 46 Under 25, di cui 31 italiani. Le squadra che ne hanno schierati di più in assoluto sono, ovviamente le citate Feralpisalò e Sùdtirol con 5, seguite da Cosenza e Reggiana con 4, Ternana con 3, Ascoli, Cremonese, Cittadella, Spezia con 2 e Sampdoria con 1. Questo nuovo approccio dei club di Serie BKT non è casuale, ma è specchio di un nuovo regolamento voluto fortemente dal management della Lega. Infatti, da quest’anno è in vigore un regolamento che premia anche economicamente le società che valorizzano i giovani. Da quest’anno vengono distribuiti contributi solo ai club che manderanno in campo giovani italiani Under 21 e Under 23. La Serie BKT 2023/2024 ha cambiato le regole sul minutaggio per valorizzare e incentivare l’utilizzo dei giovani italiani. Fino alla scorsa stagione, circa il 30% dell’intera cifra che veniva distribuita ai club, ovvero circa 45-50 milioni di euro, considerava una distribuzione dettata anche dall’utilizzo di Under italiani e in minor parte di quelli stranieri. Dal primo luglio non è più così: vengono infatti elargiti contributi solo a chi utilizza calciatori italiani, con una differenza tra gli Under 21 (aumenterà la cifra) e Under 23 (in diminuzione in futuro). Dal 2024-2025 poi i contributi per quest’ultimi scompariranno in modo da premiare sempre più l’utilizzo di giovani, abbassandone l’età per far sì che la Serie BKT diventi un vero e proprio serbatoio non solo per i club di Serie A, ma anche per la Nazionale.
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Vasseur “Ripartire da quanto fatto di positivo in Belgio”

MARANELLO (MODENA) (ITALPRESS) – “Abbiamo ricaricato le batterie e siamo pronti ad affrontare la seconda parte della stagione. Vogliamo ripartire da quanto di positivo si è visto in Belgio, ovvero un ottimo lavoro di preparazione e una buona esecuzione in gara sia a livello di strategie che di passo, di gestione gomme e di pitstop: fattori che, messi tutti insieme, ci hanno permesso di raccogliere un podio meritato con Charles”. E’ questo l’auspicio di Frederic Vasseur, team principal della Ferrari, in vista dell’appuntamento di Zandvoort che segna il ritorno in pista della Formula Uno dopo la sosta estiva. “Saremo come sempre focalizzati su noi stessi ben sapendo che su una pista corta come Zandvoort i valori alle spalle della Red Bull saranno ancora più ravvicinati rispetto a Spa-Francorchamps – aggiunge – La qualifica in Olanda è particolarmente importante e le prime dieci posizioni della griglia di partenza probabilmente si decideranno sul filo dei millesimi. Faremo il massimo per curare ogni dettaglio e mettere Charles e Carlos in condizione di sfruttare al massimo la loro SF-23. Ci attende un weekend molto intenso”. In Olanda farà il proprio debutto stagionale alla guida della SF-23 Robert Shwartzman: il reserve driver della scuderia salirà sulla vettura di Carlos Sainz nella prima sessione del venerdì come previsto dal regolamento, che vuole che in almeno una occasione ciascuno dei piloti titolari ceda il posto a un giovane. Shwartzman lo scorso anno salì sulla F1-75 in occasione delle prove libere ad Austin (Gran Premio degli Stati Uniti) e a Yas Marina (Gp di Abu Dhabi).
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Gravina “Mancini? Ci sono rimasto male. Spalletti l’uomo giusto”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono amareggiato. Ci sono rimasto male. Non porto rancore, ma i tempi di questo divorzio mi lasciano perplesso”. Gabriele Gravina, intervistato dal “Corriere della Sera”, parla per la prima volta del divorzio improvviso da Roberto Mancini, che lo scorso 13 agosto ha rassegnato le dimissioni da ct. “Roberto non mi ha mai detto che voleva andarsene. E’ stato un fulmine a ciel sereno. Ho sentito parlare di dimissioni per la prima volta dalla moglie, Silvia Fortini, che è il suo avvocato, il giorno prima che arrivasse negli uffici della Federcalcio una pec formale. Considerati i rapporti personali avrei apprezzato di più se Mancini mi avesse espresso la sua volontà guardandomi negli occhi”. Gravina è deluso: “Continuo a chiedermi perchè Mancini abbia detto certe cose. E mi chiedo se le ha dette per davvero, perchè sa benissimo che la realtà è il contrario esatto di quanto ha dichiarato. Tutti e tre, io, Roberto e Silvia, sappiamo cosa è successo veramente”. La fiducia, assicura il presidente Figc, “era totale e l’ho dimostrata con i comportamenti. A Palermo, dopo la sconfitta con la Macedonia che ci è costata il Mondiale in Qatar, sono andato in conferenza con lui. Ho messo la mia faccia per difendere la sua. Se non avessi avuto fiducia lo avrei messo sotto contratto sino al 2026? E lo avrei promosso coordinatore dell’Under 21 e Under 20?”. Anche la questione dello staff rivoluzionato non lo convince: “Solo Evani, che non ha accettato un altro ruolo, era uscito. E abbiamo rafforzato il gruppo con Barzagli e Gagliardi indicati da lui”. Quelle dell’ormai ex ct azzurro “sono state dichiarazioni sconfortanti, inappropriate e offensive nei miei confronti. Non rinnego il rapporto di amicizia con Roberto, che ha sempre dimostrato stile. Spero riveda la sua posizione. Anzi, vado oltre e vi dico: chiamatelo perchè non posso credere che si sia espresso così. Le motivazioni di Mancini sono deboli e superficiali. E se andasse in Arabia sarà lui a spiegare le ragioni della sua scelta”. Ma Mancini è ormai il passato, la Figc ha deciso di puntare su Spalletti “perchè ha vinto lo scudetto facendo emozionare Napoli e tutti quelli che amano il calcio, è una guida forte e sicura, ha esperienza e un gioco brillante. Ma soprattutto perchè, già alla prima telefonata, ha mostrato un entusiasmo contagioso. E’ un tecnico all’avanguardia, che lavora sempre per migliorarsi. L’uomo giusto al posto giusto. Il primo nome a cui ho pensato. Una scelta romantica e ponderata, perfetto per ciò che abbiamo in testa: portare avanti il rinnovamento puntando sui giovani. La clausola? I nostri avvocati mi hanno rassicurato: potevamo parlare con lui, il resto è una questione tra Luciano e il suo vecchio club”. E a questo proposito, Gravina rivela: “Con De Laurentiis ci siamo sentiti. Ma non mi aspettavo niente di diverso da quanto è successo. Altre cose, invece, non mi aspettavo. Che De Laurentiis parlasse del contratto di Mancini. Un contratto che non conosce. Mi è sembrata una invasione di campo. Certe dichiarazioni mi sono sembrate inopportune come quando ha detto che se volevamo Spalletti avremmo dovuto pagare…Luciano stesso mi ha subito detto che la clausola è un problema tra lui e il Napoli. E la Figc non ha mai pensato di subentrare”.
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Tamberi oro mondiale nel salto in alto

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BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Gianmarco Tamberi è medaglia d’oro al termine della finale del salto in alto maschile dei Mondiali di atletica, in corso a Budapest. Il 31enne marchigiano, delle Fiamme Oro, campione olimpico a Tokyo2020, ha sbagliato una volta a 2.25, misura superata al secondo tentativo. Poi ha passato alla prima prova i 2.29, i 2.33 e i 2.36 (miglior salto dell’anno). La stessa misura è stata poi superata al secondo tentativo dallo statunitense JuVaughn Harrison. Tre errori a 2.36 per l’amico di Tamberi, ovvero Mutaz Essa Barshim (Qatar), che ha condiviso l’oro di Tokyo con l’azzurro. Per lui medaglia di bronzo. Tamberi ed Harrison si sono poi giocati il primo e il secondo posto del podio a 2.38. Tre errori per lo statunitense. Quindi oro per Tamberi, che ha commesso due errori. L’italiano ha vinto in virtù del miglior salto a 2.36. Poi l’azzurro ha provato vanamente la misura di 2.40. A ruota è partita la festa per il marchigiano. E’ campione di tutto: per lui titolo olimpico, oro europeo e ora quello iridato. Bello il tuffo nella riviera dei 3000 siepi, fatto assieme al marocchino Soufiane El Bakkali, per celebrare le rispettive medaglie d’oro (nell’alto dell’azzurro e nelle siepi dell’africano). E’ la terza medaglia per gli italiani a Budapest, dopo l’argento di Fabbri nel getto del peso e il bronzo di Palmisano nei 20 km di marcia.
“E’ pazzesco. E’ una cosa unica. Mi sento ripagato di tutti i sacrifici fatti. La sensazione di stasera non la posso descrivere. Battere tutti questi campioni è una cosa pazzesca. Avevo fatto un grande riscaldamento e sapevo che dovevo restare concentrato per non ‘distruggermi’ da solo”, ha detto l’azzurra a fine gara. “Ha funzionato la mia tattica e il mio modo di approcciare la gara. Dopo dodici anni il cambio di coach è avvenuto perchè le cose non funzionavano più. Ma sono qui anche per tutto quello che mi ha insegnato mio padre. Poi, devo ringraziare il mio nuovo team per come mi ha accompagnato in questo percorso verso questa medaglia che mi mancava tanto. “Non ci parliamo da tempo io e mio papà ma questa medaglia è anche sua e per lui”, ha concluso Gimbo Tamberi.
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