NOGARO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Seconda vittoria consecutiva per Jasper Philipsen: il corridore belga della Alpecin-Deceuninck ha beffato in volata l’australiano Caleb Ewan (Lotto Dstny) e il connazionale Phil Bauhaus (Bahrain-Victorious) nella quarta tappa del 110° Tour de France, la Dax-Nogaro di 182 chilometri. E’ stata una frazione interlocutoria dedicata ai velocisti, è successo davvero poco. Da segnalare l’unica fuga di giornata partita a circa 80 chilometri con Benoit Cosnefroy (AG2R-Citroen) e Anthony Delaplace (Arkea-Samsic): i due sono stati ripresi dal gruppo a 20 chilometri dal traguardo. Volata complicata nel gruppo, negli ultimi due chilometri ci sono state ben tre cadute per prendere le posizioni migliori. Domani tappa di montagna sui Pirenei, la Pau-Laruns di 162,7 chilometri.
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Philipsen concede il bis al Tour, Adam Yates resta leader
Stevanato “Riforma sport epocale ma aumenteranno oneri”
ROMA (ITALPRESS) – La riforma dello sport “si candida ad essere epocale, perchè trascina una serie di effetti di vera e propria emersione, regolarizzazione, con oneri fiscali e contributivi che prima erano molto ridotti, quasi inesistenti. Indubbiamente aumenteranno i costi per le realtà del mondo dilettantistico. Le piccole e piccolissime realtà vivranno un momento di stacco e presa di coscienza, e dovranno affrontare un percorso di valutazione economica”. Lo ha evidenziato l’avvocato Luca Stevanato, presidente EbiSport, nel corso di un’intervista a Italpress, parlando di riforma dello sport e CCNL. Fulcro del dibattito sulla riforma, il tema della sostenibilità “sempre centrale nella valutazione del contratto collettivo. – ha detto ancora Stevanato – Stiamo parlando di micro realtà, spesso piccolissime, che si troveranno di fronte non solo alla necessità di onorare imposte, carichi contributivi, assicurativi, ma che avranno sicuramente una grande difficoltà dal punto di vista degli oneri per gli adempimenti, rispetto al regime precedente di sostanziale deregolamentazione. Sicuramente molti professionisti dovranno dotarsi di strumenti idonei, e tutto ciò impatterà sull’utenza. Speriamo che siano il meno possibile, ma dei dubbi sulla sostenibilità ci sono”.
Una riforma che, secondo Mirco Ceotto, segretario nazionale Fisascat Cisl, “non ci soddisfa del tutto, però farà emergere tante persone che non sapevamo lavorassero nel mondo dello sport, e questo è sicuramente un aspetto positivo. Non ho molta fiducia perchè i primi segnali sono di spostamento dal lavoro dipendente al lavoro autonomo, ma non dispero. Stiamo ragionando per dare un pò di fiato alla contrattazione in tutto il sistema del lavoro sportivo”. Sarebbe utile, ha concluso Ceotto, “modificare la norma inserendo qualcosa che dia spazio alla contrattazione, in modo da colmare i vuoti della riforma. Stabilire, dunque, sulle figure professionali le varie mansioni. Una cosa che ci aiuterebbe molto a trovare una sintesi tra i diritti dei lavoratori e la sostenibilità delle Asd”.
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Lega Pro e Bosch Tec insieme col progetto “Terzo Tempo”
MILANO (ITALPRESS) – Si chiama “Terzo tempo” ed è il programma di formazione professionale presentato dalla Lega Pro in collaborazione con Bosch Tec, dedicato ai club di Serie C e ai loro calciatori. Perchè il calcio non è soltanto quello delle decine di milioni di euro offerti in questo calciomercato ai campioni per andare a giocare in Arabia Saudita, ma è anche (e soprattutto) quello che coinvolge centinaia di calciatori che non vivono sotto i riflettori, e che dopo un’intera carriera in Lega Pro (dove, naturalmente, girano cifre decisamente inferiori) si trovano ad affrontare il terzo tempo della loro vita, magari lontano da un campo di calcio e con davanti un futuro che spesso può fare paura: “Si tratta di un progetto di formazione e orientamento che possa permettere ai calciatori, al termine della propria esperienza calcistica, di intraprendere un lavoro – spiega Roberto Zecchino, Deputy General Manager & Corporate Vice Presidente Human Resources Bosch Group -, un allenamento al futuro durante la parte sportiva in collaborazione con tutti i club, che sono convinto risponderanno in maniera positiva”.
“La maggior parte dei calciatori di Lega Pro avranno una carriera con una sostenibilità economica che va aiutata, un progetto di politica attiva che vuole essere un esempio di come ci si possa allenare durante il periodo agonistico per poi pensare a un post carriera diverso”, ha aggiunto Zecchino. Il servizio, completamente gratuito, a partire dal prossimo ottobre mirerà a formare la figura di tecnico delle vendite, attraverso un percorso formativo di 20 lezioni e 40 ore complessive (in presenza e da remoto), approfondendo tematiche come l’analisi della concorrenza, Sales & Marketing, la comunicazione e il public speaking, per dare la possibilità di iniziare una nuova carriera al termine di quella sul campo, potendo contare su skills già affrontate da calciatori, come la gestione dello stress, l’interazione e il lavoro in gruppo. Con la collaborazione di Manpower Group e dello studio legale LabLaw, i calciatori avranno così la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro senza trovarsi di fronte quel baratro di incertezza che spesso caratterizza il fine carriera.
Un’iniziativa fortemente sostenuta dalla Lega Pro, un realtà importante che coinvolge 60 città, 18 regioni su 20 e una platea di oltre quattro milioni di tifosi, e che nell’ultima stagione ha dato dimostrazione di avere un seguito importante: “L’ultimo mese è stato pieno di emozioni, fino a una finale tra Lecco e Foggia per certi versi imprevista – ha detto Matteo Marani, presidente della Lega Pro -. Nella fase finale abbiamo avuto stadi esauriti quasi ovunque, oltre il 10% di share in televisione sfondando il muro del milione e 100 mila telespettatori, un record nella storia della Lega Pro. Per quanto riguarda questa iniziativa credo si tratti di una questione sociale per i ragazzi che oggi fanno la Serie C e che non avranno una carriera molto remunerativa. Per loro c’è il dovere di pensare alla loro formazione per far sì che abbiano strumenti maggiori”. In attesa di conoscere i verdetti a proposito dei ripescaggi per il prossimo campionato, la novità per il prossimo anno sarà l’Atalanta che, dopo la Juventus, ha deciso di portare avanti il progetto della seconda squadra da iscrivere al campionato di Lega Pro.
“Da parte nostra c’è sempre stata la massima disponibilità – ha spiegato Marani -, perchè mai come oggi è di grande attualità il tema dei settori giovanili e dell’impegno che ci dobbiamo assumere rispetto al movimento azzurro e ai ragazzi. Anche nel futuro la Lega Pro potrà rappresentare un laboratorio per il nostro calcio, e come tale credo sia giusto che le altre componenti del calcio si ricordino di quanto è importante la Lega Pro, e che ogni mattina si appuntino quanto è importante per tutto il sistema”.
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L’ultimo saluto a D’Amico, Abodi “Persona fantastica”
ROMA (ITALPRESS) – L’ultimo saluto a Vincenzo D’Amico, campione d’Italia con la Lazio nella stagione 1973/74, è arrivato quest’oggi nella chiesa Gran Madre di Dio dove si sono svolti i funerali della bandiera laziale. Tanti i volti noti presenti, a partire da Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani: “Difficile avere solo un ricordo, di Vincenzo ne hai mille e tutti con il sorriso – ha detto -. Non l’ho visto intristito, anche quando ne avrebbe avuto motivo. Quello che mi porterò nel tempo è il sorriso fuori e dentro. Una persona fantastica”. Il legame tra Abodi e D’Amico era forte: “In qualsiasi momento, anche quando non ci sentivamo per un pò, c’erano sempre sintonia, stima e l’amicizia. Aveva il sorriso nell’anima. Ha apprezzato la vita anche nei momenti di difficoltà, con un’umanità mai cambiata nel tempo”, ha concluso Abodi. Non lo conosceva bene, Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio, ma sa cosa ha rappresentato D’Amico per i colori biancocelesti: “Ho chiesto a Maurizio Manzini come fosse Vincenzo e lui mi ha detto di non averlo mai visto una volta serio. Era un uomo scherzoso, ma in campo si faceva rispettare. Aveva una classe incredibile; purtroppo per questioni d’età non ho potuto vederlo dal vivo. La sua gente è qui per lui ed è giusto rendergli omaggio nel migliore dei modi. E’ stato una bandiera, sappiamo quello che ha fatto per la Lazio e questo è quello che merita”, conclude Cataldi.
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Pesi, argento Scarantino e bronzo D’Innocenzo agli Europei Youth
ROMA (ITALPRESS) – Due le medaglie conquistate dall’Italia nel terzo giorno di gare dei Campionati Europei Youth e U23 in corso in Moldavia fino al 10 luglio. Sale quindi a 8 il bottino di medaglie azzurre, dopo le 6 conquistate il primo giorno. Il primo a salire in pedana è Claudio Scarantino, impegnato nella categoria fino a 61 kg Youth. L’azzurrino solleva 109 kg di strappo in terza prova, conquistando l’argento di specialità e il mettendo la firma sul nuovo record italiano under 17. Scarantino non riesce poi a ingranare la marcia giusta nello slancio. Nel pomeriggio è poi la volta di Alessia Marson, con un quinto posto nella categoria fino a 59 kg U15. Dopo i 64 kg di strappo, l’azzurrina incastra un trittico di alzate positivo di slancio, chiudendo con 80 kg in terza prova e un totale di 144. Chiude la giornata Ludovica D’Innocenzo con una prova superlativa, che le regala un prestigioso bronzo. L’azzurrina, impegnata nella categoria fino a 64 kg Under 15, riesce a competere tra le big della categoria, chiudendo con 71 kg nello strappo che le danno il terzo posto di specialità; nello slancio poi si ferma alla prima alzata a 78 kg per un totale di 149 kg. Domani un solo azzurro in pedana: si tratta di Samuele Di Marzio, impegnato nella categoria fino a 67 kg under 15, alle ore 18.00.
“Giornata buona per i nostri azzurrini in gara. Potevamo fare qualcosa di più, ma sappiamo anche che sono gare che servono agli atleti giovani per fare esperienza. Ottima gara di Claudio nello strappo con un argento di tutto rispetto. Compatta la prestazione di Alessia con un quinto posto nella sua categoria” ha detto Gonario Corbu, responsabile collegiale giovanile. “Ci ha sorpreso in positivo la prestazione di Ludovica che nella 64kg ha conquistato un bronzo combattendo con avversarie di grande valore. Domani abbiamo un solo atleta in gara e siamo fiduciosi. La pedana, come al solito, ci darà il responso del lavoro che abbiamo fatto”.
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In Nations League l’Italvolley piega 3-1 il Brasile
ROMA (ITALPRESS) – L’Italvolley di Ferdinando De Giorgi conquista una vittoria molto importante nell’esordio della pool 6 di Nations League. In apertura della Week 3 nelle Filippine, gli azzurri hanno battuto il Brasile per 3-1 (23-25, 25-20, 25-15, 25-21). Il match, iniziato con i sudamericani avanti nel primo set ha subito dopo preso un’altra piega con l’Italia brava a cambiare ritmo nel secondo set. Un ritmo elevato portato avanti nei due set successivi contro un Brasile che, nonostante i cambi effettuati, non è riuscito a tener testa a un’Italia, brava a non perdere morale dopo il primo parziale. Buona la prova di gruppo degli azzurri, che salgono così a quota sei vittorie con 18 punti. Nel successo dell’Italia fondamentali i 20 punti di Romanò, best scorer, i 18 punti di Michieletto e i 7 muri di squadra. Domani giornata di pausa, che sarà dedicata al lavoro in palestra e allo studio delle prossime avversarie: si torna in campo giovedì, alle 9 italiane, contro il Canada per proseguire sulla scia della vittoria di oggi col Brasile e continuare la corsa verso le Finals di Danzica, in scena dal 19 al 23 luglio.
L’Italia è scesa in campo con Giannelli e Romanò in diagonale, Lavia e Michieletto gli schiacciatori, Russo e Galassi al centro e Piccinelli libero. Soddisfatti gli azzurri dopo il succeso. A confermarlo è Simone Giannelli: “Abbiamo perso il primo set, dove, forse, abbiamo sbagliato qualche battuta di troppo; poi abbiamo preso le misure, abbiamo tenuto bene in ricezione, anche io ho cambiato qualcosa nella gestione del gioco e siamo andati meglio. Questa vittoria fa punti e morale: tutto bello ma non dobbiamo perdere il focus sul nostro obiettivo, andare fino alla fine di questa competizione e mettere ogni giorno un mattoncino, alzando il nostro livello individuale e di squadra”.
“Dopo la Polonia abbiamo analizzato e capito che abbiamo fatto qualcosa che non ci era piaciuto, oggi abbiamo messo diverse cose a posto ma è un processo che va avanti il nostro. Domani rifiateremo, viaggio e caldo sicuramente non aiutano, lavoreremo e studieremo domani ma per la testa un giorno di pausa fa bene. Avremo tre partite toste, a partire dal Canada. Step by step, andiamo avanti, una partita alla volta”, ha aggiunto il palleggiatore azzurro.
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Sinner e Musetti al 2° turno a Wimbledon, Trevisan fuori
LONDRA (GRAN BRETAGNA) (ITALPRESS) – Due azzurri superano il primo ostacolo sull’erba di Wimbledon. Lorenzo Musetti è il primo italiano a qualificarsi per il secondo turno dello Slam londinese. Il carrarese ha confermato il favore del pronostico che lo vedeva favorito contro Juan Pablo Varillas e ha piegato il peruviano con il punteggio di 6-3 6-1 7-5. Prima di quest’anno, l’azzurro numero 16 del mondo, che ora se la vedrà con lo spagnolo Jaume Munar, non aveva mai vinto un incontro da professionista e dopo i due successi delle scorse settimane a Stoccarda seguiti dai due al Queen’s di Londra, è arrivata anche la prima vittoria in carriera sui celebri campi dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club di Londra. Tutto facile anche per Jannik Sinner. L’altoatesino, ottava forza del seeding, regola con un triplo 6-2 Juan Manuel Cerundolo e si regala il secondo round con un altro argentino, Diego Schwartzman. Per Sinner, dunque, una prova confortante sul suo stato fisico che aveva fatto finanche temere un suo forfait a Wimbledon. Chi, invece, continua a litigare con il tennis su erba è Martina Trevisan. La tennista fiorentina oggi era al suo tentativo numero sei sui campi verdi dei “Championships” e l’ex semifinalista slam non ha mai portato a casa una vittoria in tabellone principale (solo una nelle qualificazioni 2018) dove, inoltre, non ha mai vinto neanche un set. Oggi la sfida contro un’altra esperta della terra battuta come Sara Sorribes Tormo qualche possibilità gliela dava, ma alla fine è stata l’iberica a passare per 6-3 6-1. Chi non ha tradito le attese è il serbo Novak Djokovic. Il sette volte vincitore del titolo di Wimbledon era opposto all’argentino Pedro Cachin che ha regolato 6-3 6-3 7-6(4). Per il serbo si è trattato della vittoria numero 89 a Wimbledon su un totale di 99 incontri. La precedente era arrivata in finale lo scorso anno contro l’australiano Nick Kyrgios che a poche ore dal match di primo turno contro il belga David Goffin ha dato forfait per problemi al legamento del polso. Tra i primi dieci giocatori del mondo, tutto facile anche per il russo Andrey Rublev che ha superato l’australiano Max Purcell per 6-3 7-5 6-4. Ha fatto notizia, invece, il ko del canadese testa di serie numero 11 Felix Auger-Aliassime in quattro set contro il lucky loser americano Michael Mmoh. In campo femminile non hanno sbagliato tre delle prime cinque giocatrici del mondo oggi impegnate: la numero 1, la polacca Iga Swiatek, si è lasciata alle spalle i problemi influenzali che la scorsa settimana a Bad Homburg, in Germania, l’avevano costretta al ritiro prima della semifinale con l’azzurra Lucia Bronzetti e ha sconfitto 6-1 6-3 la cinese Lin Zhu, mentre l’americana Jessica Pegula e la francese Caroline Garcia, rispettivamente numero 4 e numero 5 del mondo, hanno battuto nell’ordine le due americane Lauren Davis per 6-2 6-7(8) 6-3 e Katie Volynets per 6-4 6-3. Bene anche la russa Daria Kasatkina, numero 10 WTA, che ha superato 6-1 6-4 l’altra statunitense Caroline Dolehide. Potrebbe essere quasi un addio, infine, il 6-4 6-3 con cui la 43enne americana Venus Williams è stata sconfitta dall’ucraina Elina Svitolina. Un problema fisico ad una gamba non ha aiutato la veterana cinque volte vincitrice di questo torneo contro una rivale che dopo la maternità sta ritrovando il giusto feeling con il circuito pro. Cancellati dal programma per oscurità e rinviati a domani i debutti, infine, di Elisabetta Cocciaretto e Lucrezia Stefanini, attese rispettivamente dalla colombiana Camila Osorio e dall’estone Anett Kontaveit.
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In Campidoglio l’omaggio a Vincenzo D’Amico
ROMA (ITALPRESS) – Tanta commozione per la scomparsa, ma anche tanto orgoglio per aver conosciuto e vissuto un pezzo di storia non solo della Lazio, ma dell’intero mondo calcistico e sportivo italiano. Sono questi i sentimenti con cui sfilano persone comuni e personaggi famosi nella Camera ardente allestita in Campidoglio, presso la sala della Promoteca, per rendere omaggio a Vincenzo D’Amico, giocatore della Lazio a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, scomparso sabato scorso all’età di 68 anni. “Ho letto dichiarazioni di tanti tifosi e giocatori della Roma, era benvoluto da tutti, anche da chi tifava per l’altra squadra”, le parole di Giovanni Malagò, presidente del Coni, uno dei tanti che hanno voluto dare un ultimo saluto all’ex giocatore biancoceleste, campione d’Italia con la squadra allenata da Maestrelli nella stagione 1973/74. Oltre a lui anche Andrea Abodi, Ministro per lo sport e i giovani, Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, l’Assessore allo sport Alessandro Onorato e il sindaco Roberto Gualtieri. “D’Amico è diventato nel tempo una vera e propria bandiera laziale, tifoso vero prima ancora che capitano di tante sfide sul campo. Persona di cuore, generoso, sempre sorridente e scherzoso, negli anni si è conquistato il rispetto e la stima di tutti, anche dei tifosi avversari. Roma lo ricorderà sempre con affetto e troverà il modo di onorarne la memoria”, le parole del primo cittadino della Capitale. Immancabili, poi, gli amici di sempre, gli stessi con cui aveva condiviso i successi in campo: da Giancarlo Oddi a Michelangelo Sulfaro, passando per Bruno Giordano e Andrea Agostinelli. Tutti si sono stretti intorno all’ex “Golden Boy” biancoceleste, ricordato anche dall’attuale bomber della squadra, Ciro Immobile, che con un post sui propri social ha sottolineato come “tanti laziali mi hanno parlato delle gesta di Vincenzino D’Amico, grande campione e laziale vero. La sua perdita ha scosso tutto il mondo biancoceleste, troppi eroi di quel mitico scudetto ’74 se sono andati, ma tutti hanno lasciato un segno indelebile nella nostra storia. Adesso ho un motivo in più per essere degno di quella fascia da capitano che porto con orgoglio”, le sue parole. Una marea di affetto tutto dedicato a “Vincenzino”. I funerali domani, martedì 4 luglio alle ore 10.30, presso la chiesa della Gran Madre di Dio.
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