MILANO (ITALPRESS) – Luciano Spalletti miglior allenatore del campionato di Serie A, stagione 2022-2023. Il tecnico che ha portato il Napoli al terzo scudetto della sua storia, infatti, ha vinto il premio “Coach Of The Season” e riceverà il trofeo nel pre-partita della gara con la Sampdoria, in programma domenica sul campo dello stadio “Diego Armando Maradona” di Napoli. Il premio è stato assegnato da una giuria composta da direttori di testate giornalistiche sportive che hanno valutato i singoli allenatori in base a criteri tecnico sportivi e di qualità di gioco espresso dalle loro squadre, oltre che di comportamento/fair play tenuto durante le gare. “La stagione di Luciano Spalletti alla guida del Napoli è stata semplicemente straordinaria – ha dichiarato Luigi De Siervo, amministratore delegato di Lega Serie A -. La conquista dello storico terzo scudetto dei partenopei, 33 anni dopo il secondo firmato Maradona, è il risultato del grande impegno della società e del lavoro di un tecnico preparatissimo e di grande carisma, capace di integrare al meglio i nuovi arrivati e di valorizzare i calciatori già presenti in rosa”.
“Gli azzurri sono infatti riusciti a imporsi fin dalle prime giornate non soltanto per il risultato, ma anche per il gioco spettacolare, esprimendo un calcio tra i più apprezzati sul piano internazionale”, ha aggiunto e concluso l’ad della Lega A, Luigi De Siervo.
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Serie A, Spalletti eletto miglior allenatore dell’anno
Biraghi e Terracciano puntano la Conference “Vale la stagione”
FIRENZE (ITALPRESS) – “Vorrei che questa fosse la miglior stagione della Fiorentina degli ultimi anni e portare via un trofeo. Contro il West Ham vorrei uscire fuori dal campo senza rimpianti e con la coppa”. Alla vigilia dell’ultima di campionato contro il Sassuolo, inevitabilmente in casa viola il pensiero è già alla finale di Conference League in programma mercoledì prossimo a Praga, come testimoniano le parole di Cristiano Biraghi. “Con Italiano abbiamo vissuto due anni molto positivi ma ora è giusto cercare di chiudere il cerchio con qualcosa di importante”, aggiunge l’esterno viola, che non ha ancora digerito la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro l’Inter. “Ha prevalso forse più il dispiacere perchè abbiamo fatto una grande partita e siamo tornati a mani vuote. A volte si dice che è meglio perdere 4-0 senza vedere mai la palla, almeno capisci che sei inferiore agli altri, ma giocarsela alla pari contro una squadra di livello assoluto, che farà una finale di Champions League, a tratti farlo anche meglio e poi perdere per 10-15 minuti dove loro hanno alzato il livello e noi non siamo stati in grado di mantenere il nostro di inizio partita, un pò dispiace, fa male”. Ora testa al Sassuolo, una gara che “ci serve sia per fare punti in campionato e arrivare ottavi, e sia perchè una buona prestazione ci darebbe fiducia in vista della sfida di mercoledì prossimo”. “Dobbiamo affrontare le prossime due partite nel migliore dei modi – gli fa eco Pietro Terracciano – pur riconoscendo il peso specifico che la finale di Conference League ha per noi, per la città e per i tifosi. Dobbiamo onorare innanzitutto l’impegno di domani perchè ci può proiettare alla finale sapendo che poi lì ci giocheremo una stagione”. A Praga, sottolinea il portiere viola, “affronteremo un avversario diverso dall’Inter e ci giocheremo le nostre carte. Contro i nerazzurri abbiamo fatto una grandissima partita e sono sicuro che la faremo anche contro il West Ham. L’unica certezza è che daremo tutto quello che abbiamo per portare a Firenze un trofeo. Domani nel frattempo abbiamo il Sassuolo, dobbiamo pensare a quello, poi ci concentreremo sulla gara di Praga. In questo momento la stanchezza non può esserci perchè ci giochiamo tutto, sappiamo di aver fatto un percorso straordinario, il fatto di aver giocato tante partite per noi deve essere un orgoglio, non abbiamo il permesso di essere stanchi”. A Praga sono attesi circa ottomila sostenitori viola. “Il tifo di Firenze è qualcosa che ti mette i brividi e nella cornice di una finale te ne mette ancora di più, ci daranno una grossa mano”. “L’unica cosa che mi dispiace è che purtroppo lo stadio può contenere poche persone e tanti non troveranno i biglietti – ha aggiunto Biraghi – Questo mi dispiace perchè abbiamo visto a Roma che metà stadio era colorato di viola. Contro il West Ham ce ne saranno di meno ma sono sicuro che faranno di tutto per non far sentire la mancanza degli altri”.
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Roma ko ai rigori, il Siviglia vince l’Europa League
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – La Roma perde ai rigori la
finale di Europa League dopo l’1-1 nei 120′. Alla Puskas Arena di
Budapest il Siviglia vince per la settima volta la competizione in una notte da dimenticare per Mancini, autore dell’autogol dell’1-1 e di uno dei due rigori sbagliati nella serie (l’altro errore di Ibanez). Una beffa per Mourinho che schiera Dybala e Spinazzola – i due giocatori in dubbio – dal 1′. L’occasione che apre il match è proprio dell’esterno azzurro con un tiro a botta sicura in area, che Bounou respinge in tuffo. Al 35′ la Roma passa in vantaggio. Cristante e Mancini recuperano palla, il difensore verticalizza subito per Dybala che a tu per tu con Bounou non sbaglia. Il Siviglia si rende pericoloso nel finale di tempo. Al 44′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, un meccanismo di blocchi porta al colpo di testa in solitaria di Fernando ma la palla finisce alta. Nei sette minuti di recupero del primo tempo la squadra spagnola schiaccia la Roma nella sua area di rigore e sfiora il pari con un missile dalla distanza di Rakitic che si stampa sul palo. All’intervallo Mendilibar manda in campo due vecchie conoscenze del calcio italiano: Suso e Lamela (ex giallorosso).
E’ un autogol però a punire la Roma al 55′: su cross dalla destra di Navas, Mancini deposita nella propria porta nel tentativo di anticipare En-Nesyri. La Roma sfiora il gol con una mischia dopo un calcio piazzato con Abraham e Ibanez, ma la palla non entra. Al 68′ finisce la partita di Dybala, sostituito da Wijnaldum. Al 77′ il var è protagonista e cancella un rigore per un contrasto in area tra Ibanez (che tocca la palla) e Ocampos. Poco dopo l’arbitro inglese non sanziona un mani di Fernando in area. E all’83’, dopo uno schema da calcio di punizione, Belotti al volo sfiora il gol. Si va ai supplementari e nel secondo tempo, nel recupero, Smalling di testa colpisce una traversa. Il verdetto è dunque rimandato ai rigori. Mancini e Ibanez sbagliano, il Siviglia è infallibile: Montiel come al Mondiale in Qatar con l’Argentina (dopo un rigore ripetuto) manda in trionfo la sua tifoseria. Per Mourinho prima sconfitta in una finale, per il popolo giallorosso una grande delusione, ma la Roma torna a casa a testa altissima.
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Alessio conquista l’oro mondiale negli 80 kg a Baku
BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – Simone Alessio ha vinto la medaglia d’oro negli 80 Kg maschili ai Mondiali di taewkondo, in scena presso la Crystal Hall Arena di Baku (Azerbaijan). Il 23enne fuoriclasse calabrese, leader della graduatoria di qualificazione olimpica nella propria categoria di peso, ha ribadito ancora una volta la sua forza in una tappa fondamentale ai fini del cammino verso i Giochi Estivi di Parigi 2024. Sui tatami azeri è risultato decisivo il successo nell’ultimo atto nei confronti dello statunitense Carl alan Nickolas (0-0, 2-1), che si è dovuto accontentare dell’argento dopo due rounds tosti e ben disputati da parte di entrambi. Il campione europeo in carica, esentato dal primo turno in qualità di massima testa di serie, ha debuttato in scioltezza nel tabellone battendo prima il cinese Hao Tang (8-0, 12-0) e poi il croato Matej Nikolic (4-0, 2-0). Il primo vero banco di prova è giunto ai quarti di finale, in cui il livornese ha avuto la meglio sul detentore del titolo iridato sudcoreano Woo hyeok Park al termine di due rounds (2-2, 5-3) molto complicati soprattutto dal punto di vista tattico. Successivamente la semifinale contro il colombiano Miguel Trejos Salas, riuscito a tenere nel corso del primo round salvo poi subire inesorabilmente l’iniziativa dell’italiano nel secondo (0-0, 4-2). Soltanto bronzo per il sudamericano, relegato sul terzo gradino del podio insieme all’egiziano Seif Eissa. Infine per Alessio la vittoria su Nickolas, valevole per il secondo oro iridato dopo quello conquistato quattro anni fa a Manchester (in quell’occasione nei 74 kg). “La vittoria della medaglia d’oro ai Mondiali è una felicità diversa, l’avevo già provata quando ero più giovane, avevo solo 19 anni, adesso sono più maturo con tanta esperienza alle spalle – spiega felice Alessio – L’ultimo periodo per me è non è stato semplice ma questo è stata una motivazione per prendermi questa rivincita”. “Un oro al Mondiale è qualcosa di unico – sottolinea il direttore tecnico della Nazionale, Claudio Nolano – Ricordo che prima del 2019 nessun italiano era riuscito a vincerlo ed ora siamo alla terza vittoria iridata consecutiva. Simone, se devo scegliere un aggettivo per la competizione, ha fatto dei combattimenti intelligenti qualità fondamentale a questi livelli. Questo è un grande risultato ma non soddisfacente perché sono consapevole che potevamo conquistarne almeno un’altra di medaglia. Ho la convinzione che con la determinazione che hanno messe tutti in questi giorni possiamo chiudere in bellezza il Mondiale”. “Simone ha ottenuto un risultato eccezionale – commenta soddisfatto il presidente Fita Angelo Cito – Con questo secondo mondiale vinto si colloca tra gli atleti top a livello internazionale. Una vittoria che è di buon auspicio per il discorso olimpico. Ha fatto una gara strepitosa gestendo molto bene la gara segno di una grande maturità dell’atleta. Ora testa al Roma Grand Prix”.
– Foto Ufficio Stampa Fita –
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Abodi celebra i campioni della ginnastica azzurra
ROMA (ITALPRESS) – Una mattinata per celebrare i risultati raggiunti e riflettere sul futuro. La Federginnastica è stata ricevuta dal ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, nella sala polifunzionale di Palazzo Chigi dove sono state celebrati gli atleti della nazionale che stanno rendendo magico il momento della ritmica e dell’artistica grazie ai risultati conseguiti alle ultime manifestazioni fra Europei, senior e junior, e Mondiali giovanili. Un momento per festeggiare la Federazione più antica d’Italia ricordando come sia “importante celebrare il vostro impegno sano e pulito, così come i sacrifici delle vostre famiglie. Le medaglie sono importanti e rappresentano un momento di orgoglio nazionale ma ciò che conta è allenare la persona alla vita. Una volta vinta una medaglia già si pensa al prossimo appuntamento e lo sport per fortuna offre sempre altre occasioni. La maglia azzurra ha significati morali, culturali ed etici, valori che la Fgi sono convinto che sa trasmettere agli atleti”, le parole di Abodi. Da parte del ministro, poi, anche un regalo a ognuno degli atleti ricevuti: una copia della Costituzione italiana, la stessa che tra qualche mese vedrà modificato l’articolo 33 per ospitare in modo più semplice ed esplicativo quello che è il ruolo dello sport, sempre “al centro dell’agenda sociale della nostra nazione”, ha ricordato Abodi. Presente anche il presidente del Coni Giovanni Malagò che ha ricordato come “si parla molto della ginnastica italiana che ha una lunga tradizione di donne e di uomini capaci di scrivere la storia dello sport italiano”, esaltando il lavoro portato avanti da atleti e tecnici capaci di far vivere alla ginnastica, dal punto di vista sportivo, un momento d’oro. “Noi non avevamo mai vinto tante medaglie come in questo periodo, prima ci servivano 50 anni per farlo. Abbiamo avuto la capacità di ricreare un mondo. La gente si iscrive alla Federazione ginnastica, ha piacere di fare attività perchè sanno che a livello giovanile serve anche per altri sport e noi siamo orgogliosi di questo”, le parole a margine di Gherardo Tecchi, presidente della FGI, che ha colto l’occasione anche per sottolineare la ripartenza del mondo delle ginnastica dopo le denunce di alcune atlete sui presunti abusi al vaglio della magistratura ordinaria e di quella sportiva. “La FGI ha saputo guardarsi dentro, studiare la situazione trovando quello che ci voleva per risistemare tutto. Abbiamo creato il Safeguarding Office, i primi in Italia, stiamo facendo degli accordi con il Moige; ci stiamo muovendo per dare ai nostri atleti tutto quello che serve perchè oggi è cambiato il mondo” prosegue Tecchi. Un plauso arrivato anche da Abodi che ha rimarcato come “nei momenti di difficoltà bisogna avere la capacità di utilizzare l’errore per non ripeterlo e non girarsi dall’altra parte. La Federazione ha avuto il merito di essersi messa in discussione, ha saputo affrontare una critica e questo non è consueto; c’è stata la prospettiva del miglioramento che poi è la logica dello sport. La Federazione non si è nascosta, mettendosi a disposizione per ascoltare delle denunce: così si cresce veramente e mi auguro che questo sia da esempio per tutti”, ha concluso.
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Vasseur “In Spagna ci aspettiamo passi avanti in gara”
BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – A Barcellona con fiducia. La Formula Uno completa il suo ‘back-to-back’ sbarcando sul Circuit de Catalunya, a pochi giorni da Montecarlo, per il Gran Premio di Spagna, settimo appuntamento della stagione. Sarà riproposto il layout in uso fino al 2006, senza più impiegare la chicane nel terzo settore. Si tratta della gara di casa per Carlos Sainz, che lo scorso anno con il quarto posto ottenne il suo miglior risultato sul suolo iberico. “A pochi giorni dalla corsa di Monaco torniamo in pista a Barcellona per il Gran Premio di Spagna, la gara di casa per Carlos – le parole del team principal della Ferrari, Frederic Vasseur – Anche in questo weekend dunque potremo contare sul supporto speciale dei tifosi di uno dei nostri piloti, che ci spingerà a dare il massimo su una pista tra le più conosciute in Formula 1. A Monaco non siamo riusciti a mostrare il vero potenziale della nostra vettura e crediamo che la gara di Barcellona potrà darci una fotografia più accurata, tanto più che stiamo continuando a portare degli aggiornamenti come abbiamo sempre fatto nelle gare disputate fin qui. Contiamo di fare dei passi avanti in termini di competitività in gara e speriamo di portare a casa un buon risultato di squadra”, chiosa Vasseur.
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Manfredi e Radrizzani “Sampdoria salva, siamo orgogliosi”
GENOVA (ITALPRESS) – “Adesso possiamo dirlo: è stata una vera e propria battaglia, ma possiamo finalmente dire di avercela fatta”. Andrea Radrizzani tira quasi un sospiro di sollievo. Nella serata di ieri la lunga ed estenuante trattativa per l’acquisizione della Sampdoria ha trovato la sua positiva conclusione, col club blucerchiato che passa nelle mani di Radrizzani, chairman di Aser Group, e Matteo Manfredi, principal di Gestio Capital. “Siamo a dir poco entusiasti nel poter annunciare di aver portato a termine l’acquisizione di questo straordinario club – ha detto ancora Radrizzani – La storia ed il blasone della Samp sono salvi e la mia felicità penso sia quella di tutte le persone che per questi colori stavano soffrendo. Il mio ringraziamento in questo momento va soprattutto a tutte quelle persone che hanno lavorato senza sosta per far sì che questo accordo trovasse una giusta conclusione. Ed in particolare devo rivolgere un grandissimo grazie a Matteo (Manfredi, ndr) e all’avvocato De Gennaro. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Da oggi si volta pagina… ed io personalmente non vedo l’ora di mettermi al lavoro”. “Ancora non abbiamo forse preso coscienza di quello che è successo – aggiunge Manfredi – Abbiamo lavorato giorno e notte per arrivare a questo punto. Ci sono stati momenti in cui abbiamo pensato di essere arrivati al limite. Ma dentro di noi la determinazione e la convinzione di poter raggiungere un accordo non sono mai scemate. La Sampdoria ed i sampdoriani ci hanno trasmesso già tantissimo in questi giorni. Avremo tempo per illustrare a fondo il nostro progetto. Un piano per il quale abbiamo già definito tutte le linee guida. Adesso vi sono ancora parecchi dettagli da sistemare per poter chiudere ogni aspetto formale. Ma da oggi si parte per costruire qualcosa di importante, qualcosa che duri nel tempo. Siamo stanchi, felici, ma desiderosi di fare il meglio possibile per questo club e la sua gente”.
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Mourinho “Meritiamo questa finale, sarà una lotta”
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – “Il nostro avversario viene dalla Champions. Noi abbiamo fatto 14 partite per arrivare qui, senza dubbio lo meritiamo. Vogliamo giocare questa finale, abbiamo lavorato per cercare di essere in condizione per lottare per questo titolo”. Così il tecnico della Roma Josè Mourinho parla in conferenza stampa alla vigilia della finale di Europa League, in programma domani a Budapest contro il Siviglia. “Noi siamo in questa finale perchè abbiamo meritato di esserci, il Siviglia ha una storia e un’esperienza che noi non abbiamo, per loro giocare una finale è quasi una cosa normale, per noi no – ha aggiunto il mister portoghese – Loro hanno 25 o 26 giocatori di altissimo livello, sono tutti professionisti di alto livello, qualità e hanno tante opzioni. Loro non conoscono i miei ragazzi, la mia squadra e noi domani saremo lì”. Lo Special One si sofferma anche sul suo futuro: “Ho parlato con i miei capitani, a loro ho risposto in modo obiettivo. Questa è una cosa tra me e la mia squadra, loro sanno cosa penso. C’è una differenza grande rispetto alla mia situazione con l’Inter perchè con il Real Madrid era tutto fatto, mancava solo la firma mentre adesso ho zero contatti con altri club. Quello che è importante siamo noi e vogliamo solo giocare”.
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