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Boston annulla il 2° match point, a gara 6 con Miami

BOSTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Secondo match point annullato. Dopo aver vinto gara-4 a Miami, i Celtics si ripetono sfruttando il fattore campo e vincendo gara-5 per 110-97. Heat ancora in vantaggio, ma si è passati dal 3-0 al 3-2 e adesso l’entusiasmo è dalla parte del quintetto di coach Mazzulla. Al TD Garden i padroni di casa partono forte, mettono subito le cose in chiaro chiudendo sul 35-20 il primo parziale, poi controllano senza particolari affanni. Una vittoria di squadra: in quattro dei cinque titolari vanno sopra i 20 con Derrick White che fa 24 punti, uno in più di Marcus Smart, mentre ne fanno 21 a testa Jaylen Brown e Jayson Tatum con il secondo che mette a referto anche 11 assist e 8 rimbalzi. Per rimanere nel quintetto iniziale sono 6 i punti e 11 i rimbalzi di Horford.
Miami ne porta cinque in doppia cifra: il più prolifico è Robinson che dalla panchina fa registrare al suo attivo 18 punti e 9 assist. Ne fa 16 Adebayo (8 i rimbalzi), poi 15 Highsmith, quindi 14 a testa Butler e Martin. Finisce 110-97 per i Celtics, ma gli Heat hanno ancora un match point e giocheranno gara-6 a Miami. In palio le finals, i Nuggets aspettano.
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Zana vince la 18^ tappa al Giro, Thomas resta rosa

VAL DI ZOLDO (ITALPRESS) – Filippo Zana ha vinto la diciottesima tappa del Giro d’Italia 2023, la Oderzo-Val di Zoldo di 161 chilometri con arrivo in salita. Il corridore italiano ha regolato nello sprint a due Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) dopo la fuga partita a inizio giornata (gruppo formato da 7 corridori) e finalizzata prima del GPM del Coi. “Devo ringraziare la mia squadra per tutto quello che hanno fatto durante tutto l’anno. Cercheremo di finirlo in bellezza, lo abbiamo preparato al meglio e non pensavo venisse così bene” le parole del vincitore di tappa. Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) ha difeso la maglia rosa, il britannico è arrivato insieme a Primoz Roglic (Jumbo-Visma) a 1’57” da Pinot. Domani la diciannovesima tappa, la Longarone – Tre Cime di Lavaredo (Rif. Auronzo) di 183 chilometri, la tappa regina di questa edizione del Giro.
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“Valori in rete”, Figc e MIM insieme per il calcio a scuola

ROMA (ITALPRESS) – Un macro progetto per le scuole italiane contribuendo in modo determinante al rilancio dell’educazione motoria a scuola. E’ stato presentato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, “Valori in rete” che comprende 7 diversi progetti per le scuole italiane di ogni ordine e grado capaci di coinvolgere oltre 2.100 istituti scolastici. “Questo è un progetto di grande successo coinvolgendo tantissimi istituti e altrettanti ragazzi. Credo che il calcio insegni un valore importante come la capacità di lavorare insieme, essere solidali creando quella forte unione che deve cementare i giovani per realizzare grandi imprese. Senza collaborare non si va da nessuna parte, lo insegna il calcio”, ha sottolineato Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito. Sette progetti: “Uno, Due, Calcia” (scuola dell’infanzia), “GiocoCalciando” (scuola primaria), “Un calcio al bullismo” (scuola primaria e secondaria di I e II” grado), “Ragazze in gioco” e “Tutti In Goal” (scuola secondaria di I grado), “Un Goal per la Salute” (scuola secondaria di II grado, Classi III e IV) e “L’Arbitro scolastico” (14 anni compiuti), che rappresentano uno dei modi per far entrare il calcio nell’ambiente scolastico.
“Ringrazio le istituzioni per aver promosso questa iniziativa. Sono stati ribaditi i valori di questi progetti che vengono portati avanti dalle scuole in tutto il territorio nazionale. Il nostro macro progetto, “Valori in rete” nato nel 2016, che racchiude 7 progetti distinti che sono stati attuati da circa 2.100 istituti scolastici, maggiormente al Sud, e che ha visto la partecipazione di 800 mila studenti impegnati in attività didattiche formative e di pratica sportiva”, sottolinea Vito Tisci, Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Figc. Una posizione condivisa anche dal Presidente della Figc, Gabriele Gravina, che ha posto l’accento sul fatto che “cultura e sport sono un binomio incredibile. La cultura, assieme alla formazione e all’educazione sono i tre pilastri fondamentali su cui si posa il rapporto stretto tra scuola e calcio”, ricordando inoltre come questi siano progetti “importantissimi, perchè coinvolgono i ragazzi”. Uno dei progetti, poi, permetterà di realizzare un campo di calcio in una scuola dell’Emilia-Romagna, dopo la ferita provocata dal maltempo degli ultimi giorni. Grazie a “Tutti in gol”, che ogni anno permette ad istituti particolarmente meritevoli in zone disagiate di creare un terreno di gioco, concederà a una scuole dell’Emilia-Romagna, particolarmente colpita dal maltempo, di avere il proprio impianto.
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Mou guarda alla finale di Budapest “Non andremo in vacanza”

ROMA (ITALPRESS) – “Tirana è storia, è lì e resta nella memoria. Questa finale invece dobbiamo ancora giocarla e vogliamo farlo, peccato non sia già domani ma mercoledì arriva veloce”. Dopo aver guidato la Roma un anno fa alla conquista della Conference, Josè Mourinho sogna il bis: appuntamento a Budapest il 31 maggio contro il Siviglia, in palio c’è l’Europa League. “E’ una squadra che vince sempre l’Europa League, che viene dalla Champions, forte, non dobbiamo nasconderlo – sottolinea nel media day dedicato all’evento – ma abbiamo le nostre qualità, anche i nostri problemi che cerchiamo sempre di nascondere. Andiamo là e dopo vediamo, Budapest è bella, lo stadio di Budapest è bello ma non andremo lì in vacanza”. Il futuro dello Special One continua a tenere banco ma “il mio unico focus è sulla finale e niente più. Non voglio sapere niente, nè di Champions, nè di classifica. Abbiamo fatto 14 partite, perso giocatori su giocatori, fatto giocare calciatori in ruoli che non erano i loro, abbiamo fatto giocare un ragazzo come Bove titolare nelle due semifinali, adesso siamo arrivati in finale e vogliamo giocarla”. Ma una cosa è certa: Mourinho ha sposato in toto la causa giallorossa e come successo altrove, la piazza è con lui. “La gente non è stupida, sa che do tutto. Non è questione di vincere o non vincere trofei, a Roma i tifosi percepiscono che lavoro e lotto per loro. Con la Roma saremo per sempre legati. “Cosa è cambiato rispetto alla mia prima finale europea di 21 anni fa? Sono un allenatore migliore, una persona migliore ma è lo stesso Dna. Quando si perdono motivazioni bisogna smettere e fermarsi ma non è il caso mio perchè le motivazioni crescono con il tempo”. Mou fa anche il punto sull’infermeria: “Pellegrini è recuperabile ma a Firenze non lo rischieremo, Spinazzola è in dubbio ma spero di recuperarlo per la finale. Dybala ci sarà? Penso di no, ma ho la speranza che possa andare in panchina e aiutarci come ha fatto col Feyenoord, dove ha segnato il gol che ha portato la gara ai supplementari. Se riuscisse ad andare in panchina e darmi 15-20 minuti sarei contento”. Poi, confrontando questa Roma alle altre squadre allenate in passato, ammette: “Non è la rosa più forte con cui ho lavorato ma a livello umano è fra le top della mia carriera”.
Su Mourinho contano molto i giocatori. “Ha grande esperienza di queste partite e trasmette la sua energia alla squadra. Questo può fare la differenza”, sottolinea Nemanja Matic. E Stephan El Shaarawy concorda: “è un vincente, ha una mentalità vincente e cerca di trasmetterla in ogni partita, specie in quelle più delicate. E’ in grado di tirarci fuori qualcosa in più e questo ha fatto la differenza nella sua carriera”.
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Mancini “Le regole esistono, contro razzismo bloccare le gare”

ROMA (ITALPRESS) – “Il razzismo nel calcio? Bloccare le partite potrebbe essere una buona idea, ma va valutata. Solitamente esageriamo quando certe cose accadono in Italia ma purtroppo succede in tutta Europa e in tutto il mondo”. Sono queste le parole di Roberto Mancini, ct della Nazionale, a margine della conferenza stampa al Ministero dell’Istruzione e del Merito organizzata per presentare il macro progetto “Valori in rete”. “Purtroppo certe persone vanno allo stadio solo per fare certe cose. Chiaro che vanno applicate le regole, ma si applicano normalmente. Bisognerebbe smetterla, perchè uno deve andare allo stadio per divertirsi, guardare la partita e gioire. Soluzione? Le regole ci sono e vanno applicate, queste cose che accadono puntualmente ogni anno. I giocatori devono continuare a comportarsi bene in campo, le società fuori, e far applicare le regole, anche quando le regole sono dure. Questi personaggi vanno isolati, ma non credo che sarà così semplice”, conclude Mancini.
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Iniesta lascerà il Vissel Kobe “Ma continuerò a giocare”

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Arriva ai titoli di coda l’esperienza di Andres Iniesta al Vissel Kobe. Il club giapponese, dove l’ex blaugrana è approdato cinque anni fa, ha annunciato che il 39enne centrocampista andrà via ai primi di luglio, a metà della J-League. La sua ultima partita con la maglia del Vissel Kobe sarà l’1 luglio al Misaki Park Stadium contro il Consadole Sapporo. Ma la carriera di Iniesta andrà avanti, come ha precisato lo stesso calciatore. “Avevamo sempre immaginato che avrei chiuso la carriera qui – le sue parole in conferenza stampa, visibilmente commosso – Abbiamo però deciso di separarci di comune accordo, visto che le priorità dell’allenatore sono altre”. Detto che andare in Giappone “è stata una delle decisioni migliori della mia vita”, Iniesta mette in chiaro che vuole “continuare a giocare, sento di avere ancora le capacità e l’entusiasmo per farlo. Vedremo quali saranno le opzioni”. Arrivato nel 2018, Iniesta ha collezionato 133 presenze, contribuendo a vincere la Coppa dell’Imperatore nel 2019 e la Supercoppa giapponese nel 2020. Nella stagione in corso iniziata a febbraio, però, è sceso in campo complessivamente in cinque occasioni, per un totale di 85 minuti.
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Coppa Italia all’Inter, 2-1 ai viola con doppietta Lautaro

ROMA (ITALPRESS) – L’Inter vince la nona Coppa Italia della sua storia. I nerazzurri di Simone Inzaghi – terzo trofeo in carriera per il tecnico piacentino, il secondo consecutivo – si sono imposti 2-1 nella finale dello Stadio Olimpico contro la Fiorentina: decisiva la doppietta di Lautaro Martinez a ribaltare il gol di Nico Gonzalez. L’allenatore interista ha confermato gli undici ipotizzati alla vigilia, con Handanovic tra i pali al posto di Onana e la coppia Dzeko-Lautaro in attacco. Le chiavi del centrocampo sono state affidate a Brozovic mentre in panchina si è rivisto Milan Skriniar, nonostante l’addio ormai certo a fine stagione. Italiano si è affidato al 4-2-3-1 con Cabral scortato da Ikone, Castrovilli e Nico Gonzalez, l’uomo più in forma dei viola. L’inerzia della gara è stata ribaltata immediatamente proprio dall’argentino: al 3′ il numero 22 si è fatto trovare pronto sul secondo palo e ha ribadito in rete il suggerimento di Ikone. La risposta di Dzeko – conclusione deviata in angolo – è arrivata immediatamente, ma la Fiorentina è andata vicina alla rete del 2-0 con il tiro dalla distanza di Amrabat uscito per questione di centimetri. Dopo i primi venti minuti, in cui la squadra di Italiano ha sostanzialmente dominato il gioco, i nerazzurri hanno ribaltato il punteggio: al 29′ Lautaro ha trovato il pareggio (100esimo gol con la maglia dell’Inter) con un tiro ravvicinato dopo essersi mosso sul filo del fuorigioco, poi l’argentino ha raddoppiato otto minuti più tardi calciando al volo il pallone di Barella dal limite dell’area. Nella ripresa i viola hanno provato a mettere in difficoltà l’Inter con il solito forcing – Castrovilli ci ha provato dal limite, Biraghi su calcio di punizione -, ma la squadra di Italiano non è riuscita a trovare il varco giusto. Nell’ultimo quarto d’ora sono saltati tutti gli schemi: Handanovic ha salvato prima su Nico Gonzalez poi su Jovic, l’Inter ha fallito il colpo del ko prima con Gosens e poi sprecando un contropiede sull’asse Lukaku-Brozovic. Non sono mancati i brividi nel finale – un paio di uscite rivedibili di Handanovic con un salvataggio sulla linea di Darmian -, l’occasione più grande però è capitata ancora a Jovic: il colpo di testa del serbo si è perso per sul fondo.
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Dainese vince al fotofinish a Caorle, Thomas resta in rosa

CAORLE (ITALPRESS) – Alberto Dainese ha vinto allo sprint la diciassettesima tappa del Giro d’Italia 2023, la Pergine Valsugana-Caorle di 195 chilometri. Il corridore italiano del Team DSM ha preceduto al fotofinish la maglia ciclamino Jonathan Milan (Bahrain-Victorious) e l’australiano Michael Matthews (Team Jayco AlUla). La maglia rosa resta sulle spalle del britannico Geraint Thomas (Ineos Grenadiers), che mantiene un vantaggio di 18″ sul portoghese Joao Almeida (UAE Team Emirates) e di 29″ sullo sloveno PrimoZ Roglic (Jumbo-Visma). Domani la diciottesima frazione, la Oderzo-Val di Zoldo di 161 chilometri, con arrivo in salita.
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