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Mondiali di sci, Alex Vinatzer vince il bronzo nello slalom

COURCHEVEL (FRANCIA) (ITALPRESS) – Henrik Kristoffersen ha vinto la medaglia d’oro nello slalom a Courchevel, gara valida per i Mondiali di sci alpino. Il norvegese ha chiuso con il tempo di 1’39’50”, precedendo di 20 centesimi il greco AJ Ginnis. Bronzo azzurro con Alex Vinatzer, terzo a 38 centesimi dal vincitore. Tra gli altri italiani, Tobias Kastlunger ha chiuso 15esimo, Stefano Gross 18esimo.

– foto LivePhotoSport –
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Tricolori di Winter Triathlon a Pesavento e Mairhofer

ROMA (ITALPRESS) – Franco Pesavento e Sandra Mairhofer (Granbike Triathlon) – già campioni europei di specialità – hanno conquistato ad Asiago (VI) anche i titoli tricolori di winter triathlon, manifestazione inserita nel panel del Suzuki Winter Triathlon Circuit. Pesavento, tra gli uomini, ha preceduto Alessandro Saravalle e Giuseppe Lamastra (Trisportsit Team).
Mairhofer, tra le donne, si è lasciata alle spalle la compagna di squadra Bianca Morvillo e Martina Stanchi (SAI Frecce Bianche).
Il titolo Junior maschile è andato a Riccardo Giuliano (Valdigne Triathlon), che ha preceduto Nicholas Bellemo (Delfino Chioggia) e Matteo Cunico (CY Laser Delta Triathlon). Campionessa italiana Junior, invece, si è laureata Emilie Monica Cappelletti (Trisports.it Team) davanti a Ludovica Sabbia (Valdigne Triathlon) e Linda Manza (CY Laser delta Triathlon).
– Foto ufficio stampa Fitri –
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Ceesay-Blin, il Lecce passa 2-1 a Bergamo

BERGAMO (ITALPRESS) – Una sconfitta pesante, come nella gara d’andata al Via del Mare. L’Atalanta cade in casa contro il Lecce, i salentini si impongono 2-1 al Gewiss Stadium (stesso risultato dell’andata) grazie alle reti di Ceesay e Blin: prova incolore da parte della compagine orobica, tanti gli errori soprattutto nella ripresa da parte di Hojlund e compagni.
Alla vigilia ci si attendeva una gara complessa, ma la rete giallorossa arrivata al 4′ ha praticamente scombussolato tutti i piani tattici: ci ha pensato Ceesay a sbloccare il punteggio con una conclusione dai 25 metri dopo aver vinto il contrasto su Demiral e passando praticamente in mezzo a tre avversari. La reazione atalantina, seppur confusa, è arrivata immediatamente, la squadra di Gasperini ci ha provato subito con Hojlund, ma il danese è arrivato in leggero ritardo sul cross a rientrare di Jeremie Boga. Protagonista del primo tempo è stato Joakim Maehle, rientrato dalla squalifica scontata contro la Lazio: il danese ci ha provato in tre occasioni senza però trovare la rete del pareggio.
Nella ripresa è mancata completamente la reazione che ci si attendeva da parte dei padroni di casa, al di là della rete annullata a Lookman per una posizione irregolare la squadra atalantina ha combinato davvero poco negli ultimi 20 metri. Il raddoppio da parte degli ospiti è arrivato al 29′ della ripresa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Blin ha anticipato tutti trovando il suo primo gol in campionato. La gara si è riaperta a tre minuti dal termine quando Falcone ha clamorosamente sbagliato sul rinvio, colpendo Hojlund: non è però bastata la rete del danese per evitare il ko. Sesta sconfitta in campionato per la compagine nerazzurra, la quarta in campionato tra le mura amiche. Attimi di tensione prima del calcio d’inizio, con alcuni tifosi del Lecce venuti a contatto con la polizia e una parte della tifoseria atalantina, ma la situazione è rientrata immediatamente.

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L’Inter torna alla vittoria: Udinese battuta 3-1

MILANO (ITALPRESS) – Una vittoria sofferta ma tre punti fondamentali per la corsa Champions. L’Inter torna al successo dopo il pareggio contro la Sampdoria: i nerazzurri vincono 3-1 contro l’Udinese grazie alle reti di Lukaku, su calcio di rigore, Mkhitaryan e di Lautaro Martinez, inutile il momentaneo pareggio di Lovric.
La gara è stata però parecchio nervosa, soprattutto nei minuti iniziali in cui la squadra di Inzaghi si è fatta prendere troppo dai duelli fisici individuali. Il match è cambiato al quarto d’ora quando Walace ha commesso fallo su Dumfries nella propria area di rigore: dopo una revisione al Var e la ripetizione (Silvestri aveva neutralizzato la prima conclusione), Lukaku al 20′ è tornato a segnare a San Siro proprio dagli undici metri. Il gol però ha sortito l’effetto contrario, i padroni di casa non sono riusciti a trovare il varco giusto per la seconda rete: ne ha approfittato Lovric che a due minuti dal termine della prima frazione ha trovato il pari dopo un errore da parte della difesa di casa. Nella ripresa la reazione dell’Inter è tardata ad arrivare, Dzeko si è divorato un’occasione incredibile a tu per tu con Silvestri prima della rete del 2-1 firmata proprio da Mkhitaryan sul cross del solito Dimarco. L’Udinese però ha avuto una grandissima occasione in contropiede, un quattro con tre sprecato incredibilmente da Success (il numero 7 per accentrarsi non ha servito il compagno libero sulla destra). La seconda rete interista ha praticamente tagliato le gambe agli uomini di Sottil, i bianconeri non sono riusciti più ad impensierire l’Inter. La gara l’ha chiusa il solito Lautaro in contropiede – pochi minuti prima l’argentino aveva calciato alto a tu per tu con Silvestri – e i cinque minuti di recupero sono stati gestiti senza troppi sussulti da Dzeko e compagni. Ora testa al Porto per l’andata degli ottavi di Champions, poi il Bologna dell’ex Thiago Motta mentre i friulani ospiteranno fra una settimana lo Spezia.
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Sinner in finale a Rotterdam, sfiderà Medvedev

ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner ancora in finale. Una settimana dopo il successo a Montpellier, il 21enne di Sesto Pusteria approda all’ultimo atto dell'”ABN AMRO Open”, Atp 500 da 2.074.205 euro che domani si concluderà sul veloce indoor di Rotterdam, in Olanda. Il giovane azzurro, risalito al numero 14 del ranking grazie al trionfo in Francia di domenica scorsa (settimo trofeo Atp in carriera), fatica ma alla fine piega per 7-5 7-6(5), dopo quasi due ore di gioco, l’olandese Tallon Griekspoor, numero 61 Atp, in tabellone grazie ad una wild card. In serie positiva da 7 match (14 vittorie e 2 sconfitte il bilancio da inizio stagione), giocherà dunque la sua nona finale nel circuito maggiore: di fronte ci sarà l’ex numero uno del mondo Daniil Medvedev, sesta testa di serie del torneo e oggi numero 11 del ranking. Il russo si è aggiudicato tutti e quattro i precedenti, l’ultimo dei quali lo scorso ottobre a Vienna, in quello che è stato anche l’ultimo titolo conquistato dal 27enne moscovita.
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Altra vittoria per il Milan, Messias stende il Monza

MONZA (ITALPRESS) – Il Milan soffre ma trova una vittoria fondamentale per 1-0 sul campo di un Monza comunque positivo. E’ un bel sinistro di Messias alla mezz’ora a decidere un match molto intenso, con occasioni da una parte e dall’altra. Dopo appena un minuto, Tatarusanu deve già mettere i guantoni due volte per evitare il peggio: prima, su un mancino ravvicinato di Ciurria e poi su un’incornata da angolo di Petagna. Gli ospiti si vedono per la prima volta al 18′ e vanno vicini al vantaggio con Leao, il quale sfodera un gran destro dalla distanza che centra l’esterno del palo alla sinistra di Di Gregorio. Al 25′ è Messias a recuperare palla e a servire il portoghese, che calcia debolmente trovando però una risposta goffa di Di Gregorio, il quale si riscatta chiudendo lo specchio a Diaz sulla ribattuta. Quattro minuti dopo è Tomori a provarci con il mancino dopo una sortita offensiva avviata da una bella iniziativa di Hernandez, ma Di Gregorio è ancora una volta attento e devia in tuffo. L’1-0 è nell’aria e arriva al 31′. Al termine di un’azione prolungata, Messias raccoglie la sfera al limite dell’area e indovina un preciso sinistro a mezza altezza che finisce nell’angolino alla sinistra del portiere, portando così in vantaggio i campioni d’Italia in carica. E’ l’1-0 con cui le due formazioni vanno negli spogliatoi. Al 12′ gli uomini di Pioli si divorano il 2-0. Diaz riparte veloce e serve Leao che di prima appoggia a Hernandez, il quale si invola verso la porta ma fallisce il tentativo di pallonetto su Di Gregorio in uscita da ottima posizione. I biancorossi prendono coraggio e al 28′ sfiorano il pari. Ciurria addomestica la palla dalla destra e scaglia un sinistro improvviso che centra prima il palo e poi il tacco di Tatarusanu, terminando poi la sua corsa sul fondo. I rossoneri sono in apnea, ma al 40′ si mangiano di nuovo il raddoppio. Tonali va al tiro, Di Gregorio respinge ma sulla ribattuta sono prima Rebic e poi De Ketelaere a mancare di freddezza da pochi passi. L’assalto finale dei locali non crea ulteriori grattacapi a Tatarusanu e il risultato non cambierà più. Il Milan guadagna così tre punti importanti che gli permettono di raggiungere momentaneamente l’Inter al secondo posto a quota 44. Il Monza, che esce dal campo a testa alta, rimane invece in undicesima posizione con 29 punti all’attivo, incassando la prima sconfitta in campionato in questo 2023.
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Addio a Ilario Castagner, guidò il “Perugia dei miracoli”

PERUGIA (ITALPRESS) – Si è seduto sulle panchine di Milan e Inter ma il suo nome resterà per sempre legato al Perugia. Si è spento a 82 anni Ilario Castagner: a darne notizia, sulla sua pagina Facebook, il figlio Federico. “Oggi se ne è andato il sorriso più bello del Calcio italiano”, ha scritto ringraziando “tutti i medici e al personale sanitario dell’Ospedale ‘Santa Maria della Misericordià di Perugia che in queste ultime settimane si sono presi cura di lui. Ciao papà…”. Una carriera da centravanti negli anni Sessanta fra Reggiana, Legnano, Perugia (dove vince la classifica cannonieri in C), Prato e Rimini, Castagner muove i primi passi da allenatore nel settore giovanile dell’Atalanta prima della chiamata, nel 1974, del Perugia. Il tecnico originario di Vittorio Veneto lancia giovani come Renato Curi e Paolo Sollier e, a sorpresa, alla sua prima stagione vince il campionato di B. Nel massimo campionato la squadra non sfigura, anzi, tanto da guadagnarsi l’appellattivo di “Perugia dei miracoli”. Non mancano i momenti difficili, su tutti l’improvvisa morte nell’ottobre 1977 del giovane Curi, colto da infarto durante una partita contro la Juve, ma quel Perugia continua a stupire.
E nella stagione 1978-79 Castagner compie il suo capolavoro: la squadra chiude il campionato da imbattuta (impresa riuscita poi solo a Milan e Juve), con 11 vittorie e 19 pareggi, terminando al secondo posto, a tre lunghezze dai rossoneri campioni d’Italia. Dopo lo scandalo legato al Totonero, Castagner torna in B guidando prima la Lazio e poi il Milan, che riconduce nel massimo campionato facendo debuttare giocatori come Tassotti ed Evani. Guiderà anche l’Inter, con cui arriverà fino alle semifinali della Coppa Uefa, e poi Ascoli (vittoria in Mitropa Cup), Pescara e Pisa, fino al ritorno a Perugia, che riporta dalla C1 alla serie A, esonerato poi nel corso della stagione 1998-1999 in quella che sarà la sua ultima stagione in panchina. Al Grifone tornerà ancora qualche anno dopo, come presidente onorario dopo la gestione Gaucci, a riprova di un legame indissolubile, almeno fino ad oggi, quando la notizia della sua scomparsa gela lo stadio intitolato a Renato Curi, durante la gara con la Ternana. “Oggi è un giorno triste per lo sport. Ed è un giorno molto triste per la nostra città. Con Ilario Castagner se ne va una leggenda del calcio italiano”, il cordoglio del sindaco di Perugia, Andrea Romizi, che ricorda soprattutto l’uomo, “una persona rara, un gentiluomo d’altri tempi”.
La Lazio lo ricorda come “una figura cara agli appassionati di calcio, unanimemente associata a un modo serio, professionale e pacato di vivere lo sport” mentre Lorenzo Casini, presidente della Lega di A, lo definisce “un personaggio simbolo del nostro sport, un uomo mai sopra le righe, esempio e maestro per molti calciatori e allenatori”.
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La Samp spreca, Orsolini fa volare il Bologna a Marassi

GENOVA (ITALPRESS) – Occasione sprecata per la Sampdoria nella corsa salvezza: finisce 2-1 al Ferraris per il Bologna. I blucerchiati recriminano per il rigore sbagliato da Sabiri e nel finale il gioiello di Orsolini regala il successo agli ospiti. Ci sono poche emozioni nella prima parte di gara con le due squadre che si studiano con attenzione ma è la formazione di Thiago Motta quella che insiste di più e al 27′ sblocca la sfida del Ferraris con la sciabolata di Soriano dai 20 metri dopo il suggerimento di Barrow. Ma serve la benedizione del Var perchè Irrati deve controllare la posizione di Schouten. Mette la freccia il Bologna che riesce poi ad anestetizzare la reazione dei blucerchiati che prende forma soltanto attraverso un paio di calci di punizione di Gabbiadini e Cuisance ma gli emiliani non devono mai tremare. Nella ripresa la Samp cerca di dare una scossa alla sua partita anche con l’innesto di forze fresche come Zanoli, Rincon e Murru ma il Bologna concede pochissimi spazi e sono rare le incursioni doriane. Poi il match si colora di blucerchiato col pareggio di Sabiri su rigore al 23′ quando Lucumi cintura Gabbiadini. Il neo entrato non sbaglia. Poi un’altra emozione al 25′ con Sosa che commette fallo di mano su cross di Zanoli. Dal dischetto ancora Sabiri ma questa volta Skorupski respinge e neutralizza anche la ribattuta. Ma nel finale l’invenzione di Orsolini che mette il pallone all’incrocio dei pali fa volare il Bologna. I felsinei volano provvisoriamente al settimo posto in classifica mentre si fa sempre più complicata la rincorsa dei blucerchiati, che restano penultimi a 8 punti dalla zona salvezza.
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