VERONA (ITALPRESS) – Lo scontro salvezza del Bentegodi va al Verona, che di fronte al proprio pubblico supera per 2-0 la Cremonese. E’ una doppietta di Lazovic nel primo tempo a decidere un match che vede gli scaligeri meritare i tre punti contro un avversario mai in partita. Una gara iniziata nel ricordo di Gianluca Vialli, con i giocatori grigiorossi in campo durante il riscaldamento con una maglia raffigurante il volto dell’ex bomber quando giocava ancora giovanissimo in Lombardia. Dopo 9 minuti, alla prima opportunità, i padroni di casa passano già in vantaggio. La difesa ospite libera male e la palla arriva a Kallon che dalla destra pesca Lazovic, il quale si gira e batte Carnesecchi da due passi sfruttando al meglio le marcature avversarie decisamente morbide. Il serbo è scatenato e al 26′, al termine di una rapida ripartenza, trova la doppietta personale. Tutto parte da una progressione dalla sinistra di Doig, che taglia dentro il campo con estrema facilità servendo in area il suo compagno che con il destro infila Carnesecchi in diagonale. Al 33′ è Kallon a sfiorare il tris quando spara alle stelle da ottima posizione dopo un invitante assist di Doig dalla sinistra. Il primo tempo si chiude sul 2-0 tra le proteste degli uomini di Alvini, che in pieno recupero reclamano un calcio di rigore per un possibile fallo commesso da Hien in area su Dessers che non viene visto nè da Mariani nè dal Var. Nella ripresa si attende la reazione della neopromossa che però non arriva, nonostante la girandola di cambi in attacco. I veneti, pur senza impensierire ulteriormente Carnesecchi, gestiscono senza troppi problemi il possesso palla evitando rischi. L’incontro si chiude così sul 2-0 in favore di un Verona che sale al terzultimo posto a quota 9 al pari della Sampdoria e a 6 lunghezze di ritardo dalla zona salvezza. In fondo alla classifica c’è ora la Cremonese, ultima da sola con appena 7 punti all’attivo e ancora senza vittorie in stagione.
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Il Verona torna a vincere, Lazovic stende la Cremonese
A Cremona l’ultimo saluto a Gianluca Vialli
CREMONA (ITALPRESS) – Cremona si è stretta simbolicamente per l’ultima volta attorno a Gianluca Vialli. Sul piazzale della chiesa di Cristo Re si è radunata una grande folla per partecipare alla funzione in suffragio del campione di calcio chiesta dalla famiglia. Tanti gli ex calciatori – tra loro Angelo Peruzzi, Fabrizio Ravanelli, Ciro Ferrara, Moreno Torricelli, Alessio Tacchinardi, Marco Lanna, Fausto Salsano, Alberico Evani, Roberto Bettega, Attilio Lombardo, Marco Branca -, gli amici e le autorità che non hanno voluto mancare all’appuntamento presso la parrocchia del quartiere che ha visto nascere e crescere Vialli, dove negli anni si era sviluppato anche un forte legame con la famiglia di un altro campione del calcio cremonese come Antonio Cabrini. In prossimità dell’altare le maglia di Cremonese, Sampdoria, Juventus, Chelsea e Nazionale. Dopo una domenica grigia e di pioggia, a Cremona è spuntato il sole quasi a sorridere, come avrebbe voluto lo stesso Gianluca, nel giorno dell’addio. La giornata è cominciata con il lutto cittadino: nelle scuole cremonesi tante le testimonianze d’affetto dei giovani studenti che forse non hanno mai visto Vialli giocare dal vivo ma solo attraverso vecchie immagini ma che comunque hanno avuto modo di apprezzarne lo stile e la simpatia.
Disegni, pensieri sui quaderni e il minuto di silenzio scattato a mezzogiorno anche in tutti gli uffici pubblici, hanno voluto omaggiare un “figlio di Cremona” che ha portato in alto il nome della città in Italia e nel mondo. Sulla facciata del municipio intanto sono state proiettate le immagini di Vialli ai tempi della Cremonese, giovane attaccante che sarebbe entrato col tempo nelle leggende del calcio. All’ora di pranzo i dipendenti e gli amministratori comunali si sono radunati nel cortile Federico II per il minuto di silenzio al rintocco della campana della torre civica. In prima fila il sindaco Gianluca Galimberti e Paolo Carletti (presidente del Consiglio Comunale) a reggere una maglia storica della Cremonese. La società grigiorossa ha potuto essere presente alla messa con il proprio direttore generale Paolo Armenia e con una squadra del settore giovanile, mentre la prima squadra era impegnata nella sfida di campionato a Verona. Vialli era con loro in campo attraverso l’immagine riprodotta sui copri maglia del riscaldamento e poi sulle maniche della divisa di gioco.
“Noi eravamo fratelli. Anche quando ci parlavamo c’era qualcosa che ci legava ed è difficile pensare che Luca non ci sia. Quando diceva qualcosa era sempre importante, il suo spessore era grande. Quando lo ascoltavamo rimanevamo sempre con la bocca aperta” il ricordo commosso di Fausto Salsano. “In questi giorni chi non ha visto i baci che Luca dava a quella coppa. Ricordi? A volte i ricordi più belli riguardano l’aspetto umano e quindi li tengo per me” le parole di Roberto Bettega.
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Montella “Spalletti merita lo scudetto ma è ancora lunga”
ROMA (ITALPRESS) – “Il campionato non è finito anche se il Napoli ha un bel vantaggio. Sono felice per il Napoli e per Spalletti, che meriterebbe di vincere lo scudetto. Ma è ancora lunga e Spalletti lo sa meglio di chiunque altro”. Vincenzo Montella, ospite di “Radio Anch’io Sport” su Radio1, preferisce non sbilanciarsi troppo nei pronostici scudetto sebbene i partenopei siano già campioni d’inverno con due turni d’anticipo. “La rimonta subita dal Milan contro la Roma? Le partite non finiscono mai, il calcio è imprevedibile fino alla fine. Il Milan ha meritato all’inizio ma la forza mentale della Roma è stata premiata”. Pioli è finito sul banco degli imputati per i cambi “ma si ha la memoria corta, sta facendo un lavoro straordinario assieme alla società – lo difende l’attuale tecnico dell’Adana Demirspor – Sulla bilancia va messo il fatto che il Milan, fra monte ingaggi e soldi investiti sul mercato, è fra quelle che ha speso di meno. Talvolta l’allenatore può essere criticato ma sta facendo un grande lavoro anche se magari non ha 18 calciatori dello stesso livello per competere costantemente per lo scudetto tutti gli anni”. E poi c’è il ‘giallò De Ketelaere. “Più cresce la squadra, più cresce un calciatore ma dipende anche dal carattere delle persone, talvolta serve il bastone e altre la carota”. Vicino alla ‘suà Samp (“ho visto Stankovic motivato e convinto di salvare la squadra, in determinate partite serve poi l’episodio che te le fa vincere e magari cambia l’inerzia mentale ma se la giocherà comunque fino alla fine”), da ex centravanti, Montella ammette di essere un estimatore di Giroud (“il classico attaccante che con la sua esperienza ha avuto un’ulteriore crescita”) ma soprattutto di Abraham e Osimhen, “giocatori moderni, abili ad attaccare le linee avversarie alle spalle, è quello che si chiede oggi nel calcio”. E gli attaccanti italiani? “Qualcosa ci manca ma un pò di speranza c’è: Scamacca ha fatto vedere grandi cose, c’è Lucca che può venire fuori, c’è materiale su cui lavorare”. Dalla Turchia l’ex tecnico di Fiorentina e Milan vede poi una serie A in cui “c’è questa mania o indirizzo di punire qualsiasi contatto in area, talvolta il Var toglie quella percezione che ha l’arbitro durante la partita: si ha la sensazione che venga punito ogni contatto, ogni fallo di mano. Ma un calciatore deve muoversi, e muovendosi muove anche le braccia”. Di nostalgia per l’Italia, Montella non sembra averne, anche a vedere certi episodi fuori dal campo (“gli scontri in autostrada? Servono pene certe, severe e veloci. In Turchia, da quando sono qui, di episodi del genere non ne ho visti o sentiti”) ma non chiude le porte a un ritorno. “Chi può dirlo, il calcio è talmente veloce… Ora sto bene qui, stiamo competendo per l’alta classifica, cosa che era difficile considerando le squadre di vertice che ci sono in Turchia. E poi sono ancora giovane come allenatore”. Insomma, Montella vuole provare a vincere qualcosa con l’Adana e spera anche in una mano dal mercato. “Qualcosa il club sta provando a fare, non è facile, qualcosa ci manca per completare la squadra. Io me lo auguro, i profili che stiamo seguendo sarebbero molto interessanti per me. Demme? Vediamo se il Napoli lo cede, se è in uscita, sicuramente è un giocatore interessante”, confessa l’Aeroplanino.
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Per la prima volta tre azzurri nella top 20 del ranking Atp
ROMA (ITALPRESS) – Giornata storica per il tennis azzurro: per la prima volta in quasi 50 anni di classifiche Atp, l’Italia ha 3 tennisti tra i primi 20 del mondo, anzi tra i primi 19. Nel ranking pubblicato questa mattina Matteo Berrettini, tornato numero 1 d’Italia, è numero 14, Jannik Sinner numero 16 e Lorenzo Musetti numero 19. L’unica nazione a fare meglio dell’Italia è la Spagna con 3 giocatori nei 15: Carlos Alcaraz 1, Rafael Nadal 2 e Pablo Carreno Busta 15. In passato il vecchio record dell’Italia è stato quello di avere al massimo 3 giocatori nei primi 21 del mondo. Questo evento si è verificato per la prima volta il 4 ottobre 2021 con Berrettini 7, Sinner 14 e Sonego 21 e si è ripetuto anche dal 14 febbraio al 10 aprile 2022, sempre con la triade composta da Berrettini, Sinner e Sonego. Nella Top 100, poi, anche altri tre italiani: lo stesso Sonego (da 45^ a 44^), Fabio Fognini (57^, -2) e Marco Cecchinato, che guadagnando otto posti si attesta al numero 93.
Al vertice, come detto, rimangono due spagnoli, Alcaraz e Nadal, seguiti da Ruud ora incalzato da Tsitsipas (appena 5 punti separano il greco dalla terza piazza). La vittoria ad Adelaide permette a Djokovic di restare quinto, appena dietro c’è Rublev che approfitta dei punti persi da Auger-Aliassime e Medvedev mentre torna fra i primi 10 Rune, con Fritz nono.
Questa la top ten della nuova classifica Atp:
1. Carlos Alcaraz (Esp) 6820 (–)
2. Rafael Nadal (Esp) 5770 (–)
3. Casper Ruud (Nor) 5720 (–)
4. Stefanos Tsitsipas (Gre) 5715 (–)
5. Novak Djokovic (Srb) 5070 (–)
6. Andrey Rublev (Rus) 3930 (+2)
7. Felix Auger-Aliassime (Can) 3895 (-1)
8. Daniil Medvedev (Rus) 3860 (-1)
9. Taylor Fritz (Usa) 3545 (–)
10. Holger Rune (Den) 2876 (+1)
Così gli italiani:
14. Matteo Berrettini 2490 (+2)
16. Jannik Sinner 2375 (-1)
19. Lorenzo Musetti 1925 (+4)
44. Lorenzo Sonego 950 (+1)
57. Fabio Fognini 843 (-2)
93. Marco Cecchinato 582 (+8)
120. Francesco Passaro 473 (-1)
134. Matteo Arnaldi 421 (–)
146. Raul Brancaccio 385 (+48)
153. Mattia Bellucci 374 (–)
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Rimonta Roma a San Siro, Milan bloccato sul 2-2
MILANO (ITALPRESS) – La Roma con due gol su altrettanti calci piazzati beffa il Milan e rimonta, a San Siro, i rossoneri sul 2-2 grazie a un incredibile finale. Alle reti di Kalulu e Pobega, rispondono Ibanez e Abraham. La squadra di Pioli, ora a pari merito con la Juve, scivola a -7 dal Napoli, mentre i giallorossi tengono il passo della Lazio a quota 31. Pioli conferma l’11 di Salerno, Mourinho schiera contemporaneamente dal 1′ Pellegrini, Zaniolo, Dybala e Abraham. La prima occasione è dei rossoneri dopo due minuti: lampo di Leao sulla sinistra, cross in area per Tonali che di testa colpisce senza trovare la porta. Al 29′ ci prova Brahim Diaz da fuori area, ma il tiro è centrale e Rui Patricio riesce ad alzare in angolo. La Roma ha segnato sette gol su diciannove sugli sviluppi di un calcio piazzato, più di tutti in Serie A. A San Siro però è la squadra rossonera a sbloccare il risultato su corner: al 30′ batte Tonali, Kalulu si libera dopo un blocco e di testa supera il portiere portoghese, apparso tutt’altro che reattivo. Per la prima conclusione della Roma bisogna aspettare il 42′: Dybala apre sulla sinistra, Zalewski salta Calabria e cerca senza successo il secondo palo. Nel precedente turno di campionato il solo Rafa Leao ha fatto registrare più dribbling (4) della Roma intera (3). E sulla fascia del portoghese, Celik, Mancini (diffidato, salta la Fiorentina) e Zaniolo chiudono il primo tempo con un giallo sulle spalle. Sulla stessa corsia, ad inizio ripresa, ci prova Theo Hernandez con un tiro da fuori area, ma Rui Patricio in qualche modo respinge. La Roma fatica a ripartire, il Milan domina il possesso e trova lo spazio per calciare: al 61′ il tentativo è di Brahim Diaz, ma il tiro è largo. La partita è bloccata, al 72′ Tonali è ammonito per proteste e da diffidato salterà il Lecce. Il Milan al 77′ riesce a raddoppiare col contropiede perfetto: Leao parte sulla sinistra e premia il neo entrato Pobega, che non perdona Rui Patricio. Ma la beffa per il Milan è dietro l’angolo e la Roma rimonta con l’arma della casa. All’87’ Ibanez accende il finale con un colpo di testa vincente su palla inattiva. Nel recupero Abraham, dopo una parata di Tatarusanu su Matic, sempre su calcio piazzato, gela San Siro per il 2-2 definitivo.
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Il Napoli passa a Marassi: battuta 2-0 la Sampdoria
GENOVA (ITALPRESS) – Il Napoli ha riscattato il ko di San Siro e ha vinto 2-0 sul campo di una Sampdoria rimasta per quasi un’ora in inferiorità numerica (per il rosso diretto ai danni di Rincon). Una sfida decisa dalla rete di Osimhen nel primo tempo e dal rigore messo a segno da Elmas nel finale. Una partita aperta e chiusa dall’omaggio dei tifosi doriani per Gianluca Vialli e per Sinisa Mihajlovic, ricordati con cori, striscioni e con tanta commozione dal minuto di raccoglimento pre-gara al momento del triplice fischio. I giocatori di casa hanno effettuato il riscaldamento con la maglia numero 9 del “bomber” dello storico scudetto doriano. Poi, subito la gara si è fatta emozionante, con gli ospiti che al 3′ hanno beneficiato di un calcio di rigore, assegnato dopo il consulto al Var, a causa di un intervento in area di rigore commesso da Murru ai danni di Anguissa. Dal dischetto si è presentato Politano, che si fa però ipnotizzare da Audero, abile a respingere la sfera sul palo.
I padroni di casa si sono visti al 13′, quando Lammers ha appoggiato per Verre, che ha scagliato un gran sinistro dalla distanza sul quale Meret è stato bravo a deviare in angolo. Al 16′ è Audero ad alzare in corner un’incornata di Osimhen, arrivata dopo un cross dalla destra di Di Lorenzo. L’attaccante nigeriano si è riscattato al 19′: Mario Rui dalla sinistra ha messo una bella palla alle spalle di Nuytinck e Osimhen, in spaccata, ha beffato tutti, battendo Audero per l’1-0. Al 22′ Anguissa ha sfiorato il raddoppio. Per i liguri si è fatta notte fonda al 39′, quando Abisso ha espulso con un rosso diretto Rincon per gioco pericoloso appena fuori area sullo scatenato Osimhen.
Nella ripresa, gli uomini di Spalletti hanno controllato senza problemi il gioco. Al 34′ Vieira ha commesso un fallo di mano in area, inizialmente non sanzionato, con Abisso richiamato nuovamente al Var per poi assegnare il penalty. Dagli 11 metri Elmas ha spiazzato Audero, siglando il 2-0 che ha chiuso definitivamente la contesa. Il Napoli vola a 44 punti, a +7 sulla Juventus, attesa venerdì al “Maradona”. Critica la situazione della Sampdoria, ancora ferma in terzultima posizione, a quota 9, con 6 lunghezze di ritardo dalla zona salvezza.
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La Lazio beffata nel finale, 2-2 contro l’Empoli
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio non riscatta la brutta figura di Lecce e si fa rimontare dall’Empoli: 2-2 il risultato maturato nel finale, dopo il doppio vantaggio dei capitolini. In una partita dominata dai biancocelesti, avanti con i gol di Felipe Anderson e Zaccagni, uno per tempo, i toscani si riscattano con Caputo all’84’ e con Marin nel recupero.
La curva Nord è chiusa per un turno di squalifica, dopo i cori razzisti nella gara contro i salentini alla ripresa del campionato. Il resto dello stadio Olimpico, però, onora il ricordo di Sinisa Mihajlovic: in curva Maestrelli campeggia una gigantografia dell’ex biancoceleste recentemente scomparso.
La squadra di Sarri dimostra di reagire alla sconfitta contro i salentini: bastano due minuti per sbloccare la gara (con la complicità della deviazione decisiva di Caputo). Al 2′, sugli sviluppi del corner battuto da Luis Alberto, Felipe Anderson si prende il merito beffare il portiere avversario.
Al di là del gol, il primo tempo è tutto della Lazio, che protegge il vantaggio e va più volte vicina al raddoppio. Le occasioni più importanti sono tre: il potentissimo tiro di Immobile sopra la traversa, la conclusione sul fondo di Zaccagni e la rasoiata di Luis Alberto deviata in corner. La squadra di Zanetti non accenna a reagire neanche nel secondo tempo, anzi i biancocelesti trovano finalmente la rete del 2-0. Al 54′ è Zaccagni a mettere la firma sul gol, battendo Vicario di esterno destro dopo la ribattuta del tiro di Felipe Anderson. La Lazio sfiora il tris con il palo colpito da Milinkovic-Savic ma poi l’Empoli risorge. Prima accorcia le distanze con la rete di Caputo al 39′ poi ci crede fino allo scadere. Al 94′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Marin infila il decisivo 2-2. I toscani si portano a quota 19. I biancocelesti rimpiangono i due punti persi al fotofinish e vanno a 31, tra i fischi del pubblico capitolino.
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Tanta pioggia ma niente gol, pari fra Spezia e Lecce
LA SPEZIA (ITALPRESS) – Sotto la pioggia battente finisce 0-0 lo scontro salvezza andato in scena al ‘Piccò tra Spezia e Lecce. Vince dunque l’equilibrio con le due squadre che hanno comunque dato vita a una gara bella e piena di occasioni da rete. Risultato che forse sta stretto ai padroni di casa dello Spezia, ma che viene invece accolto a braccia aperte dal Lecce (quarto risultato utile consecutivo in campionato). La gara stenta a decollare nei primi minuti di gioco ma, al 13′, sugli sviluppi di un corner, il Lecce sfiora il vantaggio colpendo nella stessa azione prima il palo e poi la traversa, rispettivamente con Blin e Gonzalez. Scampato il pericolo, lo Spezia prova a riorganizzarsi e, al 24′, i bianconeri mettono i brividi agli ospiti: sulla sinistra, azione personale di Bourabia e cross perfetto per la testa di Gyasi, che però spedisce incredibilmente il pallone sopra la traversa. Il Lecce non si lascia intimorire e, arginata l’offensiva spezzina, prova un nuovo affondo al 36′ con Gonzalez, ma Dragowski non si lascia sorprendere e salva il risultato spedendo il pallone in corner con un tuffo acrobatico. Nella ripresa sprint dopo appena tre minuti dei padroni di casa con la ripartenza di Nzola, ma Falcone è attento e respinge in modo vincente la conclusione dell’attaccante. La risposta del Lecce è immediata e affidata a Strefezza che, al 53′, dal limite dell’area costringe Dragowski agli straordinari. Nonostante la pioggia battente, il ritmo della gara cresce vertiginosamente e, tra il 58′ e il 60’, prima Nzola e poi Agudelo non riescono a sfruttare due ottime occasioni da gol. Gli ultimi minuti della partita sono combattutissimi ma gli sforzi profusi non valgono la rete del possibile vantaggio e la gara si chiude sul risultato di 0-0.
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