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Per tecnici di Serie B “Frosinone, Reggina e Genoa in A”

PALERMO (ITALPRESS) – Sudtirol e Cheddira le sorprese del campionato, mentre Frosinone, Reggina e Genoa saranno le tre promosse nella massima serie. E’ quanto emerge nel tradizionale
sondaggio di metà campionato promosso dall’ITALPRESS coinvolgendo i tecnici di serie B (per il Cagliari ha risposto il ds Nereo Bonato, mentre non hanno risposto il tecnico del Genoa Alberto Gilardino, quello della Ternana Aurelio Andreazzoli). La squadra di Pierpaolo Bisoli, con 9 preferenze, risulta essere la squadra sorpresa del torneo precedendo Frosinone (3), Bari e Reggina (2), Pisa (1). Il marocchino del Bari Walid Cheddira è la rivelazione tra i giocatori con 8 preferenze, seguito da Fabbian della Reggina (5). Per i tecnici di serie B le tre promosse saranno Frosinone (14 voti), Reggina e Genoa (12). Dietro il Parma (3 preferenze), Pisa e Sudtirol (una a testa).

Queste le tre domande rivolte ai tecnici:
1. Squadra sorpresa del campionato
2. Calciatore rivelazione
3. Le tre promosse

CHRISTIAN BUCCHI (ASCOLI)
1. Sudtirol
2. Cheddira (Bari)
3. Frosinone – Reggina

MICHELE MIGNANI (BARI)
1. Reggina
2. Cheddira (Bari)
3. Frosinone – Reggina – Parma

FABIO CANNAVARO (BENEVENTO)
1. Sudtirol
2. Esposito (Spal)
3. Frosinone – Genoa – Reggina

ALFREDO AGLIETTI (BRESCIA)
1. Bari
2. Cheddira (Bari)
3. Frosinone – Reggina – Pisa

NEREO BONATO (DS CAGLIARI)
1. Reggina
2. Boloca (Frosinone)
3. Frosinone – Genoa

EDOARDO GORINI (CITTADELLA)
1. Frosinone
2. Fabbian (Reggina)
3. Frosinone – Reggina – Genoa

MORENO LONGO (COMO)
1. Sudtirol
2. Nicolussi Caviglia (Sudtirol)
3. Genoa –

WILLIAM VIALI (COSENZA)
1. Sudtirol
2. Florenzi (Cosenza)
3. Frosinone – Reggina – Genoa

FABIO GROSSO (FROSINONE)
1. Frosinone
2. Cheddira (Bari)
3. Genoa – Parma

ATTILIO TESSER (MODENA)
1. Sudtirol
2. Cheddira
3. Frosinone – Reggina – Sudtirol

EUGENIO CORINI (PALERMO)
1. Frosinone
2. Fabbian (Reggina)
3. ——

FABIO PECCHIA (PARMA)
1. —-
2. Fabbian (Reggina)
3. Frosinone – Reggina – Genoa

FABRIZIO CASTORI (PERUGIA)
1. Sudtirol
2. Cheddira (Bari)
3. Frosinone – Genoa – Reggina

LUCA D’ANGELO (PISA)
1. Bari
2. Cheddira (Bari)
3. Frosinone – Genoa – Reggina

FILIPPO INZAGHI (REGGINA)
1. Sudtirol
2. Fabbian (Reggina)
3. Genoa – Parma – Frosinone

DANIELE DE ROSSI (SPAL)
1. Sudtirol
2. Cheddira (Bari)
3. ——-

PIERPAOLO BISOLI (SUDTIROL)
1. Sudtirol
2. Fabbian (Reggina)
3. Genoa – Frosinone – Reggina

PAOLO VANOLI (VENEZIA)
1. Pisa
2. Candela (Venezia)
3. Frosinone – Reggina – Genoa
(ITALPRESS).

Da Neymar a Ronaldo il Fenomeno: “Addio al Re del calcio”

SAN PAOLO (BRASILE) (ITALPRESS) – “Tutto ciò che siamo è grazie a te. Ti amiamo infinitamente. Riposa in pace”. Kely Nascimento, una delle figlie di Pelè, comunica via Instagram la notizia che tutti temevano: a 82 anni, nell’ospedale “Albert Einstein” di San Paolo, si è spento O’Rei. Le sue condizioni di salute si erano aggravate dopo il tumore al colon che gli era stato diagnosticato nel settembre dello scorso anno: “Insufficienza multiorgano”, la causa ufficiale dalla morte, alle 15.27 brasiliane, annunciata dall’ospedale dove era ormai ricoverato da un mese. La camera ardente sarà allestita a Vila Belmiro, lo stadio del “suo” Santos, su volontà dello stesso Pelè. E la famiglia chiederà al Peixe di ritirare la maglia numero 10. “Ispirazione e amore hanno segnato il viaggio di O’Rei Pelè, che è morto pacificamente oggi – si legge sull’account Instagram dell’ex fuoriclasse – Nel suo viaggio, Edson ha incantato il mondo col suo genio sportivo, ha fermato una guerra, ha portato avanti il suo impegno sociale in tutto il mondo e ha diffuso quella che più di tutte credeva fosse la cura per tutti i nostri problemi: l’amore. Il suo messaggio diventa un’eredità per le future generazioni: amore, amore e amore. Per sempre”.
Tanti i messaggi di cordoglio. Il Santos lo ricorda con una corona – che dal prossimo anno figurerà nello stemma del club – e la parola “Eterno” mentre la Federcalcio brasiliana proclama sette giorni di lutto. “Prima di Pelè, il 10 era solo un numero – il commosso ricordo di Neymar – Ma questa frase, per quanto bella, è incompleta. Perchè prima di Pelè il calcio era solo uno sport e lui ha cambiato tutto. Ha trasformato il calcio in arte, in spettacolo. Ha dato voce ai poveri, alla gente di colore. E soprattutto ha dato visibilità al Brasile. Il calcio e il Brasile hanno elevato il loro status grazie a O’Rei. Lui se n’è andato ma la sua magia resterà. Pelè è eterno”. “Unico. Geniale. Tecnico. Creativo. Perfetto. Ineguagliabile – lo ricorda Ronaldo il Fenomeno – Pelè è rimasto dove era arrivato. Senza aver mai lasciato la vetta, se ne va oggi. Il Re del calcio, unico, il più grande di sempre”. “Un’ispirazione, un riferimento ieri, oggi, per sempre – scrive invece Cristiano Ronaldo – L’affetto che ha sempre dimostrato per me è stato reciproco in ogni momento condiviso, anche a distanza. Non sarà mai dimenticato e il suo ricordo vivrà per sempre in ognuno di noi amanti del calcio”. “Il Re del calcio ci ha lasciato ma la sua eredità non sarà mai dimenticata”, lo saluta Mbappè, “Tu, il calcio. Ciao O Rei”, scrive Totti.
Ha mosso i primi passi con lui Josè Altafini: “Il più grande giocatore di tutti i tempi, da quando esiste il calcio. Pelè è stato il calcio. Non ci frequentavamo ma eravamo amici, non c’era nessuna rivalità”. Si dice “molto triste” Josè Mourinho, che ricorda un premio ricevuto da O’Rei, “La cosa più bella era la sua normalità”, l’elogio di Capello, e per il presidente della Fifa Infantino solo poche ma sentite parole: “Pelè: immortale – per sempre con noi”. In Italia anche il mondo della politica piange l’ex numero 10 verdeoro: “Grazie al suo estro e alla sua classe è riuscito a lasciare il segno anche nelle generazioni che non hanno avuto la fortuna di vederlo giocare. Oggi tutto il mondo piange una leggenda di nome Pelè”, twitta il premier Giorgia Meloni. “Da bambino ero affascinato da quel calciatore leggendario e dalla sua maglia bianca del Santos. Un sogno! Guardo Pelè e ritrovo tutti i sentimenti e lo spirito del calcio, i miei sentimenti e il mio spirito per il calcio, lo sport..semplici, profondi, puliti e umani”, le parole del ministro dello Sport, Abodi. “E’ stato la prima superstar globale del calcio e, grazie ai successi dentro e fuori dal campo, ha svolto un ruolo pionieristico nell’ascesa del calcio fino a diventare lo sport più popolare al mondo”, il cordoglio del presidente della Uefa, Aleksander Ceferin. E gli fa eco il numero uno della Figc, Gabriele Gravina: “Un dolore enorme, oggi lo sport piange un grandissimo, perchè Pelè era il calcio. Anche grazie a lui, infatti, è diventato il gioco più amato e praticato in tutto il mondo. In lui milioni di persone si sono riconosciute in una bellissima storia di riscatto e di grande passione. La sua classe illuminerà per sempre i nostri occhi”.
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(ITALPRESS).

E’ morto Pelè, aveva 82 anni

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SAN PAOLO (BRASILE) (ITALPRESS) – Edson Arantes do Nascimento, meglio conosciuto come Pelè, aveva 82 anni e da fine novembre era ricoverato all’ospedale “Albert Einstein” di San Paolo a causa di un’infezione respiratoria legata al Covid e per una rivalutazione delle cure per il tumore al colon che gli era stato diagnosticato nel settembre dello scorso anno. Sottoposto a intervento e chemioterapia, Pelè era peggiorato nell’ultimo anno e il 21 dicembre lo staff dell’ospedale aveva fatto sapere che sarebbe dovuto rimanere ricoverato anche a Natale per “una progressione della malattia oncologica” e la necessità di “maggiori cure legate alle disfunzioni renali e cardiache”. La famiglia non ha ancora rilasciato dettagli sulla camera ardente, ma “Globoesporte” fa sapere che nei giorni scorsi a Vila Belmiro è stata allestita una struttura per ospitarla, con O’Rei che sarà sepolto a Santos.
Pelè lascia sette figli e la moglie Marcia Aoki, con la quale era sposato dal 2016. Considerato il miglior calciatore di tutti i tempi, è l’unico ad aver vinto tre Mondiali (1958, 1962 e 1970) e in carriera ha vestito solo due maglie a livello di club, il Santos – dove ha collezionato 1116 partite con 1091 gol – e i New York Cosmos. Ha vinto per dieci volte il campionato paulista (e in nove occasioni è stato anche capocannoniere), due Libertadores e due Intercontinentali. Con la maglia verdeoro – dati Fifa alla mano – ha segnato 77 reti in 91 gare.
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L’Inter vince anche contro il Sassuolo, decide Dzeko

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – L’Inter chiude bene il 2022 vincendo anche l’ultima amichevole, successo importante perchè arrivato contro una formazione di Serie A come il Sassuolo. Decisiva la rete di Dzeko, uno dei più in forma in vista della ripresa del campionato.
Con De Vrij e Brozovic rimasti a lavorare ad Appiano, rispetto alle indicazioni della vigilia l’unica novità è stata quella di Bellanova titolare sulla corsia di destra al posto di Dumfries, inizialmente in panchina. Per il resto tutto confermato, con Skriniar, Acerbi e Bastoni in difesa, Calhanoglu regista affiancato da Barella e Mkhitaryan, Dimarco a sinistra e la coppia Dzeko-Lautaro in avanti.
Nel primo tempo meglio la squadra di Inzaghi, che ha costruito azioni da gol con Dzeko e Lukaku, con Mkhitaryan che al 20′ ha clamorosamente sbagliato i tempi dell’assist che avrebbe permesso a Lukaku di calciare a porta vuota. Allo stesso armeno è stato poi annullato un gol per fuorigioco (dubbio), e nemmeno il forcing finale ha prodotto effetti pur confermando la superiorità nerazzurra. A inizio ripresa l’unica nota stonata della serata, con Mkhitaryan costretto a chiedere il cambio (dentro Gagliardini) a causa di una lieve lombalgia. Poco dopo l’ora di gioco (63′) il gol partita: anticipo di Bastoni sulla trequarti e verticalizzazione per Dzeko, freddo e lucido nel battere il portiere Pegolo in uscita. Lo stesso Dzeko è poi andato vicino al raddoppio con un destro al volo fuori di poco, prima delle sostituzioni in blocco operate da Inzaghi, che ha gettato nella mischia i rientranti D’Ambrosio e Correa, oltre a Dumfries, Asllani, Gosens e Darmian (fuori Skriniar, Bellanova, Calhanoglu, Dimarco, Bastoni e Dzeko). L’Inter è andata vicina al raddoppio al 72′, con Pegolo bravo a respingere la conclusione di Gagliardini e Lukaku che ha sprecato la facile ribattuta in rete, prima di uscire a meno di dieci minuti dalla fine avendo messo altri preziosi minuti nelle gambe. Un successo importante, utile anche come avviso al Napoli, avversario alla ripresa del campionato nel big match di San Siro. Una gara per la quale è atteso il tutto esaurito (polverizzati anche i 4500 biglietti del settore ospiti), con il Prefetto di Milano Renato Saccone che ha disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella Regione Campania, anche se in possesso della tessera del tifoso, dopo aver “ravvisato il concreto pericolo di azioni violente da parte delle frange estreme delle tifoserie ultras”.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Sci alpino, Shiffrin vince anche lo slalom a Semmering

SEMMERING (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Un, due, tre, Shiffrin. Dopo la doppia vittoria in gigante, Her Majesty marchia a fuoco la pista di Semmering anche fra i pali stretti, dominando alla sua maniera. La 27enne fuoriclasse di Vail innesta subito le marce alte già nella prima manche, facendo il vuoto: la svedese Anna Swenn Larsson è la prima delle ‘mortali’ con 72 centesimi di ritardo, di un secondo più lenta invece Petra Vlhova, appena quinta. Nella seconda parte di gara bada invece al sodo, forse messa in allarme dall’errore della Swenn Larsson (che scivolerà al sesto posto), limitandosi a gestire quel tanto che basta per mettere in cascina altri 100 punti davanti alla connazionale Paula Moltzan, attardata di 29 centesimi e al primo podio in carriera, con la tedesca Lena Duerr terza a 0″34. Successo numero 80 in carriera, a -2 dal record di Lindsay Vonn, il 50esimo in slalom per una Shiffrin che conferma anche il suo particolare feeling con la “Panorama”, dove ripete così il trittico che le era già riuscito nel 2016. La statunitense, anche se la stagione è ancora lunga, sembra insomma avviata verso la sua quinta Coppa di Cristallo visto che in classifica generale allunga ancora (875 punti contro 506) su Petra Vlhova, che grazie comunque al quarto posto di oggi risorpassa Sofia Goggia. E anche nella classifica di specialità Her Majesty guarda tutte dall’alto (425 punti), a partire dalla Holdener che a Semmering deve accontentarsi della quinta piazza e ora è staccata di 55 lunghezze. Del resto in questa stagione la Shiffrin sta lasciando le briciole alle rivali: ha vinto sei delle 12 gare che l’hanno vista al cancelletto di partenza, senza dimenticare il secondo posto nello slalom del Sestriere alle spalle di Wendy Holdener a fronte di pochi passaggi a vuoto, come fra i pali stretti di Killington (quinta dopo aver chiuso in testa la prima manche) o, sempre sulla stessa pista americana, il 13esimo posto in gigante.
Giornata da dimenticare in casa azzurra dopo il doppio podio di Marta Bassino: nessuna delle italiane è riuscita a superare la fase di taglio con Marta Rossetti prima delle escluse al 31esimo posto, beffata per appena 9 centesimi dalla britannica Charlie Guest. Più indietro Lucrezia Lorenzi (33^), alla seconda gara in carriera sul massimo circuito, Lara Della Mea (37^) e Martina Peterlini (47^), che si riaffacciava a più di un anno dall’ultima volta in Coppa del mondo a Killington, a causa di un infortunio che le aveva fatto saltare gran parte della scorsa stagione. Male anche Anita Gulli, 52esima doppo un errore nel terzo settore di gara. Il circo bianco va ora in vacanza per qualche giorno: donne in pista a Zagabria il 4 e 5 gennaio con due slalom, quindi il weekend di Kranjska Gora con due giganti.

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Sci alpino, Odermatt vince SuperG a Bormio

BORMIO (ITALPRESS) – Marco Odermatt ha vinto il SuperG maschile disputato a Bormio. Lo svizzero ha chiuso la gara in 1’29″27, precedendo l’austriaco Vincent Kriechmayr (1’29″91) e il connazionale Loic Meillard (1’30″49). Quarto l’austriaco Daniel Hemetsberger (1’30″63), quinto Alexis Pinturault (1’30″67).
Per Odermatt si tratta del 16esimo successo sul massimo circuito in carriera – sesto nella specialità -, oltre ad essere il sigillo nella disciplina dopo la vittoria sulla pista canadese di Lake Louise. Primo degli italiani Christoph Innerhofer, 19° a 2″80 dal leader, poi Giovanni Franzoni (22° a 3″38), Matteo Marsaglia (25° a 3″62), Mattia Casse (28° a 3″72), Florian Schieder (30° a 3″83), mentre sono usciti Dominik Paris e Matteo Franzoso.
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Pancalli “Il 2022 conferma lo straordinario livello dell’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Il bilancio 2022 ci soddisfa particolarmente e ci rende orgogliosi. Perchè sul terreno tecnico-agonistico,
partendo dai Giochi paralimpici di Pechino, passando attraverso i
Deaflympics, che hanno visto il coinvolgimento degli atleti sordi, gli Youth Games e tutti i campionati continentali e iridati, abbiamo confermato lo straordinario livello del mondo paralimpico italiano in tutte le discipline, con molte conferme di campioni ma anche con tanti atleti emergenti che potranno scrivere pagine ancora più belle”. Lo ha detto il presidente del Cip Luca Pancalli, tracciando un bilancio dell’anno che si sta concludendo. “A questo – ha proseguito il numero uno del Cip all’Italpress – si aggiungano anche tutte le cose che siamo riusciti a realizzare come la partenza dei campus per l’avviamento dei bimbi e dei giovani sia per gli sport invernali che per quelli estivi, il Festival della Cultura Paralimpica, lo straordinario risultato di veder arruolati nelle Fiamme Oro, nelle Fiamme Azzurre, nel gruppo paralimpico della Difesa e nelle Fiamme Gialle i nostri atleti top level. Risultati che sono il frutto di un’azione seria, determinata, perseverante che ci inorgoglisce” ha detto ancora Pancalli.
Ora si guarda al 2023, un anno “dal punto di vista squisitamente sportivo determinante. Ci avviamo nella stagione delle qualificazioni per i Giochi Paralimpici del 2024 e guardiamo sempre più da vicino alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 che sembrano lontane ma sono praticamente domani – ha spiegato Pancalli – Siamo dunque impegnati su due fronti in egual misura e con la stessa determinazione. Naturalmente non siamo soli, si tratta di un lavoro fatto dalle Federazioni e con gli staff tecnici con le loro competenze. Un periodo nel quale dovremmo un pò raccogliere i frutti che ci dividono dalle Paralimpiadi di Tokyo. Siamo ottimisti guardando ai risultati delle competizioni iridate, basti pensare al nuoto. Continueremo a consolidare, poi, quell’azione di promozione ‘sportivà che coincide con un’azione sociale afferente a tutti i campus, avviamento, attività di riabilitazione perchè non dobbiamo mai dimenticare che la mission del Cip è primeggiare sui palcoscenici paralimpici internazionali e questo già lo facciamo molto bene, ma è anche avvicinare sempre più ragazzi disabili in questo Paese, affinchè ci sia la consapevolezza che c’è un diritto allo sport per tutti”.
L’augurio che il numero uno del Cip fa allo sport italiano per il 2023 è quello di “continuare a mietere i successi che lo rendono grande, con una straordinaria generazione di atleti che stanno scrivendo pagine importanti” e che “possa ritrovare un pò di serenità. Lo sport italiano, come tutto il Paese, ha bisogno di equilibrio, e ci vuole impegno da tutte le parti”.
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Denunce ginnaste, Tecchi “Stiamo rivoltando la Federazione”

ROMA (ITALPRESS) – Gherardo Tecchi ringrazia “atlete e atleti che hanno deciso di parlare. Le loro voci ci hanno permesso di aprire una riflessione su come tutelare questo bellissimo sport”. Con questi ringraziamenti si apre l’intervista che il presidente della Federginnastica ha rilasciato a La Stampa, tornando sulle denunce di violenze e maltrattamenti presentate da alcune atlete e sulla relativa inchiesta. “Il nostro obiettivo è dare alla ritmica un nuovo volto e fare in modo che i tecnici sappiano confrontarsi con i giovani. Bisogna lavorare sulla formazione”, aggiunge Tecchi che attende che la giustizia faccia il suo corso. “La procura federale sta lavorando e penso stiano facendo un buon lavoro. Non conosco i dettagli, è una struttura indipendente come il nostro Safeguarding Office. L’abbiamo creato per le ginnaste che, anche in anonimo, vogliono parlare. Vogliamo scoprire tutta la verità e ripartire”. Tecchi, dunque, aspetta che la procura chiuda il suo lavoro, solo in seguito arriveranno le decisioni anche sul futuro della direttrice tecnica Emanuela Maccarani. “Io non posso dare la croce nè alle atlete, nè a Maccarani. Questo deve farlo la giustizia sportiva. Anticipare le decisioni della procura vuol dire dare ragione a una o all’altra parte. Vale la presunzione di innocenza: quando avremo le risposte, agiremo immediatamente”.
Per Tecchi “il buon allenatore non è solo quello che insegna la tecnica, deve anche interpretare la testa di chi ha davanti. C’è un nuovo psicologo a Desio, un altro che gira nelle accademie, altri 10 a disposizione delle società in tutta Italia. Stiamo rivoltando la Federazione come un calzino”. Il numero 1 della Fgi ritiene che il problema siano “gli allenatori. Quanti sono davvero capaci di guidare un centro tecnico? Quante di queste strutture societarie sono in grado avere in palestra un massaggiatore, un nutrizionista, un medico, uno psicologo? Nessuno o pochissimi. I presidenti di società devono vigilare e reclutare le bambine talentuose. Sono sbalordito quando sento che vanno ad allenarsi a 500 km da casa. Non per la Nazionale, ma in una società. Ma la famiglia dov’è?”. Poi c’è un altro “grosso problema. Un tecnico deve stare con i piedi per terra” ed è per questo che verranno formati “potenziando i corsi di base. Mi avevano chiesto di diminuire le ore, le aumenterò. Abbiamo già avviato diversi tavoli di lavoro con Terres de Hommes, Moige, Change the Game e l’istituto Auxologico”. Ultime battute ancora sulle inchieste. “Non detto i tempi della procura, ma so quel che farò. Al primo posto, la formazione. Il Safeguarding office continuerà a lavorare e a luglio, nei giorni della Coppa del Mondo, terremo un convegno internazionale su questi temi. Daremo delle linee precise. Chi non le rispetta, va a casa”.
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