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Radonjic e Vlasic, il Toro batte 2-0 la Sampdoria

TORINO (ITALPRESS) – per il Torino, che si impone con merito per 2-0 in casa contro la Sampdoria. In una partita tutt’altro che indimenticabile, ai piemontesi bastano i lampi di Radonjic nel primo tempo e di Vlasic nella ripresa per avere la meglio di una rivale con il morale sempre più sottoterra a causa delle sempre più incerte vicende societarie. In avvio di sfida non accade nulla fino al 23′, quando Radonjic se ne va sulla sinistra, si avvicina all’area di rigore e va al tiro con il destro trovano Audero pronto alla deviazione in corner. Al 29′ sono i granata a passare in vantaggio. Radonjic avanza palla al piede e chiude un triangolo con Vlasic, che lo porta poi alla conclusione da dentro l’area infilando Audero per l’1-0. La risposta dei blucerchiati è timida e si materializza solamente al 34′ con un tiro da fuori di Djuricic che esce a lato. Il primo tempo si chiude sull’1-0. La ripresa parte lenta, ma al 14′ gli uomini di Juric piazzano l’allungo decisivo. Vojvoda entra in area dalla sinistra e serve in area Vlasic, che si ricava spazio e calcia in girata nell’angolino con il mancino siglando il 2-0. Subito dopo, Stankovic viene espulso per proteste e per gli ospiti è notte fonda. Il resto del match è pura accademia, con i padroni di casa che gestiscono senza affanni e i loro avversari che non riescono a impensierire Milinkovic-Savic. Il risultato non cambierà più. Il Torino centra così 3 punti importanti grazie ai quali sale al nono posto a quota 20. Sempre più critica invece la situazione della Samp, che rimane penultima con appena 6 punti all’attivo e con 4 lunghezze di ritardo sulla zona salvezza.
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L’Inter torna alla vittoria, 6-1 al Bologna

MILANO (ITALPRESS) – L’Inter di Simone Inzaghi torna alla vittoria dopo la sconfitta contro la Juventus. I nerazzurri si sono imposti 6-1 nel match interno contro il Bologna grazie alla doppietta di Dimarco e alle reti di Dzeko, Lautaro, Gosens e Calhanoglu, su calcio di rigore. Quarto posto momentaneo per Skriniar e compagni, in attesa del match di domani tra Verona e Juventus, nel prossimo turno ci sarà la sfida all’Atalanta . Sesto ko stagionale per il Bologna, nell’ultima gara del 2022 gli uomini di Motta se la vedranno col Sassuolo. La squadra di Simone Inzaghi doveva dare una svolta decisiva dopo il ko contro la Juventus, ma l’approccio nei primi minuti è stato timido, con poca personalità. Ne ha approfittato il Bologna con una fucilata imprecisa di Barrow e un tiro di Arnautovic stoppato in qualche modo da Onana. La squadra di Motta ha gestito meglio il pallone e la svolta è arrivata al 22′: Orsolini ha provato a calciare in porta al volo dal limite colpendo però Lykogiannis, l’impatto ha dato il via a una carambola terminata direttamente nella porta nerazzurra. La reazione immediata è arrivata con Dzeko, il bosniaco dopo 4 minuti si è inventato un destro al volo per superare Skorupski. Dieci minuti più tardi i padroni di casa hanno completato la rimonta con un calcio di punizione dal limite trasformato da Dimarco, poi Lautaro ha trovato la terza rete su calcio d’angolo, a due minuti dal termine della prima frazione. Nella ripresa l’Inter anzichè mollare la presa ha praticamente chiuso il match nel giro di undici minuti: al 3′ Dimarco si è inventato un altro gran gol con un piazzato sul palo opposto dopo il dribbling su Sosa, poi al 14′ Calhanoglu ha trovato la quinta rete su calcio di rigore, assegnato per un fallo di mano dello stesso difensore rossoblù dopo un tiro in porta di Dzeko. Nell’ultima mezz’ora la squadra di Simone Inzaghi ha praticamente gestito il possesso senza forzare il ritmo, al 31′ è arrivata anche la sesta e ultima rete con la scivolata di Gosens.
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Lecce-Atalanta 2-1, decidono Baschirotto e Di Francesco

LECCE (ITALPRESS) – Prima vittoria casalinga per il Lecce che batte 2-1 l’Atalanta al Via del Mare. Secondo ko consecutivo per la Dea a cui non basta il ritorno al gol di Zapata. Baschirotto e Di Francesco regalano ai salentini tre punti fondamentali. Baroni cambia due uomini rispetto all’undici che ha pareggiato ad Udine: in difesa Pongracic al posto di Umtiti, avanti Di Francesco e non Banda nel tridente con Strefezza e Colombo. Ampio turnover invece per Gasperini che tiene fuori Lookman e rilancia Malinovskyi e Zapata. Proprio su quest’asse il primo brivido del match: l’ucraino verticalizza per il colombiano che però viene murato sul più bello dalla difesa avversaria. Nel complesso però è il Lecce a partire meglio. Strefezza sporca i guantoni di Sportiello, poi triangola con Gendrey che serve a rimorchio Colombo: palla fuori ma non di molto. Dall’altro lato Hjulman è provvidenziale in chiusura su Pasalic mentre Soppy quasi sfiora l’autogol per negare la conclusione a Di Francesco. Prima della mezzora però, la squadra di casa segna 2 volte nel giro di 3 minuti. Sugli sviluppi di un corner, Strefezza disegna un traversone al centro, Gonzalez fa da sponda per Baschirotto che appoggia in rete il suo primo gol in Serie A. L’Atalanta accusa il colpo: Okoli perde palla sulla pressione di Colombo e Di Francesco ne approfitta per involarsi verso la porta. L’attaccante dribbla anche il portiere prima di insaccare il 2-0. Per la Dea le cose si mettono male, però la reazione arriva. Altra imbucata di Malinovskyi per Zapata che stavolta, solo davanti a Falcone, non sbaglia.
Nella ripresa Gasperini lancia subito Maehle e Koopmeiners, ma è Strefezza per i salentini a sfiorare il bersaglio con un velenoso rasoterra. Falcone mette i guantoni sul colpo di testa in terzo tempo di Okoli e l’Atalanta si gioca prima la carta Lookman e poi tenta il tutto per tutto con Boga e Hojlund. Sui piedi di Malinovskyi e Koopmeiners le occasioni migliori che però non vanno a buon fine. Il Lecce si difende con ordine e personalità e dopo 95 minuti fa festa con il pubblico del Via del Mare.
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Pinamonti replica ad Abraham, Sassuolo-Roma 1-1

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Dopo la sconfitta nel derby, la Roma non va oltre l’1-1 contro il Sassuolo al Mapei Stadium dopo essersi illusa nel finale di gara. Si sbloccano i due centravanti Abraham e Pinamonti, ma il punto soddisfa solo Dionisi e lascia l’amaro in bocca a Mourinho. La prima conclusione del match è dell’ex Frattesi che al 16′ ha lo spazio per il tiro e non ci pensa due volte: Rui Patricio smanaccia in corner. Al 28′ ci prova Harroui: palla alta. La Roma controlla il possesso palla (60%) ma fatica a costruirsi occasioni pulite da gol. Al 32′ una ripartenza è la chance più nitida del primo tempo: Zaniolo guida una il contropiede due contro due e mette in porta Shomurodov ma l’uzbeko – schierato al posto di Abraham e Belotti – è poco lucido e calcia su Consigli. Il Sassuolo risponde sfoggiando tutta la classe di Laurientè. Stop a seguire, arresto e tiro: palla fuori di un soffio. Al 42′ la squadra di Dionisi è pericolosa da calcio d’angolo con Frattesi che svetta tra le teste giallorosse senza trovare la porta. Mourinho risponde con i suoi due esterni: Celik crossa per Zalewski, il polacco a botta sicura calcia alto al volo. Ritmi più bassi in avvio di ripresa. Al 65′ Mourinho si gioca i primi cambi: dentro Abraham, El Shaarawy e Karsdorp. Dionisi invece si gioca le carte Thorstvedt e Traore. Al 70′ Pinamonti suona la sveglia a Rui Patricio: colpo di testa centrale, il portoghese blocca. Al 76′ il Sassuolo va vicino al vantaggio: Laurientè sfonda sulla sinistra e regala l’intero specchio a Traore ma Rui Patricio chiude e mura l’attaccante. All’80’ la Roma la sblocca: Mancini si sovrappone e crossa, Abraham di testa dà la frustata che non lascia scampo a Consigli. Ma dura poco. All’85’ Laurientè va via a Karsdorp e crossa dal fondo, Pinamonti anticipa Smalling e mette in rete. E’ il quarto gol ai giallorossi. Contro nessuna squadra ha fatto meglio. Nel finale c’è spazio anche per Berardi, ma ai neroverdi basta l’1-1.
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Milan, ufficiale l’addio di Gazidis “Quattro anni fantastici”

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan ha comunicato che il contratto di Ivan Gazidis, entrato in società come amministratore felegato a dicembre 2018, terminerà il 5 dicembre 2022. “A nome di tutti coloro che sono legati al Milan, vorrei ringraziare di cuore Ivan per la sua passione e dedizione, ma soprattutto per il significativo contributo che ha dato al nostro Club, rappresentando e diffondendo i valori fondamentali che ci contraddistinguono” le parole del presidente Paolo Scaroni. “Come ho detto durante la nostra recente assemblea degli azionisti, è molto facile essere il Presidente di una società che ha un amministratore delegato con le qualità di Ivan. Vorrei anche augurargli personalmente un periodo di meritato relax con la sua famiglia e ogni successo per il suo prossimo capitolo professionale” – ha concluso Scaroni. “Lascerò il Milan dopo quattro anni, meravigliosi e sfidanti – ha dichiarato Ivan Gazidis -. Devo moltissimo a questo club, alla sua gente, ai suoi tifosi e a questa città, che sono convinto mi abbiano letteralmente salvato la vita”.
“Se il Milan di oggi è in una posizione migliore rispetto a quando sono arrivato, è interamente dovuto al lavoro di tutte le persone che mi hanno circondato: dalla proprietà, al nostro Presidente, ai nostri allenatori, allo staff tecnico, ai direttori sportivi, ai nostri giocatori, ad ogni ragazzo o ragazza che sogna nelle nostre Academy, ai nostri scout e analisti, al personale medico, al nostro team dirigenziale e a tutti gli straordinari colleghi e collaboratori che danno tutto per il Milan – ha sottolineato Gazidis -. Ho avuto il privilegio di lavorare con tutti loro. Non ho dubbi che questi valori fondanti, portati avanti da tutte le persone del Club, spingeranno il Milan verso nuovi traguardi negli anni a venire. Infine, vorrei mandare un ringraziamento speciale ai nostri fan. I nostri tifosi hanno sostenuto il Club (e me stesso) attraverso momenti difficili, grazie alla loro costanza e alla loro forza. Conserverò per sempre nel cuore come mi hanno sorretto durante la mia malattia. Si meritano molto”. “A breve lascerò la mia responsabilità nel Club, ma il Club rimarrà sempre dentro di me”, ha voluto aggiungere Gazidis. Gazidis rimarrà pienamente operativo nel suo ruolo di CEO fino alla data di fine contratto e il Club comunicherà quanto prima il suo successore. “Tutti i dipendenti e i collaboratori di AC Milan ringraziano Ivan per la leadership e la passione dimostrata durante questi anni, in un periodo di grande trasformazione per il Club, augurandogli di cuore ogni successo per il futuro”.
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“La storia siamo noi”, cimeli azzurri in mostra al Coni

ROMA (ITALPRESS) – La storia è in quell’azzurro intenso, “antico” di 112 anni eppure in grado di suscitare nei tifosi emozioni sempre nuove. La Nazionale di calcio, insieme ai trofei conquistati e ai cimeli dei campioni che l’hanno frequentata nel corso della loro carriera, è in mostra oggi e domani al Coni. I gioielli del Museo del Calcio di Coverciano saranno esposti al Salone d’Onore e stamattina, in un evento alla presenza delle massime autorità sportive del Paese, è stato tagliato simbolicamente il nastro della mostra “La storia siamo noi” con il presidente federale Gabriele Gravina. “L’azzurro è il colore identitario dello sport italiano – le sue parole dal palco, accanto alla coppa dell’Europeo vinto a Wembley – il colore che ha contraddistinto la storia di questo Paese e l’ha unito sempre di più, anche nei momenti più difficili. In questa mostra troviamo esposto il mondo che amiamo, un binomio tra sport e cultura. Riconosciamo un grande valore alla memoria, su cui vogliamo far costruire l’albero dei nostri valori”.
“Il mio ringraziamento – ha aggiunto – va al presidente Malagò, per aver aperto la casa dello sport italiano per questa mostra, e mi piace ricordare Fino Fini, la persona che ha avuto la splendida intuizione di creare il Museo del Calcio, che diffonde la cultura di questo sport e che sotto la presidenza di Matteo Marani ha registrato un’importante intensificazione in termini di propositività e visibilità”. “Oggi è una giornata di festa – le parole di Giovanni Malagò, presidente del Coni – Queste coppe e questi cimeli della Nazionale sono un sigillo di credibilità e siamo noi a essere onorati dell’opportunità di ospitare cimeli e trofei nella casa dello sport italiano. Il presidente del Coni può essere bravo o meno, ma è considerato meglio o peggio se il calcio italiano fa risultati. Ecco perchè è il Coni a dire sempre grazie al calcio”.
Il percorso della Nazionale – che il 6 gennaio 1911 vestì per la prima volta la maglia azzurra in omaggio a Casa Savoia – è lungo oltre un secolo, con quattro titoli mondiali, due europei e un oro olimpico conquistati. L’esposizione ha portato a Roma decine di cimeli per ripercorrere le gesta degli Azzurri e delle Azzurre, attraverso trofei e maglie, ‘attrezzì del mestiere come palloni e scarpini, e fotografie che hanno segnato l’immaginario di milioni di tifosi.
Un’occasione densa di significati e ricca di emozioni, in cui è stato presentato il nuovo logo della Fondazione Museo del Calcio ideato da Independent Ideas.
L’ingresso alla mostra “La storia siamo noi” è libero ed è consentito nella sede del Coni, in piazza Lauro De Bosis a Roma, fino alle ore 19 di oggi e dalle ore 9 alle ore 19 di domani. Tra i cimeli da poter ammirare, la maglia con cui Silvio Piola esordì in Nazionale nel 1935, quella indossata da Paolo Rossi in occasione del ‘Mundial’ del 1982, la divisa con cui Giacinto Facchetti alzò la Coppa dell’Europeo nel 1968 e la polo vestita dal Ct Marcello Lippi nella finale iridata del 2006. “La storia siamo davvero noi: 112 anni, quasi mille giocatori e mille partite, 75 governi, 12 presidenti della Repubblica, 10 Papi. Questa è la storia della Nazionale italiana di calcio – ha spiegato Matteo Marani, presidente della Fondazione Museo del Calcio – Il nostro Museo sta crescendo, non è solo un luogo fisico ma la custodia della memoria del calcio italiano, che vuol dire storia e conoscenza. Noi non viviamo solo dell’attualità ma di tutto quello che abbiamo alle spalle e dobbiamo essere fieri della nostra storia”.
All’evento è intervenuto anche l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, il quale ha ricordato la centralità di Roma nel progetto di candidatura all’Europeo: “Stiamo portando avanti un grande lavoro e tanti progetti, inclusa la partecipazione della città al dossier di Euro 2032”.
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Allegri “Napoli straordinario, noi pensiamo al Verona”

TORINO (ITALPRESS) – Un grande ex del passato come Mario Mandzukic crede nella rimonta della Juventus e nel lavoro del suo ex tecnico Massimiliano Allegri. L’allenatore toscano ha meno certezze, ma ha letto le parole del suo ex attaccante e, al di là di tutto, sceglie “una frase che deve essere scolpita, Mario ha detto che quando si gioca non si pensa a far gol ma a vincere le partite”. Per quanto riguarda la possibile rimonta pronosticata da Mandzukic, il tecnico non ci pensa, ha un’altra idea: “Il Napoli sta facendo un campionato straordinario e se continua così nessuno avrà la possibilità di avvicinarlo, noi per quanto ci riguarda dobbiamo pensare a una partita alla volta”, ha sottolineato Allegri in conferenza stampa alla vigilia della trasferta in casa dell’Hellas, una sfida che arriva dopo il successo nel derby d’Italia. “Abbiamo passato una serata di soddisfazione e gioia, ma il giorno dopo abbiamo chiuso il capitolo Inter. Domani – dice – giochiamo a Verona contro una squadra che nelle ultime 5 gare ha battuto 3 volte la Juve. L’Hellas viene da sconfitte anche immeritate, è una squadra che crea, ha gente che calcia bene le palle inattive, elementi reattivi e che aggrediscono, il Verona non merita la classifica che ha, sarà una partita dura e noi dobbiamo dare continuità altrimenti sprechiamo quanto fatto contro l’Inter e nelle partite precedenti”.
Detto che al Bentegodi giocherà Perin, che Vlahovic e Chiesa sono da valutare per domani, che Di Maria “ha più 30 che 90 minuti nelle gambe” e che Paredes e Kean sono recuperati ma non è detto che giochino, Allegri si sofferma sulla fascia di capitano. “L’altra sera ho parlato con Cuadrado che nelle gerarchie viene dopo Bonucci ma che ultimamente si innervosiva un pò troppo, sentiva troppa responsabilità e parlandoci gli ho detto che era meglio che Danilo facesse il capitano. Cuadrado ha accettato in modo sereno, così come Alex Sandro. Detto ciò, il capitano rimane Leo quando gioca”.
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Denunce ginnaste, Abodi-Roccella “Mai più episodi del genere”

ROMA (ITALPRESS) – “Episodi del genere non dovranno ripetersi: non è un’affermazione retorica ma un preciso intendimento del governo, che è intervenuto con sollecitudine ed è già al lavoro, nel rispetto dei ruoli, perchè siano garantiti il contrasto e soprattutto la prevenzione rispetto a situazioni di questo tipo, a tutela delle persone e a salvaguardia dell’integrità del mondo sportivo”. Lo dichiarano in una nota congiunta il ministro dello Sport, Andrea Abodi, e la ministra delle Pari Opportunità, Eugenia Roccella, con riferimento alle denunce da parte di atlete di abusi e maltrattamenti. “Non appena la vicenda è stata resa nota – affermano Abodi e Roccella – l’esecutivo si è tempestivamente attivato attraverso interlocuzioni con il Coni e con Federginnastica, la quale proprio da pochi mesi ha attivato una struttura di ascolto con la finalità di raccolta di segnalazioni, esposti ed eventuali denunce. Altrettanto importante è il fronte della giustizia sportiva, con la convocazione del Tribunale Federale chiamato a svolgere tutte le funzioni di propria pertinenza. Nessun traguardo agonistico può giustificare l’idea che si possa infrangere il limite del rispetto personale. Gli strumenti di prevenzione e sensibilizzazione verranno potenziati con la stessa fermezza con la quale il Ministero dello Sport è intervenuto sulla vicenda. La centralità della persona è un principio dal quale non intendiamo prescindere e le discipline sportive – concludono i ministri – devono esserne fra le massime espressioni”.
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