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Martinenghi oro nei 100 rana ai Mondiali di nuoto

BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Prima medaglia d’oro per l’Italia ai Mondiali di nuoto a Budapest. La vince Nicolò Martinenghi nei 100 rana: alla Duna Arena, l’azzurro ferma il cronometro sul tempo di 58″26, nuovo record italiano. Martinenghi, varesino (Aqua Centurions – Circolo Canottieri Aniene), diventa così il primo italiano a conquistare un titolo iridato nella rana. Completano il podio l’olandese Arno Kamminga, argento in 58″62, e lo statunitense Nic Fink, bronzo in 58″65. “È molto strano, perché sono molto contento da un lato e meno dall’altro: mi aspettavo qualcosina in meno nel tempo – ammette – Prima di partire ho chiesto al mio allenatore se questa era una gara in cui cercare il tempo o da vincere e lui mi ha detto ‘questa è una gara da vincere’. È un’emozione allucinante, perché sono riuscito a mettere la mano davanti in un Mondiale alla mia prima finale: è la prima medaglia mondiale in una vasca lunga. Sapevo che tutti e tre eravamo lì allo stesso livello: oggi la testa ha fatto tanto, più del fisico”. L’essere il primo italiano di sempre a conquistare un titolo iridato nella rana è “una bella responsabilità, spero di aver dato il via a una sfilza di medaglie in questi giorni”.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Berrettini si conferma campione sull’erba del Queen’s

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini non si ferma più. Il 26enne romano, n.10 del ranking mondiale, continua la striscia perfetta sull’erba vincendo per la seconda volta il titolo dell’ATP 500 del Queen’s, secondo torneo consecutivo dopo il successo della scorsa settimana a Stoccarda. In finale sui prati dell’affascinante club londinese l’azzurro ha sconfitto il serbo Filip Krajinovic (n.48 ATP) col punteggio di 7-5 64- in un’ora e mezza di gioco, confermando il proprio momento straordinario di forma e l’efficacia del suo gioco sulla superficie ‘verde’. Una prestazione in crescendo per Berrettini, che dopo un inizio non dei migliori col servizio ha trovato ritmo e ha imposto il suo tennis aggressivo, sconfiggendo per la terza volta in carriera Krajinovic. Il nativo di Sombor si era issato in finale nel torneo da “perfetto sconosciuto” su erba: prima di quest’edizione del Queen’s non aveva mai vinto una partita sul tour ATP sui prati. Ha disputato una buona finale il serbo, ordinato e offensivo, ma Berrettini gli è stato superiore in ogni fase di gioco, anche nello scambio grazie ad una giornata eccellente col rovescio, sia in back per cambiare ritmo e manovrare, che nell’accelerazione alla ricerca dell’affondo. È il nono successo consecutivo per l’azzurro dal rientro sul tour la scorsa settimana. “Non riesco a realizzare quel che ho fatto – afferma emozionato Berrettini durante la premiazione – Tornare da un’operazione, vincere due tornei di fila e difendere il titolo di uno dei tornei più prestigiosi è qualcosa di incredibile, ma ora non voglio piangere. Devo ringraziare il mio team e la mia famiglia. Quando sono rientrato la scorsa settimana non avevo le migliori sensazioni, ho detto a tutti che sarebbe stata dura, invece…”. Berrettini ha disputato la decima finale in carriera, la seconda consecutiva al Queen’s, alzando il settimo trofeo e secondo di fila dopo quello conquistato domenica scorsa a Stoccarda. Il suo tennis sui prati è quasi irresistibile: ha vinto 20 degli ultimi 21 match giocati su erba, resta imbattuto nel torneo londinese (10 vittorie su 10 partite disputate) e complessivamente sulla più antica superficie della disciplina ha vinto 33 delle 39 partite a cui ha preso parte in singolare. Considerando l’Era Open, Berrettini è tra i migliori cinque di sempre per percentuale di successi in incontri su erba, in compagnia di Federer, McEnroe, Djokovic e Laver e davanti leggende come Sampras, Connors, Murray e Becker. Insomma, per Wimbledon il tennis azzurro può ben sperare.
– foto LivePhotoSport –
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Agli Europei Gregorio d’argento nella sciabola

ANTALYA (TURCHIA) (ITALPRESS) – La terza giornata dei Campionati Europei Assoluti Antalya 2022 chiude il programma delle prove individuali con la nona medaglia per l’Italia, arrivata nella sciabola femminile grazie all’argento di Rossella Gregorio. Per la salernitana dei Carabinieri questo è il quarto podio europeo in carriera: è stata argento a Tbilisi 2017 e bronzo a Strasburgo 2014 e Montreaux 2015. L’assalto più difficile per lei è stato quello di inizio giornata contro la spagnola Celia Perez Cuenca, risolto solo all’ultima stoccata 15-14, poi sono arrivate le vittorie nei 32 contro l’ungherese Lisa Pusztai e nei 16 contro la bulgara Olga Hramova col punteggio di 15-9, che l’hanno proiettata tra le migliori 8 della prova. Qui il successo sulla francese Caroline Queroli sempre per 15-9 ha concretizzato la medaglia. In semifinale la portacolori italiana è stata bravissima a restare nel match nonostante l’ampio distacco dalla francese Sara Balzer: la transalpina conduceva 11-5, poi si è fatta rimontare con un parziale incredibile dell’azzurra di 10-0 (per il 15-11 conclusivo).
La finale per l’oro contro l’azera Anna Bashta è stata equilibrata fino al 9 pari, poi l’avversaria ha allungato fino al 15-9 con cui si è aggiudicata l’oro e l’azzurra ha così chiuso al secondo posto. L’argento europeo arriva dopo una stagione di Coppa del Mondo già impreziosita da due terzi posti nelle tappe di Tblisi e Plovdiv.
“Sono contenta perchè sto combattendo con tanti piccoli infortuni ed essere qui sul podio è una grande soddisfazione – ha spiegato Rossella Gregorio a fine gara -. Sono andata oltre a tutte le gare non fatte e a tutte le sensazioni negative. Tra qualche ora dirò che sono contenta, ora forse prevale il rammarico per il secondo posto, che è lo stesso risultato di cinque anni fa. La gara è iniziata con molte difficoltà, ero tesa, ma alla fine ha prevalso la voglia di fare bene. Ora mi godo il momento, ma voglio recuperare per la gara a squadre di mercoledì”.
Tra le altre italiane in gara Martina Criscio ha chiuso 14esima, sconfitta dalla tedesca Larissa Eifler 15-11, mentre Michela Battiston ed Eloisa Passaro sono uscite nei 32, superate rispettivamente dall’azera Sabina Karimova 15-12 e dalla greca Despina Georgiadou 15-6.
Il ct della sciabola azzurra, Nicola Zanotti, ha commentato così la giornata di oggi: “Quando si vincono le medaglie si può solo essere felici. Questa è la seconda medaglia individuale per la sciabola dopo l’argento di Luca nel maschile, segno che il lavoro sta producendo i suoi frutti. Rossella ha espresso un’ottima scherma, è esperta e sa anche come uscire dalle situazioni meno favorevoli. Meno fortunate sono state le altre ragazze come Eloisa che ha fatto degli ottimi gironi, era seconda, ma ha trovato un canale tostissimo. Michela e Martina devono ancora fare dei passi avanti, ho già parlato con loro, ma adesso c’è da essere compatte per la prova a squadre”.
Nella spada maschile il migliore degli azzurri è stato Federico Vismara, 21esimo: il milanese delle Fiamme Azzurre, neo campione italiano a Courmayeur, ha vinto 15-12 il primo assalto contro l’austriaco Josef Mahringer, ma è stato poi sconfitto 15-7 dal francese Yannick Borel che si è poi aggiudicato la medaglia d’oro. Stop nel tabellone dei 32 anche per Andrea Santarelli, che ha superato 15-13 l’ucraino Yan Sych prima di perdere con lo stesso punteggio contro lo svizzero Max Heinzer. E’ uscito nei 64 Davide Di Veroli, battuto 15-13 dallo slovacco Lukas Jakub Johanides, mentre si è fermato dopo la fase a gironi Gabriele Cimini.
Domani inizieranno le gare a squadre con il fioretto femminile, che schiera l’argento e il bronzo individuale, Arianna Errigo e Alice Volpi, assieme a Martina Favaretto e Francesca Palumbo, e la sciabola maschile, con l’argento Luca Curatoli, Giovanni Repetti, Pietro Torre e Michele Gallo in pedana.
– foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Quartararo domina in Germania, Zarco e Miller sul podio

CHEMNITZ (GERMANIA) (ITALPRESS) – Fabio Quartararo vince il Gran Premio di Germania di MotoGP. Il pilota francese della Yamaha, campione in carica, domina l’appuntamento del Sachsenring, aumentando il proprio vantaggio in testa al Mondiale. Zero pesante invece per Francesco Bagnaia (Ducati), che cade da solo in curva 1 perdendo il posteriore a pochi giri dal via. Completano il podio l’altro francese della Pramac Johann Zarco e l’australiano della Ducati ufficiale Jack Miller. Quarto posto per l’Aprilia di Aleix Espargaro, davanti a Luca Marini e Jorge Martin, mentre Fabio Di Giannantonio raccoglie un ottavo posto, precedendo la Ktm di Miguel Oliveira e Enea Bastianini del Team Gresini (decimo). Oltre a Bagnaia, da segnalare i ritiri di Pol Espargaro (Honda), Joan Mir (Suzuki) e Maverick Vinales
(Aprilia).
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Urso “La pesistica italiana è un riferimento mondiale”

MILANO (ITALPRESS) – Si conclude con una festa la 116esima edizione delle Finali degli Assoluti di Pesistica. Al Crowne Plaza di San Donato Milanese sono stati incoronati altri 8 campioni italiani, ma soprattutto quella di oggi è stata l’occasione per il popolo della pesistica azzurra di applaudire i suoi campioni, vittoriosi agli ultimi Europei ma non solo: sono stati premiati Nino Pizzolato, in qualità di neo campione europeo nella 89 kg, miglior atleta della competizione continentale e detentore di due nuovi record del mondo; Giulia Imperio, neo campionessa europea nella 49 kg; Lucrezia Magistris, vicecampionessa europea nella 59 kg; Sergio Massidda, che a causa della pandemia, non aveva avuto il riconoscimento pubblico che meritava per i tre titolo Mondiali Youth e juniores conquistati tra il 2019 e il 2021; Iacopo Falsinotti, vicecampione del mondo solo pochi giorni fa a Leon in Messico; sul palco anche le medaglie olimpiche di Tokyo, Giorgia Bordignon (argento nella 64 kg) e Mirko Zanni (bronzo nella 67 kg). A premiare i campioni azzurri c’erano il presidente Fipe Antonio Urso, il direttore tecnico della Nazionale Sebastiano Corbu, la vicepresidente del Coni Claudia Giordani, il direttore tecnico delle Fiamme Oro Massimo Montecchiani e il vicepresidente Federale Giuseppe Minissale. “Questi successi sono il risultato di un percorso, di un cambio di passo in ambito internazionale – ha detto Urso – Oggi si parla dell’Italia come di un Paese di riferimento, vengono addirittura Nazionali a chiederci di potersi allenare con i nostri ragazzi. Abbiamo creato una vera e propria scuola, il che significa aver creato un movimento culturale, un indirizzo nuovo, che si chiama ‘Sport pulitò: i nostri risultati sono testati e frutto di lavoro, di ricerca e di applicazione. Per questo non finirò mai di ringraziare il dt Sebastiano Corbu e tutti i tecnici che lavorano negli staff intorno alle Nazionali. La crescita di una federazione parte sempre dalle sue basi, per cui voglio ringraziare tutte le società sportive che lavorano e che hanno sposato, soprattutto nei settori giovanili, il progetto di questa federazione. A breve la nostra federazione si confronterà con una nuova struttura della Federazione Internazionale. Finalmente dopo 12 anni di lotte siamo riusciti a far radiare un delinquente che gestiva questo sport a livello internazionale. Oggi – conclude Urso – siamo una federazione libera e speriamo che liberamente potremo costruire un grande futuro”.
– Foto Ufficio Stampa Fipe –
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Nuoto, tennis, ginnastica e scherma: brilla lo sport azzurro

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Una domenica da sogno per lo sport azzurro: prima Sofia Raffaeli, poi Matteo Berrettini, quindi Nicolò Martinenghi e Rossella Gregorio. Dalla ginnastica al tennis, dal nuoto alla scherma, è grande Italia.

Sofia Raffaeli non la smette più di stupire ed è assoluta protagonista in Israele. L’azzurra inizia vincendo la medaglia d’oro al cerchio con 36 punti netti agli Europei di Tel Aviv, poi si prende l’argento nella palla e chiude con un’altra vittoria, stavolta alle clavette. La 18enne marchigiana stabilisce un nuovo primato storico per la ritmica azzurra che, nelle 37 edizioni passate della rassegna continentale, non aveva mai raggiunto il podio individuale, impreziosendolo non di una medaglia ma ben tre, di cui due d’oro. E anche le Farfalle volano sul tetto d’Europa vincendo entrambe le finali di specialità. Era da Guadalajara 2018, sempre con i 5 cerchi, che le aviere dell’Aeronautica Militare non salivano sul primo gradino del podio di specialità e, prima ancora, a Torino 2008 con le 5 funi.

Da Tel Aviv a Londra, Matteo Berrettini non si ferma più. Il 26enne romano, numero 10 del ranking mondiale, continua la striscia perfetta sull’erba vincendo per la seconda volta il titolo dell’ATP 500 del Queen’s, secondo torneo consecutivo dopo il successo della scorsa settimana a Stoccarda. In finale sui prati dell’affascinante club londinese l’azzurro ha sconfitto il serbo Filip Krajinovic (numero 48 del mondo) col punteggio di 7-5 64- in un’ora e mezza di gioco, confermando il proprio momento straordinario di forma e l’efficacia del suo gioco sulla superficie ‘verde’. È il nono successo consecutivo per l’azzurro dal rientro sul tour la scorsa settimana.

Ai Mondiali di nuoto di Budapest arriva poi la prima medaglia d’oro per l’Italia: la vince Nicolò Martinenghi nei 100 rana. Alla Duna Arena, l’azzurro ferma il cronometro sul tempo di 58″26, nuovo record italiano. Martinenghi, varesino (Aqua Centurions – Circolo Canottieri Aniene), diventa così il primo italiano a conquistare un titolo iridato nella rana. Completano il podio l’olandese Arno Kamminga, argento in 58″62, e lo statunitense Nic Fink, bronzo in 58″65.

Dulcis in fundo arriva l’argento di Rossella Gregorio nella sciabola femminile agli Europei di scherma in corso ad Antalya. L’azzurra si arrende solo in finale all’azera Anna Bashta, per 15-9. Per la salernitana dei Carabinieri è il quarto podio europeo della carriera: è stata argento a Tbilisi 2017 e bronzo a Strasburgo 2014 e a Montreaux 2015.
– foto Image –
(ITALPRESS).

 

Bronzo per Seregni nella World Triathlon Cup di Huatulco

HUATULCO (MESSICO) (ITALPRESS) – Una gara da protagonista per Bianca Seregni nella World Triathlon Cup di Huatulco, in Messico. L’azzurra conquista una splendida medaglia di bronzo alle spalle della tedesca Annika Koch e della canadese Emy Legault che precede la Seregni in volata dopo un lungo ed emozionante testa a testa finale. L’azzurra, campionessa europea in carica di Aquathlon a Walchsee 2021, dopo il 12° posto nella World Triathlon Cup ad Arzachena e il 7° nell’Europe Triathlon Cup di Caorle dello scorso maggio, conquista la sua prima medaglia internazionale di stagione. In gara, a completare l’ottima prova delle azzurre nella trasferta messicana, anche Costanza Arpinelli che, uscita nella pancia del serpentone a nuoto e dopo esser stata nel folto gruppo di testa nella frazione di ciclismo, chiude in 10^ posizione entrando in top ten. “Ho sofferto molto in questa gara ma sono felice – ha commentato Bianca Seregni – Ho nuotato molto bene ma capita spesso che poi nel ciclismo mi raggiungano, ho dovuto rallentare e abbiamo formato un gruppo molto grande, poi finalmente è arrivata la gara di corsa. Conosco Emy Legault ed è una brava ragazza, abbiamo sofferto molto insieme per il secondo e il terzo posto, a volte stavo meglio io, a volte lei, ed alla fine è stata lei a prendere il secondo posto. Comunque sono molto felice della mia gara”. La prova maschile, sempre su distanza sprint con unico giro da 750 m di nuoto, 4 giri per un totale di 20 km di ciclismo e 2 giri da 2,5 km di corsa, è in programma domani alle 15:00 (ore italiane) e vedrà alla partenza Nicola Azzano.
– Foto Ufficio Stampa Fitri –
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Raffaeli nella storia, 2 ori e 1 argento a Europei ritmica

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Sofia Raffaeli non la smette più di stupire ed è assoluta protagonista in Israele. L’azzurra inizia vincendo la medaglia d’oro al cerchio con 36 punti netti agli Europei di Tel Aviv. L’agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, già bronzo in questo attrezzo al Mondiale di Kitakyushu, nella sua prima finale di specialità di oggi sale sul primo gradino del podio davanti all’israeliana Daria Atamanov, vincitrice dell’All Around di ieri e argento con 34.900 punti, e alla bulgara Boryana Kaleyn, bronzo con 33.900. Il programma delle finali individuali è proseguito con la palla. In questo ottetto erano presenti due ginnaste azzurre. L’inarrestabile Sofia Raffaeli, reduce da un amaro quarto posto nel concorso generale europeo, lascia poco spazio alle rivali e colleziona la sua seconda medaglia di giornata con il personale di 34.250 punti, questa volta d’argento a causa di una perdita su un rischio con ripresa in ruota. Davanti a lei la bulgara Boryana Kaleyn con 35.350 punti e dietro la tedesca Darja Varfolomeev con 33.750 punti. La Baldassarri, che ha centrato solo questa finale in fase di qualifica, si attesta in settima posizione con il personale di 33.100. Le clavette hanno chiuso la presenza delle individualiste italiane sulla pedana dell’Expo di Tel Aviv. In questa finale la ginnasta di Chiaravalle, allenata da Julieta Cantaluppi alla Ginnastica Fabriano, mette insieme 34.550 punti validi per la prima posizione in classifica davanti alla padrona di casa, Daria Atamanov, argento con 34.250 punti e alla slovena Ekaterina Vedeneeva, bronzo con 32.550. Continuano dunque i successi per la diciottenne marchigiana che stabilisce un nuovo primato storico per la ritmica azzurra che, nelle 37 edizioni passate della rassegna continentale, non aveva mai raggiunto il podio individuale, impreziosendolo non di una medaglia ma ben tre, di cui due d’oro. Nell’ultima finale con il nastro è la bulgara Boryana Kaleyn ad avere la meglio sulle avversarie. Con il suo 34.050 punti si posiziona davanti alla padrona di casa Daria Atamanov, argento con 33.750 e all’altra israeliana Adi Asya Katz, bronzo con 32.600.
Anche le Farfalle volano sul tetto d’Europa vincendo la medaglia d’oro in entrambe le finali di specialità. Era da Guadalajara 2018, sempre con i 5 cerchi, che le aviere dell’Aeronautica Militare non salivano sul primo gradino del podio di specialità e, prima ancora, a Torino 2008 con le 5 funi. Questa volta però il bottino europeo è il più ricco di sempre. Maurelli e compagne, dopo l’amaro argento di ieri nel concorso generale, di poco alle spalle delle padrone di casa, sono tornate sula pedana israeliana per dimostrare tutto il loro valore e la loro grinta. Nell’esercizio con i 5 cerchi, montato sulle note di un medley “Mercy in darkness e Strenght of Thousand Men” di Bergesen/Phoenix, le guerriere azzurre hanno conquistato 36.650 punti imponendosi su Israele, argento con 36.450 punti e sulla Bulgaria, bronzo con 34.750. Nella routine con i 3 nastri e le 2 palle, costruito sulla canzone di Michael Jackson, “They don’t care about us”, chiudono il 38° Europeo con il secondo oro e lasciano che l’Inno di Mameli risuoni ancora tra le mura dell’Expo di Tel Aviv. La squadra azzurra, bronzo olimpico a Tokyo 2020, scala la vetta della classifica con 34.250 punti lasciandosi alle spalle Spagna (31.950) e Azerbaijan (31.900).
– foto LivePhotoSport –
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