SAKHIR (BAHRAIN) (ITALPRESS) – E’ subito grande Ferrari. Charles Leclerc conquista la vittoria nel Gran Premio del Bahrain di Formula 1, primo appuntamento del calendario. Il pilota della Rossa conquista il successo nell’esordio stagionale, mantenendo la pole position conquistata sabato e riportando il Cavallino a un primo posto che mancava da Singapore 2019 con Vettel. Il monegasco ha preceduto il compagno di squadra spagnolo Carlos Sainz per una doppietta Ferrari sul podio davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton, che ha approfittato di un problema occorso a Sergio Perez (Red Bull). Anche l’altra Red Bull di Max Verstappen è costretta al ritiro a due giri dal termine per un problema di affidabilità. La top-5 è completata dalla Mercedes di George Russell e dal sorprendente Kevin Magnussen (quinto in Haas). Sesta posizione per Valtteri Bottas (Alfa Romeo). Da segnalare il ritiro di Pierre Gasly con la sua Alpha Tauri che ha preso fuoco.
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Doppietta Ferrari in Bahrain, Leclerc vince davanti a Sainz
Cancellieri risponde a Di Francesco, Empoli-Verona 1-1
EMPOLI (ITALPRESS) – Un punto a testa per Empoli e Verona al termine di un match equilibrato fino al triplice fischio. Un passo in avanti verso una salvezza che al momento sembra obiettivo facilmente raggiungibile per entrambe le squadre viste oggi al ‘Castellanì, con rimpianti per i toscani per essere passati per primi in vantaggio ma con Tudor eccellente nelle scelte a gara in corso, soprattutto con Cancellieri bravo a trovare una rete di ottima fattura dopo un doppio errore dal dischetto di Simeone.
L’Empoli passa alla prima vera occasione grazie a Di Francesco che, dopo una palla servitagli da Parisi, bravo a recuperare la sfera sulla fascia sinistra, triangola con Pinamonti bucando la difesa del Verona, e batte Montipò. La reazione dei gialloblù, che dominano nel possesso palla, oltre il 60%, e nei calci d’angolo, 4-1 alla fine del primo tempo, è debole e poco organizzata. Vicario deve intervenire solo una volta su una conclusione debole di Caprari, sessanta secondi prima invece un tiro di Hongla che viene pericolosamente deviato in corner. Nel Verona pesano le assenze di Dawidowicz e Veloso, oltre a quelle di Ceccherini ed Ilic per squalifica. Ne viene fuori una manovra farraginosa e costellata da tanti errori. Le azioni pericolose di Gunter e compagni derivano così da giocate create dai singoli come la punizione di Caprari che a inizio ripresa costringe Vicario a deviare in tuffo. Il portiere dell’Empoli però è protagonista soprattutto al 62′ quando, su rigore assegnato per fallo di Parisi su Caprari, e tirato da Simeone, para la conclusione gettandosi sulla sua destra. L’arbitro però fa ripetere dal dischetto per l’ingresso anticipato in area di Parisi, ma anche stavolta Simeone sbaglia centrando il palo. Il Verona per trovare il pareggio ha bisogno di un sinistro dai 20 metri di Cancellieri, subentrato pochi minuti prima, punendo un Empoli troppo rinunciatario nonostante il vantaggio. I padroni di casa tornano a farsi vivi dalle parti di Montipò a 14′ dalla fine con una conclusione di Asllani che finisce a lato. L’Empoli però si mangia le mani soprattutto per la chance fallita da Viti poco dopo quando, su calcio d’angolo da destra, a pochi metri dalla porta mette clamorosamente fuori. Nel finale Barak sfiora il colpo da tre punti colpendo di testa su punizione di Cancellieri con palla che esce di un soffio alla destra di Vicario.
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La Juve si rilancia in campionato, 2-0 alla Salernitana
TORINO (ITALPRESS) – La Juventus si è imposta sulla Salernitana per 2-0 nella 30esima giornata del campionato di Serie A. I bianconeri di Massimiliano Allegri erano attesi ad un pronto riscatto dopo l’eliminazione in Champions e hanno risposto all’appello dominando una Salernitana che ha incassato la seconda sconfitta consecutiva in trasferta e resta fanalino di coda della massima serie. Per la Juve 16esimo risultato utile di fila in campionato e un solo punto di distacco dall’Inter terza anche se con una gara in meno. Meno di cinque minuti dal fischio d’inizio del signor Ayroldi e la Juventus è già in vantaggio: palla dalla destra di Cuadrado per Vlahovic, il serbo controlla e serve Dybala che dribbla un avversario e infila Seppe sul primo palo. L’argentino potrebbe raddoppiare al 13′, servito da uno splendido assist da Cuadrado, ma davanti all’estremo difensore dei campani cerca un pallonetto che finisce alto sopra la traversa. Ancora Dybala e Vlahovic protagonisti al 22′ con il primo che riceve uno splendido lancio da Pellegrini e confeziona la palla gol che il secondo non calcia e nel controllarla si trova addosso Sepe. Al 29′ la rete però arriva su splendido cross dalla destra di De Sciglio, con il numero sette bianconero che sovrasta Mazzocchi e infila la porta ospite di testa.
Una Salerninata che nella prima parte di gara ci aveva provato in una sola occasione con un tiro dalla distanza di Bonazzoli, nella ripresa aumenta la spinta e al 22′ è il neo entrato Verdi a chiamare alla deviazione in corner Szczesny. Il portiere polacco si ripete di nuovo prima della mezzora su una sforbiciata del già citato Bonazzoli. Unica risposta della Juventus degna di nota nei secondi 45 minuti una conclusione del solito Vlahovic che al 26′ calcia da posizione defilata e trova Sepe pronto sul suo palo.
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Doppietta di Caputo, la Sampdoria vince 2-0 a Venezia
VENEZIA (ITALPRESS) – Una doppietta di Caputo nel primo tempo consente alla Sampdoria di espugnare il Penzo nel lunch match della domenica della 30^ giornata. Notte fonda per il Venezia alla quarta sconfitta consecutiva. I blucerchiati, invece, si rialzano dopo tre ko di fila e conquistano importanti punti salvezza. Zanetti schiera tre uomini sulla trequarti a sostegno di Henry: in campo ci sono Okereke, Aramu e Nani, mediana a due composta da Fiordilino e Ampadu. Tra i pali Giampaolo restituisce la titolarità ad Audero (in panchina Falcone) mentre avanti parte fuori Quagliarella ed è Sabiri a giocare più vicino a Caputo. La mossa del tecnico blucerchiato paga i dividendi in un primo tempo con pochissime occasioni in cui la Samp si trova avanti 2-0 perchè è brava a sfruttare due grandi leggerezze della retroguardia lagunare. Al 24′ Maenpaa si addormenta con la sfera tra i piedi e Sabiri in scivolata gliela sottrae servendo Caputo che a porta spalancata deve solo appoggiarla in rete. Al 38′ è invece Fiordilino a perdere palla in uscita, rimontato nuovamente da Sabiri che innesca Sensi: il centrocampista di proprietà dell’Inter calcia verso la porta, Maenpaa risponde ma non può nulla sul comodo tap in ancora di Caputo. Paga carissimo le sue disattenzioni il Venezia, pericoloso solo nel recupero quando sugli sviluppi di corner Ceccaroni stacca ma non inquadra la porta. Timide proteste dei padroni di casa per un contatto tra Okereke e Thorsby nell’area della Sampdoria, Orsato lascia correre e fa bene. Un destro di Candreva termina alto mentre Zanetti prova a cambiare e getta nella mischia Busio, Kiyine e Nsame. Proprio sulla testa del camerunese un buon pallone che l’attaccante manda a lato da ottima posizione. Giampaolo vuole gestire e inserisce Rincon e Quagliarella, il Venezia ci prova ma senza troppa convinzione. Aramu al volo spara in curva, Haps ciabatta una conclusione che non fa paura ad Audero, poi bravo ad anticipare Henry di pugno. Anche Nsame ha un’altra chance ma perde il tempo giusto con lo stop e non riesce a calciare. Nel finale lagunari in 10 perchè Henry esagera con le proteste, si prende il secondo giallo e uscendo discute anche animatamente con Zanetti. I padroni di casa di fatto depongono qui le armi anche se in pieno recupero sfiorano comunque il gol della bandiera con Ceccaroni (bravo Audero a chiudere). Poco prima Quagliarella e Caputo avevano fallito il tris per la Samp.
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Oliveira domina sul bagnato il Gp di Indonesia
MANDALIKA (INDONESIA) (ITALPRESS) – Miguel Oliveira si aggiudica il successo nel Gran Premio di Indonesia di MotoGP, secondo appuntamento stagionale. Sul circuito di Mandalika, il portoghese della Ktm va a prendersi la vittoria davanti al campione del mondo in carica, il francese della Yamaha Fabio Quartararo. Completa il podio la Ducati Pramac dell’altro transalpino Johann Zarco davanti alla Ducati dell’australiano Jack Miller. In top-10 anche la Yamaha di Franco Morbidelli (settimo). Lontano dalle prime posizioni l’altro ducatista Francesco Bagnaia con un 15esimo posto, mentre Enea Bastianini (Team Gresini) è 11esimo e ancora leader della generale. La gara è cominciata con un’ora e 15 minuti di ritardo per la fitta pioggia abbattutasi sulla pista indonesiana ed è stata accorciata a 20 giri, rispetto ai 27 iniziali. Non ha potuto giocarsi le sue carte Marc Marquez per via di una caduta rovinosa nel warm-up. Il pilota della Honda ha subito una commozione cerebrale dopo l’highside avvenuto alla curva 7 ed è stato trasportato in ospedale. Brutta caduta in gara invece per Jorge Martin il quale è uscito illeso nonostante lo spavento.
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Brignone-Bassino doppietta azzurra a Courchevel
ROMA (ITALPRESS) – Ultima giornata spettacolare per la Coppa del Mondo femminile 2021/2022 di sci alpino. Grande emozione per l’Italia, che firma la doppietta nello slalom gigante delle finali di Courchevel/Meribel. Federica Brignone conquista la sua ventesima vittoria (49 podi) chiudendo con il tempo complessivo di 2’14″68, precedendo di 31 centesimi la compagna di squadra Marta Bassino, capace di recuperare quattro posizioni nella seconda manche e centrare il ventunesimo podio in carriera. Salgono così a 11 le vittorie conquistate dalla squadra italiana, cifra mai raggiunta dalla Nazionale femminile in una sola stagione. Completa il podio la slovacca Petra Vlhova, terza staccata di 37 centesimi dalla vincitrice. “Meglio di così non si può. L’avevo detto che stavo sciando bene e volevo dimostrarlo in gara. E’ stata una bellissima stagione”, ha detto Brignone ai microfoni della Rai. “Proprio bello finire così – ha chiosato Bassino – con la doppietta con Fede (Brignone, ndr). Sono contenta di quello che sono riuscita a tirar fuori in questa seconda manche”. Quarta posizione dal sapore dolcissimo per la francese Tessa Worley, che chiude a 8 centesimi dal podio ma soprattutto si porta a casa la Coppa di specialità. La transalpina infatti riesce a gestire la pressione e davanti al pubblico di casa completa il sorpasso nella classifica dedicata ai danni della svedese Sara Hector, oggi solo quattordicesima e beffata all’ultima occasione utile. Chance sprecata anche per la statunitense Mikaela Shiffrin, che accarezza la Coppa chiudendo in testa la prima manche ma alla fine è solo settima (+0″67). ‘Her Majesty’ festeggia comunque la Sfera di Cristallo, vinta con 1493 punti davanti a Vlhova (1309) e Federica Brignone (1055). Marta Bassino (673), grazie al secondo posto odierno, sale al decimo posto della classifica generale, mentre Sofia Goggia scende al sesto posto (873). L’altra azzurra in gara oggi, Elena Curtoni, chiude invece 24esima (+4″31).
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Tamberi bronzo nell’alto ai Mondiali indoor di Belgrado
BELGRADO (SERBIA) (ITALPRESS) – Un altro podio mondiale per Gianmarco Tamberi. Il campione olimpico del salto in alto vince la medaglia di bronzo ai Mondiali indoor di Belgrado con la misura di 2,31, nella prima gara dell’anno, senza aver preparato l’evento in maniera specifica ma soltanto come tappa di passaggio verso i Mondiali all’aperto di Eugene in luglio. L’oro è del coreano Sanghyeok Woo con 2,34, l’argento va allo svizzero Loic Gasch con 2,31, l’azzurro è invece terzo con la stessa misura ottenuta al secondo tentativo ma è determinante l’errore in più a 2,24. Anche in questa occasione è una medaglia condivisa per Tamberi, considerato che conquista il bronzo anche il neozelandese Hamish Kerr, a sua volta a 2,31 alla seconda prova e con lo stesso numero di errori alle misure precedenti. Per Gimbo è la seconda medaglia mondiale dopo il trionfo di sei anni fa a Portland, sempre al coperto. L’Italia, che è stata oro ieri sera con Marcell Jacobs nei 60 metri, non vinceva due medaglie nella stessa edizione dei Mondiali indoor da Barcellona 1995. Sulla spalla sinistra l’adesivo tricolore con il verde il bianco e il rosso, sulla destra la bandiera dell’Ucraina e l’omaggio agli amici saltatori Bondarenko e Protsenko, con i loro cognomi griffati sulla pelle con un pennarello. La vicinanza al popolo ucraino straziato dalla guerra è testimoniata anche dalla mascherina con i colori del Paese, all’indomani dell’abbraccio con l’oro mondiale al femminile Yaroslava Mahuchikh, supportata a bordo pedana durante tutta la finale.Nessun problema alla misura d’ingresso a 2,15 e nella quota successiva di 2,20, le prime insidie si manifestano a 2,24, prestazione ottenuta al secondo tentativo e superata invece alla prima prova da cinque atleti (Woo, Gasch, Kerr, il brasiliano Ferreira, il messicano Rivera). A 2,28 Gimbo non sbaglia, nonostante l’attesa di qualche minuto necessaria per sistemare la telecamera che il belga Thomas Carmoy aveva involontariamente fatto cadere dai ritti colpendo l’asticella. La progressione è severa ma non produce una selezione eccessiva: avanti anche Woo, Gasch e Kerr senza macchie, il brasiliano Thiago Moura alla seconda, Carmoy alla terza. Rimangono in sei a provare il 2,31. Il campione olimpico si fa accompagnare fuori dalla pedana da uno dei giudici per un bisogno fisico e poi comincia i propri assalti. Da fuoriclasse vero, dopo una prima incertezza, piazza il salto-show alla seconda stoccata, mandando in delirio il pubblico della Stark Arena. Lo imitano al secondo tentativo Gasch, Moura e Kerr, il coreano Woo al terzo, fuori invece Carmoy. Altro che gara agevole, questa finale si rivela tutt’altro che tale: a provare i 2,34 si presentano in cinque. E dopo aver rischiato l’eliminazione alla misura precedente, il match-ball lo mette a segno Woo, favorito della vigilia e leader mondiale stagionale, in grado di oltrepassare 2,34 al primo ingresso in pedana. Misura tabù per tutti gli altri, Gimbo compreso. Ed è un bronzo che vale.
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Il Milan vince a Cagliari e tiene a distanza il Napoli
CAGLIARI (ITALPRESS) – Una magia di Bennacer consolida la vetta della classifica a +3 sul Napoli e +6 sull’Inter (sempre con una gara in meno). Il Milan infila il terzo 1-0 consecutivo, stavolta contro il Cagliari, e torna a vincere tre partite di fila senza subire reti come non accadeva dal maggio 2021. Nessuna squadra ha segnato più del Milan nei 15 minuti iniziali di gara in questo campionato, mentre il Cagliari è quella che ha fatto peggio nello stesso intervallo. Nel primo quarto d’ora la squadra rossonera costruisce tre palle gol, ma le spreca tutte. La prima al 7′ con Giroud che impatta malissimo a porta spalancata dopo una sponda di Messias. Al 13′ ci prova Kessie che dalla distanza colpisce il palo esterno, mentre un minuto dopo è Brahim Diaz a sprecare una colossale chance allargando troppo il piattone destro da posizione favorevole. Ad inizio ripresa l’unico che sembra provarci in casa Milan è Theo Hernandez, che in avvio di tempo si fa notare per un assist non sfruttato da Leao e per una conclusione dalla distanza che Cragno alza in corner. Al 60′ però il portiere rossoblù non può far nulla per evitare l’1-0. Fa tutto Bennacer che recupera un pallone, sfrutta un gioco di sponda di Giroud e a rimorchio di prima intenzione fulmina in controtempo Cragno. Mazzarri si gioca la carta Deiola al posto di uno spento Lykogiannis. Al 70′ Pioli risponde con un doppio cambio: dentro Rebic e Krunic, fuori Leao e Brahim Diaz. Per assistere al primo squillo dei sardi bisogna aspettare il 76′: un tiro di Deiola è deviato sui piedi di Joao Pedro la cui conclusione è sporcata in angolo. Poco dopo il Milan ha la chance per chiuderla, ma si conferma sprecone: Bennacer innesca il contropiede, Rebic imbuca per Calabria che con tutta la porta a disposizione fa fare bella figura a Cragno. Sul calcio d’angolo successivo, è Lovato a salvare sulla linea sul tiro a botta sicura di Rebic. Nel finale c’è spazio anche per Ibrahimovic. Ma la scena se la prende Pavoletti che spaventa Pioli con un colpo di testa che si stampa sulla traversa. Nervi tesi dopo il triplice fischio ma poco male per il Milan, la corsa scudetto continua.
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