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CANOTTAGGIO, 6 MEDAGLIE UNIBA AI CAMPIONATI EUROPEI

Buona la prestazione degli studenti dell’Ateneo Barese convocati nella Nazionale Italiana presente ai Campionati Europei di Canottaggio, che si sono svolti a Glasgow dal 2 al 5 agosto. Tra i convocati, spiccano i 4 atleti UNIBA: Domenico Montrone (già Olimpionico a Rio de Janeiro, gruppo sportivo Fiamme Gialle, studente di Scienze Politiche), Emanuele Fiume (studente di Scienze Motorie, gruppo sportivo Fiamme Gialle), Clara Guerra (SAMS e Fiamme Gialle) e Catello Amarante (SAMS e Marina Militare).

La Guerra, reduce dal successo nei Campionati Mondiali U23 di Poznan, conquista una sudata e meritata medaglia di bronzo nella specialità singolo femminile pl, nella finale disputata domenica 5 agosto. Catello Amarante si aggiudica, nella specialità 4x pl, il titolo europeo in una gara in cui la nazionale italiana surclassa nettamente gli avversari, arrivando ben 8 secondi davanti all’equipaggio della Repubblica Ceca. Terza posizione nel medagliere per l’Italia con 6 medaglie (2 ori, un argento e 3 bronzi), che si classifica dopo la Romania e la Francia. Un terzo delle medaglie italiane hanno i colori di UNIBA. Entusiasta il Rettore Uricchio “Formulo i complimenti miei personali e della Comunità Accademica ai nostri campioni, che coniugano sport di elevatissimo livello e studio, grazie al nostro programma studenti atleti”. Soddisfatto dei risultati degli atleti della Marina Militare anche l’Ammiraglio Salvatore Vitiello, comando marittimo Marina Sud, da cui dipende il Centro Remiero di Sabaudia.

UNIBA Rowing si appresta nel frattempo al prossimo appuntamento internazionale: dal 8 al 12 agosto, in Cina, si svolgeranno i Campionati Mondiali Universitari di Canottaggio organizzati da FISU e FISA e nella divisione italiana si contano 4 atleti UNIBA (la rappresentativa più corposa in Italia): Andrea Maestrale e Raffaele Giulivo (Marina Militare), Paola Piazzolla (Fiamme Oro), Asja Maregotto (Circolo Canottieri Padova), tutti studenti di Scienze Motorie. Tutte le informazioni saranno disponibili in tempo reale sulla pagina Facebook “Studenti atleti all’UNIBA”.

 

POLIMI, TUMORE AL PANCREAS LUCE “SU MISURA” PER COMBATTERLO

Fa parte del 40% di giovani scienziate che nel 2017 hanno ricevuto un prestigioso Grant ERC (European Reserch Council), Paola Saccomandi, classe 1986, oggi Professore Associato al Politecnico di Milano. Il suo progetto di 5 anni, Laser Optimal, si propone di trattare in modo non invasivo e personalizzato il tumore al pancreas ed è stato finanziato con 1,5 milioni di euro. Paola e il suo team svilupperanno una piattaforma terapeutica per la rimozione laser di forme localizzate di questo tipo di tumore: l’obiettivo è indurre danno termico esclusivamente nel tumore e nel margine di sicurezza intorno, lasciando intatto il tessuto e le strutture anatomiche circostanti, basandosi su parametri specifici per il singolo paziente, rendendo la procedura selettiva e ottenere un sistema di monitoraggio della procedura in tempo reale.

Utilizzando la tecnica dell’ablazione laser le cure potranno essere applicate ad un maggior numero di pazienti, anche a coloro che non sono “operabili chirurgicamente”: oggi solo 2 pazienti su 10 possono accedere alla chirurgia tradizionale, che è anche molto invasiva. L’utilizzo di tecniche terapeutiche minimamente invasive, basate sull’induzione controllata di temperature elevate nel tumore è una potenziale alternativa alla pratica chirurgica.

Sono queste esigenze cliniche che danno luce alla strategia LASER OPTIMAL, che si compone di tre parti fondamentali: lo sviluppo di modelli matematici per predire l’efficacia del trattamento proposto e per guidare il clinico durante la procedura; la misura di temperatura in corrispondenza del tumore che viene sottoposto ad ablazione laser; l’utilizzo di nanotecnologie per rendere selettivo il trattamento e limitare il danno termico al solo tumore, senza danneggiare i tessuti sani circostanti.

Tutte queste considerazioni (pianificazione del trattamento, monitoraggio e selettività) sono particolarmente rilevanti per un organo come il pancreas, molto delicato e sottile, ed interessato da strutture vascolari importanti. Il progetto europeo e le politiche di attrattività dei giovani ricercatori italiani all’estero attuate dal Politecnico di Milano e supportate da Fondazione Cariplo hanno reso possibile l’ingresso di Paola Saccomandi presso la Sezione di Misure e Tecniche Sperimentali del Dipartimento di Meccanica dell’Ateneo.

Il progetto ERC vedrà come collaboratori il Laboratorio di Misure e Strumentazione e l’Unità di Endoscopia Digestiva del Campus Bio-Medico e del Policlinico Gemelli di Roma, l’IHU di Strasburgo e il Beckman Research Institute of the City of Hope di Duarte (California).

 

DETENUTI REINSERITI CON “MI RISCATTO PER ROMA”

È stato presentato a Roma “Mi riscatto per Roma”, il protocollo d’intenti, firmato tra Autostrade per  l’Italia, il Ministero della Giustizia, Roma Capitale e il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria,  per promuovere l’impiego e il reinserimento di detenuti nella manutenzione delle strade di Roma. Secondo Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, attualmente il detenuto “dopo essere trattato come un animale, rientra nella società totalmente incattivito”. “La sicurezza dei cittadini – ha detto Bonafede nel corso della conferenza in Campidoglio –  è danneggiata dal reinserire un potenziale criminale all’interno della società. La chiave è il lavoro, facendo in modo che la persona sia più sicura. La certezza della pena è inderogabile, ma non è in contraddizione con il tempo della pena”, Bonafede, parlando dell’integrazione sociale, ha chiesto che si faccia “senza svuota-carceri indiscriminati, ma dando la possibilità di riabilitarsi”. “Si tratta di persone a cui lo Stato non si è mai dedicato. Se n’è ricordato solo in occasione delle sanzioni dall’Europa, ragionando solo su come liberare metri quadri in modo da non essere più sanzionati”. Secondo i dati forniti dalle istituzioni, il numero dei detenuti sarà inizialmente di “qualche decina”, ma potrebbe arrivare progressivamente a 50 o perfino a 100, come confermato da Francesco Basentini, capo della polizia penitenziaria. 

 Da settembre saranno firmati diversi protocolli singoli per ogni attività di manutenzione come la pulizia dei tombini e la segnaletica orizzontale. Virginia Raggi, sindaca di Roma, ha rimarcato l’esperienza precedente in cui i detenuti sono stati impiegati per la cura del verde cittadini: “È un’attività in favore della comunità. Il duplice risultato è stato quello di riqualificare le persone e, dall’altro, vedere come avessero costruito una relazione diversa con il territorio. Il progetto ci ha convinto e abbiamo deciso di ampliarlo”. In una prima fase i detenuti, selezionati tra quelli a bassa pericolosità e con pene ridotte, verranno formati in carcere e presso scuole di formazione di Autostrade per l’Italia per una durata di due mesi e mezzo, al termine dei quali otterranno un attestato professionale. I loro primi interventi interesseranno le strade adiacenti al penitenziario di Rebibbia che, una volta risanate, diverranno il laboratorio di formazione dei detenuti. Successivamente i detenuti formati saranno impiegati nell’area metropolitana della Capitale per la pulizia delle caditoie, la riparazione delle buche a caldo e il ripasso delle strisce pedonali, in particolare delle arterie a basso scorrimento del centro storico. Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia e Autostrade per l’Italia, si è invece soffermato sul ribaltamento da una prospettiva di outsourcing a una di insourcing, con servizi prestati direttamente dall’azienda. 

“Da più di 10 anni pratichiamo il concetto di insourcing, con personale interno, dando importanza a ciò che le persone fanno. Roma ha dei problemi noti, che però vengono da molto lontano e penso che i detenuti possano dare contributo. Daremo formazione, materiale adeguato, mettendo a punto indicatori per misurare se il lavoro è efficiente e idoneo”. “L’intesa sottoscritta – si legge nella nota di Autostrade – rientra nel più ampio impegno che da anni Autostrade per l’Italia dedica alla riabilitazione della popolazione carceraria. Dal 2005, infatti, i detenuti di Rebibbia a Roma svolgono un’attività di riconoscimento fotografico delle targhe dei veicoli che non hanno corrisposto il pedaggio”. Maria Antonia Vertaldi, presidente del tribunale di sorveglianza di Roma, ha chiesto “interventi di tipo inclusivo” per “mantenere l’equilibrio tra le aspettative sociali e la sicurezza”, poiché “la reclamata certezza della pena non è altro che la certezza di un adeguato trattamento del detenuto”.