CAGLIARI (ITALPRESS) – Camera ardente all’Unipol Domus, lo stadio di Cagliari, per rendere omaggio a “Rombo di Tuono”, leggenda del club rossoblu e del calcio italiano deceduto ieri all’età di 79 anni. Cancelli dello stadio aperti fino alle 22, ma anche nella giornata di mercoledì dalle 7 alle 13. Alle 16, invece, i funerali nella basilica di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari. col/ari/gtr
Tg News – 23/1/2024
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Cagliari piange Gigi Riva, domani i funerali
– Auto travolte protesta agricoltori in Francia, 2 morti
– Hamas rifiuta proposta israeliana su tregua di 2 mesi
– Pozzolo positivo allo stub, difesa all’attacco
– Violenza e stalking, al 1522 arrivano +59% chiamate nel 2023
– Cala fiducia consumatori nell’Eurozona
– Garrone, corsa agli Oscar con “Io Capitano”
– Morte Gigi Riva, i medici “Non ha voluto l’angioplastica”
– Previsioni 3B Meteo 24 Gennaio
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Crack e cocaina per la “movida” a Palermo, 10 misure cautelari
PALERMO (ITALPRESS) – A Palermo e a Lanciano, in provincia di Chieti, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a misure cautelari nei confronti di 10 persone (8 in carcere, 1 agli arresti domiciliari e 1 obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria), a vario titolo indagate per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e spaccio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.
Le indagini, che costituiscono il proseguimento dell’operazione “Porta dei Greci” del 2022, hanno interessato l’area del centro storico cittadino, nota come “Vucciria”, ricadente nel contesto territoriale del mandamento mafioso palermitano di Porta Nuova e hanno consentito di acquisire un grave quadro indiziario a carico degli indagati circa l’esistenza di un’associazione per delinquere dedita al traffico e allo spaccio di crack e cocaina. Gli investigatori hanno accertato come al vertice del sodalizio vi fossero persone contigue al mandamento mafioso di Porta Nuova, che si occupavano di importare a Palermo, tramite diversificati canali di rifornimento, partite di narcotici da immettere nelle piazze di spaccio del quartiere “Vucciria”. Inoltre, hanno registrato l’intensa e quotidiana attività di spaccio di sostanze stupefacenti – che venivano indicate come “macchina” o “birra” – svolta nel cuore della movida palermitana. Ed evidenziato le modalità di commercializzazione e vendita della droga, mediante la predisposizione di turni di lavoro, il controllo monopolistico delle piazze di spaccio e, persino, l’utilizzo di un unico dispositivo telefonico nella disponibilità dei vari pusher. I carabinieri hanno documentato numerosissime cessioni di sostenze stupefacenti, che hanno portato a 3 arresti in flagranza ed al sequestro di crack e cocaina. Individuate e smantellate diverse basi logistiche, destinate all’occultamento e alla suddivisione in dosi delle sostanze stupefacenti. vbo
Beni per 55 mln sequestrati a imprenditore vicino a clan dei Casalesi
CASERTA (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia ha sequestrato beni per 55 milioni di euro riconducibili ad un imprenditore napoletano, operante nel settore dei rifiuti e della bonifica ambientale, ritenuto vicino al clan dei Casalesi. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione, trae origine da una proposta di misura di prevenzione, patrimoniale e personale, avanzata congiuntamente dal Procuratore di Napoli e dal Direttore della DIA. Il decreto di sequestro riguarda quattro società – di cui una di primaria importanza nel settore dei processi e tecnologie per la salvaguardia dell’Ambiente – rispettivamente attive nel settore degli impianti di depurazione, nel settore immobiliare, nei servizi di elaborazione di consumi idrici e nella costruzione di opere pubbliche per il trasporto di fluidi, nonché di disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato di circa 55 milioni di euro. L’imprenditore è già stato rinviato a giudizio per avere favorito l’attribuzione illecita del subappalto per la realizzazione e la gestione della discarica di Chiaiano alle ditte riconducibili ad un imprenditore del clan dei Casalesi. Per tali fatti gli è stata contestata la partecipazione ad un’associazione finalizzata a commettere i delitti di frode in pubbliche forniture e truffa ai danni di enti pubblici, falsità in atti e certificazioni e violazione delle norme in materia ambientale (tra cui il traffico illecito di rifiuti), avendo, tra l’altro, conferito rifiuti pericolosi utilizzandoli per l’allestimento dell’invaso presso la discarica in fase di esecuzione, reati tutti aggravati dalla finalità di favorire il clan “dei Casalesi”, fazione Zagaria. Nei confronti di altri imprenditori strettamente collegati al contesto, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha già in corso altre procedure di prevenzione che hanno determinato recenti analoghi provvedimenti di sequestro. La sezione misure di prevenzione del Tribunale, infatti, lo scorso anno, anche in questo caso su proposta del Procuratore di Napoli e del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, aveva emesso analogo provvedimento ablativo nei confronti di un altro gruppo imprenditoriale, anche questo coinvolto nella gestione della discarica e dei connessi appalti. La vicenda giudiziaria su cui si fonda la proposta di misura di prevenzione è strettamente connessa alla gestione delle imprese di famiglia da parte dell’imprenditore napoletano che, pur non ricoprendo alcuna carica sociale, in ragione dei suoi precedenti, avrebbe continuato di fatto a gestirle, attribuendo i ruoli societari formali alle figlie, “al fine di coprire l’immagine societaria, difendendone così i ‘requisiti morali’ necessari per contrattare con la Pubblica amministrazione”, fanno sapere gli inquirenti.
L’importante valore delle società, il ruolo assunto nello specifico settore ed i livelli occupazionali verranno tutelati attraverso l’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A tal fine, il Tribunale ha istituito recentemente un tavolo tecnico che ha deliberato linee guida per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, volte a regolare la fase della procedura di prevenzione. vbo
Operazione antidroga a Roma, 4 misure cautelari
ROMA (ITALPRESS) – Operazione antidroga degli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Flaminio Nuovo, che hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 4 persone gravemente indiziate di gestire un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli investigatori, nel corso di indagini, hanno scoperto che un uomo aveva messo in piedi una vera e propria attività di spaccio di droga sia presso la propria abitazione di via Collegiove, sia presso la sua sede di lavoro in viale Tiziano, a Roma. L’illecita attività era ben strutturata in quanto il “pusher” veniva raggiunto presso la sua abitazione dagli acquirenti che, dopo avere preso contatti telefonici o mediante un noto canale di messaggistica, ricevuta la conferma della disponibilità della sostanza richiesta, si recavano presso l’abitazione per effettuare lo scambio soldi/droga.
Invece, presso la sede di lavoro, l’indagato adottava un “modus operandi” diverso. Il pusher non effettuava lo scambio contestualmente alla ricezione del denaro, bensì lasciava la sostanza occultata all’interno della propria auto aperta e parcheggiata nei pressi della finestra del proprio ufficio in modo da monitorarla costantemente. A quel punto, gli acquirenti, dopo avere preso contatti con l’uomo, al quale avevano richiesto il quantitativo di cui necessitavano, si recavano nel luogo esatto da lui indicato dove era occultata la sostanza e, una volta prelevata, lasciavano il denaro all’interno dell’abitacolo della vettura. In alcune occasioni, invece, dopo essere stato contattato dai “clienti”, il pusher indicava loro un punto esatto sulla pubblica via dove effettuare lo scambio contestuale denaro/sostanza. L’attività info-investigativa ha consentito di accertare come la sostanza stupefacente venisse rifornita da un gruppo di persone, composto principalmente da soggetti di etnia rom, residenti nel quartiere Primavalle. Gli investigatori, inoltre, hanno potuto disarticolare questo sodalizio criminale, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, unite ai servizi di appostamento a distanza per osservare l’illecita attività messa in atto. Ciò ha consentito alla Procura di richiedere e ottenere dal gip del Tribunale di Roma misure cautelari nei confronti di 4 indagati. Nell’ambito dell’attività sono stati sequestrati complessivamente 135 grammi tra hashish e cocaina. vbo/gsl
Scommesse illegali nel Trapanese, sequestrati 23 milioni di euro
MARSALA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Il gip presso il Tribunale di Marsala, su richiesta della locale procura, ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di una somma di denaro di oltre 23 milioni di euro nei confronti di diverse persone gravemente indiziate di appartenere a due distinte associazioni per delinquere dedite alla raccolta clandestina di scommesse sportive sul territorio di Marsala, in Provincia di Trapani, con raccolta di denaro anche all’estero. I fatti fanno riferimento ad una indagine condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Marsala, sotto la direzione della Procura, che ha permesso di evidenziare gravi indizi di colpevolezza nei confronti di nove indagati che sono stati raggiunti da diverse misure cautelari sia per la partecipazione alle associazioni sia per i singoli reati. L’ordinanza del gip dà atto della creazione di un sistema illecito per la raccolta di scommesse clandestine che ha determinato un volume d’affari pari a circa 23 milioni di euro, con giocate da parte di oltre 1.000 scommettitori alcuni dei quali addirittura residenti in Tunisia. Le indagini preliminari sono in corso ed hanno preso spunto dalla segnalazione di un privato cittadino. Sono stati così sottoposti a particolare attenzione alcuni conti gioco regolarmente accesi da parte di una coppia di coniugi trapanesi, conti che risultavano presentare una elevata sproporzione tra il volume delle giocate eseguite rispetto alla capacità economica manifestata dagli stessi.
Nel prosieguo delle articolate indagini, anche di natura tecnica, veniva rilevato che i coniugi erano inseriti in due distinte associazioni a delinquere che operavano separatamente, ma con le medesime modalità: una consisteva nel porsi come intermediari tra i privati scommettitori e i siti sui quali i soggetti avevano acceso regolarmente i propri conti gioco, permettendo cosi a detti scommettitori di rimanere anonimi; l’altro metodo, invece, consisteva nella raccolta delle scommesse e il successivo utilizzo di siti di scommesse esteri a ciò dedicati, privi delle autorizzazioni necessarie per poter operare in Italia. Una volta eseguita la giocata in contanti veniva rilasciata apposita ricevuta cui seguiva, sempre in contanti, l’eventuale liquidazione della vincita. Le indagini, inoltre, grazie allo scambio di e-mail, al contenuto di chat e alle intercettazioni telefoniche, hanno permesso di individuare gli ulteriori soggetti coinvolti e di definire il ruolo ricoperto da ciascuno nell’illecita attività. Dei 12 soggetti coinvolti nelle indagini in corso, 9 sono stati destinatari di un provvedimento restrittivo in quanto – allo stato – raggiunti da gravi indizi di colpevolezza e, in particolare: 4 colpiti da una misura cautelare personale degli arresti domiciliari; 2 colpiti da una misura cautelare dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza; 3 colpiti da una misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare la professione e attività imprenditoriali. vbo/gsl
Traffico di droga tra Calabria e Campania, 4 arresti
SALERNO (ITALPRESS) – A Scalea e in provincia di Salerno, i militari dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e Salerno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone gravemente indiziate, rispettivamente, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di detenzione e spaccio di stupefacenti. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini hanno riguardato un presunto sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, del tipo cocaina e hashish operante a Scalea, in provincia di Cosenza. La droga veniva spacciata anche nelle province di Napoli e Salerno, dalla banda che utilizzava telefoni criptati. vbo/gsl





