CATANIA (ITALPRESS) – “I reati sono diversi, sia come numero che come tipologia. Si va dall’associazione per traffico di sostanze stupefacenti all’estorsione e all’usura, e anche al fatto che diversi soggetti che si sono resi responsabili dei reati potevano disporre di armi”. Così il capo della Squadra Mobile di Catania, Antonio Sfameni, commenta l’operazione antimafia, denominata “Doppio Petto”, con cui è stato inferto un duro colpo alla cosca Pillera-Puntina. xo1/vbo
Tg News – 30/11/2023
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Hamas rivendica l’attacco a Gerusalemme
– Giallo su cadavere ritrovato a Firenze
– Papa Francesco: “Ho bronchite molto acuta”
– Allarme Onu alla Cop28: il 2023 anno più caldo di sempre
– La morte dell’ex Segretario Usa Kissinger
– Occupazione record a Ottobre
– Cervinia avvia iter per ripristinare vecchio nome
– Previsioni 3B Meteo per 1 Dicembre
gsl
Beni per 40 mln sequestrati a due imprenditori collusi con ‘Ndrangheta
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dello Scico, coordinati dalla locale Procura – Direzione distrettuale antimafia, hanno dato esecuzione in Calabria, Campania e Lazio ad un provvedimento di sequestro di beni per un valore stimato in 40 milioni di euro riconducibile a due imprenditori calabresi indiziati di essere collusi con la ‘Ndrangheta. L’operazione costituisce l’epilogo di una complessa indagine a carattere economico-patrimoniale nei confronti di due imprenditori di Gioia Tauro, sospettati di essere collusi con la cosca di ‘Ndrangheta’ che fa capo alla famiglia “Piromalli – Molè” di Gioia Tauro, con la quale avrebbero “instaurato una cointeressenza mafiosa di assoluto spessore, duratura nel tempo e ben radicata”. La figura degli imprenditori era emersa nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, conclusasi nell’aprile del 2021 con l’esecuzione di provvedimenti cautelari personali nei confronti di 23 soggetti e sequestri per oltre 620 milioni di euro, nel cui ambito gli indagati risultano rinviati a giudizio per il reato, tra gli altri, di associazione di stampo mafioso. Le indagini avrebbero scoperchiato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise, nonché sull’impiego di false dichiarazioni di intento, istituto che ordinariamente consente di acquistare in regime di non imponibilità. L’associazione avrebbe gestito l’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero, dal deposito fiscale fino ai distributori stradali finali, interponendo tra queste due estremità della catena una serie di operatori economici – imprese “cartiera” di commercio di carburante, depositi commerciali e brokers locali – con lo scopo di evadere le imposte in modo fraudolento e sistematico, attraverso l’emissione e l’utilizzo delle dichiarazioni di intento. Il provvedimento di sequestro ha riguardato l’intero compendio aziendale di 6 imprese attive nei settori, tra gli altri, del commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, della manutenzione e riparazione di containers e della locazione immobiliare di beni propri, 1 ditta individuale operante nel settore agricolo, quote di una società operante nel settore della locazione immobiliare di beni propri, 9 fabbricati, di cui 7 a Roma, 5 auto, 4 orologi di lusso, nonché disponibilità finanziarie, per un valore complessivamente stimato di 40 milioni di euro. vbo/gsl
Frodi informatiche e riciclaggio per milioni di euro, donna arrestata
GENOVA (ITALPRESS) – Gli investigatori della Polizia di Stato in servizio presso il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale della Liguria, coordinati dalla locale Procura, hanno eseguito un’ordinanza di custodia in carcere nei confronti di una 42enne straniera ritenuta il terminale italiano di un’articolata organizzazione dedita alle frodi informatiche, alla ricettazione ed al riciclaggio, e denunciato altri indagati, ritenuti suoi complici. La donna era già stata arrestata a Genova dalla Polizia Postale nell’ottobre 2021 ma nonostante ciò avrebbe continuato a commettere reati, anche dagli arresti domiciliari, e per queste ragioni era stata nuovamente condotta in carcere nel giugno 2022.
Trascorsa la seconda carcerazione, era stata nuovamente collocata in regime di arresti domiciliari presso un’associazione di volontariato del centro genovese impegnata nel recupero dei detenuti, ma avrebbe ripreso i contatti con i propri complici e ricominciato a delinquere. La lunga attività di analisi forense dei dispositivi informatici sequestrati in occasione della seconda perquisizione eseguita dagli esperti della Polizia Postale ha permesso di sbloccare i numerosi telefoni e dispositivi in uso alla 42enne, che aveva sempre rifiutato di fornire le password di accesso, permettendo così di avere un quadro ancora più ampio della portata delle sue condotte illecite. In particolare, “nonostante la risolutezza a eludere le investigazioni e cancellare le prove a proprio carico”, gli investigatori fanno sapere di avere trovato “numerose evidenze di conti aperti fraudolentemente e di carte di credito emesse oltre che in Italia in diversi stati europei e negli Usa oltre a quelle reperite nel darkweb”. “La donna, oltre ad avere mostrato elevatissime competenze informatiche, ha dimostrato una particolare dimestichezza dei prodotti economico finanziari di numerosi Paesi e ne ha sfruttato le diverse legislazioni per aggirare i controlli antifrode europei”, evidenziano inoltre gli inquirenti. Il provento delle attività criminose, stimato in diversi milioni di euro, secondo quanto accertato dagli investigatori, è stato in parte investito in cryptovalute. Nel corso della perquisizione domiciliare, gli esperti della sezione Financial Cybercrime della Polizia Postale hanno sequestrato numeroso materiale, tra l’altro reperito durante la detenzione domiciliare, che è tuttora sottoposto ad esame per ulteriori risvolti investigativi. vbo
Tg News – 29/11/2023
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Salta l’incontro tra Filippo Turetta e i genitori in carcere a Verona
– Il sottosegretario Delmastro a giudizio per il caso Cospito
– Nordio “Entro primavera riforma separazione carriere”
– Hamas, il piccolo Kfir morto sotto le bombe con la mamma e il fratello
– Papa Francesco in udienza generale “Non sto ancora bene”
– Ferisce la madre e uccide il suo compagno, 33enne arrestato a Latina
– La Corte Europea dei Diritti Umani condanna l’Italia
– Scuola, per Anief “inaccettabile” l’accordo sul Fondo Espero
– Previsioni 3B Meteo 30 Novembre
/gtr
Bracconieri sorpresi con 4 uccellini selvatici, due denunce a Catania
CATANIA (ITALPRESS) – I carabinieri hanno denunciato due bracconieri sorpresi con 4 uccellini selvatici appena catturati in una zona di campagna a ridosso dell’abitato nel quartiere Monte Po di Catania. I militari controllando una Opel Corsa, con due persone a bordo, che tentava di allontanarsi a fari spenti, hanno scoperto che dietro il sedile del guidatore, c’era una gabbia per uccellini, parzialmente nascosta da una busta. All’interno c’era un piccolo cardellino. L’ispezione è stata poi estesa anche al vano porta bagagli, nel quale sono state ritrovate altre 3 gabbie, con rinchiusi altri 2 cardellini e una specie di uccello chiamata lucherino. Nell’auto c’erano anche reti, paletti e tutto il materiale necessario per la cattura di frodo degli uccellini, che avviene ponendo al centro della rete una gabbia contenente un cardellino femmina, che fa da esca e attrae i volatili liberi maschi. Questi ultimi, una volta che raggiungono la femmina, vengono catturati con la rete. In effetti, il cardellino custodito al caldo dell’abitacolo era appunto la femmina. I due bracconieri sono stati denunciati per divieto di uccellagione, detenzione di reti da uccellagione e detenzione di fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato. Tutto il materiale da loro adoperato per la cattura è stato sequestrato. I volatili, invece hanno riacquistato la loro libertà e sono subito stati liberati, per non prolungare i maltrattamenti. vbo
(fonte video ufficio stampa Carabinieri)
Lotta alla mafia, De Lucia torna a dialogare con studenti di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – “L’appuntamento di oggi ci serve per spiegare agli studenti che cos’è la mafia e che Matteo Messina Denaro è stato un pezzo importante della sua storia: per chi crede nella legalità è un racconto positivo, perché mette al centro lo Stato che lo ha cercato, trovato e catturato”. Così il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, a margine della presentazione, all’Auditorium del Gonzaga Campus, del libro ‘La cattura. I misteri di Matteo Messina Denaro e la mafia che cambia’, scritto insieme al giornalista Salvo Palazzolo. Il primo incontro era avvenuto il 3 febbraio, 18 giorni dopo la cattura di Matteo Messina Denaro (alle 9:12 del 16 gennaio), per condividere con gli studenti un momento di gioia da estendere a tutti i siciliani, ma anche di riflessione su cosa sarebbe avvenuto più avanti. A dieci mesi di distanza il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, è tornato all’Auditorium del Gonzaga Campus per dialogare con i ragazzi. xd8/vbo/gtr
Cagliari, sei arresti per spaccio di stupefacenti
CAGLIARI (ITALPRESS) – La Polizia ha arrestato a Cagliari 6 persone presunte responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti durante la vasta operazione di controllo del territorio nei quartieri di San Michele, Is Mirrionis e Sant’Elia.
tvi/gtr
(Fonte video: Polizia di Stato)





